E così rieccomi in ufficio, tra l'altro sola in una stanza deserta, con il dubbio che forse avrei potuto starmene a casa ancora un giorno e domandandomi che fine ha fatto l'altro disperato che dovrebbe essere da queste parti.
Dopo i primi giorni a LA al Banana Bungalow simpatico alberghetto supergiovane su Hollywood Blv, l'accesso a internet è diventato una chimera. Perchè gli USA sono troppo avanti, c'è il wi fi ovunque penso anche nei cessi delle stazioni, peccato che se uno non ha un netbook, un macbook o un qualsiasi altro dispositivo atto alla connessione, con il wi fi e basta ci si fa poco.
A breve, come di consueto il riepilogo delle impressioni della vacanza.
17.8.09
30.7.09
California - Los Angeles
Il primo impatto con la citta' non e' stato dei piu' favorevoli.
Questa mattina passeggiando per Hollywood Boulevard alle dieci del mattino sembrava tutto triste sporco e disordinato, oltre che, ovviamente, gigantesco.
La walk of fame non aveva nulla di famoso o di glamour e il chinese teather lasciava un po' iterdetti.
La gita a Downtown ci ha fatto un po' penare per via dei parcheggi costosissimi, cosi' l'abbiamo visitata a tempo di record cercando un posto dove cambiare soldi per poi rassgnarci a prelevare col bancomat.
Little Tokyo e' un isola fuori dal tempo con negozi pieni di cazzate giapponesi e ristoranti ch fanno pollo teryaki.
Il Pueblo de Los Angeles e' affollato di banchetti che vendono cianfrusaglie d gusto messicano e non ha quell';aura da nucle della citta' da cui tutto ha avuto inizio.
Per fortuna c'e' Venice Beach, con Muscle Beach, la spiaggia lunga l'oceano i bay watch i negozi di magliette e tuta una popolazione di personaggi incredibili.
Venice e' stato l'unica parte della citt' in cui ho pensato, pero' una casetta qui, niente male.
Il primo impatto con la citta' non e' stato dei piu' favorevoli.
Questa mattina passeggiando per Hollywood Boulevard alle dieci del mattino sembrava tutto triste sporco e disordinato, oltre che, ovviamente, gigantesco.
La walk of fame non aveva nulla di famoso o di glamour e il chinese teather lasciava un po' iterdetti.
La gita a Downtown ci ha fatto un po' penare per via dei parcheggi costosissimi, cosi' l'abbiamo visitata a tempo di record cercando un posto dove cambiare soldi per poi rassgnarci a prelevare col bancomat.
Little Tokyo e' un isola fuori dal tempo con negozi pieni di cazzate giapponesi e ristoranti ch fanno pollo teryaki.
Il Pueblo de Los Angeles e' affollato di banchetti che vendono cianfrusaglie d gusto messicano e non ha quell';aura da nucle della citta' da cui tutto ha avuto inizio.
Per fortuna c'e' Venice Beach, con Muscle Beach, la spiaggia lunga l'oceano i bay watch i negozi di magliette e tuta una popolazione di personaggi incredibili.
Venice e' stato l'unica parte della citt' in cui ho pensato, pero' una casetta qui, niente male.
27.7.09
Meno uno alla partenza e la valigia ancora da fare.
L'ansia che sale ed il dilemma da risolvere trovare qualcuno a cui affidare le chiavi di casa.
Prima di qualsiasi viaggio si scatenano le mie manie ossessivo compulsive per cui ricontrollo 50 volte le stesse cose salvo poi rendermi conto di aver dimenticato qualcosa di importante.
Questa volta si aggiunge la preoccupazione per la convivenza di gatta e madre che purtroppo non sono sulla medesima lunghezza d'onda.
Aiutoooo
L'ansia che sale ed il dilemma da risolvere trovare qualcuno a cui affidare le chiavi di casa.
Prima di qualsiasi viaggio si scatenano le mie manie ossessivo compulsive per cui ricontrollo 50 volte le stesse cose salvo poi rendermi conto di aver dimenticato qualcosa di importante.
Questa volta si aggiunge la preoccupazione per la convivenza di gatta e madre che purtroppo non sono sulla medesima lunghezza d'onda.
Aiutoooo
22.7.09
Ieri sera chiudendo il box ho tirato inavvertitamente una sportellata sullo specchietto della moto che adesso si ostina a mostrarmi cosa avviene sull'asfalto e non se sopraggiunge qualche auto alle spalle. Stamattina dopo le bestemmie di rito ho provato a sistemare la faccenda, ma nonostante fossi dotata di opportuna chiave inglese non c'è stato verso di raddrizzare il tutto data la resistenza coriacea opposta dal bullone.
Così stasera mi tocca andare dal meccanico a fare la femmina svampita e implorarlo di sistemare il tutto.
Caso vuole che abbia anche i sandaletti nuovi e le unghie pittate di rosso, speriamo che la cosa giochi a mio favore.
Così stasera mi tocca andare dal meccanico a fare la femmina svampita e implorarlo di sistemare il tutto.
Caso vuole che abbia anche i sandaletti nuovi e le unghie pittate di rosso, speriamo che la cosa giochi a mio favore.
9.7.09
Da piccola non amavo il mio nome, avrei voluto chiamarmi Paola. Una collega di mia madre una volta mi disse "vedrai, hai un nome che da grande porterai come un gioiello" ed in effetti crescendo ho molto apprezzato l'avere un nome insolito e non dovermi mai girare per poi scoprire che non stavano cercando me.
Di sicuro nel corso degli anni al momento delle presentazioni ho avuto la mia parte di battute dal classico "piacere Parigi" al più ricercato "dove hai lasciato Lancillotto?", ma non posso lamentarmi.
Uno dei classici sbagli di coloro che non ricordano il mio nome è chiamarmi Virginia, nome che tra l'altro non mi dispiace affatto. Peraltro mi ha sempre incuriosito questo anagramma spontaneo del mio nome.
Da qualche mese però comincio a soffrire di disturbi della personalità visto che vengo ribattezzata almeno un paio di volte al giorno con i nomi delle mie colleghe. Ci sarà qualcuna di loro che viene chiamata col mio nome? Devo indagare.
Di sicuro nel corso degli anni al momento delle presentazioni ho avuto la mia parte di battute dal classico "piacere Parigi" al più ricercato "dove hai lasciato Lancillotto?", ma non posso lamentarmi.
Uno dei classici sbagli di coloro che non ricordano il mio nome è chiamarmi Virginia, nome che tra l'altro non mi dispiace affatto. Peraltro mi ha sempre incuriosito questo anagramma spontaneo del mio nome.
Da qualche mese però comincio a soffrire di disturbi della personalità visto che vengo ribattezzata almeno un paio di volte al giorno con i nomi delle mie colleghe. Ci sarà qualcuna di loro che viene chiamata col mio nome? Devo indagare.
7.7.09
Va bene che prima o poi doveva piovere, ma da quando viviamo in un clima monsonico?
Tra l'altro stamattina mi toccava la visita dermatologica prenotata 5 mesi fa e ho dovuto trascinarmi fino in centro fra un allagamento e l'altro. Il bilancio è stato un'ora e mezza per raggiungere l'ospedale, cinque minuti di visita, un'ora e mezza (con pit stop casalingo per cambio pantaloni inzuppati) per andare dall'ospedale fino in ufficio.
Tra l'altro stamattina mi toccava la visita dermatologica prenotata 5 mesi fa e ho dovuto trascinarmi fino in centro fra un allagamento e l'altro. Il bilancio è stato un'ora e mezza per raggiungere l'ospedale, cinque minuti di visita, un'ora e mezza (con pit stop casalingo per cambio pantaloni inzuppati) per andare dall'ospedale fino in ufficio.
6.7.09
Lunedì
La settimana nuova inizia, in borsa ho una multa da pagare presa a marzo per transito in moto in zona a traffico limitato (in cui peraltro sono incappata per errore e in cui non ho visto videocamere di sorta, ma che in compenso era ricca di automobili in transito).
La nuova legge prevede decurtazione dei punti della patente per infrazioni commesse in bicicletta. Mi domando quanti punti valga il passaggio in bici sul marciapiede che attuo per avvicinarmi all'attraversamento pedonale della stradona ad alto scorrimento.
Ad ogni buon conto stamattina mi sono attenuta al codice stradale con gran gioia del camioncino alle mie spalle che ha dovuto attendere che togliessi il disturbo per poter svoltare.
Siamo nell'ufficio nuovo, con i grandi capi in stanza. Per fortuna oggi non ci sono ancora tutti e comunque fra poco un po' di loro vanno in ferie. Sarà comunque difficile abituarsi.
La settimana nuova inizia, in borsa ho una multa da pagare presa a marzo per transito in moto in zona a traffico limitato (in cui peraltro sono incappata per errore e in cui non ho visto videocamere di sorta, ma che in compenso era ricca di automobili in transito).
La nuova legge prevede decurtazione dei punti della patente per infrazioni commesse in bicicletta. Mi domando quanti punti valga il passaggio in bici sul marciapiede che attuo per avvicinarmi all'attraversamento pedonale della stradona ad alto scorrimento.
Ad ogni buon conto stamattina mi sono attenuta al codice stradale con gran gioia del camioncino alle mie spalle che ha dovuto attendere che togliessi il disturbo per poter svoltare.
Siamo nell'ufficio nuovo, con i grandi capi in stanza. Per fortuna oggi non ci sono ancora tutti e comunque fra poco un po' di loro vanno in ferie. Sarà comunque difficile abituarsi.
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Vita da ufficio
2.7.09
Questo è un esperimento per capire se è passato anche l'emendamento D'Alia:
"il decreto sicurezza è una cagata pazzesca"
ora guardo se mi arrestano per istigazione a delinquere o meno.
"il decreto sicurezza è una cagata pazzesca"
ora guardo se mi arrestano per istigazione a delinquere o meno.
1.7.09
30.6.09
Le cose che non faccio
E' da un po' che non prendo la macchina fotografica in mano e dire che spesso mi capita di pensare "questo dovrei fotografarlo":
come il primo pomodoro rosso sulle mie piante in rapida espansione sul terrazzo o i cespugli di lavanda al capolinea del 14 o alcuni tramonti infuocati sulla Lorenteggio o le nubi plasticose nel cielo sopra Corsico.
Non sono ancora andata la mare e le previsioni per il prossimo finesettimana non promettono granchè.
Non ho incontrato gli amici storici prima delle ferie e chissà se riuscirò a farlo.
Ho abbandonato la wii al secondo allenamento, anche se cerco di pesarmi con regolarità.
E' passato un anno da quando sono sul progetto, ma a volte mi sembrano dieci, a volte mi sento spaesata ed ignorante come se fossi appena arrivata.
Il mondo che mi circonda non mi piace. La rassegna stampa dell'indignazione, il cercare metodicamente nella stampa estera le notizie che riguardano il nano malefico e ci ridicolizzano servono a tenere viva la scintilla della consapevolezza o sono solo un altro aspetto della routine di asino che trotta dietro alla carota?
Non stiro e non passo l'aspirapolvere, la sera di rientro dall'ufficio svengo sul divano per un pisolino.
Annaspo cercando di prendere in mano le redini del tutto e nel frattempo penso ad alternative tanto improbabili quanto fantasiose per il mio futuro, tipo darmi alla pole dance a las vegas (ma dopo aver visto miss pd australia ho capito che non ho la preparazione adatta) o al burlesque, alternative per cui comunque non sono abbastanza gnocca.
Nel frattempo leggo "Metropoli per principianti" di Biondillo e mi piace.
E' da un po' che non prendo la macchina fotografica in mano e dire che spesso mi capita di pensare "questo dovrei fotografarlo":
come il primo pomodoro rosso sulle mie piante in rapida espansione sul terrazzo o i cespugli di lavanda al capolinea del 14 o alcuni tramonti infuocati sulla Lorenteggio o le nubi plasticose nel cielo sopra Corsico.
Non sono ancora andata la mare e le previsioni per il prossimo finesettimana non promettono granchè.
Non ho incontrato gli amici storici prima delle ferie e chissà se riuscirò a farlo.
Ho abbandonato la wii al secondo allenamento, anche se cerco di pesarmi con regolarità.
E' passato un anno da quando sono sul progetto, ma a volte mi sembrano dieci, a volte mi sento spaesata ed ignorante come se fossi appena arrivata.
Il mondo che mi circonda non mi piace. La rassegna stampa dell'indignazione, il cercare metodicamente nella stampa estera le notizie che riguardano il nano malefico e ci ridicolizzano servono a tenere viva la scintilla della consapevolezza o sono solo un altro aspetto della routine di asino che trotta dietro alla carota?
Non stiro e non passo l'aspirapolvere, la sera di rientro dall'ufficio svengo sul divano per un pisolino.
Annaspo cercando di prendere in mano le redini del tutto e nel frattempo penso ad alternative tanto improbabili quanto fantasiose per il mio futuro, tipo darmi alla pole dance a las vegas (ma dopo aver visto miss pd australia ho capito che non ho la preparazione adatta) o al burlesque, alternative per cui comunque non sono abbastanza gnocca.
Nel frattempo leggo "Metropoli per principianti" di Biondillo e mi piace.
29.6.09
Gatto di marmo con la sciatica.
Io e l'amica M. durante il saggio di fine anno del corso di danza occupavamo sul palco una posizione centrale (sebbene arretrata) cosicchè durante gli spostamenti che vedevano il gruppo aprirsi e chiudersi alla domanda "noi dove dobbiamo andare?" la maestra T. ci rispondeva sempre "voi state lì". Dalla nostra staticità è venuto di conseguenza chiamarci vicendevolmente gatto di marmo.
Nel finesettimana noi gatti di marmo ed altre compagnucce del corso di danza ci siamo iscritte allo stage del mostri sacro della danza fusion, SS. Colei che ha scomposto ogni singolo movimento della danza tradizionale in una contrazione di determinate fascie muscolari. Se ogni movimento è una contrazione di uno specifico muscolo va di conseguenza che mentre contrai i glutei con un determinato ritmo, gli addominali obliqui o i muscoli del collo possono andare per i fatti loro. Così mentre cammini puoi sovrapporre diversi movimenti. Questo ovviamente se passi metà delle tue giornate a spurare lacrime e sangue davanti allo specchio. Per un comune mortale invece la cosa è complessa e frustrante.
SS, di nome e di fatto, ci ha massacrato ininterrottamente per due giorni, mettendoci davanti sequenze sempre più complesse non prima di averci distrutto con un riscaldamento stile ufficiale e gentiluomo, "100 addominali, altri 100 non mollare soldato continua così, fammene altri 50". Tanto che ogni tanto mi veniva da pensare che cavolo mi era passato per la testa mesi fa quando avevo pagato anticipatamente l'iscrizione.
Dalla frustrazione e dallo sfinimento il passo verso l'isteria è stato breve, soprattutto quando la figlia undicenne di SS si è unita al gruppo per la coreografia, tenendo in mano un biscotto al cioccolato ed azzannandolo nei momenti in cui la coreografia rallentava.
Per non parlare di quando sulla coreografia con musica hard rock doveva esserci una simulazione di headbanging in versione sexy, con plie a gambe aperte e capello fluente e io, M. e C. ormai stremate ci piegavamo in avanti con la mani sulle ginocchia come se ci avesse colto il colpo della strega.
Nonostante dopo questo corso la mia qualifica sia salita a gatto di marmo con la sciatica, posso ritenermi soddisfatta di essere sopravvissuta ai due giorni senza danni permanenti, eccettuato il fatto che se non mi passa il male al mignolo provvederò ad una amputazione d'urgenza chiudendomelo nella porta a vetri dell'ufficio.
Io e l'amica M. durante il saggio di fine anno del corso di danza occupavamo sul palco una posizione centrale (sebbene arretrata) cosicchè durante gli spostamenti che vedevano il gruppo aprirsi e chiudersi alla domanda "noi dove dobbiamo andare?" la maestra T. ci rispondeva sempre "voi state lì". Dalla nostra staticità è venuto di conseguenza chiamarci vicendevolmente gatto di marmo.
Nel finesettimana noi gatti di marmo ed altre compagnucce del corso di danza ci siamo iscritte allo stage del mostri sacro della danza fusion, SS. Colei che ha scomposto ogni singolo movimento della danza tradizionale in una contrazione di determinate fascie muscolari. Se ogni movimento è una contrazione di uno specifico muscolo va di conseguenza che mentre contrai i glutei con un determinato ritmo, gli addominali obliqui o i muscoli del collo possono andare per i fatti loro. Così mentre cammini puoi sovrapporre diversi movimenti. Questo ovviamente se passi metà delle tue giornate a spurare lacrime e sangue davanti allo specchio. Per un comune mortale invece la cosa è complessa e frustrante.
SS, di nome e di fatto, ci ha massacrato ininterrottamente per due giorni, mettendoci davanti sequenze sempre più complesse non prima di averci distrutto con un riscaldamento stile ufficiale e gentiluomo, "100 addominali, altri 100 non mollare soldato continua così, fammene altri 50". Tanto che ogni tanto mi veniva da pensare che cavolo mi era passato per la testa mesi fa quando avevo pagato anticipatamente l'iscrizione.
Dalla frustrazione e dallo sfinimento il passo verso l'isteria è stato breve, soprattutto quando la figlia undicenne di SS si è unita al gruppo per la coreografia, tenendo in mano un biscotto al cioccolato ed azzannandolo nei momenti in cui la coreografia rallentava.
Per non parlare di quando sulla coreografia con musica hard rock doveva esserci una simulazione di headbanging in versione sexy, con plie a gambe aperte e capello fluente e io, M. e C. ormai stremate ci piegavamo in avanti con la mani sulle ginocchia come se ci avesse colto il colpo della strega.
Nonostante dopo questo corso la mia qualifica sia salita a gatto di marmo con la sciatica, posso ritenermi soddisfatta di essere sopravvissuta ai due giorni senza danni permanenti, eccettuato il fatto che se non mi passa il male al mignolo provvederò ad una amputazione d'urgenza chiudendomelo nella porta a vetri dell'ufficio.
26.6.09
Sebbene alle medie fossi, con grande costernazione di mio padre che mi faceva ascoltare massicce dosi di Pink Floyd sperando in un mio rinsavimento, una fan di M.J. e mi aggirassi per casa cantando "I'm bad I'm bad you know it", sebbene per certi versi mi facesse pena per le sue ossessioni e per come si era ridotto, passato il primo momento di sgomento adesso questa storia della morte di Micheal Jackson mi ha fracassato le palle. Speravo che i giornali stranieri si trattenessero maggiormente nell'osannarlo, ma dopo un rapido giro online mi sono dovuta ricredere.
24.6.09
Beyond Italy's borders it may seem inconceivable that an elected national leader could comport himself like an ancient Roman emperor without facing grave political consequences. But within Italy, Mr Berlusconi's fallible humanity and the fact that he is not so obsessed with power play that he has no time for the sweeter things in life, are seen by many as points in his favour.
Per chi ha voglia di farsi del male il resto è qui
23.6.09
Sarà la poesia delle prime volte che usi la bicicletta, sarà che in effetti sulla ciclabile puoi anche permetterti di tirare su il naso dalla strada a guardare il cielo, sarà che in questi giorni il clima è spettacolare, ma non avevo mai fatto caso prima a quanto bello possa essere il cielo di Milano. Azzurro azzurro con le nuvole che a volte sono plastiche e tridimensionali come fossero enormi batuffoli di cotone sparsi qua e là a volte piatte e rarefatte come pennellate sgranate di tempera su di un cartocino azzurro.
22.6.09
In questi giorni ho sperimentato le piste ciclabili milanesi fra casa e l'ufficio.
Nonostante siano sistemate del tutto a casaccio, all'incirca come se qualcuno avesse buttato una manciata di shangai sul manto stradale, per il percorso casa ufficio impiego meno con la bici che con la moto.
Quando imparerò a sfrecciare agevolmente schivando i semafori e le macchine parcheggiate per traverso sulla ciclabile potrò sentirmi molto ecologica e tuonare contro gli spargitori di idrocarburi. Per il momento più che l'ecologia a guidarmi è la prova costume.
Sempre in tema di linea perduta, mi sono fatta infinocchiare ed ho comprato il wii active, al di là del fatto che ogni tanto l'elastico estensore si sgancia dalla maniglia elargendo frustate in giro per casa e che l'entusiasmo ingiustificato del personal trainer virtuale sia altamente ridicolo , per non parlare della insanità mentale dello stare davanti alla tv dimenandosi sul posto, dopo due allenamenti ho raggiunto un risultato: sento tirare alcuni muscoletti che non ricordavo di avere. Il dubbio è, dopo 30 giorni (durata della sfida), sarò in splendida forma o mi sarò slogata un polso sbattendo contro un mobile?
