29.1.07

Importante!
Mi è arrivata oggi questa mail e ritengo che sia importante diffonderla.
Lo scorso 4 gennaio la Digos di Milano ha prelevato dal luogo di lavoro il cittadino tunisino Sig. Cherif Foued Ben Fitouri, regolarmente in Italia dal 1996. Dopo essere stato portato alla Questura di Milano, a Foued viene notificato il decreto di espulsione. La notte stessa viene imbarcato per la Tunisia senza possibilità di contattare un avvocato e senza sapere con esattezza i capi di imputazione. Dramma a cui si aggiunge la violenza morale di venire strappato ai propri affetti senza una reale motivazione. Cherif Foued vive in Italia da oltre dieci anni, qui ha un lavoro ed è sposato con una cittadina italiana. Ha tre bambine, Amira 10 anni, Sara 5 anni e Asia 2 anni, che dipendono dal suo lavoro e dal suo affetto. Foued è stato espulso in Tunisia illegittimamente, creando un precedente gravissimo per la nostra democrazia e per il principio del diritto alla difesa.

L’ESPULSIONE DI FOUED È ILLEGITTIMA PERCHÉ:
- non ci sono prove, non è mai stato indagato né in Italia né all’estero; - non ha goduto del diritto di difesa;
- esiste un divieto di espatrio verso Paesi ove chi viene espulso potrebbe essere soggetto a pene illegali e comunque ove non gode dei diritti civili.
La Tunisia, secondo il rapporto di Amnesty International del 2006 non garantisce i diritti e pratica la tortura. Il nostro Paese aderisce a patti comunitari, europei e internazionali, che garantiscono la difesa di tali diritti.

Considerare l'Islam quale sinonimo di fondamentalismo religioso è la causa prima del fenomeno terroristico. Tale visione porta il governo del nostro Paese, e di gran parte del mondo occidentale, a trattare i concittadini islamici come potenziali nemici da eliminare e non come esseri umani con diritti da rispettare.

CHIEDIAMO CHE IL GOVERNO ITALIANO SI FACCIA CARICO:

- dell’incolumità della vita di Foued Cherif;
- di riportare immediatamente Foued Cherif in Italia, dalla sua famiglia;
- dei danni economici e morali causati a Foued e alla sua famiglia.

al link che vi allego qui sotto è possibile firmare e far firmare la petizione per foued http://www.centrodelleculture.org/petizioni/
Nel perfetto finsettimana casalingo la sera si guardano un sacco di telefilm.
Il sabato mattina ci si attarda sotto le coperte fino a che l'idea di uscire per fare un giro al mercato diventa irrealizabile.
Si cucina una frittatona di carciofi con contorno di patate al forno e poi si prende l'autobus per andare in centro.
Ci si trova sgomente ad osservare una mandria di giovincelli abbigliati in maniera bislacca, che spacciano inviti per entrare in discoteca al pomeriggio.
Si va finalmente a vedere la mostra di Tamara de Lempicka, non si fa nemmeno un minuto di coda per entrare e si trovano le sale semivuote.
Si esce col catalogo sottobraccio e ci si avvia all'appuntamento col Marito, comprando le prime chiacchere della stagione.
Si conosce il piccolo James e lo si osserva ronfare nella carrozzina.
Si va a mangiare all'hare krisna e poi si rientra a casa e ci si addormenta sul divano davanti ad un film.
Si passa la domenica mattina a pulire la casa.
Dopo pranzo ci si addomenta sul divano, ma poi si vince la pigrizia e si va a biciclettare lungo il naviglio.
Si estrae la stirella e si smaltisce il cumulo di roba da stirare guardando un film.
Ci si stupisce che l'ora di cena sia già passata e il finesettimana sia finito.

26.1.07

Eh la psicoanalisi, è sempre la solita storia, prima c'erano il peccato e il diavolo, adesso ci sono la psiconalisi e il subconscio
77 anni e un braccio ingessato in posizione innaturale, Paolo Poli dà vita ad uno spettacolo un po' surreale stile rivista di cabaret, con siparietti musicali e buffi travestimenti.
L'immagine che mi ero fatta di lui in televisione vedendolo sedere raffinato ed elegante nella poltrona di Fazio, con le braccia entrambe ancora intere, non coincide con ciò che vedo sul palco.
Non che sia sguaiato o volgare, è solo inspiegabilmente freddo. Forse è il genere di spettacolo a non essere nelle mie corde, forse è che al teatro carcano l'audio è veramente ignobile, forse è che fra cambi d'abito balletti e canzoni, con la sua età e il braccio in posizione da egizio alla fine è la stanchezza a farla da padrona. Quando finalmente mi stavo divertendo lo spettacolo è finito e dopo i vescovi che cantavano tropicana, i bis non erano all'altezza.
Inutile dire che però le battute sulla chiesa mi hanno fatto tutte molto ridere.

24.1.07

A 31 anni ci si aspetterebbe da una donna, soprattutto se sposata, una certa compostezza.
Ci si aspetterebbe che i suoi interessi convergano verso occupazioni casalinghe e che se proprio non ne vuole sapere di riprodursi, almeno si metta a fare la maglia o a cucire.
Che, come si diceva qualche post addietro, abbandoni la moto quantomeno per una vespa, se non addirittura per una bicicletta rosa dotata di cestino in cui riporre la spesa.
Ci si aspetterebbe che la sua predisposizione alla vita casalinga e ciabattara si accresca e diminuisca l'interesse per i weekend in giro per il mondo.
A 31 anni ci si aspetta che finalmente una donna dismetta la divisa jeans, maglietta e scarpe da ginnastica adottata ai tempi dell'università e sfoggi ogni tanto qualche graziosa gonnellina abbinata a stivali di taglio femminile.
Ho comprato la lana e i ferri, ho comprato la macchina da cucire, meditavo di disfarmi di Baby e non è detto che non lo faccia, la mia pigrizia casalinga è ai massimi storici e non è inusuale vedermi raggomitolata sul divano avvolta in un fantastico scialletto rosso. Sto anche meditando di adottare un cane per fare le prove di una eventuale decisione futura di perpetrare la specie umana. Sono due giorni di fila che indosso gonna e stivali e mi trucco con cura.
Potrei quasi darla da bere a qualcuno, forse anche a me stessa.
Basta che a nessuno venga la curiosità di sapere cosa c'è nel mio Ipod shuffle.
Ebbene sì, alla veneranda età di 31 anni, iniziano a piacermi i Motorhead.

23.1.07

Piove, diluvia anzi ed io so perché.
No, non è l'estrema propaggine dell'uragano Kyrill. E' solo che è arrivato il mio pc portatile, ordinato con urgenza a fine agosto perché quello che uso attualmente sembrava stesse rendendo l'anima al Signor Acer.
Il fido pc invece ha fortunatamente continuato eroicamente il suo serivio fino ad oggi, spero non mi abbandoni, per lo scorno della sostituzione, proprio in mezzo al trasferimento dati.
Quello nuovo è qui alla mia sinistra, spento e scollegato. Non ha nemmeno l'antivirus poverino. Ma fino a che non me lo mettono in rete non posso fare altro che rimirarlo.
L'ultima volta che dovevo collegare un pc in rete c'è voluta una settimana una settimana in cui non avevo un altro pc, una settimana in cui non ho potuto lavorare. Ora che comunque un pc funzionante sotto alle dita ce l'ho, non oso pensare a quanto mi toccherà aspettare.

22.1.07

Tornata in terra natia, spupazzato il gatto, uscita a fare spese con la mamma, sferruzzato la sciarpa (che sarà pronta forse fra un decennio), attaccate finalmente le foto del matrimonio sull'album ufficiale, data smalto sulle unghie, ritonata a Milano, esibita in un circolo di resistenza culturale (ed io credevo di andare a ballare all'ospizio), recuperato il marito, cenato con gli zii, spacchettati gli ultimi regali di Natale, svenuta nel futon. La sveglia ha suonato ed era già lunedì.

19.1.07

Sembra primavera a dispetto del vento feroce che colpisce il nord europa, a dispetto del clima uggioso che d'inverno prende alloggio a milano, ma che oggi chissà, forse è andato in gita fuoriporta.
Per una coincidenza non del tutto spiegabile con la mia meteopatia, mi sembra di essere un orso bruno che esce dal letargo con una gran fame evoglia di sgranchirsi. Come se l'apatia che mi aveva colto a inizio anno, fosse stata spazzata via insieme alla nebbia.
Gli impegni sembrano accavallarsi e la mia agenda segna programmi serrati fino alla terza settimana di febbraio. Tutto bene, è bello sentirsi vivi e non lasciarsi scivolare i giorni addosso uno uguale all'altro. Solo mi domando: non è che poi a primavera mi dovranno mandare in letargo forzato con una bella siringona di sonnifero, come è successo agli orsi bruni di cui sopra?

18.1.07

Alle volte penso che dovrei pensionare Baby e passare ad una vespa PX (rigorosamente blu anch'essa), sulla quale installare parabrezza, mantellina per le gambe e bauletto per il casco/spesa.
Penso anche che dovrei pensionare la povera Micra e passare ad una macchina piccola e maneggevole, parcheggiabile facilmente, non una Smart, ma quasi.
Questo farebbe di me una donna supermotorizzata adatta alla selvaggia vita cittadina. Farebbe di me anche una sporca consumista e inquinatrice, nonché una a cui pesa il sedere, che a ben vedere per venire in ufficio potrei usare la bicicletta e smetterla di spargere ottani e polveri sottili in giro per il creato.
Per sopravvivere alla calura di agosto poi, il buon senso consiglierebbe l'adozione di un condizionatore fisso a muro. Che oltre ad intristire ulteriormente il mio conto in banca andrebbe anch'esso ad aumentare il buco nell'ozono.
Al di là delle preoccupazioni ecologiche, facilmente scacciabili con una scrollata di spalle, che si sa la pigrizia ha la vittoria facile, mi domando:
Si va beh, mettiamo che cambio moto, cambio macchina, mi compro il condizionatore, e poi? Che me ne faccio di una vita cittadina comoda e agiata se il mio più grande desiderio quando sono in città è di fuggirne? Che me ne faccio di un mezzo che mi consenta di arrivare in meno tempo in ufficio, così poi ho più tempo per lavorare? Siamo matti?
Sì, decisamente sì.
E' per questo che domani vado a comparmi la guida turistica di Cuba.

17.1.07

Siano dati tre dipendenti A, B, C e tre posizioni in azienda X Y Z.
A è in X, B è in Y, C è in maternità Z è la posizione vacante.
Siano H il responsabile dell'area X, K il responsabile dell'area Y e J il responsabile dell'area Z.
Calcolare la probabilità che A raggiunga la posizione Z, C la posizione Y e B la posizione X, tenendo contro che H odia K vicendevolmente ricambiato, che J si sente superiore sia ad H che a K e che A B C sarebbero altamente favorevoli alla nuova dislocazione.

15.1.07

E domenica finalmente è stata neve.
Salita in ciaspole al Rifugio Maria Luisa da Riale. Il paesaggio grigio e malmostoso che avevo incontrato nella gita di 2 anni fa era addolcito dalla neve e dal sole.
Mentre in pianura imperversava la nebbia, con la quale avrei fatto i conti al mio rientro, in val Formazza il cielo era limpido.
A parte i fondisti riuniti per una gara nella piana di Riale, tutti gli appassionati di neve erano in fila per salire al Maria Luisa. Sci alpinisti, ciaspolatori, portatori sani di bob e bambini, padroni di cani, passaggiatori della domenica punteggiavano il fianco della montagna in una sorta di processione.
Fortunatamente la strada era lunga e non ci si disturbava a vicenda. I più divertiti dalla situazione erano i cani che correvano su e giù impazziti, infilavano i tartufi nella neve per poi scarnoffiare rumorosamente, salivano sui piedi di chiunque incrociasse il loro cammino. A seguire grossa soddisfazione dei bimbi bob-muniti e infine di tutto il resto dei presenti.
La gita si è articolata così: Riale(1740 m)- Maria Luisa (2150 m)-Lago Toce -Lago Castel + pranzo al sacco al rifugio con degustazione genepy L'allegra gita è stata possibile grazie al Fido Presidente e alle sue doti organizzative, nonché all'ospitalità di tutta la famiglia. Grazie!

12.1.07

Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.


