14.3.07

Periferia dell'impero, un'area sopravvive alla cementificazione selvaggia, incastrata fra 4 palazzi di edilizia popolare, un ipermercato e due strade ad alto scorrimento.
Ci sono cespugli di rose piantati alla base di un pilone dell'alta tensione , un porticato di sole colonne che attende che la wisteria si decida a formarne il soffito. Alla base di ogni colonna, su ogni lato, a 50 cm dal suolo una ribaltina in legno. Più avanti sentieri terrosi si incrociano ad angolo retto attorno a tratti di erba verde. Le panchine sono disseminate qua e là, mai troppo vicine agli alberi che un giorno forse avranno fronde ombrose, ma che per il momento assomigliano a tristi pali della luce.
In questa primavera anticipata fatta di maniche corte e felpa col cappuccio e niente giacconi, decido che la pausa pranzo la passerò al parco, col mio nuovo libro in mano, mangiando carote alla julienne spolverate di zenzero fresco grattugiato. Guaderò i cani passare e sorriderò ai padroni come si sorride ad una mamma quando troviamo che il suo bambino sia bellissimo.
Armata del mio pranzo e di una latta di mais linea soviet della coop, quale corpo contundente atto a mettere ko eventuali importunatori, scelgo una panchina di mio gradimento.
Ogni tanto alzo lo sguardo e vedo che non sono la sola ad aver avuto questa brillante idea, impiegati arrivano a frotte, occupando le panchine ed estraendo focacce da sacchetti di carta. Alcuni sono chiaramente alle dipendenze del supermercato, altri sfoggiano divise d'ordinanza in giacca e cravatta. Tutti alla ricerca di un briciolo di natura, un misero contatto con la primavera. Non ho potuto fare a meno di domandarmi se è più triste chi cerca il contatto con la natura in un parco spoglio o chi passa dall'atmosfera metallica dell'ufficio a quella della tavola calda attravrsando asfalto e cemento.
Mentre mi trastullavo con queste riflessioni di stampo marzulliano, una flottiglia di taglierba, trattori e camioncini del comune si è data convegno per una gara di freno a mano a meno di cento metri dalla mia panchina. Il tempo di buttare le cartacce e allontanarmi e la zona di pseudopace è stata invasa dal rumore scoppiettante dei motori lanciati al massimo.

Credo che domani andrò a mangiare all'ipermercato.

13.3.07

No dico quali sono le probabilità che una, ingobbita alla propria postazione di lavoro, decida di mettersi il burrocacao, che lo stick si rompa e spezzandosi finisca esattamente nella scollatura e si incastri nel reggiseno?
Secondo me sono proporzionali al numero di uomini presenti nell'ufficio.

E questo è l'evento rilevante della giornata, da cui si può capire come sono messa.

12.3.07

Ho passato la domenica arrampicata sulla scala con il bastone della vaporella in una mano e lo straccio nell'altra nel tentativo di togliere i quintali di polvere accumulati sulle persiane. Polvere rossa, esattamente quand'è l'ultima volta che ha piovuto sabbia del deserto? Esattamente da quant'è che non pulivo le persiane? E ci sono ancora quelle della camera da letto, alle quali non voglio pensare.
Esaltata dal potere scioglisporco del vapore, mi sono dedicata anche al pavimento del terrazzo e poi è stato inevitabile prendere la macchina e andare al garden delle meraviglie a comprare piantine fiorite e il falso gelsomino da far arrampicare sul bambù.
E' stato un finesettimana di decompressione e va bene così.

11.3.07

Per la seconda volta nella vita, a scuola dall'altro lato della cattedra. Il trauma più grande è arrivare a scuola alle otto e 15 e infatti io e M. entriamo poco prima che il bidello inizi a sprangare la porta. Fortunatamente anche il vice preside, colui che ci ha gentilmente concesso le ore, è ancora a spasso e gli studenti non sembrano troppo ansiosi di entrare in classe.
Questa volta siamo meno organizzati, spargiamo sulla cattedra un plico di fogli da cui trarre ispirazione, M. inizia con un discorso sulla distribuzione della ricchezza nel mondo, i ragazzi sonnecchiano sui banchi. Tocca a me, si parla di dichiarazione dei diritti dell'uomo.
Domando : "Lo sapete quali sono i diritti sanciti dalla dichiarazione?". Silenzio. Sguardi spenti. Indifferenza.
Cambio approccio "lo avete visto il concerto degli U2 a San Siro?". Penso che magari potrebbero ricordarsi il momento in cui sulla muraglia di schermi sono passati i vari articoli, mentre una voce femminile li leggeva. Dal fondo una ragazza "Io gli U2 non so nemmeno chi siano".
Mi si crepa la faccia, mi sembra ieri che ero dall'altro lato del banco ed ora mi dicono che la muscia che ascoltavo è totalmente passata di moda, manco avessi chiesto se conoscono i Deep Purple. Fortunatamente una sveglia, seduta al primo banco interviene in mio aiuto, dicendo alla compagna che è lei ad essere ignorante, sanno che esite Bono, ma il concerto proprio non l'hanno visto. Alla fine con qualche difficoltà iniziano a dirmene qualcuno e il dicorso diventa più facile.
Le prime due ore scorrono senza intoppi, nella seconda classe siamo più carburati, sono anche le dieci del mattino ed i nostri bioritmi hanno preso un andamento regolare. Siamo anche riusciti ad individuare quali sono gli argomenti che ci sono più congeniali, i ragazzi, forse vista la presenza dei professori in aula, sembrano più attenti.
A mezzogiorno, abbandoniamo il campo soddisfatti.
Io però ormai mi sono intrippata con le cifre e nel pomeriggio, prima di crollare addormentata sul divano, mi sfoglio il rapporto dell unicef sulla condizione dei bambini nel mondo. Al di là della situazione dell'infanzia, ci sono una serie di tabelle con dati su popolazione, alfabetizzazione, sanità, reddito procapite.
Ad esempio, lo sapevate che nelle repubbliche dell'ex URSS il tasso di alfabetizzazione è del 99-100% ? Embeh? In Italia è solo del 98%. Anche in Turkmenistan ed in Tagikistan sono più alfabetizzati che in Italia. A Cuba l'alfabetizzazione è del 100%. Mi viene da pensare che nei paesi socialisti, la gente non starà bene, ma almeno sa leggere (magra consolazione in effetti). In Cina l'alfabetizzazione è del 95%, in Corea invece non è dato sapere. La mia teoria non so quanto regga.
E lo sapevate che a Cuba e negli USA la speranza di vita è la stessa? 78 anni. In Italia invece è 80.
Il paese con la speranza di vita più bassa invece è lo Swaziland, in cui la media è 32 anni e la percentuale di popolazione affetta dall'HIV è il 33%. Dov'è lo Swaziland? Qui
Se c'è qualcun altro malato di statistiche come me puo scaricarsi questo.

9.3.07

La parola di oggi è technosexual.

A person, male or female, who is so deeply enthralled with technology they discuss it with a level of passion that most people reserve for [sex]. Not always a [geek] or a [nerd], but generally someone who has the latest and greatest everything.

She became so excited about her new laptop and PDA that her friends knew she must be technosexual.

da Urban Dictionary
Stamattina il risveglio è stato pessimo, torcicollo violento e impossibilità di tenere la testa in posizione diversa da "inclinata in avanti e verso destra". Il Marito mi ha praticamete tirato su dal futon con l'argano, mentre io ad ogni variazione della tensione muscolare del collo emettevo gemiti strazianti. In queste situazioni si fanno interessanti scoperte scientifiche, tipo che la muscolatura del collo è implicata nei movimenti che dalla posizione sdraiata portano a quella seduta e da quella seduta a quella eretta.
Una volta raggiunto il bagno con l'agilità di un gatto di marmo, mi sono trovata davanti ad altre due piacevoli sorprese, un herpes sul lato destro del labbro inferiore e per non farci mancare nulla, due graffi sul lato sinistro della faccia.
Ad un esame più approfondito a causa della contrattura, ho anche la spalla sinistra lievemente più in basso della destra.
Aulin e voltaren in crema hanno portato la sofferenza ad un livello "accettabile" tanto che impavida (?) ho deciso di affrontare la lunga strada verso l'ufficio.
Ora allieto i colleghi con simpatiche gag da uomo di legno.

8.3.07

Approfittare della giornata di sole per inforcare nuovamente Baby,
dimenticarsi di mettere i guanti e accorgersene solo quando si fruga nella borsa per estrarre il blocca disco,
andare finalmente in sede a restituire il pc da rottamare,
approfittarne per prendere il sushi da mangiare a pranzo in un negozio lì vicino,
ritornare in ufficio, casco in mano e sacchetto del sushi nell'altra,
ESSERE SCAMBIATA PER IL FATTORINO DELLE CONSEGNE: NON HA PREZZO

7.3.07

Ci sono, ma il tempo uggioso non aiuta il componimento di post non assimilabili alle farneticazioni di un aspirante suicida. Il dover fare la tinta ai capelli, metter su una lavatrice, preparare la cena per me stessa e per il Marito disperso nelle lande a nord della città, tornare a casa in autobus col sacchetto della spesa fatta a pranzo all'ipermercato, sono ulteriori aggravanti alla mia situazione.
Alle volte ci si domanda dov'era il bivio, quando l'abbiamo imboccato. Quand'è che la nostra strada ha iniziato a curvare inaspettatamente per restringersi infine in un vicolo cieco. Qualche volta ci si domanda se il bivio sia mai esistito e se la palude in cui ci troviamo non sia un posto accettabile dove passare il resto della nostra vita.
Ma la notizia è che c'è una data e la data è il 15 marzo 2008. Il bivio lo abbiamo stabilito a tavolino, come la deadline. Un anno abbondante di tempo dovrebbe consentirci di arrivare preparati alla scelta. Abbiamo anche sottoscritto una clausola : non potremo decidere di rimanere a fissare il cartello segnaletico per un altro anno.
Dà sicurezza essere informati suoi fatti, avere l'illusione che saremo preparati e non ci sarà nessuna pagina che non abbiamo studiato e che sarà difficile fregarci.

6.3.07

Che non sarei andata alla lezione di danza l'ho decretato nel momento in cui ho parcheggiato l'auto sul lato della strada non interessato al lavaggio strade. E dire che, nel caso in cui fossero arrivate le mie fantastiche scarpette da schiava, mi ero riproposta di andarle a provare: nemmeno la presenza del pacco nella cassetta delle lettere mi ha smosso dall'attacco di pigrizia di cui ero preda.
Mia madre dice sempre che faccio bene, io penso invece di fare male. Non bisognerebbe soccombere alla stanchezza mentale che l'ufficio ci infonde e privarsi delle cose che ci fanno stare bene e che fanno sì che la nostra vita sia qualcosa di diverso dal tragitto casa ufficio casa.
Per infierire ulteriormente su me stessa, il tempo sottratto alla lezione di danza è stato impegnato nello studio poco proficuo per la certificazione che a inizio anno mi ero ripromessa di prendere entro marzo, ma che visti i ritmi sarà già un miracolo se vedrà la luce nel 2007.
Studiare dopo cena è una pessima idea, soprattutto se quando vai a dormire c'è qualcosa che non hai capito, durante la notte infatti ho vissuto le due ore di esame e la susseguente bocciatura. Nella pausa pranzo, onde evitare che l'incubo diventi ricorrente, ho studiato la differenza fra stack ed heap in java, ecco il link casomai qualcuno avesse le mie stesse ansie notturne.
Ora scusate, ma vado a cercare un sito che venda cilici on line, visto che oramai sono votata all'autoflagellazione.

5.3.07

Quale finesettimana scegliere per sgarrare pesantemente la dieta se non quello antecedente al controllo dal dietologo?
Tempo bello, camelie in fiore, piacevoli passeggiate, pizza con gli amici, eclissi di luna, cuculli in accompagnamento alla birra, pranzo abbondante, visita ai suoceri, rientro trafficato. Il finesettimana è passato in un soffio, lasciandomi ancora intontita di fronte alla nuova settimana che inizia.

2.3.07

Son of a bitch
3 settimane fa
G - C'è scritto che bisogna fare questa cosa, mi serve questa informazione.
SoaB- Ah sì, ma tanto guarda questa cosa non va fatta per quando c'è scritto lì, va fatta fra 6 mesi.
G - Ah ok quindi non la faccio.
SoaB- No rimanda.
G - Ma nella richiesta è scritta esplicitamente.
SoaB- Tranquilla lo sanno che verrà rimandata.
G - Ok allora non la faccio, l'importante è che siamo allineati.
oggi, ore 12
SoaB- Senti ma in quel documento c'era questa richiesta?
G- Sì ma avevi detto che non l'avremmo fatta e che era rimandata.
oggi ore 13
mail [da SoaB a G] Puoi immediatamente lavorare a quella richiesta e finire entro stasera?