Nonostante siano sistemate del tutto a casaccio, all'incirca come se qualcuno avesse buttato una manciata di shangai sul manto stradale, per il percorso casa ufficio impiego meno con la bici che con la moto.
Quando imparerò a sfrecciare agevolmente schivando i semafori e le macchine parcheggiate per traverso sulla ciclabile potrò sentirmi molto ecologica e tuonare contro gli spargitori di idrocarburi. Per il momento più che l'ecologia a guidarmi è la prova costume.
Sempre in tema di linea perduta, mi sono fatta infinocchiare ed ho comprato il wii active, al di là del fatto che ogni tanto l'elastico estensore si sgancia dalla maniglia elargendo frustate in giro per casa e che l'entusiasmo ingiustificato del personal trainer virtuale sia altamente ridicolo , per non parlare della insanità mentale dello stare davanti alla tv dimenandosi sul posto, dopo due allenamenti ho raggiunto un risultato: sento tirare alcuni muscoletti che non ricordavo di avere. Il dubbio è, dopo 30 giorni (durata della sfida), sarò in splendida forma o mi sarò slogata un polso sbattendo contro un mobile?
16.6.09
Poi dicono dei pregiudizi sugli italiani.
Il meeting con l'omonimo dei Duran Duran aveva una seconda puntata in mattinata, inizio schedulato ore 9.00.
Io arrivo alle 9.02 praticamente assieme all'inglese e ad un altro partecipante. Scendiamo fino nella sala riunioni sistemiamo i pc e ci mettiamo in paziente attesa.
Alle 9.20 arriva un altro partecipante, alle 9.25 comincia la conta dei dispersi.
Alle 9.40 arriva tranquillo l'ultimo partecipante, gli altri hanno dato forfait.
Nel frattempo il quarto classificato riceve una telefonata di volatili suoi e si organizza il we. Alle 9.45 finalmente si comincia.
Alle 10.15 la parte per cui è richiesta la mia presenza si conclude saluto e prendo la porta.
Il mio contributo è stato dimostrare che anche gli italiani sono in grado di arrivare puntuali ai meeting, annuire durante la fase di riassunto della puntata precedente e infine osservare un file excel di cui si è osservata la struttura, ma non si sono discussi i dati.
Il buon inglese peraltro aveva pure proposto di portare tutti i partecipanti al meeting fuori a cena a sue spese, ma nonostante questo tutti gli si è dato buca.
Chissà com'è stato trattato in Grecia e in Spagna.
Update: alle ore 18.00 l'inglese manda minuta meeting ringraziando tutti per il tempo dedicatogli e per quanto l'incontro sia stato produttivo. Ecco non avrà i pantaloni di pelle e la giacchetta glam, ma quest'uomo ha classe e sa fare il suo lavoro.
Il meeting con l'omonimo dei Duran Duran aveva una seconda puntata in mattinata, inizio schedulato ore 9.00.
Io arrivo alle 9.02 praticamente assieme all'inglese e ad un altro partecipante. Scendiamo fino nella sala riunioni sistemiamo i pc e ci mettiamo in paziente attesa.
Alle 9.20 arriva un altro partecipante, alle 9.25 comincia la conta dei dispersi.
Alle 9.40 arriva tranquillo l'ultimo partecipante, gli altri hanno dato forfait.
Nel frattempo il quarto classificato riceve una telefonata di volatili suoi e si organizza il we. Alle 9.45 finalmente si comincia.
Alle 10.15 la parte per cui è richiesta la mia presenza si conclude saluto e prendo la porta.
Il mio contributo è stato dimostrare che anche gli italiani sono in grado di arrivare puntuali ai meeting, annuire durante la fase di riassunto della puntata precedente e infine osservare un file excel di cui si è osservata la struttura, ma non si sono discussi i dati.
Il buon inglese peraltro aveva pure proposto di portare tutti i partecipanti al meeting fuori a cena a sue spese, ma nonostante questo tutti gli si è dato buca.
Chissà com'è stato trattato in Grecia e in Spagna.
Update: alle ore 18.00 l'inglese manda minuta meeting ringraziando tutti per il tempo dedicatogli e per quanto l'incontro sia stato produttivo. Ecco non avrà i pantaloni di pelle e la giacchetta glam, ma quest'uomo ha classe e sa fare il suo lavoro.
15.6.09
International Meeting
Se fai una riunione con un inglese che si chiama con uno dei Duran Duran, non sperare che assomigli ad uno dei Duran Duran, anche in versione odierna.
Ti troverai davanti una persona molto disponibile e competente, ma irrimediabilmente stempiata, panciutella e con una camicia a quadretti molto poco glamour.
In compenso, grazie al cielo, con uno spelling impeccabile che ha fatto sì che pur non sapendo le risposte comprendessi comunque le domande.
Se fai una riunione con un inglese che si chiama con uno dei Duran Duran, non sperare che assomigli ad uno dei Duran Duran, anche in versione odierna.
Ti troverai davanti una persona molto disponibile e competente, ma irrimediabilmente stempiata, panciutella e con una camicia a quadretti molto poco glamour.
In compenso, grazie al cielo, con uno spelling impeccabile che ha fatto sì che pur non sapendo le risposte comprendessi comunque le domande.
Ed eccoci ad un altro resoconto del finesettimana appena trascorso.
Sabato giornata casalinga con alcune faccende sbrigate e pisolino di recupero post pranzo. In serata pizza sul naviglio e telefilm.
Domenica gita ai laghi di Bellagarda sopra Ceresole Reale (qui), giornata splendida sole a picco sul cranio e una menzione d'onore alla crema protezione 20 che mi ha salvato da ustione certa. Peccato per il sentiero distrutto dalle valanghe perchè il paesaggio merita e poterselo gustare senza fare lo slalom fra alberi secchi abbattuti sarebbe stato meglio. Ottima la compagnia dei camminatori.
Ed oggi si comincia con un altro giro di giostra.
Sabato giornata casalinga con alcune faccende sbrigate e pisolino di recupero post pranzo. In serata pizza sul naviglio e telefilm.
Domenica gita ai laghi di Bellagarda sopra Ceresole Reale (qui), giornata splendida sole a picco sul cranio e una menzione d'onore alla crema protezione 20 che mi ha salvato da ustione certa. Peccato per il sentiero distrutto dalle valanghe perchè il paesaggio merita e poterselo gustare senza fare lo slalom fra alberi secchi abbattuti sarebbe stato meglio. Ottima la compagnia dei camminatori.
Ed oggi si comincia con un altro giro di giostra.
12.6.09
Se da un lato la cosa mi rende felice, dall'altro mi domando come cazz è possibile che sia già venerdì?
Sarà per i ritmi serrati in ufficio o per il filotto saggio di danza mio, saggio di danza visto, lezione di danza + riunione settimanale associazione, pizza con gli amici fotografi che mi ha tenuto fuori casa praticamente ogni sera a partire da domenica sera?
In tutto questo ringrazio la mia salvatrice che si è immolata al mio posto per il lavoro domenicale.
Sarà per i ritmi serrati in ufficio o per il filotto saggio di danza mio, saggio di danza visto, lezione di danza + riunione settimanale associazione, pizza con gli amici fotografi che mi ha tenuto fuori casa praticamente ogni sera a partire da domenica sera?
In tutto questo ringrazio la mia salvatrice che si è immolata al mio posto per il lavoro domenicale.
8.6.09
Ed anche questo finesettimana è finito.
Scrivo sempre meno qui e tipicamente sono solo elenchi di cose fatte nel finesettimana. E' che ultimamente i mesi scorrono via ad una velocità incredibile e non mi capacito di come faccia ad essere già di nuovo lunedì e come sia possibile che sia già di nuovo estate.
Non vorrei svegliarmi domani e rendermi conto che è già di nuovo settembre ed è finita la stagione dei bagni al mare, soprattutto visto e considerato che fino ad ora al massimo sono riuscita ad infilare in acqua i piedi fino alla caviglia.
Sabato per la seconda volta durante il suo soggiorno milanese ho incontrato l'amico Baol ed abbiamo passato una piacevole mattina andando a vedere la mostra del wordpressphoto in corso como 10 e poi prendendoci una birretta in zona moscova. Di ritorno vista l'ora tarda, il frigo vuoto e la scarsa voglia di cucinare io e il Marito ci siamo fermati a mangiare un pita ghyros sul naviglio. C'era il sole ed un vento insolito per Milano, nel cielo correvano alte nuvole bianche e la città sembrava bella.
Domenica invece era il giorno del saggio di danza, che sì, quest'anno dopo la pausa dello scorso anno, sono ricaduta nel giro e così via di piume, frangie, borchie e guantini di rete con gran gioia della bibe che durante le prove costume inseguiva i miei strascichi come se fossero prede della giungla selvaggia.
E sì anche se era la giornata del saggio comunque sono andata a votare, una passeggiata a piedi fino al seggio e poi un giretto sul naviglio a vedere il mercatino con i banchi dei cinesini. Tutte le volte che vado al seggio di Corsico e lo trovo così attivo e brulicante di vita penso sempre che ci sia un grande interesse e una grande affluenza alle urne. Poi basta andare a casa ed accendere la tv per vedere tutto ridimensionato.
Scrivo sempre meno qui e tipicamente sono solo elenchi di cose fatte nel finesettimana. E' che ultimamente i mesi scorrono via ad una velocità incredibile e non mi capacito di come faccia ad essere già di nuovo lunedì e come sia possibile che sia già di nuovo estate.
Non vorrei svegliarmi domani e rendermi conto che è già di nuovo settembre ed è finita la stagione dei bagni al mare, soprattutto visto e considerato che fino ad ora al massimo sono riuscita ad infilare in acqua i piedi fino alla caviglia.
Sabato per la seconda volta durante il suo soggiorno milanese ho incontrato l'amico Baol ed abbiamo passato una piacevole mattina andando a vedere la mostra del wordpressphoto in corso como 10 e poi prendendoci una birretta in zona moscova. Di ritorno vista l'ora tarda, il frigo vuoto e la scarsa voglia di cucinare io e il Marito ci siamo fermati a mangiare un pita ghyros sul naviglio. C'era il sole ed un vento insolito per Milano, nel cielo correvano alte nuvole bianche e la città sembrava bella.
Domenica invece era il giorno del saggio di danza, che sì, quest'anno dopo la pausa dello scorso anno, sono ricaduta nel giro e così via di piume, frangie, borchie e guantini di rete con gran gioia della bibe che durante le prove costume inseguiva i miei strascichi come se fossero prede della giungla selvaggia.
E sì anche se era la giornata del saggio comunque sono andata a votare, una passeggiata a piedi fino al seggio e poi un giretto sul naviglio a vedere il mercatino con i banchi dei cinesini. Tutte le volte che vado al seggio di Corsico e lo trovo così attivo e brulicante di vita penso sempre che ci sia un grande interesse e una grande affluenza alle urne. Poi basta andare a casa ed accendere la tv per vedere tutto ridimensionato.
3.6.09
Lezioni di vita apprese questo weekend:
1) se su un ponte di 4 giorni ne decidi uno specifico per andare al mare e ti svegli alle 7 del mattino, quel giorno pioverà
2) se quando vai a donare il sangue decidi strategicamente di fare anche analisi del sangue aggiuntive finirà che esci dal centro trasfusionale con tre buchi nelle braccia perchè non si sono accorti di doverti prelevare una fialetta aggiunriva
3) se vai in una oasi della Lipu nella speranza di fotografare pennuti colorati, non andarci con i sandali ma soprattutto portati l'autan
4) se devi borchiare un reggiseno per fare il costume del saggio di danza di fine anno, bada di farlo quando il gatto dorme in un' altra stanza, altrimenti vorrà aiutarti e spargerà borchie ovunque
Al di là delle lezioni di vita apprese che potrebbero far pensare il contrario i quattro giorni a casa sono stati estremamente rilassanti. Oggi però è dura ricominciare, per fortuna siamo a metà settimana.
1) se su un ponte di 4 giorni ne decidi uno specifico per andare al mare e ti svegli alle 7 del mattino, quel giorno pioverà
2) se quando vai a donare il sangue decidi strategicamente di fare anche analisi del sangue aggiuntive finirà che esci dal centro trasfusionale con tre buchi nelle braccia perchè non si sono accorti di doverti prelevare una fialetta aggiunriva
3) se vai in una oasi della Lipu nella speranza di fotografare pennuti colorati, non andarci con i sandali ma soprattutto portati l'autan
4) se devi borchiare un reggiseno per fare il costume del saggio di danza di fine anno, bada di farlo quando il gatto dorme in un' altra stanza, altrimenti vorrà aiutarti e spargerà borchie ovunque
Al di là delle lezioni di vita apprese che potrebbero far pensare il contrario i quattro giorni a casa sono stati estremamente rilassanti. Oggi però è dura ricominciare, per fortuna siamo a metà settimana.
25.5.09
Nel primo finesettimana di caldo torrido i miei programmi non prevedevano gite al mare, ma solo una buona dose di incombenze da sbrigare accumulatesi nell'ultimo mese.
Così vai di lavatrici e ferro da stiro, spesa, firma contratto per affitto box, pulizie di casa, parziale cambio di stagione nell'armadio, qualche acquisto per la stagione calda.
Poi incombenze di famiglia, gita in campagna in occasione del compleanno del suocero.
Ieri poi, in tempi ormai sospetti per quanto riguarda l'obama mania, allestimento della prima coltivazione di pomodori sul terrazzo e sistemazione strategica dei vasetti di basilico e salvia.
Grazie al cielo all'orizzonte si profila un fantastico ponte di 4 giorni e forse, il primo bagno in mare della stagione.
Così vai di lavatrici e ferro da stiro, spesa, firma contratto per affitto box, pulizie di casa, parziale cambio di stagione nell'armadio, qualche acquisto per la stagione calda.
Poi incombenze di famiglia, gita in campagna in occasione del compleanno del suocero.
Ieri poi, in tempi ormai sospetti per quanto riguarda l'obama mania, allestimento della prima coltivazione di pomodori sul terrazzo e sistemazione strategica dei vasetti di basilico e salvia.
Grazie al cielo all'orizzonte si profila un fantastico ponte di 4 giorni e forse, il primo bagno in mare della stagione.
21.5.09
Dopo aver letto Condominium di Ballard, l'idea che qualcuno in residenza reputi plausibile una autogestione mi terrorizza. A dire il vero per essere terrorizzata mi basta il ricordo della passata assemblea con relativo tentativo di rissa o anche la autogestioni scolastiche od universitarie.
Non sono per la dittatura, ma una figura super partes mi sembra indispensabile.
Non sono per la dittatura, ma una figura super partes mi sembra indispensabile.
20.5.09
Quando succede una digrazia, si vive un momento di incertezza, chi crede in un qualche dio può pregare.
Chi pensa che comunque ci sia un energia che scorre nel mondo e unisce tutte le cose, può provare ad incanalarla nella giusta direzione.
Se si è tendenzialmente scettici sui temi ultraterreni certe consolazioni mancano.
Io a MFdM, anche se lo conosco poco, penso spesso e spero che tutto si risolva per il meglio. Certo però se credessi che tutto questo pensare e sperare possa *realmente* cambiare le cose sarei più felice.
Chi pensa che comunque ci sia un energia che scorre nel mondo e unisce tutte le cose, può provare ad incanalarla nella giusta direzione.
Se si è tendenzialmente scettici sui temi ultraterreni certe consolazioni mancano.
Io a MFdM, anche se lo conosco poco, penso spesso e spero che tutto si risolva per il meglio. Certo però se credessi che tutto questo pensare e sperare possa *realmente* cambiare le cose sarei più felice.
18.5.09
Caro Vandalo che ieri sera invece di comprarti un panino con la salamella ed una birra ed ascoltarti un po' di buona musica aggratis hai ritenuto opportuno spaccare a mazzate il lunotto posteriore della macchina del Marito, proprio la sera del suo compleanno... che ti colgano la peste bubbonica e la maledizione di Montezuma, che ti freghino il motorino nuovo e i piccioni scelgano la tua testa come gabinetto for ever and ever.
Amen
Con l'impiegato del carglass
Io - buongiorno vorrei prendere appuntamento per sostituire il vetro del lunotto posteriore della mia micra visto che ieri sera dei vandali me lo hanno distrutto
CG - ah sì mi dica i suoi dati...
[omissis] CG - ok inseriti, mi dica il danno è più piccolo o più grande di una moneta da 2 euro?
Io - ehm a dire il vero il vetro non esiste più me lo hanno sfasciato a mazzate
CG - ah ok quindi più grande
Amen
Con l'impiegato del carglass
Io - buongiorno vorrei prendere appuntamento per sostituire il vetro del lunotto posteriore della mia micra visto che ieri sera dei vandali me lo hanno distrutto
CG - ah sì mi dica i suoi dati...
[omissis] CG - ok inseriti, mi dica il danno è più piccolo o più grande di una moneta da 2 euro?
Io - ehm a dire il vero il vetro non esiste più me lo hanno sfasciato a mazzate
CG - ah ok quindi più grande
15.5.09
Madre snaturata
Ieri avrei voluto fare un post celebrativo della miciotta essendo un anno che la pelosetta è venuta ad abitare assieme a noi, ma il pc era nelle mani del tecnico che ha provveduto a rottamarlo e con gli scarti assemblarne uno nuovo in sostituzione.
La sostituzione di pc tra l'altro ha fatto sì che mi attardassi in ufficio per installare software vari e solo all'ultimo mi venisse in mente che sulla via del ritorno dovevo comprarle le crocchine puzzolenti.
La fortuna ha voluto che il negozio avesse due ingressi, che nonostante fosse arrivato l'orario di chiusura, quello posteriore fosse ancora aperto e che la proprietaria si commuovesse alle mie suppliche e mi facesse acquistare un sacchettino di biscotti.
La Bibe comunque ha capito di non essere stata adeguatamente festeggiata così nel cuore della notte, proprio quando ero entrata nella fase di sonno rem si è avventata sui miei alluci per vendetta
Ieri avrei voluto fare un post celebrativo della miciotta essendo un anno che la pelosetta è venuta ad abitare assieme a noi, ma il pc era nelle mani del tecnico che ha provveduto a rottamarlo e con gli scarti assemblarne uno nuovo in sostituzione.
La sostituzione di pc tra l'altro ha fatto sì che mi attardassi in ufficio per installare software vari e solo all'ultimo mi venisse in mente che sulla via del ritorno dovevo comprarle le crocchine puzzolenti.
La fortuna ha voluto che il negozio avesse due ingressi, che nonostante fosse arrivato l'orario di chiusura, quello posteriore fosse ancora aperto e che la proprietaria si commuovesse alle mie suppliche e mi facesse acquistare un sacchettino di biscotti.
La Bibe comunque ha capito di non essere stata adeguatamente festeggiata così nel cuore della notte, proprio quando ero entrata nella fase di sonno rem si è avventata sui miei alluci per vendetta
11.5.09
Questo finesettimana Venezia, weekend romantico per festaggiare, un pochino in anticipo, l'anniversario di matrimonio.
Camera in un B&B di Rialto nel cuore della città, mille milioni di viaggi in vaporetto per sfruttare l'abbonamento da 36 ore, un attraversamento fulmineo di piazza San Marco per sfuggire ai turisti ed ai piccioni, un numero imprecisato di spriz e di bicchieri di chardonnay ed ottimi paninetti, una cena al ristorante indiano, passeggiate lungo i canali, sole, salsedine, fotografie.
Un primo assaggio di una città incantata in cui vorrei tornare ancora, magari con più calma, magari in inverno. Non so se ci vivrei in pianta stabile, di sicuro se ci abitassi sarei di casa al Marcà, un locale minuscolo in una piazzetta vicino al mercato di Rialto. Dopo esserci capitata del tutto per caso ed aver apprezzato i suoi panini ho improvvisamente ricordato che anche al cavoletto era piaciuto. Assolutamente eccezionali i panini al baccalà mantecato.
E visto che a seguire i consigli del cavoletto non si sbaglia, sempre per caso, capitando davanti alla pasticceria Majer non ho potuto fare a meno di entrare e di comprare qualche souvenir goloso.
Da dimenticare invece la meringa acquistata sulla strada per la stazione, fortunatamente non era molliccia, ma la sua consistenza coriacea mi fa sospettare che fosse la Luisona di benniana memoria della pasticceria in cui l'ho comprata.
