Visualizzazione post con etichetta letture. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta letture. Mostra tutti i post

20.7.10

Se niente importa
Ho finito il libro di Foer domenica e ancora ci sto rimuginando su, nonostante ne abbia già scritto una recensione minimale su anobii.
Se niente importa non è un romanzo, ma non è nemmeno un vero libro di inchiesta perchè a parti estremamente dettagliate riguardanti l'allevamento intensivo si mescolano riflessioni personali, memorie di famiglia e racconti rielaborati di esperienze di lavoratori agricoli.
La spinta di Foer a indagare sulla produzione industriale di carne e sulle alternative possibili, nasce dall'esigenza di fare una scelta consapevole in tema di alimentazione per il figlio.
Il lavoro di indagine è durato tre anni e lo ha portato alla scoperta degli estremi della catena, dall'allevamento industriale totalmente inumano ai ranch modello della produzione sostenibile.
Sebbene le conclusioni di Foer lo portino a sostenere l'opzione vegetariana, non è un libro sulla dieta vegetariana. Essere consapevoli dell'impatto ambientale che ciò che mangiamo ha sul mondo circostante e delle conseguenze sulla nostra salute è auspicabile per chiunque, a prescindere dalla dieta che sceglie di seguire.
Sarebbe interessante un lavoro di indagine simile orientato all'allevamento industriale con standard europei e per capire quali siano le produzioni virtuose di carne in Europa e in Italia.
Sarebbe ancor più interessante che anche il mondo della produzione della soia e delle proteine vegetali normalmente consumate in una alimentazione vegetariana venisse esaminato oggettivamente e senza pietà.
La decisione di non mangiare più carne l'ho presa perchè ho fatto una promessa a il Marito, quando qualcuno vuole attirarmi nel tranello della conversazione "perchè i pesci non hanno una coscienza? e gli spinaci non soffrono quando li sradichi?" lo zittisco dicendo che l'ho fatto per amore. Stranamente è una giustificazione socialmente più accettabile che dire l'ho fatto per la mia salute, per l'ambiente o per ragioni morali. Questo la dice lunga sulla scarsa oggettività con cui si affronta il tema alimentazione.
Questo libro non sarà risolutivo, ma sicuramente è un buon punto di partenza per iniziare a porsi delle domande. Consigliatissimo a tutti.

25.1.10

E' noto che da quando ho sposato uno scenaggiatore ho smesso di andare al cinema.
Lo scorso anno pensavo di aver fatto una gran furbata facendomi portare a vedere Mamma mia il 1 di gennaio, in base alla convinzione che quel che si fa a capodanno si fa tutto l'anno. Nulla di più falso e al cinema nel 2009 ci sono andata forse solo quella volta, se non vogliamo contare il cineforum che però avevo organizzato e proiettato io e che quindi non mi sembra che valga.
Tutto questo per dire che Revolutionary Road lo avevo sentito nominare, ma solo di sfuggita, forse alla macchinetta del caffè dalla mia collega con la figlia appassionata di cinema e che solo dopo avevo realizzato che oltre al film esisteva un libro.
Così seguendo la tradizione natalizia, l'ho messo nell'elenco dei libri che mi piacerebbe leggere che passo a mio padre ogni dicembre.

