21.9.06

servizio di pubblica utilità
stendibiancheria
no non è un omino che viene a stendere la lavatrice dei bianchi direttamente a casa tua, solo un sito che ti dice quando ti conviene stendere i panni. Se ci tieni particolarmente ti mandano pure gli sms.
Della sua brutta caduta in bicicletta R porta ormai solo lievi segni, passata la paura di conseguenza durature, può riderci sopra. Così dopo aver tentato di convincerci che un'auto l'ha investita, si lancia nella mimica degli eventi lasciandoci tutti piegati dai crampi per il troppo ridere. Pare che infatti, sulla via per la Spagna, lei e la famiglia abbiano fatto sosta a Lourdes e lei, sospesa fra lo slancio religioso e la necessità di differenziarsi dal comportamento delle masse, avesse infine rinunciato a portar via la madonnina con la testa svitabile ripiena di acqua santa. Se un indizio di per sé ha poco valore, due indizi fanno quasi una prova. Quando R. dopo esser stata scrostata dall'asfalto, caricata in ambulanza, sottoposta ad una quantità di lastre da renderla fluorescente durante le ore notturne, dopo che i medici spagnoli l'avevano terrorizzata ripetendo ossessivamente "Vale vale" che lei nell'ottenebramento post caduta recepiva come "Male male", quando la faccia seppur medicata aveva raggiunto le dimensioni di una anguria e lei giaceva in cerca di riposo nel suo camper, la sorella dal sud Italia le comunicava via sms "Sono stata al santuario della Madonnina nera. Ho detto una preghiera per tutti noi". Per quanto credente a R. veniva un dubbio e dopo un rapido accertamento stabiliva che, mentre la sorella invocava la madonnina nera, lei stava volteggiando in carpiato dalla sella della sua bici all'asfalto.
R. sostiene che la preghiera l'abbia salvata da traumi peggiori, io continuo a credere che se l'usanza popolare richiede una palpatina agli attributi quando si incrocia una suora, un qualche fondamento di verità ci sia.

20.9.06

Ieri ho scoperto l'esistenza di un nuovo strumento di tortura, lo scovolino da premolare. Immaginate uno scovolino da cesso, anzi meglio quello da bottiglia, miniaturizzatelo e pensate di passarvelo fra un dente e l'altro. Una gioia. Non paga di aver sborsato denari per farmi torturare, che va bene l'igiene orale, ma per fare l'abluzione del tartaro con lo stesso impegno profuso dal mio dentista, bisogna chiaramente essere sadici, la sera sono stata protagonista di una delusione cocente.
Squilla il telefono. Mollo il cucchiaio nel piatto della minestra, mi strozzo con un fagliolino, rispondo.
- Buona sera, sono S. della XPV Consulting, parlo con Ginevra?
Comincio a saltallare per la stanza pensando che la vagonata di cv spediti sta dando i suoi frutti. Il tono colloquiale dell'interlocutore non mi stupisce, i curricula li ho mandati ad amici di amici.
- Sì sono io.
- Siamo una azienda che si occupa di purificazione delle acque, posso farle due domande?
A questo punto mi rendo conto che qualcosa non quadra, che c'entro io con la purificazione delle acque?
- Prego
- Ha mai pensato di installare un purificatore d'acqua nel suo impianto domestico? La cosa ha indubbi vantaggi non dovrebbe più comprare l'acqua in bottiglia, se vuole c'è la possibilità di installare anche un modulo che la renda effervescente... bla bla bla

19.9.06

Una sola parola: DENTISTA.

18.9.06

Il finesettimana con notte lavorata mi ha sconvolto un po' i bioritmi.
Sabato pomeriggio sono diventata proprietaria di una fantastica bicicletta, peccato che oltre me da decathlon ci fossero decine di bambini urlanti che reclamavano il loro due ruote e che, nell'attesa di entrarne in possesso, si dilettassero a lanciare degli skateborad nelle caviglie degli altri clienti, senza che i genitori si preoccupassero di richiamarli.
Domenica invece spesa alla slunga, i corridoi deserti se da un lato consentivano una scelta rilassata degli articoli da acquistare, dall'altra inducevano ad indugiare davanti ai reparti più improbabili. Con la scusa delle provviste per l'inverno abbiamo riempito il carrello all'inverosimile. In serata, l'aperitivo trasformatosi poi in pizza, ha rallentato l'intaccamento delle scorte. Credo che per un paio di settimane potremo fare a meno di andare al supermercato.

17.9.06

Che palle essere al lavoro il sabato notte a quest'ora.

15.9.06

Il piano è perfetto. Ho rifiutato un invito al cinema, ho spinto il marito fuori di casa con la chitarra sotto braccio, mi sono chiusa dentro. Non mi resta che azionare la gelatiera e il lettore dvd e la mia serata di relax casalingo solitario potrà avere inizio. In caso sex and the city mi stufasse, ho sempre a disposizione vanity fair e vogue. Se proprio mi venisse una crisi di astinenza dagli stimoli neurali ci sarebbe sempre da finire il libro di terzani o da vedere il Paziente Inglese. Meraviglioso!
E' morta la Fallaci, ho fatto un punto al Fantamorto.
L'unico problema è che per tre giorni non faranno altro che propinarci le sua minchiate e commemorare la sua vita. Fortunatamente è saltata l'antenna della tv quindi non posso vedere il tg.


p.s. sì sono una schifosa cinica, problemi?

14.9.06

Al grigio e alla pioggia proprio non ero preparata, ma il mio essere meteopatica si è manifestato sin dalla fase onirica, donandomi un sogno angoscioso interrotto fortunatamente dall'arrivo del caffé che il mio santo marito mi ha portato, come ogni mattina, a letto.
Ero incinta e sapevo di dover partorire di lì a poco. Una strana selezione di parenti vicini e lontani popolava il mio sogno, c'erano persone morte da anni, che trotterellavano in forma smagliante e persone attualmente in vita che stavano per andarsene per sempre o erano già scomparsi. E no, non stavo sognando un'ecatombe familiare, la gente proprio stava per andare dall'altro capo del mondo con un biglietto di sola andata oppure, mentre era in viaggio, decideva di abbandonare il gruppo e spariva nel nulla. E io all'annuncio che mio cugino mi faceva di volersi trasferire in Scozia irragionevolmente speravo che là ci fosse mio nonno ad aspettarlo, l'unico che anche nel sogno sapevo non esserci più.

13.9.06

Promesso, aspetterò almeno fino alla prossima settimana prima di lanciarmi in nuovi mugugni sull'ambiente lavorativo. Non che non avrei materiale da esporre, sia chiaro, fra cui peraltro il sabato notte che mi toccherà passare a guardare blinkare un cursore in attesa di sfoderare il mantellino rosso e salvare il magico mondo della telefonia mobile. Ma ho promesso, voglio provare la via dell'ascesi. Voglio cercare di essere conciliante , disponibile, rispondere alla maleducazione con la gentilezza, al delirio con la calma. Poi quando avrò notato che è tutto inutile e che il mondo non si sarà magicamente colorato di rosa, allora a buon diritto adotterò nuovamente il turpiloquio e sfanculerò tutti a destra e a manca. Non vedo l'ora.

12.9.06

Per la cronaca nel mio ufficio in questo momento il collega alla mia destra clikka convulsamente sui siti di ricerca lavoro, il collega alla mia sinistra parla con un collega in visita dell'importanza di trovare un lavoro che coincida con la nostra passione e dei soldi che guadagna un tizio di sua conoscenza. Il collega in visita vorrebbe pure lui cambiare lavoro. Io, inutile dirlo, sono nell'angolino che mi dondolo lamentandomi. Quando si dice l'influenza dell'ambiente.
No niente... solo... che schifo. Che ansia che nausea. Quasi quasi mi siedo in un angolino con la faccia verso il muro mi dondolo e mi lamento sottovoce tenendo le mani sulle orecchie. Magari le otto ore passano prima.

11.9.06

Ho tutta una serie di pensieri inutili che mi frullano fra le sinapsi, impedendo la formazione di una qualche idea sensata. Saranno stati il finesettimana in terra natia, il giro al mercato, quelle tre ore passate in spiaggia e tutto quel cibo ad azzerarmi l'attività neurale.
Ieri sera, girellando per il mercato della sagra di paese qui in terra lombarda, ho avuto modo di notare che l'industria della contraffazione è al passo coi tempi. Su Vogue inizia il martellamento serrato con le immagini della borsa in pelle goffrata di Prada, che pare sia il must per l'inverno, ed ecco che sui banchetti dei senegalesi la simil borsa in simil pelle fa mostra di sé in mezzo ai classicissimi tarocchi di Louis Vouitton.
Per il resto un forte senso di nausea mi ha attanagliato non appena varcata la soglia dell'ufficio e no, non sono incinta, è proprio l'ambiente che comincia a disgustarmi o gli anticorpi si riformano in fretta o presto la mia testa rischierà di rompersi per gli impatti ripetuti contro la scrivania.
Ora scusate devo cercare un sito che venda un cilicio da indossare sotto i jeans per fare ulteriore penitenza, chissà che non mi guadagni un posto in paradiso pur essendo agnostica.

8.9.06

Petizione Importante(click here)
Riporto qui una mail che ho ricevuto.
Ciao, sono Niccolò Paoli, responsabile del Centro delle Culture di Arezzo e ti chiedo un aiuto per la situazione che vado ad illustrarti: Lunedì 4 settembre Amir K. cittadino pakistano residente da oltre 2 anni ad Arezzo, é stato fermato per accertamenti e dopo una giornata di interrogatori è stato portato nel Centro di Permanenza Temporanea di via Corelli a Milano con un decreto di espulsione. Amir è un ragazzo di 23 anni che da quando è in Italia è impegnato attivamente come volontario in iniziative non violente, contro la discriminazione e per l'apertura al dialogo tra le culture e le religioni (corsi di lingua per immigrati, campagna nazionale per il dialogo tra le religioni, raccolta firme per adibire aree di sepoltura ad ogni credo, promotore di un mensile multietnico, etc.). Non essendo rientrato in nessuna sanatoria né decreto flussi, la sua attuale situazione è di clandestino. Amir ha dovuto lasciare il proprio paese per motivi religiosi: appartiene ad una minoranza sciita e per questo è stato perseguitato e minacciato di morte (esiste un'accurata documentazione della sua situazione); solo nell'ultimo periodo, nella sua città, sono state uccise 41 persone per lo stesso motivo, quindi rimpatriarlo adesso significa condannarlo a morte. Ci appelliamo all'art.19 della costituzione e chiediamo allo Stato italiano di dargli asilo politico per motivi religiosi. Già oggi molti cittadini italiani amici di Amir stanno raccogliendo e sottoscrivendo migliaia di richieste per il suo asilo politico, per questo è attivo un sito su cui sottoscrivere ed aderire all'iniziativa: Petizione
Sono qui, sospesa, in attesa di qualcosa che spero accadere, ma che sarà difficile e faticoso. Vivo sentimenti contradditori, desiderio di volare e terrore dell'abisso. Ieri ho visto, dopo aver fissato per anni la cartolina pubblicitaria appesa al muro del mio ufficio, "E morì con un felafel in mano". E visto che Australia e Nuova Zelada non sono poi così distanti e sui flatmates strambi nel film non lesinavano, mi è venuto da pensare a Michele e alle sue avventure all'altro capo del globo. Invidia, profonda invidia, di gente nuova, facce nuove, culture nuove. Di nuovi flatmates no, ne ho scelto uno per tutta la vita e non intendo cambiarlo. Il Marito dice che sono vagabonda, ha ragione solo in parte, come mio padre quando dice che sono tedesca. Oscillo tra le mie abitudini, il loro consolidamento e il desiderio di stravolgerle, magari solo a tempo determinato, con un viaggio, una trasferta, una pazzia.
Che fatica.

