12.7.04

Stamattina Giuliacci al termine delle previsioni meteo si e' sentito in dovere di precisare che tali previsioni erano state fatte con la tecnologia più avanzata, basandosi sui modelli matematici più all'avanguardia ed avvalendosi della consulenza di 15 espertissimi fisici dell'atmosfera.
Porca la miseria nonostante questo hanno ciccato: doveva essere nuvolo, ma senza pioggia invece sta piovendo! Manco a dirlo sono in moto e non ho il kway!
Venerdi'
destabilizzazione.
Lei era bellissima. Con quel vestitino giallo leggero con il colletto e le maniche arricciati, gli anfibi ai piedi, i capelli sciolti e il basso a tracolla. Era bella quando sedeva alla tastiera o quando accennava un passo di danza. Era bella commossa per l'entusiasmo del pubblico. Sullo sfondo di villa Arconati, prima ancora della musica che poco conoscevo e comunque mi è piaciuta, dei BlondRedHead ricorderò il fascino e la voce di Kazu Makino.

11.7.04

Sia come sia una domenica di relax io non riesco ad averla. Se resto mi tocca il pranzo di famiglia che almeno mia zia sapesse cucinare, se vado mi tocca il senso di colpa. Fanculo.

9.7.04

il mio capo legge i fumetti e stamattina mi ha offerto il caffe', probabilmente e' meglio di altri capi che ci sono in circolazione, cio' non toglie che non fornisca mai risposte alle mie richieste.

8.7.04

Prenotati biglietti per Parigi.
Ieri visto che l'architetto non ne voleva sapere di richiamarmi al telefono ho fatto un salto direttamente in studio. L'ho trovata impegnata in un fitto conciliabolo con due persone che si sono rivelate poi madre e figlio.
Sulle poltroncine nell'ingresso un ragazzo con un filo di schiuma alla bocca ascoltava i discorsi che provenivano dal concicliabolo, ridacchiando in modo chiaramente isterico.
Dall'interno dell'ufficio:
FIGLIO: Il problema e' che questa stanza e' TROOOPPO grande e un calorifero non basta, bisogna sdoppiare sdoppiare SICURAMEEENTE.
MADRE: ASSOLUTAMEEEENTE va sdoppiato e a ciascuna meta' vanno aggiunte almeno una o due unita'
ARCHITETTO: eh si': una o due?
MADRE: direeeei almeno due.
FIGLIO: due di qua e due di la'. E poi per la predisposizione al condizionamento bisogna ASSOLUTAMEEENTE che l'ingegnere mi dica quanti BTU sono necessari.
BLA BLA BLA....
Dopo tre minuti avevo la schiuma alla bocca pure io e guardavo con aria comprensiva il ragazzo accasciato sulla poltroncina ormai in preda alle convulsioni.
Ecco, io non oso immaginare cosa possa essere una riunione condominiale per decidere che so... il colore delle tende da sole...
O mi metto a coltivare sostanze stupefacenti sul terrazzo onde alleviare le mie sofferenze o mi compro un fucile per narcotizzare gli elefanti e sparo a mr BTU.
Credo che in questo ufficio sia giunto il momento di proporre la marjuana a scopo terapeutico. Saremmo tutti piu' rilassati e il numero di puttanate scritte nel codice rimarrebbe costante.
Giove Pluvio, quel bastardo, studia le mie mosse.
Vado a mangiare? La pioggia comincia nel momento esatto in cui sto pagando il conto, giusto per quei dieci minuti che bastano a bagnarmi la sella della moto e accompagnarmi in ufficio.
La mattina mi alzo assonnata? Tempo di arrivare in garage, estrarre la moto mettermi in strada e via la pioggerella infida.


update: come volevasi dimostrare mi sono alzata per uscire dall'ufficio e sta venendo giu' una ramata d'acqua.

7.7.04

Oggi mi sono concentrata troppo. Era da un po' che non mi succedeva di dover impegnare cosi' serratamente il mio neurone stanco. La cosa trsiste e' che comunque la mia concentrazione non era volta ad un atto cretivo, ma a sviscerare la logica di un software scritto da un altro. Non chiedo tanto. Vorrei solo che la consunzione del mio neurone fosse dedicata a qualcosa di piu' interessante.

6.7.04

Call center boy: Ok allora mi aggancio al tuo pc e ti disinstallo l'antivirus, poi installo la versione nuova.
Io: Ok
CCB: Ah ah vedo Kil Bill sul tuo desktop, anzi vedo Bill... come mai?
Io:Perche' e' un uomo fascinoso, mi sono innamorata.
CCB: Ah una novella Uma Thurman.
Io: (sospirando) Magari!
CCB: Mah non so a me Uma Thurman come tipo non piace. Dopo Kill Bill poi.
Io: Beh ovvio che non ti piace: hai paura! (e adesso installami questo cavolo di antivirus)
CCB:(un po' scornato) forse si'...
Ieri mi sono trovata seduta a fianco di un errore di qualche tempo fa.
E sono riuscita ad ignorarlo.
Come fosse trasparente.

5.7.04

Ci metti un mese e passa per leggere un libro e poi in un we ne fai fuori due a tempo di record.
Memorie di Adriano della Yourcenar l'ho trovato onestamente pesante, forse qualcosa mi e' sfuggito.
Amiche di salvataggio e' un libro da spiaggia e infatti mentre tentavo di disidratarmi sui ciottoli della spiaggia sotto casa ne ho letto buona parte. E' un libro da donne, un libro sulle angosce delle donne e ti lascia un piacevole senso di comunanza: ma allora non sono la sola sfigata, la sola paranoica. E soprattutto ho ancora qualche anno di tempo per avere ansie da zitella.
Il libro di simona su Curtney Love invece l'ho divorato seduta sul pavimento del corridoio di un IC, mentre tornavo a Milano domenica sera. E' stato come rivivere all'epoca dei miei 18 anni.

3.7.04

Sabato mattina, un week end in terra natale alle porte da suddividere fra genitore uno, genitore due, amici e possibilmente mezza giornata al mare.
In strada al posto della macchina un banco del mercato che vende fasce del dottor Gibaud false.
Per un attimo la speranza di scorgere fra le pancere il retrovisore della Micra. Vana.
Il comando dei vigili è raggiungibile insinuandosi fra il banco dei formaggi, dove anziane signore con borse con le rotelle si contendono a suon di gomitate l’ultima forma di pecorino, e il banco del fruttivendolo, dove i tre proprietari stanno facendo a gara a chi urla più forte per sponsorizzare i meloni.
Il comando dei vigili di zona ti indirizza all’ufficio rimozioni del comando centrale, il quale dopo averti prelevato a mezzo bancomat 100 euro dal conto corrente ti svela ove la macchina sia custodita.
Dopo un paio d’ore di giri imprevisti sei nella confortevole sporcizia dell’abitacolo della micra e puoi finalmente puntare il muso in direzione Genova.
In tutto questo non sei andata dal piastrellaio per ordinare i decori da mettere nel tuo futuro bagno: a spanne con il prezzo della multa ci sarebbero uscite almeno la metà delle piastrelle decorate necessarie.
Se casa tua sarà sciatta potrai sempre dare la colpa al dottor Gibaud.

2.7.04

Ladies Killer.
Metti che una sera decidi di andare al cinema con una amica. Ciascuna di voi invita un ragazzo. A distanza di poche ore uno dall'altro i rispettivi amici vi bidonano.
Metti che mentre vi sedete al bar per un happy hour improvvisamete manchi la luce su tutta la via. Il cocktail con fragole frullate che avevi ordinato non si puo' realizzare per cause tecniche, cosi' decidete di darvi a cocktail piu' "seri" un cuba libre e una piña colada. Metti che sia il caldo o che il target medio del bar siano studenti in fase maturita' e il barista ci vada giu' duro con il rum.
Quando vi alzate vi gira la testa e cominciate a nutrire dei sospetti riguardo ai semini di cui erano cosparse le tartine.
Metti che vi avviate verso il cinema ridacchiando di cose insulse e quando arrivate scoprite che anche li' manca la corrente ergo il film non sara' proiettato.
Metti che non vi resta che tornarvene a casa anche a rischio di ritiro patente.
Ecco, poi e' normale che una si senta un po' sfigata.

1.7.04

Nella mia cartella di posta personale ho una sottocartella per ciascun amico o per ciascun gruppo di amici. A volte mi capita per errore di clikkare sul subfolder contenente le mail di un ex ed essendo fondamentalmente masochista, di rileggerne alcune facendomi a seconda dei casi del nervoso o del male.
Per meglio gestire le mie crisi di masochismo ho deciso di raggruppare tutte le suddette cartelle sotto il nome exFidanzati.
E' grave?
News dal quarto piano.
Goodbye Mary
Ce l'ho quasi fatta, come un highlander sto per compiere due anni in foresteria.
Fra rulli di tamburo e squilli di fanfare sto per ricevere lo scettro di Lunga Resistenza e Votazione al Martirio.
Ho vissuto con un coinquilino incivile che non faceva le pulizie, invitava le amanti a casa e mangiava solo roba fritta, ma non c'era quasi mai e quando c'era era un ottimo compagno di bevute.
Ho vissuto con coinquilini che sono diventati amici.
Ho vissuto con coinquilini che sono stati fantasmi che incrociavo incidentalmente negli spazi comuni.
Ho vissuto con coinquilini la cui ingombrante presenza di rompicoglioni rendeva difficile ignorare la loro esistenza.
In the meantime mi accontento di un traguardo intermedio: liberarmi della rompicoglioni per eccellenza. Ciascuno di noi ha la sua Mery Terry, la mia nella fattispecie si chiama Mary e venerdi' si mettera' in viaggio per la sua citta' natale.
Mary e' laureata in ingegneria biomedica, ma il suo sapere pare esteso a tutto lo scibile umano. Dalle operazioni a cuore aperto alla costruzione di un grattacielo passando per la messa in orbita di un satellite, lei sa tutto e puo' criticare tutto, perche' lei e' laureata in Ingegneria.
Lei e' anche una Donna in Carriera, in perenne competizione con il fidanzato Accenturizzato. Lei e' stata assunta per progetti chiavi in mano, ma come tutti noi e' finita a spalare merda dal cliente in un tristissimo body rental. Non abbandona le scene sul carro del vincitore tornando a casa manager rampante, ma semplicemente perche' il cliente ha deciso di tagliare i consulenti. Ma lei e' una Qualified Consultant e lo specifica nella firma delle mail.
Mary ha fatto anche qualsiasi tipo di sport dalle immersioni al paracadutismo, ma ora come ora nonostante la panca per addominali, la cyclette e i manubri per i pesi la sua silohuette e' alquanto tondeggiante, un giro come passeggera sulla moto del fidanzato le causa dolori di schiena per una settimana.
Inoltre date le sue forme abbondanti Mary soffre il caldo e vorrebbe convincere noi coinquilini a dormire con tutte le porte e le finestre aperte per creare corrente, si incazza quasi del fatto che noi si voglia conservare la nostra esigua privacy a costo di soffrire il caldo.
Mary e il suo fidanzato fanno sempre tutto assieme, vanno anche dallo stesso parrucchiere per non separarsi nemmeno per un minuto. Una volta mi e' successo di accompagnare il mio fidanzato dal parrucchiere e per un momento ho pensato al suicidio rendendomi conto che mi stavo Maryzzando.
Mary per il suo fidanzato e' l'investimento e pare che questo per lui sia il migliore dei complimenti possibili.
Comunque sia Mary e il suo fidanzato stanno per trasferirsi definitivamente lontani da Milano: urra'!
Per la cronaca

L'uomo Vodafone si distingue dall'uomo comune per l'approccio alla soluzione dei problemi:
a) la soluzione piu' lineare viene scartata a priori,
b) fra le restanti opzioni (tutte alquanto tortuose) si avra' un ping pong decisionale da stordire i volta bandiera piu' scafati,
c) nessun documento scritto verra' messo in circolazione in modo da poter ritrattare ad ogni istante quanto stabilito in precedenza.

