22.10.08

Ricordo che quando andavo alle elementari, il rito del mattino era sempre lo stesso: si risaliva il vicolo, si attraversava la piazza della stazione transitando davanti alla "Casa del Popolo" e si arrivava in latteria. Dietro il bancone c'era la "lattaia coi capelli rossi" che per 250 lire ti dava mezza focaccetta e se ne aggiungevi altre 50 potevi avere 5 more (le caramelle di liquerizia nera). Alcuni giorni si allungava la strada di qualche passo fino al cartolaio R. che ha rifornito di libri e quaderni generazioni di studenti, per prendere un quaderno fabriano o una penna a sfera a inchiostro cancellabile. Una volta completati i rifornimenti non restava che attraversare la strada ed entrare nel cortile della scuola, non prima di aver buttato un occhiata nel cortile dell'anpi per vedere se il pastore maremmano che stazionava lì era già in posizione.
Al bordo della strada sul marciapiede, ogni giorno, con qualsiasi tempo, c'era il Nonno Vigile con la sua paletta in mano. Appena un bambino in grembiulino e cartella sulle spalle si avvicinava alle strisce pedonali, si posizionava in mezzo alla carreggiata ed intimava con un gesto imperioso della paletta lo stop all'automobilista di turno.
Era un signore col naso a patata , portava maglioni beige e in testa aveva l'immancabile coppola nera.
A volte, in periodo di elezioni, quando ancora non c'era la tessera elettorale, lo reclutavano come messo comunale e allora al pomeriggio poteva capitare che suonasse alla porta per consegnare i certificati elettorali.
Mi è tornato in mente oggi, quando venendo in ufficio, ho notato che assieme ai vigili sul ciglio della strada c'era un signore dai capelli grigi e dalla squillante pettorina gialla. Gardando meglio ho notato che sul retro della pettorina campeggiava la scritta "Nonno Vigile". Anche lui aveva una paletta in mano, ma i due vigili in divisa che erano insieme a lui non gliela facevano usare, solo loro potevano buttarsi in mezzo al traffico per agevolare il transito pedonale.
Non so perchè questa scena mi ha messo un po' di tristezza addosso.

2 commenti:

michela ha detto...

la latteria !!!!io mi ricordo anche la buonissima pizzetta avvolta nella carta oleata dalla lattaia con i capelli rossi...il tempo e' passato ..in fretta...i riti mattutini di una fanciulla di 11/13 anni sono cambiati ..la latteria ha chiuso da molto tempo ormai...peccato, mi piacerebbe domani mattina spendere 500 lire per una pizzetta incartata dalla lattaia dai capelli rossi!!..ricordi dolci-amari
grazie gine!
miky

Ginevra ha detto...

beh sì a volte pizzetta a volte focaccetta :-)