7.9.06

La televisione all'ora di cena andrebbe abolita e non è solo questione che invece di conversare amabilmente rimango con occhio spento viso di cemento a fissare inebetita lo schermo. Infatti il vero problema è che sono vittima degli striscianti meccanismi del marketing e le uniche informazioni che trovano spazio disco nel mio cervello per essere immagazzinate sono, inutile a dirsi, gli spot pubblicitari.
Così ieri sera mi si è piantata nella testa la triade di parole fotografia/cartierbresson/omaggio e oggi all'ora di pranzo mi sono fiondata dal giornalaio. Peccato che della triade la parola omaggio fosse frutto della mia sperticata fantasia e che io abbia sborsato 14 euro circa per un fascicolone gigante con una decina di foto messe in croce ed il relativo comodo raccoglitore, che mi costringerà ad abbattere mezza libreria per poterlo riporre. Per soprannumero ho dovuto portare via il corriere con il corriere magazine con Muccino jr in copertina.

6.9.06

Vorrei scrivere qualcosa di interessante o divertente o almeno non troppo lamentoso. Solo che le condizioni al contorno non giovano, quindi so già che nessuno dei requisiti sarà rispettato e mi passa la voglia.
Comunque.
Oggi mi è arrivato l'invito a partecipare ad una iniziativa, il classico invito che mentre lo leggi sai già in partenza che da qualche parte c'è l'inghippo, la fregatura. Però l'ego, si sa, è solito giocare brutti scherzi. Quindi mentre leggevo, in background, del tutto fuori controllo, un sottile gongolamento si stava facendo strada.
Mi dicevo, che sarà pur stata la classica iniziativa di facciata, che è vero che avrebbe richiesto un impegno extra non retribuito, però insomma in fin dei conti mi avevano annoverato fra le persone degne di essere coinvolte e questo doveva essere in qualche modo un riconoscimento delle mie capacità. Insomma la bambina dispettosa coi codini che alberga fra le mie svariate personalità, sbatteva i piedini per terra e diceva "gné gné gné! me lo hanno proposto, me lo hanno proposto", mentre la disillusa di grigio vestita replicava "solita merda" e la sospettosa col ferro da calza pungolava "accertati delle condizioni, accertati delle condizioni".[*]
Alla fine, con tutto quel pungolare, ho dato retta alla sospettosa e dopo una breve ricerca ho trovato l'elenco delle persone a cui l'invito era esteso.
Inutile dire che la bimba dispettosa è stata subito messa a tacere mentre la sospettosa e la disillusa si stringevano la mano.
Alcune delle persone invitate non le conosco. Altre le conosco e le stimo. Altre ancora le conosco e sono universalmente note per non essere molto capaci, anzi a dirla tutta, per essere nettamente incapaci.
La mia autostima è passata di colpo a valori prossimi allo zero assoluto.

[*]N.d.R. Ebbene sì oltre ad avere personalità multiple esse hanno un corredo di vestiario ed accessori differenziato.

5.9.06

Quando mia madre mi ha regalato la gelatiera le ho detto di non spenderci un capitale, che era uno sfizio e che se l'avessi usata due volte al mese sarebbe stato tanto. Inutile dire che la gelatiera funziona a pieno regime e che essendo estremamente golosi un cestello di gelato viene fatto fuori in una serata. Del resto cos'altro si può fare se non affondare avidamente il cucchiaio nella ciotola colma di gelato al cioccolato, mentre si guardano Wallace e Groomit?

4.9.06

A volte una giornata in cui non si fa assolutamente nulla è una giornata splendida. Mi ci voleva una domenica d'ozio casalingo.

3.9.06

Ho spuntato un'altra voce al capitolo cose da fare prima dei 40 anni, che ai 30 mi ci sono trovata all'improvviso e non ho avuto tempo di meditare su ciò che era opportuno realizzare prima della scadenza. Ho visto i peli pubici di Iggy Pop. Ieri a rock in Idro, da lontano.

1.9.06

Office Jungle Survival
Anche il mio fido portatile si è rotto i maroni del lavoro che facciamo, quindi dopo aver dato segnali lievi ed equivocabili, come sbiadire uno ad uno i caratteri dalla tastiera per rendere più difficile la digitazione e fulminare una batteria dopo l'altra, non contento, ha cercato il colpo magistrale ed ha mandato in sciopero la ventola. Così ieri, rientrando dalla pausa pranzo e schiacciando il tasto di invio per riportarlo in vita, ho avuto l'effetto collaterale di cancellarmi le impronte digitali dell'indice destro. Sciocca io a non aver notato l'odore di plastica bruciata che aleggiava nella stanza e il calore smodato che emetteva il pc. Il processore comunque è un fottuto stakanovista e nonostante le temperature da deserto del sahara raggiunte continuava allegramente a fare il suo lavoro.
Nell'attesa che qualcuno in ditta si degni di risolvere il problema nel frattempo sono passata ai rimedi di emergenza. Quando la temperatura si alza eccessivamente, ossia all'incirca dopo 45 minuti di lavoro, spengo il tutto per un quarto d'ora e lascio raffreddare. Mai stata così ligia alle prescrizioni della 626 per la sicurezza in azienda. In pausa pranzo ho lasciato il portatile spento sul condizionatore acceso a palla, nella speranza che incamerando il freddo, ci metta più tempo a surriscaldarsi una volta acceso.
Lunedì sono indecisa se portarmi una bomboletta di ghiaccio spray per qualche spruzzatina rinfrescante o le mattonelle da borsa frigo da attaccare in pianta stabile sotto il portatile. Guai se al prossimo incontro di bilancio di sviluppo professionale qualcuno osa dirmi che non sono proattiva.
Il weekend milanese alle porte dopo un mese e mezzo di vagabondaggi vari durante il finesettimana, ha il sapore di una vacanza.
Non doversi mettere in macchina e affrontare km di strada, poter dormire nel proprio letto fino all'ora che si desidera la mattina, mi sembrano la cosa migliore da desiderare in due giorni di non lavoro.
Poco importa se ci sono mostre fotografiche che attendono di essere viste, concerti ai quali si intende andare, negozi che si vorrebbero esplorare. Poco importa se oggi è il primo di settembre. L'anno scolastico inizierà lunedì, questi due giorni che mi aspettano devono essere di limbo.

31.8.06

I benefici effetti delle vacanze si fanno ancora sentire, ma sembra che in ufficio ce la stiano mettendo tutta per farmi esaurire le scorte di energia a di buon umore.
Non pretendo di essere infallibile, anzi so bene di avere ancora da imparare. Solo vorrei che si rispettassero un po' di più il mio lavoro e la mia persona.
Vorrei che la gente fosse educata e che non dicesse semplicemente "non funziona, dà errore", ma che mi dicesse "c'è questo problema". Anche perché poi si scopre che non funziona per colpa sua che ha dei dati non allineati e mi ha fatto perdere del tempo per niente.
Vorrei che la gente non dicesse "non si capisce", dopo aver letto una riga sì ed una riga no, ma che spendesse 5 minuti e poi facesse delle domande circostanziate.
Vorrei che se una persona mi chiede aiuto per un lavoro che non mi riguarda ed io gli dedico del tempo che dovrei dedicare ai lavori su cui sono allocata, non se ne approfittasse venendo ogni 5 minuti a farmi una domanda e che una volta su due le domanda fosse la stessa perché nel frattempo si è dimenticato la risposta.
Poi mi piacerebbe che quando uno manda una mail all'ufficio del personale si degnassero di rispondere, ma questo, lo so, è pura fantascienza.

30.8.06

Visto che ieri ho fatto gli straordinari, oggi mi fiondo a casa con un pochino di anticipo. Devo solo togliere una montagna di polvere, lavare i pavimenti, far sparire le macchie di calcare e soprattutto rimuovere l'attrezzatura da campeggio dall'ingresso di casa e spostarla in cantina.
L'inciampare nella tenda tutte le mattine, uscendo di casa, mi faceva sentire bene, come se il motivo della sua presenza non fosse la mia pigrizia smodata, ma una fuga prossima ventura. Il Marito mi ha dato della vagabonda ieri sera, non sono nemmeno due settimane che siamo tornati ed io ho già comprato la guida turistica per il prossimo viaggio.
L'ispettore Coliandro sta diventando il mio nuovo telefilm culto, soprattutto dopo che nella puntata di ieri si è visto un cinese che parlava bolognese e diceva una frase del tipo "Socc, il cinazzo sfigato ci ha rubato le piade" che scritta così non rende, va immaginata con la cadenza bolognese.
Comunque, per la cronaca, almeno con l'ispettore Coliandro non ho versato lacrima, forse ci sono ancora speranze per la mia salute mentale.

29.8.06

I sintomi della spm sono più che evidenti, ieri sera nonostante il gelato autoprodotto al fior di latte, corretto con nocciole e crema di marroni, sono riuscita a frignare anche guardando Almost Famous rivelandomi un caso assolutamente senza speranza.
Ho (ri)cominciato ad andare a correre, credo sia una mania collettiva, il naviglio era affollato di gente in diversi stadi di arresto cardiaco e traspirazione. Io a fine allenamento avevo ancora un aspetto dignitoso, ma ad onor del vero non mi sono sbattuta molto, era più che altro una uscita di ricognizione per ricordarmi di avere dei muscoli. Le gambe stanno benissimo, in compenso il mio alluce destro, l'unghia in particolare, mi ricorda in continuazione che dovrei fare qualcosa per le scarpe.
Il lavoro mi assilla un po', la concentrazione purtroppo devo averla lasciata a casa.

28.8.06

Ieri sera abbiamo visto Texas, non saprei dire se mi è piaciuto o meno, sicuramente qualcosa mi ha trasmesso. Forse non ha fatto altro che accentuare la malinconia dell'estate che finisce, dei bilanci da fare e delle somme da tirare. Forse ha toccato qualche nervo scoperto. Forse è solo che la dovrei smettere di leggere e vedere cose tristi e guardare i cartoni animati a lieto fine.

27.8.06

E con Solea ho finito la trilogia di Izzo, bello anche questo, forse il più bello dei tre, ma anche il più triste.
Il finesettimana è passato lento a casa di mia madre, fra pagine lette, giornali sfogliati, frasi buttate giù, melanzane cucinate e pesce mangiato.
Se questa settimana è passata veloce, le vacanze sono ufficialmente finite e bisogna ricominciare.

25.8.06

Alla mostra dei fotografi di Life non c'era molta gente, tutti i presenti comunque avevano la nostra età e mi domando se la fotografia interessa solo ai giovani o se la vicinanza del padiglione Forma alla zona aperitivo abbia una qualche influenza sul tipo di visitatori. La mostra era molto interessante e non fa che istigarmi all'acquisto sconsiderato di una reflex, anche se ho fatto un giuramento e fino a che non ritornerò all'agognato peso forma non potrò fare follie in quella direzione.
Visto che però, sulla via verso la macchina, abbiamo pensato bene di fermarci a fare un aperitivo in un locale dalle tonalità sul rosa il cui nome inneggiava a suini di grosse dimensioni, mi sa che la reflex rimarrà un sogno ancora a lungo.
Dopo cena l'abbrutimento televisivo si è concentrato sull'ispettore Coliandro, che non sarebbe nemmeno male, come poliziesco italiano, non per niente la sceneggiatura è di Lucarelli ( che poi fa i camei come Hitcock). Il problema è che a Bologna, non so come, le guerre di mafia non sono molto credibili, almeno non con le sparatorie in stile film di Tarantino. Inoltre , as usual, ci fosse stato uno con l'accento bolognese in tutto il cast.