Gli annunci di ricerca personale sono infatti quanto di più deprimente vi possa essere. Cercano venditori di putrelle, vino, fitocosmetici, cercano agenti di recupero crediti (altrimenti detti picchiatori), cercano callcenteristi in outbound (altrimenti detti rompicoglini). In alternativa ti offrono posizioni come imperatore della galassia, a patto di avere almeno 15 anni di esperienza in posizione analoga.
Oggi poi il mito della Svizzera e dei suoi stipendi d'oro è stato definitivamente sfatato. Qui si era già tutti pronti a fare i transfrontalieri, ma poi si è scoperto che la retribuzione lorda offerta per un analista funzionale bancario jr è di 21000 euro all'anno, il che ci ha fatto rivalutare la candidatura come commessi dell'esslunga dietro casa (che prenderanno meno, ma hanno anche meno spese).

Un venerdì mattina di sole e di cielo limpido con le montagne (scarsamente) innevate sulla linea dell'orizzonte, gli annunci di lavoro del corriere uniti alla mail del classico stronzo di turno, rendono insopportabile la permanenza alla scrivania.
E non è solo una questione di malessere strisciante facilmente annegabile nella distrazione di turno. E' che vien su tutta l'inquietudine, la voglia di fuggire e la consapevolezza che ci sono stati momenti in cui si sarebbe potuto farlo e non lo si è fatto accampando scuse risibili, ed ora che le scuse sono più sensate e i vincoli più stringenti è ancora più difficile farlo.
Eppure non è impossibile, c'è gente che lo fa, manda tutto a quel paese, un lavoro che non interessa e si prende del tempo, fa un viaggio, cambia completamente ambito. E allora viene il dubbio di essere dei codardi, dei mediocri e di non meritarsela la felicità ed una vita decente.
Comprare il corriere della sera il venerdì è una abitudine malsana.

10.1.07

Se allora mi devo chiedere che cosa per te io ho sognato, te lo dico semplicemente: volevo che tu fossi un uomo libero. Proprio a questo ci tenevo tanto e avevo quella strana formula, un po' grulla anche, un po', come dire, maschilista, che siccome tu eri l'uomo, mio figlio, sentivo che potevi essere un uomo libero, ma che non saresti mai stato felice perché la libertà e la felicità non vanno di pari passo. Per la Saskia invece [...] mi auguravo che fosse felice, sapendo che non sarebbe mai stata libera. Perché una donna si sposa, fa figli e non è libera come lo sono stato io e come poi sei riuscito ad esserlo tu.


Non è che tutte le porte sono chiuse, che il mondo è già tutto sprangato e i posti sono già presi dagli altri. Ma per nulla! Io trovo che la cosa più bella che un giovane possa fare è di inventarsi un lavoro che corrisponde ai suoi talenti, alle sue aspirazioni, alla sua gioia, e senza quella arrendevolezza che sembra così necessaria per sopravvivere. "Ah ma io non posso perché..." Tutti possono. Ma capisci quello che dico? Bisogna inventarselo! Ed è possibile,possibile,possibile.


La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani, da cui le citazioni qui sopra sono state tratte, è un libro veramente bello, che merita di essere letto. Contiene la visione della vita e della morte di quest'uomo grandioso e gli anneddoti sulla sua vita incredibile.
E' qualche giorno che ho finito di leggerlo, ma queste frasi continuano a ronzarmi nella testa e a solleticare la mia irrequietezza congenita.
Ma questa è un'altra storia, un altro discorso che merita più tempo e concentrazione di quella che posso dedicargli adesso.

9.1.07

Volevo scrivere un altro post, ma oggi è scoppiato di nuovo l'argomento "TFR fondo pensione o inps?".
Posto che ho ancora le idee molto confuse in proposito, anche perché non riesco a figurare me stessa come pensionata, pensavo fosse utile riportare qualche link.
Innanzi tutto il sito http://www.tfr.gov.it riporta una spiegazione sulla riforma e su quali siano i percorsi decisionali possibili.
Per chi, come me, è assunto con il contratto nazionale del commercio, salvo diversi accordi aziendali interni, il fondo pensione è il Fonte.
Infine volendo si può consultare lo speciale del sole 24 ore. E fino a qui ci sono i fatti. Se poi si vuole partire nel mondo della fantapolitica:
pare che dai calcoli attuali fra 30 anni il valore della pensione sarà circa il 60% dello stipendio medio calcolato sui 40 anni di servizio, contro all' 80% dell'attuale
pare che investendo la totalità del tfr nel fondo di pensione di categoria, grazie agli sgravi fiscali, ai contributi dell'azienda e quant'altro si arriverà nuovamente ad una percentuale dell'80%
pare che lasciando i soldi all'inps una volta che uno raggiunge l'agognata pensione, si recuperi tutto il capitale.
L'idea di vivere su di una spiaggia senegalese o a santo domingo per abbattere il costo della vita, comincia a non sembrarmi malvagia. Al fine di acquistare un bungalow e vivere allo svacco, converrà recuperare tutto il capitale oppure avere un vitalizio?

8.1.07

Oiboh oggi si ricomincia e a pieno ritmo, la nebbia avvolge l'ufficio nella migliore tradizione da lunedì lavorativo e tutti, me in primis, faticano a carburare. Gli argomenti di conversazione più gettonati sono ICI e TFR, il che non aiuta.
Il 6 ho effettuato il primo acquisto nei saldi. Volevo uno di quei vestitini con la fantasia un po' optical, un po' anni sessanta. Ne avevo visto uno che mi piaceva un sacco un mese fa, ma non l'avevo preso perché mi pareva costasse troppo. Sono tornata nel negozio e, ovviamente, del vestito che mi piaceva non esisteva più la mia taglia. Ho provato una taglia in meno, ma a causa degli stravizi festivi, facevo tanto effetto insaccato. Nemmeno la pancera Bridget Jones avrebbe potuto aiutarmi.
Ne ho provato uno della mia taglia e nero, che si sa snellisce e rappacifica con lo specchio, ma non ero convinta. Volevo un abitino fantasia.
Alla fine ne ho preso uno,grigio scuro, con una fantasia a puntini, molto bello. Peccato però che in saldo costasse di più del primo a prezzo pieno. Per la serie acquisti oculati!

6.1.07

Sono giorni sonnacchiosi in cui l'attività principale è trasferirsi dal letto al divano, prima a casa mia, adesso da mia madre.
Dopo le bellezze di Parigi, prima di ricominciare la vita frenetica con tre sere a settimana impegnate, mi godo il dolce far nulla e più o meno deliberatamente saboto i buoni propositi vergati in inchiostro verde sulle prime pagine della mia agenda moleskine 2007.
La tuta supergiovane ricevuta per Natale è il surrogato del pigiama per le ore diurne. Ho provato a fare gli addominali come primo tentativo di lotta agli accumoli adiposi natalizi, ma il gatto di casa si è opposto, dapprima solleticamdomi gli alluci con i baffi, poi miagolando a fauci spiegate ed infine non contento, saltandomi direttamente sulla pancia tesa per lo sforzo ed acciambellandosi soddisfatto non appena sono ritornata in posizione orizzontale.
Mi godo la vista dalle finestre, il mare e il cielo grigi di nubi e il bagliore dorato di quei pochi raggi che riescono ad attraversare la cortina di nubi per lasciare una scia dorata sulle acque. Questa non è più casa mia da tanto tempo, ma è come se lo fosse. Sono 28 anni che posso ammirare questo panorama e fra qualche mese non sarà più così scontato farlo. Dovrò venire apposta qui per annusare la salsedine e guardami le case colorate del lungomare. Non mi capiterà più casualmente di passare per strada e incontrare compagni dell'asilo, delle elementari, amici delle medie, negozianti che mi hanno visto crescere e fermarmi a fare quattro chiacchere.
Qui ci sono le mie radici e anche se non è qualche chilometro di distanza a fare la differenza, so che non sarà la stessa cosa.
Invidio un po' le mie amiche che la loro vita l'hanno costruita qui o chi, dopo aver girovagato un po', è tornato. L'ho scoperto solo adesso e in qualche modo la cosa mi turba, mi toglie certezze ed anche un po' di forza.
Ma se ghe penso alloa mi veddo o mâ,
veddo i mæ monti e a ciassa da Nonsiâ,
riveddo o Righi e me s'astrenze o chêu,
veddo a lanterna, a cava, lazzû o mêu...
Riveddo a séia Zena illûminâ,
veddo là a foxe e sento franze o mâ,
alloa mi penso ancon de ritornâ
a pösâ e osse dov'ò mæ madonnâ.

4.1.07

2006 ShinyStat
7 aerei presi
1 paese oltreoceano visitato
2 capitali europee riviste
5 concerti visti (Rolling Stones/Iggy Pop/ Juliette Lewis/Radio Birdman/Pino Scotto)
21 libri letti
4 film visti al cinema
1 mostra vista (Keith Haring)
2 rate del mutuo pagate
2 paia di scarpe comprate
1 matrimonio a cui ho assistito (il mio!)

28.12.06

L'adrenalina spray, dono di Natale graditissimo, farà brillare i miei capelli, ma non ha effetto sul resto del cortpo. La palpebra ha la pericolosa tendenza a risentire della forza di gravità e ad abbassarsi bruscamente togliendomi la visuale del mio monitor.
Il meraviglioso mondo di Amelie, visto la seconda volta non fa lo stesso effetto della prima. Anche se, devo ammetterlo, pur odiando l'orrido meringone del Sacre Coeur mi è venuta voglia di tornare a Montmartre.
Il viaggio a Parigi è prenotato, il parcheggio all'aeroporto pure. Non resta che fare le valigie con criterio, portando l'essenziale, evitando i liquidi nel bagaglio a mano e lasciando spazio a sufficienza nel trolley per eventuali acquisti.
Resta anche da decidere quale fra i due libri che sto leggendo (l'orrido mattonazzo London di Rutherford e La fine è il mio inizio di Terzani) avrà diritto di cittadinanza in valigia o se invece lacerò a casa entrmbi per pescare fra quelli ricevuti per Natale: Molto forte, incredibilmente vicino (Foer)
Pronoia è l'antidoto della paranoia (Brezsny)
Gomorra (Saviano)
La scomparsa dei fatti (Travaglio)
Domani avrò tutto il tempo per riflettere su questo atroce dilemma, mentre mi dedicherò ai lavori domestici di fine anno.

27.12.06

Alexander Hacke è un figo della madonna nonché il mio nuovo idolo personale.
Il 26 dicembre le abbuffate natalizie hanno trovato degna conclusione a casa del Babbo (che detta così fa brutto, ma insomma io mio padre lo chiamo Babbo alla toscana), il quale si è prodotto in antipasti misti (salame, uova sode, funghi sottolio, insalata russa and so on) + polentazza la sugo di funghi + cotechino e mesciua (o come cavolo si scrive) + faraona ripiena + dolci misti frutta secca e marzapane. Co starring syrah di Sicilia, Negramaro di Puglia, rum di varie specie più la birra autoprodotta.
Durante il viaggio di ritorno verso Milano col Marito per non aggiungere alle difficoltà delle nebbie esterne, quelle dello sguardo annebbiato dal sonno, ci siamo raccontati in dettaglio le nostre recenti letture. A casa ci attendeva la deliziosa temperatura di 13 gradi e una serata passata avvoltolati in una coperta sul divano a guardare "Crossing the bridge: the sound of Instabul" il documentario di Alexander Hacke (Einstürzende Neubauten) sulla musica turca. Bellissimo.

26.12.06

Buon Natalino
Il 24 è stata cena con Famigghia, Marito e Suoceri.
A parte che a tratti ho desiderato essere alle Maldive su di una spiaggia a mangiare cocchi e banane, la serata è stata piacevole. E qui non posso esimermi dall'elencare i doni ricevuti:
dalla mamma, che mi pensa un giovane virgulto, una tuta grigia da supergiovane con la cinta risvoltabile con scritta argento sul sedere e felpina con cappuccio. Taglia XL. O le giovani d'oggi sono acciughine oppure la Everl@st incita all'anoressia, non sarò un fuscello ma entro ancora nella 44.
dai suoceri, un guanto da forno con pinguino occhialuto, ripieno di gianduiotti, un tostapane, una lanternina di BabboNatale e un portafortuna la Chiave dell'Ammore laminata in argento.
dagli zii: una incrociatina nera e 3 bottiglie d'olio marchigiano non filtrato (pregasi indovinare fra zio e zia chi ha donato cosa)
dall'amica di lunga data: una collanina di pietre dure azzurra.
E infine dal Marito: dvd film documentario con in copertina una ballerina di danza del ventre con un sitar a tracolla e superborsa dei Beatles, perché degli Stones non le fanno. Il problema è che io dei Beatles conosco sì e no 4 canzoni e nemmeno una di quelle dell'album a cui la borsa è intitolata. Mi toccherà studiare.
Alcuni altri regali mi attendono a Milano sotto l'albero e fra poco a casa del Babbo.Aggiornamenti a seguire.

25.12.06

Carramba!

