Cuba parte 3
Vinales
La visita al museo del Ron Fondazione Havana Club è saltata a causa della intossicazione alimentare che mi ha prostrato per un intero giorno, quella alla plaza de la Revolucion invece l'abbiamo recuperata in extremis il giorno del rientro.
Per poter visitare Vinales ed avere abbastanza giorni per visitare Santa Clara e Cienfuegos, abbiamo dovuto ricorrere ad una escursione organizzata di una giornata. Mentre aspettavamo davanti all'Hotel Saratoga che ci venissero a recuperare, passavano in continuazione moderni minibus con vetri oscurati, diretti alle mete più svariate. Nella mia mente si prospettava un viaggio di lusso con aria condizionata regolata secondo le mie esigenze e un gruppo ristretto di persone, invece siamo stati caricati su di un autobus Astro stile torpedone della gita dell'oratorio. In compenso Carlos, la guida, era molto preparato, parlava un inglese eccezionale e oltre a farci i soliti discorsi preconfezionati ha tentato di spiegarci un po' Cuba e di farci appassionare agli argomenti trattati. Ogni tre per due estraeva dalla sua borsa magica libri e depliant che faceva passare fra i sedili del bus per fornire ulteriori spunti di riflessione ai gitanti.
La Autopista Nacional ha meno buche di quanto le descrizioni lette sulla lonely potessero far supporre, non ci sono caselli autostradali, in compenso ogni tot km c'è una pattuglia della polizia con relativo poliziotto piantato in mezzo alla strada a fare da dissuasore per le alte velocità. Ad ogni svincolo ci sono persone che aspettano un passaggio e gli amarillos e gli azulejos che coordinano i passaggi. Questa è stata una invenzione del periodo special, quando non c'era carburante e c'era poco di tutto. Le auto statali sono costrette a dare passaggi e ci sono i coordinatori, con divise gialle o azzurre,che smistano passeggeri sulle varie auto.
Consolation è un paesino trascurabile non fosse altro che per la schiera infinita di lapidi di cittadini caduti nella guerra in Angola. Diceva Carlos che è usanza mettere lapidi e cartelli commemorativi degli eroi all'ingresso di ogni città. In genere sono meno visibili, quella sfilza di lapidi bianche però era impressionante. Credo che l'economia del paesino si fondasse sulla fabbrica di sigari che abbiamo visitato.
La fabbrica di sigari è un posto straniante. C'è una piccola stanzetta, delle dimensioni di un aula scolastica, dove una trentina di donne sedute a banchi in stile libro cuore, lavorano le foglie esterne in cui il sigaro verrà arrotolato. Le foglie devono essere belle,senza imperfezioni, loro le selezionano, eliminano il filamento centrale, le stirano con le mani umide e le passano poi al reparto arrotolatori. Questa è una stanza delle dimensioni di una palestra. Anche qui ci sono banchi in fila come se fosse un esame di maturità, ma gli arrotolatori hanno qualche strumento in più, tipo la pressa per pressare il sigaro e uno strumento per verificare il tiraggio dello stesso. In otto ore di lavoro vengono prodotti circa 140 sigari. La miscela di tabacchi che dà il gusto al sigaro viene fatta altrove e ciascun lavorante può produrre sigari di diversa tipologia, Montecristo Romeo e Giulietta etc etc etc. Poi c'è il magazzino climatizzato e la stanza dell'etichettatura e imballaggio (sulle quali sorvolo perché a quel punto avevo una nausea così terribile per via dell'odor di tabacco che non stavo ascoltando più nulla).
A Vinales ci siamo diretti al belvedere dell'hotel Jasmine, costruito dopo la rivoluzione per dare imulso turistico alla zona di Pinar del Rio, provincia cenerentola e trascurata. Si narra che a costruire l'hotel fossero i campesinos della zona e che il governo per aiutarli avesse inviato degli strumenti per facilitare il lavoro. I campesinos però credevano che gli strumenti portassero via lavoro alle persone invece che aiutarle e quindi fecero sciopero fino a che lo stato non se li riprese indietro e li lasciò lavorare come preferivano (ossia praticamente a mani nude). Nonostante questo l'albergo fu completato in tempo. Questa dell'orgoglio campesino e della tenacia del lavoro sa un po' di favola di regime, ma è una storiella comunque carina. Dal belvedere si può ammirare la vallata con i suoi mogotes, panettoni calcarei coperti di vegetazione, bellissimo. In pratica vedere quello scorcio è stato il motivo per cui ci siamo imbarcati nella gita organizzata. Sarebbe stato bello poter passeggiare nel silenzio della natura, ma l'organizzazione serrata non lo ha consentito. Invece siamo stati alla Cueva dell'indio che era una grotta con formazioni di stalattiti e stalagmiti, alcune con forme bizzarre. La particolarità del giro stava nel fatto che a metà percorso si abbandonava la terra ferma per avventurarsi in un giro in barca. Abbiamo anche visto il murale della preistoria che a mio giudizio era proprio brutto. Sarà stato anche allievo di Rivera il muralista che l'ha eseguito, ma quelle lumacone preistoriche e gli omoni rossi più che rendere attraente il paesaggio lo deturpavano (e adesso i fan dei muralisti possono pure lapidarmi, ma che ci posso fare). Certo è che Castro l'ha pensata bene come attrazione turistica, che di pulman in zona ce n'erano parecchi.
9.5.07
8.5.07
Cuba parte II
Il Museo de la Revolucion
Posto che se uno lo visitasse seguendo il percorso corretto e non come abbiamo fatto noi dalla fine a metà in ordine cronologico inverso e poi la prima metà in ordine cronologico esatto, forse avrebbe una impressione diversa, a me il museo ha messo una tristezza infinita.
Soprattutto le ultime sale, quelle che racccontavano le varie fasi e i vari successi del socialismo cubano, dalla rivoluzione in avanti. Le foto che magnificavano le strutture ospedarliere e la diagnostica erano foto anni 80, grige e un po' ingiallite, che tutto trasmettevano salvo una sensazione di avanguardia tecnologica. E la tuta del cosmonauta cubano andato nello spazio in una missione congiunta Cuba URSS, tutta rattappita dentro una teca di vetro, che insomma una tuta spaziale mica la puoi pigiare in una teca così. E poi tutte le didascalie di spiegazione in simil - trasferello e i grafi a torta colorati in simil evidenziatore.
Le prime sale invece erano quelle che spiegavano la genesi della rivoluzione, i primi tentativi, il movimento del 26 di luglio, lo sbarco del Granma and so on. Vestiti e scarponi di Castro , abiti di guerriglieri caduti, con fori di proiettile e sangue rappreso. Plastici vari illustranti le fasi degli scontri salienti nonostante il mio passato di giocatrice di risiko, altamente incomprensibili.
Più accattivante il padiglione Granma, un padiglione in vetro all'interno del quale era custodito appunto il Granma, lo yacht con cui i fratelli Castro, Camilo Cienfuegos, Guevara ed altri innumerevoli guerriglieri naufragarono sulle spiagge di Cuba per dare inizio alla rivoluzione. Attorno al padiglione, vari camioncini blindati, aerei nemici e i missili sovietici della crisi di cuba del 1962.
Il Maleçon
A proposito di luoghi che stringono il cuore, anche il lungomare della Havana mi ha fatto questo effetto.
Venendo dal paseo del Prado, città vecchia, si ha uno scorcio del lungomare, con i suoi palazzi in stile diversi, sempre più alti e moderni mentre da la Havana Vieja si sposta lo sguardo verso il Vedado. Lo scorcio è indubbiamente accattivante. Il mare blu si rompe in volute di schiuma infrangendosi sugli scogli e sul muro che delimita il lungomare, le macchine d'epoca sfrecciano coi finestrini aperti verso lo skyline. Poi però uno decide di approfondire l'indagine e di incamminarsi verso il quarteiere turistico del Vedado, nella speranza di prendere un gelato da Coppelia e intruffolarsi all'Hotel Nacional o all'Habana Libre.
Il percorso è lungo e assolutamente sconsigliabile a chi indossa sandali aperti, ancorché anatomici (come la sottoscritta). I marciapiedi infatti non fanno eccezione allo stato di mala conservazione degli edifici adiacenti e sono ricchi di buche, mucchi di sabbia, sassolini e quantaltro possa insinuarsi fra la pianta del piede e la superfiecie interna del sandalo. Gli edifici sono scrostati e cadenti a causa dell'equazione letale salino + inquinamento ai quali si aggiungono i fattori "periodo speciale" ed embargo.
Paradossalmente nel mezzo del nulla c'è un lindissimo e modernissimo café Fiat e verrebbe da fare della facile ironia sul fatto che L@po sentisse il bisogno di aria di casa quando passeggiava sul Maleçon ed abbia pensato che altri putt@nieri italiani in trasferta avrebbero sentito la medesima necessità.
Arrivati infine in zona Hotel Nacional, eravamo storditi dal sole e della camminata quindi abbiamo rinunciato ad introdurci furtivamente nella lobby ed anche a proseguire fino al gelataio, abbiamo riposato seduti sul muretto, ci siamo presi degli schizzi nella schiena e infine abbiamo fatto la posta ad un cocotaxi che ci riportasse al Capitolio.
Capisco il facino dell'infrattamento notturno sulla muraglia del Malecon, con i lampioni ad effetto vedo non vedo, meno quello decadente dell'intonaco scrostato, tanto più che gli edifici in zona Vedado sono moderni palazzoni a più piani. Sarà che nella mia testa il fascino dei lungomari risiede nella schiera colorata delle casette dei pescatori che le costeggiano.
Il Museo de la Revolucion
Posto che se uno lo visitasse seguendo il percorso corretto e non come abbiamo fatto noi dalla fine a metà in ordine cronologico inverso e poi la prima metà in ordine cronologico esatto, forse avrebbe una impressione diversa, a me il museo ha messo una tristezza infinita.
Soprattutto le ultime sale, quelle che racccontavano le varie fasi e i vari successi del socialismo cubano, dalla rivoluzione in avanti. Le foto che magnificavano le strutture ospedarliere e la diagnostica erano foto anni 80, grige e un po' ingiallite, che tutto trasmettevano salvo una sensazione di avanguardia tecnologica. E la tuta del cosmonauta cubano andato nello spazio in una missione congiunta Cuba URSS, tutta rattappita dentro una teca di vetro, che insomma una tuta spaziale mica la puoi pigiare in una teca così. E poi tutte le didascalie di spiegazione in simil - trasferello e i grafi a torta colorati in simil evidenziatore.
Le prime sale invece erano quelle che spiegavano la genesi della rivoluzione, i primi tentativi, il movimento del 26 di luglio, lo sbarco del Granma and so on. Vestiti e scarponi di Castro , abiti di guerriglieri caduti, con fori di proiettile e sangue rappreso. Plastici vari illustranti le fasi degli scontri salienti nonostante il mio passato di giocatrice di risiko, altamente incomprensibili.
Più accattivante il padiglione Granma, un padiglione in vetro all'interno del quale era custodito appunto il Granma, lo yacht con cui i fratelli Castro, Camilo Cienfuegos, Guevara ed altri innumerevoli guerriglieri naufragarono sulle spiagge di Cuba per dare inizio alla rivoluzione. Attorno al padiglione, vari camioncini blindati, aerei nemici e i missili sovietici della crisi di cuba del 1962.
Il Maleçon
A proposito di luoghi che stringono il cuore, anche il lungomare della Havana mi ha fatto questo effetto.
Venendo dal paseo del Prado, città vecchia, si ha uno scorcio del lungomare, con i suoi palazzi in stile diversi, sempre più alti e moderni mentre da la Havana Vieja si sposta lo sguardo verso il Vedado. Lo scorcio è indubbiamente accattivante. Il mare blu si rompe in volute di schiuma infrangendosi sugli scogli e sul muro che delimita il lungomare, le macchine d'epoca sfrecciano coi finestrini aperti verso lo skyline. Poi però uno decide di approfondire l'indagine e di incamminarsi verso il quarteiere turistico del Vedado, nella speranza di prendere un gelato da Coppelia e intruffolarsi all'Hotel Nacional o all'Habana Libre.
Il percorso è lungo e assolutamente sconsigliabile a chi indossa sandali aperti, ancorché anatomici (come la sottoscritta). I marciapiedi infatti non fanno eccezione allo stato di mala conservazione degli edifici adiacenti e sono ricchi di buche, mucchi di sabbia, sassolini e quantaltro possa insinuarsi fra la pianta del piede e la superfiecie interna del sandalo. Gli edifici sono scrostati e cadenti a causa dell'equazione letale salino + inquinamento ai quali si aggiungono i fattori "periodo speciale" ed embargo.
Paradossalmente nel mezzo del nulla c'è un lindissimo e modernissimo café Fiat e verrebbe da fare della facile ironia sul fatto che L@po sentisse il bisogno di aria di casa quando passeggiava sul Maleçon ed abbia pensato che altri putt@nieri italiani in trasferta avrebbero sentito la medesima necessità.
Arrivati infine in zona Hotel Nacional, eravamo storditi dal sole e della camminata quindi abbiamo rinunciato ad introdurci furtivamente nella lobby ed anche a proseguire fino al gelataio, abbiamo riposato seduti sul muretto, ci siamo presi degli schizzi nella schiena e infine abbiamo fatto la posta ad un cocotaxi che ci riportasse al Capitolio.
Capisco il facino dell'infrattamento notturno sulla muraglia del Malecon, con i lampioni ad effetto vedo non vedo, meno quello decadente dell'intonaco scrostato, tanto più che gli edifici in zona Vedado sono moderni palazzoni a più piani. Sarà che nella mia testa il fascino dei lungomari risiede nella schiera colorata delle casette dei pescatori che le costeggiano.
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7.5.07
Cuba, parte I
Sapevo sarebbe successo, col passare dei giorni la mia ispirazione per un resoconto di viaggio pian piano sta scemando. E di tutti gli incipit immaginati nel dormiveglia del viaggio aereo di rientro si sono dissolti come una bolla di sapone al sole.
Rimane la difficoltà di raccontare quel groviglio di sensazioni che mi hanno preso a calcare finalmente il suolo cubano dopo tanto averlo sognato.
Il primo impatto con Cuba è stata la telenovela radiofonica che il taxista stava ascoltando mentre sfrecciava dall'aeroporto verso la Habana Vieja in un pittoresco quanto disordinato traffico di mezzi di varia specie e vario grado di sgangheramento. Guardando fuori dal finestrino ricordo di aver detto al Marito, "beh però qui è più pulito che in Messico", ma ancora non eravamo arrivati nella zona del porto e in Calle Luz.
La casa particular in cui ci hanno indirizzato non era quella prenotata via internet, ma nonostante tutto non era male, anche se quanto a pulizia c'erano ampi margini di miglioramento. Ricardo, il marito della proprietaria era un signore con una bella pancetta, la coppola perennemente piantata sulla testa e un bel collarone portachiavi della coop.
Calle Cristo, dove alloggiavamo è al confine fra Habana Vieja e Habana Centro, a due passi dal Capitolio e dal Floridita. Fa parte di quella zona che la Lonely invita a visitare come esempio della vera condizione della città dopo aver visitato le strade da cartolina della città vecchia.
L'unico criminale incontrato in zona comunque era la signora del supermercato che voleva venderci 2 bottiglie d'acqua a 5 pesos convertibili l'una, contando che 1 convertibile equivale ad un dollaro americano, veniva un conto da quasi 10 euro per 1 litro d'acqua, roba che nemmeno a Venezia.
Uno dei problemi fondamentali è che ogni tre passi c'è qualcuno che vuole accalappiarti, farti salire su di un coco/bici/normo-taxi o accompagnarti in un bar o in un ristorante o in una casa particular e tutti a chiederti "ehi amico da dove vieni? Italia? Ah ma dai. Io ho un amico in Italia". E anche se sei gentile e rispondi e scambi 4 parole alla fine viene fuori lo scopo dell'abbordaggio, ricavare dalla tua presenza sul suolo cubano dei soldi. E' come essere un portafoglio ambulante. E ok che è vero, io sono "ricca", sono privilegiata, ho potuto spendere i soldi di un biglietto aereo per restare a Cuba meno di 10 giorni, in Italia spendo senza pensieri per un libro quello che guadagna un architetto cubano in un mese, è vero la gente sta male, ha difficoltà, è vero non ho mai sperimentato una situazione di disperazione e non so come mi comporterei, resta il fatto che con tutte le attenuanti del caso alla fine è faticoso e fastidioso e condiziona pesantemente il tuo modo di rapportarti alla gente. Alla fine uno si chiude, diventa anche un po' stronzo e fa finta di non sentire quando la gente gli rivolge la parola.
Sapevo sarebbe successo, col passare dei giorni la mia ispirazione per un resoconto di viaggio pian piano sta scemando. E di tutti gli incipit immaginati nel dormiveglia del viaggio aereo di rientro si sono dissolti come una bolla di sapone al sole.
Rimane la difficoltà di raccontare quel groviglio di sensazioni che mi hanno preso a calcare finalmente il suolo cubano dopo tanto averlo sognato.
Il primo impatto con Cuba è stata la telenovela radiofonica che il taxista stava ascoltando mentre sfrecciava dall'aeroporto verso la Habana Vieja in un pittoresco quanto disordinato traffico di mezzi di varia specie e vario grado di sgangheramento. Guardando fuori dal finestrino ricordo di aver detto al Marito, "beh però qui è più pulito che in Messico", ma ancora non eravamo arrivati nella zona del porto e in Calle Luz.
La casa particular in cui ci hanno indirizzato non era quella prenotata via internet, ma nonostante tutto non era male, anche se quanto a pulizia c'erano ampi margini di miglioramento. Ricardo, il marito della proprietaria era un signore con una bella pancetta, la coppola perennemente piantata sulla testa e un bel collarone portachiavi della coop.
Calle Cristo, dove alloggiavamo è al confine fra Habana Vieja e Habana Centro, a due passi dal Capitolio e dal Floridita. Fa parte di quella zona che la Lonely invita a visitare come esempio della vera condizione della città dopo aver visitato le strade da cartolina della città vecchia.
L'unico criminale incontrato in zona comunque era la signora del supermercato che voleva venderci 2 bottiglie d'acqua a 5 pesos convertibili l'una, contando che 1 convertibile equivale ad un dollaro americano, veniva un conto da quasi 10 euro per 1 litro d'acqua, roba che nemmeno a Venezia.
Uno dei problemi fondamentali è che ogni tre passi c'è qualcuno che vuole accalappiarti, farti salire su di un coco/bici/normo-taxi o accompagnarti in un bar o in un ristorante o in una casa particular e tutti a chiederti "ehi amico da dove vieni? Italia? Ah ma dai. Io ho un amico in Italia". E anche se sei gentile e rispondi e scambi 4 parole alla fine viene fuori lo scopo dell'abbordaggio, ricavare dalla tua presenza sul suolo cubano dei soldi. E' come essere un portafoglio ambulante. E ok che è vero, io sono "ricca", sono privilegiata, ho potuto spendere i soldi di un biglietto aereo per restare a Cuba meno di 10 giorni, in Italia spendo senza pensieri per un libro quello che guadagna un architetto cubano in un mese, è vero la gente sta male, ha difficoltà, è vero non ho mai sperimentato una situazione di disperazione e non so come mi comporterei, resta il fatto che con tutte le attenuanti del caso alla fine è faticoso e fastidioso e condiziona pesantemente il tuo modo di rapportarti alla gente. Alla fine uno si chiude, diventa anche un po' stronzo e fa finta di non sentire quando la gente gli rivolge la parola.
2.5.07
Ieri mentre passeggiavo per il paesiello con un gelato in mano ho ricevuto un sms che annunciava una bella notizia, rendendo il pomeriggio più allegro.
La passeggiata è stata l'unico svago di una giornata sfasata in cui io e il Marito abbiamo aperto gli occhi all'una, abbiamo fatto il brunch alle due e tra una storia e l'altra non abbiamo chiuso occhio fino alle due di notte. La festa dei lavoratori l'abbiamo dedicata a sistemare parzialmente la casa dopo il rientro dalla vacanza. La stirella e la lavatrice sono andate a tutto spiano e alla fine ho avuto parzialmente ragione del mio armadio impazzito.
Oggi poi la mia collega mi ha consegnato la mia razione di sacchetti "sotto vuoto" che la mia anima casalinga non vede l'ora di sperimentare per appiattire piumini e maglioni invernali.
Certo, se non ci fosse un nubifragio il mio ambientamento alla routine quotidiana sarebbe più facile.