24.8.06

Stamattina, aproffittando del fatto che sarei andata in ufficio in macchina a causa di impegni serali, ho pensato di inaugurare una gonnellina acquistata prima della partenza e di sfoggiare i miei sandali coi lacci alla schiava.
Soddisfatta del risultato generale mi sono spostata in cucina a prepararmi la schiscetta per il pranzo. Il Marito, che non mi aveva ancora vista, entrando in cucina ha sussultato per la sorpresa.
Purtroppo non era stupito di cotanta eleganza, semplicemente ad una prima occhiata distratta gli ero sembrata ancora in accappatio dal momento che ero di bianco vestita.
Indubbiamente questo è stato un colpo basso alla mia autostima e temo di aver fatto un errore a non cambiarmi perché superata la sindrome da "oddio sembro in accappatoio" mi è venuta quella da "oddio sembro un gelataio" e hai voglia a ripetermi che quest'anno va di moda il bianco ed essere bianco vestita non è grave.
Ieri sera abbiamo iniziato a guardare Sex and the city, la prima serie. Ho deciso che era giunto il momento di recuperare la mia grande lacuna culturale, soprattutto in vista del viaggio a New York di questo autunno. Purtroppo devo dire che sono molto meno estatica rispetto a tutte la altre serie di telefilm che mi è capitato di vedere fino ad ora. Innanzi tutto 25 minuti di durata per una puntata sono una miseria e poi le mise di Sara Jessica Parker più che fonte di ispirazione sono fonte di perplessità. Inutile dire che la presenza del Marito davanti allo schermo era la dimostrazione definitiva del suo annullamento cerebrale dovuto a stress post trumatico da rientro al lavoro.

23.8.06

Non c'è che dire, quelle di ieri erano le ultime parole famose infatti sono uscita dall'ufficio alle sette passate ed oggi la giornata non si prospetta granché più favorevole.
Il Marito mi ha giustamente riso in faccia quando ieri sera ho messo la sveglia alle sei per andare a correre prima di venire in ufficio, questa mattina infatti ho trovato solo la forza di girarmi su di un fianco per spengerla e poi sono crollata addormentata. Le occhiaie hanno già ripreso il loro posto, l'incazzatura anche.
uff

22.8.06

Ritrovare i ritmi di tutti i giorni non è cosa semplice. Sarà l'assenza della mia gabbia di impegni post lavorativi che mi induce a credere di essere ancora in vacanza e che sia opportuno passare la serata a guardare puntate di telefilm spaparanzata sul divano. Non prima di essermi dilettata di opere culinarie e di essermi cimentata con successo nella preparazione del mio primo cestello di gelato al cioccolato.
Sarà che in ufficio ho lo sgabuzzino delle scope tutto per me, posso tenere la musica accesa senza che nessuno si lamenti e che i rompicazzo sono in vacanza, quindi sì lavoro, ma tranquilla e con serenità. Mi rendo conto che durante la normale vita di ufficio durante l'anno, lontani da festività e ferie, i quattro quinti del tempo vengono sprecati in cazzate.
Qualcunque cosa sia me la godo, sono giorni tranquilli, vediamo di farli durare.

21.8.06

E così rieccoci in ufficio. Il fatto di avere lo sgabuzzino delle scope tutto per me facilita l'ambientamento. Posso sonnecchiare senza grossi timori di essere scoperta. Sonnecchio alla faccia dei rompicazzi che hanno mandato mail poco piacevoli e poco educate da farmi trovare al mio rientro.

20.8.06

E già che si diceva che avremmo avuto tanto tempo per leggere ecco l'immancabile resoconto dei
Libri letti
Marinai perduti di Izzo, storia tristissima di una nave abbandonata su di un molo del porto di Marsiglia e dei marinai rimasti ad attendere il loro destino.
Niente di vero tranne gli occhi di Faletti, terribile e poco verosimile giallaccio ambientato fra Roma e New York, ottima lettura da spiaggia.
La porta proibita di Terzani, che Terzani adesso va di moda, ma io da bastian contraria ho comprato un libro del 1984 che parla della Cina. Interessantissimo. Mi sono resa di non sapere nulla in proposito e quello che ho scoperto mi ha intristito parecchio.
Quarta tappa Le Lavandou.
Da La Ciotat ci siamo trasferiti a Le Lavandou, sempre sulla costa, situata davanti alle Iles d’Hyeres: Porquerolles, Le Levant e Port Cros con il parco nazionale marino.
Abbiamo fatto una scappata a Saint Tropez e a Ramatuelle un giorno, a Hyeres un altro e Collibrieres, il paese delle castagne un altro ancora. Infine immancabile la gita a Port Cros, altro mito coccolato dai tempi dell’università. E’ proprio vero a Port Cros basta mettere i piedi in mare ed avere l’acqua alle caviglie per inciampare nei pesci. Sono tantissimi e bellissimi, anche se non sono pesci tropicali. Il sentiero sottomarino affrontato con maschera e boccaglio è una delizia.
Bonus track
Un posto meraviglioso per pace e serenità emanate e per la semplicità e la forza che vi aleggiano è l’abbazia di Thoronet. Abbazia romanica in pietra dorata, senza fronzoli e decorazioni, bellissima. Entrando nella chiesa abbiamo creduto che ci fosse un altoparlante che mandava in filodiffusione canti gregoriani, poi ci siamo resi conto che erano due donne che in fondo alla navata stavano cantando e l’acustica era perfetta e un suono rotondo inondava lo spazio.
Un'altra strada meravigliosa è quella che la Le Lavandou porta prima a Bormes les Mimosas e poi attraverso la Foret demaniale de Maures a Collibriere. La strada è stretta, nel primo tratto fino al col del Babaou offre scorci sulle ile d’Hyeres, nel tratto oltre il colle si immerge in una foreste di sugheri e castagni.
Terza tappa La Ciotat
La terza tappa in realtà doveva essere Cassis, un piccolo paesino vicino a Marsiglia. Cassis e i suoi vigneti. Il suo vino bianco, spesso nominato da Izzo nei suoi romanzi, la preda di cui eravamo alla ricerca. Anche a Cassis però il campeggio era completo quindi abbiamo fatto base a La Ciotat, altro paesotto a pochi km di distanza, famoso in passato per il suo cantiere navale, adesso cittadina balnerare affollata. Da La Ciotat, nei nostri giri pomeridiani, abbiamo fatto rotta una volta verso Cassis, una volta verso Aix en Provence.
Marsiglia nei romanzi di Izzo ha un fascino struggente e chi va a Marsiglia finisce per rimanerne incantato e volerci, se non restare, almeno ritornare. Una specie di malia simile a quella dell’Africa. A Marsiglia però non siamo andati, affrontare in macchina una città affollata e trafficata non ci ispirava, per di più non essendo Fabio Montale, di sicuro avessimo lasciato la macchina nel quartiere sbagliato non l’avremmo più trovata.
Cassis è una piccola Portofino, carina affollatissima, si gira in un attimo e non resta che andarsene dopo aver sorseggiato un pastis al tavolino di un bar. L’ennesima route de Cretes che la collega a La Ciotat offre una vista meravigliosa sulle falesie rosse che si gettano nel mare blu intenso.
Aix en Provence è una cittadina universitaria linda ordinata curata con dei begli scorci. Un bel posto dove vivere.
Seconda tappa Verdon.
Era il mio secondo anno di università quando ho declinato il primo invito ad andare, di lì in poi è diventato uno dei miei sogni. Ma proprio perché così a portata di mano, uno di quei sogni di cui si ritarda la realizzazione. Sicuramente le mie aspettative non sono state deluse, anche se il posto più che altro lo abbiamo vissuto da spettatori senza lanciarci in imprese acquatiche o alpinistiche. La nostra base era a Castellane, cittadina antica, stradine strette, case in pietra, ma assolutamente orientata al turismo e quindi frikkettonissima, con negozi di abiti afro e negozi indiani frammisti agli immancabili negozi di souvenir ed aromi provenzali e alle varie agenzie che proponevano attività acquatiche di ogni sorta.
Bellissima la route des Cretes che parte e ritorna nelle vicinanze di la Palud sul Verdon che offre scorci spettacolari su varie parti del canyon. Molto bello anche il lac de Sainte Croix in cui sfocia il Verdon, lago azzurrissimo e splendidamente incastonato nel paesaggio pur essendo artificiale.
Come si diceva, quest’anno per le vacanze vive la France! Il Marito non era granché convinto, ma essendo stato preso dal vortice lavorativo pre ferie mi ha lasciato fare. L’itinerario prevedeva mari e monti, Provenza e Costa Azzurra, spiagge e passeggiate per centri storici, tanto tempo per leggere.
Il racconto è suddiviso in quattro comodi post per non annoiare troppo i malcapitati che passano da queste parti.
Prima tappa Mentone.
Bellissimo il centro storico, abbastanza anonima la periferia. Un unico campeggio completo, alberghi costosissimi, ci siamo rifugiati in un paesino medievale sulle alture Gorbio. Una piazza, una fontana, un albero secolare, quattro case, una chiesa, due ristoranti e due campeggi. Il castello lo millantavano, per me si confondeva con le case circostanti. Il nostro campeggio era gestito da una sciura centenaria ed era costituito da tre terrazzamenti incolti, un cesso una doccia fredda ed una doccia calda. Bello a vedersi, ma estremamente scomodo.

16.8.06

Sono tornata. In casa sembra che sia scoppiata una bomba: ci sono bagagli dappertutto. Le piante sono più verdi e rigogliose di quando le ho lasciate devo dire alla mia vicina di venire ad innaffiarle anche quando non sono in vacanza. Tutto molto bello e rilassante, peccato sia finito. Fortunatamente al lavoro si rientra solo lunedì, in questi giorni farò la massaia disperata e mi godrò gli inverosimili 25 gradi e 4 di casa, che non si vedevano da fine aprile.

2.8.06

Che dire? Qui si chiude per ferie. Devo ancora fare i bagagli e stanotte parto. Il Marito ha optato per un drastico taglio di barba pre vacanza, io per un più sobrio taglio di capelli, alleggeriti di qualche etto ci dirigeremo verso la France. A bientot!

1.8.06

Il fatto è che sono in vacanza e che il marito invece lavora, ma a casa così colonizza 24 su 24 il pc. Ora che è a mollo nella vasca da bagno, nel tentativo di abbassare la temperatura corporea, ne aprofitto. Non che ci sia molto da raccontare in verità.
Ieri ho fatto le grandi pulizie di casa in vista della partenza, oggi invece sono andata a impacchettare doni per i bimbi senegalesi. Ne devo fare una quarantina. Dopo che ne avevo impacchettati 11 mi è finita la carta da regalo. Tipo che domani notte partiamo ed io devo ancora fare i bagagli, finirà che mi porterò in vacanza una scatola di slime e spedirò in Senegal il dentifricio.
Ho comprato il cardiofrequenzimetro nella speranza che questo mi induca ad avere una attività fisica più regolare,praticamente finirà che mi monitorerò le pulsazioni mentre stiro le magliette del resto non esisteva uno sport chiamato extreme ironing?

30.7.06

Rientrata or ora dal finesettimana fuori porta, aspetto che sia il mio turno di sciacquarmi di dosso la stanchezza con una doccia rigenerante. Forse uno di questi giorni avrò tempo e voglia di fare un discorso articolato in proposito per ora però l'unica considerazione che riesco a fare è la seguente: come mai i metallari non si sono ancora estinti? E non sto parlando del genere musicale in sé che può piacere o meno ma ha diritto di cittadinanza nel mondo quanto tutti gli altri. Sto parlando dell'iconografia a lato. Gente di 60 anni con giubbini smanicati con toppe di gruppi misconosciuti, bikers giubbino in pelle e calzoncini arancio anas, capelloni di 12 anni che fanno head banging attaccati alle transenne, folle di impiegati della posta che agitano le mani col simbolo delle corna scandendo il nome del gruppo metallomortifero sul palco. Perché?

28.7.06

Ho passato la giornata di ieri nella irragionevole convinzione che fosse venerdì, confortata anche dal precoce update dell'oroscopo di Internazion@le. Inutile dire che oggi vivo con la straniante sensazione di non sapere che giorno è, nonostante tutte le evidenze mi dicano che "ehi è proprio l'ultimo giorno di lavoro prima delle ferie". Sarà che per me la partenza per le vacanze è sempre coincisa con l'ultimo giorno lavorativo e l'idea di essere a Milano fino a metà della prossima settimana e non aver ancora pensato a cosa mettere in valigia mi priva dell'euforia da ultimo giorno di scuola. Avevo quasi pensato di togliere qualche giorno di ferie, in una sorta di horror vacui per tre giornate afose da passare dividendo col Marito un ventilatore ormai prossimo a render l'anima alla casa madre. Ma fra faccende domestiche, pacchi da imballare per il Senegal, puntata dal parrucchiere che guai ad avere capelli bianchi in vista il giorno del compleanno, valige da sistemare e libri da leggere, credo non avrò problemi ad impegnare il tempo.