Il 23 dicembre è stata una serata all'insegna del "non ci posso credere!" rivedendo amici e compagni dell'Università.
Diego, che ci ospitava a casa di sua mamma è a Valencia, Valentina, sua sorella, si è sposata da poco e vive a Recco.
Gabriele è a Nottigham, ma si lamenta delle scarse possibilità di socializzazione del posto. Giulia, sua sorella, medita di stare 4 mesi in Messico la prossima estate.
Chiara non la conoscevo, fa la biologa molecolare a Stuttgart e balla il tango.
Santo è sempre uguale, Alberto ha abbandonato la biologia per dedicarsi al commercio equo a tempo pieno.
Con Sandy abbiamo impiegato un secondo di troppo a riconoscerci, Valentina era in gran forma.
Matteo sta per diventare papà di Bianca, Sonia è al sesto mese e aspetta un masculo, ma non ha ancora deciso il nome.
Pode ha abbandonato l'università e si è dedicato al mercato cinese.


Enrico vedendo Gabriele: Ohh chi si vede un fantasma!
Enrico vedendo me, un istante dopo: Toh un altro fantasma, un fantasma sposato
Gabriele a chiosa: Sì io sono un fantasma col lenzuolo, lei è un fantasma con le catene.

23.12.06

23 dicembre e sono ancora viva.
Nonostante ieri abbia affrontato il traffico delirante del lungobisagno per fare la perizia alla micra, sia andata in posta a ritirare una raccomandata, all'agenzia di viaggio per ritirare i documenti più svariate altre commissioni.
Nonostante il film di Ken Loach bello, ma se possibile ancora più triste di tutti gli altri da lui girati.
Nonstante oggi alle 9 del mattino avessi davanti 15 persone dal fruttivendolo.
Ma durante le feste non bisognerebbe rilassarsi?

21.12.06

Ho pensato che fosse il caso di aggiornare il template dato che oggi è il solstizio d'inverno e il Natale è alle porte.
Con un rush finale, nella pausa pranzo di ieri ho quasi completato i regali, anche se non sono del tutto convinta delle scelte fatte. Comunque ho fatto acquisti fedele al principio che il regalo natalizio deve essere qualcosa di superfluo, ma non inutile. Casomai ai miei regali potrà esser cambiata la destinazione d'uso e se i libri che ho comprato non piaceranno a chi li riceverà, potranno sempre essere utilizzati, che so, per alzare il comodino.
Ora vado a farMi qualche regalo.

20.12.06

Oggi seconda tappa del tour de force dei festeggiamenti aziendali. Fortunatamente la mia azienda nonostante la fusione di recente avvenuta, ha mentenuto la sua tradizionale "braccinità" piemontese quindi niente cena, ma misero aperitivo aziendale a tempo limitato, dalle 18 alle 20.30. Guai a sforare che poi qualcuno crede che gli venga offerta la cena.
Questo Natale, ribadiamolo, mi ha già scocciato. Partita a inizio dicembre piena di entusiasmo nella decorazione dell'albero e nell'acquisto dei regali di Natale, mi ritrovo oggi a non aver ancora comprato i regali più importanti. Le caselle sul calendario dell'avvento si aprono a ritmo forsennato catapultandomi in zona Cesarini.
Il 22 dicembre sarà ufficilamente la giornata del demonio con una sveglia all'alba per poter essere in orario dal perito genovese per la verifica del danno subito dalla micra nel tamponamento di luglio a danno del Marito a Milano (per la serie che velocità e che coerenza). Proseguirà con una coda alla posta per il ritiro di una raccomandata (speriamo che non sia una multa), mi vedrà impegnata in agenzia di viaggio a ritirare la documentazione per il viaggio a Parigi e infine, esanime, a procurarmi i regali di Natale mancanti.
Il 24 poi ci sarà il cenone della vigilia, il momento nevralgico dei festeggiamenti nella mia famiglia. Quest'anno saranno coinvolti anche il Marito e i Suoceri. Ero felicissima di queste bella riunione, in cui avrei fatto da co-anfitrione con mia mamma, perché si sa, sono un'anima semplice e le riunione di famiglia natalizie mi fanno piacere. Il problema è che tutti si sentono in dovere di cucinare qualcosa. Ma io dico, da quando in qua uno quando è invitato a cena deve portarsi da mangiare? A meno che non sia la classica festa dove ciascuno porta qualcosa, ovviamente. Invece tutti a insistere. E così io che mi ero studiata tutti gli antipasti, sono stata spodestata del ruolo di preparatrice di antipasti e relegata alla preparazione di un secondo piatto vegetariano. Io che sognavo l'arrosto croccante fatto da mia madre mi ritroverò a dover mangiare quello cotto in pentola a pressione da mia zia.
Mia madre mi dice di guardare il lato positivo, non dovremo cucinare quasi nulla. Bella soddisfazione, cucinare è la parte divertente!
Ripensandoci però anche io ho trovato il lato positivo della faccenda: probabilmente mangerò molto meno che se avessimo cucinato io e mia madre.Almeno la linea è salva.

19.12.06

Fantozzi alla cena aziendale
Avevo deciso che quest'anno abbasso le pantofole, sarei andata alla cena di gruppo coi colleghi che lavorano qui in VO. Va bene la vita di famiglia, ma se Padre di Famiglia Uno abbandonava moglie e figli per unirsi alla congrega, potevo anche io fare questo sforzo. Tanto più che inizialmente la meta della cena doveva essere una graziosa cascina nel sud ovest milanese, a non più di 15 minuti da casa mia, con una solida reputazione in fatto di cucina tradizionale, già sperimentata con soddisfazione da diverse persone.
Ovviamente in prossimità delle feste trovare posto per una tavolata in stile matrimonio pugliese non è semplice e la cascina aveva la prima disponibilità in sala per 31 marzo 2007. Sull'onda del sentito dire veniva quindi prenotata l'osteria la forn@sett@ da qualche parte nll'hinterland di sesto san giovanni.
Il menu elencava profusione di antipasti misti, quadrupletta di primi, quadrupletta di secondi e dolci e vino a volontà. I commenti su internet stavano sul vago dicendo cucina casalinga, porzioni abbondanti, attenti all'ammazzacaffè che tenteranno di propinarvi all'uscita.
I segnali premonitori però si potevano cogliere fin da quando si varcava la soglia. La porta in legno scuro e le due lanterne ad illuminare l'insegna infatti suggerivano un luogo raccolto, ma appena oltrepassato l'ingresso si poteva notare un dedalo di saloni atti ad ospitare almeno tre matrimoni pugliesi in contemporanea. Le tavolate era composte da soli uomini, di mezza età, con lo sguardo vitreo e l'aspetto da commesso viaggiatore. Sui tavoli , fra un coperto e l'altro erano già schierati i piatti contenenti gli antipasti: insalata di riso, condiriso, prosciutto e salame in piatti coperti da pellicola trasparente, formaggio gommoso immerso in liquido sinistro, insalata di mare foforescente, cipollotti in agrodolce ammiccanti. Bottiglie di vino e d'acqua già aperte.
A quel punto però il danno era fatto impossibile fuggire in 25 senza dare nell'occhio si cercava pertanto di limitare i danni scegliendo accuratamente cosa mangiare e cosa evitare. La pasta e fagioli non era buona, gli gnocchi ai formaggi galleggiavano nella besciamella dolciastra, gli strozzapreti al sugo erano un po' scotti, il risotto allo zafferano aveva l'aggiunta di peperoni crudi ed era immangiabile. Dei secondi ho assaggiato solo il pesce stantio che appunto era stantio.
30 euro buttati via. Che uno non è che voglia mangiare piatti di alta cucina, che non è che sia per forza necessario sfondarsi di cibo per essere contenti. Bastava che facessero la metà delle cose, ma cucinate decentemente.
Per concludere degnamente la serata si decideva poi di andare al rag00 per il bicchiere della staffa. Lì c'è stato il momento sublime in cui la nostra macchina seguiva la macchina di due colleghi, uno visibilmente impanicato, l'altro visibilmente ubricaco che si palleggiavano l'un l'altro le bottiglie di lemoncello trafugate dall'osteria mentre tentavano un collegamento telefonico con un altro collega già sul posto anche lui non del tutto in possesso delle sue facoltà mentali.
Al rag00 sono decisamente antipatici, prima ci hanno tolto sgarbatamente un tavolo di cui ci eravamo impossessati per allargarci un attimo (da notare che a parte noi il locale era deserto e noi eravamo in 15 attorno a 2 tavoli di dimensioni esigue). In seguito un collega preso dall'entusiasmo della musica tentava di fare step su di un tavolino venendo redarguito pesantemente dallo stesso cameriere che ci aveva tolto il tavolino, che si è prontamente scusato e dato ragione al cameriere. Il cameriere però ha continuato ad inveire come se avesse davanti un 15 strafatto e non un 34enne in libera uscita un po' esuberante. Per concludere la serata infine, proprio mentre stavamo mettendoci le giacche e abbandonando il posto, un altro collega riusciva ad infrangere al suolo un bicchiere. A quel punto il cameriere a grandi passi si lanciava verso lo sgabuzzino, nel dubbio che volesse estrarre un kalasnikov e freddarci sul posto ci lanciavamo fuori dal locale e partivamo sgommando.

18.12.06

c'era un post e ora non c'è più...

15.12.06

Ho l'encefalogramma piatto
Non riesco a formulare pensieri complessi. Non riesco a generare pensieri. Punto.
Stamattina mentre io e la mia vicina di parcheggio, armate di raschietto, inanellavamo una danza attorno alle rispettive automobili, ho pensato che finalmente l'inverno è arrivato e per un po' potremmo smetterla di preoccuparci dello scioglimento della calotta artica e antartica.
Il freddo e il numero crescente di finestrelle aperte sul mio calendario dell'avvento dovrebbero infondermi una buona dose di euforia natalizia, ma forse la precoce comparsa di neve finta renne e babbi natale impiccati ai balconi ha saturato anticipatamente la mia voglia di festa. Per non parlare del proliferare di riunioni più o meno aziendali e più o meno autorganizzate previste per la prossima settimana che mi causeranno uno shock anafilattico da panettone ancor prima della vigilia di Natale.
Oggi ho comprato l'agenda per il 2007, giace intonsa e nera accanto a quella in corso d'uso targata 2006. Mi invita alla programmazione ed ai buoni propositi. Ma questo è un argomento più capodannizio e mi piace pensare che inizierò ad imbrattarne le pagine in un albergo parigino fra una visita al louvre ed un conto alla rovescia sotto la tour eiffel.
Questo finesettimana mi attende il rush finale dell'acquisto regali, che ho pensato e studiato con piacere, ma che vorrei poter trasportare agevolmente con la forza del pensiero sotto il mio albero senza dover affrontare il traffico natalizio milanese e perché no, l'esborso finanziario.
Per il momento mi accontento di andare a trovare Severino, il mio besagnino di fiducia.

14.12.06

sono ufficialmente in ansia prenatalizia.

13.12.06

Non sono abituata a farmi scorrere la vita addosso in maniera consapevole. Capitano periodi in cui alzando la testa uno si domanda che cavolo ha fatto della sua vita negli ultimi giorni/mesi/settimane, com'è giunto ad un determinato punto, cosa è successo e perché. Ci sono questi periodi in cui la coscienza di sé si annebbia e si perde consapevolezza. Non dico che sia piacevole o bello, ma poi all'improvviso qualcosa scuote l'animo ed uno sobbalza come quando in treno ci si sveglia all'improvviso per uno scrollone della carrozza sui binari un po' più violento. A quel punto uno può riprendere le fila della situazione. Che fare invece quando si è consapevoli e coscienti di ciò che accade, ma non si ha la forza o la voglia di mutare il corso degli avvenimenti? Momenti in cui si guarda con indolenza la propria disfatta coscienti che qualcosa vada fatto, ma del tutto incapaci di concentrarsi su di un qualsivoglia obiettivo. Certo alla fine si potrà millantare che "ME l'avevo detto io", lo sapevo, non è che mi sono fatta prendere alla sprovvista. Ma sarà una consolazione?

12.12.06

alti e bassi
sette anni fa mi laureavo, oggi fisso sconsolata un documento che nessuno ha interesse a leggere.