La passeggiata è stata l'unico svago di una giornata sfasata in cui io e il Marito abbiamo aperto gli occhi all'una, abbiamo fatto il brunch alle due e tra una storia e l'altra non abbiamo chiuso occhio fino alle due di notte. La festa dei lavoratori l'abbiamo dedicata a sistemare parzialmente la casa dopo il rientro dalla vacanza. La stirella e la lavatrice sono andate a tutto spiano e alla fine ho avuto parzialmente ragione del mio armadio impazzito.
Oggi poi la mia collega mi ha consegnato la mia razione di sacchetti "sotto vuoto" che la mia anima casalinga non vede l'ora di sperimentare per appiattire piumini e maglioni invernali.
Certo, se non ci fosse un nubifragio il mio ambientamento alla routine quotidiana sarebbe più facile.
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30.4.07
Sono tornata, purtroppo, e nonostante la giornata si prestasse al recupero del jet lag a casa, ho deciso di venire comunque in ufficio e tenere un giorno di ferie per occasioni migliori.
Di questo viaggio a Cuba ho parlato pochissimo prima della partenza per ragioni scaramantiche: era così tanto tempo che volevo andarci che immaginavo ogni possibile sciagura e disastro. Per di più sapevo già prima di partire che 8 giorni sono ridicolmente pochi per visitare Cuba, ma non volevo sentirmelo ripetere e farmi venire ansie da "tutti quei soldi per il biglietto per così poco tempo".
In realtà un inconveniente c'è stato, perché mica tutto poteva filare liscio: mi sono beccata una intossicazione alimentare o qualcosa di simile ed ho passato un giorno ad "adorare il bianco dio di pocellana", ossia, abbracciata al cesso a vomitare. Colpa dell'involtino primavera del barrio chino dell'Havana o forse del maiale alla piastra, chissà.
L'itinerario è stato Havana - Santa Clara - Cienfuegos - Havana, sui bus della Viazul, quelli per turisti ricchi, che sembrano i torpedoni della gita all'oratorio. Alloggio in casas particular e incontri bizzarri lungo la strada.
A breve, appena il mio cervello si convincerà di essere in Italia e il mio corpo di conseguenza si deciderà a lanciarmi stimoli appropriati ad orari appropriati (o forse viceversa), foto su flickr e qualche post.
Di questo viaggio a Cuba ho parlato pochissimo prima della partenza per ragioni scaramantiche: era così tanto tempo che volevo andarci che immaginavo ogni possibile sciagura e disastro. Per di più sapevo già prima di partire che 8 giorni sono ridicolmente pochi per visitare Cuba, ma non volevo sentirmelo ripetere e farmi venire ansie da "tutti quei soldi per il biglietto per così poco tempo".
In realtà un inconveniente c'è stato, perché mica tutto poteva filare liscio: mi sono beccata una intossicazione alimentare o qualcosa di simile ed ho passato un giorno ad "adorare il bianco dio di pocellana", ossia, abbracciata al cesso a vomitare. Colpa dell'involtino primavera del barrio chino dell'Havana o forse del maiale alla piastra, chissà.
L'itinerario è stato Havana - Santa Clara - Cienfuegos - Havana, sui bus della Viazul, quelli per turisti ricchi, che sembrano i torpedoni della gita all'oratorio. Alloggio in casas particular e incontri bizzarri lungo la strada.
A breve, appena il mio cervello si convincerà di essere in Italia e il mio corpo di conseguenza si deciderà a lanciarmi stimoli appropriati ad orari appropriati (o forse viceversa), foto su flickr e qualche post.
19.4.07
18.4.07
Wind of change
Qui siamo all'ennesimo torneo di gioco delle tre carte. Questa volta però le carte non sono quelle grige e bisunte tolte dal mazzo di una osteria che serve tavernello. Sono carte preziose da collezione, da trattare con riguardo.
Chi occuperà quale posizione? Chi salirà e chi si porterà dietro? Chi subirà un cambio forzato di azienda? Chi rimarrà, che avrebbe preferito spostarsi?
Noi carte da osteria riposiamo tranquille nel nostro mazzo, tanto sappiamo che tutto questo vorticare ci riguarda solo marginalmente, almeno per il momento. Certo non perdiamo l'occasione di fare fantapolitica e già che ci siamo disquisiamo di eventuali nuove dislocazioni geografiche da cui potremmo essere interessati.
Io nel dubbio da venerdì, cambio aria per un po'.
Qui siamo all'ennesimo torneo di gioco delle tre carte. Questa volta però le carte non sono quelle grige e bisunte tolte dal mazzo di una osteria che serve tavernello. Sono carte preziose da collezione, da trattare con riguardo.
Chi occuperà quale posizione? Chi salirà e chi si porterà dietro? Chi subirà un cambio forzato di azienda? Chi rimarrà, che avrebbe preferito spostarsi?
Noi carte da osteria riposiamo tranquille nel nostro mazzo, tanto sappiamo che tutto questo vorticare ci riguarda solo marginalmente, almeno per il momento. Certo non perdiamo l'occasione di fare fantapolitica e già che ci siamo disquisiamo di eventuali nuove dislocazioni geografiche da cui potremmo essere interessati.
Io nel dubbio da venerdì, cambio aria per un po'.
17.4.07
Sono giorni un po' così sospesi fra la partenza e la vita di tutti i giorni, con poca voglia di portare avanti i miei impegni.
Ieri sera mi sono iscritta al saggio di danza con la scuola numero uno, sebbene per tutto il pomeriggio avessi meditato di abbandonare il corso per mancanza di entusiasmo. Ma rinunciare a impegni che mi sono presa mi pesa quasi di più che portarli avanti quindi a breve sarò ufficialmente in panico da costumi. Mancandomi l'ispirazione, oggi faccio pubblicità.
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Ieri sera mi sono iscritta al saggio di danza con la scuola numero uno, sebbene per tutto il pomeriggio avessi meditato di abbandonare il corso per mancanza di entusiasmo. Ma rinunciare a impegni che mi sono presa mi pesa quasi di più che portarli avanti quindi a breve sarò ufficialmente in panico da costumi. Mancandomi l'ispirazione, oggi faccio pubblicità.
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16.4.07
Questa volta coi ragazzini è andata meglio. Sarà che è arrivata la primavera e col bel tempo sono più svegli, sarà che c'era qualcuno che la volta precedente era assente, sarà che quando inizi a parlare della classifica degli uomini più ricchi del mondo invece che della storia dell'Africa si incuriosiscono di più. Il problema, quando si parla di distribuzione della ricchezza ed immigrazione è non finire in circoli viziosi, in cui la xenofobia latente dei giovani virgulti si palesa con violenza. In qualche modo ne siamo uscite e per quest'anno siamo a posto.
Sabato pomeriggio e sera, grigliatona a casa di Raf che con la sua consueta premura ed abilità ha riunito un bel gruppo di amici sotto il tetto della sua cascina e li ha abbondantemente sfamati e fatti divertire. Grazie Raf!
Dopo una mattina di indolenza, in cui non sono nemmeno riuscita ad oziare con soddisfazione, domenica pomeriggio abbiamo inforcato le bici e siamo andati sulla pista ciclabile lungo il naviglio grande. Ho scoperto che anche alle porte di Milano esiste la campagna. Non è bella come quella delle colline liguri coperte di alberi d'ulivo e mimosa, ma ha un suo fascino. Ci sono cascine che vendono pollame, cascine che vendono miele, cascine in cui si allevano mucche e si fanno formaggi. Ci sono anatre temerarie che si aciugano le piume al sole sulla ciclabile e nei fossi si sentono le ranocchie.
Peccato lo scarso allenamento a stare sulla sella della bici che alle porte di Vermezzo ci ha fatto girare la bici e tornare verso casa.
Sabato pomeriggio e sera, grigliatona a casa di Raf che con la sua consueta premura ed abilità ha riunito un bel gruppo di amici sotto il tetto della sua cascina e li ha abbondantemente sfamati e fatti divertire. Grazie Raf!
Dopo una mattina di indolenza, in cui non sono nemmeno riuscita ad oziare con soddisfazione, domenica pomeriggio abbiamo inforcato le bici e siamo andati sulla pista ciclabile lungo il naviglio grande. Ho scoperto che anche alle porte di Milano esiste la campagna. Non è bella come quella delle colline liguri coperte di alberi d'ulivo e mimosa, ma ha un suo fascino. Ci sono cascine che vendono pollame, cascine che vendono miele, cascine in cui si allevano mucche e si fanno formaggi. Ci sono anatre temerarie che si aciugano le piume al sole sulla ciclabile e nei fossi si sentono le ranocchie.
Peccato lo scarso allenamento a stare sulla sella della bici che alle porte di Vermezzo ci ha fatto girare la bici e tornare verso casa.
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11.4.07
La Lanterna poverina quasi non ci si fa caso, infognata com'è all'estermità del porto: container da un lato, gru dall'altro, una centrale a carbone dietro e davanti svariati palazzi.
Un faro poverino dovrebbe respirare, avere spazio, essere sull'estrema propaggine di un promontorio ad avvertire con la sua luce della presenza della terra, non dovrebbe essere circondato da costruzioni che lo soffocano.
Fortuna che fra roccia che lo sostiene e costruzione in muratura la Lanterna sia alta 117 m e si faccia comunque rispettare.
A salirci sopra ho aspettato quasi 32 anni e di non esser più residente a Genova. La giornata era limpida e dall'alto dei 172 scalini percorsi, sulla prima balconata, si poteva ammirare la splendida visuale di Genova.
E no, non importa che il porto antico fosse là piccolino in fondo e che le braccia del Bigo sembrassero poco più che stuzzicadenti. Non importa che le costruzioni che si inerpicano su per la collina non siano belle, non importa che delle chiese a quell'ora del giorno, col sole contro, si scorgessero solo i profili dei campanili in chiaroscuro sul fondo del cielo. Non importano i traghetti, le porta container, le gru del porto lì sotto, con il loro rumore. Genova è bella c'è poco da fare. Anzi è bella proprio per questo.
Il museo poi è un percorso fatto di storie e di racconti, genovesi illustri o sconosciuti che raccontano un pezzo della loro città, cantieri navali, capitani di navi, restauratori, esperti di fari. Tanti filmati da perderci ore o da vedere a spizzichi come viene.
E' bello a volte riscoprire con l'animo del turista angoli della propria città.
Un faro poverino dovrebbe respirare, avere spazio, essere sull'estrema propaggine di un promontorio ad avvertire con la sua luce della presenza della terra, non dovrebbe essere circondato da costruzioni che lo soffocano.
Fortuna che fra roccia che lo sostiene e costruzione in muratura la Lanterna sia alta 117 m e si faccia comunque rispettare.
A salirci sopra ho aspettato quasi 32 anni e di non esser più residente a Genova. La giornata era limpida e dall'alto dei 172 scalini percorsi, sulla prima balconata, si poteva ammirare la splendida visuale di Genova.
E no, non importa che il porto antico fosse là piccolino in fondo e che le braccia del Bigo sembrassero poco più che stuzzicadenti. Non importa che le costruzioni che si inerpicano su per la collina non siano belle, non importa che delle chiese a quell'ora del giorno, col sole contro, si scorgessero solo i profili dei campanili in chiaroscuro sul fondo del cielo. Non importano i traghetti, le porta container, le gru del porto lì sotto, con il loro rumore. Genova è bella c'è poco da fare. Anzi è bella proprio per questo.
Il museo poi è un percorso fatto di storie e di racconti, genovesi illustri o sconosciuti che raccontano un pezzo della loro città, cantieri navali, capitani di navi, restauratori, esperti di fari. Tanti filmati da perderci ore o da vedere a spizzichi come viene.
E' bello a volte riscoprire con l'animo del turista angoli della propria città.
10.4.07
Stamattina dovevo andare a fare il visto, ma ho dimenticato un pezzo della documentazione, quindi nada. Ancora 24 ore di sofferenza prima di avere tutte le carte in regola.
Pasqua è passata, restano una mezza colomba iniziata ieri e un uovo di Pasqua intero.
Pasquetta d'ordinanza sui prati nonostante il Liguria il tempo fosse nuvolo e grigio. Credevamo di essere gli "unici pazzi", ma nell'area attrezzata c'era quasi da staccare il biglietto per usufruire delle griglie. Famiglie con bambini, giovani virgulti che mangiavano la bistecca giocando a racchettoni, suonatori di bonghi, proprietari di cani col cervello piccolo. Nonostante questo ci siamo conquistati il nostro spazio vitale in cui cucinare mangiare e fare la relativa siesta.
Il rientro lo abbiamo passato in coda in una pianura padana insolitamente tersa e soleggiata.
Pasqua è passata, restano una mezza colomba iniziata ieri e un uovo di Pasqua intero.
Pasquetta d'ordinanza sui prati nonostante il Liguria il tempo fosse nuvolo e grigio. Credevamo di essere gli "unici pazzi", ma nell'area attrezzata c'era quasi da staccare il biglietto per usufruire delle griglie. Famiglie con bambini, giovani virgulti che mangiavano la bistecca giocando a racchettoni, suonatori di bonghi, proprietari di cani col cervello piccolo. Nonostante questo ci siamo conquistati il nostro spazio vitale in cui cucinare mangiare e fare la relativa siesta.
Il rientro lo abbiamo passato in coda in una pianura padana insolitamente tersa e soleggiata.
6.4.07
Venerdì Santo
Collega sconvolto, leggendo il giornale online - Nelle Filippine durante la settimana santa c'è gente che si fa crocifiggere con i chiodi, quelli veri.
Ginevra dubbiosa - Ah sì?... Ma poi dopo un po' lì tirano giù o li lasciano lì tutta la Pasqua?
Qui i chiodi non li hanno e non mi hanno ancora crocifisso, ma poco ci manca. Scusate vado a godermi la Passione di Ginevra.
Collega sconvolto, leggendo il giornale online - Nelle Filippine durante la settimana santa c'è gente che si fa crocifiggere con i chiodi, quelli veri.
Ginevra dubbiosa - Ah sì?... Ma poi dopo un po' lì tirano giù o li lasciano lì tutta la Pasqua?
Qui i chiodi non li hanno e non mi hanno ancora crocifisso, ma poco ci manca. Scusate vado a godermi la Passione di Ginevra.
5.4.07
C'è una simmetria fra la mia vita e la pelle delle mie gambe.
Oggi l'estetista mi ha sgridato, "hai la pelle secca, ma la crema non te la dai mai?", ed io che farfugliavo qualche scusa del tipo "eh portando sempre i pantaloni non mi ero resa conto di avere la pelle così secca".
La verità è che, come spesso accade, all'improvviso mi risveglio dal torpore e mi rendo conto che è qualche settimana che ho perso il controllo ed ho perso coscienza. Mi trascino da un giorno all'altro, i vestiti si accumulano appilati sullo djembé e le scarpe si accatastano nello spazio fra il calorifero e il cesto della biancheria. Prima di cena sposto le riviste dalla sedia al divano per fargli fare poi il percorso inverso al momento di guardare la tv. E prima di andare a dormire, l'unica cosa che osservo con cura sono le occhiaie del mio viso e di conseguenza l'unica cosa che faccio è mettere la crema idratante. E se non mi prendessi cura di me stessa, della casa, di tutto perché impegnata a fare qualcos'altro, non sarebbe grave. Il problema è che sono impegnata a vegetare e non mi godo nemmeno il tempo in cui non faccio tutto quello che sarebbe auspicabile che io facessi.
Ho incominciato a comprarmi una costosissima crema per il corpo, spero che il resto della mia vita si sistemi proporzionalmente al grado di idratazione delle mie gambe.
O quantomeno che io inizi a godermi coscientemente il tempo in cui non faccio nulla.
Oggi l'estetista mi ha sgridato, "hai la pelle secca, ma la crema non te la dai mai?", ed io che farfugliavo qualche scusa del tipo "eh portando sempre i pantaloni non mi ero resa conto di avere la pelle così secca".
La verità è che, come spesso accade, all'improvviso mi risveglio dal torpore e mi rendo conto che è qualche settimana che ho perso il controllo ed ho perso coscienza. Mi trascino da un giorno all'altro, i vestiti si accumulano appilati sullo djembé e le scarpe si accatastano nello spazio fra il calorifero e il cesto della biancheria. Prima di cena sposto le riviste dalla sedia al divano per fargli fare poi il percorso inverso al momento di guardare la tv. E prima di andare a dormire, l'unica cosa che osservo con cura sono le occhiaie del mio viso e di conseguenza l'unica cosa che faccio è mettere la crema idratante. E se non mi prendessi cura di me stessa, della casa, di tutto perché impegnata a fare qualcos'altro, non sarebbe grave. Il problema è che sono impegnata a vegetare e non mi godo nemmeno il tempo in cui non faccio tutto quello che sarebbe auspicabile che io facessi.
Ho incominciato a comprarmi una costosissima crema per il corpo, spero che il resto della mia vita si sistemi proporzionalmente al grado di idratazione delle mie gambe.
O quantomeno che io inizi a godermi coscientemente il tempo in cui non faccio nulla.
4.4.07
La mattina si è inaugurata con una serie di insulti all'indirizzo dell'ennesima mail in cui si richiede il check delle presenze assenze presso il cliente.
La tanto vituperata richiesta peraltro si è rivelata utilissima poiché
la donna tedesca, colei che cataloga ricevute, buste paga, cud, lettere della banca, anno per anno entro fascette di plastica raccolte in faldoni a fiori,
la donna agenda dipendente che da 7 anni a questa parte (da quando la sua vita si è divisa fra due città per l'esattezza) registra meticolosamente gli impegni per i finesettimana,
la donna che fa le pulci alle buste paga per vedere che la ditta non ci abbia fregato,
io insomma, preda delle più svariate sindromi ossessivo compulsive di archiviazione, HO DIMENTICATO DI INSERIRE UNA GIORNATA DI LAVORO STRAORDINARIO, UNA DOMENICA, NEL REPORTINO AZIENDALE.
Con il simpatico risultato di essermi fottuta 8 ore di compenso orario straordinario.
La mattinata pertanto si conclude con me che smadonno contro me stessa e mi affanno nel tentativo di salvare la situazione.
Update
La serata invece si apre con me che alle 19.26 sono in ufficio a bestemmiare perché qualcuno si è dimenticato di avvisarci che c'era un prodotto da configurare che da domani sarà messo in vendita. E si sa, vendere una cosa che non funziona, non fa fare una gran bella figura al venditore.
Lo stronzo pianificatore che si è dimenticato di avvertire come minimo sarà a godersi una simpatica settimana pasquale alle maldive... che un piranha gli stacchi le palle a morsi!
La tanto vituperata richiesta peraltro si è rivelata utilissima poiché
la donna tedesca, colei che cataloga ricevute, buste paga, cud, lettere della banca, anno per anno entro fascette di plastica raccolte in faldoni a fiori,
la donna agenda dipendente che da 7 anni a questa parte (da quando la sua vita si è divisa fra due città per l'esattezza) registra meticolosamente gli impegni per i finesettimana,
la donna che fa le pulci alle buste paga per vedere che la ditta non ci abbia fregato,
io insomma, preda delle più svariate sindromi ossessivo compulsive di archiviazione, HO DIMENTICATO DI INSERIRE UNA GIORNATA DI LAVORO STRAORDINARIO, UNA DOMENICA, NEL REPORTINO AZIENDALE.
Con il simpatico risultato di essermi fottuta 8 ore di compenso orario straordinario.
La mattinata pertanto si conclude con me che smadonno contro me stessa e mi affanno nel tentativo di salvare la situazione.
Update
La serata invece si apre con me che alle 19.26 sono in ufficio a bestemmiare perché qualcuno si è dimenticato di avvisarci che c'era un prodotto da configurare che da domani sarà messo in vendita. E si sa, vendere una cosa che non funziona, non fa fare una gran bella figura al venditore.
Lo stronzo pianificatore che si è dimenticato di avvertire come minimo sarà a godersi una simpatica settimana pasquale alle maldive... che un piranha gli stacchi le palle a morsi!
3.4.07
Piccolo spazio pubblicità parte II
Si avvicina il tempo della dichiarazione dei redditi, se le palle non vi stanno girando troppo vorticosamente nel tentativo di districarvi fra ricevute varie, cud, lettere della banca e download del 730 e delle relative istruzioni di compilazione, ricordatevi che anche quest'anno è possibile donare il 5 per mille ad associazioni onlus.
E possibilmente donate il 5 per mille a UNALTROMONDO. Qui le istruzioni.
Si avvicina il tempo della dichiarazione dei redditi, se le palle non vi stanno girando troppo vorticosamente nel tentativo di districarvi fra ricevute varie, cud, lettere della banca e download del 730 e delle relative istruzioni di compilazione, ricordatevi che anche quest'anno è possibile donare il 5 per mille ad associazioni onlus.
E possibilmente donate il 5 per mille a UNALTROMONDO. Qui le istruzioni.