Camera in un B&B di Rialto nel cuore della città, mille milioni di viaggi in vaporetto per sfruttare l'abbonamento da 36 ore, un attraversamento fulmineo di piazza San Marco per sfuggire ai turisti ed ai piccioni, un numero imprecisato di spriz e di bicchieri di chardonnay ed ottimi paninetti, una cena al ristorante indiano, passeggiate lungo i canali, sole, salsedine, fotografie.
Un primo assaggio di una città incantata in cui vorrei tornare ancora, magari con più calma, magari in inverno. Non so se ci vivrei in pianta stabile, di sicuro se ci abitassi sarei di casa al Marcà, un locale minuscolo in una piazzetta vicino al mercato di Rialto. Dopo esserci capitata del tutto per caso ed aver apprezzato i suoi panini ho improvvisamente ricordato che anche al cavoletto era piaciuto. Assolutamente eccezionali i panini al baccalà mantecato.
E visto che a seguire i consigli del cavoletto non si sbaglia, sempre per caso, capitando davanti alla pasticceria Majer non ho potuto fare a meno di entrare e di comprare qualche souvenir goloso.
Da dimenticare invece la meringa acquistata sulla strada per la stazione, fortunatamente non era molliccia, ma la sua consistenza coriacea mi fa sospettare che fosse la Luisona di benniana memoria della pasticceria in cui l'ho comprata.
8.5.09
Dopo una settimana in cui mi sono presentata in ufficio in jeans, oggi casual friday aprendo l'armadio mi sono domandata come avrei potuto vestirmi più casual degli altri giorni. Così ho estratto la maglietta di juliette and the licks con manica che lascia tatuaggio a vista e l'ho messa su. Missione compiuta.
4.5.09
10 cose che ho imparato dal mio ultimo trekking in Corsica
1) se il meteo francese prevede pioggia, pioverà
2) se il meteo francese prevede pioggia e tu ti porti la crema solare, sei un illuso
3) se quando torna il sole poi comunque la crema solare non la usi e ti scotti, sei un pirla
4) il paracetamolo può aiutare ad eliminare i sintomi influenzali, ma il grosso del lavoro lo fa la grappa corsa
5) chiedi ad un corso di parlarti della grappa da lui prodotta e lui ti farà assaggiare tutte le qualità presenti sotto al suo bancone e poi ti manderà a casa senza farti pagare
6) quando in un piatto corso sono presenti delle verdure e fra di esse dei dischetti marroncini non sono carote bruciacchiate, ma fette di figatellu
7) quando cammini per 8 ore al giorno per tre giorni di fila i tuoi numi tutelari diventano San Birkenstock e San Crocs
8) camminando per ore si toccano diversi stadi di disperazione, dapprima si giura che le prossime vacanze saranno trascorse in emulazione di Homer Simpson sdraiati sul divano con la birra duff in mano e la panza all'aria fuori dai pantaloni, in seguito si invocano i numi tutelari di cui al punto precedente, alla fine si spera che un orso polare sfuggito dai recinti della dharma initiative si materializzi sul sentiero e ti sbrani ponendo così fine alle tue sofferenze
9) di solito l'estasi mistica non viene raggiunta a seguito della sofferenza, ma all'arrivo alla gite con una bottiglia di birra pietra in mano
10) per dimagrire facendo trekking la condizione necessaria è che non ci siano sorgenti di cibo nei paraggi e che tu non abbia portato cibi calorici nello zaino, altrimenti è tutta una illusione
1) se il meteo francese prevede pioggia, pioverà
2) se il meteo francese prevede pioggia e tu ti porti la crema solare, sei un illuso
3) se quando torna il sole poi comunque la crema solare non la usi e ti scotti, sei un pirla
4) il paracetamolo può aiutare ad eliminare i sintomi influenzali, ma il grosso del lavoro lo fa la grappa corsa
5) chiedi ad un corso di parlarti della grappa da lui prodotta e lui ti farà assaggiare tutte le qualità presenti sotto al suo bancone e poi ti manderà a casa senza farti pagare
6) quando in un piatto corso sono presenti delle verdure e fra di esse dei dischetti marroncini non sono carote bruciacchiate, ma fette di figatellu
7) quando cammini per 8 ore al giorno per tre giorni di fila i tuoi numi tutelari diventano San Birkenstock e San Crocs
8) camminando per ore si toccano diversi stadi di disperazione, dapprima si giura che le prossime vacanze saranno trascorse in emulazione di Homer Simpson sdraiati sul divano con la birra duff in mano e la panza all'aria fuori dai pantaloni, in seguito si invocano i numi tutelari di cui al punto precedente, alla fine si spera che un orso polare sfuggito dai recinti della dharma initiative si materializzi sul sentiero e ti sbrani ponendo così fine alle tue sofferenze
9) di solito l'estasi mistica non viene raggiunta a seguito della sofferenza, ma all'arrivo alla gite con una bottiglia di birra pietra in mano
10) per dimagrire facendo trekking la condizione necessaria è che non ci siano sorgenti di cibo nei paraggi e che tu non abbia portato cibi calorici nello zaino, altrimenti è tutta una illusione
20.4.09
Come buona parte dei genovesi emigrati nella landa delle nebbie, vivo con Milano un rapporto di amore odio.
Amore per le opportunità che la città offre, per il lavoro, per l'indipendenza che mi ha regalato.
Odio per il traffico per la fretta, per lo smog, per l'assenza del mare, della focaccia e di besagnini degni di tale nome.
E se all'inizio vivevo una vita sospesa fra due città e non appena potevo fuggivo verso l'aria salmastra della mia terra natale, ad un certo punto ho dovuto venire a patti con il fatto che la maggior parte della mia vita la spendevo a Milano e che forse era giunto il momento di fare la pace con me stessa e il posto in cui vivevo.
Così ho letto Scerbanenco, ho letto Milano non è Milano di Aldo Nove, ho iniziato a sfruttare le opportunità che la città offre e ho cercato di non innervosirmi troppo per gli aspetti negativi. Ho anche comprato casa e messo radici.
La passione per la fotografia da un lato e il mio eterno venire a patti con la città dall'altro, mi hanno portato a iscrivermi al workshop Dentro la città. Mi ha affascinato l'idea che fotografare la città non è solo cogliere l'attimo, ma anche ascoltarla, viverla, capirla.
Se la timidezza e l'entrare in contatto con le persone e fotografarle sono ancora aspetti problematici per me orso di natura che sotto sotto un po' credo che la fotografia rubi l'anima, dopo questo viaggio assieme ai miei compagni e al capitano della brigata, la città mi è più vicina, la sento più mia.
Abbiamo esplorato la tangenziale, membrana osmotica che racchiude la città e la proietta verso l'esterno, abbiamo spiato i punti di accesso alla città, le espressioni delle persone che arrivano e che partono, i quartieri periferici, la folla che la attraversa di corsa, i volti di chi passeggia e lavora in centro, gli ambienti di lavoro e tanto altro.
Milano non è mai uguale a se stessa, si crea e si distrugge, si rinnova. Chi ci vive spesso la subisce, ma ogni tanto è bello perdersi a guardare.
Amore per le opportunità che la città offre, per il lavoro, per l'indipendenza che mi ha regalato.
Odio per il traffico per la fretta, per lo smog, per l'assenza del mare, della focaccia e di besagnini degni di tale nome.
E se all'inizio vivevo una vita sospesa fra due città e non appena potevo fuggivo verso l'aria salmastra della mia terra natale, ad un certo punto ho dovuto venire a patti con il fatto che la maggior parte della mia vita la spendevo a Milano e che forse era giunto il momento di fare la pace con me stessa e il posto in cui vivevo.
Così ho letto Scerbanenco, ho letto Milano non è Milano di Aldo Nove, ho iniziato a sfruttare le opportunità che la città offre e ho cercato di non innervosirmi troppo per gli aspetti negativi. Ho anche comprato casa e messo radici.
La passione per la fotografia da un lato e il mio eterno venire a patti con la città dall'altro, mi hanno portato a iscrivermi al workshop Dentro la città. Mi ha affascinato l'idea che fotografare la città non è solo cogliere l'attimo, ma anche ascoltarla, viverla, capirla.
Se la timidezza e l'entrare in contatto con le persone e fotografarle sono ancora aspetti problematici per me orso di natura che sotto sotto un po' credo che la fotografia rubi l'anima, dopo questo viaggio assieme ai miei compagni e al capitano della brigata, la città mi è più vicina, la sento più mia.
Abbiamo esplorato la tangenziale, membrana osmotica che racchiude la città e la proietta verso l'esterno, abbiamo spiato i punti di accesso alla città, le espressioni delle persone che arrivano e che partono, i quartieri periferici, la folla che la attraversa di corsa, i volti di chi passeggia e lavora in centro, gli ambienti di lavoro e tanto altro.
Milano non è mai uguale a se stessa, si crea e si distrugge, si rinnova. Chi ci vive spesso la subisce, ma ogni tanto è bello perdersi a guardare.
14.4.09
9.4.09
Chi l'avrebbe mai detto, io che da ragazzina appena varcata la soglia di un ospedale o di un ambulatorio andavo giù come un sacco di patate.
Io che, sebbene sia donatrice di sangue, non tollero la vista dell'ago conficcato nel mio braccio e devo girarmi dall'altro lato o meglio guardare il soffitto per non vedere aghi e sacche del plasma.
Io che quando c'era da accudire il buon Poldino ci mettevo la forza bruta ma non maneggiavo il tubino della flebo perchè mi faceva senso.
Ieri spaventata perchè la Bibe erano 8 ore di fila che vomitava mi sono fatta forza ho aperto la fialetta, risucchiato il contenuto della stessa con una siringa, eliminato le bolle d'aria ed ho proceduto a bucare la collottola della gattina. Per ben due volte.
Proprio vero che quando si diventa genitori si cambia.
Io che, sebbene sia donatrice di sangue, non tollero la vista dell'ago conficcato nel mio braccio e devo girarmi dall'altro lato o meglio guardare il soffitto per non vedere aghi e sacche del plasma.
Io che quando c'era da accudire il buon Poldino ci mettevo la forza bruta ma non maneggiavo il tubino della flebo perchè mi faceva senso.
Ieri spaventata perchè la Bibe erano 8 ore di fila che vomitava mi sono fatta forza ho aperto la fialetta, risucchiato il contenuto della stessa con una siringa, eliminato le bolle d'aria ed ho proceduto a bucare la collottola della gattina. Per ben due volte.
Proprio vero che quando si diventa genitori si cambia.
6.4.09
Dopo una SDM (settimana di martirio o alternativamente settimana di m.) da non confondere con la SPM (nota sindrome di cui probabilmente sono vittima gli uomini più che le donne), il weekend è iniziato venerdì sera con me che investo denari in cibi con cui curare l'anima (nello specifico sushi e gelato artigianale).
Sabato c'è stata l'ultima lezione del workshop di fotografia e nonostante la stanchezza è stato bello ancora una volta vagare fra immagini e storie. Il gruppo era affiatato e l'insegnate veramente bravo e disponibile tanto che, sebbene il corso sia finito, ci incontreremo ancora una volta per produrre un piccolo book che raccolga parte delle immagini scattate.
Domenica invece il Marito mi ha accompagnato all'inaugurazione della mostra fotografica di una mia ex insegnante poco distante da casa nostra. Delle foto gli interessava poco, ma si è fatto quattro risate vedendo l'intellighenzia di paese ed ascoltando le farneticazioni del primo cittadino. A dire il vero delle foto sembrava interessare pochissimo a tutti i convenuti che si sono asserragliati davanti al buffet e poi si sono messi allegramente a biascicare schiena al muro, precludendo al deambulazione a coloro che non erano interessati alle tartine.
Abbiamo anche fatto un salto al centro commerciale dove come due disadattati ci siamo comprati un hd esterno portatile da 320 GB a testa. La gamma cromatica era varia, ma noi imperterriti abbiamo scelto quello nero.
Nel pomeriggio quindi è stato tutto un passare file da hd esterno a pc e viceversa, salvo poi interrompermi per guardare il Cielo sopra Berlino mentre stiravo magliette.
E siamo a lunedì e per cominciare bene la settimana, il dentista mi attende.
Sabato c'è stata l'ultima lezione del workshop di fotografia e nonostante la stanchezza è stato bello ancora una volta vagare fra immagini e storie. Il gruppo era affiatato e l'insegnate veramente bravo e disponibile tanto che, sebbene il corso sia finito, ci incontreremo ancora una volta per produrre un piccolo book che raccolga parte delle immagini scattate.
Domenica invece il Marito mi ha accompagnato all'inaugurazione della mostra fotografica di una mia ex insegnante poco distante da casa nostra. Delle foto gli interessava poco, ma si è fatto quattro risate vedendo l'intellighenzia di paese ed ascoltando le farneticazioni del primo cittadino. A dire il vero delle foto sembrava interessare pochissimo a tutti i convenuti che si sono asserragliati davanti al buffet e poi si sono messi allegramente a biascicare schiena al muro, precludendo al deambulazione a coloro che non erano interessati alle tartine.
Abbiamo anche fatto un salto al centro commerciale dove come due disadattati ci siamo comprati un hd esterno portatile da 320 GB a testa. La gamma cromatica era varia, ma noi imperterriti abbiamo scelto quello nero.
Nel pomeriggio quindi è stato tutto un passare file da hd esterno a pc e viceversa, salvo poi interrompermi per guardare il Cielo sopra Berlino mentre stiravo magliette.
E siamo a lunedì e per cominciare bene la settimana, il dentista mi attende.
30.3.09
Sono un po' latitante, lo ammetto.
Avevo indietro un post sulla panettiera laureata in economia e commercio, ritornata al paese degli avi.
Avrei voluto raccontare della lezione nella scuola elementare e del bambino che incongruamente, mentre gli altri cantavano "c'era una casetta" leggeva un libro sull'invasione della Polonia del '39.
Ci sarebbe da parlare del workshop di fotografia che sto seguendo e dei tentativi di controllare contemporaneamente l'esposizione e la timidezza fotografando le persone e di come in tangenziale le piazzole di sosta non siano sistemate in posizioni fotogeniche.
Oppure del paese dei balocchi, altrimenti detto Photoshow e degli obiettivi da un milione di dollari che ho provato e l'ebrezza di vedere apertura 1.2.
Ma le giornate passano ed io rimango indietro e non ho mai tempo di fare ciò che vorrei.
Quindi in tutto questo vi racconterò della Bibe e della crema snellente pancia e fianchi.
Come ogni primavera l'ansia da prova costume si fa sentire e così rispolvero l'armamentario di cose inutili che tengo nell'armadietto del bagno, creme snellenti, creme antismagliature, creme anticellulite. Che si sa è perfettamente normale scofanarsi un sacchetto di patatine rustiche a merenda e poi la sera cercare di arginare il danno confidando nel potere miracoloso degli unguenti. Ieri sera quindi ho rispolverato la crema pancia e fianchi che dovrebbe aiutare a riduree l'adipe. Tale crema, osannata da alcune e deprecata da altre, ha un odore alquanto pungente. Qualcuna sostiene che puzzi di cassettina dell'umido, io e il Marito sosteniamo che puzzi di pumilene per fare i suffumigi. La Bibe invece trova che puzzi di catnip per cui ieri, quando stremata ho finalmente toccato il letto, ha ritenuto perfettamente normale infilare il naso sotto il piumone, farsi strada fino al mio girovita, arpionare il bordo del pigiama con un artiglio e sniffare a pieni polmoni il mio ombelico, per poi inebraiata prodursi in uno zampettamento dei miei fianchi. Non avesse degli artigli accuminati avrei anche potuto gradire il massaggio tonificante, ma visto il rischio di vedersi asportata innavvertitamente l'appendice ho dovuto estrala da sotto le coperte e poi avvoltolarmi come un involtino primavera.
Avevo indietro un post sulla panettiera laureata in economia e commercio, ritornata al paese degli avi.
Avrei voluto raccontare della lezione nella scuola elementare e del bambino che incongruamente, mentre gli altri cantavano "c'era una casetta" leggeva un libro sull'invasione della Polonia del '39.
Ci sarebbe da parlare del workshop di fotografia che sto seguendo e dei tentativi di controllare contemporaneamente l'esposizione e la timidezza fotografando le persone e di come in tangenziale le piazzole di sosta non siano sistemate in posizioni fotogeniche.
Oppure del paese dei balocchi, altrimenti detto Photoshow e degli obiettivi da un milione di dollari che ho provato e l'ebrezza di vedere apertura 1.2.
Ma le giornate passano ed io rimango indietro e non ho mai tempo di fare ciò che vorrei.
Quindi in tutto questo vi racconterò della Bibe e della crema snellente pancia e fianchi.
Come ogni primavera l'ansia da prova costume si fa sentire e così rispolvero l'armamentario di cose inutili che tengo nell'armadietto del bagno, creme snellenti, creme antismagliature, creme anticellulite. Che si sa è perfettamente normale scofanarsi un sacchetto di patatine rustiche a merenda e poi la sera cercare di arginare il danno confidando nel potere miracoloso degli unguenti. Ieri sera quindi ho rispolverato la crema pancia e fianchi che dovrebbe aiutare a riduree l'adipe. Tale crema, osannata da alcune e deprecata da altre, ha un odore alquanto pungente. Qualcuna sostiene che puzzi di cassettina dell'umido, io e il Marito sosteniamo che puzzi di pumilene per fare i suffumigi. La Bibe invece trova che puzzi di catnip per cui ieri, quando stremata ho finalmente toccato il letto, ha ritenuto perfettamente normale infilare il naso sotto il piumone, farsi strada fino al mio girovita, arpionare il bordo del pigiama con un artiglio e sniffare a pieni polmoni il mio ombelico, per poi inebraiata prodursi in uno zampettamento dei miei fianchi. Non avesse degli artigli accuminati avrei anche potuto gradire il massaggio tonificante, ma visto il rischio di vedersi asportata innavvertitamente l'appendice ho dovuto estrala da sotto le coperte e poi avvoltolarmi come un involtino primavera.
19.3.09
Bruuuuum! E' primavera
Tornato il sole, pagato il bollo è giunta l'ora di togliere Baby dal letargo. Peccato che i tentativi di metterla in moto la scorsa settimana si siano rivelati fallimentari, il motorino di avviamento dopo un piccolo pifff si rifiutava di collaborare e di riportare Baby in vita.
Così è iniziato uno studio per capire come caricare la batteria, quale forsse il voltaggio, quale l'amperaggio, quale fosse il metodo di carica suggerito, quale fosse il carica batteria da comprare.
Ieri pomeriggio finalmente ho preso il caricabatteria, ieri sera ho messo la batteria in carica. Stamattina -orrore- il motorino non faceva nemmeno più piff.
Per fortuna mi sono illuminata di immenso ed ho realizzato che uno dei morsetti era un po' spanato e la vite non faceva contatto correttamente una volta rimessa la sella in posizione.
Quindi armata di santa pazienza e degli attrezzi presenti nella mia borsetta, ho usato un pezzetto di un fazzoletto di carta per fare spessore e stringere la vite a sufficienza. Dopodichè ho rimesso Baby in azione e mi sono diretta in ufficio molto soddisfatta del mio tapullo da superpippo.
La primavera comincia oggi!
Tornato il sole, pagato il bollo è giunta l'ora di togliere Baby dal letargo. Peccato che i tentativi di metterla in moto la scorsa settimana si siano rivelati fallimentari, il motorino di avviamento dopo un piccolo pifff si rifiutava di collaborare e di riportare Baby in vita.
Così è iniziato uno studio per capire come caricare la batteria, quale forsse il voltaggio, quale l'amperaggio, quale fosse il metodo di carica suggerito, quale fosse il carica batteria da comprare.
Ieri pomeriggio finalmente ho preso il caricabatteria, ieri sera ho messo la batteria in carica. Stamattina -orrore- il motorino non faceva nemmeno più piff.
Per fortuna mi sono illuminata di immenso ed ho realizzato che uno dei morsetti era un po' spanato e la vite non faceva contatto correttamente una volta rimessa la sella in posizione.
Quindi armata di santa pazienza e degli attrezzi presenti nella mia borsetta, ho usato un pezzetto di un fazzoletto di carta per fare spessore e stringere la vite a sufficienza. Dopodichè ho rimesso Baby in azione e mi sono diretta in ufficio molto soddisfatta del mio tapullo da superpippo.
La primavera comincia oggi!
16.3.09
La Val Borbera in inverno è triste e brutta come la ricordavi, soprattutto il fondovalle vicino all'uscita dell'autostrada a Vignole. In compenso nella tua memoria i paesi hanno cambiato di posto ed arrivata a Cabella cominci a domandarti se non hai sbagliato strada, che Carrega secondo i tuoi calcoli doveva essere 15 Km prima.