11.12.06

C'è che sono troppo vecchia, così alle feste con i dj di tendenza mi sento un pesce fuor d'acqua: sto piantata in capannello con altre persone, birra in mano, strizzando gli occhi per cercare di vedere qualcosa nel buio della pista, ogni tanto provo a fare conversazione torturando la mia ugola per vincere il frastuono. Ma la cosa che in assoluto mi fa sentire più vecchia è che uno dei dj tendenza mette su un pezzo che ascoltavo al juke box del bar di campagna l'estate dei miei 14 anni e la gente intorno sembra gradire.
Giovedì mattina lo passo alla ricerca di una brandina su cui fare dormire mia madre. Non pensavo che le brandine andassero via come il pane e che nel giro di una settimana ogni ipermercato mobilificio negozio di articoli sportivi esaurisse tutte le scorte. La missione fallisce, mia madre fa il boy scout e dorme in salotto sul mio materassino da campeggio.
Venerdì è riunione di famiglia con pranzo in ristorante pizzeria trendy vicino a casa degli zii. I pizzaioli immigranti costringono i camerieri ad indossare fazzoletti rossi in stile promessa dei boy scout, la musica è bella napoli remix, le pizze costano uno sproposito, i quadri appesi ai muri dovrebbero rappresentare bufale, ma sembrano tori. Verso le 17 riusciamo a fare ritorno alla magione e ad assopirci sul divano per qualche ora prima di cena.
Sabato abbandoniamo il Marito alla quiete domestica e ci dirigiamo al duomo per tentare di vedere una mostra a palazzo reale. La coda ci spaventa, così decidiamo di fare un giro, come se girare in corso vitt. emanuel. fosse più riposante. Vedo di persona le luminarie contestate e i vigilantes che impediscono l'accesso alla rin@scente, ne avrei anche fatto meno. Più belli i banchetti in piazza dei mercanti e zone limitrofe. Non resistiamo molto comunque e concludiamo il giro con un defilet di cappotti senza acquisti in una outlet vicino a casa.
Domenica mattina è relax casalingo e piccola passeggiata lungo il naviglio inondato di sole. Come da legge di Murphy, il sole spunta l'ultimo giorno di vacanza e c'è poco tempo per goderselo. La mamma riprende la via verso casa mentre io accompagno il Marito in terra natia per un concerto al pub.
Ed è già lunedì.

6.12.06

[Disclaimer: post ad alto tasso di cinismo gratuito, astenersi anime candide]
Che esistesse C@rr Allen lo sapevo da qualche anno, che si chiamasse C@rr Allen e che sia morto dieci giorni fa invece l'ho appreso soltanto oggi.
Della sua esistenza ero venuta a conoscenza un paio d'anni fa, la sera in cui ho conosciuto A.D. Lui, entusiasta, mi aveva raccontato che dopo aver letto un libro aveva detto addio senza rimpianti a sigarette ed accendini e non era più ricaduto nel vizio. Idem sua moglie. E il Libro era passato di mano in mano fra amici e conoscenti, diffondendo il verbo e sottraendo vittime alla schiavitù del fumo per regalare nuovi adepti al salutismo. Sembrava IL LIBRO definitivo, quello che libera dalla schiavitù del vizio in saecula saeculorum, tanto che M., il quale non aveva smesso di fumare, sembrava solo l'eccezione che conferma la regola. Infatti, pur di non essere costretto ad abbandonare la nicotina, aveva smesso di leggere il libro giunto a metà.
Quel LIBRO lo aveva scritto appunto C@rr Allen e questo l'ho scoperto oggi scorrendo i libri in offerta di una libreria online.
Dopo una breve ricerca ho scoperto che non pago di aver svelato il verbo sul metodo più facile per smettere di fumare se sei uomo, donna, invertebrato o triceratopo aveva scritto anche libri su come convincere figli, nipoti e parenti di terzo grado a smettere di fumare. E non aveva nemmeno potuto esimersi dal pubblicare una guida su come perdere peso e sulle regole da seguire per tenere una alimentazione corretta nel quale pare propagasse il verbo del Veganesimo.
Ora è noto che a me le guide, tranne quelle turistiche e la guida galattica dell'autostoppista, provocano l'orticaria, soprattutto quelle per vievere meglio. E' noto che non sopporto i Vegani e li manderei tutti a lavorare in miniera per vedere se poi hanno ancora voglia di fare i vegani. Soprattutto è chiaro che non avendo letto i libri di cui parlo il mio è un giudizio aprioristico e privo di fondamento, però scusate non riesco a smettere di ridere avendo scoperto che l'Uomo che diffondeva il Verbo del Salutismo e che non fumava da 30 anni, è morto di cancro ai polmoni.

4.12.06

Nel finesettimana non mi sono fatta mancare nulla: dall'overdose di dr House venerdì sera, alla lunga dormita di sabato mattina, dal simbolo della pace con fiaccole in piazza duomo sabato pomeriggio, alla sfilata di abiti africani sabato sera.
Domenica poi sono anche uscita indenne dalla spedizione all'ikea per recuperare una extension per la libreria e al successivo montaggio di tale extension. Ho trovato il tempo per sperimentare lo sformato di lenticchie e la preparazione del pane casalingo. Ho addirittura stirato.
Ora sono agonizzante seduta alla scrivania, grazie al cielo la settimana è di soli tre giorni.

1.12.06

Delirio del venerdì pomeriggio
All'inizio la barca era nuova e a remare si era in pochi ed entusiasti.
Poi è sopravvenuto un problema di sovraffollamento, ma si continuava a remare vicini vicini.
Il sovraffollamento poi è diventato cronico e l'equipaggio sempre peggio assortito: chi remava in una direzione, chi in un'altra, chi tentava di strapparti un remo, la barca avanzava a fatica.
A furia di ricevere remate sulle dita poi l'entusiasmo fra i rematori è scemato. Anche se a prua, poppa, badordo e tribordo sono comparsi dei motivatori armati di megafono, la barca non riusciva ad imboccare una direzione precisa.
La barca poi con tutto quel sovraffollamento e quella confusione, ha cominciato ad imbarcare acqua.
I rematori pian piano hanno iniziato ad abbandonare le postazioni cogliendo gli opportuni riflussi della corrente.
Chi era lì sin dal principio era stato costretto dal sovraffollamento in un angolo lontano dal bordo, schiacciato contro le nasse e bloccato dalle altre persone.
La salsedine aveva cementato gli abiti e le reti, la mancanza di movimento indolenzito le articolazioni, raggiungere la salvezza sembrava impossibile.
Oggi uno degli anziani si è liberato.
Non so se trarne auspici di speranza o smadonnare perché sono ancora qui in mezzo ai flutti.
Tutto sommato non mi dispiace come nick.

30.11.06

Lo confesso sono caduta vittima del fascino barbuto del dottor House, il dottore zoppo.
Il telefilm di per sé è una cagata pazzesca e lo dico senza timore di essere fustigata in sala mensa per questa affermazione. Nei primi 2 minuti di una puntata qualcuno si ammala di qualche morbo sconosciuto,un po' come in Six Feet under nei primi 2 minuti di puntata muore qualcuno. Il dottor House lo prende in cura (il malato ovviamente non il morto), infrange tutte le leggi possibili ed immaginabili, lancia insulti a destra e a manca, lo porta sull'orlo della morte con una cura sbagliata e infine lo salva.
Convulsioni, intubamenti e tac garantiti ad ogni puntata. Manco si può riciclare la vecchia battuta che io e mia madre facevamo guardando le prime serie di ER "Puntata moscia oggi, non hanno ancora intubato nessuno".
Comunque sia, se alla sera non riesco a vedere almeno un paio di puntate non sono contenta. Non avevo considerato però gli effetti collaterali.
Oggi mi fa male il collo, una specie di attacco di cervicale latente. Poco fa mi prudeva anche un braccio. Per un momento ho pensato che fossero sintomi di una qualche strana malattia con il nome pieno di consonanti causata dal panino al Kebab mangiato a pranzo. Fortunatamente poi mi sono ricordata che non sono paziente del Dottor House.

29.11.06

Leggendo le cronache di Rafaeli dalla cruccolandia e riflettendo sul fatto che tedeschi si nasce, mi sono messa a pensare a quanto gli stereotipi siano potenti. Il primo anno di Università, la prima lezione del corso di geometria, il professore si lanciò in una filippica, il cui scopo presumo fosse quello di accelerare la selezione naturale del corpo studenti. Se alle funeste previsioni sulla percentuale dei presenti che sarebbe arrivata a seguire le lezioni fino a giugno e sull'ulteriore sottoinsieme di questi che sarebbe giunto alla laurea in tempi ragionevoli, non prestai molta attenzione sull'onda dell'entusiasmo della giovane matricola universitaria all'inizio del corso di studi. Lì per lì non feci nemmeno troppo caso alle sparate campanilistiche sull'orgoglio dell'essere fisici. Quest'ultimo concetto però deve essere in qualche modo penetrato nel mio subconscio ed esserci rimasto intrappolato, tanto che, ancora oggi, quando mi chiedono se sono un ingegnere mi vien da saltare sulla sedia e dire "no! sono laureata in Fisica!".
Per non parlare poi del fatto che di fronte ad un ingegnere, che non presenti le caratteristiche dello stereotipo della categoria, mi viene da pensare non che lo stereotipo in quanto tale è mendace, quanto piuttosto che ho davanti un esemplare di ingegnere atipico. Pensandoci bene ho conosciuto almeno un tedesco atipico che di mestiere fa il pizzaiolo surfista. Come sarà un ingegnere tedesco e quale sarà il grado di stravaganza di un ingegnere tedesco atipico?

28.11.06

Un po' come quando alla fermata dell'autobus uno accende la sigaretta per ingannare l'attesa e dopo la prima boccata lo scatolone arancio scricchiolante gira la curva, stavo azzannando una rotella di liquerizia quando è squillato il telefono, il mio capo, dopo settimane di "rimbalzi", finalmente mi dava udienza.
Dopo essermi strozzata con la rotella e corsa in bagno per controllare di non avere tracce di liquerizia sugli incisivi, mi sono precipitata al bar, dove mentre attendevo che il mio interlocutore terminasse una telefonata, mi sono intrattenuta con il resto dell'intellighenzia aziendale. Sono stata presentata ad uno dei nuovi il quale ironizzava sul fatto di avere tre nomi e come diminutivo Al fie. "Al fie come il film con Ju de L@w?" domando io, linea piatta negli occhi dell'Intellighenzia. "No no Al f come il pupazzo extraterrestre. Ju de L@w non so nemmeno chi sia" risponde l'interessato un po' piccato.
Al di là del fatto che effettivamente il tizio assomigliava più all'extraterrestre che all'attore, possibile che quando dico una cosa gentile non vengo capita?
Il risultato di tale sospirato incontro col mio capo comunque è stato sentirmi dare ragione, sentirmi dire che ho l'atteggiamento giusto e ottenere una vaga promessa che in un prossimo futuro potrei essere la prima a beneficiare di una nuova iniziativa di riassetto. Come dire nulla di fatto a parte un caffè gratis a metà mattina.

27.11.06

Il tempo ci ha messo lo zampino, la pigrizia ha fatto il resto. Così nonostante avessi portato zaino, giacca a vento e tutto il resto dell'attrezzatura, non sono andata a camminare. Nemmeno una passeggiatina fino al Santuario della Guardia in mattinata.
In compenso mi sono dedicata all'album delle foto del matrimonio, era ora, ho stirato, incredibile, e sono andata a fare un giro al mercatino del vecchiume (dovrebbe essere antiquariato, ma è ciarpame). Ho anche comprato il primo regalo di Natale il che mi fa sentire estremamente organizzata, salvo il fatto che poi i restanti 17 li comprerò il 23 dicembre.
Purtroppo adesso è lunedì il tempo è grigio e non ho voglia di lavorare.

24.11.06

Come ogni venerdì mi apprestavo a commentare l'oroscopo per la settimana a venire, si dà il caso però che non l'abbia capito.
Any suggestions?
"Chi ama sa molto di più sul bene assoluto e sulla bellezza universale di qualsiasi logico o teologo", ha scritto il filosofo George Santayana. Sono d'accordo con lui. È per questo che, in base ai presagi astrologici, posso fiduciosamente prevedere che nelle prossime settimane avrai il diritto di rivendicare tutti i seguenti appellativi: l'Ingannatore con gli ideali più seducenti, l'Autorità morale con il fascino più affidabile, l'Ammaliatore con le tentazioni più etiche.
Da Intern@zionale oroscopo di R°b Br e zsny.

23.11.06

Oggi avrei dovuto incontrare il mio capo, l'appuntamento che credevo di avere la scorsa settimana, per intendersi. Meno in tiro della volta precedente, ma pur sempre truccata con cura, dotata di orecchini e con i capelli freschi di shampoo mattutino, ricevo la telefonata di bidonamento 10 minuti prima dell'ora X. Orami rassegnata non mi scompongo nemmeno. Del resto da ieri c'è una cosa che mi rende felice. Noriko e il camionista turco stanno per fidanzarsi ufficialmente ed andare a convivere. Per il matrimonio, dicono, ci vorrà del tempo, ma io già mi vedo ad assistere ad un classico matrimonio inglese in campagna con la chiesetta in pietra e i cottage di sfondo.