27.7.06

Annunci vari del giovedì
Petizione
Come ogni petizione online lascia il tempo che trova, ma visto che la legge sull'indulto non è ancora passata, chi non fosse d'accordo sul comprendere nella legge sull'indulto anche i reati contro la pubblica amministrazione (corruzione, concussione, peculato, abuso, etc.) e i reati finanziari (falso in bilancio, frode fiscale, appropriamento indebito, aggiotaggio, Parmalat, Cirio, Bond argentini, etc.), può firmare questa petizione.
www.liberacittadinanza.it

Cercasi medico per beneficienza
Faccio direttamente il cut and paste di una mail che ho mandato poco fa.
Come alcuni di voi sanno, faccio volontariato in una associazione che si chiama Un Altro Mondo onlus. Abbiamo un progetto di sostegno scolastico e medico per un gruppo di bambini portatori di handicap di Dakar in Senegal. Uno dei bambini ha la faccia deformata e stiamo cercando di capire come poter intervenire. Ho della documentazione medica di alcuni esami fatti al bambino ed una sua fotografia. Mi servirebbe un chirurgo o un medico che ci dessero una occhiata in modo da poterci indirizzare sulla tipologia di esami da eseguire e un parere su come debba essere operato. Ovviamente siamo consci che un consulto a distanza non può avere la stessa rilevanza di uno fatto in loco, il problema è che l'assistenza sanitaria in Senegal è ad essere gentili disastrosa e trovare un chirurgo è una impresa difficilissima. Vorremmo avere una indicazione sulla tipologia di medico che dobbiamo cercare e su quali esami può convenire fare. Purtroppo le associazioni come Medici senza frontiere ed Emergency non sono presenti sul territorio senegalese quindi dobbiamo arrangiarci noi, che non abbiamo competenze mediche specifiche. Se qualcuno potesse darci una mano gliene saremmo infinitamente grati.

26.7.06

Il problema di uscire dall'ufficio alle otto di sera incazzati come bisce, arrivare a casa e trovare che ci sono 33 gradi, finire il secondo libro della trilogia di Izzo "Churmo" bello, ma tristissimo, iniziare "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" che ha un fondo di tristezza pure quello, dormire male tutta la notte per il troppo caldo, il problema, dicevo, è che poi la mattina dopo ti svegli con una incazzatura tale che uccideresti qualcuno. Mentre venivo in ufficio sognavo solo che qualcuno mi suonasse il clacson per sfondargli il cofano della macchina a pugni. Fortunatamente dovevo avere una guida nervosa e nessuno mi ha offerto il pretesto. Oggi mordo.

25.7.06

Lamenti lavorativi

Ti dicono, visti i problemi dovuti alla riorganizzazione, sei pregato di controllare con attenzione la tua busta paga del mese di luglio.
Tu dici, cos'è la cosa più semplice da sbagliare? Ferie e permessi. Così chiedi al vecchio ufficio personale di comunicarti la situazione ferie e permessi al 30/06. Il vecchio ufficio del personale ti risponde che in busta paga, creata dal nuovo ufficio del personale, ci sarà la situazione ferie e permessi aggiornata.
Ah beh allora che controllo?

And last but not least: se scrivo in forma discorsiva devo fare gli schemi e se faccio gli schemi devo scrivere in forma discorsiva , se sono schematica devo mettere i commenti e se sono discorsiva deo mettere gli schemi riassuntivi. Così il sunto è che devo scrivere due volte le stesse cose in due modi diversi e metterle nello stesso documento e tutti dovranno leggere tutto, così chi non capisce gli schemi mi romperà i coglioni, chi non capisce il discorso mi romperà i coglioni. E tutti avranno qualcosa che non capiranno. Questo perché tutti fuorché me devono avere la pappa pronta.
Il test di Cooper certifica che per la mia età il mio stato di allenamento è discreto, le mie gambe non sono del tutto convinte, le chiazze rosse che compaiono sul mio viso a fine allenamento dovrebbero suggerirmi che forse non hanno torto.
Non ho voglia di lavorare, bramo e agogno le ferie la cui durata continua a levitare e restringersi a seconda delle fasi lunari. Ferragosto a Milano è un concetto che non rientra nei limiti della mia comprensione, del resto le logiche perverse delle code in autostrada suggeriscono che forse è proprio l'opzione migliore.
Michele è in Nuova Zelanda ed ha aperto un blog [link colonnina a destra]. Siamo stati secoli senza vederci né sentirci. L'avrei voluto incontrare prima del mio matrimonio, ma non sono riuscita a beccarlo. Ha fatto una festa pre partenza, ma non siamo andati. Leggere delle sue avventure però mi fa molto piacere. Questo mi fa pensare ai miei rapporti con le persone, io gli amici li penso spesso, più difficile è che io mi sbatta per vederli. Telefonare non rientra fra le opzioni. Il blog è un surrogato di relazione che mi soddisfa, mi domando se però la cosa non sia patologica.
Paolo e Roberta si sposano sabato. Diego, l'ex di Roberta, ha organizzato nella stessa data una festa in spiaggia a Camogli con altri compagni dell'università. Io, l'ex di Paolo, sarò ad una festa sulla spiaggia di Colico. Tutto questo non ha un significato particolare, ma mi piacciono le simmetrie e mi piace il fatto che quel giorno sarà per tutti una bella giornata.

24.7.06

Se il buon giorno si vede dal mattino
Ho esordito nell'ultima settimana di lavoro prima delle ferie spaccando la cerniera dei miei pinocchietti verde militare acquistati all'incirca un mese fa. Questo, unito al fatto che i buoni propositi del finesettimana di corsa sulla spiaggia sono vilmente naufragati davanti alla premura materna "ma no che fai vai a correre? resta in casa fa caldo", lascia ombre sinistre sul mio umore e sulla verve con cui affronterò questi cinque giorni.

21.7.06

Visto che per questo finesettimana è previsto che l'allarme rosso caldo per una volta sia a Genova e non a Milano, io per non smentirmi scendo in terra ligure a boccheggiare. Buon weekend!
Appunti sparsi di una sera in ciabatte
Ieri sera avrei dovuto andare a correre prima dell'abbassamento della soglia di calore sopportabile ed in seguito involarmi ad una cena con le compagne di danza. Il caldo però, complice anche il pranzo semi saltato a causa di un gelato veramente troppo stomachevole per le mie papille, mi ha fatto accasciare sul divano appena rientrata a casa, da dove mi sono schiodata solo per mangiare la cena amorevolmente messa in tavola dal Marito. Alla faccia dell'inciabattamento e dell'apatia mentale.
L'abbrutimento ha raggiunto l'apice quando dalla sacca di Doraemon dei crimini editoriali il marito ha estratto "Diario di una ereditiera", il libro di Paris Hilton. Che dirne ? E' rosa, per il resto è francamente incommentabile.
Dopo cena la risalita della china con La finestra sul cortile di Hitchcock. Che meraviglia Grace Kelly con quegli abiti stretti in vita con la gonna svolazzante e i tacchi alti che si arrampica per la scala antincendio ed entra dalla finestra. Io ne ero affascinata, al Marito invece faceva ridere.

20.7.06

Apriti cielo!
Non possono farmi questo, sono Lost dipendente non possono non fare la quarta serie. Sì lo so è una vile trovata pubblicitaria per innalzare gli ascolti, ma insomma...

19.7.06

Cazzeggiando ho trovato questo link. In pratica le scarpe da running con l'ipod incastonato dentro che oltre ad erogare musica permette di monitorare il proprio allenamento. Vedendo quanta gente corre con cardiofrequenzimetro e ipod in effetti metterli in rete con le scarpe era il passo successivo e la nike ovviamente non ha perso tempo. Questa cosa solletica la mia geekness.
Mens sana
Ho finito da poco di leggere Tina di Pino Cacucci. E' un libro molto interessante a metà strada fra una biografia ed un romanzo. A differenza di quanto si potrebbe pensare di un libro che tratta avvenimenti storici e politici, scorre via con grande piacevolezza. Sarà anche che la Modotti è un personaggio affascinate e le sue foto hanno una grande forza.
Ho iniziato a leggere un libraccio che parla di cadaveri mummificati e di scienze forensi che mi provoca la stessa quantità di sogni agitati dell'aver iniziato a guardare la prima serie di Six feet under. Prima di dormire i cadaveri sono peggio dei peperoni.
Per bilanciare ieri mi sono guardata La Gabbianella e il Gatto, il cartone tratto dal racconto di Sepulveda. Carino, ma mi era piciuto di più il libro.
In corpore sano
Ci sto provando, ma la corsa non fa per me. Ieri sono tornata dai miei 4 Km di corsa con il polpaccio sinistro marmificato ed un punteruolo piantato nell'anca destra. I bronchi devo averli sputati da qualche parte fra casa mia e piazzale Negrelli. Stamattina ho letto qualche articolo sulla corsa per confermare ciò che i dolori lancinanti suggerivano con veemenza: ho sbagliato approccio.

18.7.06

Sentita per radio, intervista all'espertone di turno
- Ci dica, come mai ci sono prodotti studiati a tavolino con piani di marketing che non funzionano mentre altri poco curati da questo punto di vista, hanno grande successo? Ad esempio come mai la canzone che i Pooh hanno scritto per i mondiali non se l'è filata nessuno mentre invece la canzone dei White Stripes, vecchia di tre anni, è diventata un tormentone?

Magari perché i Pooh fanno cagare?
Pessimismo e fastidio
Mi guardo allo spechio e non mi piaccio. Cerco di prendere provvedimenti, ma non lo faccio con convinzione sufficiente. Non è che non mi faccio schifo a sufficienza, anzi. Solo che la vita di tutti i giorni mi annichilisce. Alzati, vai al lavoro, fai la spesa, pulisci il bagno, butta la rumenta. Ora ci si mettono anche i lepidotteri dei geranei a mangiucchiarmi le piante amorevolmente coltivate e il rosmarino che crescendo rigoglioso sul suolo ligure non si adatta alla vita sul mio terrazzo.
Sembra una dicotomia insanabile. O divento una grassa matrona che passa il suo tempo a spazzolare casa o mi curo di me stessa e vivo in un porcile. Non sono pronta per nessuna delle due cose e non ho abbastanza soldi per intraprendere strade alternative. Pessimismo e fastidio.
Nota bene per chi volesse commentare: i consigli non sono richiesti e non sono graditi rivendico il mio diritto a crucciarmi di cose stupide anziché discettare dei massimi sistemi. Voglio piangermi addosso senza che nessuno mi rompa la balle. Il blog è mio e me lo gestisco io. Gné gné gné.

17.7.06

Ho corso tutto il finesettimana, tra una corsa e l'altra relax. Stamattina comunque la sveglia è suonata troppo presto e quel gattino accasciato sulla strada mi lascia pesanti dubbi sulla moralità dei muratori del cantiere. Era il gattino del palazzo in costruzione, giovane e un po' stupidello l'avevo sentito miagolare spesso. Povero micino.

14.7.06

Il cervello mi cola giù sul retro del collo, lungo la spina dorsale e si infila nelle scarpe. Cammino, ciack ciack, e lo pesto. Poi nascondo la mia espressione vacua dietro un paio di lenti scure, per non dare nell'occhio. La settimana è agli sgoccioli, i giorni che ho davanti mi istillano terrore. Del resto col cervello appiccicato sulla pianta dei piedi, gli unici istinti rimasti sono quelli primordiali, la sopravvivenza in primis. Farò cose che devo fare, ma di cui non ho voglia, ne farò altre che mi piace fare, ma non nelle modalità in cui le farò, eviterò di farne altre che vorrei fare per mancanza di tempo. In tutto questo mi lamenterò del caldo ed eventualmente dell'umidità o del vento e macinerò Km in macchina. Buon finesettimana a tutti.

