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23.11.09

Somatizzare il lunedì non è una novità, ormai lo somatizzo così tanto che prima di riuscire a riprendermi è già cominciato il nuovo finesettimana.
Nell'attesa di prendere una decisione di polso e ricorrere all'eutanasia per questo blog oramai prossimo alla morte, oggi interrompo la spirale negativa nonostante al normale sconforto di inizio settimana si sia aggiunto anche il dolore di stomaco. Il finesettimana è cominciato il venerdì mattina quando, nonostante il Marito abbia tentato di buttarmi giù dal letto, mi sono goduta qualche minuto in più di sonno e il pensiero di non dover andare in ufficio causa recupero della domenica lavorata. La giornata comunque non è stata di quelle riposanti con un cineforum da organizzare la spesa per la cena allo spazio aperto multietnico da fare, un dvd da far leggere al mio pc, un viedoproiettore da collegare, un volantinaggio al mercato da portare avanti.
"Gatto nero gatto bianco" nonnostante lo avessimo selezionato e di conseguenza visionato a spizzichi mentre stiravo, non me lo ricordavo granchè, rivederlo tutto di un fiato sullo schermo grande mi è piaciuto un sacco e mi ha messo parecchio allegria.
Sabato c'è stato il pilates che ormai è una droga perchè mi libera di tutte le tensioni accumulate durante la settimana e mi fa sentire più alta di 5 cm per mezza giornata. La chicca comunque è stato il giro a Fidenza. Qui lo dico e qui lo nego, io di andare a Fidenza alla presentazione di un libro di fumetti non avevo granchè voglia. Lo facevo per uno scambio di voti con il Marito che il giorno successivo avrebbe dovuto presenziare alla cena araba dello spazio e per i tortelli di zucca post presentazione.
Di tortelli non se n'è vista l'ombra, in compenso i personaggi conosciuti durante la serata mi hanno ampiamente ricompensato della sostituzione tortello pizza al trancio. Ma questa è un'altra storia.
Domenica infine la cena allo spazio aperto è stato un gran successo concludendo in bellezza una tregiorni densa di vita sociale e cose divertenti.

31.8.09

E così le vacanze sono proprio finite, le mie da diversi giorni ormai, ma avendo mamma in vacanza e ufficio a ritmo dimezzato potevo ancora cullarmi nei ricordi del viaggio o perdermi nella pianificazione dei finesettimana a venire.
Oggi invece sono tornati tutti, l'ufficio è sovraffollato e i condizionatori a palla non aiutano la sopravvivenza in pantaloni bianchi leggeri e polo senza maniche arancio fluo. Sarebbe stato meglio uno scialletto da vedova siciliana.

Nel finesettimana appena trascorso ho fatto la terza nonchè ultima capatina della stagione al mare, ho recuperato la mamma all'aeroporto,l'ho riportata a casa, l'ho sfamata e l'ho lasciata per tornare in quel di Milano mentre si appisolava sul letto. Tra l'altro ho notato un certo parallelismo tra ciò che ha fatto mia madre rincasando e quello che ha fatto la figlioletta quadrupede pelosa quando finalmente è ritornata nel suo habitat.

Per il settembre alle porte ho alcune incombenze da sbrigare e tanti buoni propositi da lasciar marcire sulle pagine della mia agenda.

15.6.09

Ed eccoci ad un altro resoconto del finesettimana appena trascorso.
Sabato giornata casalinga con alcune faccende sbrigate e pisolino di recupero post pranzo. In serata pizza sul naviglio e telefilm.
Domenica gita ai laghi di Bellagarda sopra Ceresole Reale (qui), giornata splendida sole a picco sul cranio e una menzione d'onore alla crema protezione 20 che mi ha salvato da ustione certa. Peccato per il sentiero distrutto dalle valanghe perchè il paesaggio merita e poterselo gustare senza fare lo slalom fra alberi secchi abbattuti sarebbe stato meglio. Ottima la compagnia dei camminatori.
Ed oggi si comincia con un altro giro di giostra.