22.11.06

Notizie inutili
Temo di aver inconsciamente tentato di fare diventare il mio alluce sinistro un alluce opponibile cambiando le marce della moto. Adesso quando lo arriccio o lo tendo verso l'alto una piccola scossa elettrica si propaga dall'attaccatura del ditone verso il collo del piede. Alla domanda sicuramente lecita, sul perché io senta la necessità di arricciare gli alluci o di alzarli al cielo, soprattutto d'inverno con calzettoni e scarpe chiuse, non ho intenzione di rispondere.

21.11.06

Un miscuglio di pigrizia, avarizia e sovraccarico del cesto della biancheria sporca ha fatto sì che qualche giorno fa infilassi buona parte dei miei maglioni in lavatrice, selezionassi il programma ultradelicato con acqua gelida e azionassi il pulsante di avvio facendomi il segno della croce invece che portare il fagotto dal Lavandaio-col-cellulare-attaccato-all'orecchio.
Non so se è stato il culo del principiante i maglioni sono sopravvissuti alla prova e sono ancora delle dimensioni esatte, peccato che, avendo per prudenza deciso di disinnescare la centrifuga, una volta estratti dalla lavatrice grondassero acqua a più non posso. La presenza di uno stendipanni grondante nel centro del salotto parquettato mi ha spinto ad alzare al massimo il riscaldamento creando quell'atmosfera tropicale che tanto giova alla sopravvivenza delle zanzare fuori stagione.
Nel microclima tropicale del salotto oltre alle zanzare e alla diffenbachia, deve aver trovato le condizioni ottimali per la sopravvivenza anche la mosca tze tze. Sono tre giorni che mi aggiro con aria catatonica per casa e anche il semplice spostarmi dal letto al divano mi pare faticoso, per non parlare della sopravvivenza quotidiana in ufficio. Ho rischiato più di una volta di slogarmi la mascella per gli sbadigli violenti che mi colgono a intervalli regolari.
A peggiorare la situazione, da giovedì pomeriggio nel mio ufficio, altrimenti noto come sgabuzzino delle scope, la popolazione residente passerà da 3 a 5/6 unità, dimezzando di fatto i metri cubi di ossigeno procapite. Come dire, se mi trovate meno lucida del solito, ho i miei buoni motivi.

20.11.06

Wendy viene da San Francisco. Ha una testa di extension viola e rosa che sommergono la massa di capelli castano rossicci. Tiene il tutto legato attorno alla testa con una fascia nera.
Sulla schiena, sull'ombelico e sulle spalle ha tatuaggi colorati di varia natura e di vario genere. Non è alta ed è massiccia, le gambe, fasciate in calze a righe bianche e rosse, sono comunque snelle e ben tornite. La pancia, quando si siede a terra e si allunga in avanti per stirare la schiena, traborda, tatuaggio compreso, fuori dalla gonna. Quando balla però ha una grazia che a prima vista non le attribuiresti. Quando spiega è molto chiara ed è prodiga di consigli e di trucchi su come riuscire a fare i movimenti. Quando passa a controllare i movimenti si prodiga con dei "Good" di incoraggiamento.
Il seminario dura tre giorni, tre ore e mezzo di danza al giorno. Tre ore e mezzo in cui per quanto legata e legnosa io sia, mi sento degnata di considerazione quanto coloro che insegnano danza e ballano di mestiere.
Domenica mattina, sulla via per la palestra, incontro tre ragazze che frequentano lo stage. Due sono di Torino, una di Firenze. La ragazza di Firenze tiene banco nella conversazione. Parla di musiche che non ho mai sentito nominare, parla di ballerine famose, spiega le coreografie che sta montando, dice che balla su musiche celtiche facendo arabesque e buttandosi al suolo, mostra le ferite di guerra di tutto questo suo volare. Io la guardo un po' perplessa, consolata dal fatto che anche la altre due mostrino altrettanta perplessità, nonostante ballino da lungo tempo. La ragazza conclude dicendo "Per avere successo bisogna ballare ciò che piace che ci fa sentire a nostro agio. Ad esempio io ballo quasi solo musica contemporanea. A me il raqs sharqi fa proprio schifo e mi rifiuto di ballarlo. Ma voi, cosa ballate?". Le torinesi in coro: "Il raqs sharqui". A quel punto fingo un attacco di tosse e mi giro dall'altro lato.
Nonostante Wendy faccia parte della Compagnia Definitiva che balla questo stile, nonostante venga chiamata in Italia a caro prezzo dalla scuole, dai suoi racconti si capisce che normalmente negli Stati Uniti balla a matrimoni o a eventi aziendali, gli eventi maggiori sono festival di danza. Lei però è una di quelle persone che probabilmente riesce a fare ciò che ha voglia di fare e a divertirsi lavorando.
Ieri sera, in tutt'altro campo, tutt'altro genere, ne ho incontrata un'altra. Questo per certi versi mi rallegra e mi dà speranza.

17.11.06

Di oroscopi e specchi rotti
E' un venerdì nebbioso e l'oroscopo per la settimana ventura mi spaventa perché sembra così azzeccato. Ed io, si sa, non credo agli oroscopi.
E' appena passato un collega, consulente anche lui, 7 anni presso questo cliente. Ultimamente aveva avuto screzi col capo, ma sembrava tutto fosse rientrato nei canoni della normalità. Oggi invece una chiamata dal suo commerciale lo avvertiva di sgombrare i cassetti della scrivania poiché sarebbe stato il suo ultimo giorno. Da lunedì tornerà nella sede della sua ditta.
Lui, un pochino scosso dalla comunicazione così improvvisa, sostiene che dopo 7 anni finalmente ha finito di espiare la maledizione dello specchio rotto. Faccio un rapido calcolo sulle dita, il prossimo settembre dovrei aver finito anche io di espiare.
Forse però come suggerisce l'oroscopo dovrei liberare il mio spirito selvaggio piuttosto che aspettare la fine del sortilegio

16.11.06

Metti che la mattina tiri fuori la camicetta bianca e i pantaloni freschi di bucato, ti trucchi con cura e ti ricordi pure di mettere gli orecchini. Ti fai portare dal marito in ufficio per non spettinarti con il casco e per avere qualche minuto in più essere pronta sul pezzo. Poi quando ti sei seduta, hai tirato un respiro profondo e ti sei sentita pronta, hai guardato il calendario e constatato con orrore che il tuo appuntamento è fra una settimana esatta.

15.11.06

E per sdrammatizzare ... il classico test (via grazia).



Which Rock Chick Are You?


La domanda è: chi cavolo è questa?

14.11.06

Comunicazione di servizio: mi rendo conto che il post che sto per scrivere potrebbe far pensare che non sono ancora uscita dalla spirale mania-depressiva-pessimismo-cosmico-fastidio e quant'altro. In realtà, sarà che oggi c'è il sole, sono decisamente di umore migliore. Oserei un "quasi di buon umore".

Ci sono persone di tipologia A che sono chiaramente viscide ed untuose, persone che sopra la testa hanno un cartello luminoso lampeggiante che indica che non è il caso di dare loro confidenza.
Ci sono persone di tipologia B che invece sembrano ragionevoli, sembrano simpatiche, alle quali si è portati a dare la propria fiducia. Queste sono le persone che tendenzialmente ti fregheranno in maniera del tutto inaspettata.
Posto che il saper distinguere le tipologie A e B, dalla tipologia C delle persone di cui si può veramente fidare, aiuta a vivere meglio. Si dia il caso di essersi fatti infinocchiare da una persona appartenente alla categoria B e che, per ovvie ragioni di convenienza e di legalità, non sia il caso di spaccargli le ginocchia a mazzate da baseball. La fiducia visto che è qualcosa che dipende da noi, si riprende in un attimo. La confidenza invece è qualcosa che una volta data è difficile da riprendersi. Come si fa a suggerire a qualcuno che è il caso che ti tratti come se non ti conoscesse e che mantenga le dovute distanze, senza dichiararlo esplicitamente?
La strategia non fa per me, continuo a pensare che forse la mazza da baseball sia la soluzione migliore.

12.11.06

A degna conclusione della settimana lavorativa venerdì sono uscita dall'ufficio alle 19.40. Alle 20.30 iniziava l'assemblea di condominio.
Fortunatamente il finesettimana è stato tranquillo, ieri è venuta a trovarmi mia mamma e oggi la domenica l'ho passata trasferendomi dal letto al divano, con una botta di vita serale per andare al cinema.
Ho visto Scoop di Woody Allen, mi ha lasciato del tutto indifferente, qualche sorriso a fior di labbra, nulla a confronto delle grasse risate dei suoi vecchi film.

9.11.06

Fattori climatici e ambientali non ce ne sono, oggi c'è il sole. Nonostante questo sono entrata nel trip da mania persecuturia e non so come uscirne.
Ho una serie di indizi ed ho costruito un castello che ci calza alla perferzione ed è plausibile. Non riesco a capire se è il mio pessimo umore di questi giorni a farmi avere uno sguardo cupo o se è il mio sesto senso che mi dice di stare allerta.
Immagino che lo scoprirò solo vivendo.

8.11.06

La scorsa estate, esauriti i libri che mi ero portata in viaggio, mi sono data alle riviste femminili come cosmopolitan e marie clair che, nonostante il mio francese traballante, non impegnavano ecccessivamente il mio neurone.
Oggi, preda della disperazione più cupa, mentre valuto seriamente l'ipotesi di vendere polli allo spiedo impegnandomi la casa per avviare l'attività, mi sono tornati alla mente alcuni degli articoli letti.
In uno si parlava della nuova tendenza a prendersi un anno sabbatico per fare il giro del mondo. I costi, si diceva, sono contenuti: con 50000 euro si viaggia comodi.E le aziende sono felici di concedere questo tempo ai propri dipendenti per consentirgli di riprendere le forze e ritornare sul lavoro più aggressivi e pieni di energie di quando erano partiti.
Nell'altro invece si parlava dell'imprenditoria femminile e di come per riuscire sia necessario rischiare e buttarsi a fare qualcosa di cui siamo appassionati. Riportava la testimonianza di una donna che dopo una lite furibonda col suo capo aveva abbandonato precipitosamente l'ufficio mettendosi in malattia e poi licenziandosi. Nonostante avesse lasciato in ufficio il suo portfolio clienti, con la sua forza di volontà era riuscita a costruirsene uno nuovo e a vendere con gran successo il nuovo servizio che si era inventata.
A leggerla così sembra solo che sia solo una questione di volontà e di coraggio. E più ci penso più mi girano le balle. Come se, avendo a disposizione 50mila euro e un anno di tempo, uno non partisse per il giro del mondo. Come se la signora dell'articolo non avesse avuto un marito alle spalle che pagava le bollette e portava il cibo a casa. Come se correre il grande rischio di non avere i soldi per la rata della seconda macchina denotasse un grande coraggio.
Alle volte mi domando se abbia senso ripetersi che non ho studiato fisica per anni per vendere polli arrosto.Perché no? Dovendo proprio applicare i miei studi al lavoro potrei studiare il moto caotico delle gocce di grasso che trasudano dai polli durante la cottura.
Qualcuno mi dia delle buone ragioni per cui non dovrei vendere polli arrosto.

7.11.06

Per la modica cifra di 16 euro e 53 mi sono sentita dire che i miei esami del sangue sono metabolicamente perfetti e che non sono sovrappeso. In sostanza, pur potendo perdere 3 o 4 kg restando comunque normopeso, l'ambulatorio dell'ospedale non mi ha dato una dieta, ma solo dei consigli nutrizionali. Giustamente non sfornano Kate Moss e per la pancetta pare che l'unico rimedio sia l'attività fisica. Suppongo che dovrei essere contenta.

6.11.06

Sarà che novembre è di per sé un mese malmostoso, nonostante le nebbie e il grigiore non siano ancora arrivati, non riesco a scrollarmi di dosso questa sensazione di malinconia.
Il finesettimana è volato via veloce, fra un giro all'ikea di Genova sabato pomeriggio dove ho rivisto un ex collega che dopo svariati cambiamenti si è finalmente sistemato a Genova con tutta la famigliola, una puntata al cinema in serata a vedere "The Departed" e una domenica pomeriggio passata a cercare di seguire uno stage di danza tribal pura, cose resa estremamente difficoltosa dall'utilizzo dei cimbali.
Domani mi aspetta la visita dal dietologo e in seguito l'inizio di una dieta pre natalizia che mi porterà, si spera, a smaltire anticipatamente i kg che canonicamente si accumulano a Natale. Considerando che a gennaio sarò avvolta sui fianchi dal mio rotolo di ciccetta c'è da domandarsi chi me lo faccia fare.
E' lunedì e devo farmene una ragione.