Piccolo spazio pubblicità
RACCONTAFRICA
L'Africa attraverso le sue tradizioni, i suoi riti, la musica,la danza, i racconti ed i colori.
Presso Società Umanitaria (Sala degli Affreschi)
Via Daverio 6
Milano
Domenica 6 maggio - ore 16.00
Ingresso 15 €
A fine spettacolo verrà offerto un rinfresco.
I fondi saranno devoluti al progetto "Microcammino 2000" del villaggio Yagala della Sierra Leone.
Via Daverio 6
Milano
Domenica 6 maggio - ore 16.00
Ingresso 15 €
A fine spettacolo verrà offerto un rinfresco.
I fondi saranno devoluti al progetto "Microcammino 2000" del villaggio Yagala della Sierra Leone.
2.4.07
Pl@sil
Non so se il mio organismo trovi inaccettabile alzarsi alle 7.00 di sabato mattina o se improvvisamente io sia diventata allergica al sushi vegetariano accompagnato da acqua. Sabato mattina alla scuola di Rho più che una volontaria di una associazione che si occupa di paesi in via di sviluppo, sembravo il caso umano tirato fuori da un centro per tossicodipendenti e portato ad esempio da non seguire. Volto pallido e occhiaie in vista, che alle sette del mattino chi ha la forza di truccarsi, di ora in ora sempre più pallida, occhio iniettato di sangue e conati a pieno ritmo.
Il pomeriggio l'ho passato a barcollare fra il letto il cesso e il divano fino a che il Marito non è tornato con la pasticchina magica.
La domenica è andata un po' meglio ed ho anche raccimolato le forze per andare a comprare e montare il portapacchi della bicicletta nonché fare un po' di giardinaggio in terrazza.
Non so se il mio organismo trovi inaccettabile alzarsi alle 7.00 di sabato mattina o se improvvisamente io sia diventata allergica al sushi vegetariano accompagnato da acqua. Sabato mattina alla scuola di Rho più che una volontaria di una associazione che si occupa di paesi in via di sviluppo, sembravo il caso umano tirato fuori da un centro per tossicodipendenti e portato ad esempio da non seguire. Volto pallido e occhiaie in vista, che alle sette del mattino chi ha la forza di truccarsi, di ora in ora sempre più pallida, occhio iniettato di sangue e conati a pieno ritmo.
Il pomeriggio l'ho passato a barcollare fra il letto il cesso e il divano fino a che il Marito non è tornato con la pasticchina magica.
La domenica è andata un po' meglio ed ho anche raccimolato le forze per andare a comprare e montare il portapacchi della bicicletta nonché fare un po' di giardinaggio in terrazza.
30.3.07
You scored as Sirius Black. You are the most loyal friend anyone could ask for because you'd go to any length to ensure their safety and happiness. You're free-spirited and very difficult to confine to a caged life. You love being in the company of those you love and love to show them how much they mean to you. You loathe those who only live for self-gain and show disloyalty. You're a great person but sometimes its needed of you to think more rationally than being quick to jump into things.
Harry Potter Character Combatibility Test created with QuizFarm.com |
Non ci sto molto dentro. Sono spazientita e l'unica cosa di cui avrei voglia sarebbe tagliare i contatti con il mondo, tutto il mondo, per qualche giorno. Lontana dal lavoro, dagli impegni che mi sono presa come hobby, da quelli che mi sono presa per quietare la mia coscienza, da quelli che sento di avere in quanto parte di un nucleo familiare, da quelli che credo di avere per onorare le tradizioni.
Una bolla di silenzio.
28.3.07
Un italiano, un francese ed un inglese...
Mentre cercavo faticosamente di comporre una mail in francese per l'amico di Nizza conosciuto sui monti della Corsica, mi è squillato il telefono e, sorpresa, M. era dall'altro capo della cornetta. Per inciso, mi stava chiamando da Kosovo.
Sostenere senza preavviso una conversazione telefonica in francese a metà mattina è drammatico: senza labiale e senza gesti temo di essermi persa i 3/4 della conversazione, per contro credo che passerò a riscuotere i soldi del biglietto negli uffici adiacenti al mio, per lo spettacolo ad alto tasso di comicità in cui mi sono prodotta. Tipo che se per fingere di parlare spagnolo basta aggiungere le s in fondo alle parole, per parlare un ottimo francese maccheronico, basta eliminare l'ultima sillaba di ciascuna parola e spargere accenti a grappoli.
E giovedì mi aspetta la cena a casa di un amico, la cui fidanzata inglese è appena arrivata in Italia e giustamente non parla ancora una parola di italiano. Grazie al cielo il mio inglese è un po' più solido del mio francese, anche se so già che sarà difficilissimo evitare di usare l'italiano parlando con gli italiani.
Mentre cercavo faticosamente di comporre una mail in francese per l'amico di Nizza conosciuto sui monti della Corsica, mi è squillato il telefono e, sorpresa, M. era dall'altro capo della cornetta. Per inciso, mi stava chiamando da Kosovo.
Sostenere senza preavviso una conversazione telefonica in francese a metà mattina è drammatico: senza labiale e senza gesti temo di essermi persa i 3/4 della conversazione, per contro credo che passerò a riscuotere i soldi del biglietto negli uffici adiacenti al mio, per lo spettacolo ad alto tasso di comicità in cui mi sono prodotta. Tipo che se per fingere di parlare spagnolo basta aggiungere le s in fondo alle parole, per parlare un ottimo francese maccheronico, basta eliminare l'ultima sillaba di ciascuna parola e spargere accenti a grappoli.
E giovedì mi aspetta la cena a casa di un amico, la cui fidanzata inglese è appena arrivata in Italia e giustamente non parla ancora una parola di italiano. Grazie al cielo il mio inglese è un po' più solido del mio francese, anche se so già che sarà difficilissimo evitare di usare l'italiano parlando con gli italiani.
26.3.07
Vogliamo parlare del fatto che è lunedì mattina, sono disgrafica, fuori c'è un tempo infame, è cambiata l'ora e il mio collega ha la figlia con la rosolia e da quando me l'ha detto mi sento prudere ovunque?
No dai, parliamo dei biscotti del L@g@ccio invece.
Era da un secolo che non ne mangiavo, l'altro giorno però, mentre aspettavo una collega, sono rimasta inebetita davani alla linea Sapori Regionali di un supermercato e, presa da nostalgia del mare, ne ho comprato un sacchetto. Oggi, a sacchetto abbondantemente esaurito, ho deciso di procurarmi la ricetta per farmeli in casa e così ho scoperto dei simpatici retroscena: ad esempio che L@g@ccio era il nome dispergiativo dato al laghetto artificiale che l'ammiraglio Andrea Doria aveva fatto costruire a metà del 500 per rifornire il suo palazzo. Lo dice anche wikipedia, quindi ci credo.
La ricetta, seppure non troppo chiara, dice:
Ingredienti: 600 g di farina di grano tenero, 150 g di burro, 200 g di zucchero, 50 g di lievito di birra e, in alcuni casi, 50 g di finocchietto dolce.
Lavorazione: impastare la farina con il lievito di birra e l'acqua tiepida. Lasciare lievitare sino a quando non avrà raggiunto il doppio del volume. Quindi sistemarlo al centro della restante farina, aggiungere gli altri ingredienti ed un pizzico di sale. Lavorare energicamente e lasciare lievitare la pasta per un'ora. Creare due filoni e lasciarli ancora lievitare. Infornarli per 30 minuti a 180°. Farli riposare per 24 ore, tagliarli a fette sbieche di 2 cm di spessore e farle biscottare.
Uno di questi giorni ci provo.
No dai, parliamo dei biscotti del L@g@ccio invece.
Era da un secolo che non ne mangiavo, l'altro giorno però, mentre aspettavo una collega, sono rimasta inebetita davani alla linea Sapori Regionali di un supermercato e, presa da nostalgia del mare, ne ho comprato un sacchetto. Oggi, a sacchetto abbondantemente esaurito, ho deciso di procurarmi la ricetta per farmeli in casa e così ho scoperto dei simpatici retroscena: ad esempio che L@g@ccio era il nome dispergiativo dato al laghetto artificiale che l'ammiraglio Andrea Doria aveva fatto costruire a metà del 500 per rifornire il suo palazzo. Lo dice anche wikipedia, quindi ci credo.
La ricetta, seppure non troppo chiara, dice:
Ingredienti: 600 g di farina di grano tenero, 150 g di burro, 200 g di zucchero, 50 g di lievito di birra e, in alcuni casi, 50 g di finocchietto dolce.
Lavorazione: impastare la farina con il lievito di birra e l'acqua tiepida. Lasciare lievitare sino a quando non avrà raggiunto il doppio del volume. Quindi sistemarlo al centro della restante farina, aggiungere gli altri ingredienti ed un pizzico di sale. Lavorare energicamente e lasciare lievitare la pasta per un'ora. Creare due filoni e lasciarli ancora lievitare. Infornarli per 30 minuti a 180°. Farli riposare per 24 ore, tagliarli a fette sbieche di 2 cm di spessore e farle biscottare.
Uno di questi giorni ci provo.
23.3.07
Fortuna che è venerdì e fra poche ore lascerò questo ufficio per godermi un finesettimana di meritato riposo.
Che poi, riposo, domani abbiamo lo spettacolo di primavera ed io ho saltato l'ultima prova in cui dovevamo definire come chiudere la coreografia. Non ho nemmeno sistemato il costume ed ho il serio timore di rimanere in mutande a metà esibizione, timore che ho sempre a causa delle mie scarse doti sartoriali.
In ufficio c'è un casino senza senso, tutti parlano in contemporanea e a voce altissima, agogno il silenzio, la pace e una quantità consona di metri cubi d'aria . Dovrebbero esserci delle leggi che tutelano la sopravvivenza del neurone del lavoratore, già provato dai poco edificanti lavori a cui deve dedicare la propria attenzione. Una corretta ossigenazione del sangue e un livello di inquinamento sonoro sotto i livelli di guardia dovrebbero essere in testa alla lista dei diritti della materia grigia.
Che poi, riposo, domani abbiamo lo spettacolo di primavera ed io ho saltato l'ultima prova in cui dovevamo definire come chiudere la coreografia. Non ho nemmeno sistemato il costume ed ho il serio timore di rimanere in mutande a metà esibizione, timore che ho sempre a causa delle mie scarse doti sartoriali.
In ufficio c'è un casino senza senso, tutti parlano in contemporanea e a voce altissima, agogno il silenzio, la pace e una quantità consona di metri cubi d'aria . Dovrebbero esserci delle leggi che tutelano la sopravvivenza del neurone del lavoratore, già provato dai poco edificanti lavori a cui deve dedicare la propria attenzione. Una corretta ossigenazione del sangue e un livello di inquinamento sonoro sotto i livelli di guardia dovrebbero essere in testa alla lista dei diritti della materia grigia.
22.3.07
Va beh fra la collega che doveva prenotare la vacanza last minute in Messico, il mio tenere d'occhio i last minute per Cuba, le mille interruzioni di una giornata lavorativa in cui appena ti concentri qualcuno viene a farti domande urgentissime, inutili e fastidiose, ci mancava solo che quelli dell'ufficio accanto si mettessero a fare gli spoiler della puntata di Lost andata in onda stanotte. E che poi mi passassero la puntata suddetta, sottotitolata.
21.3.07
Alla scoperta del corpo umano
Ieri a pranzo ho mangiato due uova sode e zucchine alla julienne per poi completare con due ovettini di cioccolato fondente ripieni di crema fondente e granella, acquistati dalla mia collega anch'essa a dieta, ma in cerca di complici per un qualche strappo alla regola.
Circa 20 minuti dopo ho cominciato ad avere le vampe, caldo, freddo, caldo, un bruciore intenso al centro del petto e l'incapacità totale di restare seduta o in piedi. Visto che ero in ufficio restava l'opzione poco igienica di accasciarsi rantolando sulla moquette o quella di chiudersi in bagno ed assumere una posizione semiseduta sul gabinetto chiuso con fronte appoggiata sulle ginocchia.
L'adattamento al dolore o la paura di contrarre ulteriori sintomi a causa dei batteri da ingrasso presenti nel bagno hanno fatto sì che dopo una mezz'oretta riuscissi a simulare un atteggiamento da lavoratore attento davanti al pc. Dopo qualche ora il rischio svenimento era definitivamente accantonato consentendomi di prendere Baby e tornare a casa.
A casa mentre elencavo al Marito i terribili sintomi di cui ero stata vittima e che ancora mi rendevano uno straccio, ipotizzando di avere contratto strane malattie tropicali e di essere scampata per miracolo alla morte, lui pacifico sentenziava "ti si è bloccata la digestione" ed estraeva una bustina gialla da aggiungere alla mia farmacia ambulante personale: citrosodin@.
L'importante è non essere ipocondriaci
Ieri a pranzo ho mangiato due uova sode e zucchine alla julienne per poi completare con due ovettini di cioccolato fondente ripieni di crema fondente e granella, acquistati dalla mia collega anch'essa a dieta, ma in cerca di complici per un qualche strappo alla regola.
Circa 20 minuti dopo ho cominciato ad avere le vampe, caldo, freddo, caldo, un bruciore intenso al centro del petto e l'incapacità totale di restare seduta o in piedi. Visto che ero in ufficio restava l'opzione poco igienica di accasciarsi rantolando sulla moquette o quella di chiudersi in bagno ed assumere una posizione semiseduta sul gabinetto chiuso con fronte appoggiata sulle ginocchia.
L'adattamento al dolore o la paura di contrarre ulteriori sintomi a causa dei batteri da ingrasso presenti nel bagno hanno fatto sì che dopo una mezz'oretta riuscissi a simulare un atteggiamento da lavoratore attento davanti al pc. Dopo qualche ora il rischio svenimento era definitivamente accantonato consentendomi di prendere Baby e tornare a casa.
A casa mentre elencavo al Marito i terribili sintomi di cui ero stata vittima e che ancora mi rendevano uno straccio, ipotizzando di avere contratto strane malattie tropicali e di essere scampata per miracolo alla morte, lui pacifico sentenziava "ti si è bloccata la digestione" ed estraeva una bustina gialla da aggiungere alla mia farmacia ambulante personale: citrosodin@.
L'importante è non essere ipocondriaci
19.3.07
Il finesettimana mi ha lasciato un senso di malinconia e di vuoto, il tempo grigio del lunedì mattina non aiuta a dissolverlo.
Prendo la macchina per andare in ufficio e per dissipare i sensi di colpa decido che il tempo risparmiato sarà impiegato a risolvere qualche questione burocratica.
In banca non c'è nessuno e me la sbrigo in fretta, trovo parcheggio vicino all'ufficio nonostante sia giorno di lavaggio strade, arrivo nell'esatto istante in cui una station wagon sta liberando un posto. Parcheggio in una manovra e scattante mi avvio verso l'ufficio. Un collega in affanno mi si avvicina e dice che ho il passo da antilope ed è difficile raggiungermi.
Non so ancora che tutta questa energia è destinata ad esaurirsi nellimpresa più titanica dell'universo: chiamare l'inps.
Antefatto: sabato a casa di mia madre arriva una lettera dell'inps che mi invita a controllare la situazione versamenti. In caso qualcosa non torni sono invitata a contattare un numero verde o a collegarmi sul sito internet operazione per cui è necessario un pin che si può avere chiamando il numero verde.
A me serve il pin e serve comunicare all'inps che ho già cambiato residenza due volte pertanto sarà il caso che inizino a spedirmi i rendiconti a casa mia e non da mia madre che peraltro fra qualche mese traslocherà.
Ore 9.40 prima telefonata:
per il servizio in italiano premere 1... 1
per informazioni sugli uffici inps premere 1, per i servizi internet premere 2...2
per i servizi intenet inps premere 1 ...1
ci spiace, i nostri operatori sono momentaneamente occupati, lasciate un recapito telefonico o richiamate più tardi
fiduciosa riattacco
Ore 9.55 seconda telefonata:
per il servizio in italiano premere 1... 1
per informazioni sugli uffici inps premere 1, per i servizi internet premere 2...1
per uffici inps premere 1...1
inserire il cap corrispondente al comune di residenza... wyxzyw
l'ufficio più vicino si trova in via uwzxwy al numero 23, grazie ed arrivederci
Merd... ho sbagliato opzione speravo che alla fine ti facessero parlare con un operatore. Riprovo con il pin.
Ore 10.05 terza telefonata:
tutututututututututututuututututu
Ore 10.10 quarta telefonata:
tuuuuuu tuuuuuu tuuuuu tutututututututu
Ore 10.15 quinta telefonata:
Telecom Italia il numero chiamato non è al momento raggiungibile
Ora, io ho una parente che lavora all'inps. Chiamando lei probabilmente potrei sistemare la cosa in 10 minuti. Ma mi son detta che c'è un numero verde, c'è una procedura perché approfittare dei vincoli di parentela, seguo l'iter standard.
E poi uno si domanda come mai in Italia ci sono i capi elettori che raccattano voti facendo fare in una settimana una tac per cui ci vogliono dieci mesi o facendo mettere l'asfalto nelle buche della strada sotto casa o raccomandando per un esame.
Concendo al servizio pubblico 15 tentativi, poi prendo la scorciatoia.
Update:
All'ottavo tentativo e dopo soli 19:56 minuti di telefonata sono riuscita a farmi spedire il pin e a cambiare indirizzo.
A detta dell'operatrice che ha seguito la mia pratica le variazioni di indirizzo non sono automatiche. Quindi quando uno cambia residenza il comune comunica a Motorizzazione e Uffici elettorali la variazione , ma non all'INPS. Deve essere il cittadino a preoccuparsene.
Gioiamo della vittoria (momentanea) sul golgota della burocrazia.
Prendo la macchina per andare in ufficio e per dissipare i sensi di colpa decido che il tempo risparmiato sarà impiegato a risolvere qualche questione burocratica.
In banca non c'è nessuno e me la sbrigo in fretta, trovo parcheggio vicino all'ufficio nonostante sia giorno di lavaggio strade, arrivo nell'esatto istante in cui una station wagon sta liberando un posto. Parcheggio in una manovra e scattante mi avvio verso l'ufficio. Un collega in affanno mi si avvicina e dice che ho il passo da antilope ed è difficile raggiungermi.
Non so ancora che tutta questa energia è destinata ad esaurirsi nellimpresa più titanica dell'universo: chiamare l'inps.
Antefatto: sabato a casa di mia madre arriva una lettera dell'inps che mi invita a controllare la situazione versamenti. In caso qualcosa non torni sono invitata a contattare un numero verde o a collegarmi sul sito internet operazione per cui è necessario un pin che si può avere chiamando il numero verde.
A me serve il pin e serve comunicare all'inps che ho già cambiato residenza due volte pertanto sarà il caso che inizino a spedirmi i rendiconti a casa mia e non da mia madre che peraltro fra qualche mese traslocherà.
Ore 9.40 prima telefonata:
per il servizio in italiano premere 1... 1
per informazioni sugli uffici inps premere 1, per i servizi internet premere 2...2
per i servizi intenet inps premere 1 ...1
ci spiace, i nostri operatori sono momentaneamente occupati, lasciate un recapito telefonico o richiamate più tardi
fiduciosa riattacco
Ore 9.55 seconda telefonata:
per il servizio in italiano premere 1... 1
per informazioni sugli uffici inps premere 1, per i servizi internet premere 2...1
per uffici inps premere 1...1
inserire il cap corrispondente al comune di residenza... wyxzyw
l'ufficio più vicino si trova in via uwzxwy al numero 23, grazie ed arrivederci
Merd... ho sbagliato opzione speravo che alla fine ti facessero parlare con un operatore. Riprovo con il pin.
Ore 10.05 terza telefonata:
tutututututututututututuututututu
Ore 10.10 quarta telefonata:
tuuuuuu tuuuuuu tuuuuu tutututututututu
Ore 10.15 quinta telefonata:
Telecom Italia il numero chiamato non è al momento raggiungibile
Ora, io ho una parente che lavora all'inps. Chiamando lei probabilmente potrei sistemare la cosa in 10 minuti. Ma mi son detta che c'è un numero verde, c'è una procedura perché approfittare dei vincoli di parentela, seguo l'iter standard.
E poi uno si domanda come mai in Italia ci sono i capi elettori che raccattano voti facendo fare in una settimana una tac per cui ci vogliono dieci mesi o facendo mettere l'asfalto nelle buche della strada sotto casa o raccomandando per un esame.
Concendo al servizio pubblico 15 tentativi, poi prendo la scorciatoia.
Update:
All'ottavo tentativo e dopo soli 19:56 minuti di telefonata sono riuscita a farmi spedire il pin e a cambiare indirizzo.