1.3.07

Primo marzo, Baby esce dal letargo e docilmente mi conduce in ufficio. Naturalmente, dato l'evento, il cielo minaccia pioggia.
Mi sento come un criceto in gabbia che corre su di una ruota, folgorato improvvisamente dalla consapevolezza di sé stesso. Mi sembra di vivere una vita che non mi appartiene, di essere arrivata dove sono in base ad un modello che ho fatto mio, senza sentirlo veramente come tale. Mi sembra di essere imprigionata in ciò che ho costruito e mi odio per tutte le volte che avrei potuto mandare tutto a puttane senza aver nulla da perdere soprattutto ora che da perdere ho tanto e ogni scelta è più difficile.
Non riesco ad essere radicale nelle mie scelte, sono sempre sospesa fra due estremi. Faccio scelte di comodo, nascondendomi dietro a false necessità ? Non so. Mi rifiuto di fare compromessi, di dire cose che non sento per egoismo piuttosto che per onestà? Probabile.
Bisogna rivalutare il vivere alla giornata, abolire le aspettative, cestinare i progetti, esser cauti nel desiderare, non si sa mai che il desiderio si realizzi.
E poi uno si domanda com'è che certe persone un giorno escono a comprare le sigarette e nessuno ne sa più niente.

28.2.07

Cossiga.... vi prego abbattetelo fate questo favore all'umanità.
[no dico qualcuno sta sentendo cosa sta dicendo or ora in Senato??]
Varie ed eventuali
Gentilmente offertomi da un collega ho visto il Diavolo veste Prada, non c'è bisogno che ne dica male anche io. Quel che mi domando però è [se ci fosse qualcuno che è riuscito a non vederlo qui di seguito c'è un semispoiler ] : va bene la morale, l'amore che vince su tutto, il senso di colpa, ma dopo che hai lavorato sottopagato per una tiranna isterica facendo 15 ore al giorno e ti sei abituata a vestire capi d'alta moda, non ti tieni nemmeno un cappottino Chanel? Non dico che non si possa vivere senza, ma cazzo piuttosto rivenditelo. Ho finito di leggere "Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi" di Tom Robbins, ma quanto è fuori quest'uomo? Lo amo. E soprattutto cosa si cala?

27.2.07

Il finesettimana è stato uggioso e come da copione, iniziata la settimana lavorativa, il sole è tornato a splendere alto. Cielo limpido e montagne in vista.
Ieri sono rimasta a casa spostandomi dal letto al divano con tutta la mia dotazione di libri e riviste e tentando di recuperare le energie che non ero riuscita a recuperare sabato e domenica.
L'operazione è parzialmente riuscita, la tentazione di replicare oggi era forte. Invece sono qui, con 55 mail in arretrato e la sensazione che sia lunedì.

23.2.07

Una scena nera, spoglia, qualche strumento ed un mucchio di pietre.
Una donna si aggira davanti alla porta dei leoni ascoltando una audioguida. E' qui che accadde, qui che fu uccisa Cassandra per mano di Clitennestra.
Buio.
Arriva Cassandra portando una cesta e inizia a narrare la sua storia.
Un lungo monologo che ripercorre buona parte del libro della Wolfe, un attrice, Elisabetta Vergani, bravissima, che tiene la scena senza cali di tensione, le percussioni e il canto a sostenere la storia.
Al teatro Verdi a Milano.

22.2.07

Disgusto, pessimismo e raccapriccio. O volendo "l'orrore, l'orrore" (tanto per fare una citazione).
Sul giornale leggo che da un lato l'Unione apre agli eventuali membri della cdl che volessero cambiare schieramento, ma che per fortuna Sanremo è salvo poiché è stato firmato il decreto che elimina il tetto posto ai compensi dei conduttori fissato alla modifca cifra di 272.000 euro, così Pippo e Michelle potranno essere debitamente ricompensati e il festival nazional popolare potrà godere del suo splendore.
Sti cazzi, allora possiamo dormire sonni tranquilli.
Io ho votato per questo governo e ingenuamente credevo, speravo, agnognavo che dopo questi sette mesi di lacrime e sangue per sistemare il dissesto della spesa pubblica, nonostante tutto, potessero fare riforme serie, cambiare una legge elettorale assurda, riportare l'Italia ad un livello di credibilità e di libertà un po' meno da repubblica delle banane rispetto ad ora.
E invece mi tocca vedere il reimpastone, così subito, pronti via, cornuta (la simpatica riforma del TFR) e maziata (sofferenza per cosa poi?).
Roba da andare a casa, bruciare la tessera elettorale, metter i vestiti nel trolley e salire sul primo aereo sfanculando tutti.
Pessimismo disgusto orrore e raccapriccio. PS E per completare il quadro del disgusto guardatevi la copertina di libero

19.2.07

Quella pineta l'ho percorsa in lungo e in largo fin da quando sono stata in grado di camminare e non escluderei che i miei genitori mi ci portassero anche quando non ero in grado.
In quella pineta abbiamo piantato l'albero di Natale che miracolosamente era sopravvissuto a 15 giorni di clima d'appartamento con palline e candeline incastrate fra i rami, albero così vitale e rigoglioso che due settimane dopo era già sparito per finire a decorare qualche giardino.
In quella pineta abbiamo sepolto Rufus, onorato gatto di famiglia.
Quella pineta l'abbiamo attraversata le mille volte che siamo saliti a Punta Martin.
Quella pineta ha visto i nostri fugaci tentativi di fare i giovani ribelli, seduti su di una pietra con una birra fra i piedi a parlare del senso della vita.
Quella pineta l'abbiamo costeggiata ogni volta che siamo andati a comprare la verdura dal contadino e i limoni con la buccia non trattata, buonissimi per fare il lemoncello e la marmellata.
Per quella pineta siamo passati correndo le volte che abbiamo rubato la frutta nella casa disabitata ma con gli alberi curati.
Quella pineta è andata in fiamme due anni fa, ma anneriti e spogli , gli alberi erano ancora lì, sui rami qualche rara pigna che si rifiutava di compiere il suo destino.
Quella pineta ora non c'è più, dalla bergamasca sono scesi i tecnici, tute rosse da palombaro e seghe circolari alla mano, albero dopo albero hanno tirato giù tutto.
Hanno coperto anche quei piccoli pinetti che coraggiosamente avevano fatto capolino sul terreno bruciato.
Ho visto un bosco sparire, avrò il tempo per vederlo rinascere?

16.2.07

Thanks god it's friday
Ieri l'out out "Cuba - condizionatore" mi ha incupito più del dovuto estendendo il malumore a macchia d'olio su tutta la serata. Che la prospettiva di passare l'estate chiusa in casa a rimirare i miei split per quanto refrigerante non mi sembrava affatto appagante e purtroppo quando inizio a vedere tutto nero non c'è speranza di farmi cambiare prospettiva.
Oggi, passata la burrasca, mi sono messa a valutare tutte le alternative e a stendere una finanziaria casalinga per contenere la spesa e accantonare il necessario per condizionatore e vacanze.
Nell'ottica di risparmio mi sono documentata su pompe di calore e tecnologia inverter, arrivando alla conclusione che, fanculo, ad aprile i panni da che mondo e mondo ci mettono una vita ad asciugare e posso anche continuare a vivere senza la pompa di calore. Ho iniziato a tenere sott'occhio tutte le compagnie aeree e le offerte di voli last minute per non lasciarmi sfuggire l'occasione migliore.
Ho depennato dall'agenda tutti gli inviti a finsettimana sulla neve.
Sto meditando di lasciare a casa bancomat e carta di credito e di girare con pochi soldi in tasca come deterrente alle spese impulsive.
Ho anche pensato di abbandonare la comoda semplicità della slunga per avventurarmi al discount e di venire al lavoro a piedi per risparmiare sulla benzina (del resto essendo a dieta avrei anche l'approvazione del mio dietologo).
Ero lì matita fra i denti e pallottoliere nella mano che fissavo compiaciuta la mia opera, quando mi è caduto l'occhio sulla posta appena arrivata: bolletta del gas e dell'adsl. Allora ditelo che c'è qualcuno che rema contro!

15.2.07

Air conditioned or not air conditioned? This is the problem

Pro:
dormire la notte in estate diventerebbe la regola e non l'eccezione
dormire nella vasca da bagno con una miscela di acqua e ghiaccio a zero gradi non è una alternativa
mettere il materasso sul terrazzo nemmeno, se l'aria è calda, è calda e le zanzare non perdonano
emigrare verso climi più decenti ogni sera è dispendioso
emigrare verso climi più decenti ogni sera è faticoso
emigrare ogni sera verso climi più decenti è inquinante
questa si preannuncia come l'estate più torrida del secolo e va beh che i metereologi non ci azzeccano mai e i giornalisti amano fare sensazionalismo, ma se va come l'inverno non stenti a crederci

Contro:
l'aria condizionata è innaturale
l'aria condizionata inquina
l'aria condizionata può portare raffreddori o torcicolli, se non debitamente manutenuta può addirittura portare la legionellosi
l'aria condizionata costa un sacco di soldi
se metti l'aria condizionata, andare a Cuba in vacanza più che un lusso diventa un miraggio

Sebbene i vantaggi siano indubbiamente maggiori degli svantaggi, cancellare il viaggio a Cuba è un deterrente enorme.
Se non vado a Cuba adesso, quanto mi durerà Fidel Castro ancora?
Se rinuncio ad un viaggio per una comodità casalinga non è che sto ammettendo che sono morta dentro?
D'altro canto se con il prezzo dell'impianto di condizionamento mi faccio una vacanza a Cuba in sciallo completo ad aprile, che ne sarà di me nella canicola estiva? Temo che quel libro comprato di recente e non ancora letto abbia un titolo profetico "Vedi Cuba e poi muori".

14.2.07

Il gioco delle tre carte, parte III
Avete presente la storia delle tre posizioni in azienda, delle tre risorse e delle beghe dei loro responsabili?
Posto che non è ancora chiaro chi abbia occupato la posizione Z, nel frattempo si è capito che fine abbia fatto C.
Rientrata al lavoro dopo i sei mesi di maternità con un part time di 6 ore, è stata promossa a responsabile dei test di un progetto interno dell'azienda. Come dire trovarsi al momento giusto nel posto giusto, questo infatti potrebbe essere il trampolino di lancio verso un ruolo più manageriale.
Qui nascono spontanee alcune considerazioni. Una persona in part time con un figlio di 7 mesi non viene ritenuta idonea a lavorare presso il cliente: non può fare la giornata piena e alla prima malattia del figlio si assenterà dal lavoro per assisterlo, non sarà quindi in grado di erogare un servizio continuativo e stabile (e le parole non sono scelte a caso dal momento che i lavoratori sono strumenti al pari della macchine). La stessa persona però può tranquillamente divenire responsabile di una parte di un progetto interno.
Sembrerebbe che la maternità sia un sistema premiante per essere promossi, da quando viviamo in una società matriarcale?
Io non sono pronta per questo, sono nata e cresciuta in una società maschilista e credo che fra due donne a parità di istruzione competenza in materia e doti caratteriali, di cui una madre e l'altra no, nel lavoro debba essere favorita quella che non ha figli ( e si noti che tutto il resto deve essere pari) perché inevitabilmente potrà essere maggiormente concentrata sulla sua attività lavorativa.
In realtà a ben pensarci nulla è cambiato, da quando in qua i capi lavorano?

13.2.07

La domanda del giorno, perché pur mangiando dosi in tutto e per tutto simili a quelle che mangiavo prima, da quando sono a dieta ho il triplo della fame?

12.2.07

Finesettimana in famiglia, con intermezzo lavorativo.
Sabato mia madre mi ha iniziato alla macchina da cucire, una volta sviscerata la parte tecnica di avvolgimento spoline e giri da far fare al filo adesso non mi resta che imparare a cucire dritto, il che è meno semplice del previsto. In pratica quando aziono il pedale, la macchina parte a tutta birra e mi si imbizzarrisce la stoffa. Mi sa che è questione di pratica, un po' come quando a scuola guida ti insegnano a pattinare con la frizione. Temo però di essere più portata per i motori che per il cucito.
Domenica invece pranzo a casa della zia in compagnia di padre e marito. C'era anche il triscugino con le guanciotte paffute, cresciutissimo, quasi pronto a camminare senza aiuti, molto interessato al funzionamento delle maniglie delle porte. Sono anche riuscita a convincere il marito a tenerlo in braccio per tre minuti netti, un record. A breve prova fotografica su flickr.