Poi imbocchi la strada giusta e arrivi a destinazione, mentre un signore barbuto ed abbronzato si avvia su per il sentiero.
L'ente parco aveva ragione c'è neve e si possono usare le ciaspole, anche senza comunque si sarebbe ptuto camminare agevolmente. Anche il meteo non ha mentito, c'è un bel sole caldo e la giacca a vento resta nello zaino.
A metà strada credi di essere in dirittura di arrivo, poi aguzzando la vista ti rendi conto che quella crocetta piccolina bianca là in fondo è quella che indica la tua meta ed hai ancora parecchia strada da fare.
Più avanti incontri il signore Barbuto, che ti racconta di essere a spasso sui monti da giovedì, ti domanda come ti trovi con le ciaspole e poi ti racconta che un mese e mezzo prima si è fatto sistemare due menischi. Commenta: "mi sa che andrò piano che il mio ginocchio non è ancora a posto". Riprendete il cammino e lui sparisce in una nuvola di neve, alla faccia del ginocchio dolorante. ogni tanto si volta e ti dà qualche suggerimento o commenta il paesaggio.
Sotto la croce ci arrivi per prima ma solo perchè lui decide di fare una cresta innevata che tu invece tagli. Quando ti raggiunge vi scambiate un cinque per la vetta raggiunta. Poi lui prosegue alla volta di Crocefieschi mentre tu fai dietrofront e trotterelli verso la tua birra e gazosa.
Ci sarebbe da raccontare della panettiera peruviana uscita dal coma, ma questa è un' altra storia.
11.3.09
9.3.09
Londra, ogni volta che ci si mette piede è una città diversa, nuova.
Dipenderà da dove si alloggia e dai giri che si decide di fare, dipenderà anche dallo stato d'animo, ma anche dal fatto che Londra è mutevole.
La Londra degli Stones non c'è più. Il Marquee ha chiuso a metà gennaio e già è impossibile capire dove si trovasse. Il 100's Club c'è ancora ma a stento si vedono la sua insegna rossa e il suo piccolo ingresso stretti fra due grandi magazzini giganteschi.
La casa di Brian Jones a Courtfield Mews l'abbiamo trovata, ma forse abbiamo fotografato la casa di Mister Brown che se ne stava tranquillo in salotto mentre noi gli zompettavamo sulla soglia.
Non c'è nemmeno più la Londra del 2006 se è per questo, England Rocks a Covent Garden è sparito -al suo posto un ristorante che fa la paella- e pure il Virgin Megastore di Picadilly ha chiuso. O forse è solo il rock ad essere morto.
Venerdì, dopo un giro in Oxford Street e zone limitrofe e un pranzo al wagamama siamo stati a Saint Paul. Mentre il Marito decideva di investire diversamente gli 11 pound dell'ingresso (leggasi libri), io mi avventuravo per la navata e poi su per le scale - interminabili- fino in cima alla cupola per fotografare Londra dall'altro.
Dopo un giro per la Londra degli affari Royal Stock Exchange, Banca d'Inghilterra e Lloyd's e poi finalmente in hotel per il tè delle cinque ed un riposino prima di cena.
A cena lo Sticky Fingers di Bill Wyman, i memorabilia degli Stones tutto attorno al locale ed un hamburger succulento da mangiare con le mani per ritrovarsi appunto con le dita appiccicose alla fine.
Per rientrare una passeggiata per Kensington fino a Notting Hill. Un altra zona da aggiungere alla mappa "se vivessi a Londra vorrei una casa qui" dopo a Portobello Road e alla zona della Tate Modern.
Sabato mattina assieme ad un milione di altri italiani l'immancabile giro a Portobello con i suoi banchi di ciarpame e di anticaglie, ma soprattutto con il suo bellissimo mercato della frutta e verdura.
Un salto al Travel Book Shop (quello del Film Notting Hill) e poi, prima di risalire in metro, al Book Exchange.
Pranzo in un Pret à Manger, sandwich eccezionali. Un'altra catena che sarebbe bellissimo avere anche in Italia.
Al pomeriggio spedizione a Courtfield Mews alla ricerca della casa di Brian Jones e una passeggiata per Charing Cross Road, paradiso delle librerie usate e a Denmark Street, paradiso dei negozi di strumenti musicali. Il tutto passando per Covent Garden (dove c'era un altro milione di italiani rumoreggianti).
La sera cena in zona Soho in un buffet Thai vegano. L'idea ottima, il cibo però lievemente "poso" a causa della permanenza nei vassoi riscaldati.
Domenica sentirsi Londinesi con un giro a Hyde Park e ai Kensington Gardens. Andare a Victoria coi bagagli per scoprire con orrore che non c'è un deposito bagagli. Trascinarsi i trolley fino a Westmister per ri-vedere un po' dei must see e poi pranzare con Fish and Chips and Jacket Potatoes al pub davanti alla stazione.
I voli di andata e ritorno puntualissimi, una menzione di disonore invece al servizio navetta bus da Victoria a Stansted. Con milioni di persone accalcate che tentano di salire sul pulman e due sfigati che tentano di domare la folla senza averne la capacità.
Al rientro trovare la gattina che nei giorni di solitudine se l'è passata bene ed è riuscita in ciò in cui noi abbiamo fallito finendo di togliersi i punti dalla pancina.
p.s. anche in inghilterra hanno la prova del cuoco, lì però si chiama ready steady cook e la presenta un omone nero con una camicia alla magnum PI.
p.s. ci siamo imbattuti in questo meraviglioso negozio di mappe e guide di viaggio, un po' caro, ma da perderci la testa e gli occhi per la meraviglia.
Dipenderà da dove si alloggia e dai giri che si decide di fare, dipenderà anche dallo stato d'animo, ma anche dal fatto che Londra è mutevole.
La Londra degli Stones non c'è più. Il Marquee ha chiuso a metà gennaio e già è impossibile capire dove si trovasse. Il 100's Club c'è ancora ma a stento si vedono la sua insegna rossa e il suo piccolo ingresso stretti fra due grandi magazzini giganteschi.
La casa di Brian Jones a Courtfield Mews l'abbiamo trovata, ma forse abbiamo fotografato la casa di Mister Brown che se ne stava tranquillo in salotto mentre noi gli zompettavamo sulla soglia.
Non c'è nemmeno più la Londra del 2006 se è per questo, England Rocks a Covent Garden è sparito -al suo posto un ristorante che fa la paella- e pure il Virgin Megastore di Picadilly ha chiuso. O forse è solo il rock ad essere morto.
Venerdì, dopo un giro in Oxford Street e zone limitrofe e un pranzo al wagamama siamo stati a Saint Paul. Mentre il Marito decideva di investire diversamente gli 11 pound dell'ingresso (leggasi libri), io mi avventuravo per la navata e poi su per le scale - interminabili- fino in cima alla cupola per fotografare Londra dall'altro.
Dopo un giro per la Londra degli affari Royal Stock Exchange, Banca d'Inghilterra e Lloyd's e poi finalmente in hotel per il tè delle cinque ed un riposino prima di cena.
A cena lo Sticky Fingers di Bill Wyman, i memorabilia degli Stones tutto attorno al locale ed un hamburger succulento da mangiare con le mani per ritrovarsi appunto con le dita appiccicose alla fine.
Per rientrare una passeggiata per Kensington fino a Notting Hill. Un altra zona da aggiungere alla mappa "se vivessi a Londra vorrei una casa qui" dopo a Portobello Road e alla zona della Tate Modern.
Sabato mattina assieme ad un milione di altri italiani l'immancabile giro a Portobello con i suoi banchi di ciarpame e di anticaglie, ma soprattutto con il suo bellissimo mercato della frutta e verdura.
Un salto al Travel Book Shop (quello del Film Notting Hill) e poi, prima di risalire in metro, al Book Exchange.
Pranzo in un Pret à Manger, sandwich eccezionali. Un'altra catena che sarebbe bellissimo avere anche in Italia.
Al pomeriggio spedizione a Courtfield Mews alla ricerca della casa di Brian Jones e una passeggiata per Charing Cross Road, paradiso delle librerie usate e a Denmark Street, paradiso dei negozi di strumenti musicali. Il tutto passando per Covent Garden (dove c'era un altro milione di italiani rumoreggianti).
La sera cena in zona Soho in un buffet Thai vegano. L'idea ottima, il cibo però lievemente "poso" a causa della permanenza nei vassoi riscaldati.
Domenica sentirsi Londinesi con un giro a Hyde Park e ai Kensington Gardens. Andare a Victoria coi bagagli per scoprire con orrore che non c'è un deposito bagagli. Trascinarsi i trolley fino a Westmister per ri-vedere un po' dei must see e poi pranzare con Fish and Chips and Jacket Potatoes al pub davanti alla stazione.
I voli di andata e ritorno puntualissimi, una menzione di disonore invece al servizio navetta bus da Victoria a Stansted. Con milioni di persone accalcate che tentano di salire sul pulman e due sfigati che tentano di domare la folla senza averne la capacità.
Al rientro trovare la gattina che nei giorni di solitudine se l'è passata bene ed è riuscita in ciò in cui noi abbiamo fallito finendo di togliersi i punti dalla pancina.
p.s. anche in inghilterra hanno la prova del cuoco, lì però si chiama ready steady cook e la presenta un omone nero con una camicia alla magnum PI.
p.s. ci siamo imbattuti in questo meraviglioso negozio di mappe e guide di viaggio, un po' caro, ma da perderci la testa e gli occhi per la meraviglia.
3.3.09
Ultimamente le mie pause pranzo consistono in me che poco prima dell'una schizzo fuori dall'ufficio, salto in macchina e mi dirigo verso casa. La gattina infatti è stata operata e deve tenere il collare elisabettiano in modo che non possa strapparsi i punti o fare altre nefandezze nocive per la sua salute.
Giunta a casa e constatato che gatt è in piena forma e non ha devastato se stessa o la casa posso poi preparami un pranzo veloce e dedicarmi alla mia ultima perversione televisiva, la prova del cuoco.
Da quando la Cl...i ha abbandonato le scene, il programma è decisamente più godibile e vista la mia passione per la cucina indulgo in questa azione peccaminosa.
Oggi in realtà non sono riuscita a seguire molto bene che oltre a tutto il resto avevo una lavastoviglie da svuotare e i panni da stendere.
Mentre tornavo in ufficio un poco stremata dal tour de force, ho incontrato D. in compagnia di un aitante signore. Dall'espressione birichina che ha fatto quando mi ha salutato giurerei che mentre io mi dedicavo alla mia pausa da casalinga disperata nel vero senso del termine, lei fosse di ritorno da un incontro galante alla desperate houswives.
A ciascuno la pausa pranzo che si merita.
Giunta a casa e constatato che gatt è in piena forma e non ha devastato se stessa o la casa posso poi preparami un pranzo veloce e dedicarmi alla mia ultima perversione televisiva, la prova del cuoco.
Da quando la Cl...i ha abbandonato le scene, il programma è decisamente più godibile e vista la mia passione per la cucina indulgo in questa azione peccaminosa.
Oggi in realtà non sono riuscita a seguire molto bene che oltre a tutto il resto avevo una lavastoviglie da svuotare e i panni da stendere.
Mentre tornavo in ufficio un poco stremata dal tour de force, ho incontrato D. in compagnia di un aitante signore. Dall'espressione birichina che ha fatto quando mi ha salutato giurerei che mentre io mi dedicavo alla mia pausa da casalinga disperata nel vero senso del termine, lei fosse di ritorno da un incontro galante alla desperate houswives.
A ciascuno la pausa pranzo che si merita.
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2.3.09
Questo finesettimana, niente montagna.
C'è stato il teatro venerdì sera, dopo anni finalmente sono riuscita ad andare a vedere il Cirano al teatro Libero. Dopo un attacco un po' noioso, la magia del teatro ha avuto la meglio e il tempo è passato in un soffio. Sabato è venuta a trovarmi la mamma e mi ha portato in dono dei pansoti. Al pomeriggio impavide siamo andate a vedere la mostra sul Futurismo a Palazzo Reale, nonostante al Duomo ci fosse il Carnevale. La mostra è molto interessante, anche se lunga, peccato che andando così senza preparazione, le ultime sale me le sono godute poco a causa del calo di attenzione.
Domenica invece non ho messo il naso fuori di casa. Mi sono dedicata alla cucina e, parzialmente, alla casa. Ho sperimentato il pane con la mela e la cipolla visto dal cavoletto, buono ma un po' faticoso da digerire (e dire che di cipolla ne ho messa mezza). Ho preparato le lasagne (le lasagne le avevo già, ho fatto besciamella e sugo di funghi). Ho rifatto la marmellata di banana arancia e vaniglia (ricetta di Christine Ferber vista qui. Ho usato l'agar agar al posto del frutta pec e metà dello zucchero l'ho messo di canna, ho omesso la buccia grattugiata perchè fidarsi è bene, ma insomma gli anticrittogamici fanno paura).
Ed oggi è già lunedì, per fortuna la settimana sarà breve che venerdì Londra ci aspetta.
C'è stato il teatro venerdì sera, dopo anni finalmente sono riuscita ad andare a vedere il Cirano al teatro Libero. Dopo un attacco un po' noioso, la magia del teatro ha avuto la meglio e il tempo è passato in un soffio. Sabato è venuta a trovarmi la mamma e mi ha portato in dono dei pansoti. Al pomeriggio impavide siamo andate a vedere la mostra sul Futurismo a Palazzo Reale, nonostante al Duomo ci fosse il Carnevale. La mostra è molto interessante, anche se lunga, peccato che andando così senza preparazione, le ultime sale me le sono godute poco a causa del calo di attenzione.
Domenica invece non ho messo il naso fuori di casa. Mi sono dedicata alla cucina e, parzialmente, alla casa. Ho sperimentato il pane con la mela e la cipolla visto dal cavoletto, buono ma un po' faticoso da digerire (e dire che di cipolla ne ho messa mezza). Ho preparato le lasagne (le lasagne le avevo già, ho fatto besciamella e sugo di funghi). Ho rifatto la marmellata di banana arancia e vaniglia (ricetta di Christine Ferber vista qui. Ho usato l'agar agar al posto del frutta pec e metà dello zucchero l'ho messo di canna, ho omesso la buccia grattugiata perchè fidarsi è bene, ma insomma gli anticrittogamici fanno paura).
Ed oggi è già lunedì, per fortuna la settimana sarà breve che venerdì Londra ci aspetta.
26.2.09
23.2.09
Suona la sveglia e visto che si tratta di montagna e non di ufficio in men che non si dica sono in piedi. Apro il frigo e, orrore, è finito il latte, abbandono la ciotola di cornflakes e addento una banana, ancora non so che sarà una pessima scelta.
Al punto di incontro arrivo con largo anticipo ed ho modo di studiare le persone che si aggirano per piazzale Lotto prima dell'alba. Quando vedo scendere da un taxi due ragazze con abbigliamento da montagna, zaino e ciaspole capisco che è arrivato qualcuno del gruppo e vado a fare conoscenza.
Alle sette precise, a presentazioni fatte Fabrizio, che ci ha distribuito tutte le indicazioni, dice "Pronti, partite, VIA!" e batte le mani. I lampioni di piazzale lotto si spengono in quell'istante con un notevole effetto coreografico.
Arrivare a Quincinetto è semplice, lì troviamo Giovanni, la guida, e altri due membri del gruppo. Il tempo per un caffè e ci dirigiamo all'attacco della gita. La strada che sale è sgombra ma un po' ghiacciata, nonostante tutto si arriva in cima senza grossi problemi. Il tempo di vestirsi agganciarsi l'arva e siamo già sul sentiero.
Il tratto iniziale è contiguo all'anello di fondo, a ciascuno il suo tratto di strada. Usciti dal tratto nel bosco facciamo la prima sosta per la svestizione. Proseguiamo tagliando qualche curva della strada e saggiando la neve non battuta. Ancora qualche passo ed è ora di abbandonare definitivamente il sentiero battuto, Fin qui tutto bene, la salita prosegue, il sole è alto e l'aria tersa, il paesaggio eccezionale. La seconda sosta è a 1700 m di altitudine, presso una baita. Quando arrivo, per ultima, i nefandi effetti della banana hanno cominciato a farsi sentire. Qualche foto in giro ed è già ora di ripartire.
Dopo poco le mie gambe e il mio stomaco entrano in conflitto e faccio veramente fatica a proseguire. Tutti sono mlto gentili e solidali e così finisco in testa al gruppo dietro le code degli sci di Giovanni a fare l'andatura. Arriviamo finalmente alla meta. Paesaggio eccezionale.
Gio dice "andiamo a mangiare vicino alla baita, là dietro". Io guardo e vedo solo neve. Capirò di lì a breve che della baita si vede solo il comignolo perchè è completamente sepolta. Qualche ardimentoso si è spalato la via fino all'ingresso e adesso si gode il fuoco all'interno.
I zainoinspallisti in forma decidono di salire ancora un po' sulla montagna, io resto giù a guardare e a scattare qualche foto del serpentone. Dopo pranzo Gio ci impartisce qualche lezione sull'utilizzo dell'ARVA poi ci rimettiamo in cammino.
La discesa è per un'altra strada. Scopro che nelle discese ripide il metodo "Cul e man" risulta sempre valido. Comunque sperimento anche la tecnica pelle di leopardo e gatto silvestro.
Al rientro c'è ancora tempo per un the caldo e quattro chiacchere al bar e per scoprire la strana storia delle Isole Svalbard.
Banana a parte che desiderare di più dalla vita, gente simpatica, giornata splendida, corso sull'utilizzo dell'arva e lezione di geografia?
19.2.09
Punti di vista
- Che dici per il nostro anniversario facciamo un weekend lungo da qualche parte?
- Ok va bene
- Scegliamo fra Parigi Roma Berlino?
- Ok
- Qual'è il tuo ordine di preferenza?
- Berlino Roma Parigi
- Ok ovviamente il mio era l'esatto opposto
- Ovviamente, magari andiamo a Berlino così G. ci ospita
- mmhh cioè spiegami, io ti propongo un weekend romantico in una capitale europea e tu mi proponi di passare un finesettimana a dormire sul pavimento della casa del tuo amico?
- ...
- Che dici per il nostro anniversario facciamo un weekend lungo da qualche parte?
- Ok va bene
- Scegliamo fra Parigi Roma Berlino?
- Ok
- Qual'è il tuo ordine di preferenza?
- Berlino Roma Parigi
- Ok ovviamente il mio era l'esatto opposto
- Ovviamente, magari andiamo a Berlino così G. ci ospita
- mmhh cioè spiegami, io ti propongo un weekend romantico in una capitale europea e tu mi proponi di passare un finesettimana a dormire sul pavimento della casa del tuo amico?
- ...
18.2.09
Lunedì abbiamo portato la Bibe dal veterinario per la visita di controllo pre operazione.
Io e il Marito siamo scappati dai rispettivi posti di lavoro, rientrati di corsa a casa, inscatolato, non senza qualche difficoltà, la bestiola per raggiungere lo studio veterinario in tempo utile.
Il dott. S. però ha avuto la brillante idea di usare lo spruzzino del disinfettante sul tavolo da visita esattamente nell'istante in cui stavo depositandovi la gabbietta.
La Bibe ha intuito che qualcosa non tornava...
Nonostante lusinghe e bacetti, la Tigre del Bengala non è voluta uscire dalla gabbietta e il veterinario ha potuto solamente intuirne la forma attraverso le sbarre. A chi avvicinava le mani per tentare di estrarla mostrava le zanne, soffiava e dava pattoni con le zampe uncinate.
Il commento serafico del dott Saverio è stato "ah beh a giudicare dalla reazione direi che è in ottima forma, portatemela la prossima settimana per l'operazione".
Io e il Marito siamo scappati dai rispettivi posti di lavoro, rientrati di corsa a casa, inscatolato, non senza qualche difficoltà, la bestiola per raggiungere lo studio veterinario in tempo utile.
Il dott. S. però ha avuto la brillante idea di usare lo spruzzino del disinfettante sul tavolo da visita esattamente nell'istante in cui stavo depositandovi la gabbietta.
La Bibe ha intuito che qualcosa non tornava...
Nonostante lusinghe e bacetti, la Tigre del Bengala non è voluta uscire dalla gabbietta e il veterinario ha potuto solamente intuirne la forma attraverso le sbarre. A chi avvicinava le mani per tentare di estrarla mostrava le zanne, soffiava e dava pattoni con le zampe uncinate.
Il commento serafico del dott Saverio è stato "ah beh a giudicare dalla reazione direi che è in ottima forma, portatemela la prossima settimana per l'operazione".