New York, anni sessanta, piena suburbia. Una strada si diparte dalla statale 12 e si inerpica per la collina. E' Revolutionary Road, una strada di ordinate casette di perfieria, costruite in serie, ciascuna col suo giardino e l'auto lucente parcheggiata nel vialetto. Al di fuori dal complesso costruito in serie con effetto Disneyano, rimane la casa dei Wheeler, un po' distanziata si distingue dalle altre oltre che per la posizione, per un aspetto originale che le dà carattere.
I Wheeler sembrano la classica famiglia modello, marito che lavora in città, la moglie che sta a casa ad accudire i due bambini ovviamente biondi ovviamente belli.
Ma i Wheeler sono irrequieti, hanno altre aspirazioni rispetto alla vita stereotipata dei sobborghi urbani. Si sentono più dotati, più intelligenti, votati ad obiettivi più alti rispetto ai vicini. Pensano di essere solo accidentalmente inciampati in una vita piatta e monotona, ma che la situazione sia solamente momentanea.
Soffocati dalla mediocrità della routine quotidiana programmano una fuga verso una vita migliore e più bohemienne in Francia dove mentre April diventerà segrataria delle nazioni unite e porterà a casa la pagnotta, Frank finalmente riuscirà a trovare la sua strada. Ricerca lasciata in sospeso dopo la laurea a causa della gravidanza inaspettata di April.
Ma i Wheeler non sono abbastanza coraggiosi, non si vogliono abbastanza bene e forse non sono abbastanza veri per potare a compimento i propri sogni e l'epilogo della storia non puo' che essere drammatico.
Yates dipinge un affresco della middle class americana spietato come un quadro di Hopper. Nessuno si salva, non April non Frank, non i Campbell vicini di casa e amici. La forma vince sempre sulla sostanza, più che una ricerca di nuovi orizzonti di una vita migliore i personaggi sembrano impegnati nell'interpretare al meglio la loro parte. L'irrequietezza si trasforma in forza distruttrice anziché propulsiva.
Un libro disturbante a tratti perché tocca un nervo scoperto nelle vite di molti noi, la paura di invecchiare, il non ritrovarsi appieno nelle scelte fatte, l'idea di essere destinati a qualcosa di più grande ed alto senza nemmeno sapere cosa questo altro sia.

30.10.07

Sono troppo presa dai miei livori e travasi di bile per riuscire a ritornare un essere pensante e raziocinante con la voglia di scrivere qualcosa che non sia una interminabile serie di lamenti. E dire che coloro che si lamentano di continuo sono una categoria che non mi entusiasma particolarmente.
Così vi aggiorno sulle mie ultime visioni.
- Damages [serie tv]. Appassionante, nonostante sia una storia di avvocati casta che dopo quella dei medici ci è stata cucinata e propinata in tutte le salse. Ma qui non si tratta di Jag e nemmeno di Ally Mc Beal, è un bel thriller distribuito su più puntate. Bella la storia, bella la fotografia ed anche il montaggio. Con una Glen Close cattivissima.
- Leonard Cohen I'm your man [film]. Il film documentario riporta alcune interviste al musicista mischiate a pezzi della performace in suo onore tenutasi nel 2005 e ad interviste ai musicisti che ha influenzato. Ogni capitolo è dedicato ad una delle sue canzoni.
-The Bench [film]. Se vedere un film in danese con sottotitoli in italiano non vi spaventa, se potete sopportare l'ennesima storia di ordinario degrado sociale con tentativo di riscatto, potete guardarvi questo film di Per Fyer facente parte di una trilogia sulla socità danese. Capitolo proletariato.
E sulle mie ultime letture, casomai non foste fanatici di anobii
- Aspro e dolce è un libro di Mauro Corona, l'apinista scultore scrittore ertano, che ripercorre le fasi della sua lunga conoscenza del vino, dalle prime sbronze alle debacle più clamorose, alle volte in cui a causa del vino quasi quasi ci lasciava la pelle . Un po' lungo, ma divertante.
- La misteriosa morte della compagna Guam di Qiu Xiaolong. In lettura. Un giallo ambientato in Cina. Inizialmente mi stavo arrabbiando nel vedere che anche l'ispettore Chen cadeva nel clichè dell'ispettore di polizia single appassionato di cucina. In realtà bastano poche pagine per rendersi conto di quanto marginale sia questo aspetto rispetto al resto della storia e gosersi, oltre alla vicenda di per sè, il piacere di scoprire qualcosa di questa misteriosa società cinese contemporanea.

28.2.07

Varie ed eventuali
Gentilmente offertomi da un collega ho visto il Diavolo veste Prada, non c'è bisogno che ne dica male anche io. Quel che mi domando però è [se ci fosse qualcuno che è riuscito a non vederlo qui di seguito c'è un semispoiler ] : va bene la morale, l'amore che vince su tutto, il senso di colpa, ma dopo che hai lavorato sottopagato per una tiranna isterica facendo 15 ore al giorno e ti sei abituata a vestire capi d'alta moda, non ti tieni nemmeno un cappottino Chanel? Non dico che non si possa vivere senza, ma cazzo piuttosto rivenditelo. Ho finito di leggere "Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi" di Tom Robbins, ma quanto è fuori quest'uomo? Lo amo. E soprattutto cosa si cala?