11.2.07

E come di rito, la prima cosa da fare lavorando di notte è lamentarsi sul blog.

8.2.07

Momenti di vita coniugale.

Stamattina
G. - scusa per tutto il casino di ieri notte
il Marito - casino?
G. - sì continuavo a tossire e a rigirarmi, alle due mi sono anche alzata
il Marito - ah non mi sono accorto di nulla
G. - dovevo accorgermene quando ti ho tolto il libro dalle mani, ho spento la luce e non hai reagito.

Per la serie è bello sapere che quando stai male c'è qualcuno che veglia su di te.

A pranzo, per telefono
G. - ma secondo te è meglio un cilindro gonfiabile che le lo schiacci da un lato suona oppure un camioncino in cui puoi incastrare le formine?
il Marito - non mi è chiara la faccenda del camioncino, ma che premi sono? che punti stai usando?
G. - Punti? E' per Leon[*]! Un camioncino con il cordino per tirarlo, che assomiglia d una betoniera e nella parte girevole puoi incastrare delle formine. Cosa avevi capito?
il Marito - Pensavo fossero i premi della raccolta punti del supermercato, che dovessi usarli, però non capivo il camioncino
G. - ah perché ti pareva normale invece che volessi mettere in casa un cilindro musicale gonfiabile?

[*]il triscugino

7.2.07

The question is: possibile che l'8 febbraio non mi sia ancora stato accreditato lo stipendio?
La scusa è che il consulente del lavoro ha fatto fatica a recepire le modifiche introdotte dalla finanziaria e che solo lunedì è riuscito a consegnare alla ditta gli importi con cui fare il bonifico ai dipendenti.
Ovviamente alla banca non interessa che i dipendenti ormai siano tutti sull'orlo della bancarotta a causa di mutui, acquisti a rate di automobili, pagamenti bollette automatici etc etc quindi si prendono i loro giorni canonici per effettuare il trasferimento.

6.2.07

In un sussulto di senso civico, dopo il libro di Savi@no, complice l'influenza che mi ha inchiodato in casa nel finesettimana, ho letto l'ultimo libro di Trav@glio "La scomparsa dei fatti".
Un ottimo modo per rinfrescare la memoria e riflettere sulla storia recente e sul ruolo del giornalismo italiano.
Un ottimo modo per incazzarsi e disgustarsi ancora un po', caso mai non lo fossimo abbastanza o il nostro senso civico si fosse assopito fra l'influenza, la nebbia e gli impegni lavorativi.

5.2.07

La triste verità è che nel mio intimo sono una stakanovista. Ho pensato bene di ammalarmi sabato per l'ora di pranzo e guarire domenica per l'ora di cena, in modo da poter essere in ufficio pronta sul pezzo di lunedì mattina.
Prima di accingermi a passare la giornata avvolta in una copertina di lana seduta sulla poltrona reclinabile di mia nonna sabato mattina ho fatto una passeggiata sui monti con mia mamma. Ho fatto il giro che, sedicenne, facevo con gli amici per andare a rubare la frutta alla casa del contadino part time. Giro che fra parentesi ho scoperto che la metà dei sedicenni della mia generazione faceva almeno una volta al mese.
Essendo 15 anni che non mi avventuravo in quei boschi ed essendo i boschi stessi arsi quasi completamente nell'incendio di qualche anno fa, il giro non è riuscito esattamente come pensavo, ma è stato comunque piacevole. Le mimose sono in fiore, le camelie pure e nel mezzo della devastazione più totale abbiamo pure scoperto un paio di cespugli che assomigliavano parecchio a cespugli di mirtillo.

2.2.07

Tipo che cercare di rendere presentabile il pc da restituire in ditta è un po' come fare archeologia: foto, ricevute di acquisti online, progetti di itinerari di viaggi a volte realizzati a volte lasciati lì, documenti di progetti passati, progetti software vari, demo di software da studiare nei momenti buchi per farsi una cultura.
Aggirandosi nei meandri delle cartelle, si fanno scoperte interessanti e/o inquietanti. Ad esempio ho appena scoperto di avere installato su questo pc un cr@ck di p@ssword. Non ricordo, forse in uno dei miei innumerevoli momenti di sconforto lavorativi, pensavo di darmi alla carriera di h@cker. O forse volevo introdurmi nell'account di qualcuno che mi sta sui coglioni e mandare mail di insulti al capo a suo nome. Chissà.
Mi sa che l'unica soluzione per non fare figure di merda comunque è un bel : "format c:".

1.2.07

Angolo del turpiloquio
Ma lo sapete a me quanto cazzo me ne frega di come si chiamano le vostre promozioni di merda? Una beata cippa! Non volete dirmelo? Non ditemelo! Chissenefrega!
VAFFANCULO voi, le promozioni e i calciatori decerebrati che ne fanno la pubblicità
Per me sulle vostre tabelle del cazzo potrebbe esserci pure un codice fiscale, che magari ai due coglioni viene anche più facile da sillabare che le parole inglesi.
Non me ne fotte una sega.


ps se qualcuno si domandasse perché allora sto inveendo come una ossessa è che ormai anche le persone con cui si poteva lavorare tranquillamente sono scese sul terreno del "fottimi tu che ti fotto io" e tutto questo grazie alla simpatia dei miei responsabili. Ed io su quel terreno finisce che ci affogo come nelle sabbie mobili.
Ho letto Gomorr@ di Roberto S@viano, l'ho finito qualche sera fa ed è da un po' che medito di scriverne qualcosa.
Non è facile trovare le parole per descrivere lo sgomento che mi ha preso, focalizzando l'attenzione su qualcosa della cui esistenza giungevano alle mie orecchie solo echi lontani, il brusio in sottofondo di una televisione accesa a basso volume che racconta della guerra fra gli scissionisti e dei morti ammazzati per strada con cadenza giornaliera. Una di quelle cose di cui uno non si cura, che non arrivano a scalfire l'attenzione, un problema distante come Napoli da Milano.
Non è facile spiegare il meccanismo inconscio di rimozione che porta a considerare la c@morra, un problema della Campania. O forse lo è fin troppo, solo che ci si vergogna ad ammetterlo.
Quando si finisce di leggere questo libro si conosce qualcosa di nuovo, alcuni meccanismi sono diventati familiari e non si può più avere lo stesso sguardo distratto sul fenomeno che si aveva in precedenza.
E bisognerebbe che lo leggessero tutti, che non c'è peggior nemico della verità dell'indifferenza.
Visto che però le parole sono difficili da trovare e come critico letterario faccio pena, linko qui il numero di nandropausa dove WM1 e WM3 dicono cose interessanti su questo libro.
E qui gli interventi dell'autore su alcuni temi trattati nel libro.

31.1.07

Come giorni della merla fanno un po' ridere. Stamattina comunque il termometro segnava 1.4 gradi e un bel manto nebbioso drappeggiato davanti alla finestra del soggiorno stroncava definitivamente la mia già esigua voglia di andare a lavorare.
Stasera per completare gioiosamente una giornata in cui le lancette dell'orologio sembrano vittime di letargismo, mi attende l'assemblea di condominio.
Sulla macchina continuo a trovare volantini di finanziarie che pubblicizzano prestiti erogabili in tempo zero "per realizzare tutti i vostri sogni nello spazio di una giornata". Pensavo che la frequenza con cui i volantini si materializzano sotto i tergicristalli dipendesse dalla zona in cui parcheggio la macchina durante il giorno, ossia nelle vicinanze di un complesso di edifici che oltre a ospitare il mio lager ospita pura un call center. Come dire zona frequentata da gente mal retribuita e insoddisfatta che per scampare al suicidio necessita di un prestito da sperperare in shopping compulsivo.
Poi mi sono resa conto che ovunque io vada, la mia macchina è presa di mira. Al che mi è venuto il sospetto che l'aspetto trasandato della mia Micra suggerisca ai volantinatori che c'è terreno fertile per seminare il germe del credito al consumo. Signori, mi verrebbe da dire, se proprio volete farmi venire il dubbio, infilate il vostro volantino dentro una brochure che pubblicizza viaggi alle galapagos.

30.1.07

Se qualcuno si stesse chiedendo come sia finita la questione di A B C e degli spostamenti in azienda.
A ovviamente non ha raggiunto la posizione Z.
In tutto questo oltre alle faide fra H, K, e J responsabili diretti delle risorse in questione, si è inserita la grande ira di Q, capa suprema di H, che prima del congedo per maternità che potrebbe sancire l'inizio della fine per la sua carriera, ha voluto dare sfoggio del suo potere.
"Qui non si muove nessuno se non lo dico io!". Di fronte alle volontà di sua maestà, i poveri mortali non possono che chinare il capo ed annuire.
A peraltro non aveva mai nutrito illusioni su come la faccenda si sarebbe conclusa.

29.1.07

Importante!
Mi è arrivata oggi questa mail e ritengo che sia importante diffonderla.
Lo scorso 4 gennaio la Digos di Milano ha prelevato dal luogo di lavoro il cittadino tunisino Sig. Cherif Foued Ben Fitouri, regolarmente in Italia dal 1996. Dopo essere stato portato alla Questura di Milano, a Foued viene notificato il decreto di espulsione. La notte stessa viene imbarcato per la Tunisia senza possibilità di contattare un avvocato e senza sapere con esattezza i capi di imputazione. Dramma a cui si aggiunge la violenza morale di venire strappato ai propri affetti senza una reale motivazione. Cherif Foued vive in Italia da oltre dieci anni, qui ha un lavoro ed è sposato con una cittadina italiana. Ha tre bambine, Amira 10 anni, Sara 5 anni e Asia 2 anni, che dipendono dal suo lavoro e dal suo affetto. Foued è stato espulso in Tunisia illegittimamente, creando un precedente gravissimo per la nostra democrazia e per il principio del diritto alla difesa.

L’ESPULSIONE DI FOUED È ILLEGITTIMA PERCHÉ:
- non ci sono prove, non è mai stato indagato né in Italia né all’estero; - non ha goduto del diritto di difesa;
- esiste un divieto di espatrio verso Paesi ove chi viene espulso potrebbe essere soggetto a pene illegali e comunque ove non gode dei diritti civili.
La Tunisia, secondo il rapporto di Amnesty International del 2006 non garantisce i diritti e pratica la tortura. Il nostro Paese aderisce a patti comunitari, europei e internazionali, che garantiscono la difesa di tali diritti.

Considerare l'Islam quale sinonimo di fondamentalismo religioso è la causa prima del fenomeno terroristico. Tale visione porta il governo del nostro Paese, e di gran parte del mondo occidentale, a trattare i concittadini islamici come potenziali nemici da eliminare e non come esseri umani con diritti da rispettare.

CHIEDIAMO CHE IL GOVERNO ITALIANO SI FACCIA CARICO:

- dell’incolumità della vita di Foued Cherif;
- di riportare immediatamente Foued Cherif in Italia, dalla sua famiglia;
- dei danni economici e morali causati a Foued e alla sua famiglia.

al link che vi allego qui sotto è possibile firmare e far firmare la petizione per foued http://www.centrodelleculture.org/petizioni/
Nel perfetto finsettimana casalingo la sera si guardano un sacco di telefilm.
Il sabato mattina ci si attarda sotto le coperte fino a che l'idea di uscire per fare un giro al mercato diventa irrealizabile.
Si cucina una frittatona di carciofi con contorno di patate al forno e poi si prende l'autobus per andare in centro.
Ci si trova sgomente ad osservare una mandria di giovincelli abbigliati in maniera bislacca, che spacciano inviti per entrare in discoteca al pomeriggio.
Si va finalmente a vedere la mostra di Tamara de Lempicka, non si fa nemmeno un minuto di coda per entrare e si trovano le sale semivuote.
Si esce col catalogo sottobraccio e ci si avvia all'appuntamento col Marito, comprando le prime chiacchere della stagione.
Si conosce il piccolo James e lo si osserva ronfare nella carrozzina.
Si va a mangiare all'hare krisna e poi si rientra a casa e ci si addormenta sul divano davanti ad un film.
Si passa la domenica mattina a pulire la casa.
Dopo pranzo ci si addomenta sul divano, ma poi si vince la pigrizia e si va a biciclettare lungo il naviglio.
Si estrae la stirella e si smaltisce il cumulo di roba da stirare guardando un film.
Ci si stupisce che l'ora di cena sia già passata e il finesettimana sia finito.