12.2.09
Vorrei dire "Signori nevicherà", ma in questo inverno insolitamente rigido non sarebbe una novità e non esprimerebbe la sorpresa e lo sgomento per l'evento del tutto insolito di cui mi sono resa protagonista.
Udite udite, dopo anni di auto-flagellazione, severità ed understatement in ogni campo, dopo che la bassa autostima mi ha accompagnata nel tempo, oggi risulta che sono una persona che si sopravvaluta.
La mia auto votazione all'appraisal aziendale è risultata infatti più alta della valutazione del mio capo.
Mi sa che vi saluto e vado ad appostarmi per vedere l'aurora boreale che sta per verificarsi nei cieli di Corsico.
Udite udite, dopo anni di auto-flagellazione, severità ed understatement in ogni campo, dopo che la bassa autostima mi ha accompagnata nel tempo, oggi risulta che sono una persona che si sopravvaluta.
La mia auto votazione all'appraisal aziendale è risultata infatti più alta della valutazione del mio capo.
Mi sa che vi saluto e vado ad appostarmi per vedere l'aurora boreale che sta per verificarsi nei cieli di Corsico.
10.2.09
Oggi ho ricevuto un invito ad un gruppo su FB. E' un gruppo che si propone di raccogliere idee e spunti per un nuovo soggetto politico in Liguria.
L'intento sarebbe interessante, gli spunti finora suggeriti anche:
- un soggetto politico nuovo che non sia formato da ex qualcosa
- che tenga in considerazine i Circoli/le esigenze del territorio
- che faccia un congresso decida una linea e poi la mantenga
- che porti attenzione alle tematiche dell'istruzione
Tutto condivisibilissimo per carità, ma santo cielo Cl@udio Burl@ndo? Quello che è riuscito a prendere contromano lo svincolo autostradale di Sestri Ponente e siccome non aveva con sè patente e carta di identità ha presentato un tesserino da parlamentare scaduto?
Ma per favore!
L'intento sarebbe interessante, gli spunti finora suggeriti anche:
- un soggetto politico nuovo che non sia formato da ex qualcosa
- che tenga in considerazine i Circoli/le esigenze del territorio
- che faccia un congresso decida una linea e poi la mantenga
- che porti attenzione alle tematiche dell'istruzione
Tutto condivisibilissimo per carità, ma santo cielo Cl@udio Burl@ndo? Quello che è riuscito a prendere contromano lo svincolo autostradale di Sestri Ponente e siccome non aveva con sè patente e carta di identità ha presentato un tesserino da parlamentare scaduto?
Ma per favore!
9.2.09
I saggi rimedi e la soppressione chimica del dolore.
Il Marito vedendomi rientrare piangente dalla sciata settimanale si è preoccupato per un istante. Poi, appreso che il mio era un problema di alluci pulsanti, è scoppiato a ridere catalogando il fatto come una delle mie solite stramberie.
Il problema è che non si trattava del semplice indolenzimento da scarpone, ma di un dolore intenso ed intermittente come se qualcuno stesse piantandomi dei chiodi negli alluci, ogni martellata una pulsazione.
Ho scoperto di avere una soglia di sopportazione del dolore veramente bassa, sarà che stavo guardando il dottor House, ma poco c'è mancato che mi mettessi a supplicare vicodin vicodin. E per fortuna che in casa non abbiamo analgesici di nessun genere altrimenti avrei provato a sopire chimicamente il dolore.
Fortunatamente dopo eserci rigirati per un po' nel letto io e i miei alluci, stremati, siamo caduti in un sonno profondo.
Stamattina poi A. esperta di geloni e estremità intirizzite, mi ha svelato il trucco per una veloce risoluzione del problema. Pare che basti il sistema della doccia scozzese, acqua bollente, acqua gelida. Se si sopravvive al trattamento la circolazione si riattiva e il dolore passa.
Il Marito vedendomi rientrare piangente dalla sciata settimanale si è preoccupato per un istante. Poi, appreso che il mio era un problema di alluci pulsanti, è scoppiato a ridere catalogando il fatto come una delle mie solite stramberie.
Il problema è che non si trattava del semplice indolenzimento da scarpone, ma di un dolore intenso ed intermittente come se qualcuno stesse piantandomi dei chiodi negli alluci, ogni martellata una pulsazione.
Ho scoperto di avere una soglia di sopportazione del dolore veramente bassa, sarà che stavo guardando il dottor House, ma poco c'è mancato che mi mettessi a supplicare vicodin vicodin. E per fortuna che in casa non abbiamo analgesici di nessun genere altrimenti avrei provato a sopire chimicamente il dolore.
Fortunatamente dopo eserci rigirati per un po' nel letto io e i miei alluci, stremati, siamo caduti in un sonno profondo.
Stamattina poi A. esperta di geloni e estremità intirizzite, mi ha svelato il trucco per una veloce risoluzione del problema. Pare che basti il sistema della doccia scozzese, acqua bollente, acqua gelida. Se si sopravvive al trattamento la circolazione si riattiva e il dolore passa.
6.2.09
Dopo la pesantezza di questi giorni avrei voluto scrivere un post sulle vite che arrivano. Complimentarmi con A. e E. per l'arrivo di S. e con M. e C. per l'arrivo imminente di frugolett* (che non hanno voluto sapere, aspettano la sorpresa).
Invece mi tocca rabbrividire ed indignarmi e schifarmi e disgustarmi.
Ma queste persone dove hanno lasciato la pietà umana? Un decreto legge per costringere una persona a permanere in uno stato vegetativo in cui si trova da 17 anni, dopo che la Cassazione ha stabilito che la richiesta di sospensione dell'idratazione e della nutrizione forzata è sacrosanta? Berlusconi che a quanto pare dice "Eluana è una persona viva, respira, le sue cellule cerebrali sono vive e potrebbe in ipotesi fare anche dei figli. È necessario ogni sforzo per non farla morire". E questa sarebbe una persona che ha rispetto per la vita? Uno che ipotizza che una persona in coma vegetativo possa fare da incubatrice vivente?
E le persone che manifestano sotto la clinica in cui è stata accolta Eluana, si rendono conto di cosa stanno facendo? Di quanto poca carità cristiana ci sia in loro, di quanto siano fanatici?
Affinchè non si dica poi che non l'ho detto o non l'ho scritto: In caso mi dovesse succedere una cosa del genere, per favore staccate tutto. E riciclate il riciclabile.
Invece mi tocca rabbrividire ed indignarmi e schifarmi e disgustarmi.
Ma queste persone dove hanno lasciato la pietà umana? Un decreto legge per costringere una persona a permanere in uno stato vegetativo in cui si trova da 17 anni, dopo che la Cassazione ha stabilito che la richiesta di sospensione dell'idratazione e della nutrizione forzata è sacrosanta? Berlusconi che a quanto pare dice "Eluana è una persona viva, respira, le sue cellule cerebrali sono vive e potrebbe in ipotesi fare anche dei figli. È necessario ogni sforzo per non farla morire". E questa sarebbe una persona che ha rispetto per la vita? Uno che ipotizza che una persona in coma vegetativo possa fare da incubatrice vivente?
E le persone che manifestano sotto la clinica in cui è stata accolta Eluana, si rendono conto di cosa stanno facendo? Di quanto poca carità cristiana ci sia in loro, di quanto siano fanatici?
Affinchè non si dica poi che non l'ho detto o non l'ho scritto: In caso mi dovesse succedere una cosa del genere, per favore staccate tutto. E riciclate il riciclabile.
3.2.09
Succede che un sabato esci di casa e trovi davanti al cancello autoambulanza, auto medica e carabinieri. Tu e il Marito vi guardate perplessi, ma la peggior situazione che ti può venire in mente è una lite familiare con qualche percossa.
Quando rientri l'autoambulanza non c'è più, l'auto dei carabinieri invece è ancora lì. Non ci faresti caso più di tanto se la vicina non ti chiamasse dicendo di passare da lei.
Quando ti apre la porta la sua faccia ti dice già tutto, è successo qualcosa di grave.
M. non c'è più. C'è poco da dire, anzi nulla. Non si riesce a concepire che a 40 anni il giorno prima si attraversi il cortile sorridenti e il giorno dopo nel tuo appartamento ci siano paramedici, carabinieri e agenti in borghese ad accertare cosa ti è successo.
M. era un vicino, lo conoscevi poco, qualche serata in pizzeria, qualche chiacchera davanti al portone quando ci si incontrava. Era una persona solare, uno dei pochi sempre sorridenti e con una parola gentile.
Come sempre, quando qualcosa di brutto accade, ti sembra che un aura nera avvolga il posto in cui accade. E' qualche sera che chiudi entrambe le serrature della porta, come se una porta blindata ti mettesse al riparo dal corso della natura.
Quando rientri l'autoambulanza non c'è più, l'auto dei carabinieri invece è ancora lì. Non ci faresti caso più di tanto se la vicina non ti chiamasse dicendo di passare da lei.
Quando ti apre la porta la sua faccia ti dice già tutto, è successo qualcosa di grave.
M. non c'è più. C'è poco da dire, anzi nulla. Non si riesce a concepire che a 40 anni il giorno prima si attraversi il cortile sorridenti e il giorno dopo nel tuo appartamento ci siano paramedici, carabinieri e agenti in borghese ad accertare cosa ti è successo.
M. era un vicino, lo conoscevi poco, qualche serata in pizzeria, qualche chiacchera davanti al portone quando ci si incontrava. Era una persona solare, uno dei pochi sempre sorridenti e con una parola gentile.
Come sempre, quando qualcosa di brutto accade, ti sembra che un aura nera avvolga il posto in cui accade. E' qualche sera che chiudi entrambe le serrature della porta, come se una porta blindata ti mettesse al riparo dal corso della natura.
29.1.09
L'altro giorno io e il Marito eravamo già svenuti nel letto e la gattaccia ci ha fatto l'ennesimo dispettone che le è valso una sfuriata e l'esilio in soggiorno.
Io, particolarmente esasperata per la mancanza di sonno, minacciavo visite al gattile comunale mentre il Marito adottava un prudente silenzio.
Il giorno seguente ci siamo documentati sui disturbi comportamentali felini, da tale studio è emerso che chi porta a casa un gatto di strada, gli garantisce sì una vita lunga e confortevole, ma lo priva anche della libertà e che se il gatto fa i dispetti tendenzialmente è colpa degli umani che non sanno interpretare i suoi bisogni.
In sostanza quando il gatto lancia la tua boccetta di Chanel 5 a terra, non è lui che è stronzo, sei tu che non capisci bene il suo linguaggio.
A farla breve è finita che da ieri sera due umani assonnati, già pronti in pigiama a collassare nel letto, dedicano quality time alla gattina, lanciandole palline per farla divertire.
Io, particolarmente esasperata per la mancanza di sonno, minacciavo visite al gattile comunale mentre il Marito adottava un prudente silenzio.
Il giorno seguente ci siamo documentati sui disturbi comportamentali felini, da tale studio è emerso che chi porta a casa un gatto di strada, gli garantisce sì una vita lunga e confortevole, ma lo priva anche della libertà e che se il gatto fa i dispetti tendenzialmente è colpa degli umani che non sanno interpretare i suoi bisogni.
In sostanza quando il gatto lancia la tua boccetta di Chanel 5 a terra, non è lui che è stronzo, sei tu che non capisci bene il suo linguaggio.
A farla breve è finita che da ieri sera due umani assonnati, già pronti in pigiama a collassare nel letto, dedicano quality time alla gattina, lanciandole palline per farla divertire.
27.1.09
Dopo che mi sono vista in fotografia terribilmente imbolsita e con il doppio mento e che tutta la famiglia zie ottantaseienni incluse mi hanno domandato se sono ingrassata e se ho intenzione di mettermi a dieta o fare sport, sono indecisa se affogarmi direttamente nel naviglio (che se non affogo comunque un cagotto purificatore snellente lo rimedio), bruciare la macchina per essere costretta ad andare a piedi, sperperare denari in trattamenti snellenti, effettuare una riduzione delle dimensioni dello stomaco o affrontare a piedi la marcia mondiale della Pace del prossimo anno dalla Nuova Zelanda fino a Punta de Vacas.
26.1.09
23.1.09
Ieri sera rientrando a casa dopo la palestra ho annunciato al Marito che mi ero innamorata del maestro di acquagym.
Vedendo lo sguardo torvo negli occhi del coniuge ho ritenuto opportuno proseguire spiegando le ragioni della mia affermazione.
Ossia che per la prima volta la lezione non è stata assordata da musica da discoteca tunz tunz sparata a volumi al limite della soglia della sopportazione umana, ma che soprattutto poco prima della fine quando ormai ero prossima all'affogamento (mai fatti addominali stando in acqua con le gambe sul bordo della vasca e andando su e giù? ecco) è partita "Bigmouth strikes again".
A quel punto il Marito ha alzato gli occhi al cielo, ha preso il gatto in braccio e giurerei di avergli sentito dire "meno male caro gatto che ci sei tu".
Vedendo lo sguardo torvo negli occhi del coniuge ho ritenuto opportuno proseguire spiegando le ragioni della mia affermazione.
Ossia che per la prima volta la lezione non è stata assordata da musica da discoteca tunz tunz sparata a volumi al limite della soglia della sopportazione umana, ma che soprattutto poco prima della fine quando ormai ero prossima all'affogamento (mai fatti addominali stando in acqua con le gambe sul bordo della vasca e andando su e giù? ecco) è partita "Bigmouth strikes again".
A quel punto il Marito ha alzato gli occhi al cielo, ha preso il gatto in braccio e giurerei di avergli sentito dire "meno male caro gatto che ci sei tu".
22.1.09
Il trippaio
Il negozio del trippaio era a pochi metri dal portone di casa mia. Il suo negozio, quello della merciaia e la fruttivendola erano delle istituzioni e penso che fossero lì sin da quando a fine anni 70 ci traferimmo al numero 1 di vico Condino. Gli unici negozi sopravvissuti ai corsi e ricorsi storici attraverso momenti crisi e momenti di boom economico.
A pensarci bene, quello del trippaio era un piccolo miracolo, che se di rattoppare un paio di pantaloni o mangiare un'insalata c'è sempre bisogno, della trippa si può anche fare anche a meno.
Il signor B. era un omone alto che preparava la trippa nel retro del negozio ed era uno dei pochi trippai di Genova da cui si riusciva a comprare anche il brodo.
Il negozio era abbastanza spoglio, con il pavimento in granella rossa, un bancone e un frigo bianco dei surgelati.
Il signor B. e la moglie, con i loro cappellini e il camice bianco si alternavano a servire i clienti. Se ben ricordo l'ultima volta che sono entrata nel negozio qualche anno fa, la bilancia era di quelle analogiche vecchio stile.
Quando mi sono sposata il signor B. è stato risolutivo per la consegna del mio bouquet. La fioraia dal quale l'avevo ordinato non si era appuntata il mio numero di telefono e non ricordava nemmeno esattamente quando fosse il gran giorno, così in preda alla disperazione aveva bussato alla porta del signor B. che era una istituzione e aveva chiesto informazioni. "E' una ragazza alta castana, si sposa, sua mamma abita qui vicino, ma lei sta a Milano" e il signor B. l'aveva indirizzata al citofono corretto.
Il signor B. è morto e a Genova c'è un trippaio in meno, un pezzo di passato che finisce.
Per una strana ironia della sorte, lo apprendo oggi a pochi minuti dalla notizia che hanno sgombrato il Cox. E la giornata mi sembra più triste.
Il negozio del trippaio era a pochi metri dal portone di casa mia. Il suo negozio, quello della merciaia e la fruttivendola erano delle istituzioni e penso che fossero lì sin da quando a fine anni 70 ci traferimmo al numero 1 di vico Condino. Gli unici negozi sopravvissuti ai corsi e ricorsi storici attraverso momenti crisi e momenti di boom economico.
A pensarci bene, quello del trippaio era un piccolo miracolo, che se di rattoppare un paio di pantaloni o mangiare un'insalata c'è sempre bisogno, della trippa si può anche fare anche a meno.
Il signor B. era un omone alto che preparava la trippa nel retro del negozio ed era uno dei pochi trippai di Genova da cui si riusciva a comprare anche il brodo.
Il negozio era abbastanza spoglio, con il pavimento in granella rossa, un bancone e un frigo bianco dei surgelati.
Il signor B. e la moglie, con i loro cappellini e il camice bianco si alternavano a servire i clienti. Se ben ricordo l'ultima volta che sono entrata nel negozio qualche anno fa, la bilancia era di quelle analogiche vecchio stile.
Quando mi sono sposata il signor B. è stato risolutivo per la consegna del mio bouquet. La fioraia dal quale l'avevo ordinato non si era appuntata il mio numero di telefono e non ricordava nemmeno esattamente quando fosse il gran giorno, così in preda alla disperazione aveva bussato alla porta del signor B. che era una istituzione e aveva chiesto informazioni. "E' una ragazza alta castana, si sposa, sua mamma abita qui vicino, ma lei sta a Milano" e il signor B. l'aveva indirizzata al citofono corretto.
Il signor B. è morto e a Genova c'è un trippaio in meno, un pezzo di passato che finisce.
Per una strana ironia della sorte, lo apprendo oggi a pochi minuti dalla notizia che hanno sgombrato il Cox. E la giornata mi sembra più triste.
20.1.09
Il corso di cucina vegetariana
In realtà avrei voluto provare il corso di cucina con il sifone, che no, non è lo scarico del lavandino, ma uno strumento magico in cui tu infili diversi ingredienti, sbatacchi et voilà ti escono meraviglio spumine dolci o salate, calde o fredde. Poi ci si è messa dimezzo la neve e la riprogrammazione della data ed è finita che ho dovuto cambiare corso. Così mi sono spostata al corso di cucina veggie.
La cosa strana è stata che dietro al bancone con la divisa da cuoco ho trovato un tizio con cui giocavo a basket qualche annetto fa. Non ne ero certa perchè con gli anni siamo cambiati entrambi e soprattutto, la divisa da cuoco non lascia scoperti braccia e gambe come quella da basket, di conseguenza non potevo verificare la presenza di un paio di "sobri" tatuaggi. Poi anche lui guardandomi ha capito che già ci conoscevamo ed abbiamo ricostruito il come ed il perchè.
La seconda cosa abbastanza surreale è che sia il cuoco sia gli alunni erano tutti discreti amatori della carne e più di una volta si è finiti a parlare di tagli e di macellerie.
Le ricette presentate erano decisamente sfiziose e non troppo complicate da preparare, soprattutto se si tralasciavano gli accorgimenti tecnici volti a preservare l'estetica del piatto quali immergere le verdure verdi scottate in acqua e ghiaccio per preservarne il colore.
Involtini di verza con ripieno di asparagi e brie, involtini di pasta fillo con ripieno di crema di borlotti, ravioli di pasta integrale con ripieno crema di piselli e ricotta, pesto di verdure,sformati di formaggio con carciofi , biancomangiare al cocco con frutta esotica.
Non so se sono particolarmente fortunata ed ho incontrato compagni di corso alla mano, se è merito del cuoco cestista che è indubbiamente simpatico e mette le persone a proprio agio o se effettivamente cucinare rilassa e crea atmosfera di squadra, fatto sta che i due venerdì sera passati al corso nonostante la settimana di lavoro sulle spalle e la corsa per attraversare la città sono stati molto piacevoli e sono passati in un batter d'occhio.
Per i prossimi mesi sono indecisa se seguire il corso di abra cadabra del sifone o sperimentare una gita fuori porta per una lezione di cucina macrobiotica.
In realtà avrei voluto provare il corso di cucina con il sifone, che no, non è lo scarico del lavandino, ma uno strumento magico in cui tu infili diversi ingredienti, sbatacchi et voilà ti escono meraviglio spumine dolci o salate, calde o fredde. Poi ci si è messa dimezzo la neve e la riprogrammazione della data ed è finita che ho dovuto cambiare corso. Così mi sono spostata al corso di cucina veggie.
La cosa strana è stata che dietro al bancone con la divisa da cuoco ho trovato un tizio con cui giocavo a basket qualche annetto fa. Non ne ero certa perchè con gli anni siamo cambiati entrambi e soprattutto, la divisa da cuoco non lascia scoperti braccia e gambe come quella da basket, di conseguenza non potevo verificare la presenza di un paio di "sobri" tatuaggi. Poi anche lui guardandomi ha capito che già ci conoscevamo ed abbiamo ricostruito il come ed il perchè.
La seconda cosa abbastanza surreale è che sia il cuoco sia gli alunni erano tutti discreti amatori della carne e più di una volta si è finiti a parlare di tagli e di macellerie.