30.6.04

ARgh! Il servizio on line delle poste italiane permette di pagare pressocche' qualsiasi bollettino postale purche' sia premarcato. Ovvero qualsiasi tipo di bollettino fuorche' quello che devo pagare io. Ovviamente l'ICI si potrebbe pagare online, ma la gente si ostina a fare la coda. Stamattina alle 8.30 la coda all'ufficio postale vicino a casa mia usciva fuori dal cancello e si inoltrava sul marciapiede. Ed io mi devo sbattere per sborsare dei soldi. No words.

29.6.04

Ogni volta che mi devo relazionare con la ASL penso sempre di chiedere i danni morali per quello che mi succede.
Stamattina al centro vaccinale internazionale nell'ordine:
a) il contatore che indicava il numero a cui erano arrivati nel ricevere le persone era avanti di 30 posizioni (io avevo il 59 e vedendo che stavano ricevendo il numero 50 mi sono fermata fiduciosa per poi scoprire dopo 30 minuti che erano appena al 32);
b) c'era un unico dottore a fare i colloqui per decidere quali vaccinazioni il paziente doveva eseguire, sui 4 abituali;
c) chi aveva colloquiato con il medico ed era in attesa di essere vaccinato non veniva vaccinato perche' il pc su cui dovevano registrare la vaccinazione si era rotto (temendo tumulti gravi hanno poi allestito una sala vaccinazioni parallela).
d) la cassa automatica che serviva per pagare il ticket si e' rotta (c'e' da dire che hanno sportivamente accettato che si facesse un versamento alla posta e che si inviasse in seguito il fax).
Ora ingresso in via Statuto ore 8.30 ore uscita 11.30. E mi manca ancora l'antitetanica. ARGH!!!

28.6.04

Gigantic

Io e LiveFast abbiamo idee confuse riguardo alla geografia e soprattutto concetti diversi riguardo ai punti cardinali, io continuo a chiamare l'uscita di Assago Famagosta, nonostante questo riusciamo ad incontrarci all'ora convenuta.
Andare ad un concerto su di una bella macchina sportiva e pranzare sul lungo lago a Ginevra probabilmente e' poco indie, ma del resto altro non siamo che nostalgici in viaggio verso il concerto della reunion di una band, anzi della band.
L'Arena di Ginevra e' una costruzione incastrata fra l'areoporto e la fiera, ci si mette un po' a capire in quale degli svariati edifici effettivamente ci sia un auditorium. E' tutto molto svizzero ed ordinato.
I cancelli aprono alle 18, noi alle 16.30 siamo gia' li' davanti. Il pubblico e' vario e ci sono tanti ragazzini, gente che i Pixies deve averli scoperti rovistando fra i CD di qualche fratello maggiore.
Una volta entrati, superate perquisizioni e folle di ragazzine che ti tirano dietro campioncini piu' o meno inutili, nonostante la mia totale incapacita' di stimare ad occhio le superfici calpestabili, mi ritrovo a pensare che l'Arena sia poco piu' grande del Rolling Stone di Milano.
Il "place assise" del biglietto e' in gradinata ed io per un momento vorrei andarmi a inchiodare sulle transenne sotto il palco per averli poi li' a mezzo metro di distanza, ma il posto e' cosi' piccolo che chi ce lo fa fare?
Il colpo d'occhio iniziale dalle gradinate e' un po' deludente: il concerto non sembra per nulla sold out, c'e' un nutrito gruppo davanti al palco, ma sui lati c'e' poca gente.
Nell'attesa che qualcosa accada ci troviamo a fare una discussione filosofica su entropia dell'universo e omogeneizzazione sociale, quando guardiamo di nuovo giu' ci rendiamo conto che in un momento x la gente e' affluita da chissa' dove e piuttosto che sold out il posto sembra over sold.
La band di supporto e' un oscuro gruppo svizzero che o non si presenta o lo fa in francese e percio' io non capisco... due chitarre, basso, batteria suonano bene, nulla da dire, ma io sto aspettando i Pixies e loro non stanno suonando nulla di nuovo.Anche il resto del pubblico non e' molto partecipe.
Quando finalmente i tecnici preparano il palco e scoprono la batteria di Dave Lovering, visualizzo la mia futura casa: un salotto deserto con al centro la grancassa fondo nero con la P bianca sopra, prima le cose importanti altro che cucina con cappa aspirante.
Ho letto in giro i commenti al concerto di Imola, sono preparata al fatto che Kim Deal sia ingassata, i ragazzi italiani che abbiamo davanti( sono di Catania, sono arrivati fin qui con il camper e in questo mi sento sollevata perche' c'e' qualcuno piu' coglione di noi) dicono che nei concerti scaricati da internet la voce di Frank Black non e' piu' la stessa.
Arrivano e Kim Deal effettivamente e' una grassa matrona con pantaloni neri e t shirt rossa: se non imbracciasse il basso la vedresti tranquillamente sul retro di una villetta a schiera della periferia di Los Angeles a stendere i panni e rincorrere i marmocchi.
Frank Black forse e' ingrassato, ma la differenza non si nota.
Partono con Gauge Away, seguita a ruota da Debaser. Perdo coscienza di me stessa, i Pixies giganteggiano sul palco.Le mie tonsille minacciano di abbandonare la mia gola per protesta a causa delle troppe urla che sto lanciando. Frank Black cranio pelato e pancia tonda non avra' avuto l'appeal generazionale per diventare un'icona come Kurt Cobain, ma ha una voce eccezionale e gli anni non l'hanno cambiata.
Le canzoni di Doolittle le suonano quasi tutte,fra le altre ricordo Velouria Is she weird, Where is my mind. Gigantic la suonano nel primo bis. L'ultima canzone e' il bis di Waves of mutilation.
Sul finale alla faccia del posto a sedere siamo tutti in piedi anche sulle gradinate.
Poi ad un certo punto le luci si accendono, i bis sembrano finiti, il pubblico comincia a scemare verso le uscite. Noi restiamo li' a fischiare e urlare per qualche istante, ma poi il concerto e' proprio finito e c'e' ancora tutta la strada fino a Milano.
Non ho visto tanti concerti, quindi il campione e' limitato, ma questo di diritto balza in vetta alla classifica fra i concerti piu' belli della mia vita.
Gigantic gigantic gigantic

25.6.04

Ore otto e trenta, dopo adeguato training decido di affrontare la telefonata all'associazione con cui andro' in Guadalupe per chiarire che non mi chiamo Genevra Banoeio. Non appena la signorina del call center mi mitraglia contro a velocita' supersonica la classica frasetta di benvenuto recedo dal proposito di sostenere la conversazione in francese
-Est-ce que vous parlez l'anglais?
-Oh, non... (costernazione)
-Donc je essaye de parler français, mais mon français n'est pas bon.
La frase risulta convincente, sospetto piu' per la pronuncia che per il contenuto: mi passano una ragazza che sa l'inglese.
-Gi aI eN I Vi aR eI
-Ok, I repeat: Gi aI eN I it's a B? like Beatrice?
- no it's a V like like... (Velouria? desisto non penso che sia una fan dei Pixies)... ok in french I suppose it's a Ve...
Si accettano scommesse per vedere cosa ha prodotto questa sessione di spelling, si spera qualcosa di meglio della precedente.

24.6.04

Avvertenza il seguente post tratta as usual dei fatti miei e li prende come spunto per una tirata contro il genere maschile tipico di una zitella inacidita.

Analogie.
Lunedi' scesa dalla moto e recuperato il cellulare ho trovato un sms. Il mio ex mi scriveva: "ciao. che ne dici di vedere la partita assieme domani? so che sei gia' impegnata con Yama, potreste venire tutti a casa mia. altrimenti poi ci vediamo io e te a 4 occhi per una birra.ciao teo."
(n.d.r. Yama e' l'amico comune che ci ha fatto conoscere)


Ho vissuto momenti di profondo panico, per la serie oddio forse ci ha ripensato mi vuole rivedere... e adesso che faccio? sono felice? voglio ricominciare da zero con lui? oppure questa agitazione, questo compiacimento sono solo istinto di vendetta per la serie BastardoTiSeiAccortoDiCosaHaiPersoAdessoSaraiTuAStareDiMerda?
Il tragitto garage casa mi ha riportato alla ragione, l'invito era stato fatto prima agli amici comuni e una volta saputo che erano impegnati con me allora e' stato esteso a me.
Una telefonata ha confermato i miei sospetti e ha chiarito che l'invito per una birra era comunque un proforma. Mi ha dato anche l'occasione per sottolineare che stavo faticosamente recuperando la mia serenita' e non avevo alcuna voglia di guastarla andando a casa sua a vedere la partita in veste di amica.

Ieri sera M. mi ha detto che le era successa praticamente la stessa cosa col suo ex, il quale l'aveve invitata a vedere a casa sua assieme ai suoi amici la partita di venerdi'.