A detta dell'operatrice che ha seguito la mia pratica le variazioni di indirizzo non sono automatiche. Quindi quando uno cambia residenza il comune comunica a Motorizzazione e Uffici elettorali la variazione , ma non all'INPS. Deve essere il cittadino a preoccuparsene.
Gioiamo della vittoria (momentanea) sul golgota della burocrazia.
16.3.07
La settimana è corsa via veloce, all'attivo ho due giorni di spostamenti in biclicletta e ripudio dell'ascensore, una rinnovata energia da fine del letargo invernale, un controllo dal dietologo che mi ha detto che 1,5 kg e 2 cm in meno non sono un cattivo risultato (peccato che i 2 cm siano scesi oltre che dal giro vita anche dal seno, ma va beh) per un mese di dieta non troppo rigorosa, un venerdì con pausa pranzo all'ipermercato con giro da feltrinelli e in profumeria e relativo sperpero di capitali.
Ho finito "Molto forte, incredibilmente vicino" di J.S. Foer che mi ha immalinconito, fatto piangere, ma anche fatto incazzare. Sarà genio, sarà creatività, ci sarà un preciso intento comunicativo, ma a me tutte quelle pagine con una sola frase, tutte quelle foto, quelle pagine scritte e sovrascritte, le pagine ripetute hanno fatto l'effetto delle foto e dei grafici messi nella tesi per aumentare il numero delle pagine.
Ho iniziato "Testimone inconsapevole" di Carofiglio, non mi dispiace, si divora in un battibaleno, ma non ne posso più dello stereotipo dell'investigatore/detective/poliziotto/avvocato che ama la cucina e la musica. E che cavolo. Sarà possibile leggere un libro in cui il protagonista ad un certo punto non si metta a spignattare raccontandoti per filo e per segno la ricetta? Sarà che sono a dieta e quindi la salivazione e la voragine nello stomaco scattano con un niente, ma mi sono un po' scocciata.
A breve fuggirò verso il mare per concludere in bellezza.
Ho finito "Molto forte, incredibilmente vicino" di J.S. Foer che mi ha immalinconito, fatto piangere, ma anche fatto incazzare. Sarà genio, sarà creatività, ci sarà un preciso intento comunicativo, ma a me tutte quelle pagine con una sola frase, tutte quelle foto, quelle pagine scritte e sovrascritte, le pagine ripetute hanno fatto l'effetto delle foto e dei grafici messi nella tesi per aumentare il numero delle pagine.
Ho iniziato "Testimone inconsapevole" di Carofiglio, non mi dispiace, si divora in un battibaleno, ma non ne posso più dello stereotipo dell'investigatore/detective/poliziotto/avvocato che ama la cucina e la musica. E che cavolo. Sarà possibile leggere un libro in cui il protagonista ad un certo punto non si metta a spignattare raccontandoti per filo e per segno la ricetta? Sarà che sono a dieta e quindi la salivazione e la voragine nello stomaco scattano con un niente, ma mi sono un po' scocciata.
A breve fuggirò verso il mare per concludere in bellezza.
15.3.07
Le dinamiche di gruppo sono uno dei grandi misteri del creato. In qualsiasi comunità ci si trovi, dai colleghi in ufficio, ai vicini di casa, alle compagne del corso di danza, al gruppo in cui si fa volontariato, dopo un primo momento di euforia e di amicizia universale iniziano a manifestarsi disturbi sottili, che vanno ad esacerbare la convivenza.
E se i colleghi ed i vicini non te li scegli, in altri ambiti c'è da domandarsi come mai diventi inevitabile farsi del nervoso durante una attività che uno ha scelto liberamente di fare. E dire che il lavoro è il terreno principale di scontri, che uno dovrebbe averne abbastanza delle recriminazioni che fa dalle 9 alle 18, che dovrebbe cercare di evitare meccanismi perversi in altri ambiti. Invece alla fine ci si cade come delle pere. Sarà che le dinamiche di interazione sono ricorrenti, che se uno è abituato a seguire uno schema finirà per adoperarlo in qualsiasi ambito della sua vita per quanto questo non sia efficiente.
Fortunatamente, se non è lavoro, riesco a rimanere abbastanza distaccata e seppur rimanendoci male per l'occasione mancata di costruire qualcosa assieme con serenità, riesco a scrollarmi il disagio di dosso abbastanza velocemente.
Però non posso fare a meno di domandarmi perché si finisca così a recriminare a scocciarsi anche quando alla fine non ce ne viene in tasca nulla.
E se i colleghi ed i vicini non te li scegli, in altri ambiti c'è da domandarsi come mai diventi inevitabile farsi del nervoso durante una attività che uno ha scelto liberamente di fare. E dire che il lavoro è il terreno principale di scontri, che uno dovrebbe averne abbastanza delle recriminazioni che fa dalle 9 alle 18, che dovrebbe cercare di evitare meccanismi perversi in altri ambiti. Invece alla fine ci si cade come delle pere. Sarà che le dinamiche di interazione sono ricorrenti, che se uno è abituato a seguire uno schema finirà per adoperarlo in qualsiasi ambito della sua vita per quanto questo non sia efficiente.
Fortunatamente, se non è lavoro, riesco a rimanere abbastanza distaccata e seppur rimanendoci male per l'occasione mancata di costruire qualcosa assieme con serenità, riesco a scrollarmi il disagio di dosso abbastanza velocemente.
Però non posso fare a meno di domandarmi perché si finisca così a recriminare a scocciarsi anche quando alla fine non ce ne viene in tasca nulla.
14.3.07
Periferia dell'impero, un'area sopravvive alla cementificazione selvaggia, incastrata fra 4 palazzi di edilizia popolare, un ipermercato e due strade ad alto scorrimento.
Ci sono cespugli di rose piantati alla base di un pilone dell'alta tensione , un porticato di sole colonne che attende che la wisteria si decida a formarne il soffito. Alla base di ogni colonna, su ogni lato, a 50 cm dal suolo una ribaltina in legno. Più avanti sentieri terrosi si incrociano ad angolo retto attorno a tratti di erba verde. Le panchine sono disseminate qua e là, mai troppo vicine agli alberi che un giorno forse avranno fronde ombrose, ma che per il momento assomigliano a tristi pali della luce.
In questa primavera anticipata fatta di maniche corte e felpa col cappuccio e niente giacconi, decido che la pausa pranzo la passerò al parco, col mio nuovo libro in mano, mangiando carote alla julienne spolverate di zenzero fresco grattugiato. Guaderò i cani passare e sorriderò ai padroni come si sorride ad una mamma quando troviamo che il suo bambino sia bellissimo.
Armata del mio pranzo e di una latta di mais linea soviet della coop, quale corpo contundente atto a mettere ko eventuali importunatori, scelgo una panchina di mio gradimento.
Ogni tanto alzo lo sguardo e vedo che non sono la sola ad aver avuto questa brillante idea, impiegati arrivano a frotte, occupando le panchine ed estraendo focacce da sacchetti di carta. Alcuni sono chiaramente alle dipendenze del supermercato, altri sfoggiano divise d'ordinanza in giacca e cravatta. Tutti alla ricerca di un briciolo di natura, un misero contatto con la primavera. Non ho potuto fare a meno di domandarmi se è più triste chi cerca il contatto con la natura in un parco spoglio o chi passa dall'atmosfera metallica dell'ufficio a quella della tavola calda attravrsando asfalto e cemento.
Mentre mi trastullavo con queste riflessioni di stampo marzulliano, una flottiglia di taglierba, trattori e camioncini del comune si è data convegno per una gara di freno a mano a meno di cento metri dalla mia panchina. Il tempo di buttare le cartacce e allontanarmi e la zona di pseudopace è stata invasa dal rumore scoppiettante dei motori lanciati al massimo.
Credo che domani andrò a mangiare all'ipermercato.
Ci sono cespugli di rose piantati alla base di un pilone dell'alta tensione , un porticato di sole colonne che attende che la wisteria si decida a formarne il soffito. Alla base di ogni colonna, su ogni lato, a 50 cm dal suolo una ribaltina in legno. Più avanti sentieri terrosi si incrociano ad angolo retto attorno a tratti di erba verde. Le panchine sono disseminate qua e là, mai troppo vicine agli alberi che un giorno forse avranno fronde ombrose, ma che per il momento assomigliano a tristi pali della luce.
In questa primavera anticipata fatta di maniche corte e felpa col cappuccio e niente giacconi, decido che la pausa pranzo la passerò al parco, col mio nuovo libro in mano, mangiando carote alla julienne spolverate di zenzero fresco grattugiato. Guaderò i cani passare e sorriderò ai padroni come si sorride ad una mamma quando troviamo che il suo bambino sia bellissimo.
Armata del mio pranzo e di una latta di mais linea soviet della coop, quale corpo contundente atto a mettere ko eventuali importunatori, scelgo una panchina di mio gradimento.
Ogni tanto alzo lo sguardo e vedo che non sono la sola ad aver avuto questa brillante idea, impiegati arrivano a frotte, occupando le panchine ed estraendo focacce da sacchetti di carta. Alcuni sono chiaramente alle dipendenze del supermercato, altri sfoggiano divise d'ordinanza in giacca e cravatta. Tutti alla ricerca di un briciolo di natura, un misero contatto con la primavera. Non ho potuto fare a meno di domandarmi se è più triste chi cerca il contatto con la natura in un parco spoglio o chi passa dall'atmosfera metallica dell'ufficio a quella della tavola calda attravrsando asfalto e cemento.
Mentre mi trastullavo con queste riflessioni di stampo marzulliano, una flottiglia di taglierba, trattori e camioncini del comune si è data convegno per una gara di freno a mano a meno di cento metri dalla mia panchina. Il tempo di buttare le cartacce e allontanarmi e la zona di pseudopace è stata invasa dal rumore scoppiettante dei motori lanciati al massimo.
Credo che domani andrò a mangiare all'ipermercato.
13.3.07
No dico quali sono le probabilità che una, ingobbita alla propria postazione di lavoro, decida di mettersi il burrocacao, che lo stick si rompa e spezzandosi finisca esattamente nella scollatura e si incastri nel reggiseno?
Secondo me sono proporzionali al numero di uomini presenti nell'ufficio.
E questo è l'evento rilevante della giornata, da cui si può capire come sono messa.
Secondo me sono proporzionali al numero di uomini presenti nell'ufficio.
E questo è l'evento rilevante della giornata, da cui si può capire come sono messa.
12.3.07
Ho passato la domenica arrampicata sulla scala con il bastone della vaporella in una mano e lo straccio nell'altra nel tentativo di togliere i quintali di polvere accumulati sulle persiane. Polvere rossa, esattamente quand'è l'ultima volta che ha piovuto sabbia del deserto? Esattamente da quant'è che non pulivo le persiane? E ci sono ancora quelle della camera da letto, alle quali non voglio pensare.
Esaltata dal potere scioglisporco del vapore, mi sono dedicata anche al pavimento del terrazzo e poi è stato inevitabile prendere la macchina e andare al garden delle meraviglie a comprare piantine fiorite e il falso gelsomino da far arrampicare sul bambù.
E' stato un finesettimana di decompressione e va bene così.
Esaltata dal potere scioglisporco del vapore, mi sono dedicata anche al pavimento del terrazzo e poi è stato inevitabile prendere la macchina e andare al garden delle meraviglie a comprare piantine fiorite e il falso gelsomino da far arrampicare sul bambù.
E' stato un finesettimana di decompressione e va bene così.
11.3.07
Per la seconda volta nella vita, a scuola dall'altro lato della cattedra. Il trauma più grande è arrivare a scuola alle otto e 15 e infatti io e M. entriamo poco prima che il bidello inizi a sprangare la porta. Fortunatamente anche il vice preside, colui che ci ha gentilmente concesso le ore, è ancora a spasso e gli studenti non sembrano troppo ansiosi di entrare in classe.
Questa volta siamo meno organizzati, spargiamo sulla cattedra un plico di fogli da cui trarre ispirazione, M. inizia con un discorso sulla distribuzione della ricchezza nel mondo, i ragazzi sonnecchiano sui banchi. Tocca a me, si parla di dichiarazione dei diritti dell'uomo.
Domando : "Lo sapete quali sono i diritti sanciti dalla dichiarazione?". Silenzio. Sguardi spenti. Indifferenza.
Cambio approccio "lo avete visto il concerto degli U2 a San Siro?". Penso che magari potrebbero ricordarsi il momento in cui sulla muraglia di schermi sono passati i vari articoli, mentre una voce femminile li leggeva. Dal fondo una ragazza "Io gli U2 non so nemmeno chi siano".
Mi si crepa la faccia, mi sembra ieri che ero dall'altro lato del banco ed ora mi dicono che la muscia che ascoltavo è totalmente passata di moda, manco avessi chiesto se conoscono i Deep Purple. Fortunatamente una sveglia, seduta al primo banco interviene in mio aiuto, dicendo alla compagna che è lei ad essere ignorante, sanno che esite Bono, ma il concerto proprio non l'hanno visto. Alla fine con qualche difficoltà iniziano a dirmene qualcuno e il dicorso diventa più facile.
Le prime due ore scorrono senza intoppi, nella seconda classe siamo più carburati, sono anche le dieci del mattino ed i nostri bioritmi hanno preso un andamento regolare. Siamo anche riusciti ad individuare quali sono gli argomenti che ci sono più congeniali, i ragazzi, forse vista la presenza dei professori in aula, sembrano più attenti.
A mezzogiorno, abbandoniamo il campo soddisfatti.
Io però ormai mi sono intrippata con le cifre e nel pomeriggio, prima di crollare addormentata sul divano, mi sfoglio il rapporto dell unicef sulla condizione dei bambini nel mondo. Al di là della situazione dell'infanzia, ci sono una serie di tabelle con dati su popolazione, alfabetizzazione, sanità, reddito procapite.
Ad esempio, lo sapevate che nelle repubbliche dell'ex URSS il tasso di alfabetizzazione è del 99-100% ? Embeh? In Italia è solo del 98%. Anche in Turkmenistan ed in Tagikistan sono più alfabetizzati che in Italia. A Cuba l'alfabetizzazione è del 100%. Mi viene da pensare che nei paesi socialisti, la gente non starà bene, ma almeno sa leggere (magra consolazione in effetti). In Cina l'alfabetizzazione è del 95%, in Corea invece non è dato sapere. La mia teoria non so quanto regga.
E lo sapevate che a Cuba e negli USA la speranza di vita è la stessa? 78 anni. In Italia invece è 80.
Il paese con la speranza di vita più bassa invece è lo Swaziland, in cui la media è 32 anni e la percentuale di popolazione affetta dall'HIV è il 33%. Dov'è lo Swaziland? Qui
Se c'è qualcun altro malato di statistiche come me puo scaricarsi questo.
Questa volta siamo meno organizzati, spargiamo sulla cattedra un plico di fogli da cui trarre ispirazione, M. inizia con un discorso sulla distribuzione della ricchezza nel mondo, i ragazzi sonnecchiano sui banchi. Tocca a me, si parla di dichiarazione dei diritti dell'uomo.
Domando : "Lo sapete quali sono i diritti sanciti dalla dichiarazione?". Silenzio. Sguardi spenti. Indifferenza.
Cambio approccio "lo avete visto il concerto degli U2 a San Siro?". Penso che magari potrebbero ricordarsi il momento in cui sulla muraglia di schermi sono passati i vari articoli, mentre una voce femminile li leggeva. Dal fondo una ragazza "Io gli U2 non so nemmeno chi siano".
Mi si crepa la faccia, mi sembra ieri che ero dall'altro lato del banco ed ora mi dicono che la muscia che ascoltavo è totalmente passata di moda, manco avessi chiesto se conoscono i Deep Purple. Fortunatamente una sveglia, seduta al primo banco interviene in mio aiuto, dicendo alla compagna che è lei ad essere ignorante, sanno che esite Bono, ma il concerto proprio non l'hanno visto. Alla fine con qualche difficoltà iniziano a dirmene qualcuno e il dicorso diventa più facile.
Le prime due ore scorrono senza intoppi, nella seconda classe siamo più carburati, sono anche le dieci del mattino ed i nostri bioritmi hanno preso un andamento regolare. Siamo anche riusciti ad individuare quali sono gli argomenti che ci sono più congeniali, i ragazzi, forse vista la presenza dei professori in aula, sembrano più attenti.
A mezzogiorno, abbandoniamo il campo soddisfatti.
Io però ormai mi sono intrippata con le cifre e nel pomeriggio, prima di crollare addormentata sul divano, mi sfoglio il rapporto dell unicef sulla condizione dei bambini nel mondo. Al di là della situazione dell'infanzia, ci sono una serie di tabelle con dati su popolazione, alfabetizzazione, sanità, reddito procapite.
Ad esempio, lo sapevate che nelle repubbliche dell'ex URSS il tasso di alfabetizzazione è del 99-100% ? Embeh? In Italia è solo del 98%. Anche in Turkmenistan ed in Tagikistan sono più alfabetizzati che in Italia. A Cuba l'alfabetizzazione è del 100%. Mi viene da pensare che nei paesi socialisti, la gente non starà bene, ma almeno sa leggere (magra consolazione in effetti). In Cina l'alfabetizzazione è del 95%, in Corea invece non è dato sapere. La mia teoria non so quanto regga.
E lo sapevate che a Cuba e negli USA la speranza di vita è la stessa? 78 anni. In Italia invece è 80.
Il paese con la speranza di vita più bassa invece è lo Swaziland, in cui la media è 32 anni e la percentuale di popolazione affetta dall'HIV è il 33%. Dov'è lo Swaziland? Qui
Se c'è qualcun altro malato di statistiche come me puo scaricarsi questo.
9.3.07
La parola di oggi è technosexual.
A person, male or female, who is so deeply enthralled with technology they discuss it with a level of passion that most people reserve for [sex]. Not always a [geek] or a [nerd], but generally someone who has the latest and greatest everything.
She became so excited about her new laptop and PDA that her friends knew she must be technosexual.
da Urban Dictionary
A person, male or female, who is so deeply enthralled with technology they discuss it with a level of passion that most people reserve for [sex]. Not always a [geek] or a [nerd], but generally someone who has the latest and greatest everything.
She became so excited about her new laptop and PDA that her friends knew she must be technosexual.
da Urban Dictionary
Stamattina il risveglio è stato pessimo, torcicollo violento e impossibilità di tenere la testa in posizione diversa da "inclinata in avanti e verso destra". Il Marito mi ha praticamete tirato su dal futon con l'argano, mentre io ad ogni variazione della tensione muscolare del collo emettevo gemiti strazianti. In queste situazioni si fanno interessanti scoperte scientifiche, tipo che la muscolatura del collo è implicata nei movimenti che dalla posizione sdraiata portano a quella seduta e da quella seduta a quella eretta.
Una volta raggiunto il bagno con l'agilità di un gatto di marmo, mi sono trovata davanti ad altre due piacevoli sorprese, un herpes sul lato destro del labbro inferiore e per non farci mancare nulla, due graffi sul lato sinistro della faccia.
Ad un esame più approfondito a causa della contrattura, ho anche la spalla sinistra lievemente più in basso della destra.
Aulin e voltaren in crema hanno portato la sofferenza ad un livello "accettabile" tanto che impavida (?) ho deciso di affrontare la lunga strada verso l'ufficio.
Ora allieto i colleghi con simpatiche gag da uomo di legno.
Una volta raggiunto il bagno con l'agilità di un gatto di marmo, mi sono trovata davanti ad altre due piacevoli sorprese, un herpes sul lato destro del labbro inferiore e per non farci mancare nulla, due graffi sul lato sinistro della faccia.
Ad un esame più approfondito a causa della contrattura, ho anche la spalla sinistra lievemente più in basso della destra.
Aulin e voltaren in crema hanno portato la sofferenza ad un livello "accettabile" tanto che impavida (?) ho deciso di affrontare la lunga strada verso l'ufficio.
Ora allieto i colleghi con simpatiche gag da uomo di legno.
8.3.07
Approfittare della giornata di sole per inforcare nuovamente Baby,
dimenticarsi di mettere i guanti e accorgersene solo quando si fruga nella borsa per estrarre il blocca disco,
andare finalmente in sede a restituire il pc da rottamare,
approfittarne per prendere il sushi da mangiare a pranzo in un negozio lì vicino,
ritornare in ufficio, casco in mano e sacchetto del sushi nell'altra,
ESSERE SCAMBIATA PER IL FATTORINO DELLE CONSEGNE: NON HA PREZZO
dimenticarsi di mettere i guanti e accorgersene solo quando si fruga nella borsa per estrarre il blocca disco,
andare finalmente in sede a restituire il pc da rottamare,
approfittarne per prendere il sushi da mangiare a pranzo in un negozio lì vicino,
ritornare in ufficio, casco in mano e sacchetto del sushi nell'altra,
ESSERE SCAMBIATA PER IL FATTORINO DELLE CONSEGNE: NON HA PREZZO
7.3.07
Ci sono, ma il tempo uggioso non aiuta il componimento di post non assimilabili alle farneticazioni di un aspirante suicida. Il dover fare la tinta ai capelli, metter su una lavatrice, preparare la cena per me stessa e per il Marito disperso nelle lande a nord della città, tornare a casa in autobus col sacchetto della spesa fatta a pranzo all'ipermercato, sono ulteriori aggravanti alla mia situazione.