13.7.06

Mio dio. Possibile che sui giornali stiano ancora a indagare se Materazzi ha insultato la madre o la sorella di Zidane oppure entrambe?
Ieri sera sono andata a correre, le conseguenze si sono viste immediatamente: il cielo si è aperto in lampi e tuoni ed è venuto giù il temporale. Questa mattina poi ho un mal di schiena fulminante. Lo sport fa male.

12.7.06

Io verso quest'ora inizio a stare bene, mi passa il caldo accumulato nel tragitto andata e ritorno per il pranzo, mi passa il sonno del primo pomeriggio e l'insofferenza di metà giornata. Sto bene e sono piena di buoni propositi. Peccato che tra me e la realizzazione dei buoni propositi ci sia il tragitto ufficio box casa. Ora raccolgo le forze e mi trascino fuori. Delle due l'una o invento il teletrasporto o studio la realizzazione di una bolla col micro clima giusto dentro cui stare comodamente accoccolati durante l'intera giornata.
Era il 1995 e davanti alla macchinetta del caffé sogghignavo annuendo mentre E. prendeva in giro D. "Vai a vedere gli Stones! ah ah ah! Le mummie!".
Mi è tornato in mente ieri sera mentre dopo aver acquistato la maglietta merchandise ufficiale, salivo su per le scale che portano al secondo anello.
Per essere mummie saltano ancora parecchio, a parte il batterista che poverino a fine concerto, prima di procedere coi saluti, è andato a mettersi il giubbino ed ha tirato su la zip fino al collo. Unico problema l'autonomia: ogni due pezzi tre minuti di pausa per tirare il fiato.
Lo stadio risentiva dell'effetto mondiale, bandieroni dell'Italia e trombe da stadio, cori di ogni genere, tentativi di Ola più o meno riusciti. Il gruppo di supporto, i Feeders erano gli stessi che avevano aperto al concerto degli U2 lo scorso anno, li ho riconosciuti prima di tutto dal bassista nipponico ossigenato che saltava come un esagitato. Probabilmente i poveracci si sono domandati come mai lo stadio cantasse Seven Nation Army visto che loro non erano i White Stripes.
Al secondo anello l'acustica non è delle migliori e tenuto conto che a casa mia (quella di prima) gli Stones non tiravano molto, mi sono persa qualche pezzo cammin facendo e il concerto l'ho visto più che altro da spettatrice composta. Solo sul finalone imperiale, iniziato con Simpathy for the devil, mi sono rianimata perché conoscevo le canzoni e forse perché tutto lo stadio si è alzato in piedi così mi sono disicastrata dalla ringhiera a cui ero attaccata e il sangue ha ricominciato a circolare negli arti inferiori.
Comunque ruffianeria per ruffianeria o forse sapendo che gli italiani sono tutti pizza spaghetti e calcio, hanno proiettato sugli schermi i gol dell'Italia nella finale e poi Materazzi e Del Piero sono saliti sul palco a ricevere la loro dose di applausi, che per carità poteva essere una cosa carina, ma dopo non c'è stato nessun bis e così questo coro finale "siamo campioni del mondo" mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca.
Considerazioni a lato: gli organizzatori del concerto sono criminali. All'uscita hanno tenuto chiuse le rampe ed hanno costrettto l'immane fiumana di gente a scendere dalle scalette creando un ingorgo della miseria. Oltretutto i tipi del servizio erano degli imbecilli e alla gente che rumoreggiava chiedendo perché non apivano le rampe rispondevano "perché no". Se non è scoppiata una rissa è un miracolo. Io peraltro col casino che c'era non ho visto un gradino e son venuta giù come una pera, sono rimasta in piedi, ma praticamente stamattina ho la schiena e il collo un po' bloccati.

11.7.06

Il perito assomigliava a Funari 30 kg fa. E' arrivato sventolando un Tuttocittà e imprecando contro la presbiopia che non gli faceva trovare la strada. C'erano anche i costruttori, almeno un avvocato e una buona parte della platea agguerrita. L'alterazione della gente stimolava una circolazione del sangue più sostenuta del normale, le zanzare richiamate dall'odore di tanto nutrimento abbandonavano il comfort delle aiole esterne per accanirsi sui condomini.
Ad un certo punto avrei giurato che sarebbero state estratte mazze da baseball, per fortuna essendo in una sala dell'oratorio c'erano solo gessetti e, si sa, tirare gessetti non ha lo stesso potere catartico che spezzare rotule.
Sembra che si sia risolto qualcosa o che ci stia avvicinando ad una soluzione, ma in queste situazioni si vede il peggio dell'essere umano, ciò che il calcio aveva unito è bastata l'assemblea di condominio a dividere. Quindi punto e a capo con appuntamento a settembre.
A me comunque è rimasto un dubbio, perché la gente si mette in tiro per andare all'assemblea di condominio? Una per tutte, una ragazza con un vestitino alla sex and the city , un cartier al polso ed un paio di scarpe che avessi dovuto scipparla sarei rimasta indecisa fra queste e l'orologio. Ragazza, perché lo fai?

10.7.06

Quest'anno tifavo Italia, tanto che ho partecipato assieme ad altri condomini all'allestimento di un megaschermo in cortile per la proiezione della partita. L'anno che tanta gente si è sentita delusa dal calcio (e bisognava aspettare che intercettassero Moggi per sapere che la Juve rubava? fatemi il piacere dai) mi è preso questo sentimento nazional popolare e questo desiderio di vedere l'Italia vincere il mondiale. Quasi quasi, a giochi fatti, volevo metter la bandierina che ci hanno regalato il giorno del matrimonio a sventolare fuor di finestra. Poi l'occhio severo del Marito mi ha fatto capire che era veramente troppo, va bene nazional popolari, ma manteniamo il senso del pudore.
Pensandoci però, se mandano la Juve in C e il Milan in B la bandiera fuori la metto, che se si inizia a far pulizia nel sacro mondo del pallone forse ci sono speranze anche per il resto.

7.7.06

Immagini che non avremmo mai voluto vedere. Santa pace ma perché devono venire tutti a svernare a Genova quando sono vecchi e grassi e non han più voglia di giocare? Va beh che l'aria di mare fa bene, ma da quando siamo un ospizio?
Finestrini aperti, lentamente ci avviciniamo a casa commentando lo stato d'avanzamento del palazzo di fronte al nostro. Il cielo grigio e l'aria umida, all'improvviso una folata di vento si alza portando nell'abitacolo una nuvola di polvere. Mentre stiamo ancora tossendo le prime gocce iniziano a battere sul parabrezza. Facciamo in tempo a rientrare in casa, sistemare la piantina di timo accanto a quella di rosmarino sul terrazzo e poi guardiamo la furia del temporale da dietro la zanzariera. La notte, finalmente, possiamo dormire col ventilatore spento.

update: la pioggia odierna invece ha molta meno poesia visto e considerato che il kway l'ho lasciato a casa.

6.7.06

Scoperta dell'acqua calda
Tipo che non avevo mai pensato di usare flickr per decidere quali posti visitare durante le mie vacanze. Il problema è che poi sembran tutti posti belli.
Update: sul blog di grazia ho trovato il link a questo.


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Non è che non penso ai miei amici, anzi mi capita spesso di ricordare momenti trascorsi assieme o domandarmi cosa stiano combinando. Solo che ho una sorta di blocco mentale. Mi dico, dovrei scrivere, dovrei telefonare e poi niente, zero, nada. Ho una inerzia allucinante, mi domando come mai e non so rispondermi.

5.7.06

Post sui mondiali sui saldi e quant'altro
DG un giorno si è preso la briga di convincermi che potevo mantenere la mia immagine di donna forte e indipendente anche con una copia di Vanity sotto braccio. Ci è riuscito così bene che alla fine mi sono fatta l'abbonamento. Questo per dire che rivendico il mio diritto di parlare di scarpe, parrucchieri e unghie spezzate senza sentirmi dire che ho l'encefalogramma piatto. Comunque nell'ottica di un colpo al cerchio ed uno alla botte già che ci sono parlo anche dei mondiali così mi tolgo il dente e assolvo ai miei doveri di italiano medio.
Ieri sono tornata a casa a controllare che il Marito fosse uscito realmente indenne dal tamponamento. Ne era uscito così bene che era già sulla soglia con la chitarra in una mano e la valigetta degli effetti nell'altra, pronto per risalire in macchina ed andare a suonare. La suocera sperava che l'avrei convinto a rimanere a casa a riposare, ma non ha trovato in me una valida alleata. Ho accompagnato fuori di casa il Marito, l'ho visto partire alla volta della sala prove e quando ero sicura di non essere più nel campo visivo mi sono infilata in un negozio di vestiti. Moda ggggiovane ed economica. Ho portato a casa tre magliette al costo di una, dureranno poco, ma almeno potrò metterle in lavatrice senza sentirmi una criminale.
Passato lo shopping selvaggio ho vestito i panni da calciofila svaccandomi sul divano davanti alla tv. Devo dire che a tratti Love story esercitava un fascino maggiore di Italia Germania, ma le urla del vicinato mi richiamavano prontamente all'ordine. I miei vicini praticamente urlavano anche quando Camoranesi si lisciava i capelli, per non sbagliare sono rimasta sintonizzata sulla partita.
Il Marito intanto ha fatto in tempo a provare, tornare a casa, fermarsi dal pizzaiolo per prendere una pizza da asporto, farsi sbagliare la pizza, farsela rifare, mangiare e ancora si era sullo zero a zero. Poi i goal e il delirio del vicinato, tutti alle finestre ed una donna, con un abitino svolazzante, sola, che correva al centro della strada coi sabot che ticchettavano sull'asfalto e un bandierone dell'Italia fra le braccia. Ritenendo di aver visto abbastanza ce ne siamo andati a dormire.

4.7.06

Ero convinta che Majorana fosse scomparso dopo aver lasciato le lettere di addio che lasciavano intendere che si sarebbe suicidato. Ieri a Chi l'ha visto invece una ricostruzione della vicenda mi ha ricordato che la questione era di fatto più complessa e misteriosa. Mi è venuta voglia di rileggere La scomparsa di Majorana di Sciascia o di vedere il film di Amelio I ragazzi di via Panisperna.
Qual'era il pretesto per andare a rivangare la storia della scomparsa di Majorana, che anche non si fosse buttato in mare a questo punto sarebbe probabilmente morto comunque?
Pare che Majorana pochi giorni prima di sparire nel nulla avesse affidato ad una sua studentessa una cartella contenente dei documenti. Questa cartella che dopo la sua scomparsa passò di mano in mano fino a che non se ne persero le tracce, potrebbe aver contenuto abbozzi di teorie rivoluzionarie per la fisica dell'epoca e potrebbero essere ancora di notevole importanza.
L'ospite della Sciarelli era un omone grande, stempiato coi capelli bianchi e gli occhiali. Gli occhi sembravano temidi, ma quando spiegava quale potesse essere il contenuto della cartella misteriosa, quanto Majorana fosse avanti per l'epoca diventavano appassionati. Io, manco a dirlo, ero interessatissima alla spiegazione, che di tecnico comunque aveva ben poco, la Sciarelli invece l'ha praticamente cacciato via dicendo che per i "ciucci in fisica" come lei l'importante era sapere che stavano cercando una cartella. Non nascondo che ci sono rimasta un po' male. Ho cercato sul sito di chi l'ha visto, ma mannaggia non ci sono tracce del servizio. Chi era l'omone? Qualcuno lo sa?
La fusione aziendale porta con sé l'inevitabile corollario di fastidi. Dal ticket ribassato, al finire in coda per l'assegnazione di un nuovo pc, passando per l'impossibilità di segnalare sul portale aziendale le assenza a seguito del cambio del proprio responsabile. Una cosa positiva però c'è stata: l'aperitivo per brindare al cambiamento. Buffet ricco, tavoli a cui sedersi e camerieri che premurosamente portavano piccole spinatrici di birra e le piazzavano davanti ai convitati, cambiandole con altre piene appena venivano svuotate.
Purtroppo ho dovuto abbandonare le scene anzitempo ero in moto e attraversare la città ubriaca non mi sembrava saggio, quindi mi sono allontanata dalle tentazioni e ho fatto ritorno a casa.