Beh io mi domando e dico... ma che cavolo hanno gli uomini nel cervello? Pigne? In base a cosa si aspettano che dopo averci fatto stare da cani (perche' a prescindere dalla forma comunque ineccepibile dell'abbandono sempre di abbandono si tratta) noi si abbia ancora voglia di soffrire? Di mettere da parte i sentimenti e fingere che si e' amici e si sta bene?
Un minimo di tatto no? Bisogna mettere i cartelli?
Sillabare nella cornetta ma V-A-eFfe-eFfe-NCUUUUULOOOOOOOOOOOOO?
Evidentemente e' l'unica soluzione, la prossima volta la applichero', perche' si sa siamo noi donne ad avere le palle. La decisione l'hanno presa loro, ma siamo noi a doverla mantenere.
Questione di tempismo.
Mi ha chiamato il mio capo, mi ha proposto di andare a lavorare a Torino su di un progetto di durata di due anni.
A me che ormai sono di Milano quando ci sarebbero almeno tre persone di mia conoscenza con competenze similari che pagherebbero per ritornare a lavorare a Torino.
No words!
E mi si e' pure rotta la linguetta della cerniera dei pantaloni.
Il fantastico mondo della formazione.
Ho chiesto al mio capo di seguire un corso di progettazione db relazionali.
Sono stata spedita ad un corso dall'imbarazzante titolo "Essere consulente".
Questo secondo me e' l'indicatore perfetto della serieta' di una certa parte del mondo della consulenza informatica: non ti do' gli strumenti tecnici per fare bene il tuo lavoro, ti insegno come figheggiarti e raccontare palle.
Ed e' una filosofia di vita perche' tra le doti del consulente c'e' anche quella di autoformarsi, per la serie aiutati che Dio ti aiuta.

21.6.04

Darts Of Pleasure

You are the devil that sells a line of dark fantastic passion.

I know that you will surrender.

You can feel my lips undress your eyes. Skin can feel my lips, they tingle tense anticipation on it. This one is an easy one, feel the word and melt upon it. Words of love. Words so leisured. Words are poisoned darts of pleasure.

Varie ed eventuali.
No comment sulla partita dell'Italia. All'uscita dal mazda palace Yama ha appallottolato bandiera e trombetta ed e' uscito con l'espressione di chi si trovava li' per caso.

Ritratto anche gli elogi alla ASL di Milano: gli orari segnalati sul sito sono sbagliati e quando uno telefona nell'orario indicato dalla segreteria telefonica o non ti rispondono o lasciano il telefono staccato.

Programmi per il prossimo mese:
Domenica CONCERTO DEI PIXIES!!!
We 17-18/7 gita alla valle delle Meraviglie assieme alla mia famiglia adottiva francese.
We 24-25/7 ascensione alla Capanna Margherita: stai a vedere che quest'anno riesco a inaugurare picozza e ramponi.

18.6.04

Yama e' attrezzatissimo: bandierona dell'Italia formato lenzuolo matrimoniale, bandiera dell'Italia formato lenzuolo a una piazza, sciarpa dell'Italia e trombetta da stadio. Io continuo ad avere dei dubbi sul fatto che al mazda palace ci sia uno schermo gigante. Vorra' dire che al massimo strombazzeremo nelle orecchie dei suoi vicini della Saronno bene. Detto fra noi io un po' mi vergogno.
ore 21.40 stazione di Lambrate:
fra concerto jazz in cascina sulla via emilia e dvd scelgo ad ogni buon conto una birra al birrificio.
Il locale e' stipatissimo di gente che tifa sfegatatamente Croazia, una rapida occhiata allo schermo mi rivela che non e' un bus di croati in trasferta, ma solo una folla di italiani medi che stanno tifando contro la Francia. La mia novella francofilia mi pone problemi di coscienza calcistica... decido di indossare la maschera della superiorita' tifo per la nazionale, ma non contro gli avversari (chi non mi ha visto allo stadio potrebbe anche crederci).
Usciamo con le birre e ci sediamo sulle moto: L. mi stupisce sempre, fra gli svariati miliardi di cose in cui si cimenta per un anno ha fatto anche kayack. Mi ha consolato molto sulle mie perplessita' riguardo alla vacanza da poco prenotata: ribaltarsi con un kayack da mare e' praticamente impossibile, anche volendo. Inoltre si e' offerto di darmi ripetizioni: acciocche' io possa solcare i mari della Guadalupa con fare spigliato mi dara' lezioni sulle acque melmose dell'idroscalo. Cosi' potro' anche verificare l'efficacia del super repellente anti-zanzara delle Antille, se le zanzare dell'idroscalo non mi pungeranno potro' andare tranquilla ai tropici.

ps. oggi alla ricerca delle vaccinazioni consigliate per il mio viaggio mi sono imbattuta nel sito della ASL di Milano: molto ricco di informazioni utili.

17.6.04

Erano secoli che non guardavo la tv con una certa regolarita'. Adesso, colpa degli europei di calcio e di come una partita sia il sottofondo ideale per le faccende domestiche quali il cambio stagionale dell'armadio, mi trovo con insolita frequenza col telecomando in mano. Mi sono "appassionata" (da leggersi: ho visto 2 puntate ) ad un telefilm abbastanza sconcertante "Six feet under". Racconta le vicende di una famiglia che ha una azienda di pompe funebri. In realta' a parte lo spunto dell'insolita professione con qualche cadavere in fase di restauro in primo piano e l'incredibile frequenza di baci omosex le storie sono sempre le stesse rapporti di coppia, adolescenti in crisi, problemi di lavoro, tutto senza capo ne coda.
Riflessioni esistenziali.
DG. dice che se la smettessi di fare tutto da sola senza chiedere aiuto per non disturbare, sarebbe meglio.
Non che le cose non mi riescano e non mi riescano anche bene (quasi sempre), solo che a furia di fare da se' e di desbelinarsi uno si aspetta che tutto il resto del mondo faccia da se' e si desbelini e magari non e' pronto a recepire negli altri il bisogno di una parola di apprezzamento o di conforto.
Forse e' vero, soprattutto e' vero che se uno fa sempre la parte di quello che fa da se e non ha bisogno di aiuto, tutti si aspettano che non abbia mai bisogno di aiuto.

16.6.04

Europei di calcio, considerazioni oziose.
Mentre in ufficio le attivita' produttive sono bloccate dalla sequenza di Totti che sputa come un lama, comunico ufficialmente che accetterei come fidanzato uno qualsiasi dei giocatori di Germania Olanda, con una certa preferenza per il portiere tedesco Kahan. Se qualcuno me lo presenta.

15.6.04

segnali
Sto quasi per prenotare le vacanze.
La domenica in campagna mi ha stressato oltre ogni dire causandomi problemi digestivi malumore e rendendomi insopportabilmente isterica. Devo aver proprio raggiunto il top della stronzaggine se ieri sera mia madre chiamandomi ha pronunciato due frasi a caso nel telefono e non mi ha nemmeno chiesto come andava la tosse (motivo del litigio telefonico della domenica sera).

14.6.04

Il viaggio che avrei voluto fare
Tutte le volte che devo spiegare perche' mi sono piaciuti un libro o un film, mi prende l'ansia da compito in classe. Invece del protocollo a righe diviso a meta' una pagina bianca del mio text editor, il vuoto nella mia testa pero' rimane lo stesso. Con i film e con i libri famosi poi e' piu' difficile, e' gia' stato detto tutto quello che si poteva dire.
Cosi' eccomi in affanno alla ricerca di parole sensate per spiegare perche' secondo me I diari della motocicletta e' film che merita di essere visto.
Non staro' a dire che e' un film molto curato, che e' aderente alla realta', che Grenado ha dato la sua consulenza tecnica, che Gianni Mina' era consulente artistico. Tutto questo e' gia' stato scritto o detto in tv (quando ero via pare sia passato in tv uno speciale sul film in cui Gianni Mina' intervistava Grenado) e puo' costituire o meno una ragione per cui uno si alza e decide di andare al cinema.
Non staro' neppure a replicare a chi mi dice che essendo una comunista (e gia' ci vuole della fantasia per definirmi comunista nonostante per stanchezza io continui a votare contro Berlusconi votando per Bertinotti) non poteva non piacermi un film sulla vita del Che, che in questo film che poi il Che sia diventato un rivoluzionario e' di importanza relativa.
Appartengo alla categoria che giudica un film in base ai tasti che riesce a smuovere nel caldorone dei miei sentimenti, dei miei sogni e delle mie aspirazioni.
Io sono irrequieta, di natura. Nonostante il mio amore incondizionato per le mie radici che sempre mi fara' sentire in pace rientrando a Genova, nonostante la ricerca di stabilita' che mi ha portato a comprare una casa a Milano, nonostante il mio DNA mi faccia a tratti desiderare la vita di una grassa matrona con 10 figli, 6 cani e 3 gatti. Nonostante tutto, nel fondo del mio animo c'e' un demone che mi punzecchia e mi fa desiderare di vedere altre cose, conoscere altre persone, vedere altri luoghi, mettere alla prova le mie capacita'.
Il Che e Grenado principalmente sono due ragazzi giovani in viaggio, un viaggio avventuroso in giro per il sudamerica a bordo di una motocicletta (finche' dura). Due ragazzi che vivono avventure picaresche, ma che sono capaci di vedere il mondo per quello che e' con le sue ingiustizie, di arrabbiarsi per quello che non va, due persone che sono capaci di grandi slanci.
Come non farsi affascinare da un viaggio come il loro? Come non simpatizzare con le loro disavventure? Come non riconoscersi nelle loro figure di viaggatori squattrinati? Come non apprezzare la loro faccia da culo?
Per chi invece preferisce viaggiare attraverso le immagini piuttosto che con lo zaino in spalla, riferisco il giudizio del mio amico Bx che di un film che parla della gioventu', del viaggio, della solidarieta' e' riuscito a dirmi: "Vai assolutamente a vederlo c'e' una fotografia fantastica" (che poi e' vero, ma nel complesso quasi trascurabile).

