18.4.13

Il paese delle mogli che scappano

Lavorando in città ho poca occasione di fare public relation con gli abitanti del borgo, le mie notizie quindi sono di seconda mano, quando va bene.
Non so se sia una fissazione della fonte principale del consorte o se anche il consorte stia sviluppando una qualche ossessione in merito, pare però che il borgo sia rinomato per essere il paese delle mogli che scappano.
Tizio? Quello che ha la figlia maleducata che non saluta nemmeno a morire? Gli è scappata la moglie. Ma solo per un po', poi è tornata.
Caio e Sempronio? Ah loro che gestiscono quell'attività son proprio due bravi figlioli, accomunati però da un triste destino. Quale? Ad entrambi è scappata la moglie.
E l'avvinazzato del paese? Quello che la patente quando finalmente l'ha rivista nel frattempo non aveva più la macchina. Ah poverino, lui era un distinto cittadino, ma poi ha sbroccato. Quando? Quando la moglie è scappata col vicino di casa.
Ora non so se sia una maledizione o se i mariti abbiano le loro colpe... fatto sta che le mogli scappano.

18.9.12

Il borgo in festa

Per quanto fosse impossibile non imbattersi nei manifesti che preannunciavano la festa patronale, in caso qualcuno si fosse dimenticato del grande evento, gli scampanii bislacchi in momenti inusuali avrebbero provveduto a ricordargli che qualcosa stava accadendo nel borgo.
Per le viuzze, oltre alle vecchine devote che correvano alla messa, un unusitato transitare di persone per una domenica mattina standard.
Sul rivo una canoa bianca ricoperta in tulle blu ed edera ospitava una statua della Madonna, sul cancello della casa più vicina un drappo in stoffa azzurra con la scritta "viva maria" in nastro adesivo.
Nel pomeriggio la processione dei fedeli che recitava l'Ave Maria seguendo l'auto del prete sul quale viaggiava una seconda statua della Madonna.
L'atmosfera di estrema devozione veniva soppiantata poco dopo le 18 quando al suono delle campane si sostituiva quello della voce dell'animatore/cantante della proloco che dopo aver intonato una canzone sulle mondine ululava "e adesso... RISOTTATA PER TUTTI". A quel punto l'ordine del creato veniva ristabilito e l'estrema devozione veniva sostituita dalla consueta intemperanza e dai bassi istinti che si sviluppano sempre di fronte ad un buffet gratuito.

11.9.12

Brevi dal borgo

Abitando nel borgo ci sono due cose che mio malgrado sarò costretta ad imparare: il calendario liturgico e il calendario delle semine.
L'altro giorno oltre ai consueti scampanii molesti di 7.30, 12.00, 19.00 le campane hanno suonato a festa anche alle 20.00 e alle 20.15.
O il prete si era fatto un cicchetto o c'era qualcosa da festeggiare.
Ieri, invece, un evento che mi ha fatto rimpiangere gli scampanii molesti come il minore dei mali: la concimazione massiva dei campi intorno al borgo.
Per quanto possa vantare avi contadini, avendo sempre vissuto in città, non ho mai avuto modo di riflettere sui cicli della campagna. Avrei comunque giurato che i campi venissero concimati verso primavera, ma evidentemente ho peccato di ingenuità.
A quanto pare le maschere antigas saranno un capo spalla da abbinare ai sandali come agli stivali ricoperti di pelliccia..

31.8.12

E venne il giorno ...

E venne il giorno in cui 4 loschi individui mi smontarono la casa, la caricarono su due camioncini, si diressero verso sud ovest ed una volta arrivati al centro del nulla, nel paese il cui unico vanto è l'essere il paese con la minor altitudine sul livello del mare dopo i paesi costieri, la scaricarono.
Non si trattava di un nucleo di ladri seriali di librerie Billy Ikea, ma della ditta di traslochi da me assoldata e profumatamente retribuita per lo scopo.
Ebbene sì, la reclusione alla periferia della periferia dei confini dell'impero è stato un atto volontario, compiuto sotto l'effetto della sostanza più stupefacente che possa capitare per le mani: un figlio unenne.
Se il pendolarismo e la maternità non fiaccheranno definitivamente il mio neurone e la voglia di scrivere, d'ora innanzi qui troverete le cronche da Suburgatory, il centro del nulla

6.1.12

E' passato più di un anno dall'ultimo aggiornamento e sarebbe quasi ora di staccare la spina e di dire RIP.
Poi però pensa che a parte l'anno appena conclusosi, su questo blog ha scritto piuttosto regolarmente dal 2003 e non sa che fare.

