pensieri a caso... Sono di nuovo in ufficio Argh!





22.5.08

Ci sono cose che pensi possano succedere solo nei telefilm, anche se poi basta leggere un giornale per rendersi conto che accadono anche nel mondo reale.
Ci sono cose che comunque non ti aspetti possano succedere a te o a qualcuno che ti è vicino.
Purtroppo non sempre sono cose belle, a volte, quasi sempre anzi, sono tragedie, cose orribili.
E quando accadono, nel venirne a conoscenza, si rimane basiti all'altro capo del telefono e non si sa che dire. Perchè onestamente non c'è nulla da dire.
Rimane la sensazione di sbigottimento e la speranza che chi suo malgrado si è trovato a vivere nella trama di un brutto film, possa ritrovare la tranquillità.

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20.5.08

Che io c'ho ancora voglia di viaggiare.
Ieri mattina, con un certo anticipo sulla tabella di marcia prestabilita, è nato D. Stamattina, il papà, impazzito, ma felice, mi ha comunicato la notizia fornendomi subito delle prime immagini del neonato.
Di tutte le emozioni che in passato avevo ipotizzato che la notizia avrebbe suscitato in me, nessuna si è palesata. Niente rimpianto, niente invidia, solo una sana gioia per la nuova famigliola e la constatazione che è vero che il tempo alla fine guarisce ogni ferita. Aiutato forse dal fatto che "prima di" ho ancora un paio di viaggetti intercontinentali da fare.

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19.5.08

Sono viva.
Non è stato il roquefort erborinato a determinare il silenzio di questi giorni, ma una serie di eventi concomitanti che per ragioni scaramantiche non si possono nominare.
C'è aria di cambiamento all'orizzonte, a patto di non svenire per strada a causa degli eventi contigenti.
Per i prossimi giorni c'è in programma una gita notturna nelle risaie a fotografar la luna piena, una riunione organizzativa della festa di quartiere, un film, la festa di quartiere.



14.5.08

Per festeggiare in maniera inusuale l'Anniversario, io e il Marito abbiamo deciso di andare ad una degustazione di formaggi, organizzata dalla scuola del famoso e blasonato mensile di cucina italiana.
L'ambiente era piacevole ed i tavoli da otto ben assortiti, anche se credo che fosse più una questione di caso che di organizzazione.
Arrivare affamati ad una degustazione può essere dannoso, soprattutto se quando finalmente si è entrati in possesso dell'agognato piatto di formaggi il relatore si dilunga in spiegazioni e pretende che gli astanti prima di assaggiare colgano le note di latte e yogurt emesse dal formaggio stesso.
Superato lo scoglio del primo assaggio, accertato di essere criminali poichè si accompagna il formaggio con il pane, adeguatisi al ritmo del relatore, la degustazione si rivela un evento piacevole.
I vini di accompagnamento italiani sono entrambi buonissimi e finita degustazione vera e propria, quando si passa ai piatti cucinati coi formaggi io e il Marito sbevazziamo allegramente, felici della lungimiranza che ci ha fatto spostare coi mezzi pubblici.
Putroppo l'età avanza e l'eccessiva ingestione di colesterolo ci regala una notte difficile. Il prossimo anniversario ci siamo ripromessi di festeggiarlo di fronte a casa, alla mensa del pensionato per anziani con degustazione di brodini, purea di patate e pere cotte.

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13.5.08

Due anni fa a quest'ora uscivo dal parrucchiere con una rosa nei capelli e mi dirigevo verso casa, pronta ad infilarmi nel mio abito color panna. Di lì a poco mia madre avrebbe recuperato un mazzo di fiori rossi e ci saremmo incamminate verso il centro.
Il Marito, reduce da un giro dei bar nella mattinata, indossava una cravatta grigia e ne era infastidito.
Due anni fa, fra due ore, una riccioluta consigliera comunale ci avrebbe accolto nella sala grande di Palazzo Tursi, avrebbe pronunciato un bel discorso e, nonostante i tentativi di sabotaggio dei testimoni, ci avrebbe dichiarato Marito e Moglie.