11.6.04

Il mio amico Diego dalla Germania mi racconta le sue esperienze di voto europeo e non.
Care amiche e cari amici,
oggi vorrei parlarvi di elezioni. No, non spaventatevi, non intendo fare un comizio, ma semplicemente raccontarvi come sto vivendo questa prima esperienza di voto all'estero. Prima di tutto una considerazione. Non saprei per le persone che vivono all'estero permanentemente e da una vita, ma per quelli che come me sono in Germania solamente per tre anni, il diritto di voto mi sembra una cosa giusta. Come residente a Stoccarda, in occasione delle elezioni europee, ho la possibilita' di scegliere se eleggere i candidati tedeschi oppure quelli italiani. Per la cronaca, scegliero' questi ultimi. Ho ricevuto a casa, in tempi diversi, alcune lettere. Prima una comunicazione del console che gentilmente mi informava del fatto che ci sarebbero state le elezioni e della possibilita' di votare qui in Germania. Indicava inoltre le modalita' di voto e annunciava l'arrivo entro il 7 di giugno di una seconda lettera in cui sarebbe stato scritto il luogo del seggio elettorale. Infine ricordava con particolare enfasi che "il voto rappresenta una occasione di integrazione, rafforzamento e valorizzazione delle comunita' italiane all'estero". Puntualmente, poco tempo dopo, e' giunta la seconda lettera che ne annunciava una terza in cui era scritto il luogo dove sarei dovuto andare a votare, salvo restando quanto indicato nell'annunciata terza lettera. Devo ammettere che il significato e l'utilita' di questa seconda lettera mi sono a tuttoggi sconosciuti. Comunque, come nelle migliori commedie americane a lieto fine, ecco giungere la terza lettera, che altro non era che il certificato elettorale vero e proprio (in realta' me la sono andata a prendere alle poste, perche' il postino non mi aveva trovato e, essendo una raccomandata, c'era bisogno della mia firma). Venerdi e sabato sono i giorni in cui potro' esercitare il mio diritto di voto.
Ma non e' tutto... molto piu' intrigante e divertente e' la storia riguardante le elzioni comunali. Ricevo, piu' di un mese fa, una lettera dalla quale capisco che devo recarmi in comune a ricevere un qualcosa che non capisco bene cosa possa essere. Giunto una mattina in comune, mi ritrovo davanti un impiegata che mi chiede se voglio votare subito o per posta. Un po'sorpreso, ma pensando che si trattasse delle elezioni europee, le dico che si', che voglio votare subito. Mi mette in mano una blocchetto in cui trovo solamente partiti tedeschi. Le sorrido e le dico che vorrei votare i candidati italiani, mi sorride e mi dice che non e' possibile. A questo punto sorgono le difficolta' di comprensione, lei non parla inglese, io male il tedesco, soprattutto quello "elettorale". Smettiamo entrambi di sorridere. Passa in quel momento un altro impiegato che parla inglese e che mi conduce nell'ufficio di un terzo impiegato che mi spiega, molto pazientemente, che si tratta di elezioni comunali, che in quanto residente a Stoccarda ho il diritto di scegliere i rappresentanti del consiglio della citta'. Non faccio in tempo a sorprendermi positivamente dell'elevato livello di civilta' della societa' tedesca (in realta' questa possibilita' c'e' per i cittadini europei anche in Italia, con la non trascurabile differenza che non e' automatico, ma che occorre fare una richiesta scritta al sindaco e alle autorita' competenti), che, orrore, vengo informato delle assurde modalita' di voto. Ho 60 voti a disposizione, che posso distribuire a mio piacimento tra i vari candidati, anche appartenenti a liste diverse, con un massimo di tre voti per ogni candidato se mi piace tanto, se invece mi piace un po' meno due voti, se lo voglio votare ma non mi convince del tutto, uno solo. Se mi sbaglio e assegno 61 voti, si annulla tutto. Il primo pensiero va al povero scrutatore che dovra' contare i voti. Il secondo, in rapida successione, al sottoscritto. Torno a sorridere all'impiegata, annunciandole che ho cambiato idea. Mi prendo un po' di tempo per riflettere... votero' per posta...
Ho assegnato la bellezza di 9 voti, equamente divisi tra tre persone.
...
Ieri,tutto fiero per aver esercitato il mio voto, ho imbucato la busta. Prima di concludere, ancora due fatti piuttosto sorprendenti. Mi e' arrivato a casa un secondo blocchetto con le varie liste. Mi e' sembrato un vero e proprio invito al broglio e ho pensato che, almeno in Italia, molti ci proverebbero. Esiste la possibilita' di delegare una persona a votare al posto tuo. Forse mi sbaglio, ma direi che in Italia, se si escludono i "pianisti" in Parlamento, e' dal tempo del fascismo che non c'e' piu' questa possibilita'!
Sms inopportuni
Constato con piacere che l'sms della presidenza del consiglio ha fatto girare le palle a quasi tutti coloro che l'hanno ricevuto a prescindere dalle idee politiche.
E' una questione di privacy. Che poi gli operatori telefonici non abbiano venduto i numeri di telefono alla presidenza del consiglio ma si siano incaricati direttamente dell'invio del messaggio non cambia molto le cose. Non stiamocela a raccontare non e' un servizio di pubblica utilita' e' pubblicita' elettorale trasversale, per recuperare i voti dell'astensionista che aveva programmato la domenica al mare. Nel mio caso fortuito il we al mare coincide con la possibilita' di andare a votare infatti nonostante la novella residenza milanese per questa volta voto ancora in Liguria. Se non fosse che mediamente l'elettorato di sinistra e' piu' propenso ad andare a votare per le europee che l'elettorato di destra e che il messaggio era volto a spingere al voto i possibili astensionisti aiutando cosi' la destra a recuperare voti, mi verrebbe voglia di non andare a votare. Ma poi penso che cosi' l'orrido messaggio farebbe comunque il gioco di chi l'ha pensato e alla fine andro' a mettere la classica crocetta inutile sulla scheda elettorale.

10.6.04

Qualunquismo del primo pomeriggio.
In Francia hanno condannato la Bardot, in Italia qualcosa per la Fallaci lo vogliamo fare?
Ieri io e Anna siamo andate a vedere Harry Potter 3. Eravamo le uniche due maggiorenni non accompagnate da pargoli ululanti. E non ci hanno nemmeno dato l'album delle figurine.

9.6.04

Hanno appeso la lavagna.
Il capo voleva metterla in un punto X della parete assolutamente equivalente al punto Y, ma ricoperto di una selezione di cartoline vacanze, cartoline pubblicitarie ritagli di giornale. Abbiamo spostato le cartoline da X a Y. Hanno appeso la lavagna.
Sulla lavagna adesso c'e' l'elenco dei cattivi (quelli che si sono licenziati)l'elenco dei buoni (vuoto), manca la scritta "Abbasso la squola", provvedero'.
Nonostante la lavagna, utile diversivo per i momenti di noia, il lavoro resta una merda in 4 ti danno 4 versioni differenti di cosa dovresti fare e indicazioni contrastanti sul punto da cui partire, senza peraltro spiegarti il perche'.
Implicazioni?
Nessuna.
Dovrebbero essercene?
Forse si'.
Voglio che ce ne siano?
Direi di no.

8.6.04

Un ex collega a cena in foresteria.
Penso che la transizione da ex collega a futuro amico sara' stroncata all'atto stesso dell'ingresso in casa. Rimanessero dei dubbi, l'esame approfondito delle stratificazioni geologiche sulla tovaglia potranno sicuramente fermare il processo. Infine le mie non doti di cuoca daranno il colpo di grazia.
Ma io non volevo convincerlo a portarmi in vacanza con lui?
Dalle retrovie suggeriscono che date le dimensioni della mia futura casa nonche' la mia disponibilita' economica forse e' meglio se compro BRAVA CASA e adatto in povero le soluzioni che trovo li'.
Ieri mentre mi aggiravo per le interminabili corsie dell'esselunga sono finita al reparto riviste: segno del mio invecchiare (oltre ai capelli bianchi che resistono indomiti alla tinta) e' che invece di comprare motociclismo o alp sono finita a comprare A.D. (Architectural Digest per la cronaca) nella speranza di trovare qualche spunto per arredare la mia futura casa.
Missione fallita. Euro 4,50 buttati nel cesso.
Comprare A.D. alla ricerca di idee per il salotto e' come comprare un giornale con reportage delle sfilate di moda sperando di riuscire a trovare l'idea per un tailleur per andare in ufficio. Impossibile ricondurre alla vita di tutti i giorni le "maison" di gran lusso.

7.6.04

Acquisto della giornata
nonche' possibile meta delle mie vacanze estive

That's incredible.
Ho appena fatto rifare il preventivo dell'assicurazione della moto a causa del cambiamento di residenza. Ero gia' pronta a scomodare tutti i santi del calendario quando la signorina Genyallod mi ha comunicato che risparmiero' quasi 100 euro all'anno.
Evidentemente il tasso di incidenti su due ruote del capoluogo ligure controbilancia e ampiamente supera il tasso di rischio di lasciare una moto incustodita in quel di Milano.
O forse nel database Genyallod non e' ancora stato inserito il dato relativo al tasso di furti con scasso della zona di Milano in cui abito.
Cose che non capisco.
Sono stata in Corsica da sola a fare trekking, e' stata una vacanza stupenda,il tempo e' stato clemente, ho conosciuto delle persone fantastiche, ma a priori non era detto. In montagna da soli non si dovrebbe andare.
Tutti, ma proprio tutti dalla mamma (ovvio) all'ex collega che non vedo da mesi, mi hanno mandato un messaggino di saluto e di in bocca al lupo. Carino da parte loro preoccuparsi per me e farmelo sapere. Lui no, silenzio, come se non esistessi. Ho preso atto: si e' liberato di me e non gliene frega nulla se cado in un dirupo in terra corsa. La vacanza ha aiutato a digerire la questione.
Ieri il telefono squilla. E' lui, ha gia' provato a cercarmi sabato sera alle 23 ( e gia' questo mi era parso bizzarro) e ieri mi ha beccato trafelata al rientro dalla spiaggia.
Vuol sapere come sto, come va il lavoro, come va la casa. Gli racconto per sommi capi.
Non so cosa sto dicendo, sto pensando che non capisco. Perche'? Perche' adesso?
Un circuito parallelo fra le mie sinapsi formula domanda di cortesia:
"e tu le vacanze?"
"parto mercoledi' per Capo Verde".
La batteria del suo telefono cede di schianto. Ci risentiamo per saluti veloci con la promessa di sua di richiamarmi poi con piu' calma.
Sono ancora in piedi in mezzo alla sala con la borsa da spiaggia in mezzo ai piedi. Fisso il nokia come se potesse darmi risposte, la mucca del display mi sorride come sempre, ma non elabora teorie sui processi della mente maschile.
Inciampo nella borsa, lancio il telefono sul tavolo, arrivo in cucina dove la mamma e' intenta a preparare la cena. Saluto. In camera apro la valigia e comincio a riempirla. La routine mi assale e dimentico le domande inquietanti.

5.6.04

Cominciano gli esodi del weekend. Il rientro a casa si fa una odissea. La cosa inquietante e' che avendo preso la residenza a Milano non posso nemmeno piu' dire "Che cazzo vogliono tutti questi milanesi di merda". Allo stato attuale dei fatti sono una milanese di merda che intasa il rientro dei pendolari genovesi. Non oso pensare a cosa sara' il rientro in citta' domani sera.