3.1.11

Questo vituperato 2010 che tutti sono stati lieti di archiviare, per me è stato e sarà un anno da ricordare.
L'anno dell'addio più o meno consapevole alla mia vita da figlia, l'anno delle pazzie, una specie di omaggio alla mia gioventù.

Nel 2010 ci sono stati:
- libri letti e libri riletti,
- qualche capatina al cinema e la prima visione di un film in 3d,
- qualche ciaspolata
- qualche mostra, mai abbastanza,
- molti concerti , per i miei standard (Mark Lanegan, Pixies, Pavement, Jonsi)
- A Maggio a Baggio IV edizione e tutta la sua preparazione e la soddisfazione di vedere un piccolo evento diventare un evento di quelli da annali
- un nuovo viaggio in Senegal dai miei pupi neri e fare l'aiuto regista per la realizzazione di un documentario
- un viaggio on the road in Croazia
- il 15/08/2010 e i miei primi 35 anni
- il 16/08/2010 e un test di gravidanza con due strisce rosa
- la scoperta del running, l'infatuazione e l'abbandono per cause di forza maggiore
- persone nuove e belle che hanno incrociato il mio cammino
- tante foto
- un weekend a Londra, l'ultimo da "giovane coppia"
- un viaggio in aereo e il primo calcio nella pancia del Piccolo Mostro
- un Natale sereno in famiglia
Ci sono anche state cose poco belle, scoperte che fanno paura, momenti di troppo lavoro e troppo correre e la sensazione che le cose ti stiano sfuggendo di mano, le ansie per il futuro.
Nel complesso però il mio 2010 me lo tengo stretto e lo saluto con la manina con un poco di nostalgia mentre mi incammino nell'anno che verrà.

28.12.10

Xmas Gifts
E come da tradizione il post sui regali di Natale con relativo anneddoto.
Come previsto anche Little Monster - sebbene ancora gelosamente custodito nella mia panza - ha iniziato a ricevere i suoi regali di Natale. Per fortuna però i doni a me indirizzati - e che ho molto apprezzato - erano ancora quasi tutti della tipologia regalo per giovane(?) donna e non regalo per giovane(?) mamma.
E dopo questa premessa, via di elenco:
- portafoglio nero
- borsa nera + portafoglio porta cellulare nero
- libro di Somerset-Maughan "Il filo del rasoio"
- libro a fumetti "Taglia e cuci" di Marjane Satrapi
- cornice digitale
- svariate confezioni di olio di mandorle dolci
- smartphone nokia N97 con relativa custodia... nera
E sull'ultimo graditissimo dono, ecco l'anedotto che dimostra come forse l'epiteto giovane non mi si confaccia troppo.
In ufficio di rientro dalle ferie, una suoneria stile vecchio telefono a rotella nero inizia piano e poi cresce di intensità.
Io lievemente infastidita alzo gli occhi dalla tastiera domandandomi perchè cavolo nessuno si decida a rispondere.
Improvvisamente realizzo che quel suono fastidioso - "ma chi cazz ha messo sta cavolo di suoneria ?" è stato il primo pensiero - proviene dalla mia borsa.
Estraggo - non senza fatica - la custodia dalla borsa e il telefono dalla custodia, dopodiché rimango inebetita a domandarmi come diavolo si risponda dal momento che essendo touch screen non ci sono tasti in vista.
Nel frattempo il telefono smette di squillare ed io mi domando se a caua delle mie ridotte capacità mentali, non sia meglio ripristinare il vecchio 3310.