8.6.09

Ed anche questo finesettimana è finito.
Scrivo sempre meno qui e tipicamente sono solo elenchi di cose fatte nel finesettimana. E' che ultimamente i mesi scorrono via ad una velocità incredibile e non mi capacito di come faccia ad essere già di nuovo lunedì e come sia possibile che sia già di nuovo estate.
Non vorrei svegliarmi domani e rendermi conto che è già di nuovo settembre ed è finita la stagione dei bagni al mare, soprattutto visto e considerato che fino ad ora al massimo sono riuscita ad infilare in acqua i piedi fino alla caviglia.
Sabato per la seconda volta durante il suo soggiorno milanese ho incontrato l'amico Baol ed abbiamo passato una piacevole mattina andando a vedere la mostra del wordpressphoto in corso como 10 e poi prendendoci una birretta in zona moscova. Di ritorno vista l'ora tarda, il frigo vuoto e la scarsa voglia di cucinare io e il Marito ci siamo fermati a mangiare un pita ghyros sul naviglio. C'era il sole ed un vento insolito per Milano, nel cielo correvano alte nuvole bianche e la città sembrava bella.
Domenica invece era il giorno del saggio di danza, che sì, quest'anno dopo la pausa dello scorso anno, sono ricaduta nel giro e così via di piume, frangie, borchie e guantini di rete con gran gioia della bibe che durante le prove costume inseguiva i miei strascichi come se fossero prede della giungla selvaggia.
E sì anche se era la giornata del saggio comunque sono andata a votare, una passeggiata a piedi fino al seggio e poi un giretto sul naviglio a vedere il mercatino con i banchi dei cinesini. Tutte le volte che vado al seggio di Corsico e lo trovo così attivo e brulicante di vita penso sempre che ci sia un grande interesse e una grande affluenza alle urne. Poi basta andare a casa ed accendere la tv per vedere tutto ridimensionato.

20.6.08

L'importanza delle parole e del loro ordine si palesa nell'immediato dopo pranzo quando una pila di surimi è incanalata nel tuo esofago. C'è una sostanziale differenza infatti tra "insalata greca con surimi" e "insalata di surimi greca", la stessa che corre fra una corretta digestione e il rantolare alla scrivania in attesa di tempi migliori.
E dire che quello di oggi doveva essere un veloce pranzo salutista da abbinare all'acquisto in tempi record di un abitino da indossare al matrimonio di domani. L'acquisto dell'abitino fortunatamente è stato effettuato prima del sovraddosaggio del surimi, di conseguenza è stato fatto con criterio e non in preda alle allucinazioni.
Di qui a domani mattina alle 11 non mi resta che, tornare a casa andare dal parrucchiere, acquistare un paio di ballerine cinesi gialle e una pashmina in tono, fare i bagagli di Gatt*, matterla nel trasportino, salire in macchina con Marito e trasportino, fare 140 km in direzione del mare, arrivare a casa di mia madre, gestire le paturnie di Gatt* e quelle del Marito, dormire, svegliarmi trovare la chiesa e probabilmente sarebbe opportuno anche lavare la macchina.
Se sopravvivo al finesettimana, vi racconto della mostra di Kudelka. Anzi facciamo così: andatela a vedere che merita.

28.1.08

Un finesettimana di insolita socialità mia e del Marito, notoriamente orsi.
Venerdì cena e chiacchere fino a notte fonda, 5 bottiglie di vino per 5 persone a tavola. Il vino buonissimo cosicchè al mattino, nonostante la piomba da sonno, la testa era insolitamente lucida.
Sabato, dopo aver disertato la palestra, prima lezione del secondo corso di fotografia con la massima di vita dell'insegnante: "la fotografia non è un hobby o si fa fotografia o non si fa". Una dormita e poi via verso il centro, per un giro per negozi di dischi e una cena indiana con due amici tortonesi.
Domenica, il mio primo incontro con i teletubbies, me li fa conoscere un cuginetto duenne bellissimo che li guarda mesmerizzato, mentre i maschi adulti della famiglia giocano con la macchinina a lui destinata.
Ed oggi si ricomincia, senza nemmeno aver avuto il tempo di rendersi conto di essere in vacanza.

22.10.07

Sabato pomeriggio, mentre mi facevo largo fra i giovinastri punk dark delle Colonne prima e fra quelli tamarri di via Torino in seguito, mi sono improvvisamente ricordata perchè non vado mai in centro per negozi durante il finesettimana.
Nonostante questo testardamente sono entrata da Zara e poi dalla Benetton, ma con tutto quel bailamme, nonostante sia riuscita a trovare le forze per provare una maglietta, non ho comprato nulla.
Salvo poi spendere un capitale in formaggio da Peck, in barba alla dieta e all'oculata gestione del (mio misero) capitale.
Molto meglio la sagra di Baggio domenica, nonostante la levataccia e il freddo, il casino.
Tutte le bancarelle ammassate fra le vie del borgo, la zona degli artigiani, quella delle associazioni, quella del mercato vero e proprio, quella della gastronomia.
Sono tornata a casa con miele di erica, patè di olive e pesto al carciofo.
Ho portato indietro pure un mal di schiena, che fra allestimento e disallestimento della nostra bancarella e la temperatura invernale il fisico non ha retto.