4.6.04

Allison

from distant star
to this here bar
the me, the you
where are we now?
hooray the blues
of everyone
allison

keeps a smile
around a while
he took no fright
and jettisoned
we'll go tonight
to hear him tell
"oh well"
allison
allison

and when the planet hit the sun
i saw the face of allison
allison
allison

3.6.04

C'e' un amico che abita in una casa in mezzo ad un campo. Per arrivarci devi avere fiducia che alla fine di quello sterrato ci sia qualcosa. La sua casa ha un grande giardino. Nella casa oltre all'amico c'e' una mamma molto ospitale e una gatta scorbutica che non si fa vedere. Ma quando l'amico decide che e' tempo di fare festa, intrepidamente, nonostante l'inflenza fuori stagione, si fa festa. E arrivano tante persone simpatiche, ciascuna con qualcosa da mangiare o da bere, ma soprattutto ciascuna col suo carico di simpatia. E nonostante le "condizione meteo avverse" si fa festa, si ascolta musica, si canta stonati dietro alla chitarra. E a sera tarda, quando finalmente la luna si e' decisa a fare capolino dietro le nuvole, con un pelo di malinconia si saluta e si ritorna a casa.
Grazie.
Prendere la moto e zigzagare nel traffico di Milano giungendo infine in una anonima traversa di un vialone che porta fuori citta'. Posteggiare la bistrattata Baby e lasciarla col timore di non rivederla piu'. Incontrarsi con il signor A, essere condotti nella "sala rossa", essere raggiunti dall'Ing. R. Siglare le 7 facciate, apporre una firma nell'ottava. Estrarre il libretto degli assegni e scrivere un assegno. Sentire l'Ing. R. che racconta penosissime barzellette sulla categoria,essere aiutata ad indossare il giubbino della moto, stringere la sua mano sudaticcia. Uscire. Il tutto in trance.

1.6.04

Ahhrggggg
Stamattina mi e' caduta Baby e si e' "sbucciata" lo specchietto.
Sto per andare a firmare il compromesso.
ribadisco: ARGHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!

31.5.04

Vita da ufficio.
Spiazzarli con il candore. Ho appena perso 5 punti sulla patentina da consulente.
Capo: Perche' non hai rilasciato questo modulo?
Io: Perche' ero in vacanza.
Con la calma olimpica di chi non gliene frega un cazzo perche' e' appena tornato dalle ferie ed ha la testa altrove leggo il giornalino aziendale:
"La nostra azienda si distingue dalle altre aziende perche' ha un'anima."
e l'underline e' del giornalino. Ma il nostro amministratore delegato con che faccia scrive queste cose, voglio dire pensa veramente che a ripetercele ogni mese alla fine noi ci convinciamo? Mah!
Considerazioni sulla vita in montagna e sul triste rientro in citta'.
Ovvero perche' stavo tanto bene dov'ero e non avrei voluto tornare indietro.
La vacanza e' stata un toccasana per il corpo (anche se i miei piedi al momento dissentono) e per lo spirito. Quando fai un trekking ti alzi la mattina, fai colazione e sai che quel giorno il tuo scopo sara' andare dal punto A al punto B e goderti il paesaggio. Sai che quando arriverai a destinazione troverai delle persone che hanno fatto il tuo stesso percorso, che condividono con te una passione, quella per la montagna, con cui potrai fare quattro chiacchere e condividere la cena. Puoi lasciare lo zaino incustodito al rifugio e sai che nessuno ti freghera' nulla ( a onor del vero va detto che (1) ci vuol del pelo sullo stomaco per infilare le mani in uno zaino da trekking pieno di roba puzzolente, (2) chi e' quel pazzo che appesantirebbe ancor di piu' il suo carico sulle spalle rubandoti qualcosa). Sai che se una persona ti invita a vedere il tramonto il motivo e' solo che vuol vedere il tramonto e non ha doppi fini. I rapporti umani sono facili, gli scopi sono chiari. Il neurone puo' sonnecchiare in background. Puoi dimenticarti di chi ti ha ferito, puoi dimenticarti delle responsabilita' che ti aspettano, puoi dimenticarti di tutto. Puoi apprezzare un piatto di spaghetti al burro senza formaggio e una doccia gelida che quando hai finito di farla hai mani e piedi blu. Puoi dimenticarti anche che il mondo sta andando a rotoli se per caso questo ti turbava (che di solito e' la prima cosa di cui ci si dimentica anche nella vita di tuti i giorni).
Quando torni poi cemento asfalto e nuvole ti fanno risvegliare in un mondo grigio e triste, per fortuna almeno e' arrivato il biglietto per il concerto dei Pixies.

30.5.04

Capitolo 8. 29/05/2004

Saluti.

Al mattino ci si ritrova tutti a fare colazione, ciascuno pronto a prendere la via di casa per proprio conto. Primi a partire i tedesconi e gli olandesi con la navetta delle otto del mattino per Porto Vecchio: una stretta decisa di mano, un sorriso e un Ciao.
Poi vengono i saluti con i randonnerur dotati di tenda, conosciuti meno proprio per questo motivo. L’armadione stempiato che mi saluta con una strizzata d’occhio.
Infine la discesa a Santa Lucia in macchina con i francesi. Scambio di email fra me e Michel con la promessa di scambiarci le fotografie. Ultima foto di gruppo, baci e abbracci. Gli ultimi che saluto sono i canadesi che hanno scroccato anche loro un passaggio ai francesi.
Ultime cartoline da spedire, poi per ammazzare il tempo che mi separa dall’arrivo del bus per Bastia decido di andare al mare. Peccato che Santa Lucia di Porto Vecchio non sia sulla costa. Mi avvio fiduciosa per la strada che porta alla spiaggia di Pinareddu: 50 minuti ad andare, 50 a tornare e 2 ore di spiaggia.
Alla fermata del bus incontro un gruppo di persone che parlano tedesco, poi una estrae un giornale, la repubblica. Perplessa non dico nulla fino a che uno di loro mi squadra tentando di capire dal mio abbigliamento la nazionalità, ma io dissimulo bene la mia italianità (di solito tutti quelli che attaccavano discorso senza sapere di dove fossi mi chiedevano se non fossi inglese) e quello si limita a dire a voce alta la marca del mio zaino, Salewa. Al che me ne esco con “Sono italiana” e loro “Ah wunderbar, anche noi”. “Ma di dove?” “Di Bolzano”. Ah ecco!
A Bastia mi ritrovo in mezzo allo shopping del sabato pomeriggio e isterica per il troppo casino appena posso mi imbarco sulla nave con lo zaino che ormai con tutte le birre che ci ho ficcato dentro peserà almeno 16 kg.
La vacanza è finita. Peccato. E’ stata una gran vacanza.
Capitolo 7. 28/05/2004.

Verso Conca.

La mattina parto da sola verso le sette, i mattinieri sono già andati da un pezzo e i tedesconi hanno deciso di prendersela comoda.
C’è il sole e in mezzo al verde dei pini si vedono le Rocche di Bavella che splendono di riflessi rossi. Cammino nel bosco e il sole giallo del primo mattino crea strani riflessi in mezzo agli alberi. Sembra di essere in un mondo fatato. Nessun rumore oltre quello dei miei passi. Il sotto bosco mi riserva una sorpresa: ciclamini ovunque. Ora per me il ciclamino è quella pianta di svariati colori (e non solo color ciclamino) con i fiori abbastanza grossi che se non la trovi all’esselunga comunque la becchi dal primo fioraio e viene bene da regalare quando vai a fare visita all’ospedale a una vecchia zia. Vedere una tale quantità di ciclamini selvatici mi ha fatto sentire ancora di più a spasso per un bosco magico.
Uscita dal bosco mi trovo su di un tratto di roccia a placche, davanti a me sulla distanza il blu intenso del mare. Scendendo poi la vegetazione si tramuta nella classica macchia mediterranea, bellissima coloratissima, ma arcinota: margherite cespugli d’erica etc etc. Fa caldo, l’odore intenso della macchia e il ronzio dei calabroni mi stordiscono un po’. Comincio a incontrare gente sul sentiero, l’incanto da esploratore di mondi magici finisce.
Ad un certo punto supero un signore che mi guarda da sotto la sua fascia di spugna da tennista e con aria stravolta mi dice “Ah, vous-etes l’italienne”, non trovo altro che replicare “Oui. A plus tard” mentre lo supero.
Il sentiero non si presta molto alla sosta quindi decido che mangerò una volta arrivata in paese alla Gite. Fortunatamente essendo arrivata alle 12 , dopo 5 ore di cammino come indicato dal libretto, trovo posto in una stanza da cinque ancora vuota. Posso scegliermi il letto che più mi aggrada ed usufruire per prima della doccia immacolata.
Arrivano poco dopo di me i tedeschi. Gli zaini aperti e il contenuto sparso per la stanza fanno pensare che ci sia stata una esplosione, mai come quando ci raggiungono altri due francesi.
Pranzo al bar dove con sorpresa trovo la seconda ragazza di colore (la prima era la gestrice della gite), mangio un paninazzo costituito da mezza baguette spalmata di burro e ripiena di coppa, salame corso e cetriolini, il tutto condito da una birra Pietra. Scopro poi che la barista e la ragazza alla gite sono parenti (anche del macellaio), non so perché ma trovare una enclave di persone di colore in un paesino di semi montagna in Corsica mi ha un po’ stupito.
Il giorno procede in piacevole ozio sulla terrazza della gite, ascoltando le chiacchere di Nellie, Francine e Carol (la canadese), con tre figli a testa che discutono sul fatto che nella vita di una donna arriva un momento, quando i figli si fanno grandicelli, che poi una si mette a fare sport etc etc (insomma discutevano di menopausa o giù di lì) e sul quanto sono credenti. Ottimo esercizio per allenarmi a capire il francese, ma non a praticarlo, quasi più per mancanza di argomenti che di nozioni grammaticali. Facendo anche la conoscenza con randonneurs sino a quel momento visti solo di sfuggita. Tutto piacevolmente seduta al sole con l’immancabile birra davanti.
La sera ceniamo e poi con le macchine in affitto dei francesi andiamo a prendere il gelato a Portovecchio.Rientro in stanza a mezzanotte quando tedesconi e francesi stanno dormendo.
Capitolo 6. 27/05/2004

Les Aguilles de Bavella.