Alle volte ci si domanda dov'era il bivio, quando l'abbiamo imboccato. Quand'è che la nostra strada ha iniziato a curvare inaspettatamente per restringersi infine in un vicolo cieco. Qualche volta ci si domanda se il bivio sia mai esistito e se la palude in cui ci troviamo non sia un posto accettabile dove passare il resto della nostra vita.
Ma la notizia è che c'è una data e la data è il 15 marzo 2008. Il bivio lo abbiamo stabilito a tavolino, come la deadline. Un anno abbondante di tempo dovrebbe consentirci di arrivare preparati alla scelta. Abbiamo anche sottoscritto una clausola : non potremo decidere di rimanere a fissare il cartello segnaletico per un altro anno.
Dà sicurezza essere informati suoi fatti, avere l'illusione che saremo preparati e non ci sarà nessuna pagina che non abbiamo studiato e che sarà difficile fregarci.
Alle volte ci si domanda dov'era il bivio, quando l'abbiamo imboccato. Quand'è che la nostra strada ha iniziato a curvare inaspettatamente per restringersi infine in un vicolo cieco. Qualche volta ci si domanda se il bivio sia mai esistito e se la palude in cui ci troviamo non sia un posto accettabile dove passare il resto della nostra vita.
Ma la notizia è che c'è una data e la data è il 15 marzo 2008. Il bivio lo abbiamo stabilito a tavolino, come la deadline. Un anno abbondante di tempo dovrebbe consentirci di arrivare preparati alla scelta. Abbiamo anche sottoscritto una clausola : non potremo decidere di rimanere a fissare il cartello segnaletico per un altro anno.
Dà sicurezza essere informati suoi fatti, avere l'illusione che saremo preparati e non ci sarà nessuna pagina che non abbiamo studiato e che sarà difficile fregarci.
6.3.07
Che non sarei andata alla lezione di danza l'ho decretato nel momento in cui ho parcheggiato l'auto sul lato della strada non interessato al lavaggio strade. E dire che, nel caso in cui fossero arrivate le mie fantastiche scarpette da schiava, mi ero riproposta di andarle a provare: nemmeno la presenza del pacco nella cassetta delle lettere mi ha smosso dall'attacco di pigrizia di cui ero preda.
Mia madre dice sempre che faccio bene, io penso invece di fare male. Non bisognerebbe soccombere alla stanchezza mentale che l'ufficio ci infonde e privarsi delle cose che ci fanno stare bene e che fanno sì che la nostra vita sia qualcosa di diverso dal tragitto casa ufficio casa.
Per infierire ulteriormente su me stessa, il tempo sottratto alla lezione di danza è stato impegnato nello studio poco proficuo per la certificazione che a inizio anno mi ero ripromessa di prendere entro marzo, ma che visti i ritmi sarà già un miracolo se vedrà la luce nel 2007.
Studiare dopo cena è una pessima idea, soprattutto se quando vai a dormire c'è qualcosa che non hai capito, durante la notte infatti ho vissuto le due ore di esame e la susseguente bocciatura. Nella pausa pranzo, onde evitare che l'incubo diventi ricorrente, ho studiato la differenza fra stack ed heap in java, ecco il link casomai qualcuno avesse le mie stesse ansie notturne.
Ora scusate, ma vado a cercare un sito che venda cilici on line, visto che oramai sono votata all'autoflagellazione.
Mia madre dice sempre che faccio bene, io penso invece di fare male. Non bisognerebbe soccombere alla stanchezza mentale che l'ufficio ci infonde e privarsi delle cose che ci fanno stare bene e che fanno sì che la nostra vita sia qualcosa di diverso dal tragitto casa ufficio casa.
Per infierire ulteriormente su me stessa, il tempo sottratto alla lezione di danza è stato impegnato nello studio poco proficuo per la certificazione che a inizio anno mi ero ripromessa di prendere entro marzo, ma che visti i ritmi sarà già un miracolo se vedrà la luce nel 2007.
Studiare dopo cena è una pessima idea, soprattutto se quando vai a dormire c'è qualcosa che non hai capito, durante la notte infatti ho vissuto le due ore di esame e la susseguente bocciatura. Nella pausa pranzo, onde evitare che l'incubo diventi ricorrente, ho studiato la differenza fra stack ed heap in java, ecco il link casomai qualcuno avesse le mie stesse ansie notturne.
Ora scusate, ma vado a cercare un sito che venda cilici on line, visto che oramai sono votata all'autoflagellazione.
5.3.07
Quale finesettimana scegliere per sgarrare pesantemente la dieta se non quello antecedente al controllo dal dietologo?
Tempo bello, camelie in fiore, piacevoli passeggiate, pizza con gli amici, eclissi di luna, cuculli in accompagnamento alla birra, pranzo abbondante, visita ai suoceri, rientro trafficato. Il finesettimana è passato in un soffio, lasciandomi ancora intontita di fronte alla nuova settimana che inizia.
Tempo bello, camelie in fiore, piacevoli passeggiate, pizza con gli amici, eclissi di luna, cuculli in accompagnamento alla birra, pranzo abbondante, visita ai suoceri, rientro trafficato. Il finesettimana è passato in un soffio, lasciandomi ancora intontita di fronte alla nuova settimana che inizia.
2.3.07
Son of a bitch
3 settimane fa
G - C'è scritto che bisogna fare questa cosa, mi serve questa informazione.
SoaB- Ah sì, ma tanto guarda questa cosa non va fatta per quando c'è scritto lì, va fatta fra 6 mesi.
G - Ah ok quindi non la faccio.
SoaB- No rimanda.
G - Ma nella richiesta è scritta esplicitamente.
SoaB- Tranquilla lo sanno che verrà rimandata.
G - Ok allora non la faccio, l'importante è che siamo allineati.
oggi, ore 12
SoaB- Senti ma in quel documento c'era questa richiesta?
G- Sì ma avevi detto che non l'avremmo fatta e che era rimandata.
oggi ore 13
mail [da SoaB a G] Puoi immediatamente lavorare a quella richiesta e finire entro stasera?
3 settimane fa
G - C'è scritto che bisogna fare questa cosa, mi serve questa informazione.
SoaB- Ah sì, ma tanto guarda questa cosa non va fatta per quando c'è scritto lì, va fatta fra 6 mesi.
G - Ah ok quindi non la faccio.
SoaB- No rimanda.
G - Ma nella richiesta è scritta esplicitamente.
SoaB- Tranquilla lo sanno che verrà rimandata.
G - Ok allora non la faccio, l'importante è che siamo allineati.
oggi, ore 12
SoaB- Senti ma in quel documento c'era questa richiesta?
G- Sì ma avevi detto che non l'avremmo fatta e che era rimandata.
oggi ore 13
mail [da SoaB a G] Puoi immediatamente lavorare a quella richiesta e finire entro stasera?
1.3.07
Primo marzo, Baby esce dal letargo e docilmente mi conduce in ufficio. Naturalmente, dato l'evento, il cielo minaccia pioggia.
Mi sento come un criceto in gabbia che corre su di una ruota, folgorato improvvisamente dalla consapevolezza di sé stesso. Mi sembra di vivere una vita che non mi appartiene, di essere arrivata dove sono in base ad un modello che ho fatto mio, senza sentirlo veramente come tale. Mi sembra di essere imprigionata in ciò che ho costruito e mi odio per tutte le volte che avrei potuto mandare tutto a puttane senza aver nulla da perdere soprattutto ora che da perdere ho tanto e ogni scelta è più difficile.
Non riesco ad essere radicale nelle mie scelte, sono sempre sospesa fra due estremi. Faccio scelte di comodo, nascondendomi dietro a false necessità ? Non so. Mi rifiuto di fare compromessi, di dire cose che non sento per egoismo piuttosto che per onestà? Probabile.
Bisogna rivalutare il vivere alla giornata, abolire le aspettative, cestinare i progetti, esser cauti nel desiderare, non si sa mai che il desiderio si realizzi.
E poi uno si domanda com'è che certe persone un giorno escono a comprare le sigarette e nessuno ne sa più niente.
Mi sento come un criceto in gabbia che corre su di una ruota, folgorato improvvisamente dalla consapevolezza di sé stesso. Mi sembra di vivere una vita che non mi appartiene, di essere arrivata dove sono in base ad un modello che ho fatto mio, senza sentirlo veramente come tale. Mi sembra di essere imprigionata in ciò che ho costruito e mi odio per tutte le volte che avrei potuto mandare tutto a puttane senza aver nulla da perdere soprattutto ora che da perdere ho tanto e ogni scelta è più difficile.
Non riesco ad essere radicale nelle mie scelte, sono sempre sospesa fra due estremi. Faccio scelte di comodo, nascondendomi dietro a false necessità ? Non so. Mi rifiuto di fare compromessi, di dire cose che non sento per egoismo piuttosto che per onestà? Probabile.
Bisogna rivalutare il vivere alla giornata, abolire le aspettative, cestinare i progetti, esser cauti nel desiderare, non si sa mai che il desiderio si realizzi.
E poi uno si domanda com'è che certe persone un giorno escono a comprare le sigarette e nessuno ne sa più niente.
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cazzi miei,
malumore feroce,
sgraditi commenti scritti e orali
28.2.07
Varie ed eventuali
Gentilmente offertomi da un collega ho visto il Diavolo veste Prada, non c'è bisogno che ne dica male anche io. Quel che mi domando però è [se ci fosse qualcuno che è riuscito a non vederlo qui di seguito c'è un semispoiler ] : va bene la morale, l'amore che vince su tutto, il senso di colpa, ma dopo che hai lavorato sottopagato per una tiranna isterica facendo 15 ore al giorno e ti sei abituata a vestire capi d'alta moda, non ti tieni nemmeno un cappottino Chanel? Non dico che non si possa vivere senza, ma cazzo piuttosto rivenditelo. Ho finito di leggere "Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi" di Tom Robbins, ma quanto è fuori quest'uomo? Lo amo. E soprattutto cosa si cala?
Gentilmente offertomi da un collega ho visto il Diavolo veste Prada, non c'è bisogno che ne dica male anche io. Quel che mi domando però è [se ci fosse qualcuno che è riuscito a non vederlo qui di seguito c'è un semispoiler ] : va bene la morale, l'amore che vince su tutto, il senso di colpa, ma dopo che hai lavorato sottopagato per una tiranna isterica facendo 15 ore al giorno e ti sei abituata a vestire capi d'alta moda, non ti tieni nemmeno un cappottino Chanel? Non dico che non si possa vivere senza, ma cazzo piuttosto rivenditelo. Ho finito di leggere "Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi" di Tom Robbins, ma quanto è fuori quest'uomo? Lo amo. E soprattutto cosa si cala?
27.2.07
Il finesettimana è stato uggioso e come da copione, iniziata la settimana lavorativa, il sole è tornato a splendere alto. Cielo limpido e montagne in vista.
Ieri sono rimasta a casa spostandomi dal letto al divano con tutta la mia dotazione di libri e riviste e tentando di recuperare le energie che non ero riuscita a recuperare sabato e domenica.
L'operazione è parzialmente riuscita, la tentazione di replicare oggi era forte. Invece sono qui, con 55 mail in arretrato e la sensazione che sia lunedì.
Ieri sono rimasta a casa spostandomi dal letto al divano con tutta la mia dotazione di libri e riviste e tentando di recuperare le energie che non ero riuscita a recuperare sabato e domenica.
L'operazione è parzialmente riuscita, la tentazione di replicare oggi era forte. Invece sono qui, con 55 mail in arretrato e la sensazione che sia lunedì.
23.2.07
Una scena nera, spoglia, qualche strumento ed un mucchio di pietre.
Una donna si aggira davanti alla porta dei leoni ascoltando una audioguida. E' qui che accadde, qui che fu uccisa Cassandra per mano di Clitennestra.
Buio.
Arriva Cassandra portando una cesta e inizia a narrare la sua storia.
Un lungo monologo che ripercorre buona parte del libro della Wolfe, un attrice, Elisabetta Vergani, bravissima, che tiene la scena senza cali di tensione, le percussioni e il canto a sostenere la storia.
Al teatro Verdi a Milano.
Una donna si aggira davanti alla porta dei leoni ascoltando una audioguida. E' qui che accadde, qui che fu uccisa Cassandra per mano di Clitennestra.
Buio.
Arriva Cassandra portando una cesta e inizia a narrare la sua storia.
Un lungo monologo che ripercorre buona parte del libro della Wolfe, un attrice, Elisabetta Vergani, bravissima, che tiene la scena senza cali di tensione, le percussioni e il canto a sostenere la storia.
Al teatro Verdi a Milano.
22.2.07
Disgusto, pessimismo e raccapriccio. O volendo "l'orrore, l'orrore" (tanto per fare una citazione).
Sul giornale leggo che da un lato l'Unione apre agli eventuali membri della cdl che volessero cambiare schieramento, ma che per fortuna Sanremo è salvo poiché è stato firmato il decreto che elimina il tetto posto ai compensi dei conduttori fissato alla modifca cifra di 272.000 euro, così Pippo e Michelle potranno essere debitamente ricompensati e il festival nazional popolare potrà godere del suo splendore.
Sti cazzi, allora possiamo dormire sonni tranquilli.
Io ho votato per questo governo e ingenuamente credevo, speravo, agnognavo che dopo questi sette mesi di lacrime e sangue per sistemare il dissesto della spesa pubblica, nonostante tutto, potessero fare riforme serie, cambiare una legge elettorale assurda, riportare l'Italia ad un livello di credibilità e di libertà un po' meno da repubblica delle banane rispetto ad ora.
E invece mi tocca vedere il reimpastone, così subito, pronti via, cornuta (la simpatica riforma del TFR) e maziata (sofferenza per cosa poi?).
Roba da andare a casa, bruciare la tessera elettorale, metter i vestiti nel trolley e salire sul primo aereo sfanculando tutti.
Pessimismo disgusto orrore e raccapriccio. PS E per completare il quadro del disgusto guardatevi la copertina di libero
Sul giornale leggo che da un lato l'Unione apre agli eventuali membri della cdl che volessero cambiare schieramento, ma che per fortuna Sanremo è salvo poiché è stato firmato il decreto che elimina il tetto posto ai compensi dei conduttori fissato alla modifca cifra di 272.000 euro, così Pippo e Michelle potranno essere debitamente ricompensati e il festival nazional popolare potrà godere del suo splendore.
Sti cazzi, allora possiamo dormire sonni tranquilli.
Io ho votato per questo governo e ingenuamente credevo, speravo, agnognavo che dopo questi sette mesi di lacrime e sangue per sistemare il dissesto della spesa pubblica, nonostante tutto, potessero fare riforme serie, cambiare una legge elettorale assurda, riportare l'Italia ad un livello di credibilità e di libertà un po' meno da repubblica delle banane rispetto ad ora.
E invece mi tocca vedere il reimpastone, così subito, pronti via, cornuta (la simpatica riforma del TFR) e maziata (sofferenza per cosa poi?).
Roba da andare a casa, bruciare la tessera elettorale, metter i vestiti nel trolley e salire sul primo aereo sfanculando tutti.
Pessimismo disgusto orrore e raccapriccio. PS E per completare il quadro del disgusto guardatevi la copertina di libero
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fastidio e disgusto,
pessimismo
19.2.07
Quella pineta l'ho percorsa in lungo e in largo fin da quando sono stata in grado di camminare e non escluderei che i miei genitori mi ci portassero anche quando non ero in grado.
In quella pineta abbiamo piantato l'albero di Natale che miracolosamente era sopravvissuto a 15 giorni di clima d'appartamento con palline e candeline incastrate fra i rami, albero così vitale e rigoglioso che due settimane dopo era già sparito per finire a decorare qualche giardino.
In quella pineta abbiamo sepolto Rufus, onorato gatto di famiglia.
Quella pineta l'abbiamo attraversata le mille volte che siamo saliti a Punta Martin.
Quella pineta ha visto i nostri fugaci tentativi di fare i giovani ribelli, seduti su di una pietra con una birra fra i piedi a parlare del senso della vita.
Quella pineta l'abbiamo costeggiata ogni volta che siamo andati a comprare la verdura dal contadino e i limoni con la buccia non trattata, buonissimi per fare il lemoncello e la marmellata.
Per quella pineta siamo passati correndo le volte che abbiamo rubato la frutta nella casa disabitata ma con gli alberi curati.
Quella pineta è andata in fiamme due anni fa, ma anneriti e spogli , gli alberi erano ancora lì, sui rami qualche rara pigna che si rifiutava di compiere il suo destino.
Quella pineta ora non c'è più, dalla bergamasca sono scesi i tecnici, tute rosse da palombaro e seghe circolari alla mano, albero dopo albero hanno tirato giù tutto.
Hanno coperto anche quei piccoli pinetti che coraggiosamente avevano fatto capolino sul terreno bruciato.
Ho visto un bosco sparire, avrò il tempo per vederlo rinascere?
In quella pineta abbiamo piantato l'albero di Natale che miracolosamente era sopravvissuto a 15 giorni di clima d'appartamento con palline e candeline incastrate fra i rami, albero così vitale e rigoglioso che due settimane dopo era già sparito per finire a decorare qualche giardino.
In quella pineta abbiamo sepolto Rufus, onorato gatto di famiglia.
Quella pineta l'abbiamo attraversata le mille volte che siamo saliti a Punta Martin.
Quella pineta ha visto i nostri fugaci tentativi di fare i giovani ribelli, seduti su di una pietra con una birra fra i piedi a parlare del senso della vita.
Quella pineta l'abbiamo costeggiata ogni volta che siamo andati a comprare la verdura dal contadino e i limoni con la buccia non trattata, buonissimi per fare il lemoncello e la marmellata.
Per quella pineta siamo passati correndo le volte che abbiamo rubato la frutta nella casa disabitata ma con gli alberi curati.
Quella pineta è andata in fiamme due anni fa, ma anneriti e spogli , gli alberi erano ancora lì, sui rami qualche rara pigna che si rifiutava di compiere il suo destino.
Quella pineta ora non c'è più, dalla bergamasca sono scesi i tecnici, tute rosse da palombaro e seghe circolari alla mano, albero dopo albero hanno tirato giù tutto.
Hanno coperto anche quei piccoli pinetti che coraggiosamente avevano fatto capolino sul terreno bruciato.
Ho visto un bosco sparire, avrò il tempo per vederlo rinascere?
16.2.07
Thanks god it's friday
Ieri l'out out "Cuba - condizionatore" mi ha incupito più del dovuto estendendo il malumore a macchia d'olio su tutta la serata. Che la prospettiva di passare l'estate chiusa in casa a rimirare i miei split per quanto refrigerante non mi sembrava affatto appagante e purtroppo quando inizio a vedere tutto nero non c'è speranza di farmi cambiare prospettiva.
Oggi, passata la burrasca, mi sono messa a valutare tutte le alternative e a stendere una finanziaria casalinga per contenere la spesa e accantonare il necessario per condizionatore e vacanze.
Nell'ottica di risparmio mi sono documentata su pompe di calore e tecnologia inverter, arrivando alla conclusione che, fanculo, ad aprile i panni da che mondo e mondo ci mettono una vita ad asciugare e posso anche continuare a vivere senza la pompa di calore. Ho iniziato a tenere sott'occhio tutte le compagnie aeree e le offerte di voli last minute per non lasciarmi sfuggire l'occasione migliore.
Ho depennato dall'agenda tutti gli inviti a finsettimana sulla neve.
Sto meditando di lasciare a casa bancomat e carta di credito e di girare con pochi soldi in tasca come deterrente alle spese impulsive.
Ho anche pensato di abbandonare la comoda semplicità della slunga per avventurarmi al discount e di venire al lavoro a piedi per risparmiare sulla benzina (del resto essendo a dieta avrei anche l'approvazione del mio dietologo).
Ero lì matita fra i denti e pallottoliere nella mano che fissavo compiaciuta la mia opera, quando mi è caduto l'occhio sulla posta appena arrivata: bolletta del gas e dell'adsl. Allora ditelo che c'è qualcuno che rema contro!