3.7.06

Per iniziare bene la settimana e demolire i buoni propositi questa sera invece di iniziare ad andare in piscina mi sottopongo ad un aperitivo aziendale. Se il buon giorno si vede dal mattino!
Volevo andare in montagna sdraiarmi su di un prato e tenere i piedi a bagno in un ruscello fino a non sentirli più per il freddo. Poi invece la stanchezza per la settimana trascorsa ci ha fatto rimanere a casa e venerdì sera la partita l'abbiamo guardata stravaccati sul divano col ventilatore a velocità tornado sparato in faccia.
Sabato ho finalmente comprato il regalo di compleanno al Marito, che gli anni li faceva un mese e mezzo fa, ma eravamo in Messico e portarsi dietro il regalo non sarebbe stato comodo dal momento che il regalo è un casco integrale grigio e blu, fiammante. Una meraviglia, tanto che ero quasi un po' gelosa ed ero lì lì per comprarne uno anche io. Le sedioline senegalesi da mettere sul terrazzo invece non le ho trovate e la ressa nel parcheggio mi ha fatto desistere da fare un giro all'ikea. Il resto della giornata è scivolato via fra le mie faccende domestiche e il lavoro del Marito.
Domenica infine il casco l'abbiamo inaugurato. L'idea era di andare a vedere Magritte a Como e poi svaccarsi su di una spiaggetta tornando nel primo pomeriggio e mangiare a casa. Alla fine siamo partiti tardi, la mostra di Magritte aveva davanti un ingorgo di traffico gigantesco, Como era un dedalo di sensi unici e strade chiuse che il lago non si trovava, così a mezzogiorno eravamo davanti ad una pizzeria vista lago in quel di Cernobbio, ci siamo guardati e siamo entrati a mangiare come una coppia di tedeschi. Peccato che io in quanto autista la birra non l'abbia potuta bere.

30.6.06

Volevo scrivere qualcosa sulla famiglia, già che ieri alla presentazione del libro di pulsatilla mi sono imbattuta nel "Cugino Senza Volto" forse per la prima volta nella vita o almeno per la prima volta nell'età della ragione. Solo che mi si ingarbugliano i pensieri nella testa, quante persone ci vogliono per formare una Famiglia? Qual'è la mia Famiglia? Sono i miei genitori? E' il Marito? Sono entrambi? E i suoceri dove li mettiamo? E gli zii? Sono Famiglia o famiglia? E i cugini? E soprattutto che senso ha stare a fare tutte queste distinzioni fra maiuscole e minuscole? In realtà non molto, solo che dopo che per anni ho considerato la mia famiglia come i miei genitori me stessa ed eventuali felini al traino, improvvisamente ad un certo punto mi si sono scombinati gli schemi. Quand'è stato non saprei dirlo. I genitori si sono separati, ho ritrovato un ramo della famiglia disperso, il ramo disperso si è ingrandito e toh! Adesso ho un sacco di cugini, di primo secondo e terzo grado. E mi capita pure di incontrarli alla Fnac. Che storia.

29.6.06

Sembra la fine dell'anno scolastico. Martedì la cena con le compagne di danza, ieri l'aperitivo con le compagne del corso di inglese, stasera la pizza con gli amici e domani la partita dell'Italia. Peccato che in ufficio si debba venire comunque e che le ferie di agosto siano ancora lontane.

28.6.06

Java Conference
Delle questioni tecniche non ho voglia di parlare, tanto più che credo mi toccherà scriverci su un articolo per il giornalino aziendale (orrore!), resta il fatto che la Java conference è un evento a prescindere.
Innanzi tutto è un fantastico coacervo di nerd, geek, commerciali azzimati, developers normali e curiosi.
Ho avvistato personaggi che sembravano appena scesi dal pulmino vacanze dei portatori di handicap e che probabilmente dietro lo sguardo vacuo nascondevano un QI da polverizzare gli standard del Mensa.
Ho avvistato un tizio che vestiva i bermuda con i calzettoni bianchi alti fino al ginocchio, fortunatamente non aveva i sandali, ma un paio di scarpe da ginnastica. Il problema è che poi un altro individuo con lo stesso abbigliamento l'ho avvistato ieri notte alle colonne di san lorenzo e lì sono entrata in tilt. Vuoi vedere che va di moda? Comunque, per la cronaca, secondo me il calzettone tirato su fino al ginocchio rende sfigato chiunque, molto più dei sandali coi calzini dentro che hanno una loro utilità pratica pur essendo orribili a vedersi. I commerciali azzimati fanno sempre ridere, alla java conference ancora di più, soprattutto quelli che si sentono molto fighi.
La novità ribadita in tutte le salse possibili nella sessione plenaria del mattino è che siamo nella partecipation age. Non ci sono più consumer ma prosumer. Non esiste più la divisione fra creatori e fruitori di tecnologia, tutti partecipano. L'esigenza è la comunicazione, lo scopo della tecnologia è creare l'infrastruttura tecnologica per facilitarla. Siamo nell'epoca delle tribù post moderne, per dirla con le parole di Bertrand Cova professore di sociologia scomodato per l'occasione, la gente definisce se stessa in base all'appartenenza ad un gruppo. L'era dell'individualismo è finita, la tecnologia serve per facilitare la creazione di gruppi, di comunità. Tutto bene tutto bello, una strategia di sviluppo ben delineata. Un esempio per tutti flickr, il luogo di incontro per gli amanti della fotografia, una community in cui i membri sono portatori di contenuti. Il discorso sembra filare liscio. Salvo poi venire ripreso in una delle sessioni parallele sui nuovi media digitali. Quando l'interazione è legata al mondo della tv digitale l'esigenza di rendere protagonisti i "consumatori" invece risulta meno convincente. Anzi a dirla tutta mi trova apertamente contraria. Per dire, a parte un breve periodo di tempo in cui come ascoltatrice di Radio Genova Ovest gioivo del fare dediche in radio e si parla di quando avevo 11 anni o giù di lì, ho sempre avuto una sana allergia per quelle trasmissioni radiofoniche in cui lanciato un argomento di attualità si chiedeva poi agli ascoltatori di commentarlo, scatenando i peggiori logorroici e mitomani del suolo italico. Vogliamo mettere cosa la gente può fare quando le si dà la possibilità di intervenire in una trasmissione collegandosi con una webcam o con un videofonino? Siamo sicuri di volere tutto questo? Io no non ne sono sicura. O meglio, non credo che l'apporto dello spettatore possa migliorare il già penoso livello del programma medio della televisione italiana. Ovviamente di questo non è responsabile la tecnologia, ma perché investire in questa direzione? Sono perplessa.

update: avevo detto che non avrei parlato di tecnologia però una cosa fighissima è questa: SPOT. ero quasi pronta ad andare a prenotare il developer's kit, poi ho scoperto che costerà sui 500 euro.

26.6.06

In un soffio
Sono di nuovo qui seduta alla mia scrivania, il finesettimana si è volatilizzato in men che non si dica. Ho mangiato pesce, preso sole e caldo sulla spiaggia davanti a casa, partecipato ad una riunione di famiglia, scorrazzato per un pochino il triscugino che ormai comincia ad avere un certo peso specifico.
Ho finito "Maccaia" e mi è piaciuto, anche se il fatto che Bacci Pagano fosse genoano mi ha un po' disturbato. Ho polverizzato il libro di Pulsatilla in due sedute da due ore in spiaggia e mi è piaciuto molto. Ho incominciato a leggere un altro giallo (altro rispetto a Maccaia ovviamente), "Casino totale" di Izzo. Bello, anche se il cliché dell'investigatore privato/ poliziotto scapolo con la passione della cucina e del buon vino mi sta cominciando un po' a stufare. Mia madre sostiene che se uno fa il poliziotto non ha famiglia perché non ne ha il tempo e di conseguenza impara a cucinare, sarà, ma a me la cosa non convince. Infatti la controparte di tutti questi "eroi" è sempre un poliziotto con famiglia. Il che potrebbe brillantemente portarmi a dedurre che bisogna essere scapoli per diventare eroi, devo avvertire il Marito che ci siamo fregati con le nostre stesse mani. Forse nascondendo le fedi in un cassetto abbiamo ancora qualche speranza.

23.6.06

Ed inizia il finesettimana.
Quasi quasi scappo adesso, prima che la coda in tangenziale si incancrenisca e mi porti alla disidratazione. E' da un po' che non prendo parte alla massa pendolare non so se ho più gli anticorpi per affrontarla.

22.6.06

Post sui mondiali? No, quello sugli europei del 2000.

Oggi qui si respira atmosfera di smobilito, la gente a pranzo ha estratto vasetti di macedonia e panini al prosciutto dalla borsa del pc ed ha mangiato continuando a battere sui tasti, senza distogliere lo sguardo dal monitor. Tutti a portarsi avanti col lavoro o quantomeno a fingere di farlo mentre cliccavano convulsamente sul tasto di refresh per scoprire quale fosse la formazione.
A 45 minuti dal fischio di inizio si notano drappelli di fuggitivi che si calano in doppia dalla finestra nel tentativo di raggiungere casa per tempo, altri corrompono telefonicamente il barista di fiducia per farsi riservare un paio di sedie in prima fila davanti alla tv. Gli orari di lavoro diventano relativi quando gioca la Nazionale.
Ed io qui mi domando quale sarà il comportamento delle massaie di Buccinasco. Faranno la "spesa intelligente" approfittando del traffico inesistente oppure si rassegneranno ad aspettare che il marito le accompagni per fargli camallare i sacchetti della spesa?
Era il 2000, ero a Milano da pochi mesi. Stavo a casa della Pazza ero ancora assieme al Fidanzato Storico dell'Università, prima che le strade rispettivamente imboccate iniziassero a divergere, rendendoci progressivamente degli estranei. Gustavo l'ebrezza della libertà di azione nella grande metropoli dopo aver vissuto a casa degli zii iperapprensivi, c'erano gli Europei e l'Italia o per culo o per anima non stava andando male. GR ed io eravamo stati assunti nello stesso periodo e seguivamo gli stessi corsi di formazione al politecnico. Lui aveva gli occhi azzurri ed io forse ero un po' infatuata o forse avevo solo bisogno di mettere qualche pietra di fondamenta per costruire la mia vita milanese e il calcio mi sembrava una buona occasione di socialità. C'erano le partite al pomeriggio, quelle viste pigiati gli uni contro gli altri al Matricol@, il bar con le cameriere più antipatiche del mondo. Quelle partite in cui una perde il raziocinio fino a ritenere perfettamente normale patire la sete e il caldo pressato in mezzo alla folla per vedere della gente correre dietro ad una palla. La finale, quella era stata di domenica, ed era stata emblematica di come la mia opera di costruzione di fondamenta milanesi fosse appena agli inizi, mentre la mia vita genovese aveva già iniziato a disgregarsi. Era il giorno del grande trasloco concitato nella Casa delle Ragazze, in cui il Fidanzato Storico si era preso la briga di trascinare un vecchio comodino dalla sua cantina a Genova alla mia stanza milanese. Era il giorno che il Fidanzato, ritenendo di aver assolto ai suoi doveri, mi aveva salutato a metà pomeriggio per essere sul divano di casa sua fra suo padre e suo fratello, in tempo per il fischio di inizio. Era il giorno che il mio amico Yama aveva scelto di fare una gara di rutti coi suoi compagni delle superiori piuttosto che venire a vedere la partita in mia compagnia e GR, nel quale in fondo speravo un po', mi aveva liquidato con un laconico sms dicendo che ormai era partito per vedere la partita a casa di amici. Così quella finale l'avevo guardata da sola a casa delle Ragazze, quella che sarebbe stata la mia casa per più di un anno e mezzo, ma le Ragazze non c'erano, chi a Rimini chi a Savona, impegnate a non far rinsecchire le proprie radici.
E avevo visto la Francia vincere e avevo imprecato davanti allo schermo e mi ero girata in cerca di conferme al mio disappunto trovando solo l'anta dell'armadio a darmi ragione. Poi Yama, trovando sconveniente ruttare dopo la sconfitta, aveva abbandonato gli amici ed era venuto a prendermi per i commenti post partita. Per consolarci avevamo comprato un pacchetto di Camel al distributore automatico di Porta Venezia ed eravamo finiti in un locale gay a bere una birra domandandoci come mai fossimo l'unico tavolo a sessi assortiti.
Comunque sto invecchiando, ma non del tutto. Ho preso accordi col Marito, ci vedremo a casa per il secondo tempo e questa sera pizza e birra, con buona pace dei miei dubbi sociologici sulle casalinghe di Buccinasco.
Spazio Propaganda

Innanzi tutto: Fate i bravi ! Fate a modo! Domenica 25 e lunedì 26 ANDATE A VOTARE NO al referendum. E' importante, la riforma strazierebbe la Costituzione. Inoltre è doppiamente importante perché a questo referendum NON C'E' QUORUM quindi solo con una presenza massiccia alle urne di persone che votano NO si può sperare di abolire la riforma. Qui qualche link per chiarirsi le idee:
Salviamo la costituzione
Referendum costituzionale
Ebbene sì sono link di parte, del resto sto cercando di convincervi a VOTARE NO.