Ovvero Asinau - Paliri (1055m), ovvero 14 Km per la variante alpina.
Come al solito mi alzo dopo i francesi, quando emergo dal dormitorio (loro sono ormai aficionados del pavimento della cucina) vedo Michel che sta partendo. So che hanno deciso di separarsi in due gruppi: Michel Francine e Jacques faranno la variante alpina, Nellie che soffre di vertigini, Guy e Jean Luis la via normale, ma non gli chiedo se hanno mantenuto il proposito anche se il cielo minaccia pioggia.
Dal rifugio scendo nel bosco, attraverso il ruscello, mi fermo a consultare il libretto nel timore di aver perso l’indicazione della variante alpina e vengo raggiunta dai tedesconi. Li lascio passare, ma mi metto alle loro costole visto che comunque il sentiero è abbastanza pianeggiante e riesco a tenere il loro ritmo.
Arrivati finalmente al bivio per la variante loro proseguono dritti e imperterriti per la via normale. Io guardo il cielo, guardo il cartello, riguardo il cielo, penso che la variante è più spettacolare e me ne frego del grigiore, le nuvole sono alte e spero di sbrigarmela prima che si abbassino.
Peccato che dal tranquillo sentiero nel bosco la variante ti faccia salire sulla costa del monte con una serie di tornanti strettissimi che ti costringono nel giro di poco tempo a portarti sulla cresta delle rocche di Bavella. Io per timore che le nuvole si abbassino li faccio speditissima mettendo a dura prova le mie coronarie.
Fortunatamente arrivata in cresta comincio ad incontrare gente e mi rassicuro sul fatto che non sono l’unica testa di cavolo che nonostante il brutto tempo passa per la variante, magari un po’ incosciente, ma in buona compagnia.
La variante non è poi così difficile come la dipingono, c’è un solo tratto di roccia attrezzato con una catena e la fatica più grossa è strasciare fra le due rocce che lo chiudono sulla cima avendo in spalla lo zaino. Peccato per il tempo grigio e il vento che rendono il paesaggio un po’ spettrale e non mi fanno godere la sosta. Quest’ansia da pioggia in arrivo fa sì che nel tratto Asinau – Col di Bavella io impieghi 3 h 50 minuti invece delle 4 h 20 previste dal libretto. Arrivo al bar dove raggiungo i francesi che si spaventano per la stanchezza disegnata sulla mia faccia. Loro mi propongono di fermarmi e pranzare lì, ma io so che se metto le gambe sotto al tavolo e mi faccio uno stufato nessuno e niente potrà schiodarmi di lì così bevo l’immancabile birra Pietra (al rifugio di Paliri non hanno provviste né tanto meno birra in vendita) e mi mangio una fettona di torta di castagne. Poi prima che la stanchezza mi colga mi metto in cammino, giusto nel momento in cui comincia a piovere. I francesi, per la cronaca, stremati dal pranzo e allettati dalla prospettiva di una doccia calda si fermano a dormire nella gite di Bavella.
Sono a 1218m e devo arrivare a i Paliri che è a 1055 m, parto rilassata credendo di dovermi fare solo un bel pezzo in discesa. Invece sono punita: si scende sì fino sui 1000m ma poi si risale fino a 1260m (Foce Finosa) per poi arrivare a i Paliri. La pioggia smette quasi subito, ma l’umidità nel bosco è tale che durante la salita mi ritrovo a pensare che sto sudando birra, il che non è piacevole.
I miei percorsi mentali, già non perfettamente lineari, sotto il peso di una stanchezza acuta si fanno vagamente perversi. E così arrivando in prossimità del rifugio, al limitare del terreno di competenza del guardiano, vedendo il sentiero ben curato, le pietre disposte a gradino, le ringhiere fatte con i rami degli alberi mi trovo a pensare di star entrando nell’antro del capitano Kurtz ( e dire che ci sono i pini e non le mangrovie) e mi aspetto di veder apparire da un momento all’altro una testa infilzata su di un palo. Invece mi trovo davanti una casetta delle bambole, con il camino fumante e un giardinetto curato con pietre dipinte di bianco e di rosso (colori del segnavia del GR20). Il guardiano, lungi dall’essere lì a scopo di lucro come tutti gli altri guardiani è il perfetto guardia boschi, amante della natura. Mi lascia scegliere il mio letto nel dormitorio, mi indica sorgente doccia gabinetto etc etc, mi invita ad andare in cucina a scaldarmi al calore della stufa a legna. Fantastico. La sera ci ritroviamo in cucina io, i tedesconi, i due olandesi e finalmente ci si raccontano (in INGLESE!!!) aneddoti di montagna confortati dal calore della stufa.
Capitolo 5. 26/05/2004

Il monte Alcudina.

Distanza 14,5 Km.
Dall’Usciolu si sale fino alla Bocca di a Scadatta (1805 m), teatro degli addii della sera precedente e del mancato couche du soleil. Si fa un pezzetto in cresta e poi si scende fino a Bocca di l’Agnone (1570m).
Si attraversa una zona collinosa verdissima contornata dagli alberi, ornata delle immancabili mucche al pascolo e da un ruscelletto gorgogliante.
Si arriva ad un fiume il Furcinescu per attraversare il quale c’è il classico ponticello alla Indiana Jones in travi di legno e cavi di acciaio. Io l’ ho imboccato spedita perché non mi faceva particolarmente paura e ne avevo già attraversati altri simili, peccato che questo fosse particolarmente elastico e che i miei 14 kg di zaino facessero sì che la pressione esercitata dal mio piede sul cavo elastico fosse maggiore di quanto pensassi. Insomma al centro del ponte ho rallentato temendo di fare la fine di Will Coyote e di essere catapultata dal ponticello imbizzarrito direttamente dentro il fiume (che poi era basso e si sarebbe potuto tranquillamente guadare).
Da lì comincia la salita che più o meno ripidamente porta sulla cima del monte Alcudina a 2134 m.
In zona passerella ho beccato i genitori adottivi francesi e sono salita assieme a loro per un pezzo. Ci siamo fermati sui 1800 m per pranzare. Poi sono ripartita sola ed ho raggiunto la cime del monte. C’era un tempo incredibile, il sole fortissimo, il cielo azzurro intenso. Sulla vetta alla mia destra potevo vedere il Golfo di Ajaccio, a sinistra il golfo di Portovecchio, davanti a me la Sardegna e alle spalle le montagne da cui provenivo. Un panorama mozzafiato.
La discesa dall’Alcudina è un po’ un tormento: ripidissima, con qualche tratto di neve, qualche tratto di placche rocciose e tutto il resto sentiero pietroso di rocce smosse.
Per quasi tutta la discesa uno è in vista del rifugio e non ho ancora deciso se sia cosa buona o meno, da un certo punto di vista sai sempre quanto ti manca all’arrivo, ma ci sono momenti in cui ti sembra di essere fermo inchiodato e il rifugio un miraggio nonostante tu stia saltellando cadendo e prendendo storte da una buona mezz’ora.
Il gestore del rifugio dell’Asinau è un ragazzo tatuatissimo e abbastanza giovane che non parla il corso. Inizialmente mi ha detto che il domitorio era completo e che mi sarebbe toccato un materasso poggiato sul pavimento della cucina, ma poi l’afflusso continuo di gente gli ha fatto cambiare idea. Mi ha proposto di far stringere la gente su di una fila di materassi precisando che mi avrebbe fatto dormire à cote d’une femme, poi visto che la ricerca della ragazza si faceva complicata gli ho detto che non mi importava che fosse una ragazza e allora ha fatto stringere i due tedesconi bionici che mi hanno lasciato una fetta di materasso.
La sera mi sono aggregata ai francesi che hanno ordinato il pasto al ragazzo del rifugio. Dopo l’immancabile piatto con coppa e salame corso è arrivato il primo: spaghetti al burro (con poco sale). Non l’avrei mai detto, ma mi sono fatta fuori il mio piatto di pasta con una soddisfazione incredibile. Tra l’altro nota di merito al ragazzo che li aveva cotti anche abbastanza bene (è venuto a chiedere la mia approvazione e gliel’ho concessa volentieri).
Capitolo 4. 25/04/2004

L’uomo di Chamonix.

I francesi prevedendo una tappa impegnativa si sono alzati come loro solito alle 5.30.
Prati (1820 m) Usciolu (1750 m) su di una distanza di 12 Km prevede un pezzo in cresta con attraversamento in orizzontale di un nevaio, la discesa fino a Bocca di Laparo (1525 m), una salita ripida fino a Bocca di a Formicola (1981 m), un’altra cresta rocciosa e infine la discesa fino al rifugio di Usciolu. Il libretto indica come tempi 5h 45, io ce ne ho messe 6.30 con le pause molto brevi.
Mi sono alzata con i “pigri” verso le 6.10, ho fatto colazione e poi me ne sono partita con fare tranquillo. Arrivata sulla cresta poco prima del nevaio sono stata raggiunta a grandi passi da un tizio non molto alto, ma squadratissimo con in spalla uno zaino enorme. Nell’insieme, un po’ per la velocità, un po’ per la stazza, un po’ per i lineamenti squadrati mi ricordava una locomotiva, di quelle a carbone, nere e mastodontiche. Vedendomi si è fermato un attimo ed abbiamo fatto conversazione (oddio conversazione è una parola grossa diciamo che ho risposto col mio orribile francese alle sue domande), solite cose “che ci fai tutta sola? Ma fai tutta la parte sud? Fai attenzione che c’è la neve sulla cresta etc etc”. Ci siamo salutati e nel giro di un secondo era scomparso. Ho scoperto poi a posteriori parlando con l’olandese che Mr Locomotiva stava facendo tutto il GR20 due tappe alla volta con uno zaino da 36 Kg e veniva appunto da Chamonix.
Da qualche parte fra la fine della prima cresta e la Bocca di Laparo ho raggiunto e superato i miei genitori adottivi francesi, sulla salita alla Formicula ho doppiato il gruppo di 5 francesi, ma sono stata raggiunta dai due tedeschi. Mi sono ripromessa di fermarmi a pranzare quando lo avessero fatto i tedeschi e infatti così è stato… peccato che loro si siano fermati solo una volta arrivati al rifugio. La cosa poi non è stata negativa visto che così facendo ho beccato l’ultimo letto disponibile nel dormitorio.
Sulla cresta, su di una roccia assolata mi sono imbattuta in un nugolo di coccinelle. Una chiazza rossa delle dimensioni di una piadina, incredibile. L’ho interpretato come un segno di buon auspicio per il futuro, vedremo.
Dopo cena quindi verso le 19 ( i ritmi del trekking portano ad orari completamente sfasati rispetto a quelli della vita di tutti i giorni) Michel (il papà adottivo più giovane) mi ha invitato a vedere il tramonto. Siccome c’era una bella salitaccia da fare nessuno degli altri si è aggiunto. Putroppo siamo arrivati in zona tramonto troppo presto, il sole era bello alto e non ne voleva sapere di scendere, in compenso c’era una brezzolina gelida che ghiacciava le ossa. Siamo rimasti un po’ a chiacchierare nel nostro misto di italiano francese e patois, poi abbiamo rinunciato. In quel mentre è comparso il tedesco rasta che mi ha annunciato che era troppo stanco e il giorno seguente avrebbe abbandonato il trekking svicolando verso il paesino di Zicavo. Abbiamo fatto le presentazioni insieme agli addii: si chiama Jan e ritenterà il prossimo anno con la parte Nord e con uno zaino più leggero.
Capitolo 3. 24/05/2004

Capannelle (1586 m) – Prati (1820 m) .