26.1.07

Eh la psicoanalisi, è sempre la solita storia, prima c'erano il peccato e il diavolo, adesso ci sono la psiconalisi e il subconscio
77 anni e un braccio ingessato in posizione innaturale, Paolo Poli dà vita ad uno spettacolo un po' surreale stile rivista di cabaret, con siparietti musicali e buffi travestimenti.
L'immagine che mi ero fatta di lui in televisione vedendolo sedere raffinato ed elegante nella poltrona di Fazio, con le braccia entrambe ancora intere, non coincide con ciò che vedo sul palco.
Non che sia sguaiato o volgare, è solo inspiegabilmente freddo. Forse è il genere di spettacolo a non essere nelle mie corde, forse è che al teatro carcano l'audio è veramente ignobile, forse è che fra cambi d'abito balletti e canzoni, con la sua età e il braccio in posizione da egizio alla fine è la stanchezza a farla da padrona. Quando finalmente mi stavo divertendo lo spettacolo è finito e dopo i vescovi che cantavano tropicana, i bis non erano all'altezza.
Inutile dire che però le battute sulla chiesa mi hanno fatto tutte molto ridere.

24.1.07

A 31 anni ci si aspetterebbe da una donna, soprattutto se sposata, una certa compostezza.
Ci si aspetterebbe che i suoi interessi convergano verso occupazioni casalinghe e che se proprio non ne vuole sapere di riprodursi, almeno si metta a fare la maglia o a cucire.
Che, come si diceva qualche post addietro, abbandoni la moto quantomeno per una vespa, se non addirittura per una bicicletta rosa dotata di cestino in cui riporre la spesa.
Ci si aspetterebbe che la sua predisposizione alla vita casalinga e ciabattara si accresca e diminuisca l'interesse per i weekend in giro per il mondo.
A 31 anni ci si aspetta che finalmente una donna dismetta la divisa jeans, maglietta e scarpe da ginnastica adottata ai tempi dell'università e sfoggi ogni tanto qualche graziosa gonnellina abbinata a stivali di taglio femminile.
Ho comprato la lana e i ferri, ho comprato la macchina da cucire, meditavo di disfarmi di Baby e non è detto che non lo faccia, la mia pigrizia casalinga è ai massimi storici e non è inusuale vedermi raggomitolata sul divano avvolta in un fantastico scialletto rosso. Sto anche meditando di adottare un cane per fare le prove di una eventuale decisione futura di perpetrare la specie umana. Sono due giorni di fila che indosso gonna e stivali e mi trucco con cura.
Potrei quasi darla da bere a qualcuno, forse anche a me stessa.
Basta che a nessuno venga la curiosità di sapere cosa c'è nel mio Ipod shuffle.
Ebbene sì, alla veneranda età di 31 anni, iniziano a piacermi i Motorhead.

23.1.07

Piove, diluvia anzi ed io so perché.
No, non è l'estrema propaggine dell'uragano Kyrill. E' solo che è arrivato il mio pc portatile, ordinato con urgenza a fine agosto perché quello che uso attualmente sembrava stesse rendendo l'anima al Signor Acer.
Il fido pc invece ha fortunatamente continuato eroicamente il suo serivio fino ad oggi, spero non mi abbandoni, per lo scorno della sostituzione, proprio in mezzo al trasferimento dati.
Quello nuovo è qui alla mia sinistra, spento e scollegato. Non ha nemmeno l'antivirus poverino. Ma fino a che non me lo mettono in rete non posso fare altro che rimirarlo.
L'ultima volta che dovevo collegare un pc in rete c'è voluta una settimana una settimana in cui non avevo un altro pc, una settimana in cui non ho potuto lavorare. Ora che comunque un pc funzionante sotto alle dita ce l'ho, non oso pensare a quanto mi toccherà aspettare.

22.1.07

Tornata in terra natia, spupazzato il gatto, uscita a fare spese con la mamma, sferruzzato la sciarpa (che sarà pronta forse fra un decennio), attaccate finalmente le foto del matrimonio sull'album ufficiale, data smalto sulle unghie, ritonata a Milano, esibita in un circolo di resistenza culturale (ed io credevo di andare a ballare all'ospizio), recuperato il marito, cenato con gli zii, spacchettati gli ultimi regali di Natale, svenuta nel futon. La sveglia ha suonato ed era già lunedì.

19.1.07

Sembra primavera a dispetto del vento feroce che colpisce il nord europa, a dispetto del clima uggioso che d'inverno prende alloggio a milano, ma che oggi chissà, forse è andato in gita fuoriporta.
Per una coincidenza non del tutto spiegabile con la mia meteopatia, mi sembra di essere un orso bruno che esce dal letargo con una gran fame evoglia di sgranchirsi. Come se l'apatia che mi aveva colto a inizio anno, fosse stata spazzata via insieme alla nebbia.
Gli impegni sembrano accavallarsi e la mia agenda segna programmi serrati fino alla terza settimana di febbraio. Tutto bene, è bello sentirsi vivi e non lasciarsi scivolare i giorni addosso uno uguale all'altro. Solo mi domando: non è che poi a primavera mi dovranno mandare in letargo forzato con una bella siringona di sonnifero, come è successo agli orsi bruni di cui sopra?

18.1.07

Alle volte penso che dovrei pensionare Baby e passare ad una vespa PX (rigorosamente blu anch'essa), sulla quale installare parabrezza, mantellina per le gambe e bauletto per il casco/spesa.
Penso anche che dovrei pensionare la povera Micra e passare ad una macchina piccola e maneggevole, parcheggiabile facilmente, non una Smart, ma quasi.
Questo farebbe di me una donna supermotorizzata adatta alla selvaggia vita cittadina. Farebbe di me anche una sporca consumista e inquinatrice, nonché una a cui pesa il sedere, che a ben vedere per venire in ufficio potrei usare la bicicletta e smetterla di spargere ottani e polveri sottili in giro per il creato.
Per sopravvivere alla calura di agosto poi, il buon senso consiglierebbe l'adozione di un condizionatore fisso a muro. Che oltre ad intristire ulteriormente il mio conto in banca andrebbe anch'esso ad aumentare il buco nell'ozono.
Al di là delle preoccupazioni ecologiche, facilmente scacciabili con una scrollata di spalle, che si sa la pigrizia ha la vittoria facile, mi domando:
Si va beh, mettiamo che cambio moto, cambio macchina, mi compro il condizionatore, e poi? Che me ne faccio di una vita cittadina comoda e agiata se il mio più grande desiderio quando sono in città è di fuggirne? Che me ne faccio di un mezzo che mi consenta di arrivare in meno tempo in ufficio, così poi ho più tempo per lavorare? Siamo matti?
Sì, decisamente sì.
E' per questo che domani vado a comparmi la guida turistica di Cuba.

17.1.07

Siano dati tre dipendenti A, B, C e tre posizioni in azienda X Y Z.
A è in X, B è in Y, C è in maternità Z è la posizione vacante.
Siano H il responsabile dell'area X, K il responsabile dell'area Y e J il responsabile dell'area Z.
Calcolare la probabilità che A raggiunga la posizione Z, C la posizione Y e B la posizione X, tenendo contro che H odia K vicendevolmente ricambiato, che J si sente superiore sia ad H che a K e che A B C sarebbero altamente favorevoli alla nuova dislocazione.

15.1.07

E domenica finalmente è stata neve.
Salita in ciaspole al Rifugio Maria Luisa da Riale. Il paesaggio grigio e malmostoso che avevo incontrato nella gita di 2 anni fa era addolcito dalla neve e dal sole.
Mentre in pianura imperversava la nebbia, con la quale avrei fatto i conti al mio rientro, in val Formazza il cielo era limpido.
A parte i fondisti riuniti per una gara nella piana di Riale, tutti gli appassionati di neve erano in fila per salire al Maria Luisa. Sci alpinisti, ciaspolatori, portatori sani di bob e bambini, padroni di cani, passaggiatori della domenica punteggiavano il fianco della montagna in una sorta di processione.
Fortunatamente la strada era lunga e non ci si disturbava a vicenda. I più divertiti dalla situazione erano i cani che correvano su e giù impazziti, infilavano i tartufi nella neve per poi scarnoffiare rumorosamente, salivano sui piedi di chiunque incrociasse il loro cammino. A seguire grossa soddisfazione dei bimbi bob-muniti e infine di tutto il resto dei presenti.
La gita si è articolata così: Riale(1740 m)- Maria Luisa (2150 m)-Lago Toce -Lago Castel + pranzo al sacco al rifugio con degustazione genepy L'allegra gita è stata possibile grazie al Fido Presidente e alle sue doti organizzative, nonché all'ospitalità di tutta la famiglia. Grazie!

12.1.07

Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.


Gli annunci di ricerca personale sono infatti quanto di più deprimente vi possa essere. Cercano venditori di putrelle, vino, fitocosmetici, cercano agenti di recupero crediti (altrimenti detti picchiatori), cercano callcenteristi in outbound (altrimenti detti rompicoglini). In alternativa ti offrono posizioni come imperatore della galassia, a patto di avere almeno 15 anni di esperienza in posizione analoga.
Oggi poi il mito della Svizzera e dei suoi stipendi d'oro è stato definitivamente sfatato. Qui si era già tutti pronti a fare i transfrontalieri, ma poi si è scoperto che la retribuzione lorda offerta per un analista funzionale bancario jr è di 21000 euro all'anno, il che ci ha fatto rivalutare la candidatura come commessi dell'esslunga dietro casa (che prenderanno meno, ma hanno anche meno spese).

Un venerdì mattina di sole e di cielo limpido con le montagne (scarsamente) innevate sulla linea dell'orizzonte, gli annunci di lavoro del corriere uniti alla mail del classico stronzo di turno, rendono insopportabile la permanenza alla scrivania.
E non è solo una questione di malessere strisciante facilmente annegabile nella distrazione di turno. E' che vien su tutta l'inquietudine, la voglia di fuggire e la consapevolezza che ci sono stati momenti in cui si sarebbe potuto farlo e non lo si è fatto accampando scuse risibili, ed ora che le scuse sono più sensate e i vincoli più stringenti è ancora più difficile farlo.
Eppure non è impossibile, c'è gente che lo fa, manda tutto a quel paese, un lavoro che non interessa e si prende del tempo, fa un viaggio, cambia completamente ambito. E allora viene il dubbio di essere dei codardi, dei mediocri e di non meritarsela la felicità ed una vita decente.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.

10.1.07

Se allora mi devo chiedere che cosa per te io ho sognato, te lo dico semplicemente: volevo che tu fossi un uomo libero. Proprio a questo ci tenevo tanto e avevo quella strana formula, un po' grulla anche, un po', come dire, maschilista, che siccome tu eri l'uomo, mio figlio, sentivo che potevi essere un uomo libero, ma che non saresti mai stato felice perché la libertà e la felicità non vanno di pari passo. Per la Saskia invece [...] mi auguravo che fosse felice, sapendo che non sarebbe mai stata libera. Perché una donna si sposa, fa figli e non è libera come lo sono stato io e come poi sei riuscito ad esserlo tu.


Non è che tutte le porte sono chiuse, che il mondo è già tutto sprangato e i posti sono già presi dagli altri. Ma per nulla! Io trovo che la cosa più bella che un giovane possa fare è di inventarsi un lavoro che corrisponde ai suoi talenti, alle sue aspirazioni, alla sua gioia, e senza quella arrendevolezza che sembra così necessaria per sopravvivere. "Ah ma io non posso perché..." Tutti possono. Ma capisci quello che dico? Bisogna inventarselo! Ed è possibile,possibile,possibile.


La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani, da cui le citazioni qui sopra sono state tratte, è un libro veramente bello, che merita di essere letto. Contiene la visione della vita e della morte di quest'uomo grandioso e gli anneddoti sulla sua vita incredibile.
E' qualche giorno che ho finito di leggerlo, ma queste frasi continuano a ronzarmi nella testa e a solleticare la mia irrequietezza congenita.
Ma questa è un'altra storia, un altro discorso che merita più tempo e concentrazione di quella che posso dedicargli adesso.