A seguire:
8 luglio alla Cascina Cappuccina di Melegnano l'ottava edizione della Festa Un Altro Senegal. Per informazioni qui. Accorrete numerosi. Musica birra e salamelle, ma anche banchetti informativi sui progetti in Senegal.

21.6.06

Fino a che è l'assistente del dentista a domandarmi quando metto su famiglia, non mi stupisco. Dopo 6 anni, due pulizie dei denti per anno, esauriti gli argomenti che freddo/che caldo, meglio la conad/la gs, che fai a Natale/a Pasqua è inevitabile finire a parlare di famiglia e visto che famiglia non ne avevo era normale che mi chiedesse quando avevo intenzione di metterla su.
Ieri però la ginecologa, prima visita, appena conosciuta, subito dopo l'anamnesi se n'è uscita con "a quando un bambino?" ed io a spiegarle che insomma è appena un mese che sono sposata e non è esattamente nei programmi al momento. Finita la visita comunque le domando cosa dovrei fare se decidessi di volere un bambino visto che ho tutte le sfighe che hanno il 90% delle donne mediterranee. Lei delle mie sfighe non sembra preoccupata, ma parte nella crociata pro acido folico. Ascolto, la ringrazio, faccio per salutarla lei quasi mi tira per una manica e mi dice
"allora, l'acido folico? glielo prescrivo?",
"no no non si preoccupi, tanto non è nei programmi un bambino"
lei non sembra convinta, ci pensa un attimo e poi mi dice "senta io glielo scrivo, lei lo mette lì in un cassetto, così se decide poi è già pronta" e mi caccia fuori dallo studio con la ricetta in mano.

20.6.06

Malasuerte
Ho perso l'abitudine di controllare cosa dice l'oroscopo, dovessi dedurlo dagli accadimenti più recenti mi sentirei di azzardare che per i Leoni nati nella terza decade la congiuntura astrale degli ultimi giorni determina la ribellione degli oggetti. A partire dal ferro da stiro fulminatosi domenica pomeriggio arrivando all'impossibilità odierna di collegare il portatile alla rete aziendale con l'apertura tutti i messaggi di sistema più fantasiosi immaginabili.
I maligni potrebbero sostenere che al ferro da stiro non ha retto il cuore. Lui, poverino, abituato a stirare una maglietta alla volta, in fretta e furia la mattina e a lunghi periodi di reclusione sulla mensola del disimpegno, con una tale mole di cose da stirare era ovvio che non ce la facesse. Però la mobilitazione odierna dai tecnici ai sistemisti che si esaurirà credo quando il fantasma del penultimo amministratore delegato si materializzerà alla mia postazione e inserirà la corretta pwd, dicevo questo fatto inconsulto avvalora la mia ipotesi.
Quindi cari Leoni della terza decade pensateci, se stamattina avete dovuto provare tre volte ad aprire il cancello del box con il telecomando, non è che le pile sono un po' scariche e le dovete cambiare, se al supermercato la vostra Fidaty card risulta improvvisamente illeggibile, non è colpa del portafoglio con la clip magnetica. Se il bancomat è stato risucchiato dallo sportello automatico non è che siete improvvisamente diventati presbiti ed avete sbagliato per tre volte il pin. Sono proprio gli dei che vi vogliono male.

19.6.06

Quest'anno la mia solitamente intensa attività di divoratrice di libri ha subito una brusca botta d'arresto. Saranno stati i preparativi per il matrimonio e le ore spese a tagliare le partecipazioni col taglierino o quelle passate a impacchettare le bomboniere. Sarà stato che dopo aver minacciato di presentarmi negli uffici della c o n d é armata di kalasnikov alla fine i giornali di moda a cui mi sono abbonata arrivano con una certa puntualità.
Durante il viaggio di nozze comunque, complici le 10 ore e 30 di aereo, le 12 di pulman, le attese nelle stazioni e le ore passate sotto l'ombrellone, mi sono sbizzarrita.
Narciso e Boccadoro mi aveva chiamato dal banco delle offerte al supermercato. L'ho portato in vacanza credendo fosse un terribile mattonazzo, sicura che presa dalla disperazione delle ore di attesa avrei trovato la forza per leggerlo. In realtà è un libro molto piacevole, che mescola le dissertazioni su arte e razionalità al racconto avventuroso. Si divora in pochissimo tempo.
Traditori di tutti (Scerbanenco) invece me lo ha prestato il Marito. Un poliziesco ambientato fra Milano, Corsico e Binasco. Carino anche se sul finale in effetti un po' eccessivo.
Poi è stata la volta di La sottile linea bianca, l'autobiografia di Lemmy dei Motorhead. Questo era il libro che si era portato il Marito e ho iniziato a leggerlo storcendo il naso. Tanto più che nella mia ignoranza totale non conoscevo nemmeno Ace of Spades. E ok, Lemmy è un cazzone, ma è simpatico e non è affatto stupido. Anzi dopo aver letto il libro mi sembra anche strano che si fosse candidato proponendo come primo punto del programma la liberalizzazione dell'eroina. Cioè non mi stupisce che lo abbia fatto, visto il personaggio, ma probabilmente le motivazioni dietro il gesto non erano quelle che si potrebbero pensare di primo acchito. Comunque anche se non sono diventata una fan dei Motorhead, Lemmy è una persona che inviterei a cena.
Infine, prima di dedicarmi al bigino di storia della rivoluzione messicana sulla lonely è stata la volta di "Walkin' the dog" di Mosley. E' la storia di Socrates Fortlow, un ex galeotto che lavora in un supermercato ed ha un cane a cui mancano le zampe posteriori. Socrates è anche un po' filosofo e un po' ribelle. I dialoghi sono tutti in slang, ma basta non lasciarsi prendere dal panico e il libro si legge con grande velocità.
Le prossime letture le ho decretate ieri con un giro in Feltrinelli pre cinema. Per iniziare Maccaia, una settimana con Bacci Pagano di Bruno Morchio, dopo un poliziesco ambientato a Milano per par condicio ce ne vuole uno ambientato a Genova.
Del secondo libro non ricordo il titolo comunque è una raccolta di articoli sui grandi scandali americani scritti da premi pulitzer. Il terzo è "Tina" di Cacucci, la storia della vita di Tina Modotti.

15.6.06

Ho voglia di un drastico cambiamento di look. Penso che dismetterò il nero per qualcosa di più estivo. Appena la finisco di ammazzarmi di lavoro per fare cose che risultano inutili e soprattutto senza l'urgenza che sembravano avere.

14.6.06

Pensierini
I miei obiettivi lavorativi per l'anno venturo (concordati or ora col mio capo) mi fanno sospettare che la mia vita extralavorativa avrà una drastica riduzione.
E comunque fa un caldo porco.
Update delle 19.28: sono ancora in ufficio e si scopre adesso che il lavoro per cui mi sono sbattuta fino ad ora è parzialmente inutile, nonostante questo nessuno mi ha detto di smettere

13.6.06

Non sono una grande tifosa dell'Italia, in certi periodi della mia vita, anzi, ho apertamente tifato contro. Questioni tipo che Vicini non chiamava mai Mancini in nazionale, ma anche partito preso, se tutti tifano Italia io tifo per gli avversari. Con gli anni poi si rincoglionisce così ieri sera dopo cena divano in postazione davanti alla tv e via a guardare la nazionale. Per vincere hanno vinto, la partita però è stata alquanto soporifera, tipo che a metà del primo tempo mi stavo già mettendo lo smalto sulle unghie dei piedi avendo esaurito gli argomenti come "che cazzo di maglia ha Buffon?". Alla fine del secondo tempo avevo messo anche lo smalto sulle mani. Fosse durata ancora 5 minuti avrei iniziato a pittare anche le unghie del Marito, fortuna sua essendo la prima partita non c'erano rischi di supplementari.

12.6.06

Ok basta guardarsi intono per rendersene conto, ma è anche vero che gli episodi più significativi sono quelli che ti riguardano direttamente.
Mai come stamattina sono convinta che il Qi medio della popolazione mondiale sia subumano.
Tre episodi in tre giorni ne sono la riprova.
Anche la sfilata è andata bene. Gran successo di pubblico e si spera buoni incassi visto che il ricavato viene devoluto ad una associazione che si occupa di assistenza ai malati terminali.
A rovinare la giornata, la stanchezza accumulata e la scoperta che in due sere di saggio ho perso due oggetti e se per gli orecchini di bigiotteria può passare, per una miope come me aver perso gli occhiali ha dell'incredibile.
Domani tempesta di telefonate al teatro per vedere se almeno quelli riesco a ritrovarli.

11.6.06

La maratona
E' cominciata giovedì, con le ultime prove e le discussioni infinite per i vestiti, la corsa per Milano e il tifo per chi ballava quella sera.
Simon stava soccombendo di fronte a 10 donne che si strappavano di mano vestiti per trovare la migliore combinazione di colori. A me, manco a dirlo, con la scusa che sono alta, è capitato il vestito da confettone.
Venerdì è stata la volta della tribal trance e dell'afro. Noi venivamo dopo le ospiti che sono uscite in scena con la spada in equilibrio sulla testa e si muovevano arrotolavano contocervano e vibravano senza che la spada avesse il benché minimo sussulto. Il pezzo comunque è venuto bene e con l'afro è scattato il superapplauso, del resto contavamo sull'effetto gran gnocca con i nostri abiti.
Sabato invece l'ho vissuta peggio a causa del quoziente intellettivo subumano di una tipa che si è unita al nostro gruppo senza aver praticamente mai preso parte alle prove e ci ha scombinato le posizioni sul palco. Si è voluta mettere a tutti costi davanti e rispondeve pure male in modo arrogante. Roba che il bastone che tenevamo leggiadramente sulle spalle avremmo voluto ficcarglielo in un occhio. Comunque nonostante tutti i pasticci, il carisma di Simon ha avuto il sopravvento e tutto è andato bene.
Oggi mi aspetta l'ultimo capitolo della saga, ma trattandosi d una sfilata sono tranquilla, devo solo camminare e non devo contare o preoccuparmi di andare a tempo con qualcun altra.
Da lunedì si ritona alla vita normale. Da luglio si va in vacanza dagli impegni serali.