Ieri l'out out "Cuba - condizionatore" mi ha incupito più del dovuto estendendo il malumore a macchia d'olio su tutta la serata. Che la prospettiva di passare l'estate chiusa in casa a rimirare i miei split per quanto refrigerante non mi sembrava affatto appagante e purtroppo quando inizio a vedere tutto nero non c'è speranza di farmi cambiare prospettiva.
Oggi, passata la burrasca, mi sono messa a valutare tutte le alternative e a stendere una finanziaria casalinga per contenere la spesa e accantonare il necessario per condizionatore e vacanze.
Nell'ottica di risparmio mi sono documentata su pompe di calore e tecnologia inverter, arrivando alla conclusione che, fanculo, ad aprile i panni da che mondo e mondo ci mettono una vita ad asciugare e posso anche continuare a vivere senza la pompa di calore. Ho iniziato a tenere sott'occhio tutte le compagnie aeree e le offerte di voli last minute per non lasciarmi sfuggire l'occasione migliore.
Ho depennato dall'agenda tutti gli inviti a finsettimana sulla neve.
Sto meditando di lasciare a casa bancomat e carta di credito e di girare con pochi soldi in tasca come deterrente alle spese impulsive.
Ho anche pensato di abbandonare la comoda semplicità della slunga per avventurarmi al discount e di venire al lavoro a piedi per risparmiare sulla benzina (del resto essendo a dieta avrei anche l'approvazione del mio dietologo).
Ero lì matita fra i denti e pallottoliere nella mano che fissavo compiaciuta la mia opera, quando mi è caduto l'occhio sulla posta appena arrivata: bolletta del gas e dell'adsl. Allora ditelo che c'è qualcuno che rema contro!
15.2.07
Air conditioned or not air conditioned? This is the problem
Pro:
dormire la notte in estate diventerebbe la regola e non l'eccezione
dormire nella vasca da bagno con una miscela di acqua e ghiaccio a zero gradi non è una alternativa
mettere il materasso sul terrazzo nemmeno, se l'aria è calda, è calda e le zanzare non perdonano
emigrare verso climi più decenti ogni sera è dispendioso
emigrare verso climi più decenti ogni sera è faticoso
emigrare ogni sera verso climi più decenti è inquinante
questa si preannuncia come l'estate più torrida del secolo e va beh che i metereologi non ci azzeccano mai e i giornalisti amano fare sensazionalismo, ma se va come l'inverno non stenti a crederci
Contro:
l'aria condizionata è innaturale
l'aria condizionata inquina
l'aria condizionata può portare raffreddori o torcicolli, se non debitamente manutenuta può addirittura portare la legionellosi
l'aria condizionata costa un sacco di soldi
se metti l'aria condizionata, andare a Cuba in vacanza più che un lusso diventa un miraggio
Sebbene i vantaggi siano indubbiamente maggiori degli svantaggi, cancellare il viaggio a Cuba è un deterrente enorme.
Se non vado a Cuba adesso, quanto mi durerà Fidel Castro ancora?
Se rinuncio ad un viaggio per una comodità casalinga non è che sto ammettendo che sono morta dentro?
D'altro canto se con il prezzo dell'impianto di condizionamento mi faccio una vacanza a Cuba in sciallo completo ad aprile, che ne sarà di me nella canicola estiva? Temo che quel libro comprato di recente e non ancora letto abbia un titolo profetico "Vedi Cuba e poi muori".
Pro:
dormire la notte in estate diventerebbe la regola e non l'eccezione
dormire nella vasca da bagno con una miscela di acqua e ghiaccio a zero gradi non è una alternativa
mettere il materasso sul terrazzo nemmeno, se l'aria è calda, è calda e le zanzare non perdonano
emigrare verso climi più decenti ogni sera è dispendioso
emigrare verso climi più decenti ogni sera è faticoso
emigrare ogni sera verso climi più decenti è inquinante
questa si preannuncia come l'estate più torrida del secolo e va beh che i metereologi non ci azzeccano mai e i giornalisti amano fare sensazionalismo, ma se va come l'inverno non stenti a crederci
Contro:
l'aria condizionata è innaturale
l'aria condizionata inquina
l'aria condizionata può portare raffreddori o torcicolli, se non debitamente manutenuta può addirittura portare la legionellosi
l'aria condizionata costa un sacco di soldi
se metti l'aria condizionata, andare a Cuba in vacanza più che un lusso diventa un miraggio
Sebbene i vantaggi siano indubbiamente maggiori degli svantaggi, cancellare il viaggio a Cuba è un deterrente enorme.
Se non vado a Cuba adesso, quanto mi durerà Fidel Castro ancora?
Se rinuncio ad un viaggio per una comodità casalinga non è che sto ammettendo che sono morta dentro?
D'altro canto se con il prezzo dell'impianto di condizionamento mi faccio una vacanza a Cuba in sciallo completo ad aprile, che ne sarà di me nella canicola estiva? Temo che quel libro comprato di recente e non ancora letto abbia un titolo profetico "Vedi Cuba e poi muori".
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14.2.07
Il gioco delle tre carte, parte III
Avete presente la storia delle tre posizioni in azienda, delle tre risorse e delle beghe dei loro responsabili?
Posto che non è ancora chiaro chi abbia occupato la posizione Z, nel frattempo si è capito che fine abbia fatto C.
Rientrata al lavoro dopo i sei mesi di maternità con un part time di 6 ore, è stata promossa a responsabile dei test di un progetto interno dell'azienda. Come dire trovarsi al momento giusto nel posto giusto, questo infatti potrebbe essere il trampolino di lancio verso un ruolo più manageriale.
Qui nascono spontanee alcune considerazioni. Una persona in part time con un figlio di 7 mesi non viene ritenuta idonea a lavorare presso il cliente: non può fare la giornata piena e alla prima malattia del figlio si assenterà dal lavoro per assisterlo, non sarà quindi in grado di erogare un servizio continuativo e stabile (e le parole non sono scelte a caso dal momento che i lavoratori sono strumenti al pari della macchine). La stessa persona però può tranquillamente divenire responsabile di una parte di un progetto interno.
Sembrerebbe che la maternità sia un sistema premiante per essere promossi, da quando viviamo in una società matriarcale?
Io non sono pronta per questo, sono nata e cresciuta in una società maschilista e credo che fra due donne a parità di istruzione competenza in materia e doti caratteriali, di cui una madre e l'altra no, nel lavoro debba essere favorita quella che non ha figli ( e si noti che tutto il resto deve essere pari) perché inevitabilmente potrà essere maggiormente concentrata sulla sua attività lavorativa.
In realtà a ben pensarci nulla è cambiato, da quando in qua i capi lavorano?
Avete presente la storia delle tre posizioni in azienda, delle tre risorse e delle beghe dei loro responsabili?
Posto che non è ancora chiaro chi abbia occupato la posizione Z, nel frattempo si è capito che fine abbia fatto C.
Rientrata al lavoro dopo i sei mesi di maternità con un part time di 6 ore, è stata promossa a responsabile dei test di un progetto interno dell'azienda. Come dire trovarsi al momento giusto nel posto giusto, questo infatti potrebbe essere il trampolino di lancio verso un ruolo più manageriale.
Qui nascono spontanee alcune considerazioni. Una persona in part time con un figlio di 7 mesi non viene ritenuta idonea a lavorare presso il cliente: non può fare la giornata piena e alla prima malattia del figlio si assenterà dal lavoro per assisterlo, non sarà quindi in grado di erogare un servizio continuativo e stabile (e le parole non sono scelte a caso dal momento che i lavoratori sono strumenti al pari della macchine). La stessa persona però può tranquillamente divenire responsabile di una parte di un progetto interno.
Sembrerebbe che la maternità sia un sistema premiante per essere promossi, da quando viviamo in una società matriarcale?
Io non sono pronta per questo, sono nata e cresciuta in una società maschilista e credo che fra due donne a parità di istruzione competenza in materia e doti caratteriali, di cui una madre e l'altra no, nel lavoro debba essere favorita quella che non ha figli ( e si noti che tutto il resto deve essere pari) perché inevitabilmente potrà essere maggiormente concentrata sulla sua attività lavorativa.
In realtà a ben pensarci nulla è cambiato, da quando in qua i capi lavorano?
13.2.07
12.2.07
Finesettimana in famiglia, con intermezzo lavorativo.
Sabato mia madre mi ha iniziato alla macchina da cucire, una volta sviscerata la parte tecnica di avvolgimento spoline e giri da far fare al filo adesso non mi resta che imparare a cucire dritto, il che è meno semplice del previsto. In pratica quando aziono il pedale, la macchina parte a tutta birra e mi si imbizzarrisce la stoffa. Mi sa che è questione di pratica, un po' come quando a scuola guida ti insegnano a pattinare con la frizione. Temo però di essere più portata per i motori che per il cucito.
Domenica invece pranzo a casa della zia in compagnia di padre e marito. C'era anche il triscugino con le guanciotte paffute, cresciutissimo, quasi pronto a camminare senza aiuti, molto interessato al funzionamento delle maniglie delle porte. Sono anche riuscita a convincere il marito a tenerlo in braccio per tre minuti netti, un record. A breve prova fotografica su flickr.
Sabato mia madre mi ha iniziato alla macchina da cucire, una volta sviscerata la parte tecnica di avvolgimento spoline e giri da far fare al filo adesso non mi resta che imparare a cucire dritto, il che è meno semplice del previsto. In pratica quando aziono il pedale, la macchina parte a tutta birra e mi si imbizzarrisce la stoffa. Mi sa che è questione di pratica, un po' come quando a scuola guida ti insegnano a pattinare con la frizione. Temo però di essere più portata per i motori che per il cucito.
Domenica invece pranzo a casa della zia in compagnia di padre e marito. C'era anche il triscugino con le guanciotte paffute, cresciutissimo, quasi pronto a camminare senza aiuti, molto interessato al funzionamento delle maniglie delle porte. Sono anche riuscita a convincere il marito a tenerlo in braccio per tre minuti netti, un record. A breve prova fotografica su flickr.
8.2.07
Momenti di vita coniugale.
Stamattina
G. - scusa per tutto il casino di ieri notte
il Marito - casino?
G. - sì continuavo a tossire e a rigirarmi, alle due mi sono anche alzata
il Marito - ah non mi sono accorto di nulla
G. - dovevo accorgermene quando ti ho tolto il libro dalle mani, ho spento la luce e non hai reagito.
Per la serie è bello sapere che quando stai male c'è qualcuno che veglia su di te.
A pranzo, per telefono
G. - ma secondo te è meglio un cilindro gonfiabile che le lo schiacci da un lato suona oppure un camioncino in cui puoi incastrare le formine?
il Marito - non mi è chiara la faccenda del camioncino, ma che premi sono? che punti stai usando?
G. - Punti? E' per Leon[*]! Un camioncino con il cordino per tirarlo, che assomiglia d una betoniera e nella parte girevole puoi incastrare delle formine. Cosa avevi capito?
il Marito - Pensavo fossero i premi della raccolta punti del supermercato, che dovessi usarli, però non capivo il camioncino
G. - ah perché ti pareva normale invece che volessi mettere in casa un cilindro musicale gonfiabile?
[*]il triscugino
Stamattina
G. - scusa per tutto il casino di ieri notte
il Marito - casino?
G. - sì continuavo a tossire e a rigirarmi, alle due mi sono anche alzata
il Marito - ah non mi sono accorto di nulla
G. - dovevo accorgermene quando ti ho tolto il libro dalle mani, ho spento la luce e non hai reagito.
Per la serie è bello sapere che quando stai male c'è qualcuno che veglia su di te.
A pranzo, per telefono
G. - ma secondo te è meglio un cilindro gonfiabile che le lo schiacci da un lato suona oppure un camioncino in cui puoi incastrare le formine?
il Marito - non mi è chiara la faccenda del camioncino, ma che premi sono? che punti stai usando?
G. - Punti? E' per Leon[*]! Un camioncino con il cordino per tirarlo, che assomiglia d una betoniera e nella parte girevole puoi incastrare delle formine. Cosa avevi capito?
il Marito - Pensavo fossero i premi della raccolta punti del supermercato, che dovessi usarli, però non capivo il camioncino
G. - ah perché ti pareva normale invece che volessi mettere in casa un cilindro musicale gonfiabile?
[*]il triscugino
7.2.07
The question is: possibile che l'8 febbraio non mi sia ancora stato accreditato lo stipendio?
La scusa è che il consulente del lavoro ha fatto fatica a recepire le modifiche introdotte dalla finanziaria e che solo lunedì è riuscito a consegnare alla ditta gli importi con cui fare il bonifico ai dipendenti.
Ovviamente alla banca non interessa che i dipendenti ormai siano tutti sull'orlo della bancarotta a causa di mutui, acquisti a rate di automobili, pagamenti bollette automatici etc etc quindi si prendono i loro giorni canonici per effettuare il trasferimento.
La scusa è che il consulente del lavoro ha fatto fatica a recepire le modifiche introdotte dalla finanziaria e che solo lunedì è riuscito a consegnare alla ditta gli importi con cui fare il bonifico ai dipendenti.
Ovviamente alla banca non interessa che i dipendenti ormai siano tutti sull'orlo della bancarotta a causa di mutui, acquisti a rate di automobili, pagamenti bollette automatici etc etc quindi si prendono i loro giorni canonici per effettuare il trasferimento.
6.2.07
In un sussulto di senso civico, dopo il libro di Savi@no, complice l'influenza che mi ha inchiodato in casa nel finesettimana, ho letto l'ultimo libro di Trav@glio "La scomparsa dei fatti".
Un ottimo modo per rinfrescare la memoria e riflettere sulla storia recente e sul ruolo del giornalismo italiano.
Un ottimo modo per incazzarsi e disgustarsi ancora un po', caso mai non lo fossimo abbastanza o il nostro senso civico si fosse assopito fra l'influenza, la nebbia e gli impegni lavorativi.
Un ottimo modo per rinfrescare la memoria e riflettere sulla storia recente e sul ruolo del giornalismo italiano.
Un ottimo modo per incazzarsi e disgustarsi ancora un po', caso mai non lo fossimo abbastanza o il nostro senso civico si fosse assopito fra l'influenza, la nebbia e gli impegni lavorativi.
5.2.07
La triste verità è che nel mio intimo sono una stakanovista. Ho pensato bene di ammalarmi sabato per l'ora di pranzo e guarire domenica per l'ora di cena, in modo da poter essere in ufficio pronta sul pezzo di lunedì mattina.
Prima di accingermi a passare la giornata avvolta in una copertina di lana seduta sulla poltrona reclinabile di mia nonna sabato mattina ho fatto una passeggiata sui monti con mia mamma. Ho fatto il giro che, sedicenne, facevo con gli amici per andare a rubare la frutta alla casa del contadino part time. Giro che fra parentesi ho scoperto che la metà dei sedicenni della mia generazione faceva almeno una volta al mese.
Essendo 15 anni che non mi avventuravo in quei boschi ed essendo i boschi stessi arsi quasi completamente nell'incendio di qualche anno fa, il giro non è riuscito esattamente come pensavo, ma è stato comunque piacevole. Le mimose sono in fiore, le camelie pure e nel mezzo della devastazione più totale abbiamo pure scoperto un paio di cespugli che assomigliavano parecchio a cespugli di mirtillo.
Prima di accingermi a passare la giornata avvolta in una copertina di lana seduta sulla poltrona reclinabile di mia nonna sabato mattina ho fatto una passeggiata sui monti con mia mamma. Ho fatto il giro che, sedicenne, facevo con gli amici per andare a rubare la frutta alla casa del contadino part time. Giro che fra parentesi ho scoperto che la metà dei sedicenni della mia generazione faceva almeno una volta al mese.
Essendo 15 anni che non mi avventuravo in quei boschi ed essendo i boschi stessi arsi quasi completamente nell'incendio di qualche anno fa, il giro non è riuscito esattamente come pensavo, ma è stato comunque piacevole. Le mimose sono in fiore, le camelie pure e nel mezzo della devastazione più totale abbiamo pure scoperto un paio di cespugli che assomigliavano parecchio a cespugli di mirtillo.
2.2.07
Tipo che cercare di rendere presentabile il pc da restituire in ditta è un po' come fare archeologia: foto, ricevute di acquisti online, progetti di itinerari di viaggi a volte realizzati a volte lasciati lì, documenti di progetti passati, progetti software vari, demo di software da studiare nei momenti buchi per farsi una cultura.
Aggirandosi nei meandri delle cartelle, si fanno scoperte interessanti e/o inquietanti. Ad esempio ho appena scoperto di avere installato su questo pc un cr@ck di p@ssword. Non ricordo, forse in uno dei miei innumerevoli momenti di sconforto lavorativi, pensavo di darmi alla carriera di h@cker. O forse volevo introdurmi nell'account di qualcuno che mi sta sui coglioni e mandare mail di insulti al capo a suo nome. Chissà.
Mi sa che l'unica soluzione per non fare figure di merda comunque è un bel : "format c:".
Aggirandosi nei meandri delle cartelle, si fanno scoperte interessanti e/o inquietanti. Ad esempio ho appena scoperto di avere installato su questo pc un cr@ck di p@ssword. Non ricordo, forse in uno dei miei innumerevoli momenti di sconforto lavorativi, pensavo di darmi alla carriera di h@cker. O forse volevo introdurmi nell'account di qualcuno che mi sta sui coglioni e mandare mail di insulti al capo a suo nome. Chissà.
Mi sa che l'unica soluzione per non fare figure di merda comunque è un bel : "format c:".
1.2.07
Angolo del turpiloquio
Ma lo sapete a me quanto cazzo me ne frega di come si chiamano le vostre promozioni di merda? Una beata cippa! Non volete dirmelo? Non ditemelo! Chissenefrega!
VAFFANCULO voi, le promozioni e i calciatori decerebrati che ne fanno la pubblicità
Per me sulle vostre tabelle del cazzo potrebbe esserci pure un codice fiscale, che magari ai due coglioni viene anche più facile da sillabare che le parole inglesi.
Non me ne fotte una sega.
ps se qualcuno si domandasse perché allora sto inveendo come una ossessa è che ormai anche le persone con cui si poteva lavorare tranquillamente sono scese sul terreno del "fottimi tu che ti fotto io" e tutto questo grazie alla simpatia dei miei responsabili. Ed io su quel terreno finisce che ci affogo come nelle sabbie mobili.
Ma lo sapete a me quanto cazzo me ne frega di come si chiamano le vostre promozioni di merda? Una beata cippa! Non volete dirmelo? Non ditemelo! Chissenefrega!
VAFFANCULO voi, le promozioni e i calciatori decerebrati che ne fanno la pubblicità
Per me sulle vostre tabelle del cazzo potrebbe esserci pure un codice fiscale, che magari ai due coglioni viene anche più facile da sillabare che le parole inglesi.
Non me ne fotte una sega.
ps se qualcuno si domandasse perché allora sto inveendo come una ossessa è che ormai anche le persone con cui si poteva lavorare tranquillamente sono scese sul terreno del "fottimi tu che ti fotto io" e tutto questo grazie alla simpatia dei miei responsabili. Ed io su quel terreno finisce che ci affogo come nelle sabbie mobili.
Ho letto Gomorr@ di Roberto S@viano, l'ho finito qualche sera fa ed è da un po' che medito di scriverne qualcosa.
Non è facile trovare le parole per descrivere lo sgomento che mi ha preso, focalizzando l'attenzione su qualcosa della cui esistenza giungevano alle mie orecchie solo echi lontani, il brusio in sottofondo di una televisione accesa a basso volume che racconta della guerra fra gli scissionisti e dei morti ammazzati per strada con cadenza giornaliera. Una di quelle cose di cui uno non si cura, che non arrivano a scalfire l'attenzione, un problema distante come Napoli da Milano.
Non è facile spiegare il meccanismo inconscio di rimozione che porta a considerare la c@morra, un problema della Campania. O forse lo è fin troppo, solo che ci si vergogna ad ammetterlo.
Quando si finisce di leggere questo libro si conosce qualcosa di nuovo, alcuni meccanismi sono diventati familiari e non si può più avere lo stesso sguardo distratto sul fenomeno che si aveva in precedenza.
E bisognerebbe che lo leggessero tutti, che non c'è peggior nemico della verità dell'indifferenza.
Visto che però le parole sono difficili da trovare e come critico letterario faccio pena, linko qui il numero di nandropausa dove WM1 e WM3 dicono cose interessanti su questo libro.
E qui gli interventi dell'autore su alcuni temi trattati nel libro.
Non è facile trovare le parole per descrivere lo sgomento che mi ha preso, focalizzando l'attenzione su qualcosa della cui esistenza giungevano alle mie orecchie solo echi lontani, il brusio in sottofondo di una televisione accesa a basso volume che racconta della guerra fra gli scissionisti e dei morti ammazzati per strada con cadenza giornaliera. Una di quelle cose di cui uno non si cura, che non arrivano a scalfire l'attenzione, un problema distante come Napoli da Milano.