9.1.07

Volevo scrivere un altro post, ma oggi è scoppiato di nuovo l'argomento "TFR fondo pensione o inps?".
Posto che ho ancora le idee molto confuse in proposito, anche perché non riesco a figurare me stessa come pensionata, pensavo fosse utile riportare qualche link.
Innanzi tutto il sito http://www.tfr.gov.it riporta una spiegazione sulla riforma e su quali siano i percorsi decisionali possibili.
Per chi, come me, è assunto con il contratto nazionale del commercio, salvo diversi accordi aziendali interni, il fondo pensione è il Fonte.
Infine volendo si può consultare lo speciale del sole 24 ore. E fino a qui ci sono i fatti. Se poi si vuole partire nel mondo della fantapolitica:
pare che dai calcoli attuali fra 30 anni il valore della pensione sarà circa il 60% dello stipendio medio calcolato sui 40 anni di servizio, contro all' 80% dell'attuale
pare che investendo la totalità del tfr nel fondo di pensione di categoria, grazie agli sgravi fiscali, ai contributi dell'azienda e quant'altro si arriverà nuovamente ad una percentuale dell'80%
pare che lasciando i soldi all'inps una volta che uno raggiunge l'agognata pensione, si recuperi tutto il capitale.
L'idea di vivere su di una spiaggia senegalese o a santo domingo per abbattere il costo della vita, comincia a non sembrarmi malvagia. Al fine di acquistare un bungalow e vivere allo svacco, converrà recuperare tutto il capitale oppure avere un vitalizio?

8.1.07

Oiboh oggi si ricomincia e a pieno ritmo, la nebbia avvolge l'ufficio nella migliore tradizione da lunedì lavorativo e tutti, me in primis, faticano a carburare. Gli argomenti di conversazione più gettonati sono ICI e TFR, il che non aiuta.
Il 6 ho effettuato il primo acquisto nei saldi. Volevo uno di quei vestitini con la fantasia un po' optical, un po' anni sessanta. Ne avevo visto uno che mi piaceva un sacco un mese fa, ma non l'avevo preso perché mi pareva costasse troppo. Sono tornata nel negozio e, ovviamente, del vestito che mi piaceva non esisteva più la mia taglia. Ho provato una taglia in meno, ma a causa degli stravizi festivi, facevo tanto effetto insaccato. Nemmeno la pancera Bridget Jones avrebbe potuto aiutarmi.
Ne ho provato uno della mia taglia e nero, che si sa snellisce e rappacifica con lo specchio, ma non ero convinta. Volevo un abitino fantasia.
Alla fine ne ho preso uno,grigio scuro, con una fantasia a puntini, molto bello. Peccato però che in saldo costasse di più del primo a prezzo pieno. Per la serie acquisti oculati!

6.1.07

Sono giorni sonnacchiosi in cui l'attività principale è trasferirsi dal letto al divano, prima a casa mia, adesso da mia madre.
Dopo le bellezze di Parigi, prima di ricominciare la vita frenetica con tre sere a settimana impegnate, mi godo il dolce far nulla e più o meno deliberatamente saboto i buoni propositi vergati in inchiostro verde sulle prime pagine della mia agenda moleskine 2007.
La tuta supergiovane ricevuta per Natale è il surrogato del pigiama per le ore diurne. Ho provato a fare gli addominali come primo tentativo di lotta agli accumoli adiposi natalizi, ma il gatto di casa si è opposto, dapprima solleticamdomi gli alluci con i baffi, poi miagolando a fauci spiegate ed infine non contento, saltandomi direttamente sulla pancia tesa per lo sforzo ed acciambellandosi soddisfatto non appena sono ritornata in posizione orizzontale.
Mi godo la vista dalle finestre, il mare e il cielo grigi di nubi e il bagliore dorato di quei pochi raggi che riescono ad attraversare la cortina di nubi per lasciare una scia dorata sulle acque. Questa non è più casa mia da tanto tempo, ma è come se lo fosse. Sono 28 anni che posso ammirare questo panorama e fra qualche mese non sarà più così scontato farlo. Dovrò venire apposta qui per annusare la salsedine e guardami le case colorate del lungomare. Non mi capiterà più casualmente di passare per strada e incontrare compagni dell'asilo, delle elementari, amici delle medie, negozianti che mi hanno visto crescere e fermarmi a fare quattro chiacchere.
Qui ci sono le mie radici e anche se non è qualche chilometro di distanza a fare la differenza, so che non sarà la stessa cosa.
Invidio un po' le mie amiche che la loro vita l'hanno costruita qui o chi, dopo aver girovagato un po', è tornato. L'ho scoperto solo adesso e in qualche modo la cosa mi turba, mi toglie certezze ed anche un po' di forza.
Ma se ghe penso alloa mi veddo o mâ,
veddo i mæ monti e a ciassa da Nonsiâ,
riveddo o Righi e me s'astrenze o chêu,
veddo a lanterna, a cava, lazzû o mêu...
Riveddo a séia Zena illûminâ,
veddo là a foxe e sento franze o mâ,
alloa mi penso ancon de ritornâ
a pösâ e osse dov'ò mæ madonnâ.

4.1.07

2006 ShinyStat
7 aerei presi
1 paese oltreoceano visitato
2 capitali europee riviste
5 concerti visti (Rolling Stones/Iggy Pop/ Juliette Lewis/Radio Birdman/Pino Scotto)
21 libri letti
4 film visti al cinema
1 mostra vista (Keith Haring)
2 rate del mutuo pagate
2 paia di scarpe comprate
1 matrimonio a cui ho assistito (il mio!)

28.12.06

L'adrenalina spray, dono di Natale graditissimo, farà brillare i miei capelli, ma non ha effetto sul resto del cortpo. La palpebra ha la pericolosa tendenza a risentire della forza di gravità e ad abbassarsi bruscamente togliendomi la visuale del mio monitor.
Il meraviglioso mondo di Amelie, visto la seconda volta non fa lo stesso effetto della prima. Anche se, devo ammetterlo, pur odiando l'orrido meringone del Sacre Coeur mi è venuta voglia di tornare a Montmartre.
Il viaggio a Parigi è prenotato, il parcheggio all'aeroporto pure. Non resta che fare le valigie con criterio, portando l'essenziale, evitando i liquidi nel bagaglio a mano e lasciando spazio a sufficienza nel trolley per eventuali acquisti.
Resta anche da decidere quale fra i due libri che sto leggendo (l'orrido mattonazzo London di Rutherford e La fine è il mio inizio di Terzani) avrà diritto di cittadinanza in valigia o se invece lacerò a casa entrmbi per pescare fra quelli ricevuti per Natale: Molto forte, incredibilmente vicino (Foer)
Pronoia è l'antidoto della paranoia (Brezsny)
Gomorra (Saviano)
La scomparsa dei fatti (Travaglio)
Domani avrò tutto il tempo per riflettere su questo atroce dilemma, mentre mi dedicherò ai lavori domestici di fine anno.

27.12.06

Alexander Hacke è un figo della madonna nonché il mio nuovo idolo personale.
Il 26 dicembre le abbuffate natalizie hanno trovato degna conclusione a casa del Babbo (che detta così fa brutto, ma insomma io mio padre lo chiamo Babbo alla toscana), il quale si è prodotto in antipasti misti (salame, uova sode, funghi sottolio, insalata russa and so on) + polentazza la sugo di funghi + cotechino e mesciua (o come cavolo si scrive) + faraona ripiena + dolci misti frutta secca e marzapane. Co starring syrah di Sicilia, Negramaro di Puglia, rum di varie specie più la birra autoprodotta.
Durante il viaggio di ritorno verso Milano col Marito per non aggiungere alle difficoltà delle nebbie esterne, quelle dello sguardo annebbiato dal sonno, ci siamo raccontati in dettaglio le nostre recenti letture. A casa ci attendeva la deliziosa temperatura di 13 gradi e una serata passata avvoltolati in una coperta sul divano a guardare "Crossing the bridge: the sound of Instabul" il documentario di Alexander Hacke (Einstürzende Neubauten) sulla musica turca. Bellissimo.

26.12.06

Buon Natalino
Il 24 è stata cena con Famigghia, Marito e Suoceri.
A parte che a tratti ho desiderato essere alle Maldive su di una spiaggia a mangiare cocchi e banane, la serata è stata piacevole. E qui non posso esimermi dall'elencare i doni ricevuti:
dalla mamma, che mi pensa un giovane virgulto, una tuta grigia da supergiovane con la cinta risvoltabile con scritta argento sul sedere e felpina con cappuccio. Taglia XL. O le giovani d'oggi sono acciughine oppure la Everl@st incita all'anoressia, non sarò un fuscello ma entro ancora nella 44.
dai suoceri, un guanto da forno con pinguino occhialuto, ripieno di gianduiotti, un tostapane, una lanternina di BabboNatale e un portafortuna la Chiave dell'Ammore laminata in argento.
dagli zii: una incrociatina nera e 3 bottiglie d'olio marchigiano non filtrato (pregasi indovinare fra zio e zia chi ha donato cosa)
dall'amica di lunga data: una collanina di pietre dure azzurra.
E infine dal Marito: dvd film documentario con in copertina una ballerina di danza del ventre con un sitar a tracolla e superborsa dei Beatles, perché degli Stones non le fanno. Il problema è che io dei Beatles conosco sì e no 4 canzoni e nemmeno una di quelle dell'album a cui la borsa è intitolata. Mi toccherà studiare.
Alcuni altri regali mi attendono a Milano sotto l'albero e fra poco a casa del Babbo.Aggiornamenti a seguire.

25.12.06

Carramba!

Il 23 dicembre è stata una serata all'insegna del "non ci posso credere!" rivedendo amici e compagni dell'Università.
Diego, che ci ospitava a casa di sua mamma è a Valencia, Valentina, sua sorella, si è sposata da poco e vive a Recco.
Gabriele è a Nottigham, ma si lamenta delle scarse possibilità di socializzazione del posto. Giulia, sua sorella, medita di stare 4 mesi in Messico la prossima estate.
Chiara non la conoscevo, fa la biologa molecolare a Stuttgart e balla il tango.
Santo è sempre uguale, Alberto ha abbandonato la biologia per dedicarsi al commercio equo a tempo pieno.
Con Sandy abbiamo impiegato un secondo di troppo a riconoscerci, Valentina era in gran forma.
Matteo sta per diventare papà di Bianca, Sonia è al sesto mese e aspetta un masculo, ma non ha ancora deciso il nome.
Pode ha abbandonato l'università e si è dedicato al mercato cinese.


Enrico vedendo Gabriele: Ohh chi si vede un fantasma!
Enrico vedendo me, un istante dopo: Toh un altro fantasma, un fantasma sposato
Gabriele a chiosa: Sì io sono un fantasma col lenzuolo, lei è un fantasma con le catene.

23.12.06

23 dicembre e sono ancora viva.
Nonostante ieri abbia affrontato il traffico delirante del lungobisagno per fare la perizia alla micra, sia andata in posta a ritirare una raccomandata, all'agenzia di viaggio per ritirare i documenti più svariate altre commissioni.
Nonostante il film di Ken Loach bello, ma se possibile ancora più triste di tutti gli altri da lui girati.
Nonstante oggi alle 9 del mattino avessi davanti 15 persone dal fruttivendolo.
Ma durante le feste non bisognerebbe rilassarsi?

21.12.06

Ho pensato che fosse il caso di aggiornare il template dato che oggi è il solstizio d'inverno e il Natale è alle porte.
Con un rush finale, nella pausa pranzo di ieri ho quasi completato i regali, anche se non sono del tutto convinta delle scelte fatte. Comunque ho fatto acquisti fedele al principio che il regalo natalizio deve essere qualcosa di superfluo, ma non inutile. Casomai ai miei regali potrà esser cambiata la destinazione d'uso e se i libri che ho comprato non piaceranno a chi li riceverà, potranno sempre essere utilizzati, che so, per alzare il comodino.
Ora vado a farMi qualche regalo.