3.11.06

E' che alle volte dell'understatement, dell'essere conciliante, del politically correct ne ho piene le palle.
Alle volte le persone che si credono più furbe, più intelligenti, che pretendono attenzione immediata e se non l'hanno fanno ripicche, invece di rabbonirle domandando scusa per il ritardo in nome del quieto vivere e dell'essere superiori, alle volte prenderei una mazza da baseball e gliela sbatterei in mezzo alla fronte.
Non credo che la violenza risolva qualcosa intendiamoci, ma anche chinare continuamente il capo non fa bene alla salute. Delle volte prendersi delle soddisfazioni credo sarebbe liberatorio.
Caro Babbo Natale,
quest'anno sono stata una bambina buona.
Sotto l'albero mi piacerebbe trovare una mazza ferrata.
Se una mazza ferrata è troppo, mi accontento di una mazza da baseball.
Grazie
G.

2.11.06

Sfogo incarognito e criptico.
Ieri sera mentre guidavo sull'autostrada buia e poco trafficata avevo in mente una tiritera senza fine di pensieri odiosi ed impopolari che avrei voluto sfogare su questa pagina. Poi essendo appunto pensieri odiosi ed impopolari ho deciso di tenerli per me. Per dire, se sulla mia faccia qualcuno ne scorgesse l'ombra, non si è sbagliato.
/Sfogo incarognito e criptico.

Halloween è passato. Nessuno è venuto a suonarmi alla porta chiedendomi "dolcetto o scherzetto", i mou polacchi sono ancora lì, questo va detto a difesa dell'onore del Marito, mentre, ammetto la mia colpa, io ho quasi finito le caramelle fondenti di zucchero alla frutta.
Mia madre a Genova invece ha ricevuto visite, ma non era preparata. Quindi ha dovuto strappare dalla bocca di mia zia l'ultimo mon cherie rimasto in casa per dare una misera soddisfazione ai fanciulli mascherati alla sua porta.
Siamo a giovedì ma la giornata festiva infrasettimanale e il particolare vigore del mio capo nel fracassarmi le palle mi fanno credere che sia lunedì. Domani sarà bellissimo constatare che la settimana si conlude a dispetto dei miei sfasamenti temporali.

PS Per chi fosse interessato dopo un lungo periodo di inattività, aggiornamenti su flickr lì a destra con foto di Londra ed altre amenità.

31.10.06

Ho ricevuto in dono da mio zio una zucca verde bitorzoluta.
Ho comprato la carta crespa arancione e quella nera.
Ho approntato un supporto di carta colorata per la zucca.
Ho foderato il cestino della frutta.
Ho comprato i mou polacchi e le caramelle fondenti allo zucchero.
Stasera accenderò una candela dentro la zucca di terracotta.
Chissà se qualche bambino verrà a suonare alla porta per chiedermi "Dolcetto o scherzetto?".
Il Marito mi rassicura, se non passa nessuno, uscirà furtivamente di casa e sarà lui a farmi la domanda. Credo che abbia delle mire sui mou polacchi.

30.10.06

To London and back.
Qualche tempo fa scrivevo a Michele che la mia valvola di sfogo dalle frustrazione lavorative consiste nell’organizzare un viaggio che mi porti via per qualche tempo, una fuga per sgombrare la mente e ricominciare con più energia. Purtroppo un fine settimana a Londra non è bastato e con questo triplo cambio dell’ora unito al ritardo dell’aereo di ieri sera, oggi rientrando in ufficio mi sembrava di non averlo mai lasciato.
Londra mi piace sempre. Le cabine del telefono rosse, i double decker, le insegne della Tube sono sempre lì ed ogni volta ti sembra di ritrovare una vecchia amica col suo inconfondibile modo di vestire.
Il proprietario dell’hotel era un pazzo scatenato che, abbiamo stabilito, doveva aver reclutato degli amici per simulare uno staff per le fotografie del sito. In realtà probabilmente era lui a gestire il tutto dal basement della casa vittoriana in cui l’hotel era situato. Le sue english breakfast erano impagabili, le stanze dell’hotel invece, decisamente al di sotto delle aspettative che la cifra a notte richiesta, generava.
Abbiamo camminato un sacco da Victoria a Westminster, dalle Horse Guard House a Trafalgar. Da un breve giro alla National Gallery a Piccadilly Circus. Incredibilmente, ma nemmeno troppo, sono riuscita a stare male per colpa di Montezuma il primo giorno a Londra, quando in Messico l’avevo scampata per quasi tutta la vacanza. Colpa della pizza prosciutto e ananas del Pizza Hut in cui abbiamo pranzato, unito ai jeans a vita bassa e al venticello gelido che tirava.
A Piccadilly siamo entrati da Fortnum and Mason, il cui reparto gastronomia sembra la versione inglese di Peck e per il cui reparto decorazioni natalizie non trovo paragoni, basti dire che una pallina per l’albero si aggirava sui 15 £. Il bagno poi era ribattezzato “Sala da cipria per le signore” e una inserviente zelantissima non appena uscivi, si precipitava a cancellare le eventuali tracce del tuo passaggio con straccio e spruzzino. Gli arredi erano decisamente liberty.
Ci siamo incantati da Waterstone, mentre abbiamo rimandato gli acquisti musicali nonostante un passaggio alla Virgin, senza sapere che saremmo tornati con una tonnellata di libri e nemmeno un cd. Per tornare abbiamo attraversato il Saint James Park e inseguito gli scoiattoli per fotografarli.
La sera eravamo stravolti dalla levataccia mattutina per prendere il volo delle 6.35 da Bergamo e dopo aver cenato vicino a casa siamo tornati in albergo a dormire senza saggiare la vita notturna londinese.
Sabato mattina l’abbiamo consacrato al mercato di Portobello e alle sue mille inutilità. I banchi di presunto antiquariato mi lasciavano perplessa, soprattutto gli aggeggi per reggere le fette di pane tostate venduti a 35 £ in tutto e per tutto simili a quelli che il nostro albergatore ci metteva sul tavolo alla mattina. Da Portobello sono tornata con un marchingegno a forma di scimmietta che una volta azionato un pulsante decorato da banane ti soffia l’aria sulle unghie delle mani per far asciugare in fretta lo smalto e una tavoletta in legno con l’insegna di un pub da appendere sopra il testo in rame in cucina.
Dopo Portobello è stato il momento di Soho e Carnaby street, dove sono definitivamente scomparse anche le ultime vestigia di quella che era la prima volta che ci ho messo piede. Credo che ci siano dei cecchini e se un punk per sbaglio decidesse di varcare l’arco che delimita l’estremità della via, verrebbe abbattuto seduta stante. Da Carnaby siamo passati a China Town e alle sue anatre laccate appese nelle vetrine dei ristoranti e poi a Covent Garden.
Infine resici conto che la domenica Harrod’s sarebbe stato chiuso, siamo corsi a visitarlo. Qualcuno mi rimprovererà di non essere passata al British Museum e aver preferito il tempio del consumismo. In effetti non posso dargli torto. Ma il memoriale a Dodi e Diana ai piedi della scala mobile con la sfinge dorata meritava il giro. Niente da fare per il vagheggiato acquisto di una borsa Mulberry che è risultata costare 470 £, ed io che mi lamentavo dei 320 € di una borsa della Coccinelle. Sbalorditivo il giro nel reparto gioielleria da Tiffany e Cartier. Negli espositori erano presenti solo gioielli che costavano come il mio stipendio lordo annuale, ma lungi dall’essere inattivi i commessi erano intenti a riscuotere assegni e a strisciare carte di credito di persone all’apparenza normali che però non ritenevano strano aggiungere al giro di shopping pomeridiano l’acquisto di un orologio tempestato di diamanti.
La sera abbiamo avuto una disavventura culinaria, a causa dei nostri ritmi meridionali infatti pretendevamo di mangiare al pub verso le nove di sera, quando ormai metà degli avventori, cuoco compreso, giacevano stramazzati sotto al bancone. Alla fine ci siamo accontentati di un fast food vegetariano.
Domenica c’era un bel sole caldo e ne abbiamo approfittato per passeggiare lungo il Tamigi dal Westminster Bridge fino alla Tate Modern e ritorno. Siamo poi tornati in visita agli scoiattoli del Saint James Park che, ipernutriti come sono, spesso disdegnavano le nocciole non salata da noi acquistate a caro prezzo da Sainsbury. A pranzo finalmente siamo riusciti a mangiare Jacket Potatoes al pub. Poi è iniziata l’odissea del viaggio di rientro.

25.10.06

Brandelli di pensieri stazionano fra le pareti della mia scatola cranica. Fatico a trovarci un ordine, una sequenza. Il mio animo scientifico vorrebbe metterli in fila l'uno dietro l'altro secondo una logica e alla fine contemplare compiaciuto il lavoro. Vorrebbe che i pensieri si ordinassero a formare un'enunciato, una tesi con tanto di dati a sostegno della sua evidenza. La mia emotività d'altro canto anela anch'essa alla deduzione di una legge, un principio da seguire con maniacale costanza per placare le sue ansie nella quiete della routine.
Purtroppo ogni battito di ciglia mescola le carte ed un solo secondo di distrazione fa sì che i brandelli si sminuzzino in altri brandelli secondo una logica esponenziale.
Gli unici pensieri di senso compiuto non sono miei e vorticando nel mare della mia perplessità finiscono comunque per perdere il loro senso.
La curva dei miei pensieri si attorciglia su se stessa ed io incapace di trovare un bandolo mi trovo a rammaricarmi di non avere una Bibbia per scoprire chi ha detto: "Signore dammi la forza di cambiare ciò che posso cambiare, il coraggio di accettare ciò che non posso cambiare e la saggezza per distinguere fra le due cose". Per risolvere l'enigma mi affido a internet e oltre ad appurare che probabilmente è una idea di Tommaso Moro scopro con raccapriccio che esiste un sito in cui puoi cercare le citazioni bibliche. Non so se funziona, ho cercato una frase dell'Ecclesiaste quella citata da Kevin Bacon in Footloose e non l'ho trovata .
Ci sono, solo che gli ultimi due giorni sono stati pesanti. E non ho molta voglia di scriverne.

21.10.06

Per il momento gli unici progetti che mi si sono svelati sono quelli di mia madre che oggi mi ha messo a fare l'elettricista. Con il lampadario non ho avuto molta fortuna, con la presa della corrente un po' di più.

20.10.06

Il mio oroscopo per la settimana a venire sostiene che forse Dio ha in serbo per me progetti più grandi di quelli che non abbia io stessa.
La cosa per certi versi mi solleva visto che i miei progetti per i giorni a venire riguardano meramente la sopravvivenza quotidiana, l'unico problema è che essendo agnostica ridurmi a sperare nell'intervento di un Dio della cui esistenza tutto sommato non dovrebbe fregarmi nulla, è alquanto bizzarro.
Ad ogni buon conto per non sprecare l'intervento divino, ho mandato in giro qualche curriculum viate, se per me stessa programmo un lavoro sostanzialmente simile, ma meglio retribuito, chissà che L'Entità Superiore non mi metta a capo di una multinazionale.

19.10.06

Evviva evviva!!! Abbiamo le bottiglie!!!! Se ora mi tolgo da questo pantano stasera potrò godermi la serata con gli amici senza spettri che mi tirino i piedi.
Ieri giornata intensa in ufficio, così intensa che ho anche saltato il pranzo, tanto mi stavo mangiando il fegato quindi non avevo appetito. Quando il lavoro risucchia così tante energie, i giorni scorrono via gli uni uguali agli altri e il tempo trascorso in casa a non fare nulla diventa preziosissimo. Ieri dopo cena e prima della riunione dell'associazione, sono riuscita a produrmi nel mio primo esperimento di Muffin al cioccolato. E in barba al detto chi si loda s'imbroda, devo dire che l'esperimento è perfettamente riuscito, consentendomi di incastrare un altro tassello nelle fondamenta della mia futura vita di tenutaria di agriturismo. E sulla visione bucolica di me che alzandomi la mattina vedo campagna a perdita d'occhio e sento il gallo cantare e preparo la colazione agli ospiti, tiro il fiato e mi ri-immergo nel mare di rifiuti solidi che caratterizza la mia giornata lavorativa attuale.