Non è facile spiegare il meccanismo inconscio di rimozione che porta a considerare la c@morra, un problema della Campania. O forse lo è fin troppo, solo che ci si vergogna ad ammetterlo.
Quando si finisce di leggere questo libro si conosce qualcosa di nuovo, alcuni meccanismi sono diventati familiari e non si può più avere lo stesso sguardo distratto sul fenomeno che si aveva in precedenza.
E bisognerebbe che lo leggessero tutti, che non c'è peggior nemico della verità dell'indifferenza.
Visto che però le parole sono difficili da trovare e come critico letterario faccio pena, linko qui il numero di nandropausa dove WM1 e WM3 dicono cose interessanti su questo libro.
E qui gli interventi dell'autore su alcuni temi trattati nel libro.
31.1.07
Come giorni della merla fanno un po' ridere. Stamattina comunque il termometro segnava 1.4 gradi e un bel manto nebbioso drappeggiato davanti alla finestra del soggiorno stroncava definitivamente la mia già esigua voglia di andare a lavorare.
Stasera per completare gioiosamente una giornata in cui le lancette dell'orologio sembrano vittime di letargismo, mi attende l'assemblea di condominio.
Sulla macchina continuo a trovare volantini di finanziarie che pubblicizzano prestiti erogabili in tempo zero "per realizzare tutti i vostri sogni nello spazio di una giornata". Pensavo che la frequenza con cui i volantini si materializzano sotto i tergicristalli dipendesse dalla zona in cui parcheggio la macchina durante il giorno, ossia nelle vicinanze di un complesso di edifici che oltre a ospitare il mio lager ospita pura un call center. Come dire zona frequentata da gente mal retribuita e insoddisfatta che per scampare al suicidio necessita di un prestito da sperperare in shopping compulsivo.
Poi mi sono resa conto che ovunque io vada, la mia macchina è presa di mira. Al che mi è venuto il sospetto che l'aspetto trasandato della mia Micra suggerisca ai volantinatori che c'è terreno fertile per seminare il germe del credito al consumo. Signori, mi verrebbe da dire, se proprio volete farmi venire il dubbio, infilate il vostro volantino dentro una brochure che pubblicizza viaggi alle galapagos.
Stasera per completare gioiosamente una giornata in cui le lancette dell'orologio sembrano vittime di letargismo, mi attende l'assemblea di condominio.
Sulla macchina continuo a trovare volantini di finanziarie che pubblicizzano prestiti erogabili in tempo zero "per realizzare tutti i vostri sogni nello spazio di una giornata". Pensavo che la frequenza con cui i volantini si materializzano sotto i tergicristalli dipendesse dalla zona in cui parcheggio la macchina durante il giorno, ossia nelle vicinanze di un complesso di edifici che oltre a ospitare il mio lager ospita pura un call center. Come dire zona frequentata da gente mal retribuita e insoddisfatta che per scampare al suicidio necessita di un prestito da sperperare in shopping compulsivo.
Poi mi sono resa conto che ovunque io vada, la mia macchina è presa di mira. Al che mi è venuto il sospetto che l'aspetto trasandato della mia Micra suggerisca ai volantinatori che c'è terreno fertile per seminare il germe del credito al consumo. Signori, mi verrebbe da dire, se proprio volete farmi venire il dubbio, infilate il vostro volantino dentro una brochure che pubblicizza viaggi alle galapagos.
30.1.07
Se qualcuno si stesse chiedendo come sia finita la questione di A B C e degli spostamenti in azienda.
A ovviamente non ha raggiunto la posizione Z.
In tutto questo oltre alle faide fra H, K, e J responsabili diretti delle risorse in questione, si è inserita la grande ira di Q, capa suprema di H, che prima del congedo per maternità che potrebbe sancire l'inizio della fine per la sua carriera, ha voluto dare sfoggio del suo potere.
"Qui non si muove nessuno se non lo dico io!". Di fronte alle volontà di sua maestà, i poveri mortali non possono che chinare il capo ed annuire.
A peraltro non aveva mai nutrito illusioni su come la faccenda si sarebbe conclusa.
A ovviamente non ha raggiunto la posizione Z.
In tutto questo oltre alle faide fra H, K, e J responsabili diretti delle risorse in questione, si è inserita la grande ira di Q, capa suprema di H, che prima del congedo per maternità che potrebbe sancire l'inizio della fine per la sua carriera, ha voluto dare sfoggio del suo potere.
"Qui non si muove nessuno se non lo dico io!". Di fronte alle volontà di sua maestà, i poveri mortali non possono che chinare il capo ed annuire.
A peraltro non aveva mai nutrito illusioni su come la faccenda si sarebbe conclusa.
29.1.07
Importante!
Mi è arrivata oggi questa mail e ritengo che sia importante diffonderla.
Lo scorso 4 gennaio la Digos di Milano ha prelevato dal luogo di lavoro il cittadino tunisino Sig. Cherif Foued Ben Fitouri, regolarmente in Italia dal 1996. Dopo essere stato portato alla Questura di Milano, a Foued viene notificato il decreto di espulsione. La notte stessa viene imbarcato per la Tunisia senza possibilità di contattare un avvocato e senza sapere con esattezza i capi di imputazione. Dramma a cui si aggiunge la violenza morale di venire strappato ai propri affetti senza una reale motivazione. Cherif Foued vive in Italia da oltre dieci anni, qui ha un lavoro ed è sposato con una cittadina italiana. Ha tre bambine, Amira 10 anni, Sara 5 anni e Asia 2 anni, che dipendono dal suo lavoro e dal suo affetto. Foued è stato espulso in Tunisia illegittimamente, creando un precedente gravissimo per la nostra democrazia e per il principio del diritto alla difesa.
L’ESPULSIONE DI FOUED È ILLEGITTIMA PERCHÉ:
- non ci sono prove, non è mai stato indagato né in Italia né all’estero; - non ha goduto del diritto di difesa;
- esiste un divieto di espatrio verso Paesi ove chi viene espulso potrebbe essere soggetto a pene illegali e comunque ove non gode dei diritti civili.
La Tunisia, secondo il rapporto di Amnesty International del 2006 non garantisce i diritti e pratica la tortura. Il nostro Paese aderisce a patti comunitari, europei e internazionali, che garantiscono la difesa di tali diritti.
Considerare l'Islam quale sinonimo di fondamentalismo religioso è la causa prima del fenomeno terroristico. Tale visione porta il governo del nostro Paese, e di gran parte del mondo occidentale, a trattare i concittadini islamici come potenziali nemici da eliminare e non come esseri umani con diritti da rispettare.
CHIEDIAMO CHE IL GOVERNO ITALIANO SI FACCIA CARICO:
- dell’incolumità della vita di Foued Cherif;
- di riportare immediatamente Foued Cherif in Italia, dalla sua famiglia;
- dei danni economici e morali causati a Foued e alla sua famiglia.
al link che vi allego qui sotto è possibile firmare e far firmare la petizione per foued http://www.centrodelleculture.org/petizioni/
Mi è arrivata oggi questa mail e ritengo che sia importante diffonderla.
Lo scorso 4 gennaio la Digos di Milano ha prelevato dal luogo di lavoro il cittadino tunisino Sig. Cherif Foued Ben Fitouri, regolarmente in Italia dal 1996. Dopo essere stato portato alla Questura di Milano, a Foued viene notificato il decreto di espulsione. La notte stessa viene imbarcato per la Tunisia senza possibilità di contattare un avvocato e senza sapere con esattezza i capi di imputazione. Dramma a cui si aggiunge la violenza morale di venire strappato ai propri affetti senza una reale motivazione. Cherif Foued vive in Italia da oltre dieci anni, qui ha un lavoro ed è sposato con una cittadina italiana. Ha tre bambine, Amira 10 anni, Sara 5 anni e Asia 2 anni, che dipendono dal suo lavoro e dal suo affetto. Foued è stato espulso in Tunisia illegittimamente, creando un precedente gravissimo per la nostra democrazia e per il principio del diritto alla difesa.
L’ESPULSIONE DI FOUED È ILLEGITTIMA PERCHÉ:
- non ci sono prove, non è mai stato indagato né in Italia né all’estero; - non ha goduto del diritto di difesa;
- esiste un divieto di espatrio verso Paesi ove chi viene espulso potrebbe essere soggetto a pene illegali e comunque ove non gode dei diritti civili.
La Tunisia, secondo il rapporto di Amnesty International del 2006 non garantisce i diritti e pratica la tortura. Il nostro Paese aderisce a patti comunitari, europei e internazionali, che garantiscono la difesa di tali diritti.
Considerare l'Islam quale sinonimo di fondamentalismo religioso è la causa prima del fenomeno terroristico. Tale visione porta il governo del nostro Paese, e di gran parte del mondo occidentale, a trattare i concittadini islamici come potenziali nemici da eliminare e non come esseri umani con diritti da rispettare.
CHIEDIAMO CHE IL GOVERNO ITALIANO SI FACCIA CARICO:
- dell’incolumità della vita di Foued Cherif;
- di riportare immediatamente Foued Cherif in Italia, dalla sua famiglia;
- dei danni economici e morali causati a Foued e alla sua famiglia.
al link che vi allego qui sotto è possibile firmare e far firmare la petizione per foued http://www.centrodelleculture.org/petizioni/
Nel perfetto finsettimana casalingo la sera si guardano un sacco di telefilm.
Il sabato mattina ci si attarda sotto le coperte fino a che l'idea di uscire per fare un giro al mercato diventa irrealizabile.
Si cucina una frittatona di carciofi con contorno di patate al forno e poi si prende l'autobus per andare in centro.
Ci si trova sgomente ad osservare una mandria di giovincelli abbigliati in maniera bislacca, che spacciano inviti per entrare in discoteca al pomeriggio.
Si va finalmente a vedere la mostra di Tamara de Lempicka, non si fa nemmeno un minuto di coda per entrare e si trovano le sale semivuote.
Si esce col catalogo sottobraccio e ci si avvia all'appuntamento col Marito, comprando le prime chiacchere della stagione.
Si conosce il piccolo James e lo si osserva ronfare nella carrozzina.
Si va a mangiare all'hare krisna e poi si rientra a casa e ci si addormenta sul divano davanti ad un film.
Si passa la domenica mattina a pulire la casa.
Dopo pranzo ci si addomenta sul divano, ma poi si vince la pigrizia e si va a biciclettare lungo il naviglio.
Si estrae la stirella e si smaltisce il cumulo di roba da stirare guardando un film.
Ci si stupisce che l'ora di cena sia già passata e il finesettimana sia finito.
Il sabato mattina ci si attarda sotto le coperte fino a che l'idea di uscire per fare un giro al mercato diventa irrealizabile.
Si cucina una frittatona di carciofi con contorno di patate al forno e poi si prende l'autobus per andare in centro.
Ci si trova sgomente ad osservare una mandria di giovincelli abbigliati in maniera bislacca, che spacciano inviti per entrare in discoteca al pomeriggio.
Si va finalmente a vedere la mostra di Tamara de Lempicka, non si fa nemmeno un minuto di coda per entrare e si trovano le sale semivuote.
Si esce col catalogo sottobraccio e ci si avvia all'appuntamento col Marito, comprando le prime chiacchere della stagione.
Si conosce il piccolo James e lo si osserva ronfare nella carrozzina.
Si va a mangiare all'hare krisna e poi si rientra a casa e ci si addormenta sul divano davanti ad un film.
Si passa la domenica mattina a pulire la casa.
Dopo pranzo ci si addomenta sul divano, ma poi si vince la pigrizia e si va a biciclettare lungo il naviglio.
Si estrae la stirella e si smaltisce il cumulo di roba da stirare guardando un film.
Ci si stupisce che l'ora di cena sia già passata e il finesettimana sia finito.
26.1.07
Eh la psicoanalisi, è sempre la solita storia, prima c'erano il peccato e il diavolo, adesso ci sono la psiconalisi e il subconscio77 anni e un braccio ingessato in posizione innaturale, Paolo Poli dà vita ad uno spettacolo un po' surreale stile rivista di cabaret, con siparietti musicali e buffi travestimenti.
L'immagine che mi ero fatta di lui in televisione vedendolo sedere raffinato ed elegante nella poltrona di Fazio, con le braccia entrambe ancora intere, non coincide con ciò che vedo sul palco.
Non che sia sguaiato o volgare, è solo inspiegabilmente freddo. Forse è il genere di spettacolo a non essere nelle mie corde, forse è che al teatro carcano l'audio è veramente ignobile, forse è che fra cambi d'abito balletti e canzoni, con la sua età e il braccio in posizione da egizio alla fine è la stanchezza a farla da padrona. Quando finalmente mi stavo divertendo lo spettacolo è finito e dopo i vescovi che cantavano tropicana, i bis non erano all'altezza.
Inutile dire che però le battute sulla chiesa mi hanno fatto tutte molto ridere.
24.1.07
A 31 anni ci si aspetterebbe da una donna, soprattutto se sposata, una certa compostezza.
Ci si aspetterebbe che i suoi interessi convergano verso occupazioni casalinghe e che se proprio non ne vuole sapere di riprodursi, almeno si metta a fare la maglia o a cucire.
Che, come si diceva qualche post addietro, abbandoni la moto quantomeno per una vespa, se non addirittura per una bicicletta rosa dotata di cestino in cui riporre la spesa.
Ci si aspetterebbe che la sua predisposizione alla vita casalinga e ciabattara si accresca e diminuisca l'interesse per i weekend in giro per il mondo.
A 31 anni ci si aspetta che finalmente una donna dismetta la divisa jeans, maglietta e scarpe da ginnastica adottata ai tempi dell'università e sfoggi ogni tanto qualche graziosa gonnellina abbinata a stivali di taglio femminile.
Ho comprato la lana e i ferri, ho comprato la macchina da cucire, meditavo di disfarmi di Baby e non è detto che non lo faccia, la mia pigrizia casalinga è ai massimi storici e non è inusuale vedermi raggomitolata sul divano avvolta in un fantastico scialletto rosso. Sto anche meditando di adottare un cane per fare le prove di una eventuale decisione futura di perpetrare la specie umana. Sono due giorni di fila che indosso gonna e stivali e mi trucco con cura.
Potrei quasi darla da bere a qualcuno, forse anche a me stessa.
Basta che a nessuno venga la curiosità di sapere cosa c'è nel mio Ipod shuffle.
Ebbene sì, alla veneranda età di 31 anni, iniziano a piacermi i Motorhead.
Ci si aspetterebbe che i suoi interessi convergano verso occupazioni casalinghe e che se proprio non ne vuole sapere di riprodursi, almeno si metta a fare la maglia o a cucire.
Che, come si diceva qualche post addietro, abbandoni la moto quantomeno per una vespa, se non addirittura per una bicicletta rosa dotata di cestino in cui riporre la spesa.
Ci si aspetterebbe che la sua predisposizione alla vita casalinga e ciabattara si accresca e diminuisca l'interesse per i weekend in giro per il mondo.
A 31 anni ci si aspetta che finalmente una donna dismetta la divisa jeans, maglietta e scarpe da ginnastica adottata ai tempi dell'università e sfoggi ogni tanto qualche graziosa gonnellina abbinata a stivali di taglio femminile.
Ho comprato la lana e i ferri, ho comprato la macchina da cucire, meditavo di disfarmi di Baby e non è detto che non lo faccia, la mia pigrizia casalinga è ai massimi storici e non è inusuale vedermi raggomitolata sul divano avvolta in un fantastico scialletto rosso. Sto anche meditando di adottare un cane per fare le prove di una eventuale decisione futura di perpetrare la specie umana. Sono due giorni di fila che indosso gonna e stivali e mi trucco con cura.
Potrei quasi darla da bere a qualcuno, forse anche a me stessa.
Basta che a nessuno venga la curiosità di sapere cosa c'è nel mio Ipod shuffle.
Ebbene sì, alla veneranda età di 31 anni, iniziano a piacermi i Motorhead.
23.1.07
Piove, diluvia anzi ed io so perché.
No, non è l'estrema propaggine dell'uragano Kyrill. E' solo che è arrivato il mio pc portatile, ordinato con urgenza a fine agosto perché quello che uso attualmente sembrava stesse rendendo l'anima al Signor Acer.
Il fido pc invece ha fortunatamente continuato eroicamente il suo serivio fino ad oggi, spero non mi abbandoni, per lo scorno della sostituzione, proprio in mezzo al trasferimento dati.
Quello nuovo è qui alla mia sinistra, spento e scollegato. Non ha nemmeno l'antivirus poverino. Ma fino a che non me lo mettono in rete non posso fare altro che rimirarlo.
L'ultima volta che dovevo collegare un pc in rete c'è voluta una settimana una settimana in cui non avevo un altro pc, una settimana in cui non ho potuto lavorare. Ora che comunque un pc funzionante sotto alle dita ce l'ho, non oso pensare a quanto mi toccherà aspettare.
No, non è l'estrema propaggine dell'uragano Kyrill. E' solo che è arrivato il mio pc portatile, ordinato con urgenza a fine agosto perché quello che uso attualmente sembrava stesse rendendo l'anima al Signor Acer.
Il fido pc invece ha fortunatamente continuato eroicamente il suo serivio fino ad oggi, spero non mi abbandoni, per lo scorno della sostituzione, proprio in mezzo al trasferimento dati.
Quello nuovo è qui alla mia sinistra, spento e scollegato. Non ha nemmeno l'antivirus poverino. Ma fino a che non me lo mettono in rete non posso fare altro che rimirarlo.
L'ultima volta che dovevo collegare un pc in rete c'è voluta una settimana una settimana in cui non avevo un altro pc, una settimana in cui non ho potuto lavorare. Ora che comunque un pc funzionante sotto alle dita ce l'ho, non oso pensare a quanto mi toccherà aspettare.
22.1.07
Tornata in terra natia, spupazzato il gatto, uscita a fare spese con la mamma, sferruzzato la sciarpa (che sarà pronta forse fra un decennio), attaccate finalmente le foto del matrimonio sull'album ufficiale, data smalto sulle unghie, ritonata a Milano, esibita in un circolo di resistenza culturale (ed io credevo di andare a ballare all'ospizio), recuperato il marito, cenato con gli zii, spacchettati gli ultimi regali di Natale, svenuta nel futon.
La sveglia ha suonato ed era già lunedì.
19.1.07
Sembra primavera a dispetto del vento feroce che colpisce il nord europa, a dispetto del clima uggioso che d'inverno prende alloggio a milano, ma che oggi chissà, forse è andato in gita fuoriporta.
Per una coincidenza non del tutto spiegabile con la mia meteopatia, mi sembra di essere un orso bruno che esce dal letargo con una gran fame evoglia di sgranchirsi. Come se l'apatia che mi aveva colto a inizio anno, fosse stata spazzata via insieme alla nebbia.
Gli impegni sembrano accavallarsi e la mia agenda segna programmi serrati fino alla terza settimana di febbraio. Tutto bene, è bello sentirsi vivi e non lasciarsi scivolare i giorni addosso uno uguale all'altro. Solo mi domando: non è che poi a primavera mi dovranno mandare in letargo forzato con una bella siringona di sonnifero, come è successo agli orsi bruni di cui sopra?
Per una coincidenza non del tutto spiegabile con la mia meteopatia, mi sembra di essere un orso bruno che esce dal letargo con una gran fame evoglia di sgranchirsi. Come se l'apatia che mi aveva colto a inizio anno, fosse stata spazzata via insieme alla nebbia.
Gli impegni sembrano accavallarsi e la mia agenda segna programmi serrati fino alla terza settimana di febbraio. Tutto bene, è bello sentirsi vivi e non lasciarsi scivolare i giorni addosso uno uguale all'altro. Solo mi domando: non è che poi a primavera mi dovranno mandare in letargo forzato con una bella siringona di sonnifero, come è successo agli orsi bruni di cui sopra?
18.1.07
Alle volte penso che dovrei pensionare Baby e passare ad una vespa PX (rigorosamente blu anch'essa), sulla quale installare parabrezza, mantellina per le gambe e bauletto per il casco/spesa.
Penso anche che dovrei pensionare la povera Micra e passare ad una macchina piccola e maneggevole, parcheggiabile facilmente, non una Smart, ma quasi.
Questo farebbe di me una donna supermotorizzata adatta alla selvaggia vita cittadina. Farebbe di me anche una sporca consumista e inquinatrice, nonché una a cui pesa il sedere, che a ben vedere per venire in ufficio potrei usare la bicicletta e smetterla di spargere ottani e polveri sottili in giro per il creato.