9.6.06

Ridendo e scherzando è già quasi un mese che mi sono sposata e dieci giorni che sono rientrata dal Messico eppure mi sembra l'altro ieri che la parrucchiera mi infilzava la testa con un milione di forcine o che il pomeriggio facevo la siesta sull'amaca con vista mar dei caraibi.
Di scrivere resoconti di viaggio non ho avuto tempo a causa delle lavatrici da fare, delle librerie da montare, dei costumi da danza da preparare e dalle prove a cui partecipare. Per non parlar del fatto che con l'arrivo dell'estate stirare è diventato ancora più un incubo di quanto non fosse prima e che nei prossimi giorni mi aspettano montagne di roba da domare o l'armadio esploderà.
Mi limiterò a una breve statistica sul viaggio di nozze, prima che sia troppo tardi per dirne ancora qualcosa.
Aerei presi: 4 (e se vi sconsiglio la Iberia, sappiate quindi che lo faccio con cognizione di causa)
Stati Messicani visitati: 3 (Chiapas, Yucatan, Quintana Roo)
Ora passate in pulman gran lusso per attraversarli: 12+5+15+6
Città maya visitate: 3 (Palenque, Chichen Itza, Tulum)
Monumento più suggestivo: campo del juego de la pelota di Chichen Itza
Accadimento più inquietante: la scimmia urlatrice nella foresta (tipo che faceva lo stesso verso del mostro di Lost)
Scorcio paesaggistico più suggestivo: Agua Azul
Giorni di pioggia incessante: soltanto uno
Giorni di pioggerelle sparse: qualcuno di più
Giorni di sole violento: 4 (compreso quello della partenza)
Componenti della coppia ustionati nonostante la protezione 30: 2
Messicani chi ci hanno detto "Italiani Messicani, stessa faccia stessa razza": tutti quelli con cui abbiamo parlato, ad eccezione delle guide turistiche
Nachos e guacamole ingurgitati: non quantificabile tendente a infinito
Miglior guacamole: quello di Palenque
Miglior birra: negra modelo
Birra bevuta più di frequente: superior
Numero di Margarita bevuti: 6
Souvenir acquistati: tanti
Il più gettonato: il portachiavi a forma di soldatino zapatista con passmontagna e mitra

8.6.06

Stamattina ho costretto il Marito a mettere la sveglia alle sette, dovevo fare le analisi del sangue. Peccato che mentre mi stavo trascinando verso il bagno sia stata fulminata dalla consapevolezza della mia storditaggine, non avevo il contenitore delle urine e consegnare una bottiglia da un litro e mezzo al banco accettazione non mi pareva carino. Quindi niente esami del sangue e sveglia prematura totalmente inutile.
Per dare un senso alla mia giornata ho pensato allora di passare dal parrucchiere a farmi mettere lo smalto in vista del saggio di danza di domani sera. Ecco, andare dal parrucchiere di paese la mattina è una esperienza mistica, la fauna è impagabile. C'era la sciura appena tornata dal pellegrinaggio parrocchiale a Cracovia Varsavia e Auschwitz che teneva banco.
La frase migliore è stata : "I campi erano tutti circondati dal filo spinato. C'era gente che quando veniva fatta scendere dal treno e capiva dove era finita si buttava sul filo spinato e moriva così. Almeno loro morivano senza dolore non come quelli nei forni." Eh beh... morire impigliati nel filo spinato deve essere una goduria.
A parte l'intermezzo ludico, da segnalare le mie movenze fantozziane per non rovinare la tripla copertura di smalto mentre con borsa zaino del pc badge aziendale e chiavi della macchina in mano mi dirigevo in ufficio.
Comunque ora ho delle fantastiche unghie alla morticia addams.

7.6.06

Ieri era il giorno del demonio e giustamente la casa pareva posseduta.
Al di là del fatto che il nostro sciacquone è sempre più intraprendente e decide lui quando è il momento di fare scendere l'acqua, il faretto del bagno ha pensato bene di esplodere facendo un bel corto con scintilla e privandoci della corrente.
Poi far ripartire la corrente è stato tutta una barzelletta con me che facevo la spola telefonica fra il Marito e l'elettricista. C'era un interruttore nascosto in cantina di cui non conoscevamo l'esistenza, alla fine l'abbiamo scovato.
Già che c'ero ho pensato di convocare l'elettricista per vedere se può spostarmi un interruttore che intelligentemente abbiamo murato senza renderci conto che era l'unico che accendeva la luce sopra i fornelli. C'è bisogno di dirlo? "Passo per le nove" sono le classiche ultime parole famose, sono qui che aspetto invano. Credo che murerò un anello al muro per inserirci una torcia e rischiarare ulteriormente la zona cucina, mi sembra la cosa più semplice.Ho perso l'abitudine alla caccia all'elettricista, l'attesa mi prova. Argh!

6.6.06

Per chi non sapesse cosa fare nelle serate di giovedì venerdì e sabato, tipo per chi fosse proprio alla frutta, magari in crisi per la fine della seconda serie di Lost e Desperate Housewives, senza un blockbuster nel raggio di 200 km, consiglio di recarsi all'auditorium Pime in via Mosé Bianchi a dare una occhiata al progetto Zagharid e dintorni dove si terrà una "Mini rassegna sulle realtà sommerse della Danza Orientale in Lombardia".
Il programma si trova sul sito www.zagharid.it. Il costo dell'ingresso è 15 euro, ci sono anche dei laboratori e un mercatino etnico.
Se poi chi mi conosce vuole farsi delle grasse risate sappia che
venerdì sera presumibilmente dalle 22.15 in poi, ballerò un pezzo di tribal ed uno di afro
sabato sera invece dalle 21.15 in poi sarò vestita come un confettone perlinato e come una vedova siciliana e ballerò con il gruppo del mitico Simon

5.6.06

Stamattina mi sono svegliata con un herpes sul labbro inferiore, non ho manco fatto in tempo a rientrare in ufficio che già è comparso il simbolo dello stress da sveglia mattutina.
Per iniziare bene sono stata sfrattata dal mio ufficetto triposto e sono ritornata nello stanzone delle sviluppo. Il capo per farmi digerire meglio la cosa mi ha detto che le mie consegne per oggi sono di riprendermi dal rientro in ufficio. Io eseguo, quindi eccomi. Da domani sarò presa dal turbinio del megaprogetto quindi meglio approfittarne.

2.6.06

Oggi abbiamo montato la libreria Booksworm. E' stata una odissea ma adesso c'è una fantastica sigma appesa al muro.

1.6.06

Ecco uno ritorna dalle ferie e trova nella posta tre numeri di vanity fair, l'avviso di scadenza della rata del mutuo e il bollettino per pagare l'ici. Mi sembra giusto.

31.5.06

Dopo le piogge di Merida siamo passati ai cieli grigi di Playa del Carmen e di lì al resort del pirata, poco più sopra, sulla strada per Cancun.
Anche se il tempo non era dei migliori abbiamo fatto tutto quello che c'era da fare, dormire mangiare e pisolare sui lettini sulla spiaggia e nell'amaca sul terrazzo.
Abbiamo anche visto Tulum dove più che le rovine a farla da protagoniste erano le iguane.
Fortunatamente sul finire del viaggio è arrivato anche il sole, quello forte, prepotente, quello che anche se stai all'ombra della palapa ombrellone alla fine sei rosso come un gambero.
La riviera maya ha delle spiagge eccezionali, di sabbia finissima, con un mare azzurro intenso. Purtroppo però manca una strada litoranea, uno viaggia sulla statale 307 e di tanto in tanto fra l'intrico di mangrovie appare il cancello di una qualche lussuoso resort e si apre una strada verso il mare. Sembra, e temo che lo sia, che la bellezza del posto sia riservata solo ai turisti.
Per tutti gli altri strade polverose o qualche struttura in rovina lasciata in piedi dall'uragano wilma.
Dopo 5 giorni di paradiso azzurro e bianco uno stremante viaggio di 24 e passa ore ci ha riportato ad una casa in rivolta per l'assenza prolungata dei suoi proprietari. Nei prossimi giorni fra una lavatrice, una passata di aspirapolvere ed altro seguiranno aggiornamenti e qualche foto.

24.5.06

La stagione delle piogge quest'anno e' cominciata con un certo anticipo. Per dire, fuori dalla vetrina dell'internet cafe' c'e' una pozza che sembra la fossa delle Marianne. Dovremmo uscire a cena, ma siamo bloccati qui per il momento.
Siamo a Merida, Yucatan, una bella cappa calda e umida che ti avvolge, quando non piove. Quando piove invece bisogna armarsi di pazienza maya e infradiciarsi con stile oppure aspettare sotto la prima tettoia che si trova in zona.
Oggi abbiamo visto Chichen Itza. Molto interessante, una figata per dirla in breve. All'inizio l'idea di un tour guidato mi aveva innervosito soprattutto trovandomi in mezzo a comitive piu' o meno rumorose, ma poi la nostra guida un messicano brizzolato di cui non sono riuscita a captare il nome, si e' rivelata molto molto brava e anche le questioni numerologiche/ astrologiche/ simboliche acquisivano il loro interesse. Roba che quando le avevo lette sulla guida mi era cascato il naso fra i due lembi della lonely ed avevo iniziato a russare.
Per la cronaca qui non la smette per cui mi sa che ci infradiceremo con stile. Hasta luego!

20.5.06

Sempre Chiapas, adesso siamo a San Cristobal de las Casas. Il tempo e' grigio e ieri, al nostro arrivo, pioveva come dio la manda. Una sciura ci ha letteralmente rapito e portato nella sua posada, che fortunatamente e' molto carina e tipica ed ha un prezzo ragionevole.
Palenque era sgarruppata e un po' sporca, qui invece e' tutto lindo e tirato a lucido, molto organizzato per il turismo. Ci sono agenzie di viaggio ogni due passi che ti propongono i tour piu' disparati. Adesso siamo in attesa di partire per visitare San juan de Chamula e Zinacatan, due paesi abitati dalle popolazioni indigene con rituali religiosi un po' particolari. Rigorosamente vietate le foto se si vuole avere salva la vita. Su certe cose mi sa che gli indios non transigono.
A proposio di indios ieri siamo stati al negozio nemizapata, dove gli oggetti acquistati servono a finanziare la causa zapatista. Inutile dire che adesso anche io ho il portachiavi fatto a forma di sub comandante marcos con il mitra in mano. Bellissimo.

18.5.06

il 1300esimo post di questo blog lo sto scrivendo da un internet point di palenque, chiapas.
Il viaggio e' andato bene, anche se 10 ore e mezza di volo sono penso il mio limite massimo. O comunque lo sono su di un volo della Iberia che ha un servizio veramente tirchio. Roba che se vuoi vedere il film devi comprarti le auricolari.
Cancun credo aspiri ad essere la las vegas del messico, o forse solo rimini, io non sono stata in nessuno dei due posti. Comunque e' orribile e piena di hotel di dimensioni colossali. Il piu' brutto e' l'hilton costruito a foggia di monumento maya. fortunatamente siamo rimasti solo un giorno scarso in attesa del bus per il chiapas.
Il Chiapas e' bello e decisamente autentico. Case basse, colorate, casino per strada macchinoni, macchine scassate. Tra parentesi non ho mai visto tanti maggioloni come in messico. Palenque in se' non ha nessuna attrattiva particolare se non il fatto di essere vicina alle rovine ed alle cascate, ma e' molto messicana e mi piace parecchio.
Oltre alle cascate e alle immancabili rovine oggi abbiamo fatto l'esperienza extrasensoriale di andare a El Panchan, il villaggio frikkettone vicino a Palenque, immerso nella giungla. Cercavamo il ristorante vegetariano, siamo finiti in una capanna sconnessa, con amache appese ai pali ed un tavolaccio, dove un canadese che chiaramente si era appena alzato dal letto, ci ha fatto un bel piatto di riso e fagioli. (Nota per il Mulo, cosa ci facevi coi capelli biondo platino nella giungla a cucinare riso coi fagioli?). Nella comune c'era l'unico italiano incontrato fino al momento, un sardo coi rasta.
Domani partiamo per san cristobal de las casas. sulle note di Billie Jean di Micheal Jackson cedo la tastiera e la connessione al Marito (miii che impressione).
Hasta luego!

14.5.06

Questo blog è in Luna di Miele. Ci sentiamo al ritorno. E a costo di essere ripetitiva e mielosa : Grazie a tutti!!!