9.9.07

Mai fare progetti sull'ultimo bagno della stagione, dopo un sabato di sole intenso passato a fare il carpentiere, la mia mezza giornata al mare stamattina non ha brillato in quanto a condizioni meteo.
Vestita ed avvoltolata nel mio asciugamano ho atteso infreddolita che venisse l'ora di prendere il treno per tornare a casa. Inutile dire che 5 minuti prima del rientro le nubi si sono finalmente dissolte lasciando spazio ad una bellissima giornata di sole.
Mi sa che quello di due settimane fa si potrà fregiare del titolo di ultimo bagno della stagione. A meno che le alluvioni del ponente decidano di aspttare fino ad ottobre e il 22 io riesca a pucciarmi in mare, ma ne dubito.

8.9.07

Sono ancora viva, anche se non so per quanto ancora, visto che fra carteggiamenti di porte e spupazzamenti del felino di famiglia i miei bronchi hanno deciso di proclamare sciopero e sono sull'orlo della crisi asmatica.
La settimana è passata piuttosto rapidamente, grazie anche alle ripetizioni al ragazzino. Non che cercare di spiegare la logica di un sistema che si avvia ad essere un mostro a sette teste sia esattamente avvincente, ma il cambiamento di ufficio, le facce nuove, la possibilità di blaterare mentre qualcuno ascolta con attenzione sono un ottimo modo per acorciare la noiosa routine dei pomeriggi.
Domani, se tutto va bene, ultimo bagno della stagione e poi rientro a Milano.
La settimana che mi aspetta è ricca di piacevli novità, quali un corso di cucina e la prima lezione di inglese e dentro di me scatta l'entusiasmo da primo giorno di scuola, quaderni immacolati e penne nuove nell'astuccio.

28.5.07

Mi sono presa un giorno, venerdì, nonostante il capo avesse storto parecchio il naso quando gliel'avevo annunciato.
In stazione Centrale regnava una calma surreale, sarà che l'ora dei pendolari era lontana da venire e la popolazione dei viaggiatori era composta in prevalenza da stranieri. Solo nel mio vagone 4 norvegesi ed una australiana diretti in Francia.
A Genova mi attendevano l'odore di mare ed una giornata soleggiata. Ho pensato che finalmente ero a casa. Nonstante la mia vita si svolga altrove, qualcosa di forte mi lega alla mia città.
Lo sento nella salsedine e nell'odore di pesce marcio, lo vedo nell'espressione della gente, lo ascolto nella cadenza strascicata delle persone.
Ho riabbracciato il mio gatto e mi sono fatta venire un principio d'asma affondandogli il naso nella pelliccia, sono andata a cena da mio padre, ho costretto mia madre ad opere di cucito fino a notte fonda.
Non ho visto gli amici, non c'è stata l'occasione, ma conto di rimediare presto.
Domenica dopo esser stata in campagna dagli zii a rimirare un roseto selvaggio e a valutare la corposità del raccolto degli alberi da frutta, sono tornata a Milano per le prove di danza e poi ho passato un pomeriggio orientale a bere té e caffé egiziani guardando video di danzatrici. Ma questo meriterebbe un post a parte.
Inutile dire che sono più stanca di quando sono partita.

16.4.07

Questa volta coi ragazzini è andata meglio. Sarà che è arrivata la primavera e col bel tempo sono più svegli, sarà che c'era qualcuno che la volta precedente era assente, sarà che quando inizi a parlare della classifica degli uomini più ricchi del mondo invece che della storia dell'Africa si incuriosiscono di più. Il problema, quando si parla di distribuzione della ricchezza ed immigrazione è non finire in circoli viziosi, in cui la xenofobia latente dei giovani virgulti si palesa con violenza. In qualche modo ne siamo uscite e per quest'anno siamo a posto.
Sabato pomeriggio e sera, grigliatona a casa di Raf che con la sua consueta premura ed abilità ha riunito un bel gruppo di amici sotto il tetto della sua cascina e li ha abbondantemente sfamati e fatti divertire. Grazie Raf!

Dopo una mattina di indolenza, in cui non sono nemmeno riuscita ad oziare con soddisfazione, domenica pomeriggio abbiamo inforcato le bici e siamo andati sulla pista ciclabile lungo il naviglio grande. Ho scoperto che anche alle porte di Milano esiste la campagna. Non è bella come quella delle colline liguri coperte di alberi d'ulivo e mimosa, ma ha un suo fascino. Ci sono cascine che vendono pollame, cascine che vendono miele, cascine in cui si allevano mucche e si fanno formaggi. Ci sono anatre temerarie che si aciugano le piume al sole sulla ciclabile e nei fossi si sentono le ranocchie.
Peccato lo scarso allenamento a stare sulla sella della bici che alle porte di Vermezzo ci ha fatto girare la bici e tornare verso casa.