20.12.06

Oggi seconda tappa del tour de force dei festeggiamenti aziendali. Fortunatamente la mia azienda nonostante la fusione di recente avvenuta, ha mentenuto la sua tradizionale "braccinità" piemontese quindi niente cena, ma misero aperitivo aziendale a tempo limitato, dalle 18 alle 20.30. Guai a sforare che poi qualcuno crede che gli venga offerta la cena.
Questo Natale, ribadiamolo, mi ha già scocciato. Partita a inizio dicembre piena di entusiasmo nella decorazione dell'albero e nell'acquisto dei regali di Natale, mi ritrovo oggi a non aver ancora comprato i regali più importanti. Le caselle sul calendario dell'avvento si aprono a ritmo forsennato catapultandomi in zona Cesarini.
Il 22 dicembre sarà ufficilamente la giornata del demonio con una sveglia all'alba per poter essere in orario dal perito genovese per la verifica del danno subito dalla micra nel tamponamento di luglio a danno del Marito a Milano (per la serie che velocità e che coerenza). Proseguirà con una coda alla posta per il ritiro di una raccomandata (speriamo che non sia una multa), mi vedrà impegnata in agenzia di viaggio a ritirare la documentazione per il viaggio a Parigi e infine, esanime, a procurarmi i regali di Natale mancanti.
Il 24 poi ci sarà il cenone della vigilia, il momento nevralgico dei festeggiamenti nella mia famiglia. Quest'anno saranno coinvolti anche il Marito e i Suoceri. Ero felicissima di queste bella riunione, in cui avrei fatto da co-anfitrione con mia mamma, perché si sa, sono un'anima semplice e le riunione di famiglia natalizie mi fanno piacere. Il problema è che tutti si sentono in dovere di cucinare qualcosa. Ma io dico, da quando in qua uno quando è invitato a cena deve portarsi da mangiare? A meno che non sia la classica festa dove ciascuno porta qualcosa, ovviamente. Invece tutti a insistere. E così io che mi ero studiata tutti gli antipasti, sono stata spodestata del ruolo di preparatrice di antipasti e relegata alla preparazione di un secondo piatto vegetariano. Io che sognavo l'arrosto croccante fatto da mia madre mi ritroverò a dover mangiare quello cotto in pentola a pressione da mia zia.
Mia madre mi dice di guardare il lato positivo, non dovremo cucinare quasi nulla. Bella soddisfazione, cucinare è la parte divertente!
Ripensandoci però anche io ho trovato il lato positivo della faccenda: probabilmente mangerò molto meno che se avessimo cucinato io e mia madre.Almeno la linea è salva.

19.12.06

Fantozzi alla cena aziendale
Avevo deciso che quest'anno abbasso le pantofole, sarei andata alla cena di gruppo coi colleghi che lavorano qui in VO. Va bene la vita di famiglia, ma se Padre di Famiglia Uno abbandonava moglie e figli per unirsi alla congrega, potevo anche io fare questo sforzo. Tanto più che inizialmente la meta della cena doveva essere una graziosa cascina nel sud ovest milanese, a non più di 15 minuti da casa mia, con una solida reputazione in fatto di cucina tradizionale, già sperimentata con soddisfazione da diverse persone.
Ovviamente in prossimità delle feste trovare posto per una tavolata in stile matrimonio pugliese non è semplice e la cascina aveva la prima disponibilità in sala per 31 marzo 2007. Sull'onda del sentito dire veniva quindi prenotata l'osteria la forn@sett@ da qualche parte nll'hinterland di sesto san giovanni.
Il menu elencava profusione di antipasti misti, quadrupletta di primi, quadrupletta di secondi e dolci e vino a volontà. I commenti su internet stavano sul vago dicendo cucina casalinga, porzioni abbondanti, attenti all'ammazzacaffè che tenteranno di propinarvi all'uscita.
I segnali premonitori però si potevano cogliere fin da quando si varcava la soglia. La porta in legno scuro e le due lanterne ad illuminare l'insegna infatti suggerivano un luogo raccolto, ma appena oltrepassato l'ingresso si poteva notare un dedalo di saloni atti ad ospitare almeno tre matrimoni pugliesi in contemporanea. Le tavolate era composte da soli uomini, di mezza età, con lo sguardo vitreo e l'aspetto da commesso viaggiatore. Sui tavoli , fra un coperto e l'altro erano già schierati i piatti contenenti gli antipasti: insalata di riso, condiriso, prosciutto e salame in piatti coperti da pellicola trasparente, formaggio gommoso immerso in liquido sinistro, insalata di mare foforescente, cipollotti in agrodolce ammiccanti. Bottiglie di vino e d'acqua già aperte.
A quel punto però il danno era fatto impossibile fuggire in 25 senza dare nell'occhio si cercava pertanto di limitare i danni scegliendo accuratamente cosa mangiare e cosa evitare. La pasta e fagioli non era buona, gli gnocchi ai formaggi galleggiavano nella besciamella dolciastra, gli strozzapreti al sugo erano un po' scotti, il risotto allo zafferano aveva l'aggiunta di peperoni crudi ed era immangiabile. Dei secondi ho assaggiato solo il pesce stantio che appunto era stantio.
30 euro buttati via. Che uno non è che voglia mangiare piatti di alta cucina, che non è che sia per forza necessario sfondarsi di cibo per essere contenti. Bastava che facessero la metà delle cose, ma cucinate decentemente.
Per concludere degnamente la serata si decideva poi di andare al rag00 per il bicchiere della staffa. Lì c'è stato il momento sublime in cui la nostra macchina seguiva la macchina di due colleghi, uno visibilmente impanicato, l'altro visibilmente ubricaco che si palleggiavano l'un l'altro le bottiglie di lemoncello trafugate dall'osteria mentre tentavano un collegamento telefonico con un altro collega già sul posto anche lui non del tutto in possesso delle sue facoltà mentali.
Al rag00 sono decisamente antipatici, prima ci hanno tolto sgarbatamente un tavolo di cui ci eravamo impossessati per allargarci un attimo (da notare che a parte noi il locale era deserto e noi eravamo in 15 attorno a 2 tavoli di dimensioni esigue). In seguito un collega preso dall'entusiasmo della musica tentava di fare step su di un tavolino venendo redarguito pesantemente dallo stesso cameriere che ci aveva tolto il tavolino, che si è prontamente scusato e dato ragione al cameriere. Il cameriere però ha continuato ad inveire come se avesse davanti un 15 strafatto e non un 34enne in libera uscita un po' esuberante. Per concludere la serata infine, proprio mentre stavamo mettendoci le giacche e abbandonando il posto, un altro collega riusciva ad infrangere al suolo un bicchiere. A quel punto il cameriere a grandi passi si lanciava verso lo sgabuzzino, nel dubbio che volesse estrarre un kalasnikov e freddarci sul posto ci lanciavamo fuori dal locale e partivamo sgommando.

18.12.06

c'era un post e ora non c'è più...

15.12.06

Ho l'encefalogramma piatto
Non riesco a formulare pensieri complessi. Non riesco a generare pensieri. Punto.
Stamattina mentre io e la mia vicina di parcheggio, armate di raschietto, inanellavamo una danza attorno alle rispettive automobili, ho pensato che finalmente l'inverno è arrivato e per un po' potremmo smetterla di preoccuparci dello scioglimento della calotta artica e antartica.
Il freddo e il numero crescente di finestrelle aperte sul mio calendario dell'avvento dovrebbero infondermi una buona dose di euforia natalizia, ma forse la precoce comparsa di neve finta renne e babbi natale impiccati ai balconi ha saturato anticipatamente la mia voglia di festa. Per non parlare del proliferare di riunioni più o meno aziendali e più o meno autorganizzate previste per la prossima settimana che mi causeranno uno shock anafilattico da panettone ancor prima della vigilia di Natale.
Oggi ho comprato l'agenda per il 2007, giace intonsa e nera accanto a quella in corso d'uso targata 2006. Mi invita alla programmazione ed ai buoni propositi. Ma questo è un argomento più capodannizio e mi piace pensare che inizierò ad imbrattarne le pagine in un albergo parigino fra una visita al louvre ed un conto alla rovescia sotto la tour eiffel.
Questo finesettimana mi attende il rush finale dell'acquisto regali, che ho pensato e studiato con piacere, ma che vorrei poter trasportare agevolmente con la forza del pensiero sotto il mio albero senza dover affrontare il traffico natalizio milanese e perché no, l'esborso finanziario.
Per il momento mi accontento di andare a trovare Severino, il mio besagnino di fiducia.

14.12.06

sono ufficialmente in ansia prenatalizia.

13.12.06

Non sono abituata a farmi scorrere la vita addosso in maniera consapevole. Capitano periodi in cui alzando la testa uno si domanda che cavolo ha fatto della sua vita negli ultimi giorni/mesi/settimane, com'è giunto ad un determinato punto, cosa è successo e perché. Ci sono questi periodi in cui la coscienza di sé si annebbia e si perde consapevolezza. Non dico che sia piacevole o bello, ma poi all'improvviso qualcosa scuote l'animo ed uno sobbalza come quando in treno ci si sveglia all'improvviso per uno scrollone della carrozza sui binari un po' più violento. A quel punto uno può riprendere le fila della situazione. Che fare invece quando si è consapevoli e coscienti di ciò che accade, ma non si ha la forza o la voglia di mutare il corso degli avvenimenti? Momenti in cui si guarda con indolenza la propria disfatta coscienti che qualcosa vada fatto, ma del tutto incapaci di concentrarsi su di un qualsivoglia obiettivo. Certo alla fine si potrà millantare che "ME l'avevo detto io", lo sapevo, non è che mi sono fatta prendere alla sprovvista. Ma sarà una consolazione?

12.12.06

alti e bassi
sette anni fa mi laureavo, oggi fisso sconsolata un documento che nessuno ha interesse a leggere.

11.12.06

C'è che sono troppo vecchia, così alle feste con i dj di tendenza mi sento un pesce fuor d'acqua: sto piantata in capannello con altre persone, birra in mano, strizzando gli occhi per cercare di vedere qualcosa nel buio della pista, ogni tanto provo a fare conversazione torturando la mia ugola per vincere il frastuono. Ma la cosa che in assoluto mi fa sentire più vecchia è che uno dei dj tendenza mette su un pezzo che ascoltavo al juke box del bar di campagna l'estate dei miei 14 anni e la gente intorno sembra gradire.
Giovedì mattina lo passo alla ricerca di una brandina su cui fare dormire mia madre. Non pensavo che le brandine andassero via come il pane e che nel giro di una settimana ogni ipermercato mobilificio negozio di articoli sportivi esaurisse tutte le scorte. La missione fallisce, mia madre fa il boy scout e dorme in salotto sul mio materassino da campeggio.
Venerdì è riunione di famiglia con pranzo in ristorante pizzeria trendy vicino a casa degli zii. I pizzaioli immigranti costringono i camerieri ad indossare fazzoletti rossi in stile promessa dei boy scout, la musica è bella napoli remix, le pizze costano uno sproposito, i quadri appesi ai muri dovrebbero rappresentare bufale, ma sembrano tori. Verso le 17 riusciamo a fare ritorno alla magione e ad assopirci sul divano per qualche ora prima di cena.
Sabato abbandoniamo il Marito alla quiete domestica e ci dirigiamo al duomo per tentare di vedere una mostra a palazzo reale. La coda ci spaventa, così decidiamo di fare un giro, come se girare in corso vitt. emanuel. fosse più riposante. Vedo di persona le luminarie contestate e i vigilantes che impediscono l'accesso alla rin@scente, ne avrei anche fatto meno. Più belli i banchetti in piazza dei mercanti e zone limitrofe. Non resistiamo molto comunque e concludiamo il giro con un defilet di cappotti senza acquisti in una outlet vicino a casa.
Domenica mattina è relax casalingo e piccola passeggiata lungo il naviglio inondato di sole. Come da legge di Murphy, il sole spunta l'ultimo giorno di vacanza e c'è poco tempo per goderselo. La mamma riprende la via verso casa mentre io accompagno il Marito in terra natia per un concerto al pub.
Ed è già lunedì.