Le ricette presentate erano decisamente sfiziose e non troppo complicate da preparare, soprattutto se si tralasciavano gli accorgimenti tecnici volti a preservare l'estetica del piatto quali immergere le verdure verdi scottate in acqua e ghiaccio per preservarne il colore.
Involtini di verza con ripieno di asparagi e brie, involtini di pasta fillo con ripieno di crema di borlotti, ravioli di pasta integrale con ripieno crema di piselli e ricotta, pesto di verdure,sformati di formaggio con carciofi , biancomangiare al cocco con frutta esotica.
Non so se sono particolarmente fortunata ed ho incontrato compagni di corso alla mano, se è merito del cuoco cestista che è indubbiamente simpatico e mette le persone a proprio agio o se effettivamente cucinare rilassa e crea atmosfera di squadra, fatto sta che i due venerdì sera passati al corso nonostante la settimana di lavoro sulle spalle e la corsa per attraversare la città sono stati molto piacevoli e sono passati in un batter d'occhio.
Per i prossimi mesi sono indecisa se seguire il corso di abra cadabra del sifone o sperimentare una gita fuori porta per una lezione di cucina macrobiotica.
19.1.09
Provati per voi "Lo Sci Club"
Con la neve che è scesa quest'anno non ho potuto fare a meno di cedere al richiamo dei miei sci che giacevano abbandonati in un angolo del ripostiglio.
Visto che affrontare le nebbie il gelo e l'autostrada in orari antelucani, da sola, al volante della Micra, era al di là delle mie possibilità ho deciso di iscrivermi ad uno sci club.
L'idea era quella di ammortizzare i costi e la stanchezza del viaggio usufruendo del trasporto in pulman e dello sconto sullo skipass. Il ragionamento pareva logico. E' continuato a parermi logico fintanto che alle 5 di domenica mattina è suonata la sveglia ed io ancora in coma ho sostituto pigiama e ciabatte con un abbigliamento a cipolla di 54 strati e con l'occhio ancora semichiuso mi sono trascinata fino al luogo dell'appuntamento.
A quel punto nei fumi del sonno ho cominciato a nutrire dei seri dubbi sulla mia sanità mentale e sulle ragioni che mi hanno spinto a tali vette di insensatezza.
Durante il viaggio poi prima di crollare svenuta con la testa contro il vetro e un filo di bava che mi scendeva dall'angolo della bocca, ho avuto modo di osservare alcuni dei miei vicini di posto. C'era il vecchio irrequieto che passeggiava in corridoio assestando vigorose grattatine alle parti intime attraverso la tuta da sci. C'era l'ottico con gli occhiali fashion che faceva parte del comitato organizzatore e dissertava di ogni centimetro di pista di qualsiasi comprensorio sciistico italiano ed europeo. C'erano due uomini con la sindrome da machismo acuto che si scambiavano informazioni relative ai caschetti da sci appena acquistati. E via di questo passo.
Per fortuna l'arrivo agli impianti di risalita ha spazzato di dosso la sensazione di fantozzianesimo che mi aveva accompagnato fino a quel momento.
Sensazione che peraltro si è reimpossessata di me dopo diverse ora quando in seggiovia la neve ghiacciata mi sferzava i pochi cm di faccia rimasti scoperti.
Il viaggio di rientro probabilmente avrebbe acuito la sensazione, non fosse che stremata dagli eventi sono crollata addormentata e non mi sono quasi resa conto che invece delle 2 ore e mezza dell'andata a causa delle avverse condizioni meteo, ne abbiamo impiegate quasi 5.
Inutile dire che ho già prenotato e pagato la prossima gita sociale a Cervinia.
Con la neve che è scesa quest'anno non ho potuto fare a meno di cedere al richiamo dei miei sci che giacevano abbandonati in un angolo del ripostiglio.
Visto che affrontare le nebbie il gelo e l'autostrada in orari antelucani, da sola, al volante della Micra, era al di là delle mie possibilità ho deciso di iscrivermi ad uno sci club.
L'idea era quella di ammortizzare i costi e la stanchezza del viaggio usufruendo del trasporto in pulman e dello sconto sullo skipass. Il ragionamento pareva logico. E' continuato a parermi logico fintanto che alle 5 di domenica mattina è suonata la sveglia ed io ancora in coma ho sostituto pigiama e ciabatte con un abbigliamento a cipolla di 54 strati e con l'occhio ancora semichiuso mi sono trascinata fino al luogo dell'appuntamento.
A quel punto nei fumi del sonno ho cominciato a nutrire dei seri dubbi sulla mia sanità mentale e sulle ragioni che mi hanno spinto a tali vette di insensatezza.
Durante il viaggio poi prima di crollare svenuta con la testa contro il vetro e un filo di bava che mi scendeva dall'angolo della bocca, ho avuto modo di osservare alcuni dei miei vicini di posto. C'era il vecchio irrequieto che passeggiava in corridoio assestando vigorose grattatine alle parti intime attraverso la tuta da sci. C'era l'ottico con gli occhiali fashion che faceva parte del comitato organizzatore e dissertava di ogni centimetro di pista di qualsiasi comprensorio sciistico italiano ed europeo. C'erano due uomini con la sindrome da machismo acuto che si scambiavano informazioni relative ai caschetti da sci appena acquistati. E via di questo passo.
Per fortuna l'arrivo agli impianti di risalita ha spazzato di dosso la sensazione di fantozzianesimo che mi aveva accompagnato fino a quel momento.
Sensazione che peraltro si è reimpossessata di me dopo diverse ora quando in seggiovia la neve ghiacciata mi sferzava i pochi cm di faccia rimasti scoperti.
Il viaggio di rientro probabilmente avrebbe acuito la sensazione, non fosse che stremata dagli eventi sono crollata addormentata e non mi sono quasi resa conto che invece delle 2 ore e mezza dell'andata a causa delle avverse condizioni meteo, ne abbiamo impiegate quasi 5.
Inutile dire che ho già prenotato e pagato la prossima gita sociale a Cervinia.
15.1.09
12.1.09
Il Marito non si capacita del perchè vedendo le immagini di Genova illuminata la sera, del porto Antico e sentendo le sirene delle navi io ritenga perfettamente normale scoppiare in lacrime e farmi venire il magone.
Che per quanto io apprezzi De Andrè non è solo la questione di pensare che non c'è più, probabilmente frignerei anche se le immagini della mia città le trasmettessero come "Intervallo" e come sottofondo non ci fosse "Creuza de ma" , ma la classica musica da carillon.
8.1.09
Passeggiare con le ghette in città è bello fintanto che sei in giro a fare fotografie e a casa ti attendono marito gattina e una tazza di thè. Di inagurare le ciaspole per arrivare in ufficio non avevo voglia, così ieri me ne sono stata a casa tutto il giorno a guardare i fiocchi dalla finestra. Non sono scesa nemmeno ad aiutare il Marito a spalare via i 50 cm di neve accumulatisi sul tetto della sua macchina.
In compenso ho inaugurato un libro di dessert che mi sono regalata per Natale copiando la ricetta dei biscotti ai fiocchi d'avena. La prima informata si è un po' caramellata, ma la seconda è venuta uno spettacolo.
Oggi naturalmente in ufficio la parola d'ordine è URGENZA! Dichiaro ufficialmente aperto il nuovo anno di ansia lavorativa.
In compenso ho inaugurato un libro di dessert che mi sono regalata per Natale copiando la ricetta dei biscotti ai fiocchi d'avena. La prima informata si è un po' caramellata, ma la seconda è venuta uno spettacolo.
Oggi naturalmente in ufficio la parola d'ordine è URGENZA! Dichiaro ufficialmente aperto il nuovo anno di ansia lavorativa.
5.1.09
E così si è concluso il 2008. Tutti a dire anno bisesto anno funesto, ma a me a dirla tutta non è parso così brutto. Sarà che cambiar lavoro e sottrarmi alla dinamiche malate del vecchio ufficio mi ha fatto tirare un grosso sospiro di sollievo, sarà la presenza pelosa e dispettosa che è venuta ad animare la nostra casa. Il 2008 nel complesso è stato un buon anno.
Il 2009 invece è iniziato maluccio. Le ferie troppo brevi per tutte le energie che dovevo recuperare, il classico viaggio di inizio anno che non è stato fatto a causa di problemi logistici (e non per colpa della crisi), una semi-influenza che mi ha precluso anche quelle gitarelle di svago che mi ero ripromessa di fare per riposare anche la testa oltre il fisico.
Per consolarmi sono andata al cinema (un bel musical Mamma mia per iniziare l'anno senza pensieri), ho approfittato dell'inizio dei saldi (un paio di scarpe, una giacca in lana cotta ed un maglioncino nero da skinhead) e sono andata a vedere la mostra di Magritte (bella, ma con riserva).
Ora medito di darmi alla macrobiotica e come sempre di perdere i chili di troppo.
Il 2009 invece è iniziato maluccio. Le ferie troppo brevi per tutte le energie che dovevo recuperare, il classico viaggio di inizio anno che non è stato fatto a causa di problemi logistici (e non per colpa della crisi), una semi-influenza che mi ha precluso anche quelle gitarelle di svago che mi ero ripromessa di fare per riposare anche la testa oltre il fisico.
Per consolarmi sono andata al cinema (un bel musical Mamma mia per iniziare l'anno senza pensieri), ho approfittato dell'inizio dei saldi (un paio di scarpe, una giacca in lana cotta ed un maglioncino nero da skinhead) e sono andata a vedere la mostra di Magritte (bella, ma con riserva).
Ora medito di darmi alla macrobiotica e come sempre di perdere i chili di troppo.
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30.12.08
Vi ho risparmiato il post sui regali di Natale (anche se a gentile richiesta posso produrmi in un elenco), ma quello sul 2008 non poteva mancare.
gennaio: prima visita a Roma della sottoscritta. Stranamente non mi viene l'orticaria per i ritmi romani e mi innamoro della città.
febbraio: Fidel Castro va in pensione e neanche io mi sento molto bene. Provo a dare una svolta alla mia esistenza con un colloquio di lavoro organizzato tramite Linked In, ma si rivela una bufala.
marzo: la vita lavorativa è uno strazio, mi consolo al concerto dei Cure.
aprile: mese brutto, il gatto di famiglia Ser Poldino abdica e raggiunge il fratello nel paradiso dei gatti, non prima di aver rubato una fetta di soppressata.
maggio: arriva Gatt* a casa nostra ed improvvisamente io e il Marito ci dividiamo fra poppate e cacche del gattino dimenticando di avere una vita nostra. C'è anche l'immancabile AMaggioABaggio.
giugno: finalmente cambio lavoro, lo shock è grande, ma la vita migliora. F. e P. si sposano, un' altra coppia che "mette la testa a posto".
luglio: nulla da segnalare a parte il matrimonio di R. e D., mi abbono alla biocesta e sperimento nuovi esaltanti torture come l'acquagym e il massaggio tonificante.
agosto: dovevo essere in Perù invece sono a Genova, raggiungo gli anni di Cristo e mi domando che succederà
settembre: non pervenuto
ottobre: vado al concerto della gioventù sonica e me la prendo con chi non apprezza. B. e Y. si sposano e mi scende una lacrimuccia di commozione.
novembre: un nero alla casa bianca, il mondo per il momento rimane uguale e la mia vita si consuma fra casa e ufficio (cioè faccio anche un corso di fotografia, ma se penso a questo mese mi viene in mente la mia scrivania in ufficio).
dicembre: è Natale è Natale, io non aspetto altro che le ferie per dormire.
Non avendo fatto buoni propositi non ho nulla da rimproverarmi, ma stranamente la cosa non mi consola.
gennaio: prima visita a Roma della sottoscritta. Stranamente non mi viene l'orticaria per i ritmi romani e mi innamoro della città.
febbraio: Fidel Castro va in pensione e neanche io mi sento molto bene. Provo a dare una svolta alla mia esistenza con un colloquio di lavoro organizzato tramite Linked In, ma si rivela una bufala.
marzo: la vita lavorativa è uno strazio, mi consolo al concerto dei Cure.
aprile: mese brutto, il gatto di famiglia Ser Poldino abdica e raggiunge il fratello nel paradiso dei gatti, non prima di aver rubato una fetta di soppressata.
maggio: arriva Gatt* a casa nostra ed improvvisamente io e il Marito ci dividiamo fra poppate e cacche del gattino dimenticando di avere una vita nostra. C'è anche l'immancabile AMaggioABaggio.
giugno: finalmente cambio lavoro, lo shock è grande, ma la vita migliora. F. e P. si sposano, un' altra coppia che "mette la testa a posto".
luglio: nulla da segnalare a parte il matrimonio di R. e D., mi abbono alla biocesta e sperimento nuovi esaltanti torture come l'acquagym e il massaggio tonificante.
agosto: dovevo essere in Perù invece sono a Genova, raggiungo gli anni di Cristo e mi domando che succederà
settembre: non pervenuto
ottobre: vado al concerto della gioventù sonica e me la prendo con chi non apprezza. B. e Y. si sposano e mi scende una lacrimuccia di commozione.
novembre: un nero alla casa bianca, il mondo per il momento rimane uguale e la mia vita si consuma fra casa e ufficio (cioè faccio anche un corso di fotografia, ma se penso a questo mese mi viene in mente la mia scrivania in ufficio).
dicembre: è Natale è Natale, io non aspetto altro che le ferie per dormire.
Non avendo fatto buoni propositi non ho nulla da rimproverarmi, ma stranamente la cosa non mi consola.
29.12.08
Natale e tutto il resto
Le vacanze di Natale sono andate bene per quanto mi sembra ieri che ero lì a caricar la macchina con il sacco blu dell'ikea pieno di regali e bum! sono di nuovo in ufficio.
Il 23 è venuto a trovarci il Mulo, con un paio di bottiglie niente male ed un libro. E' stata una bella serata, con tante chiacchere, buon vino, salatini ed una pastasciutta improvvisata.
Il giorno dopo abbiamo sfidato le nebbie per raggiungere la mia terra natia. La Bibe ha mostrato di non gradire le feste comandate ed ha continuato sul trend bestia aggressiva e insopportabile già sfoggiato la sera precedente, il viaggio non ha aiutato. La giornata è passata in un baleno fra ultimo giro di shopping e preparazione della cena. La cena ha dichiarato ufficialmente aperte le danze della Grande Abbuffata Natalizia.
A Natale abbiamo transumato fino alla terra degli avi del Marito, dove la Suocera aveva addobbato casa e preparato antipasti per un reggimento. Dopo l'ennesimo stravizio cibario e lo scambio di doni ho passato il pomeriggio davanti al camino, mesmerizzata dalle lingue di fuoco e dal crepitare dei ciocchi.
A Santo Stefano era il turno della visita al mio Babbo e per fortuna che i suoceri non sono divorziati altrimenti avrei finito le ferie con una lavanda gastrica.
Il 27 e il 28 sono serviti e riprenderci dagli stravizi, a fare qualche passeggiata in città e a ritornare a casa.
Nonostante ci attendesse una casa con 13 gradi e pinguini pattinanti nel soggiorno, la Bibe ha gradito moltissimo tornare nella sua magione e come per magia, passate le feste è diventata un gatto angelico
Le vacanze di Natale sono andate bene per quanto mi sembra ieri che ero lì a caricar la macchina con il sacco blu dell'ikea pieno di regali e bum! sono di nuovo in ufficio.
Il 23 è venuto a trovarci il Mulo, con un paio di bottiglie niente male ed un libro. E' stata una bella serata, con tante chiacchere, buon vino, salatini ed una pastasciutta improvvisata.
Il giorno dopo abbiamo sfidato le nebbie per raggiungere la mia terra natia. La Bibe ha mostrato di non gradire le feste comandate ed ha continuato sul trend bestia aggressiva e insopportabile già sfoggiato la sera precedente, il viaggio non ha aiutato. La giornata è passata in un baleno fra ultimo giro di shopping e preparazione della cena. La cena ha dichiarato ufficialmente aperte le danze della Grande Abbuffata Natalizia.
A Natale abbiamo transumato fino alla terra degli avi del Marito, dove la Suocera aveva addobbato casa e preparato antipasti per un reggimento. Dopo l'ennesimo stravizio cibario e lo scambio di doni ho passato il pomeriggio davanti al camino, mesmerizzata dalle lingue di fuoco e dal crepitare dei ciocchi.
A Santo Stefano era il turno della visita al mio Babbo e per fortuna che i suoceri non sono divorziati altrimenti avrei finito le ferie con una lavanda gastrica.
Il 27 e il 28 sono serviti e riprenderci dagli stravizi, a fare qualche passeggiata in città e a ritornare a casa.
Nonostante ci attendesse una casa con 13 gradi e pinguini pattinanti nel soggiorno, la Bibe ha gradito moltissimo tornare nella sua magione e come per magia, passate le feste è diventata un gatto angelico
22.12.08
Visto che l'ispirazione latita e che il blog sul Senegal ormai è stato abbandonato al suo destino (e non è detto che ci sia ancora qualcuno che si ricorda la password) ne aprofitto per pubblicare le cronache senegalesi di M.
DECODER, ALLAH E PARTITE DI CALCIO.
Venerdì scorso, il gruppo media WalFadjri, proprietario di una rete capillare di radio, giornali e canali televisivi senegalesi, ha presentato durante una solenne conferenza stampa un’insolita promozione commerciale.
Dal primo gennaio fino al 13 febbraio 2009, l’abbonamento al canale televisivo Walf TV costerà 37500 franchi senegalesi (circa 57 euro) invece della tariffa attuale di 75.000.
Il motivo?
Il nome dell’abbonamento è Sant Serigne Bara, l’attuale capo religioso della confraternita mussulmana dei Mouride, e questa promozione è stata lanciata con l’intento di acquisire nuovi clienti di fede o simpatia Mouride.
Per capirci è un po’ come se Sky o Mediaset lanciassero sul mercato italiano la card Santo Benedetto 16 per potenziali clienti cattolici.
Questa notizia conferma ancora una volta il progressivo e pericoloso asservimento del mondo politico, imprenditoriale e istituzionale alle potentissime confraternite religiose, i veri centri di controllo decisionale del Senegal.
L’offerta di Sant Serigne Bara sarà valida appunto fino al 13 febbraio, ultimo giorno della Gran Magal, l’annuale pellegrinaggio nella città sacra di Touba, e il presidente del gruppo WalfFadjri ha già promesso imperdibili reportage, dibattiti, approfondimenti e dirette televisive per “coprire” l’evento.
Ho cercato di raccogliere un po’ di commenti anche a partire da una domanda non secondaria: come fanno i senegalesi a pagare abbonamenti mensili di oltre 110 euro al mese se il salario medio di chi lavora si aggira sulla stessa cifra?
Eppure tutti in Senegal si ipnotizzano davanti alla televisione, l’elettrodomestico più importante e vero status symbol della famiglia, tanto che nei villaggi più sperduti, dove non arriva nemmeno l’elettricità e per raccogliere l’acqua occorre farsi almeno 5 chilometri a piedi con i catini in testa, è abbastanza facile imbattersi in vecchi scassoni catodici alimentati da batterie di automobili più che consunte.
Occorre sottolineare inoltre che i canali più gettonati sono i più cari, soprattutto quelli francesi che ritrasmettono tutte le partite di calcio del mondo, dal campionato ecuadoriano al torneo del quattro quartieri del Qatar. L’abbonamento mensile può arrivare anche a 150 euro.
La risposta al mistero è semplice. Da quando sono apparsi i canali a pagamento i senegalesi hanno risolto il problema delle tariffe inabbordabili alla senegalese. Una persona si abbona. Dal decoder fa partire un cavo verso una diramazione multipla. Da lì si agganciano a cascata altri utenti. Ognuno paga 3.000 franchi al mese, quasi 5 euro, e il gioco è fatto. Un amico mi ha raccontato che suo fratello è arrivato ad avere circa 300 utenti agganciati a 3 decoder. Ha trasformato la sua ipnosi in un affare e ora campa alla grande grazie ai decoder.
Rispetto all’offerta Sant Serigne Bara tanti senegalesi alzano le spalle. Per quanto allettante possa essere l’offerta, la maggioranza paga già meno di un decimo per vedere tutte le partite di calcio. Nell’indice di gradimento Allah, Touba e la Gran Magal, non suscitano la stessa ammirazione dell’ultima prodezza di Ronaldihno.
DECODER, ALLAH E PARTITE DI CALCIO.
Venerdì scorso, il gruppo media WalFadjri, proprietario di una rete capillare di radio, giornali e canali televisivi senegalesi, ha presentato durante una solenne conferenza stampa un’insolita promozione commerciale.