18.10.06

Saltando di palo in frasca
Per espletare la mia dose quotidiana di qualunquismo ed esterofilia vi comunico che ha impiegato meno tempo un libro ad arrivare dalla Germania che 36 bottiglie (vuote) da Udine. Il ricco ed efficiente nordest non può ancora competere coi crucchi, prendo atto.
Rileggendo l'accaduto in chiave mistica forse mi si vuole comunicare un messaggio: dei frati dovrei adottare il motto Ora et labora, ma non imitarli nella produzione di birra.
Leggendo il giornale invece mi sono vorticosamente girate le palle, niente tassa sui SUV (e ritiro precipitoso dei cartelli "Anche i ricchi piangono" dalle strade italiane, aggiungo io) e aumento del bollo della moto inversamente proporzionale alla categoria Euro del motociclo stesso. Se bisogna tassare chi inquina, cioè far pagare per il diritto all'inquinamento (concetto discutibile di per sé), facciamo pagare sia i SUV che le moto. Ad ogni buon conto sto pensando di montare dei rostri sul manubrio di Baby per sfregiare le fiancate dei Cayenne. Così per sport.

17.10.06

Ci sono giorni in cui i contrattempi sembrano accumularsi uno sull'altro, tutte le piccolezze non risolte si cementificano in un golem minaccioso che incombe con la sua mole sul nostro cammino. E non è solo questione di risolvere i problemi volta per volta in modo che non si affastellino come i panni nella cesta delle cose da stirare, è che alle volte la soluzione del problema non dipende da noi. Altre volte invece fattori contingenti ci indicano soluzioni che non vorremmo adottare e così procrastiniamo. Poi il golem ci si para innanzi e anche se sappiamo che affrontandolo e scalfendolo pezzo per pezzo in breve crollerà ne siamo spaventati ed abbiamo il terrore che ne verremo sopraffatti.
E non serve nemmeno cambiare strada, fuggire, prendersi una pausa perché se non lo si affronta non scompare. Servirebbe soltanto una iniezione di leggerezza, di incoscienza, una scrollata di spalle che dissolva l'ombra che ci inquieta.

16.10.06

Il pc e il libro su cui sto studiando, o meglio, dovrei studiare, li ho prelevati stamattina dal pavimento nello stesso punto in cui li avevo lasciati venerdì sera rientrando. Il finesettimana è stato abbastanza intenso per stroncare qualunque senso di colpa che mi spingesse verso il lavoro.
Venerdì, complice la sera solinga in casa causa impegni musicali del Marito, ho finalmente visto Il Paziente Inglese. Mi è piaciuto anche se la presenza dell'attore che in Lost fa Sahid mi disturbava l'immedesimazione nella storia.
Sabato invece mi sono dilettata di lavori manuali, in mattinata col Marito abbiamo montato gli scaffali in cantina mentre nel pomeriggio sono andata all'associazione a preparare il locale per l'apertura domenicale causa Sagra di Baggio. Mi sono ammalata durante le prove di montaggio del gazebo, la faccenda infatti si è protratta più del dovuto poiché avevamo i pali assortiti di tre gazebi da cui dovevamo tirarne fuori uno e non è stato facile. La sera il programma cinema più pizza si è tramutato in minestrina e dvd e fazzoletti di carta per il raffreddore.
Domenica sveglia all'alba, montaggio gazebo in strada, tentativi di diffondere le attività del centro. La gente è diffidente, ho capito che offrendo il giornale ai passanti dovevo innanzi tutto specificare che era gratis, onde evitare fughe precipitose.
Fra i due turni alla Sagra mi sono fatta portare dal Marito al Viridea dove, prima ancora che la vendita delle zucche per Halloween sia esaurita, sono comparsi gli addobbi natalizi. Inutile dire che senza comprare nulla di particolare ho lasciato giù un patrimonio. Ora però possiedo una zappetta-rastrellino con cui curare le mie piante di cui vado molto fiera ed un nuovo zerbino, un po' striminzito rispetto alle dimensioni della porta, ma bellissimo.

13.10.06

Noto con piacere che l'attitudine a scaricare i problemi sugli altri e a non prendersi la responsabilità è un male diffuso e non è caratteristica unica del mio gruppo di lavoro. Ciò non toglie che questa cosa continui a mettermi di cattivo umore e mi faccia vorticosamente girare le palle, infatti non sono capace di mettere in difficoltà persone che fanno il loro lavoro rifiutandomi pure io di prendermi responsabilità. Il problema è che stando nel mezzo o butto merda sugli altri o faccio scudo col mio corpo il che non è affatto una decisione piacevole da prendere.
Sul corriere di oggi l'annuncio di lavoro a cui requisiti ero più vicina era quello di controllore di qualità del pesce, anni di mangiate di orate e branzini alla griglia acciughe e pesce spada mi hanno conferito una certa esperienza in materia, quasi quasi mi candido.
Ora controllo se ho vinto al superenalotto non sia mai che trascorra in questo ufficio 5 minuti più del necessario.

12.10.06

Juliette Lewis è una grande, dai tempi di Al tramonto all'alba in cui ancora ragazzina vedeva George Clooney allontanarsi a bordo di una spyder dopo aver sterminato orde di vampiri. Il lato musicale di Juliette l'ho scoperto da poco e apprezzo anche quello, quindi ieri sera non potevo mancare al Rolling Stone al concerto di Juliette and The Licks.
Non starò a fare la fenomenologia da concerto anche se ci sarebbe stato materiale abbondante per un paio di post, dirò solo che sto invecchiando e alcuni comportamenti tipici mi irritano, tipo quando la gente si mette a pogare in posizioni irragionevoli io invece di accoglierli con le mani e sospingerli in avanti mi piazzo ferma sul pavimento a gomiti in avanti sperando che qualcuno si ficchi un mio gomito fra le costole.
Il concerto non è stato male anche se da un gruppo che su disco suona così potente per non dire tamarro, mi sarei aspettata molta più energia e ritmo. C'è da dire che l'acustica del Rolling Stone faceva cagare e i suoni non so chi li avesse fatti, ma le chitarre si sentivano poco, il che non aiutava. Lei comunque è spettacolare ci mette passione e trasmette una grande carica, i chitarristi fighetti invece sembrano un po' di plastica. Se Juliette cantasse con un gruppo come i Trail of Dead, sarebbe catartico vedere un concerto, ieri sera invece sono tornata a casa soddisfatta a metà.

11.10.06

Anche se non ho mai inaugurato una serie di post con questo titolo, mi sento di dire "Bentornati all'angolo degli incubi di Ginevra"
Quest'oggi puntata doppia, grazie all'attività onirica straordinaria di questa notte e dire che non avevo neppure mangiato pesante.
Nel primo incubo il palazzo in cui lavoravo (che non era quello in cui realmente lavoro e forse era una università) veniva assediato dai pompieri (ricorda nulla?), dapprima credevamo fosse una semplice esercitazione, ma poi, una volta usciti in cortile, ci rendevamo conto che era una vera e propria guerra fra bande di pompieri rivali che non trovavano di meglio che, schierati i mezzi antincendio, irrorarsi vicendevolmente di acqua e schiume taglia fiamme. Si scopriva infatti che erano stati tagliati i fondi per il presidio del palazzo e che bisognava tagliare un fornitore e i vari fornitori si accapigliavano per mantenere la postazione (anche questo mi ricorda qualcosa). Io scappavo assieme ad alcuni pompieri ribelli, ma lasciavo il casco dentro il palazzo e la moto parcheggiata sotto, così, visto che le ostilità non accennavano a placarsi, dovevo rientrare di nascosto dentro il palazzo a recuperare il casco, ma appena salita in sella una banda di loschi figuri, alquanto risentiti, mi si avvicinava per non farmi scappare. Io partivo senza casco e senza occhiali e mi trascinavo dietro un tizio che mi si era attaccato alla coda della moto e non mollava la presa nonostante andassi a zig zag e cercassi di farlo finire sotto i furgoncini ducato che procedevano in senso contrario. Non so come sia finita la questione, so solo che poco tempo dopo, e qui inizia la seconda puntata, mi trovavo a sostenere un esame di cultura generale per poter rimanere a fare volontariato nell'associazione a cui partecipo abitualmente.
Ero un po' scocciata dal dover fare questo test, anche perché, mi dicevo, guarda tu se una laurea in fisica non basta.
C'erano domande di chimica e domande di dizione tipo "come si pronuncia la parola noi" ed io quando la leggevo mi alteravo non poco perché non ne capivo la ragione. Alla fine mi correggevano il test e mi davano D, io, nota secchiona, mi alteravo parecchio e andavo a chiedere spiegazioni alla commissione esaminatrice, anche perché non c'era una correzione del test, ma solo un voto finale. Nella commissione c'erano due gemelle che sembravano Daria (il fumetto) di non più di 15 anni e un tipo che esiste nella realtà che non è in grado di parlare italiano, tanto forte è la sua inflessione dialettale, ma che si spaccia per un conoscitore della lingua cinese. Il fatto che due quindicenni ed un dislessico mi avessero dato D mi faceva incazzare oltre ogni limite e me ne andavo veramente di cattivo umore. Ad un certo punto ho sognato di essere sveglia nel mio letto incapace di prender sonno a tentare di autoconvincermi che non valeva la pena di essere così arrabbiati.
Psicoanalisti in erba fatevi avanti, anche se so benissimo da sola che il responso è che sono alla frutta.

10.10.06

La notizia del giorno è che se non hai il garage non hai speranze di fare soldi. Il mio box è pieno di ragnatele con una pila di foglie in un angolo che si sono infiltrate sotto la porta. Non essendo un capanno isolato e graziosamente coperto di edera anche se vi impiantassi una attività credo che i clienti non sarebbero soddisfatti dell'atmosfera e i vicini di box provvederebbero immediatamente a farmi sfrattare.
La seconda notizia del giorno è che facendo due rapidi calcoli se ci fosse una vera emergenza qui al quarto piano rimarremmo tutti intrappolati fra le fiamme, nell'evecuazione simulata di oggi c'era una fila di gente lungo le scale che non finiva più e un muro di folla davanti all'unica uscita di emergenza perché il cortile è angusto per accogliere tutti.
La terza notizia infine è che gli addetti alla sicurezza hanno impiegato molta più energia a farci rientrare in ufficio che a buttarci fuori. Il che avvalora l'ipotesi di una mia fine prematura in caso d'incendio.

9.10.06

Ieri sera ho visto Report. La puntata si occupava del dissesto dell'elettronica italiana. Cessioni di rami di azienda ad altre aziende e quotazioni in borse basate invece che sui bilanci effettivi su commesse in corso o in via di definizione (opportunamente gonfiate). Un gioco di scatole cinesi che in tutti i casi esaminati finiva con un crack finanziario e operai a spasso. A parte il fatto che ad un certo punto mi è cascata la testa per il sonno e mi sono persa qualche passaggio, un vago senso di inquietudine si è impossessato di me. Va bene che la mia azienda era in attivo e si è fusa con altre aziende in attivo, va bene che nessuno degli amministratori delegati si aggirava in jet o in elicottero, al massimo in BMW, va bene che non ci si occupa di elettronica, ma improvvisamente tutta l'operazione mi si è presentata sotto una luce sinistra. Al di là dei cattivi presagi e degli attacchi di sonno la puntata era come sempre interessante. L'unico neo è rappresentato dal fatto che hanno svelato che gli armadi telecom possono essere scassinati anche da un neonato, il più delle volte sono già aperti, e che in ogni armadio c'è una linea di servizio a cui attaccando il telefono si ha segnale. Prevedo che nei prossimi giorni non sarà inusuale vedere persone che escono con un telefono sirio sotto braccio e si attaccano al primo armadio che trovano nei paraggi. Per i più stronzi e tecnologicamente avanzati ci sarà sempre la possibilità di attaccarsi alla linea del vicino antipatico ed addossargli i costi delle chiamate ai telefoni erotici.