6.12.06

[Disclaimer: post ad alto tasso di cinismo gratuito, astenersi anime candide]
Che esistesse C@rr Allen lo sapevo da qualche anno, che si chiamasse C@rr Allen e che sia morto dieci giorni fa invece l'ho appreso soltanto oggi.
Della sua esistenza ero venuta a conoscenza un paio d'anni fa, la sera in cui ho conosciuto A.D. Lui, entusiasta, mi aveva raccontato che dopo aver letto un libro aveva detto addio senza rimpianti a sigarette ed accendini e non era più ricaduto nel vizio. Idem sua moglie. E il Libro era passato di mano in mano fra amici e conoscenti, diffondendo il verbo e sottraendo vittime alla schiavitù del fumo per regalare nuovi adepti al salutismo. Sembrava IL LIBRO definitivo, quello che libera dalla schiavitù del vizio in saecula saeculorum, tanto che M., il quale non aveva smesso di fumare, sembrava solo l'eccezione che conferma la regola. Infatti, pur di non essere costretto ad abbandonare la nicotina, aveva smesso di leggere il libro giunto a metà.
Quel LIBRO lo aveva scritto appunto C@rr Allen e questo l'ho scoperto oggi scorrendo i libri in offerta di una libreria online.
Dopo una breve ricerca ho scoperto che non pago di aver svelato il verbo sul metodo più facile per smettere di fumare se sei uomo, donna, invertebrato o triceratopo aveva scritto anche libri su come convincere figli, nipoti e parenti di terzo grado a smettere di fumare. E non aveva nemmeno potuto esimersi dal pubblicare una guida su come perdere peso e sulle regole da seguire per tenere una alimentazione corretta nel quale pare propagasse il verbo del Veganesimo.
Ora è noto che a me le guide, tranne quelle turistiche e la guida galattica dell'autostoppista, provocano l'orticaria, soprattutto quelle per vievere meglio. E' noto che non sopporto i Vegani e li manderei tutti a lavorare in miniera per vedere se poi hanno ancora voglia di fare i vegani. Soprattutto è chiaro che non avendo letto i libri di cui parlo il mio è un giudizio aprioristico e privo di fondamento, però scusate non riesco a smettere di ridere avendo scoperto che l'Uomo che diffondeva il Verbo del Salutismo e che non fumava da 30 anni, è morto di cancro ai polmoni.

4.12.06

Nel finesettimana non mi sono fatta mancare nulla: dall'overdose di dr House venerdì sera, alla lunga dormita di sabato mattina, dal simbolo della pace con fiaccole in piazza duomo sabato pomeriggio, alla sfilata di abiti africani sabato sera.
Domenica poi sono anche uscita indenne dalla spedizione all'ikea per recuperare una extension per la libreria e al successivo montaggio di tale extension. Ho trovato il tempo per sperimentare lo sformato di lenticchie e la preparazione del pane casalingo. Ho addirittura stirato.
Ora sono agonizzante seduta alla scrivania, grazie al cielo la settimana è di soli tre giorni.

1.12.06

Delirio del venerdì pomeriggio
All'inizio la barca era nuova e a remare si era in pochi ed entusiasti.
Poi è sopravvenuto un problema di sovraffollamento, ma si continuava a remare vicini vicini.
Il sovraffollamento poi è diventato cronico e l'equipaggio sempre peggio assortito: chi remava in una direzione, chi in un'altra, chi tentava di strapparti un remo, la barca avanzava a fatica.
A furia di ricevere remate sulle dita poi l'entusiasmo fra i rematori è scemato. Anche se a prua, poppa, badordo e tribordo sono comparsi dei motivatori armati di megafono, la barca non riusciva ad imboccare una direzione precisa.
La barca poi con tutto quel sovraffollamento e quella confusione, ha cominciato ad imbarcare acqua.
I rematori pian piano hanno iniziato ad abbandonare le postazioni cogliendo gli opportuni riflussi della corrente.
Chi era lì sin dal principio era stato costretto dal sovraffollamento in un angolo lontano dal bordo, schiacciato contro le nasse e bloccato dalle altre persone.
La salsedine aveva cementato gli abiti e le reti, la mancanza di movimento indolenzito le articolazioni, raggiungere la salvezza sembrava impossibile.
Oggi uno degli anziani si è liberato.
Non so se trarne auspici di speranza o smadonnare perché sono ancora qui in mezzo ai flutti.
Tutto sommato non mi dispiace come nick.

30.11.06

Lo confesso sono caduta vittima del fascino barbuto del dottor House, il dottore zoppo.
Il telefilm di per sé è una cagata pazzesca e lo dico senza timore di essere fustigata in sala mensa per questa affermazione. Nei primi 2 minuti di una puntata qualcuno si ammala di qualche morbo sconosciuto,un po' come in Six Feet under nei primi 2 minuti di puntata muore qualcuno. Il dottor House lo prende in cura (il malato ovviamente non il morto), infrange tutte le leggi possibili ed immaginabili, lancia insulti a destra e a manca, lo porta sull'orlo della morte con una cura sbagliata e infine lo salva.
Convulsioni, intubamenti e tac garantiti ad ogni puntata. Manco si può riciclare la vecchia battuta che io e mia madre facevamo guardando le prime serie di ER "Puntata moscia oggi, non hanno ancora intubato nessuno".
Comunque sia, se alla sera non riesco a vedere almeno un paio di puntate non sono contenta. Non avevo considerato però gli effetti collaterali.
Oggi mi fa male il collo, una specie di attacco di cervicale latente. Poco fa mi prudeva anche un braccio. Per un momento ho pensato che fossero sintomi di una qualche strana malattia con il nome pieno di consonanti causata dal panino al Kebab mangiato a pranzo. Fortunatamente poi mi sono ricordata che non sono paziente del Dottor House.

29.11.06

Leggendo le cronache di Rafaeli dalla cruccolandia e riflettendo sul fatto che tedeschi si nasce, mi sono messa a pensare a quanto gli stereotipi siano potenti. Il primo anno di Università, la prima lezione del corso di geometria, il professore si lanciò in una filippica, il cui scopo presumo fosse quello di accelerare la selezione naturale del corpo studenti. Se alle funeste previsioni sulla percentuale dei presenti che sarebbe arrivata a seguire le lezioni fino a giugno e sull'ulteriore sottoinsieme di questi che sarebbe giunto alla laurea in tempi ragionevoli, non prestai molta attenzione sull'onda dell'entusiasmo della giovane matricola universitaria all'inizio del corso di studi. Lì per lì non feci nemmeno troppo caso alle sparate campanilistiche sull'orgoglio dell'essere fisici. Quest'ultimo concetto però deve essere in qualche modo penetrato nel mio subconscio ed esserci rimasto intrappolato, tanto che, ancora oggi, quando mi chiedono se sono un ingegnere mi vien da saltare sulla sedia e dire "no! sono laureata in Fisica!".
Per non parlare poi del fatto che di fronte ad un ingegnere, che non presenti le caratteristiche dello stereotipo della categoria, mi viene da pensare non che lo stereotipo in quanto tale è mendace, quanto piuttosto che ho davanti un esemplare di ingegnere atipico. Pensandoci bene ho conosciuto almeno un tedesco atipico che di mestiere fa il pizzaiolo surfista. Come sarà un ingegnere tedesco e quale sarà il grado di stravaganza di un ingegnere tedesco atipico?

28.11.06

Un po' come quando alla fermata dell'autobus uno accende la sigaretta per ingannare l'attesa e dopo la prima boccata lo scatolone arancio scricchiolante gira la curva, stavo azzannando una rotella di liquerizia quando è squillato il telefono, il mio capo, dopo settimane di "rimbalzi", finalmente mi dava udienza.
Dopo essermi strozzata con la rotella e corsa in bagno per controllare di non avere tracce di liquerizia sugli incisivi, mi sono precipitata al bar, dove mentre attendevo che il mio interlocutore terminasse una telefonata, mi sono intrattenuta con il resto dell'intellighenzia aziendale. Sono stata presentata ad uno dei nuovi il quale ironizzava sul fatto di avere tre nomi e come diminutivo Al fie. "Al fie come il film con Ju de L@w?" domando io, linea piatta negli occhi dell'Intellighenzia. "No no Al f come il pupazzo extraterrestre. Ju de L@w non so nemmeno chi sia" risponde l'interessato un po' piccato.
Al di là del fatto che effettivamente il tizio assomigliava più all'extraterrestre che all'attore, possibile che quando dico una cosa gentile non vengo capita?
Il risultato di tale sospirato incontro col mio capo comunque è stato sentirmi dare ragione, sentirmi dire che ho l'atteggiamento giusto e ottenere una vaga promessa che in un prossimo futuro potrei essere la prima a beneficiare di una nuova iniziativa di riassetto. Come dire nulla di fatto a parte un caffè gratis a metà mattina.

27.11.06

Il tempo ci ha messo lo zampino, la pigrizia ha fatto il resto. Così nonostante avessi portato zaino, giacca a vento e tutto il resto dell'attrezzatura, non sono andata a camminare. Nemmeno una passeggiatina fino al Santuario della Guardia in mattinata.
In compenso mi sono dedicata all'album delle foto del matrimonio, era ora, ho stirato, incredibile, e sono andata a fare un giro al mercatino del vecchiume (dovrebbe essere antiquariato, ma è ciarpame). Ho anche comprato il primo regalo di Natale il che mi fa sentire estremamente organizzata, salvo il fatto che poi i restanti 17 li comprerò il 23 dicembre.
Purtroppo adesso è lunedì il tempo è grigio e non ho voglia di lavorare.

24.11.06

Come ogni venerdì mi apprestavo a commentare l'oroscopo per la settimana a venire, si dà il caso però che non l'abbia capito.
Any suggestions?
"Chi ama sa molto di più sul bene assoluto e sulla bellezza universale di qualsiasi logico o teologo", ha scritto il filosofo George Santayana. Sono d'accordo con lui. È per questo che, in base ai presagi astrologici, posso fiduciosamente prevedere che nelle prossime settimane avrai il diritto di rivendicare tutti i seguenti appellativi: l'Ingannatore con gli ideali più seducenti, l'Autorità morale con il fascino più affidabile, l'Ammaliatore con le tentazioni più etiche.
Da Intern@zionale oroscopo di R°b Br e zsny.

23.11.06

Oggi avrei dovuto incontrare il mio capo, l'appuntamento che credevo di avere la scorsa settimana, per intendersi. Meno in tiro della volta precedente, ma pur sempre truccata con cura, dotata di orecchini e con i capelli freschi di shampoo mattutino, ricevo la telefonata di bidonamento 10 minuti prima dell'ora X. Orami rassegnata non mi scompongo nemmeno. Del resto da ieri c'è una cosa che mi rende felice. Noriko e il camionista turco stanno per fidanzarsi ufficialmente ed andare a convivere. Per il matrimonio, dicono, ci vorrà del tempo, ma io già mi vedo ad assistere ad un classico matrimonio inglese in campagna con la chiesetta in pietra e i cottage di sfondo.

22.11.06

Notizie inutili
Temo di aver inconsciamente tentato di fare diventare il mio alluce sinistro un alluce opponibile cambiando le marce della moto. Adesso quando lo arriccio o lo tendo verso l'alto una piccola scossa elettrica si propaga dall'attaccatura del ditone verso il collo del piede. Alla domanda sicuramente lecita, sul perché io senta la necessità di arricciare gli alluci o di alzarli al cielo, soprattutto d'inverno con calzettoni e scarpe chiuse, non ho intenzione di rispondere.

21.11.06

Un miscuglio di pigrizia, avarizia e sovraccarico del cesto della biancheria sporca ha fatto sì che qualche giorno fa infilassi buona parte dei miei maglioni in lavatrice, selezionassi il programma ultradelicato con acqua gelida e azionassi il pulsante di avvio facendomi il segno della croce invece che portare il fagotto dal Lavandaio-col-cellulare-attaccato-all'orecchio.
Non so se è stato il culo del principiante i maglioni sono sopravvissuti alla prova e sono ancora delle dimensioni esatte, peccato che, avendo per prudenza deciso di disinnescare la centrifuga, una volta estratti dalla lavatrice grondassero acqua a più non posso. La presenza di uno stendipanni grondante nel centro del salotto parquettato mi ha spinto ad alzare al massimo il riscaldamento creando quell'atmosfera tropicale che tanto giova alla sopravvivenza delle zanzare fuori stagione.
Nel microclima tropicale del salotto oltre alle zanzare e alla diffenbachia, deve aver trovato le condizioni ottimali per la sopravvivenza anche la mosca tze tze. Sono tre giorni che mi aggiro con aria catatonica per casa e anche il semplice spostarmi dal letto al divano mi pare faticoso, per non parlare della sopravvivenza quotidiana in ufficio. Ho rischiato più di una volta di slogarmi la mascella per gli sbadigli violenti che mi colgono a intervalli regolari.
A peggiorare la situazione, da giovedì pomeriggio nel mio ufficio, altrimenti noto come sgabuzzino delle scope, la popolazione residente passerà da 3 a 5/6 unità, dimezzando di fatto i metri cubi di ossigeno procapite. Come dire, se mi trovate meno lucida del solito, ho i miei buoni motivi.