Dal primo gennaio fino al 13 febbraio 2009, l’abbonamento al canale televisivo Walf TV costerà 37500 franchi senegalesi (circa 57 euro) invece della tariffa attuale di 75.000.
Il motivo?
Il nome dell’abbonamento è Sant Serigne Bara, l’attuale capo religioso della confraternita mussulmana dei Mouride, e questa promozione è stata lanciata con l’intento di acquisire nuovi clienti di fede o simpatia Mouride.
Per capirci è un po’ come se Sky o Mediaset lanciassero sul mercato italiano la card Santo Benedetto 16 per potenziali clienti cattolici.
Questa notizia conferma ancora una volta il progressivo e pericoloso asservimento del mondo politico, imprenditoriale e istituzionale alle potentissime confraternite religiose, i veri centri di controllo decisionale del Senegal.
L’offerta di Sant Serigne Bara sarà valida appunto fino al 13 febbraio, ultimo giorno della Gran Magal, l’annuale pellegrinaggio nella città sacra di Touba, e il presidente del gruppo WalfFadjri ha già promesso imperdibili reportage, dibattiti, approfondimenti e dirette televisive per “coprire” l’evento.
Ho cercato di raccogliere un po’ di commenti anche a partire da una domanda non secondaria: come fanno i senegalesi a pagare abbonamenti mensili di oltre 110 euro al mese se il salario medio di chi lavora si aggira sulla stessa cifra?
Eppure tutti in Senegal si ipnotizzano davanti alla televisione, l’elettrodomestico più importante e vero status symbol della famiglia, tanto che nei villaggi più sperduti, dove non arriva nemmeno l’elettricità e per raccogliere l’acqua occorre farsi almeno 5 chilometri a piedi con i catini in testa, è abbastanza facile imbattersi in vecchi scassoni catodici alimentati da batterie di automobili più che consunte.
Occorre sottolineare inoltre che i canali più gettonati sono i più cari, soprattutto quelli francesi che ritrasmettono tutte le partite di calcio del mondo, dal campionato ecuadoriano al torneo del quattro quartieri del Qatar. L’abbonamento mensile può arrivare anche a 150 euro.
La risposta al mistero è semplice. Da quando sono apparsi i canali a pagamento i senegalesi hanno risolto il problema delle tariffe inabbordabili alla senegalese. Una persona si abbona. Dal decoder fa partire un cavo verso una diramazione multipla. Da lì si agganciano a cascata altri utenti. Ognuno paga 3.000 franchi al mese, quasi 5 euro, e il gioco è fatto. Un amico mi ha raccontato che suo fratello è arrivato ad avere circa 300 utenti agganciati a 3 decoder. Ha trasformato la sua ipnosi in un affare e ora campa alla grande grazie ai decoder.
Rispetto all’offerta Sant Serigne Bara tanti senegalesi alzano le spalle. Per quanto allettante possa essere l’offerta, la maggioranza paga già meno di un decimo per vedere tutte le partite di calcio. Nell’indice di gradimento Allah, Touba e la Gran Magal, non suscitano la stessa ammirazione dell’ultima prodezza di Ronaldihno.
19.12.08
Anche questo corso di fotografia è arrivato al termine. Ieri abbiamo sistemato le foto e creato il portfolio della classe. A. era malato, ma da gentiluomo qual'è è riuscito comunque a farci avere le sue foto ed ha anche fatto un regalo a tutti. Noi per ringraziarlo, gli abbiamo telefonato e lo abbiamo messo in viva voce per condividere un pezzo di lezione assieme a lui. Tutto sembrava essersi concluso per il meglio e dopo esserci salutati e augurati buone feste ci siamo lasciati con il proposito di rivederci nel nuovo anno.
Oggi la prof, una tipa un po' particolare, ha mandato a tutti una mail di saluti in cui ci dava indicazioni sulla strada da intraprendere per il nostro futuro futografico. Peccato che si sia mossa con la delicatezza di un panzer, lasciando tutti a mezzo fra il basito e l'imbufalito.
Io ho la tendenza a lasciar perdere e non entrare in discussioni, soprattutto nell'ambito privato, soprattutto quando si parla di passatempi, ma capisco anche che alle persone con cui è andata giù più pesantemente siano girate le scatole vorticosamente.
Il tutto mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Che un ambito in cui ci si dovrebbe divertire e rilassare, un ambito in cui per fortuna non c'era nessun tipo di competizione, ma solo la voglia di condividere una passione comune, sia stato calpestato malamente mi lascia un po' triste.
Oggi la prof, una tipa un po' particolare, ha mandato a tutti una mail di saluti in cui ci dava indicazioni sulla strada da intraprendere per il nostro futuro futografico. Peccato che si sia mossa con la delicatezza di un panzer, lasciando tutti a mezzo fra il basito e l'imbufalito.
Io ho la tendenza a lasciar perdere e non entrare in discussioni, soprattutto nell'ambito privato, soprattutto quando si parla di passatempi, ma capisco anche che alle persone con cui è andata giù più pesantemente siano girate le scatole vorticosamente.
Il tutto mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Che un ambito in cui ci si dovrebbe divertire e rilassare, un ambito in cui per fortuna non c'era nessun tipo di competizione, ma solo la voglia di condividere una passione comune, sia stato calpestato malamente mi lascia un po' triste.
18.12.08
6 mesi dopo
Visto il periodo di crisi e falcidiamenti è con un grande sospiro di sollievo che ieri ho potuto apporre l'ultima tacca sul computo dei giorni del mio periodo di prova. Ora sono assunta (fino a quando l'economia mondiale non imploderà con un botto e ci ritroveremo ad allevare polli nella vasca da bagno per sopravvivere alla carestia).
Visto il periodo di crisi e falcidiamenti è con un grande sospiro di sollievo che ieri ho potuto apporre l'ultima tacca sul computo dei giorni del mio periodo di prova. Ora sono assunta (fino a quando l'economia mondiale non imploderà con un botto e ci ritroveremo ad allevare polli nella vasca da bagno per sopravvivere alla carestia).
15.12.08
Sarà che eravamo a Settimo Milanese e non a Milano, sarà che l'ansia e la fretta riguardano solo ed esclusivamente l'ambito lavorativo, fatto sta che per un concerto nominalmente in partenza alle 22, alle 21.50 il locale era ancora chiuso. Una coppia di amici ancora dispersa ed una che invece era già rientrata a casa.
Così abbiamo fatto un giro turistico del paese che offre una chiesa, un bel municipio e una coopertaiva del popolo che sembra direttamente uscita da un film sulla provincia di 20 anni fa.
Quando finalmente siamo riusciti ad entrare nel locale e a prenderci una birra, seduta sul divano ho potuto osservare una folla alquanto variopinta.
Soprattutto ho potuto vedere una specie con cui non ero mai entrata in contatto visivo: i nostalgici dei sixties. Cuban heels, pantaloni attillati e capelli tagliati con la scodella o impomatati all'inverosimile per gli uomini, abiti leopardati e cofane alla Sarah Palin per le donne.
Una fauna che improvvisamente mi ha fatto rivalutare in blocco i metallari, con i jeans attillati, le scarpe da basket e i giubbini di jeans senza maniche coperti di toppette.
Il giudizio probabilmente rimane profondamente alterato dal fatto che il gruppo sixties che si esibiva sul palco aveva come frontman un tristo figuro che si rotolava sul palco rovesciando birra ed emettendo suoni gutturali non meglio specificabili. Ebbene sì mi accanisco col personaggio giacchè sono più che convinta che anche lui o i suoi fan volessero inseguirmi e giustiziarmi, conciati a quel modo, con quelle scarpe, non ce la farebbero mai a raggiungermi.
Sul secondo gruppo, in stile ramones, non mi pronuncio che i suoni eran fatti da cani e si sentiva solo la batteria. Sul terzo poi siamo crollati e ce ne siamo tornati a casa, che l'indomani mi toccava la levataccia per andare a fare fotografie, ma questa è un' altra storia.
Così abbiamo fatto un giro turistico del paese che offre una chiesa, un bel municipio e una coopertaiva del popolo che sembra direttamente uscita da un film sulla provincia di 20 anni fa.
Quando finalmente siamo riusciti ad entrare nel locale e a prenderci una birra, seduta sul divano ho potuto osservare una folla alquanto variopinta.
Soprattutto ho potuto vedere una specie con cui non ero mai entrata in contatto visivo: i nostalgici dei sixties. Cuban heels, pantaloni attillati e capelli tagliati con la scodella o impomatati all'inverosimile per gli uomini, abiti leopardati e cofane alla Sarah Palin per le donne.
Una fauna che improvvisamente mi ha fatto rivalutare in blocco i metallari, con i jeans attillati, le scarpe da basket e i giubbini di jeans senza maniche coperti di toppette.
Il giudizio probabilmente rimane profondamente alterato dal fatto che il gruppo sixties che si esibiva sul palco aveva come frontman un tristo figuro che si rotolava sul palco rovesciando birra ed emettendo suoni gutturali non meglio specificabili. Ebbene sì mi accanisco col personaggio giacchè sono più che convinta che anche lui o i suoi fan volessero inseguirmi e giustiziarmi, conciati a quel modo, con quelle scarpe, non ce la farebbero mai a raggiungermi.
Sul secondo gruppo, in stile ramones, non mi pronuncio che i suoni eran fatti da cani e si sentiva solo la batteria. Sul terzo poi siamo crollati e ce ne siamo tornati a casa, che l'indomani mi toccava la levataccia per andare a fare fotografie, ma questa è un' altra storia.
12.12.08
Ieri la gattaccia malefica ha pensato di farne una delle sue. Uno scherzaccio davvero. Soprattutto ha pensato bene di farlo mentre io stanca e affamata alle dieci di sera stavo raccattando qualche avanzo dal frigo per placare i morsi della fame.
Sognavo una tisana da sorseggiare seduta sul divano e il dover porre rimedio allo scherzaccio mi ha fatto imbufalire. Così si è beccata un paio di pacche e tante urla. Ovviamente lei sembrava del tutto perplessa di fronte alla mia reazione, ma vedendo che la mia ira non sbolliva si è tenuta a debita distanza per tutta la serata.
Quando sono andata a letto, si è avvicinata con aria circospetta ed ha iniziato a studiarmi. Io a quel punto non avevo poù la forza di arrabbiarmi e quindi sono stata al gioco fingendo indifferenza.
Dopo un paio di giretti esplorativi, la Bibe si è fiondata sotto il piumone, mi si è appiccicata alla pancia e occhieggiando da sotto alle falde ha cominciato a fare rumorosissime fusa e a guardarmi con l'occhio appannato.
A quel punto ho ceduto di schianto e la mia arrabbiatura è svanita definitivamente.
Come madre di felino non valgo un granchè.
Sognavo una tisana da sorseggiare seduta sul divano e il dover porre rimedio allo scherzaccio mi ha fatto imbufalire. Così si è beccata un paio di pacche e tante urla. Ovviamente lei sembrava del tutto perplessa di fronte alla mia reazione, ma vedendo che la mia ira non sbolliva si è tenuta a debita distanza per tutta la serata.
Quando sono andata a letto, si è avvicinata con aria circospetta ed ha iniziato a studiarmi. Io a quel punto non avevo poù la forza di arrabbiarmi e quindi sono stata al gioco fingendo indifferenza.
Dopo un paio di giretti esplorativi, la Bibe si è fiondata sotto il piumone, mi si è appiccicata alla pancia e occhieggiando da sotto alle falde ha cominciato a fare rumorosissime fusa e a guardarmi con l'occhio appannato.
A quel punto ho ceduto di schianto e la mia arrabbiatura è svanita definitivamente.
Come madre di felino non valgo un granchè.
11.12.08
9.12.08
Premessa, se non siete interessati alle mie vicende digestive, astenetevi pure.
Seconda premessa: lo so, me le vado a cercare.
Oggi in mensa sono riusciti nell'impresa titanica, riuscita in precedenza solo a mia zia, di preparare una pasta al pesto che non sapesse assolutamente di nulla.
O meglio, per dover di cronaca, mentre la pasta della zia era colorata di verde, insapore e digeribile, la pasta della mensa invece presentava caratteristiche paranormali: il sapore si sta palesando in fase digestiva. Sono circa tre ore che rutto aglio e basilico e, notare, io non sono in grado di ruttare nemmeno dopo essermi scolata 1 l di coca cola frizzantissima.
Seconda premessa: lo so, me le vado a cercare.
Oggi in mensa sono riusciti nell'impresa titanica, riuscita in precedenza solo a mia zia, di preparare una pasta al pesto che non sapesse assolutamente di nulla.
O meglio, per dover di cronaca, mentre la pasta della zia era colorata di verde, insapore e digeribile, la pasta della mensa invece presentava caratteristiche paranormali: il sapore si sta palesando in fase digestiva. Sono circa tre ore che rutto aglio e basilico e, notare, io non sono in grado di ruttare nemmeno dopo essermi scolata 1 l di coca cola frizzantissima.
5.12.08
Ho sempre pensato che le assemblee di condominio fornissero ottimi spunti di studio per i sociologi, almeno fino a ieri sera, quando finalmente ho realizzato che uno psichiatra comportamentale specializzato in studi sui serial killer avrebbe trovato ampio materiale di studio.
E dire che sembrava che tutto stesse filando liscio ed incredibilmente per deliberare sui primi due punti avevamo impiegato soltanto un'ora. L'illusione però è durata poco, infatti giunti al punto più controverso si è aperto il baratro delle contestazioni. Fin qui non ci sarebbe stato nulla di strano non fosse che ad un certo punto, un uomo abitualmente pacato ancorchè logorroico ha avuto un improvviso blackout. Con lo sguardo appannato e la giugolare ingrossata che pulsava sul collo, si è avventato in direzione del riccastro dinnoccolato con cui si stava prendendo a male parole. Ci son volute tre persone per dissuaderlo dai suoi propositi omicidi, tre persone che variamente avvinghiate a lui ne hanno rallentato la corsa, pur senza frenarla del tutto.
Il riccastro dinnocolato, non nuovo ad exploit ed urla è astutamente rimasto calmo facendo piombare l'aggressore che in linea di principio aveva ragione da vendere, nel torto più marcio.
Perchè quando dalle questioni importanti si finisce a recriminare sul piscio del cane, un'assemblea non può che andare in merda.
E dire che sembrava che tutto stesse filando liscio ed incredibilmente per deliberare sui primi due punti avevamo impiegato soltanto un'ora. L'illusione però è durata poco, infatti giunti al punto più controverso si è aperto il baratro delle contestazioni. Fin qui non ci sarebbe stato nulla di strano non fosse che ad un certo punto, un uomo abitualmente pacato ancorchè logorroico ha avuto un improvviso blackout. Con lo sguardo appannato e la giugolare ingrossata che pulsava sul collo, si è avventato in direzione del riccastro dinnoccolato con cui si stava prendendo a male parole. Ci son volute tre persone per dissuaderlo dai suoi propositi omicidi, tre persone che variamente avvinghiate a lui ne hanno rallentato la corsa, pur senza frenarla del tutto.
Il riccastro dinnocolato, non nuovo ad exploit ed urla è astutamente rimasto calmo facendo piombare l'aggressore che in linea di principio aveva ragione da vendere, nel torto più marcio.
Perchè quando dalle questioni importanti si finisce a recriminare sul piscio del cane, un'assemblea non può che andare in merda.
2.12.08
Nel finesettimana ho vinto il freddo la pigrizia e la voglia di ciabatte e scialetto di lana per andare a seguire fotografic@, il mega incontro organizzato dalla C@non. Sabato ho sottoposto le foto ad una fotoeditor la quale mi ha detto che sì le foto non erano male, ma che lo scopo di una lettura portfolio è presentare un progetto e farsi aiutare nella selezione. Quindi deve esser stata la lettura portfolio più veloce del mondo, per il prossimo anno sarò più preparata.
Nel pomeriggio sono andata al mega spot pubblicitario che mostrava tutta la potenza e la beltà dei prodotti. Ora vorrei una macchina fotografica in grado di fare 10 scatti al secondo con una sensibilità ISO stratosferica, oltre ad un obiettivo TS e ad un flash strobo. Sebbene possa sembrarlo questa non è una lista per Babbo Natale, che c'è crisi e il materiale fotografico costa parecchio. Nel mezzo sono andata a mangiare sushi, che è sempre una bella attività.
Domenica invece me la sono presa comoda così sono riuscita (con grande difficoltà e sgomitando) a seguire solo un corso nel pomeriggio sulla camera chiara e a vedermi le mostre allestite allo spazio forma. Ok erano mostre gratuite, però mi domando e dico, che bisogno c'era di occupare dello spazio con le foto delle vacanze di Camila la vj?
Nel pomeriggio sono andata al mega spot pubblicitario che mostrava tutta la potenza e la beltà dei prodotti. Ora vorrei una macchina fotografica in grado di fare 10 scatti al secondo con una sensibilità ISO stratosferica, oltre ad un obiettivo TS e ad un flash strobo. Sebbene possa sembrarlo questa non è una lista per Babbo Natale, che c'è crisi e il materiale fotografico costa parecchio. Nel mezzo sono andata a mangiare sushi, che è sempre una bella attività.
Domenica invece me la sono presa comoda così sono riuscita (con grande difficoltà e sgomitando) a seguire solo un corso nel pomeriggio sulla camera chiara e a vedermi le mostre allestite allo spazio forma. Ok erano mostre gratuite, però mi domando e dico, che bisogno c'era di occupare dello spazio con le foto delle vacanze di Camila la vj?
28.11.08
Speravo che questa atmosfera natalizia di tetti imbiancati mitigasse gli animi. Che la scomparsa del grigiore cementizio della perfiferia infondesse calma zen a tutti. Che quantomeno la gente si facesse prendere dal panico e decidesse di rimanere a casa.
Invece a quanto pare sono tutti qui, hanni i coglioni girati e rompono le balle.
Datemi un lanciafiamme!
Invece a quanto pare sono tutti qui, hanni i coglioni girati e rompono le balle.
Datemi un lanciafiamme!
24.11.08
Nel finesettimana ho avuto la conferma che il Marito mi ama moltissimo.
Sabato pomeriggio, negozio strumenti musicali: io e il Marito guardiamo le chitarre.
Il Marito mi indica quelle che gli piacciono di più e che vorrebbe fare sue. Io seguo il suo dito e ascolto ciò che dice. Ad un certo punto ci soffermiamo sulla Epiphone Dot, io guardo la chitarra, guardo il Marito, guardo la chitarra, riguardo il Marito:
"Ma perché c'è il simbolo dell'euro sulla chitarra?".
Il Marito ha un crollo, si riprende e mi spiega come fossi una bambina di 5 anni che no, quello non è il simbolo dell'euro è il simbolo della Epiphone.
E' indubbio che quando faccio queste domande non ho il Rock.
Sabato notte, camera da letto: io e il Marito siamo avvoltolati nel piumino pronti a dormire, la Bibe invece decide che è ora di impazzare, salta e corre dappertutto e si fionda a mangiare il filo del faretto dal lato del letto del Marito. Lui, con la costola dolorante, mi domanda di verificare che il gatto non si fulmini così non deve muoversi. Io mi alzo, accendo la luce, richiamo la Bibe all'ordine, poi mi sporgo sopra al Marito e inavvertitamente gli pianto una gomitata nelle costole.
Stranamente non ho ancora ricevuto le carte per il Divorzio.
Sabato pomeriggio, negozio strumenti musicali: io e il Marito guardiamo le chitarre.
Il Marito mi indica quelle che gli piacciono di più e che vorrebbe fare sue. Io seguo il suo dito e ascolto ciò che dice. Ad un certo punto ci soffermiamo sulla Epiphone Dot, io guardo la chitarra, guardo il Marito, guardo la chitarra, riguardo il Marito:
"Ma perché c'è il simbolo dell'euro sulla chitarra?".
Il Marito ha un crollo, si riprende e mi spiega come fossi una bambina di 5 anni che no, quello non è il simbolo dell'euro è il simbolo della Epiphone.
E' indubbio che quando faccio queste domande non ho il Rock.
Sabato notte, camera da letto: io e il Marito siamo avvoltolati nel piumino pronti a dormire, la Bibe invece decide che è ora di impazzare, salta e corre dappertutto e si fionda a mangiare il filo del faretto dal lato del letto del Marito. Lui, con la costola dolorante, mi domanda di verificare che il gatto non si fulmini così non deve muoversi. Io mi alzo, accendo la luce, richiamo la Bibe all'ordine, poi mi sporgo sopra al Marito e inavvertitamente gli pianto una gomitata nelle costole.