Nonostante il padrone della gite (il quale mi aveva subito individuato come italiana e si divertiva a parlarmi in corso) mi avesse assicurato “dumani il tempu è bellu”, tempo di alzarsi e fare colazione (i miei 6 genitori adottivi francesi avevano deciso di partire nottetempo senza fare colazione) al momento di partire erano tornate le nuvole.
La tappa di lunghezza stimata 14 Km prevedeva una discesa parte nel bosco, parte all’aria aperta fino a col di Verde (1289 m) per poi presentare una terribile e interminabile salita fino a Bocca d’Oru (1840 m) e un ultimo pezzettino in cresta fino al rifugio di Prati.
Sono partita con alle spalle i due canadesi (marito e moglie) con cui avevo diviso la stanza e (sorpresa!) il rasta biondo. Sentendomi pressata alle spalle ho affrontato il primo pezzo, parzialmente in discesa, a velocità superiore alle mie possibilità, mantenendo comunque la mia posizione in testa. Dopo un paio d’ore di cammino sostenuto sono stata salvata dal ruscello di Canareccia che non essendo proprio immediato da attraversare, ha spezzato il ritmo. Passato il ruscello con l’aiuto di un ragazzo olandese mi sono fermata a fare quattro chiacchere con il rasta, il quale mi ha apostrofato con un “you’re quite fast, i didn’t expect it”. Gli ho spiegato che era una finta perché a quel punto ero un po’ scoppiata. L’ho abbandonato mentre si rinfrescava nel ruscello ed ho proseguito il cammino nel bosco. Il paesaggio era reso abbastanza spettrale dalle nuvole basse e mi sentivo un hobbit nella nebbia. Uscita da bosco ho raggiunto i miei amici francesi e mi sono fermata un pochino con loro per poi seminarli di lì a poco. Sulla strada per Bocca di Verde è sbucato finalmente il sole. Un’invitante area da pic nic mi ha suggerito che fosse ora da pranzare. Il mio doveva essere un rapido spuntino, ma mentre me ne stavo al sole sono stata raggiunta dai francesi che mi hanno convinto a pranzare con loro con la promessa di un caffè a fine pranzo. La risalita post prandiale è stata a dir poco micidiale, 551 m di dislivello sotto il sole in piena digestione non li raccomanderei a nessuno. La vista da Bocca d’Oru della costa fra Ghisonaccia e Solenzara ci ha ripagato degli sforzi. Il rifugio di Prati è appunto in mezzo ad un gigantesco prato in cui sono stati paracadutati gli americani durante la seconda guerra mondiale per liberare la Corsica o almeno così dice una stele commemorativa. A Prati ho subito conquistato la simpatia del gestore che voleva offrirmi una seconda birra, dopo che io ne avevo acquistata e bevuta avidamente una. Il fatto di essere l’unicA italianA e il fatto che girassi sola mi dotava di un certo appeal presso i gestori corsi. Prima di cena ho fatto conversazione con il rasta biondo, ho scoperto che era tedesco e che si era organizzato il trekking in tre giorni una volta scoperto che poteva avere un passaggio gratis su un autobus diretto in gita scolastica in Corsica. Si lamentava di aver fatto lo zaino troppo pesante e di esser stanco.
Capitolo tre. 23/05/2004

L’adozione.

La tappa Vizzavona (920 m) – Capannelle (1586 m) a detta di mio padre che l’aveva fatta in giornata avanti e indietro non era poi così difficile. La guida però indicava una lunghezza di 13,5 Km con un dislivello iniziale di 720 m da percorrere in 2h e 45 minuti. Durata complessiva della tappa 5h 15 minuti. Contando che la salita si snoda praticamente all’interno della foresta e che il giorno prima a Vizzavona aveva piovuto, il mio battesimo sul sentiero mi ha visto ansimare nell’umidità del bosco per buona parte della salita.
Nel bosco ho superato un gruppo di 5 francesi che avevo già visto a cena alla Gite i quali vedendomi arrivare si sono dati di gomito dicendo qualcosa che suonava all’incirca la jeune fille arrive e poi molto gentilmente mi hanno offerto dell’acqua e delle albicocche secche. A onore del vero va detto che il mio unico neurone era troppo annebbiato della fatica per formulare una risposta cordiale e in francese, quindi ho declinato l’offerta, ringraziato e sono passata oltre senza fermarmi per non perdere il ritmo ansimata-passo che avevo faticosamente raggiunto. Temo di essere risultata un pò scortese.
Usciti dalla foresta si fa un pezzettino in cresta per poi scendere alle Bergeries d’Alzeta, delle graziosissime casette in pietra dotate di recinti per gli animali, desolantemente sprangate in quanto evidentemente non era ancora il momento di portare le bestie al pascolo. Lì c’era un piccolo guado e ho lasciato passare due coppie di francesi in modo da studiare la loro tattica di attraversamento ruscello.
Mi sono fermata per il pranzo in una bella radura dopo un altro tratto nel bosco, ma l’abbassarsi delle nubi mi ha suggerito che fosse il caso di lasciar perdere baguette e formaggio e continuare velocemente. Ho scoperto così di essermi fermata per il pranzo a poco meno di dieci minuti dall’arrivo.
Il rifugio di Capannelle era chiuso e quindi sono scesa alla Gite U Fugone, dove ho rincontrato i 6 francesi. Dopo una doccia calda sono scesa al bar dove la tv era accesa sul gran premio, nel frattempo fuori aveva iniziato a diluviare. Finiti il gran premio e la pioggia, il francese compagno di stanza della sera prima (che avrei poi scoperto chiamarsi Michel) e uno dei suoi compari (Jacques) mi hanno invitato ad andare fino al Lac de Bastani. Erano le 5 del pomeriggio e contando che prima delle 19.30 non si cenava ho accettato volentieri. Sono stata così adottata dai sei francesi, che la sera mi hanno fatto sedere al loro tavolo. Oltre a Michel e Jacques c’erano Francine e Guy (che avrei scoperto dopo essere marito e moglie), Jean Luis e Nellie, la più anziana. Penso di aver turbato i loro spirito protettivo da genitori avendo saputo che camminavo da sola.
Capitolo due. 22/05/2004

Narcolessia.

Sono arrivata a Bastia alle 7 del mattino. Dato il bel tempo ho deciso di passare la mattinata al mare e prendere il treno per Vizzavona solo nel pomeriggio. Prima ho sonnecchiato sugli scogli della passeggiata vista porto, poi ho fatto la spesa, infine sono andata a cercarmi una spiaggia. Scavalcati porto e porticciolo in direzione di Capo Corso finalmente ho trovato una spiaggetta sassosa che ricordava tanto quella di Vesima.
Ho fatto il primo bagno della stagione, se i miei 45 secondi di permanenza in acqua con relative due bracciate si possono chiamare bagno. Ho sonnecchiato ancora mentre il sole asciugava il costume, verso l’una in preda ai miraggi per il troppo caldo mi sono poi diretta alla stazione. Ho contato 23 Harley Davidson posteggiate in piazza S. Nicholas. Gli Hell’s Angels francesi a quanto pare si erano dati appuntamento in zona o forse ero ancora preda di un miraggio. In stazione ho individuato un randonneur rasta biondo, ma siccome ero comodamente sdraiata sul gradino in cemento di un deposito ho lasciato perdere qualsiasi tentativo di conversazione e ho sonnecchiato al sole per un paio d’ore fino all’arrivo del treno.
A Vizzavona la scelta della Gite a cui alloggiare non si è posto: era aperto solo l’hotel I Laricci.
Fortunatamente c’era ancora posto, sono finita in una stanza da quattro in cui poi sono stata raggiunta da un francese il quale si è molto stupito che mi apprestassi al trekking da sola. Lui era in un gruppo di sei.
Capitolo uno. 21/05/2004

Italia - Germania 1-0.

Quando finalmente il marinaio esasperato ha lasciato salire la folla rumoreggiante assiepata all’ingresso del traghetto, la teutonica determinazione non ha potuto nulla contro l’esperienza genovese. Benché appesantita da uno zaino di 14 kg una volta entrata nel garage ho imboccato per prima il portellone che immette sulle scale, ho salito i gradini due a due seminando i crucchi, ho saltato in corsa il marinaio che passava l’aspirapolvere nel locale del self-service e sono atterrata in scivolata sul divanetto d’angolo nei pressi dei bagni. Il divanetto più tattico della Sardinia Regina e dopo 4 anni di viaggi in Corsica posso affermarlo con certezza.

21.5.04

Ok, me ne vado sul serio! Prender fiato.... pronti VIA!
Waves of mutilation
Cease to resist, giving my goodbye
Drive my car into the ocean
You’ll think I’m dead, but I sail away
On a wave of mutilation
A wave
Wave

I’ve kissed mermaids, rode the el nino
Walked the sand with the crustaceans
Could find my way to mariana
On a wave of mutilation,
Wave of mutilation
Wave of mutilation
Wave

Wave of mutilation
Wave
(Pixies)
Ok e' giunto il gran giorno della partenza.
Peccato non poter assistere al blogrodeo, ma le montagne corse mi chiamano.
Giove Pluvio sembra abbia deciso di venire a salutarmi, all'orizzonte si vedono nubi grigie. Spero di non dover camminare sotto la pioggia e spero di riuscire a fare il primo bagno della stagione.
Ho trovato le minestrine in busta knorr per bambini, quelle con la pastina a forma di re leone tempo di cottura 5 minuti. La cosa mi pare benaugurante.

Rimangono a Milano un po' di faccende da sbrigare quali:
- lavare baby e mettere il grasso sulla catena
- recuperare il libretto elettorale in caso non arrivi in tempo
- capire per chi votare (cristo santo le provinciali erano le uniche elezioni a cui riuscivo a votare sensatamente per una persona che direttamente o indirettamente conoscevo e quest'anno mi tocca votare a Milano)
- firmare il compromesso per l'acquisto di casa
Le lascio qui per promemoria, ci pensero' al ritorno.

20.5.04

Ho solo voglia che sia domani e sabato quando arrivero' avro' solo voglia che la vacanza sia finita. Poi una volta incominciato a camminare il mondo reale sara' un lontano ricordo e non avro' desideri particolari. Solo che oggi stare seduta e lavorare e' un tormento, soprattutto quando il messaggio in basso a sinistra e':
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Bill
Tornando al discorso uomini che potrebbero uscire dallo schermo e assumere fattezze di carne ed ossa, con la fortuna che ho a me toccherebbe Bill.

"No, non sei una persona cattiva. Sei fantastica, solo che alle volte sei una gran troia"

update:no, ripensandoci non potrei essere cosi' fortunata.
News dal quarto piano : datemi un black mamba!