20.11.06

Wendy viene da San Francisco. Ha una testa di extension viola e rosa che sommergono la massa di capelli castano rossicci. Tiene il tutto legato attorno alla testa con una fascia nera.
Sulla schiena, sull'ombelico e sulle spalle ha tatuaggi colorati di varia natura e di vario genere. Non è alta ed è massiccia, le gambe, fasciate in calze a righe bianche e rosse, sono comunque snelle e ben tornite. La pancia, quando si siede a terra e si allunga in avanti per stirare la schiena, traborda, tatuaggio compreso, fuori dalla gonna. Quando balla però ha una grazia che a prima vista non le attribuiresti. Quando spiega è molto chiara ed è prodiga di consigli e di trucchi su come riuscire a fare i movimenti. Quando passa a controllare i movimenti si prodiga con dei "Good" di incoraggiamento.
Il seminario dura tre giorni, tre ore e mezzo di danza al giorno. Tre ore e mezzo in cui per quanto legata e legnosa io sia, mi sento degnata di considerazione quanto coloro che insegnano danza e ballano di mestiere.
Domenica mattina, sulla via per la palestra, incontro tre ragazze che frequentano lo stage. Due sono di Torino, una di Firenze. La ragazza di Firenze tiene banco nella conversazione. Parla di musiche che non ho mai sentito nominare, parla di ballerine famose, spiega le coreografie che sta montando, dice che balla su musiche celtiche facendo arabesque e buttandosi al suolo, mostra le ferite di guerra di tutto questo suo volare. Io la guardo un po' perplessa, consolata dal fatto che anche la altre due mostrino altrettanta perplessità, nonostante ballino da lungo tempo. La ragazza conclude dicendo "Per avere successo bisogna ballare ciò che piace che ci fa sentire a nostro agio. Ad esempio io ballo quasi solo musica contemporanea. A me il raqs sharqi fa proprio schifo e mi rifiuto di ballarlo. Ma voi, cosa ballate?". Le torinesi in coro: "Il raqs sharqui". A quel punto fingo un attacco di tosse e mi giro dall'altro lato.
Nonostante Wendy faccia parte della Compagnia Definitiva che balla questo stile, nonostante venga chiamata in Italia a caro prezzo dalla scuole, dai suoi racconti si capisce che normalmente negli Stati Uniti balla a matrimoni o a eventi aziendali, gli eventi maggiori sono festival di danza. Lei però è una di quelle persone che probabilmente riesce a fare ciò che ha voglia di fare e a divertirsi lavorando.
Ieri sera, in tutt'altro campo, tutt'altro genere, ne ho incontrata un'altra. Questo per certi versi mi rallegra e mi dà speranza.

17.11.06

Di oroscopi e specchi rotti
E' un venerdì nebbioso e l'oroscopo per la settimana ventura mi spaventa perché sembra così azzeccato. Ed io, si sa, non credo agli oroscopi.
E' appena passato un collega, consulente anche lui, 7 anni presso questo cliente. Ultimamente aveva avuto screzi col capo, ma sembrava tutto fosse rientrato nei canoni della normalità. Oggi invece una chiamata dal suo commerciale lo avvertiva di sgombrare i cassetti della scrivania poiché sarebbe stato il suo ultimo giorno. Da lunedì tornerà nella sede della sua ditta.
Lui, un pochino scosso dalla comunicazione così improvvisa, sostiene che dopo 7 anni finalmente ha finito di espiare la maledizione dello specchio rotto. Faccio un rapido calcolo sulle dita, il prossimo settembre dovrei aver finito anche io di espiare.
Forse però come suggerisce l'oroscopo dovrei liberare il mio spirito selvaggio piuttosto che aspettare la fine del sortilegio

16.11.06

Metti che la mattina tiri fuori la camicetta bianca e i pantaloni freschi di bucato, ti trucchi con cura e ti ricordi pure di mettere gli orecchini. Ti fai portare dal marito in ufficio per non spettinarti con il casco e per avere qualche minuto in più essere pronta sul pezzo. Poi quando ti sei seduta, hai tirato un respiro profondo e ti sei sentita pronta, hai guardato il calendario e constatato con orrore che il tuo appuntamento è fra una settimana esatta.

15.11.06

E per sdrammatizzare ... il classico test (via grazia).



Which Rock Chick Are You?


La domanda è: chi cavolo è questa?

14.11.06

Comunicazione di servizio: mi rendo conto che il post che sto per scrivere potrebbe far pensare che non sono ancora uscita dalla spirale mania-depressiva-pessimismo-cosmico-fastidio e quant'altro. In realtà, sarà che oggi c'è il sole, sono decisamente di umore migliore. Oserei un "quasi di buon umore".

Ci sono persone di tipologia A che sono chiaramente viscide ed untuose, persone che sopra la testa hanno un cartello luminoso lampeggiante che indica che non è il caso di dare loro confidenza.
Ci sono persone di tipologia B che invece sembrano ragionevoli, sembrano simpatiche, alle quali si è portati a dare la propria fiducia. Queste sono le persone che tendenzialmente ti fregheranno in maniera del tutto inaspettata.
Posto che il saper distinguere le tipologie A e B, dalla tipologia C delle persone di cui si può veramente fidare, aiuta a vivere meglio. Si dia il caso di essersi fatti infinocchiare da una persona appartenente alla categoria B e che, per ovvie ragioni di convenienza e di legalità, non sia il caso di spaccargli le ginocchia a mazzate da baseball. La fiducia visto che è qualcosa che dipende da noi, si riprende in un attimo. La confidenza invece è qualcosa che una volta data è difficile da riprendersi. Come si fa a suggerire a qualcuno che è il caso che ti tratti come se non ti conoscesse e che mantenga le dovute distanze, senza dichiararlo esplicitamente?
La strategia non fa per me, continuo a pensare che forse la mazza da baseball sia la soluzione migliore.

12.11.06

A degna conclusione della settimana lavorativa venerdì sono uscita dall'ufficio alle 19.40. Alle 20.30 iniziava l'assemblea di condominio.
Fortunatamente il finesettimana è stato tranquillo, ieri è venuta a trovarmi mia mamma e oggi la domenica l'ho passata trasferendomi dal letto al divano, con una botta di vita serale per andare al cinema.
Ho visto Scoop di Woody Allen, mi ha lasciato del tutto indifferente, qualche sorriso a fior di labbra, nulla a confronto delle grasse risate dei suoi vecchi film.

9.11.06

Fattori climatici e ambientali non ce ne sono, oggi c'è il sole. Nonostante questo sono entrata nel trip da mania persecuturia e non so come uscirne.
Ho una serie di indizi ed ho costruito un castello che ci calza alla perferzione ed è plausibile. Non riesco a capire se è il mio pessimo umore di questi giorni a farmi avere uno sguardo cupo o se è il mio sesto senso che mi dice di stare allerta.
Immagino che lo scoprirò solo vivendo.

8.11.06

La scorsa estate, esauriti i libri che mi ero portata in viaggio, mi sono data alle riviste femminili come cosmopolitan e marie clair che, nonostante il mio francese traballante, non impegnavano ecccessivamente il mio neurone.
Oggi, preda della disperazione più cupa, mentre valuto seriamente l'ipotesi di vendere polli allo spiedo impegnandomi la casa per avviare l'attività, mi sono tornati alla mente alcuni degli articoli letti.
In uno si parlava della nuova tendenza a prendersi un anno sabbatico per fare il giro del mondo. I costi, si diceva, sono contenuti: con 50000 euro si viaggia comodi.E le aziende sono felici di concedere questo tempo ai propri dipendenti per consentirgli di riprendere le forze e ritornare sul lavoro più aggressivi e pieni di energie di quando erano partiti.
Nell'altro invece si parlava dell'imprenditoria femminile e di come per riuscire sia necessario rischiare e buttarsi a fare qualcosa di cui siamo appassionati. Riportava la testimonianza di una donna che dopo una lite furibonda col suo capo aveva abbandonato precipitosamente l'ufficio mettendosi in malattia e poi licenziandosi. Nonostante avesse lasciato in ufficio il suo portfolio clienti, con la sua forza di volontà era riuscita a costruirsene uno nuovo e a vendere con gran successo il nuovo servizio che si era inventata.
A leggerla così sembra solo che sia solo una questione di volontà e di coraggio. E più ci penso più mi girano le balle. Come se, avendo a disposizione 50mila euro e un anno di tempo, uno non partisse per il giro del mondo. Come se la signora dell'articolo non avesse avuto un marito alle spalle che pagava le bollette e portava il cibo a casa. Come se correre il grande rischio di non avere i soldi per la rata della seconda macchina denotasse un grande coraggio.
Alle volte mi domando se abbia senso ripetersi che non ho studiato fisica per anni per vendere polli arrosto.Perché no? Dovendo proprio applicare i miei studi al lavoro potrei studiare il moto caotico delle gocce di grasso che trasudano dai polli durante la cottura.
Qualcuno mi dia delle buone ragioni per cui non dovrei vendere polli arrosto.

7.11.06

Per la modica cifra di 16 euro e 53 mi sono sentita dire che i miei esami del sangue sono metabolicamente perfetti e che non sono sovrappeso. In sostanza, pur potendo perdere 3 o 4 kg restando comunque normopeso, l'ambulatorio dell'ospedale non mi ha dato una dieta, ma solo dei consigli nutrizionali. Giustamente non sfornano Kate Moss e per la pancetta pare che l'unico rimedio sia l'attività fisica. Suppongo che dovrei essere contenta.

6.11.06

Sarà che novembre è di per sé un mese malmostoso, nonostante le nebbie e il grigiore non siano ancora arrivati, non riesco a scrollarmi di dosso questa sensazione di malinconia.
Il finesettimana è volato via veloce, fra un giro all'ikea di Genova sabato pomeriggio dove ho rivisto un ex collega che dopo svariati cambiamenti si è finalmente sistemato a Genova con tutta la famigliola, una puntata al cinema in serata a vedere "The Departed" e una domenica pomeriggio passata a cercare di seguire uno stage di danza tribal pura, cose resa estremamente difficoltosa dall'utilizzo dei cimbali.
Domani mi aspetta la visita dal dietologo e in seguito l'inizio di una dieta pre natalizia che mi porterà, si spera, a smaltire anticipatamente i kg che canonicamente si accumulano a Natale. Considerando che a gennaio sarò avvolta sui fianchi dal mio rotolo di ciccetta c'è da domandarsi chi me lo faccia fare.
E' lunedì e devo farmene una ragione.

3.11.06

E' che alle volte dell'understatement, dell'essere conciliante, del politically correct ne ho piene le palle.
Alle volte le persone che si credono più furbe, più intelligenti, che pretendono attenzione immediata e se non l'hanno fanno ripicche, invece di rabbonirle domandando scusa per il ritardo in nome del quieto vivere e dell'essere superiori, alle volte prenderei una mazza da baseball e gliela sbatterei in mezzo alla fronte.
Non credo che la violenza risolva qualcosa intendiamoci, ma anche chinare continuamente il capo non fa bene alla salute. Delle volte prendersi delle soddisfazioni credo sarebbe liberatorio.
Caro Babbo Natale,
quest'anno sono stata una bambina buona.
Sotto l'albero mi piacerebbe trovare una mazza ferrata.
Se una mazza ferrata è troppo, mi accontento di una mazza da baseball.
Grazie
G.

2.11.06

Sfogo incarognito e criptico.
Ieri sera mentre guidavo sull'autostrada buia e poco trafficata avevo in mente una tiritera senza fine di pensieri odiosi ed impopolari che avrei voluto sfogare su questa pagina. Poi essendo appunto pensieri odiosi ed impopolari ho deciso di tenerli per me. Per dire, se sulla mia faccia qualcuno ne scorgesse l'ombra, non si è sbagliato.
/Sfogo incarognito e criptico.

Halloween è passato. Nessuno è venuto a suonarmi alla porta chiedendomi "dolcetto o scherzetto", i mou polacchi sono ancora lì, questo va detto a difesa dell'onore del Marito, mentre, ammetto la mia colpa, io ho quasi finito le caramelle fondenti di zucchero alla frutta.
Mia madre a Genova invece ha ricevuto visite, ma non era preparata. Quindi ha dovuto strappare dalla bocca di mia zia l'ultimo mon cherie rimasto in casa per dare una misera soddisfazione ai fanciulli mascherati alla sua porta.
Siamo a giovedì ma la giornata festiva infrasettimanale e il particolare vigore del mio capo nel fracassarmi le palle mi fanno credere che sia lunedì. Domani sarà bellissimo constatare che la settimana si conlude a dispetto dei miei sfasamenti temporali.

PS Per chi fosse interessato dopo un lungo periodo di inattività, aggiornamenti su flickr lì a destra con foto di Londra ed altre amenità.