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12.5.08

Ci sono volte in cui la città mi soffoca.
Ho voglia di piedi nudi, sole sulla faccia e vento nei capelli. Salino nei polmoni e piedi sulla risacca.
E invece sono in città e l'unico svago praticabile è l'esplorazione di uno dei parchi cittadini. Salvo poi incappare nel problema parcheggio e sovraffollamento polmoni verdi, che evidentemente non sono l'unica a sentirsi soffocare.
Una domenica nervosa non aiuta ad avere un inizio settimana rilassante. Ci sarebbero novità all'orizzonte, ma la loro gestione mi affatica.

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6.5.08

1/2 sentiero degli alpini
Che avrei affondato i piedi nella neve non l'avrei mai detto tantomeno avrei creduto che pur indossando maniche corte avrei sudato come se scaricassi cassette di frutta al mercato.
Invece il sentiero degli alpini si è rivelato una piacevole sorpresa, sia per la neve, sia per i bellissimi paesaggi, sia per i crocus intrepidi che fiorivano ai piedi degli alberi nel bosco.
Il rifugio Allavena (1580 m) è proprio sul passo della Melosa, che si raggiunge per una strada tutta tornanti che parte da Molini di Triora. Dal rifugio partono diversi itinerari, tra cui il sentiero degli alpini e la salita al rifugio Monte Grai.
Il gestore è un tipo simpatico e preparato che dispensa informazioni precise sulle gite nei paraggi. Oltre a lui nel rifugio lavorano la moglie sudamericana in dolce attesa, una ragazza toscana ed una ragazza slava che fa fatica ad esprimersi e a comprendere, ma in compenso sorride sempre. Il rifugio è comodo e pulito e per fortuna, visto quel che si fanno pagare la mezza pensione dai non soci CAI (38 €). Il cibo è buono ed abbondante, così se si aveva qualche speranza di perdere degli etti con la camminata, il dessert castagne bollite ricoperte di cioccolato vi farà ricredere immediatamente.
Dal rifugio all'attacco del sentiero degli alpini ci sono 20 minuti buoni di cammino su strada sterrata, noi li affrontiamo a piedi da orgoglioni, constatando poi in seguito che tutti gli altri hanno preferito abbandonare la macchina alla fontana italo risparmiando tempo ed energie.
Il sentiero è impressionante ed offre vedute sui monti verdi e sul mare in lontananza, peccato per la foschia che appanna lievemente i colori. Ci sono tratti in cui è letteralmente scolpito nella roccia , in cui si intravedono resti di parapetti in muratura. Non ci sono fortificazioni, per cui viene spontaneo domandarsi come mai tanta fatica per arrangiare un sentiero a prova di mulo.
Il tratto più faticoso è la risalita al colle dell'Incisa (1684 m), dove con 16 tornanti si recupera velocemente tutto il dislivello perso nei primi tratti in discesa.
In vetta al colle si può decidere se accerchiare il monte Torraggio con attraversamento di un piccolo tratto franato o intraprendere la via del ritorno accerchiando il Monte Pietravecchia.
Nell'indecisione fra frana e 40 cm di neve abbiamo optato per la seconda soluzione, considerando anche la necessità di non pedere troppo tempo e di partire verso casa prima che il bollino traffico diventi rosso lampeggiante.
Il giro è faticoso ma bello. Per pranzo decidiamo di risalire al rifugio grai che è a soli 10 minuti dalla fine del nostro giro. Di lì ci accorgiamo che dietro al passo della Melosa c'è un grosso lago blu artificiale che il giorno prima non avevamo visto.
Purtroppo al nostro arrivo in autostrada il traffico è ormai impazzito e ci becchiamo 30 Km di coda, nonostante tutto però ne valeva la pena.

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