Stranamente non ho ancora ricevuto le carte per il Divorzio.
20.11.08
Quando tuo padre ti chiama preoccupato di non avere tue notizie, visto che ultimamente non stai aggiornando il blog, è forse giunto il momento di porsi delle domande.
Giustamente però perchè fare oggi ciò che può essere tranquillamente rimandato a domani, quindi tralascio quesiti esistenziali e notizie di cronaca per un post a punti con il riassunto delle puntate precedenti.
1) sono stata fare fotografie al cimitero Monumentale di Milano.
Era una bella giornata di sole, il cimitero è tenuto benissimo ed anche per i non amanti del genere può essere interesante andare a farci quattro passi. La tomba di Manzoni è imponente ed anonima, ma andando in giro ci sono un sacco di belle statue. Per quel che mi riguarda ho sbagliato le impostazioni della macchina fotografica bruciando parte delle foto La massima di vita che ne ho ricavato è: mai tenere 800 ISO e tentare di fotografare una statua di marmo bianco investita dal sole a mezzogiorno.
2) sono stata a vedere la mostra sui neoimpressionisti a Palazzo Reale. C'è chi sostiene che organizzare mostre di pittori impressionisti è troppo facile, che sono mostre fatte per piacere. Io e mia mamma concordi ci siamo chieste che male ci fosse in tutto ciò. La mostra ci è piaciuta ed abbiamo anche apprezzato il taglio didattico dell'allestimento, abbiamo gradito un po' meno la presenza di una scolaresca che transumava pressocchè in contemporanea con noi nelle varie sale pestandoci gli alluci.
3) sono stata in montagna e infatti il giorno stesso in Indonesia c'è stato un allarme tsunami. La salita al Rifugio Bogani mi ha spompato all'inverosimile, ma la neve ed il paesaggio mi hanno ripagato degli sforzi. Anche i pizzoccheri in realtà.
4)nel mezzo ci sono i giorni tutti uguali in cui arrivo in ufficio alle 8.30 ed esco alle 18 quando sono fortunata. Il lavoro nuovo mi piace e sono stranamente zen e perciò immune a tutte le schermaglie interne. Del resto, come mi piace ripetere di questi giorni, se fossero riusciti a tirarmi fuori di senno dopo soli 5 mesi, ci sarebbe di che preoccuparsi.
Giustamente però perchè fare oggi ciò che può essere tranquillamente rimandato a domani, quindi tralascio quesiti esistenziali e notizie di cronaca per un post a punti con il riassunto delle puntate precedenti.
1) sono stata fare fotografie al cimitero Monumentale di Milano.
Era una bella giornata di sole, il cimitero è tenuto benissimo ed anche per i non amanti del genere può essere interesante andare a farci quattro passi. La tomba di Manzoni è imponente ed anonima, ma andando in giro ci sono un sacco di belle statue. Per quel che mi riguarda ho sbagliato le impostazioni della macchina fotografica bruciando parte delle foto La massima di vita che ne ho ricavato è: mai tenere 800 ISO e tentare di fotografare una statua di marmo bianco investita dal sole a mezzogiorno.
2) sono stata a vedere la mostra sui neoimpressionisti a Palazzo Reale. C'è chi sostiene che organizzare mostre di pittori impressionisti è troppo facile, che sono mostre fatte per piacere. Io e mia mamma concordi ci siamo chieste che male ci fosse in tutto ciò. La mostra ci è piaciuta ed abbiamo anche apprezzato il taglio didattico dell'allestimento, abbiamo gradito un po' meno la presenza di una scolaresca che transumava pressocchè in contemporanea con noi nelle varie sale pestandoci gli alluci.
3) sono stata in montagna e infatti il giorno stesso in Indonesia c'è stato un allarme tsunami. La salita al Rifugio Bogani mi ha spompato all'inverosimile, ma la neve ed il paesaggio mi hanno ripagato degli sforzi. Anche i pizzoccheri in realtà.
4)nel mezzo ci sono i giorni tutti uguali in cui arrivo in ufficio alle 8.30 ed esco alle 18 quando sono fortunata. Il lavoro nuovo mi piace e sono stranamente zen e perciò immune a tutte le schermaglie interne. Del resto, come mi piace ripetere di questi giorni, se fossero riusciti a tirarmi fuori di senno dopo soli 5 mesi, ci sarebbe di che preoccuparsi.
14.11.08
6.11.08
Questo comunque è il link più bello:
TheObamaFacts.
Alcune che mi hanno fatto veramente ridere:
- Barack Obama challenged Chuck Norris to a debate on karate. Chuck Norris declined.
- Bernoulli's principle is not needed when Barack Obama flies in an airplane.
L'oscar comunque va a:
When Barack Obama is elected, Jack Bauer will finally be able to sleep.
TheObamaFacts.
Alcune che mi hanno fatto veramente ridere:
- Barack Obama challenged Chuck Norris to a debate on karate. Chuck Norris declined.
- Bernoulli's principle is not needed when Barack Obama flies in an airplane.
L'oscar comunque va a:
When Barack Obama is elected, Jack Bauer will finally be able to sleep.
5.11.08
Sono troppo intrinsecamente pessimista per pensare che "adesso è fatta e tutto cambierà", ma già il fatto che ci sia un nero alla casa Bianca è la dimostrazione che i tempi cambiano e che nonostante tutto ci sono margini di miglioramento. Forse un giorno anche in Italia ci sarà un clima politico per cui nessuno si permetterà più di criticare il look troppo gotico dei giornalisti, ma si discuterà veramente dei problemi del paese.
Nel frattempo mi diletto nella rassegna stampa sui giornali stranieri e vado alla ricerca dei discorsi dei due candidati.
Mi scuso per la piattezza, ma il neurone, nonostante non abbia seguito la diretta televisiva, è comunque annebbiato.
Discorso Obama trascritto
Discorso Obama video
Discorso McCain video
Discorso Mccain trascrizione
Nel frattempo mi diletto nella rassegna stampa sui giornali stranieri e vado alla ricerca dei discorsi dei due candidati.
Mi scuso per la piattezza, ma il neurone, nonostante non abbia seguito la diretta televisiva, è comunque annebbiato.
Discorso Obama trascritto
Discorso Obama video
Discorso McCain video
Discorso Mccain trascrizione
29.10.08
Ebbene sì, l'ho fatto anche io, ho creato un gruppo sul faccialibro. L'ho creato per pubblicizzare le attività di un altro mondo in Senegal, in particolare i progetti di sostegno scolastico seguiti dal mio gruppo. Ed ho fatto un po' di spam fra i miei contatti, che spero non me ne vogliano troppo a male.
Ieri sera quando il mio neurone ha avuto l'ultimo barlume di attività ed ha partorito questa trovata le reazioni sono variate da "che cazz è faceb..k?" a "io odio faceb..k".
Se la prima è assolutamente comprensibile, che non tutti si interessano di social network blog e web 2.0, la seconda mi è sembrata fuori luogo.
Ci sta il faccialibro può essere invasivo, noioso, una inutile perdita di tempo. Il faccialibro può essere una fiera della finzione, in cui tutti mostrano i momenti felici della propria vita, tralasciando gli aspetti poco piacevoli. Il faccialibro ti mette in contatto con persone che hai perso di vista e che forse avevi ottime ragioni per aver perso di vista e non sentivi la necessità di incontrare nuovamente. Ognuno lo vive o non lo vive nel modo che preferisce.
Mi sembra però stupido se si sta parlando di fare conoscere le attività di una associazione di volontariato piccola come la nostra, bisognosa del sostegno economico, materiale o semplicemente dell'appoggio morale della gente, liquidare questa possibilità per una antipatia (in questo caso temo aprioristica) per il mezzo.
Non è la prima volta che succede una cosa del genere quando propongo una alternativa che ha a che vedere con il web. Qualche settimana fa mentre stavamo organizzando la performance teatrale interattiva, si discuteva di come concludere il percorso. Una video intervista in cui si domandano le opinioni ai partecipanti? Un quaderno delle firme? Io mente malata ho proposto un computer in rete (del resto la cosa pareva perfettamente plausibile visto che ci trovavamo in Università), un account su twitter dedicato all'evento e la possibilità per le persone di scrivere un pensierino. L'idea è stata bocciata senza appello. Poi com'è finita? Che chi doveva portare la videocamera non l'ha portata, chi doveva portare il quaderno se n'è dimenticato e i pensierini sono stati scritti su foglietti di carta volanti che molto probabilmente sono andati pesi mezz'ora dopo la fine dell'evento. Grazie al cielo almeno le penne c'erano.
Sono io che sono eccessivamente geek o sono loro che non vogliono evolversi?
Ieri sera quando il mio neurone ha avuto l'ultimo barlume di attività ed ha partorito questa trovata le reazioni sono variate da "che cazz è faceb..k?" a "io odio faceb..k".
Se la prima è assolutamente comprensibile, che non tutti si interessano di social network blog e web 2.0, la seconda mi è sembrata fuori luogo.
Ci sta il faccialibro può essere invasivo, noioso, una inutile perdita di tempo. Il faccialibro può essere una fiera della finzione, in cui tutti mostrano i momenti felici della propria vita, tralasciando gli aspetti poco piacevoli. Il faccialibro ti mette in contatto con persone che hai perso di vista e che forse avevi ottime ragioni per aver perso di vista e non sentivi la necessità di incontrare nuovamente. Ognuno lo vive o non lo vive nel modo che preferisce.
Mi sembra però stupido se si sta parlando di fare conoscere le attività di una associazione di volontariato piccola come la nostra, bisognosa del sostegno economico, materiale o semplicemente dell'appoggio morale della gente, liquidare questa possibilità per una antipatia (in questo caso temo aprioristica) per il mezzo.
Non è la prima volta che succede una cosa del genere quando propongo una alternativa che ha a che vedere con il web. Qualche settimana fa mentre stavamo organizzando la performance teatrale interattiva, si discuteva di come concludere il percorso. Una video intervista in cui si domandano le opinioni ai partecipanti? Un quaderno delle firme? Io mente malata ho proposto un computer in rete (del resto la cosa pareva perfettamente plausibile visto che ci trovavamo in Università), un account su twitter dedicato all'evento e la possibilità per le persone di scrivere un pensierino. L'idea è stata bocciata senza appello. Poi com'è finita? Che chi doveva portare la videocamera non l'ha portata, chi doveva portare il quaderno se n'è dimenticato e i pensierini sono stati scritti su foglietti di carta volanti che molto probabilmente sono andati pesi mezz'ora dopo la fine dell'evento. Grazie al cielo almeno le penne c'erano.
Sono io che sono eccessivamente geek o sono loro che non vogliono evolversi?
27.10.08
Con un figlio ci sono anni per abituarsi all'idea, invece mi sembra ieri che preparavo il biberon alla Bibe, ho ancora nelle narici il terribile odore dell'omogeneizzato al pollo dello svezzamento e la micetta da un giorno all'altro mostra i primi sintomi del calore. Non si fa così, ci manca solo che incontri un bel gattone e mi faccia diventare nonna a quel punto potrei avere il crollo psicologico definitivo.
24.10.08
22.10.08
Ricordo che quando andavo alle elementari, il rito del mattino era sempre lo stesso: si risaliva il vicolo, si attraversava la piazza della stazione transitando davanti alla "Casa del Popolo" e si arrivava in latteria. Dietro il bancone c'era la "lattaia coi capelli rossi" che per 250 lire ti dava mezza focaccetta e se ne aggiungevi altre 50 potevi avere 5 more (le caramelle di liquerizia nera). Alcuni giorni si allungava la strada di qualche passo fino al cartolaio R. che ha rifornito di libri e quaderni generazioni di studenti, per prendere un quaderno fabriano o una penna a sfera a inchiostro cancellabile. Una volta completati i rifornimenti non restava che attraversare la strada ed entrare nel cortile della scuola, non prima di aver buttato un occhiata nel cortile dell'anpi per vedere se il pastore maremmano che stazionava lì era già in posizione.
Al bordo della strada sul marciapiede, ogni giorno, con qualsiasi tempo, c'era il Nonno Vigile con la sua paletta in mano. Appena un bambino in grembiulino e cartella sulle spalle si avvicinava alle strisce pedonali, si posizionava in mezzo alla carreggiata ed intimava con un gesto imperioso della paletta lo stop all'automobilista di turno.
Era un signore col naso a patata , portava maglioni beige e in testa aveva l'immancabile coppola nera.
A volte, in periodo di elezioni, quando ancora non c'era la tessera elettorale, lo reclutavano come messo comunale e allora al pomeriggio poteva capitare che suonasse alla porta per consegnare i certificati elettorali.
Mi è tornato in mente oggi, quando venendo in ufficio, ho notato che assieme ai vigili sul ciglio della strada c'era un signore dai capelli grigi e dalla squillante pettorina gialla. Gardando meglio ho notato che sul retro della pettorina campeggiava la scritta "Nonno Vigile". Anche lui aveva una paletta in mano, ma i due vigili in divisa che erano insieme a lui non gliela facevano usare, solo loro potevano buttarsi in mezzo al traffico per agevolare il transito pedonale.
Non so perchè questa scena mi ha messo un po' di tristezza addosso.
Al bordo della strada sul marciapiede, ogni giorno, con qualsiasi tempo, c'era il Nonno Vigile con la sua paletta in mano. Appena un bambino in grembiulino e cartella sulle spalle si avvicinava alle strisce pedonali, si posizionava in mezzo alla carreggiata ed intimava con un gesto imperioso della paletta lo stop all'automobilista di turno.
Era un signore col naso a patata , portava maglioni beige e in testa aveva l'immancabile coppola nera.
A volte, in periodo di elezioni, quando ancora non c'era la tessera elettorale, lo reclutavano come messo comunale e allora al pomeriggio poteva capitare che suonasse alla porta per consegnare i certificati elettorali.
Mi è tornato in mente oggi, quando venendo in ufficio, ho notato che assieme ai vigili sul ciglio della strada c'era un signore dai capelli grigi e dalla squillante pettorina gialla. Gardando meglio ho notato che sul retro della pettorina campeggiava la scritta "Nonno Vigile". Anche lui aveva una paletta in mano, ma i due vigili in divisa che erano insieme a lui non gliela facevano usare, solo loro potevano buttarsi in mezzo al traffico per agevolare il transito pedonale.
Non so perchè questa scena mi ha messo un po' di tristezza addosso.
21.10.08
Durante il finesettimana mi sono sentita molto milanese
Sabato mattina sono corsa a fare la spesa in previsione del pranzo di domenica in cui mio padre finalmente si è degnato di venire in visita a casa mia dopo 3 anni da che l'ho inaugurata.
Mentre finivo di mettere le ultime cose in frigo ho scambiato qualche sms con un novello immigrato e ci siamo messi d'accordo per prendere un caffè assieme.
Poi mi sono precipitata in centro dal momento che con molta fantasia l'appuntamento era davanti al portone del Duomo.
Dato che ero in anticipo e la lezione di inglese del venerdì era stata un mezzo disastro ne ho aprofittato per andare dalle ex messaggerie musicali e comprare il libro di preparazione al CAE.
Poco dopo passeggiavo in buona compagnia per le vie del centro, facendo io stessa la turista in città.
Senza passare dal via, una volta salutato Baol, mi sono diretta in Bicocca per il forum umanista europeo, dove sono arrivata appena in tempo per sentire l'intervento di Moni Ovadia.
Più tardi c'è stata la performance teatrale interattiva che ha avuto un discreto successo.
A casa mi sono ricongiunta con il Marito, che no, non era solo e abbandonato, dal momento che era da poco tornato dal suo pellegrinaggio biannuale alla fiera del vinile.
Visto che di forze residue ne avevo proprio poche e di cucinare non se ne parlava, siamo andati a mangiare del sushi vicino a casa.
Dopo un sabato come questo mi ci sarebbero volute un paio di domeniche per recuperare le forze, invece come per magia, la domenica si è dissolta in un puff, fra preparazione e consumazione del pranzo domenicale in compagnia e sonnellino post prandiale.
Sul lunedì poi preferisco sorvolare. Mi domando come alcune persone riescano ad avere così tante energie ad inizio settimana.
Sabato mattina sono corsa a fare la spesa in previsione del pranzo di domenica in cui mio padre finalmente si è degnato di venire in visita a casa mia dopo 3 anni da che l'ho inaugurata.
Mentre finivo di mettere le ultime cose in frigo ho scambiato qualche sms con un novello immigrato e ci siamo messi d'accordo per prendere un caffè assieme.
Poi mi sono precipitata in centro dal momento che con molta fantasia l'appuntamento era davanti al portone del Duomo.
Dato che ero in anticipo e la lezione di inglese del venerdì era stata un mezzo disastro ne ho aprofittato per andare dalle ex messaggerie musicali e comprare il libro di preparazione al CAE.
Poco dopo passeggiavo in buona compagnia per le vie del centro, facendo io stessa la turista in città.
Senza passare dal via, una volta salutato Baol, mi sono diretta in Bicocca per il forum umanista europeo, dove sono arrivata appena in tempo per sentire l'intervento di Moni Ovadia.
Più tardi c'è stata la performance teatrale interattiva che ha avuto un discreto successo.
A casa mi sono ricongiunta con il Marito, che no, non era solo e abbandonato, dal momento che era da poco tornato dal suo pellegrinaggio biannuale alla fiera del vinile.
Visto che di forze residue ne avevo proprio poche e di cucinare non se ne parlava, siamo andati a mangiare del sushi vicino a casa.
Dopo un sabato come questo mi ci sarebbero volute un paio di domeniche per recuperare le forze, invece come per magia, la domenica si è dissolta in un puff, fra preparazione e consumazione del pranzo domenicale in compagnia e sonnellino post prandiale.
Sul lunedì poi preferisco sorvolare. Mi domando come alcune persone riescano ad avere così tante energie ad inizio settimana.
17.10.08
Leone (23 luglio - 22 agosto) I futurologi prevedono che tra trent'anni molti di noi avranno per amici dei robot. Ma, secondo me, le macchine sono già le nostre migliori compagne. Forse non hai dato un nome al tuo computer o al tuo iPhone, ma lo tratti come se fosse un essere animato. Conosco persone che trovano rassicurante il ronzio del frigorifero o il fruscio che esce dalle bocchette del riscaldamento. Hai mai parlato con la tua macchina? O preso a calci un elettrodomestico che faceva i capricci? O usato un giocattolo erotico? Questa è la settimana ideale per prendere coscienza della tua simbiosi con le forme di vita aliene da cui dipendi. Da' un bacio al tuo computer e una carezza al tostapane.Oroscopo di Rob Brez sny da Intern@zion@le
Che dire, la mia macchina e la mia moto hanno un nome, col computer ci parlo spesso (soprattutto quando sembra che si sia impallato) e il tostapane è uno dei miei elettrodomestici preferiti. Per questa settimana sono a posto.
Mai però ho vissuto meglio di quella settimana in giro in kayak in Guadalupe, quando l'unca tecnologia a disposizione erano il fornelletto da campeggio e la torcia e si viveva con i ritmi della natura.
16.10.08
Questo finesettimana, da venerdì 17 a domenica 19, a Milano c'è il Forum Umanista Europeo.
Se per un attimo riuscite ad astrarvi dal concetto che il movimento umanista è quella folla di esagitati seguaci di un ometto che ama ritirarsi a punta de vacas e scrivere testi incomprensibili, cosa che ammetto è piuttosto difficile alle volte, vi consiglio di dare un'occhiata a questo sito e al programma. Ci sono tante conferenze su temi interessanti e saranno presenti anche personaggi di un certo rilievo.
In più chi volesse divertirsi (anche se avendo già svelato di cosa si tratta il divertimento è minore) a vedere cosa abbiamo messo in piedi può partecipare alla peformance teatrale interattiva "una accoglienza indimenticabile", Università Bicocca, palazzo U6 dalle 16 alle 17.
Se per un attimo riuscite ad astrarvi dal concetto che il movimento umanista è quella folla di esagitati seguaci di un ometto che ama ritirarsi a punta de vacas e scrivere testi incomprensibili, cosa che ammetto è piuttosto difficile alle volte, vi consiglio di dare un'occhiata a questo sito e al programma. Ci sono tante conferenze su temi interessanti e saranno presenti anche personaggi di un certo rilievo.
In più chi volesse divertirsi (anche se avendo già svelato di cosa si tratta il divertimento è minore) a vedere cosa abbiamo messo in piedi può partecipare alla peformance teatrale interattiva "una accoglienza indimenticabile", Università Bicocca, palazzo U6 dalle 16 alle 17.
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