1.10.08

Nota: Il frigorifero rosso old style è un sogno che è rimasto irrealizzato, chissà che però un altro elettrodomestico rosso non possa soggiornare nella mia cucina. Questo post partecipa al concorso del Cavoletto di Bruxelles.

Il fatto è che da piccola, orrore!, il pesto proprio mi faceva schifo. E quando la nonna Olga mi presentava gli gnocchi con quel condimento verdastro dal sapore forte non potevo nascondere il mio disappunto. Dov'erano gli gnocchi al sugo che l'altra nonna, Elia, era così brava a cucinare?
E dire che oggi, come tutti i genovesi, nonostante sia migrata verso altri lidi, sento forte e chiaro il mio senso di appartenenza alla città e alle sue tradizioni, in special modo a quelle culinarie. Così gli gnocchi al sugo non sono più una opzione contemplata nella mia dieta.
Resta il fatto che se penso alla mia infanzia, fossero al sugo, fossero al pesto, gli gnocchi sono uno dei primi ricordi gastonomici di cui abbia memoria.
Per di più sono stati anche uno dei miei primi esperimenti culinari.
Nella piccola cucina con il lavabo di marmo, la nonna schiacciava le patate con quel buffo attrezzo di plastica arancione, io cinquenne, in piedi sulla sedia, rubavo qualche ricciolo al mucchio che andava formandosi sulla spianatoia.
Alle patate schiacciate si aggiungeva poi la farina e mentre la mano sapiente della nonna impastava e creava lunghi serpentoni sulla spianatoia, io replicavo i suoi movimenti usando come piano d'appoggio la sedia sulla quale fino a qualche istante prima stavo in piedi.
Usare il coltello non mi era concesso, così quando la nonna tagliava velocemente i serpentoni di farina e patate e la spianatoia pian piano si riempiva di gnocchi, non potevo far altro che guardarla e studiare una soluzione alternativa: lo gnocco gigante.
A fine preparazione, dopo che ciascuno gnocco era stato debitamente arricciato con l'ausilio di una forchetta, non restava che mettere la pentola sul fuoco ed aspettare che l'acqua bollisse. La cottura degli gnocchi casalinghi era infatti cosa di un attimo: una volta buttati, bastava aspettare che venissero a galla.
Ovviamente anche allo gnocco gigante spettava un posto in pentola e, grazie ad un nonno coraggioso che stravedeva per la nipote, anche nel piatto.
Una volta conditi con il sugo di pomodoro ecco che non restava altro da fare che non spazzolare il piatto, cosa che nonostante la giovane età, facevo con gran gusto e gran velocità, tanto che alla nonna non restava che esclamare "Benedica!".

2 commenti:

lise.charmel ha detto...

anche la mia nonna paterna faceva gli gnocchi e io andavo a rubarli mentre riposavano sotto il telo. adesso che scrivo mi par di sentire il profumo della pasta di patate. che nostalgia... lei poi li cucinava con una ricetta veneta: soffritto di cipolla con cannella, zucchero e parmigiano, che può sembrare una schifezza, ma non lo è.
L'altra nonna invece in casa faceva i tortelli con il ripieno e anche quelli andavo a rubarli da sotto il telo
E io ero una bambina inappetente!

Ginevra ha detto...

mmmh interessante la ricetta veneta, chissà potrei fare uno strappo alla regola e abbandonare il pesto per una volta :-)