24.4.08

Hasta siempre Poldo Sbaffini!
Poldino e i suoi fratelli erano gatti d'aiuola.
La mamma, per quanto scapestrata e poco dotata d'istinto materno, una intuizione l'aveva avuta, andando a partorire davanti allo studio della veterinaria.
Pare che la cucciolata abbia visto la luce sotto la siepe di pitosforo nella giornata di Ferragosto dell'anno in cui compivo 15 anni. La veterinaria infatti, intravedendo la gatta il giorno precedente, aveva diagnosticato che il parto sarebbe avvenuto entro le 24 ore.
Durante le pioggie dilaganti di quel settembre, la progenie felina corse un grosso rischio. La mamma scapestrata infatti abbandonò la cucciolata al suo destino e solo l'intervento della signora F. e le successive cure della veterinaria salvarono i gattini ormai semi affogati da un atroce destino.
Poldino era il più vorace dei fratelli, il nome infatti gli fu affibbiato constatando che non pago di slappare l'omogeneizzato dalla ciotola assegnatagli dalla veterinaria, andava alla ricerca degli avanzi sul fondo del vasetto, tatuandosi un cerchio di omogeneizzato sul musino bianco.
Poldino, a dirla tutta, era anche il più bruttino della cucciolata, con l'aria dell'insonne cronico con le borse sotto gli occhi.
La veterinaria negli anni a venire ci avrebbe confessato il suo sollievo quando io e mio padre andammo nel suo studio e oltre al più grazioso Sancho ci portammo via anche il gatto con le borse sotto gli occhi.
Poldino era il gatto dominante e se ne girava per casa con la coda dritta tuonando miagolii all'indirizzo di coloro colpevoli a suo giudizio di commettere qualche sgarbo nei confronti di Sua Gattità. A volte, per puro dispetto, decideva che la sedia dove dormiva il fratello era esattamente quella dove doveva dormire lui e lo cacciava a suon di sganassoni.
Poldino era anche un poco disarmante, che quando lo trovavi intento a fare a brandelli la carta da parati e gli sventolavi un giornale vicino al muso, urlando come una ossessa, ti guardava con l'aria di dire "embeh? Perchè ti agiti tanto?"
Poldino con l'età aveva cambiato carattere e, da gattaccio selvatico d'aiuola che era, invecchiando era diventato un coccolone, sempre alla ricerca di un paio di gambe su cui dormire.
La domenica di Pasqua di quest'anno Poldino aveva le orecchie gialle e a sera aveva l'aria mogia. Una task force di famiglia l'aveva portato al pronto soccorso dei gatti per una disintossicazione d'urgenza. Con le cure, sembrava stesse meglio e che la sua pelliccetta bianca e nera ci avrebbe fatto compagnia ancora per un po'.
Poldino ieri sera ha rubato la soppressata dal piatto di mia mamma poi l'ha seguita sul letto dove le ha fatto un po' di fusa.
Io sono un po' arrabbiata con Poldino, perchè stamattina ha deciso che era ora di andare ed io non ho potuto dirgli ciao con un ultima carezza sulle guance pelose.

1 commento:

L'antologia urbana ha detto...

Hasta siempre piccolo...