3.6.10

A Maggio A Baggio è stata un grandissimo successo, ma è stata anche una fatica immane ed ancora oggi abbiamo alcune attività connesse al dopo festa che ci occupano tempo ed energie. Perchè spostare transenne da 30 kg l'una alle due di notte al parco di Baggio, per quanto potesse sembrare il gesto conclusivo di una lunga giornata, in realtà era solo il primo atto del dopo festa.
A distanza di dieci giorni però ho la mente sufficientemente sgombra e ho recuperato abbastanza sonno per ripensare a domenica 23 maggio e a tutte quelle cose che nel turbinio degli eventi mi hanno fatto sorridere, allarmare, mi hanno forse un po' scocciato, ma mi hanno fatto sentire parte di un evento destinato agli annali della storia del quartiere e del gruppo di persone - magari un po' sgarruppato, ma con tanto cuore - che dal nulla se l'è inventato.
E così, mentre scrivo relazioni pallose, ripercorro mentalmente le varie fasi della giornata.
La gara podistica e i bambini che al via scattano dietro alla "lepre" e quasi la superano. I bambini concentratissimi, quelli scocciati, quelli paonazzi e quelli che aspettano l'amichetto rimasto indietro per prenderlo per mano e tagliare il traguardo assieme. E poi la premiazione e gli occhi dei vincitori che brillano quando ricevono la coppa.
Il torneo di street basket, gli aficionados che già quattro anni sembravano troppo grandicelli per partecipare, ma che alla fin fine ci son sempre e sono generosi nel passare la palla.
E il pomeriggio il teatro dei burattini con i bimbi attentissimi sulle sedie e guai se la mamma li distraeva, la storia senegalese raccontata da Mohamed Ba e la frase "in Senegal non tutti i bambini vanno a scuola, molti imparano dalle storie che gli raccontano gli anziani, così quando un anziano muore si dice che è come se fosse morta una biblioteca", gli animatori professionisti vestiti da winx che va bene la tecnologia, ma alla fine se metti gioca jouer e tiri una palla per aria i bambini si divertono come pazzi.
E poi la fila immensa al bar che non si era mai vista e le salamelle esaurite anzitempo e ringraziare per una volta di non essere dietro al bancone a servire birre.
E pensare che nel frattempo, dall'altro lato del parco, fervevano i lavori per l'evento musicale e si sovrapponevano con l'evento culturale in biblioteca creando un po' di ansia e di tensione.
Ed essere la cosìdetta babysitter di Niccolo' Fabi che significa in realtà esser la galoppina della produzione e scattare sull'attenti ad ogni telefonata. E mentre alle dieci di sera tutti bene o male avevano fatto foto assieme a Fabi, si erano presentati, avevano avuto l'autografo essere l'unica che praticamente non l'aveva ancora visto. Essere ricompensata degli sforzi e del galoppare dal boss della produzione che me lo presenta dicendo "Niccolo' questo è il nostro angelo custode".
E poi assistere allo smontaggio di un neon al volo in piedi su di un tavolo in barba alla 626 e sentirsi chiedere se quel lampione là per caso non si puo' spegnere e rispondere "se hai una buona mira possiamo provare a sassate" e dopo qualche nota vedere che il lampione acceso non dà più fastidio perchè tutti sono concentrati sulla musica.
E poi recuperare pezzi a destra e a manca, smontare cose, caricare furgoni spostare transenne e stupirsi di come nonostante tutto alla fine ogni pezzo abbia trovato la giusta collocazione e stupirsi di quanto l'adrenalina possa tenerti sveglio fino a quando rientrando a casa non gratti la fiancata dell'auto contro il muro del box e ti dici che l'ordine delle cose è stato ristabilito con questa giusta dose di sfiga.

2 commenti:

Baol ha detto...

Beh, bellissimo!

(comunque una sassata la potevate provare :P)

Ginevra ha detto...

sì una grossa soddisfazione :-)
p.s. quelli della produzione erano così assatanati che ci fosse stato un cubetto di porfido nei paraggi probabilmente ci avrebbero provato