8.10.06

Domenica
Giornata di splendido sole, alcuni irriducibili sono in spiaggia a pancia all'aria a catturare gli ultimi scampoli di abbronzatura. Io mi sono alzata tardi, complice l'incidente enogastronomico di ieri sera in cui ho concluso una cena molto buona, ma non propriamente leggera, con un bicchierino di filu ferru che invece di sturare la vie digestive le ha definitvamente intasate. Solo 30 minuti di apnea sul divano e un té verde bollente hanno ripristinato la situazione, ma l'avventura mi ha privato delle ultime energie residue. Così stamattina invece di mettere le scarpe da ginnastica e godermi il sole ho ciondolato per casa e per non sentirmi troppo in colpa ho fatto la buona massaia stirando la roba che mi ero portata.
Ora ho davanti l'alternativa di affogare i sensi di colpa nello studio o prendere i due libri che sto leggendo in contemporanea ed andarmi a sedere su di una panchina sul lungomare ad arrostirmi un po' al sole. Ardua scelta.
\Domenica

7.10.06

Sabato
Mattinata in giro a piedi per negozi a fare la spesa: il pesce dal pescivendolo, il pane dal panettiere, le lasagne dal pastafresca, la frutta dal fruttivendolo. Sembrerà scontato, ma per me abituata a recuperare i viveri nella bolgia della slunga dietro casa raggiunta in macchina, è un piacevole diversivo dei sabati genovesi.
Ho scoperto che esiste un galateo del fruttivendolo: se compri i funghi il prezzemolo ti spetta di diritto, se compri tanta roba e poi per ultimi chiedi i sapori te li regalano. Ovviamente non sapendolo sono uscita senza prezzemolo né sapori ed oggi mi tocca tornarci per comprarli.
Nel frattempo ho pulito i funghi e il basilico, affettato e passato alla griglia le melanzane. Oggi pomeriggio potrò assemblare le scorte per i tempi duri, melanzane alla parmigiana, lasagne al sugo di funghi e lasagne al pesto. Conoscendo me e il Marito, sapendo di avere delle scorte non toccheremo pentola per tutta la prossima settimana, esaurendole subito.
\Sabato

6.10.06

Venerdì
L'obiettivo è fare passare i minuti che separano dal suono della campanella, ehm volevo dire dalle 18, riportando il minor numero di danni possibile, in ambito tecnico, ma soprattutto in quello stabilità mentale.
Mi trovo a leggere notizie di cronaca finanziaria e sognare a occhi aperti sogni maligni di gente licenziata che per forza di cose deve dismettere il ghigno che ha perennemente stampato in faccia.
Ripeto a me stessa sillabando ogni lettera: N o n è u n a t t e g g i a m e n t o s a n o. N o n è u n a t t e g g i a m e n t o s a n o. N o n è u n a t t e g g i a m e n t o s a n o. N o n è u n a t t e g g i a m e n t o s a n o. N o n è u n a t t e g g i a m e n t o s a n o. N o n è u n a t t e g g i a m e n t o s a n o.
Thanks God it's Friday.
\Venerdì

5.10.06

Giovedì
Io non ho mai capito le persone che sfregiano gli ascensori facendo scritte con chiavi pennarelli e similia. Oggi però l'atmosfera da queste parti è tale che se trovassi la persona che ha pensato di incidere sulla parete del montacarichi la scritta "che posto di merda", gli stringerei la mano e gli direi che aveva ragione.
Prometto che la prossima settimana eviterò l'andazzo di una lamentela al giorno e se proprio non avrò null'altro da dire piuttosto non scriverò niente.
\Giovedì

4.10.06

Mercoledì
Nell'ottica delle diversificazione, sto costruendo i presupposti per la realizzazione del sogno di ogni IT consultant depresso, l'apertura di un agriturismo. Anche se è ben chiaro che di qui all'eternità, quando forse avrei un capitale sufficiente ad avviare l'attività, il mercato sarà saturo e gli agriturismi avranno definitivamente cambiato faccia e avranno tutti un internet point e una biblioteca informatica, che le cattive abitudini, si sa, sono dure a morire.
Il presupposto felicemente realizzato in questi giorni è stato l'avvio della produzione casalinga di yogurt, la yogurtiera G!rm! per quanto spartana mi ha dato dell grosse soddisfazioni. A questo giro lo yougurt era neutro, al prossimo potrei lanciarmi in qualche aromatizzazione.
Nel finesettimana invece conto di avviare la produzione di birra a casa del genitore e non è detto che non provi a fare il lievito madre per il pane a casa della genitrice. Come si dice "prendi l'arte e mettila da parte".
\Mercoledì

3.10.06

Martedì
Ho sognato che qui in ufficio volevano farmi pulire i pensili della cucina (che peraltro in questo palazzo non esiste) ed io mi rifiutavo litigando furiosamente. Cominciamo bene la giornata.
Update del pomeriggio.
Di solito quando vengo in ufficio in moto appoggio il casco sull'angolo in alto a sinistra della scrivania, posizione a portata d'occhio e di mano, ma che non si sovrappone all'area di utilizzo della scrivania stessa.
Il mio casco ha la presa di areazione sulla cocuzza , ma, essendomi caduto, la linguetta di plastica che consente l'on-off della refrigerazione neuronale si è danneggiata e giace perennemente in posizione off onde evitare che si stacchi del tutto e mi porti al congelamento cerebrale definitivo durante la stagione fredda.
Ultimamente, notando che la posizione del casco invogliava i visitatori saltuari della stanza a giocare con la linguetta di plastica, avevo scelto una posizione più defilata onde preservare l'integrità del casco. Lo stratagemma ha funzionato tranne che per una persona la quale entrando, prima ancora di palesare il motivo della sua visita, individuava il casco e iniziava a giocarci. Ieri ho spiegato gentilmente alla persona in questione che avrei gradito non toccasse il mio casco, spiegandogliene il motivo. Oggi questa persona è ritornata nel mio ufficio e non potendo giocare col casco, ha pensato bene di sbirciare nel mio zainetto semiaperto. Siccome la visuale non era completa e di suo gradimento, ha deciso che era opportuno alzare un lembo dello zaino per guardare meglio.
Allibita ho alzato un po' il tono di voce dicendo che non potevo credere che l'avesse fatto che non è educato guardare nelle borse altrui e lui ancora ridacchiava come se fossi io la isterica. Domani mi porto una fionda se prova a toccare un oggetto di mia proprietà gli sparo una pietra in mezzo agli occhi. Isterica va bene, ma almeno isterica che si toglie delle soddisfazioni.
\Martedì

2.10.06

Lunedì
Tristemente lunedì dopo una domenica passata a imbiancare il bagno e, per soprannumero, a fare una lavatrice e a lavare il lato superiore dei pensili della cucina.
Persone pongono poco gentilmente domande lecite a cui passa però la voglia di rispondere.
E qualcuno arriva a raccontare che la parte di progetto seguita e per cui si ricevono rotture di coglioni ogni piè sospinto, verrà cestinata al prossimo giro.
\Lunedì

1.10.06

E' domenica c'è brutto tempo e dopo un anno che abito in questa casa finalmente sto imbiancando il bagno. Non che ci sia molto da imbiancare visto che le piastrelle arrivano fino al soffitto e il bagno ha le dimensioni di una cabina del telefono. Comunque fra angoli e rientranze non è una stanza semplice da imbiancare.

29.9.06

Pare che l'unica soluzione sia tornare a scuola, così ho comprato un bel quaderno di Melanzana Jones e proverò a ricordare come si fa a studiare qualcosa che dobbiamo studiare, ma che fondamentalmente troviamo noioso. Ingenuamente credevo che una volta giunti al traguardo della stesura della tesi di laurea, ci si potesse dedicare esclusivamente a cose di nostro interesse. Evidentemente mi sbagliavo.

Update: certco che se il mio oroscopo per la settimana dice
Immagina un ponte che un tempo consentiva alle automobili di attraversare un fiume, ma che ora sovrasta solo polvere e arbusti secchi. In altre parole, il fiume che un tempo ha costretto gli uomini a costruire il ponte, ora si è prosciugato. Mi sembra un buon simbolo per te. Metaforicamente, stai pensando di erigere un ponte per superare un ostacolo che presto non sarà più un ostacolo. Se aspetterai un po’, non sarà necessario fare tanta fatica.
a me passa la voglia di studiare, quantomeno per tutta la prossima settimana.

28.9.06

Se su Miami Vice le mie aspettative erano nulle, quindi non potevano essere deluse, sul grado di fighettaggine di una anteprima stampa erano elevate e sono state ampiamente deluse. Del resto se io ero imbucata ad una anteprima stampa, l'evento non poteva essere granché esclusivo. Però, traviata dalla troppa visione di sex and the city, mi aspettavo donne in gonne svolazzose e tacchi alti, ma soprattutto un buffet. L'abbigliamento era quello da gita domenicale ( a parte, suppongo, quello delle due donne che alle mie spalle discutevano dell'elevato valore della borsetta che una delle due aveva avuto in dono), il buffet inesistente, neanche una bottiglia di Mecca Cola e due pistacchi.

27.9.06

Palazzo delle Ste||ine, un portico vetrato si affaccia su di un prato verde al centro del quale troneggia un'altissima magnolia. Le sale riunioni invece sono tristi come quelle di un qualsiasi Holiday Inn in tangenziale, in più c'è un caldo secco e una filodiffusione alquanto invasiva e di dubbio gusto.
Come previsto la proposta nascondeva una fregatura. Il grande capo alle innumerevoli obiezioni sollevate dai presenti, non sapendo più come convincerli della meraviglia di questa opportunità, invitava tutti i presenti a fare un'analisi costi-benefici, altrimenti riassumibile in un "fatevi i conti in tasca e decidete". Quando nella presentazione è saltato fuori un concetto molto simil alle "convergenze parallele" ho pensato che non mi restava che strangolarmi con la tracolla della borsetta e porre fine in questo modo alle mie sofferenze.
Abbiamo una decina di giorni per decidere se aderire con entusiasmo al progetto o liquidare il tutto con una alzata di spalle. Alle nove di sera ero ancora al capolinea dell'autobus in attesa che si decidesse a partire e a depositarmi sotto casa e mi ero convinta che la seconda opzione era senz'altro la migliore.
Stamattina ho deciso di sospendere il giudizio per qualche tempo in modo da poter poi decidere senza che le emozioni del momento mi turbino, ad esempio lanciando una monetina per aria.

26.9.06

La mattinata è iniziata in maniera alquanto concitata alla ricerca di un paio di pantaloni adatti all'occasione ed alla temperatura, che oggi sono vittima della temutissima "riunione in sede" e i jeans stropicciati sono da scartarsi a priori. Delle due paia di pantaloni neri in mio possesso, un paio erano stati riposti stropicciati alla fine della scorsa stagione e i mesi di permanenza in armadio non hanno migliorato la situazione, l'altro paio invece erano scuciti. Fra i due mali ho scelto il minore ed ho effettuato un rammendo lampo che spero non decida di cedere a metà giornata. L'inizio della giornata è emblematico di ciò che mi aspetta, adesso mi chiudo in un ostinato silenzio e piango sulle mie disgrazie.

25.9.06

Buongiorno autunno
L'avevano detto, il calendario poi parlava chiaro. Solo che sotto sotto speravo ci fosse un ritardo, una dimenticanza. Invece l'autunno si è manifestato stamani in tutta la sua grigia piovosità, trovandomi del tutto impreparata. Tirate fuori al volo le sneakers resistenti alla pioggia mi sono fatta accompagnare in ufficio dal marito che la cerata non so che fine ha fatto e per l'autobus di prima mattina non avevo fatto training autogeno. Ora tiro fuori un qualche disco piovoso e celebro l'arrivo, non che sia contenta, ma mi pare appropriato.

24.9.06

Dopo il cinese killer è stata la volta dell'incidente sul raccordo A26 A10 in direzione Genova a incrinare il mio amore per la vita e per il prossimo. Dopo 3 ore e 30 di macchina comunque venerdì sera sono riuscita a raggiungere la terra natia per annusare gli ultimi scampoli di mare settembrino.
La cosa assurda è che sono molto più massaia quando passo le giornate da mia madre di quanto lo sia a casa mia, per dire in questi due giorni ho quasi esaurito il backlog di roba da stirare ed ho fatto scorte di cibarie. Il Marito sostiene che mi è venuta la sindrome da criceto, il fatto è che la diminuzione delle scorte alimentari ha una velocità sempre maggiore del previsto, nonostante i miei affanni.
In preda alla sindrome da repessino più tardi ho intenzione di andare a spulciare il mercatino del ciarpame (pubblicizzato come mercatino dell'entiquariato) che c'è qui sul lungomare.
Prego i numi che almeno il rientro in terra lombarda non sia troppo devastante.

22.9.06

Mai, dico, mai mangiare al cinese unto sotto casa se la sera non si ha voglia di cucinare. Al di là degli effetti collaterali a livello fisico tipo nausea che insorge non appena si raggiunge la posizione orizzontale, la notte sarà popolata da spaventosi incubi, peraltro molto realistici.
Il mio collega SR, scoprivamo, non era in malattia come tutti credevano, si era licenziato dall'oggi al domani. Il capo, di conseguenza, mi appioppava un lavoro che spettava a lui e di cui lui era l'unico depositario del sapere. Io mi arrabbiavo moltissimo e minacciavo di licenziarmi anche se non avevo alternative concrete.
Fortunatamente sono stata salvata dalla sveglia e posso vivere nella tranquilla ignoranza di chi l'avesse spuntata.
Il tutto comunque conferma ciò che non ha bisogno di ulteriori riprove, sono alla frutta.