Per sopravvivere alla calura di agosto poi, il buon senso consiglierebbe l'adozione di un condizionatore fisso a muro. Che oltre ad intristire ulteriormente il mio conto in banca andrebbe anch'esso ad aumentare il buco nell'ozono.
Al di là delle preoccupazioni ecologiche, facilmente scacciabili con una scrollata di spalle, che si sa la pigrizia ha la vittoria facile, mi domando:
Si va beh, mettiamo che cambio moto, cambio macchina, mi compro il condizionatore, e poi? Che me ne faccio di una vita cittadina comoda e agiata se il mio più grande desiderio quando sono in città è di fuggirne? Che me ne faccio di un mezzo che mi consenta di arrivare in meno tempo in ufficio, così poi ho più tempo per lavorare? Siamo matti?
Sì, decisamente sì.
E' per questo che domani vado a comparmi la guida turistica di Cuba.
Penso anche che dovrei pensionare la povera Micra e passare ad una macchina piccola e maneggevole, parcheggiabile facilmente, non una Smart, ma quasi.
Questo farebbe di me una donna supermotorizzata adatta alla selvaggia vita cittadina. Farebbe di me anche una sporca consumista e inquinatrice, nonché una a cui pesa il sedere, che a ben vedere per venire in ufficio potrei usare la bicicletta e smetterla di spargere ottani e polveri sottili in giro per il creato.
Per sopravvivere alla calura di agosto poi, il buon senso consiglierebbe l'adozione di un condizionatore fisso a muro. Che oltre ad intristire ulteriormente il mio conto in banca andrebbe anch'esso ad aumentare il buco nell'ozono.
Al di là delle preoccupazioni ecologiche, facilmente scacciabili con una scrollata di spalle, che si sa la pigrizia ha la vittoria facile, mi domando:
Si va beh, mettiamo che cambio moto, cambio macchina, mi compro il condizionatore, e poi? Che me ne faccio di una vita cittadina comoda e agiata se il mio più grande desiderio quando sono in città è di fuggirne? Che me ne faccio di un mezzo che mi consenta di arrivare in meno tempo in ufficio, così poi ho più tempo per lavorare? Siamo matti?
Sì, decisamente sì.
E' per questo che domani vado a comparmi la guida turistica di Cuba.
17.1.07
Siano dati tre dipendenti A, B, C e tre posizioni in azienda X Y Z.
A è in X, B è in Y, C è in maternità Z è la posizione vacante.
Siano H il responsabile dell'area X, K il responsabile dell'area Y e J il responsabile dell'area Z.
Calcolare la probabilità che A raggiunga la posizione Z, C la posizione Y e B la posizione X, tenendo contro che H odia K vicendevolmente ricambiato, che J si sente superiore sia ad H che a K e che A B C sarebbero altamente favorevoli alla nuova dislocazione.
A è in X, B è in Y, C è in maternità Z è la posizione vacante.
Siano H il responsabile dell'area X, K il responsabile dell'area Y e J il responsabile dell'area Z.
Calcolare la probabilità che A raggiunga la posizione Z, C la posizione Y e B la posizione X, tenendo contro che H odia K vicendevolmente ricambiato, che J si sente superiore sia ad H che a K e che A B C sarebbero altamente favorevoli alla nuova dislocazione.
15.1.07
E domenica finalmente è stata neve.
Salita in ciaspole al Rifugio Maria Luisa da Riale. Il paesaggio grigio e malmostoso che avevo incontrato nella gita di 2 anni fa era addolcito dalla neve e dal sole.
Mentre in pianura imperversava la nebbia, con la quale avrei fatto i conti al mio rientro, in val Formazza il cielo era limpido.
A parte i fondisti riuniti per una gara nella piana di Riale, tutti gli appassionati di neve erano in fila per salire al Maria Luisa. Sci alpinisti, ciaspolatori, portatori sani di bob e bambini, padroni di cani, passaggiatori della domenica punteggiavano il fianco della montagna in una sorta di processione.
Fortunatamente la strada era lunga e non ci si disturbava a vicenda. I più divertiti dalla situazione erano i cani che correvano su e giù impazziti, infilavano i tartufi nella neve per poi scarnoffiare rumorosamente, salivano sui piedi di chiunque incrociasse il loro cammino. A seguire grossa soddisfazione dei bimbi bob-muniti e infine di tutto il resto dei presenti.
La gita si è articolata così: Riale(1740 m)- Maria Luisa (2150 m)-Lago Toce -Lago Castel + pranzo al sacco al rifugio con degustazione genepy L'allegra gita è stata possibile grazie al Fido Presidente e alle sue doti organizzative, nonché all'ospitalità di tutta la famiglia. Grazie!
Salita in ciaspole al Rifugio Maria Luisa da Riale. Il paesaggio grigio e malmostoso che avevo incontrato nella gita di 2 anni fa era addolcito dalla neve e dal sole.
Mentre in pianura imperversava la nebbia, con la quale avrei fatto i conti al mio rientro, in val Formazza il cielo era limpido.
A parte i fondisti riuniti per una gara nella piana di Riale, tutti gli appassionati di neve erano in fila per salire al Maria Luisa. Sci alpinisti, ciaspolatori, portatori sani di bob e bambini, padroni di cani, passaggiatori della domenica punteggiavano il fianco della montagna in una sorta di processione.
Fortunatamente la strada era lunga e non ci si disturbava a vicenda. I più divertiti dalla situazione erano i cani che correvano su e giù impazziti, infilavano i tartufi nella neve per poi scarnoffiare rumorosamente, salivano sui piedi di chiunque incrociasse il loro cammino. A seguire grossa soddisfazione dei bimbi bob-muniti e infine di tutto il resto dei presenti.
La gita si è articolata così: Riale(1740 m)- Maria Luisa (2150 m)-Lago Toce -Lago Castel + pranzo al sacco al rifugio con degustazione genepy L'allegra gita è stata possibile grazie al Fido Presidente e alle sue doti organizzative, nonché all'ospitalità di tutta la famiglia. Grazie!
12.1.07
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Gli annunci di ricerca personale sono infatti quanto di più deprimente vi possa essere. Cercano venditori di putrelle, vino, fitocosmetici, cercano agenti di recupero crediti (altrimenti detti picchiatori), cercano callcenteristi in outbound (altrimenti detti rompicoglini). In alternativa ti offrono posizioni come imperatore della galassia, a patto di avere almeno 15 anni di esperienza in posizione analoga.
Oggi poi il mito della Svizzera e dei suoi stipendi d'oro è stato definitivamente sfatato. Qui si era già tutti pronti a fare i transfrontalieri, ma poi si è scoperto che la retribuzione lorda offerta per un analista funzionale bancario jr è di 21000 euro all'anno, il che ci ha fatto rivalutare la candidatura come commessi dell'esslunga dietro casa (che prenderanno meno, ma hanno anche meno spese).
Un venerdì mattina di sole e di cielo limpido con le montagne (scarsamente) innevate sulla linea dell'orizzonte, gli annunci di lavoro del corriere uniti alla mail del classico stronzo di turno, rendono insopportabile la permanenza alla scrivania.
E non è solo una questione di malessere strisciante facilmente annegabile nella distrazione di turno. E' che vien su tutta l'inquietudine, la voglia di fuggire e la consapevolezza che ci sono stati momenti in cui si sarebbe potuto farlo e non lo si è fatto accampando scuse risibili, ed ora che le scuse sono più sensate e i vincoli più stringenti è ancora più difficile farlo.
Eppure non è impossibile, c'è gente che lo fa, manda tutto a quel paese, un lavoro che non interessa e si prende del tempo, fa un viaggio, cambia completamente ambito. E allora viene il dubbio di essere dei codardi, dei mediocri e di non meritarsela la felicità ed una vita decente.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Gli annunci di ricerca personale sono infatti quanto di più deprimente vi possa essere. Cercano venditori di putrelle, vino, fitocosmetici, cercano agenti di recupero crediti (altrimenti detti picchiatori), cercano callcenteristi in outbound (altrimenti detti rompicoglini). In alternativa ti offrono posizioni come imperatore della galassia, a patto di avere almeno 15 anni di esperienza in posizione analoga.
Oggi poi il mito della Svizzera e dei suoi stipendi d'oro è stato definitivamente sfatato. Qui si era già tutti pronti a fare i transfrontalieri, ma poi si è scoperto che la retribuzione lorda offerta per un analista funzionale bancario jr è di 21000 euro all'anno, il che ci ha fatto rivalutare la candidatura come commessi dell'esslunga dietro casa (che prenderanno meno, ma hanno anche meno spese).
Un venerdì mattina di sole e di cielo limpido con le montagne (scarsamente) innevate sulla linea dell'orizzonte, gli annunci di lavoro del corriere uniti alla mail del classico stronzo di turno, rendono insopportabile la permanenza alla scrivania.
E non è solo una questione di malessere strisciante facilmente annegabile nella distrazione di turno. E' che vien su tutta l'inquietudine, la voglia di fuggire e la consapevolezza che ci sono stati momenti in cui si sarebbe potuto farlo e non lo si è fatto accampando scuse risibili, ed ora che le scuse sono più sensate e i vincoli più stringenti è ancora più difficile farlo.
Eppure non è impossibile, c'è gente che lo fa, manda tutto a quel paese, un lavoro che non interessa e si prende del tempo, fa un viaggio, cambia completamente ambito. E allora viene il dubbio di essere dei codardi, dei mediocri e di non meritarsela la felicità ed una vita decente.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
10.1.07
Se allora mi devo chiedere che cosa per te io ho sognato, te lo dico semplicemente: volevo che tu fossi un uomo libero. Proprio a questo ci tenevo tanto e avevo quella strana formula, un po' grulla anche, un po', come dire, maschilista, che siccome tu eri l'uomo, mio figlio, sentivo che potevi essere un uomo libero, ma che non saresti mai stato felice perché la libertà e la felicità non vanno di pari passo. Per la Saskia invece [...] mi auguravo che fosse felice, sapendo che non sarebbe mai stata libera. Perché una donna si sposa, fa figli e non è libera come lo sono stato io e come poi sei riuscito ad esserlo tu.
Non è che tutte le porte sono chiuse, che il mondo è già tutto sprangato e i posti sono già presi dagli altri. Ma per nulla! Io trovo che la cosa più bella che un giovane possa fare è di inventarsi un lavoro che corrisponde ai suoi talenti, alle sue aspirazioni, alla sua gioia, e senza quella arrendevolezza che sembra così necessaria per sopravvivere. "Ah ma io non posso perché..." Tutti possono. Ma capisci quello che dico? Bisogna inventarselo! Ed è possibile,possibile,possibile.
La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani, da cui le citazioni qui sopra sono state tratte, è un libro veramente bello, che merita di essere letto. Contiene la visione della vita e della morte di quest'uomo grandioso e gli anneddoti sulla sua vita incredibile.
E' qualche giorno che ho finito di leggerlo, ma queste frasi continuano a ronzarmi nella testa e a solleticare la mia irrequietezza congenita.
Ma questa è un'altra storia, un altro discorso che merita più tempo e concentrazione di quella che posso dedicargli adesso.
9.1.07
Volevo scrivere un altro post, ma oggi è scoppiato di nuovo l'argomento "TFR fondo pensione o inps?".
Posto che ho ancora le idee molto confuse in proposito, anche perché non riesco a figurare me stessa come pensionata, pensavo fosse utile riportare qualche link.
Innanzi tutto il sito http://www.tfr.gov.it riporta una spiegazione sulla riforma e su quali siano i percorsi decisionali possibili.
Per chi, come me, è assunto con il contratto nazionale del commercio, salvo diversi accordi aziendali interni, il fondo pensione è il Fonte.
Infine volendo si può consultare lo speciale del sole 24 ore. E fino a qui ci sono i fatti. Se poi si vuole partire nel mondo della fantapolitica:
pare che dai calcoli attuali fra 30 anni il valore della pensione sarà circa il 60% dello stipendio medio calcolato sui 40 anni di servizio, contro all' 80% dell'attuale
pare che investendo la totalità del tfr nel fondo di pensione di categoria, grazie agli sgravi fiscali, ai contributi dell'azienda e quant'altro si arriverà nuovamente ad una percentuale dell'80%
pare che lasciando i soldi all'inps una volta che uno raggiunge l'agognata pensione, si recuperi tutto il capitale.
L'idea di vivere su di una spiaggia senegalese o a santo domingo per abbattere il costo della vita, comincia a non sembrarmi malvagia. Al fine di acquistare un bungalow e vivere allo svacco, converrà recuperare tutto il capitale oppure avere un vitalizio?
Posto che ho ancora le idee molto confuse in proposito, anche perché non riesco a figurare me stessa come pensionata, pensavo fosse utile riportare qualche link.
Innanzi tutto il sito http://www.tfr.gov.it riporta una spiegazione sulla riforma e su quali siano i percorsi decisionali possibili.
Per chi, come me, è assunto con il contratto nazionale del commercio, salvo diversi accordi aziendali interni, il fondo pensione è il Fonte.
Infine volendo si può consultare lo speciale del sole 24 ore. E fino a qui ci sono i fatti. Se poi si vuole partire nel mondo della fantapolitica:
pare che dai calcoli attuali fra 30 anni il valore della pensione sarà circa il 60% dello stipendio medio calcolato sui 40 anni di servizio, contro all' 80% dell'attuale
pare che investendo la totalità del tfr nel fondo di pensione di categoria, grazie agli sgravi fiscali, ai contributi dell'azienda e quant'altro si arriverà nuovamente ad una percentuale dell'80%
pare che lasciando i soldi all'inps una volta che uno raggiunge l'agognata pensione, si recuperi tutto il capitale.
L'idea di vivere su di una spiaggia senegalese o a santo domingo per abbattere il costo della vita, comincia a non sembrarmi malvagia. Al fine di acquistare un bungalow e vivere allo svacco, converrà recuperare tutto il capitale oppure avere un vitalizio?
8.1.07
Oiboh oggi si ricomincia e a pieno ritmo, la nebbia avvolge l'ufficio nella migliore tradizione da lunedì lavorativo e tutti, me in primis, faticano a carburare.
Gli argomenti di conversazione più gettonati sono ICI e TFR, il che non aiuta.
Il 6 ho effettuato il primo acquisto nei saldi. Volevo uno di quei vestitini con la fantasia un po' optical, un po' anni sessanta. Ne avevo visto uno che mi piaceva un sacco un mese fa, ma non l'avevo preso perché mi pareva costasse troppo. Sono tornata nel negozio e, ovviamente, del vestito che mi piaceva non esisteva più la mia taglia. Ho provato una taglia in meno, ma a causa degli stravizi festivi, facevo tanto effetto insaccato. Nemmeno la pancera Bridget Jones avrebbe potuto aiutarmi.
Ne ho provato uno della mia taglia e nero, che si sa snellisce e rappacifica con lo specchio, ma non ero convinta. Volevo un abitino fantasia.
Alla fine ne ho preso uno,grigio scuro, con una fantasia a puntini, molto bello. Peccato però che in saldo costasse di più del primo a prezzo pieno. Per la serie acquisti oculati!
Il 6 ho effettuato il primo acquisto nei saldi. Volevo uno di quei vestitini con la fantasia un po' optical, un po' anni sessanta. Ne avevo visto uno che mi piaceva un sacco un mese fa, ma non l'avevo preso perché mi pareva costasse troppo. Sono tornata nel negozio e, ovviamente, del vestito che mi piaceva non esisteva più la mia taglia. Ho provato una taglia in meno, ma a causa degli stravizi festivi, facevo tanto effetto insaccato. Nemmeno la pancera Bridget Jones avrebbe potuto aiutarmi.
Ne ho provato uno della mia taglia e nero, che si sa snellisce e rappacifica con lo specchio, ma non ero convinta. Volevo un abitino fantasia.
Alla fine ne ho preso uno,grigio scuro, con una fantasia a puntini, molto bello. Peccato però che in saldo costasse di più del primo a prezzo pieno. Per la serie acquisti oculati!
6.1.07
Sono giorni sonnacchiosi in cui l'attività principale è trasferirsi dal letto al divano, prima a casa mia, adesso da mia madre.
Dopo le bellezze di Parigi, prima di ricominciare la vita frenetica con tre sere a settimana impegnate, mi godo il dolce far nulla e più o meno deliberatamente saboto i buoni propositi vergati in inchiostro verde sulle prime pagine della mia agenda moleskine 2007.
La tuta supergiovane ricevuta per Natale è il surrogato del pigiama per le ore diurne. Ho provato a fare gli addominali come primo tentativo di lotta agli accumoli adiposi natalizi, ma il gatto di casa si è opposto, dapprima solleticamdomi gli alluci con i baffi, poi miagolando a fauci spiegate ed infine non contento, saltandomi direttamente sulla pancia tesa per lo sforzo ed acciambellandosi soddisfatto non appena sono ritornata in posizione orizzontale.
Mi godo la vista dalle finestre, il mare e il cielo grigi di nubi e il bagliore dorato di quei pochi raggi che riescono ad attraversare la cortina di nubi per lasciare una scia dorata sulle acque. Questa non è più casa mia da tanto tempo, ma è come se lo fosse. Sono 28 anni che posso ammirare questo panorama e fra qualche mese non sarà più così scontato farlo. Dovrò venire apposta qui per annusare la salsedine e guardami le case colorate del lungomare. Non mi capiterà più casualmente di passare per strada e incontrare compagni dell'asilo, delle elementari, amici delle medie, negozianti che mi hanno visto crescere e fermarmi a fare quattro chiacchere.
Qui ci sono le mie radici e anche se non è qualche chilometro di distanza a fare la differenza, so che non sarà la stessa cosa.
Invidio un po' le mie amiche che la loro vita l'hanno costruita qui o chi, dopo aver girovagato un po', è tornato. L'ho scoperto solo adesso e in qualche modo la cosa mi turba, mi toglie certezze ed anche un po' di forza.
Dopo le bellezze di Parigi, prima di ricominciare la vita frenetica con tre sere a settimana impegnate, mi godo il dolce far nulla e più o meno deliberatamente saboto i buoni propositi vergati in inchiostro verde sulle prime pagine della mia agenda moleskine 2007.
La tuta supergiovane ricevuta per Natale è il surrogato del pigiama per le ore diurne. Ho provato a fare gli addominali come primo tentativo di lotta agli accumoli adiposi natalizi, ma il gatto di casa si è opposto, dapprima solleticamdomi gli alluci con i baffi, poi miagolando a fauci spiegate ed infine non contento, saltandomi direttamente sulla pancia tesa per lo sforzo ed acciambellandosi soddisfatto non appena sono ritornata in posizione orizzontale.
Mi godo la vista dalle finestre, il mare e il cielo grigi di nubi e il bagliore dorato di quei pochi raggi che riescono ad attraversare la cortina di nubi per lasciare una scia dorata sulle acque. Questa non è più casa mia da tanto tempo, ma è come se lo fosse. Sono 28 anni che posso ammirare questo panorama e fra qualche mese non sarà più così scontato farlo. Dovrò venire apposta qui per annusare la salsedine e guardami le case colorate del lungomare. Non mi capiterà più casualmente di passare per strada e incontrare compagni dell'asilo, delle elementari, amici delle medie, negozianti che mi hanno visto crescere e fermarmi a fare quattro chiacchere.
Qui ci sono le mie radici e anche se non è qualche chilometro di distanza a fare la differenza, so che non sarà la stessa cosa.
Invidio un po' le mie amiche che la loro vita l'hanno costruita qui o chi, dopo aver girovagato un po', è tornato. L'ho scoperto solo adesso e in qualche modo la cosa mi turba, mi toglie certezze ed anche un po' di forza.
Ma se ghe penso alloa mi veddo o mâ,
veddo i mæ monti e a ciassa da Nonsiâ,
riveddo o Righi e me s'astrenze o chêu,
veddo a lanterna, a cava, lazzû o mêu...
Riveddo a séia Zena illûminâ,
veddo là a foxe e sento franze o mâ,
alloa mi penso ancon de ritornâ
a pösâ e osse dov'ò mæ madonnâ.
4.1.07
2006 ShinyStat
7 aerei presi
1 paese oltreoceano visitato
2 capitali europee riviste
5 concerti visti (Rolling Stones/Iggy Pop/ Juliette Lewis/Radio Birdman/Pino Scotto)
21 libri letti
4 film visti al cinema
1 mostra vista (Keith Haring)
2 rate del mutuo pagate
2 paia di scarpe comprate
1 matrimonio a cui ho assistito (il mio!)
7 aerei presi
1 paese oltreoceano visitato
2 capitali europee riviste
5 concerti visti (Rolling Stones/Iggy Pop/ Juliette Lewis/Radio Birdman/Pino Scotto)
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1 mostra vista (Keith Haring)
2 rate del mutuo pagate
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