21.8.09

Nevada
Il Nevada ci accoglie con una distesa desertica infinita, saremo usciti dalla Death Valley, ma clima e paesaggio non sono molto differenti.
Decidiamo che dopo la levataccia e la corsa nel deserto è arrivato il momento di fare colazione così quando passiamo il cartello che indica la cittadina di Parumph, iniziamo ad aguzzare la vista alla ricerca di un caffè. Ma di caffetterie o bar nemmeno l'ombra, a dire il vero nemmeno del paese/città ci sono tracce, solo qualche prefabbricato/baracca affacciato su strade secondarie. Dopo qualche tempo per fortuna ci imbattiamo in una stazione di servizio di nuova apertura (come recita il cartello) all'interno di quello che promette di essere un mall.
Ci fermiamo, acquistiamo il caffè e poi usciamo dalla stazione di servizio per guardarci intorno. Gli unici negozi che individuiamo nel mall sono il negozio del barbiere che promette la scelta fra taglio standard, militare, cresta e flat head e il meraviglioso "Words of wisdom", un negozio che a occhio vende Bibbie. Per il resto il nulla, gli altri negozi assolutamente deserti. Il paesaggio è così surreale che avrei voglia di fotografarlo, ma qualcosa mi dice che non la prenderebbero bene quindi dopo aver ciucciato il classico bidoncino di caffè risaliamo in macchina alla volta di Las Vegas.
Lungo la strada per la città della perdizione possiamo osservare innumerevoli cartelloni pubblicitari fra cui qulle di avvocati che aiutano a togliere qualsiasi tipo di multa automobilistica tu abbia preso (un genere molto diffuso in tutti gli stati che abbiamo attraversato), quelli delle signorine che promettono di rallegrare le notti di scapoli impenitenti, quelli dei fastfood di ogni genere e sorta e infine un cartellone con una gigantografia di quello che sembra un rapper latinoamericano e che non si rivela quello che inizialmente avevamo creduto, ossia la pubblicità di un nuovo disco, ma un cartello di "FBI most wanted" che ammonisce di fare attenzione perchè è armato e pericoloso.
Pochi km dopo il cartello del gangster, passiamo una specie di costruzione strampalata stile miniatura di un castello disney che ad un esame più attento si rivela essere un bordello.
Benvenuti in Nevada vien da pensare e non abbiamo ancora visto Las Vegas. Altro che Viva Las Vegas, come cantavano i Death Kennedys facendo la cover di Presley.
Una bomba o semplicemente il taglio dei cavi che dalla Hover Dam riforniscono la città di energia elettrica, lasciar sciogliere nel deserto questo triste triste luogo, sarebbe un atto giusto nei confronti dell'umanità.
E dire che mentre eravamo in fila per fare il checkin all'Excalibur, per un momento ci era venuta la tentazione di scappare, ma poi io avevo pensato che dai, almeno una notte si può fare, vivere la città delle pazzie architettoniche e fare un po' di sociologia da strapazzo.
Avessi seguito l'istinto iniziale sarebbe stato meglio, tutti questi forzati del gioco, del divertimento e dell'eccesso mi ha nauseato a tal punto che mi sono trovata in lacrime nel mezzo di Freemont street dove era in corso una manifestazione intitolata summer 69 e americani di tutte le taglie ed età ballavano allegri su vecchie canzoni, brandendo bicchieroni giganti di margaritas.
Ho ritrovato la calma solo dentro ad un kebabbaro frequentato da musulmani e turisti francesi, con la tv sintonizzata su di un programma di true crime, mangiando pollo tikka ad un prezzo ragionevole.
Si perchè a Las Vegas tutto è carissimo, tranne gli alcoolici. Puoi comprarti una birra o un margarita con meno di un dollaro, ma non provare a voler da mangiare. Non è contemplato nel copione è una stranezza.
Coscientemente so di aver attraversato solo una piccola parte di questo stato, la punta inferiore del triangolo e nulla più, che sicuramente ci saranno cose belle da vedere, paesaggi e montagne selvagge, ma il giorno successivo, arrivati alla Hover Dam e passato il confine ho tirato un sospiro di sollievo per esser finalmente entrata in Arizona.

3 commenti:

Baol ha detto...

Anche se non avete compiuto la "missione"....bentornati lo stesso :D

Un abbraccio

Ginevra ha detto...

grazie Baol!
comunque sto soffrendo il caldo più qui a Milano che nel deserto

Ginevra ha detto...

grazie Baol!
comunque sto soffrendo il caldo più qui a Milano che nel deserto