Pare che in foresteria arrivera' una nuova coinquilina, la quinta,quella di troppo insomma, trasfertista da Torino.
L'unico a conoscerla e' il coinquilino spaccapalle logorroico il quale sostiene dice che sia una tipa ok, cito testualmente le sue referenze:
Oltre che collega è la responsabile del circolo ricreativo aziendale ... e altro che vi raccontera'
Ecco io non voglio sapere nulla della vita di una persona che e' responsabile del circolo ricreativo e organizza gite fantozziane in autobus.
In gita scolastica si andava per vedere il ragazzino dell'altra classe che ci piaceva tanto e se proprio proprio andava di culo ci scappava un bacio sul retro dell'autobus durante le 15 ore di viaggio. Delle volte durante corteggiamenti troppo irruenti poteva capitare che il ragazzino in questione tentasse di spaccare il naso alla sua donzella. Insomma erano cose belle, quando hai 12 anni.
Una che organizza gite aziendali ... Argh!
warning: si fanno accenni al finale del film
Kill Bill vol.2
In controtendenza rispetto ai giudizi avuti dagli amici prima di andare al cinema, Kill Bill volume due a me e' piaciuto. Sara' che Tarantino e' uno dei miei registi preferiti, sara' che pur non essendo un'amante di Bruce Lee non mi sconvolgo per i vecchi saggi cinesi barbuti e per le mosse di kung fu, anzi amo abbastanza i fumetti per apprezzarli, sara' che dietro a tutto il sangue e gli spadoni c'era una storia d'amore, sara' che alla fine Beatrix - Black Mamba - The Bride diventa solo Mummy.

19.5.04

Conferme ad atroci sospetti
Avete presente la teoria per cui i ghiaccioli all'ANICE fanno schifo a tutti e a fine stagione i fondi dei freezer dei bar sono coperti di uno strato di ghiaccioli azzurri che nessuno ha voluto? E al primo caldo la stagione successiva i ghiaccioli in questione vengono ammucchiati in invitanti composizioni nell'attesa che i distributori riforniscano di nuovi ghiaccioli il vostro bar? Ecco io non ho mai voluto prestare fede a questa teoria, oggi pero' scartocciando il mio ghiacciolo azzurro, pescato in un frigo semivuoto popolato solo di ghiaccioli azzurri, ho avuto conferma che mi sbagliavo: il ghiacciolo azzurro presentava inquietanti macchie nere e verdastre muffa su ghiaccio. La sete poi l'ha avuta vinta sul buon senso: sono tornata indietro a farmi dare un'altro ghiacciolo azzurro in cambio di quello fossile.
Genova 1994 - Milano 2004

Ieri sono uscita per quella che potrebbe diventare la consuetudine del martedi' sera: la scoperta di nuove birrerie. O meglio la scoperta da parte mia di birrerie gia' esistenti e ben affermate, accompagnata da un esperto in materia.
Meta: birrificio di Lambrate.
Svoltato l'angolo ed entrata in via Adelfi avrei potuto essere davanti al Moretti un venerdi' sera qualunque: ragazzi piu' o meno alternativi seduti in terra con birra in bicchieri di plastica. O almeno un venerdi' sera di qualche anno fa, perche' i nuovi trend dei caruggi mi sono ignoti.
La birra era buona, il locale mediamente affollato, la colonna sonora mi piaceva.
Uscita di li' la sensazione di straniamento spaziotemporale e' stata acuita dalla comparsa di Lorenzo, il mio compagno di universita' con cui ho studiato l'esame di esperimentazioni di fisica uno. L'amico dei film di Toto' e della salsiccia fredda di frigo, dei tormentoni con la prima pagina del manifesto appesa dietro la scrivania. Lui immancabile polo verde e abbronzatura da skipper. Io jeans e maglietta as usual.
E stamattina mi e' arrivata la lettera di conferma: sono ufficialmente residente a Milano.
Fermate il mondo voglio scendere!

18.5.04

La curva della mia gamba dal ginocchio alla punta dell'alluce, mentre sdraiata sghemba sul mio letto aspettavo che il pc caricasse il divx, era una vista gradevole. Mi piace la sinusoide della linea Puntadell'Alluce - Attaccaturadell'Alluce - CollodelPiede.
Pulp Fiction e' un gran film.
L'avevo visto al cinema poco tempo dopo esser tornata dall'interrail post maturita' a Parigi ed Amsterdam. Il discorso di John Travolta/Vincent sulle piccole differenze che fanno grande l'Europa era entrato di diritto nell'olimpo delle frasi da ricordare.
Ieri sera mentre sdraiata sghemba contemplavo la punta del mio alluce, pensavo che avrei voluto essere Mia e ballare il twist con Vincent.
Pensavo che avrei voluto anche essere Crostatina-Fabienne, desiderare una pancetta tonda, sognare frittelle di mirtillo per colazione e avere Bruce Willis che si prende cura di me.
Ma poi pensavo anche che non fa bene sognare uomini di celluloide a meno che uno di loro non si decida a uscire dallo schermo come nella Rosa Purpurea del Cairo.
E' arrivata la primavera finalmente. E non e' solo che all'ipercoop ci sono scaffali e scaffali invasi da creme solari, infradito e piscine in gomma autogonfianti, non e' solo che finalmente ho potuto abbandonare guanti e imbottitura del giubbino della moto in fondo all'armadio o che la sera posso guardare il tramonto in calzoncini e maglietta sul poggiolo senza temere la broncopolmonite. Non e' nemmeno il pioppo che ha sparato tutte le sue cartucce in due giorni di delirio alla fine della scorsa settimana. Sono i fiori nell'abbandonata terra di nessuno fra la sede Vo e l'ipercoop. Le rose che giardinieri fiduciosi avevano piantato in un'idea di aiuola geometrica sono sbocciate, ma sono circondate da papaveri e margherite in fitta schiera. Un inseguirsi di cremisi rosso giallo e bianco su di un selvaggio tappeto verde. E la settimana scorsa non si sarebbe nemmeno presagito.

17.5.04

Il primo giugno firmero' un cospicuo assegno che rendera' ancora piu' tangibile il mio possesso di cio' che per ora e' una porzione di cielo delimitata da due pilastri in cemento armato. Che il nume protettore di coloro che fanno scelte avventate mi protegga.
Esternazione del lunedi' mattina
Odio Teo Mammuccari, bisognerebbe incarcerare lui e Nando a vita per crimini contro l'umanita'.
Mi ha sfracellato le palle, ma penso di non essere la sola.

15.5.04

Errori
Ieri ho ceduto alla tentazione ed ho fatto una telefonata che non avrei dovuto fare. Mi sono inutilmente intristita e depressa, tanto quanto mi ero rasserenata con la telefonata ricevuta la scorsa settimana. La cosa drammatica e' che e' tutto nella mia testa, la mia gioia e la mia depressione sono costruzioni mentali che non hanno alcuna attinenza con i fatti reali. I fatti sono sempre quelli: e' finita. Tutto il resto non conta.
Progetti
Sebbene le motivazioni e le modalita' della mia partenza non siano esattamente le migliori esistenti sul mercato, venerdi' prossimo partiro' per la mia "avventurina" solitaria sui monti della Corsica.
A parte la gita di prova della scorsa domenica gli unici fatti concreti che mi rendono consapevole delle mie prossime vacanze sono la stesura della lista delle cose da mettere nello zaino e l'acquisto di caffe' solubile in bustine e buste knorr.

14.5.04

Oggi
Un mese e tre giorni.
Sei giorni.
Ho bisogno di uno spigolo.

13.5.04

Cose che non capisco.
Perche' il cliente presso cui lavoro tenga noi consulenti, quando evidentemente non gli serviamo a nulla, pagando le nostre sonore tariffe giornaliere.
Salvo poi rendersi conto che e' almeno un mese che passiamo il tempo a fissare il monitor con aria sconsolata, a fare corsi di lingua on line e a cercare scorciatoie per uscire su internet e decidere di farci fare un lavoro inutile.
Scava una buca, riempi la buca... Scrivi il documento, modifica il documento. Rimappa l'errore, cancella il rimappaggio.
Veramente credo che mi faro' assumere dll'Esselunga per sistemare i barattoli di zuppa Campbell sugli scaffali in composizioni Post PopArt.
Alla fine ho cotto una fettina di carne e dei piselli. Ho finito i brigidini davanti alla tv guardando un film con degli assurdi moschettieri, aspettando che L. passasse a prendermi. Alle 22 stavo quasi per cedere al sonno, ma il telefono e' squillato e sono uscita.
La serata nonostante le facce stravolte (la sua piu' della mia e a ragione) e gli sbadigli che ogni tanto scappavano e' stata piacevole.
Abbiamo parlato 10 minuti di lavoro, 3 minuti delle mie disgrazie sentimentali e poi abbiamo spaziato sull'argomento vacanze.
E che cavolo: HA FATTO IL TREKKING DELL'ANNAPURNA!
Questo mitico trekking dall'altro capo del mondo che immaginavo periglioso alla fine e' fattibile anche senza grossa organizzazione. Basta prendere 3 settimane di ferie, comprare la guida e la mappa e non sperare di fare la doccia tutte le sere.
Mmmm mi sa che potrei anche decidere di spostare le ferie da agosto ad ottobre.

12.5.04

stasera il programma prevede: mini spesa + cena frugale(n.d.r che non implichi cottura) cercando di schivare i due coinquilini che guardano Bonolis + uscita con ex collega che mi raccontera' di come procedono gli affari da "persona che lavora in proprio" nonche' di come sono le vacanze dell'ucpa.
Devo rimettere assieme i cocci del mio abbigliamento e della mia capigliatura, nonche' dismettere l'aria da Afflitta, nonche' cercare di evitare di sbadigliare a causa della mancanza di abitudine nell'uscire due sere di fila.
Non si parla nemmeno di tentare di essere brillante.
Ecco la domanda e'... perche' e' tutto cosi' difficile? Perche' lo faccio se non ne ho voglia? Non sarebbe piu' facile restare a casa in pigiama a tirare testate nel familiare stipite della porta? Non sarebbe piu' comodo? Non sarebbe piu' anestetico?
Dark Of The Matinee

You take your white finger, slide the nail under the top and bottom buttons of my blazer, relax the fraying wool, slacken ties and I'm not to look at you in the shoe, but the eyes.

I time every journey to bump into you, accidentally. I charm you and tell you of the boys I hate, all the girls I hate, the clothes I hate, all the wors I hate, how I'll never be anything I hate. You smile, mention something that you like, how you'd have a happy life if you did the things you like.

So I'm on BBC2 now, telling Terry Wogan how I made it. What I made is unclear, but his deference is and his laughter is. My words and smile are so easy now. Yes, It's easy now.

So find me and follow me through corridors, refectories and files you must follow, leave this academic factory you will find me in the matinee, the dark of the matinee is mine.
stavo constatando nello specchio del bagno dell'ufficio che stamattina il mio decisore automatico di personalita' deve essere cortocircuitato....
ho la pettinatura di elisa di rivombrosa (semi crocchia con spillone), una maglia di tulle trasparente in un improbabile nude-look parzialmente attutito da maglioncino bianco aderente, sotto jeans e scarpe sportive .
il risultato e' quantomeno imbarazzante...
E' bello avere amici che ti vengono a prendere a casa, ti portano ad assaggiare birre di cui non sospettavi l'esistenza, ti fanno mangiare un tortino al cioccolato da lacrime agli occhi per la commozione e soprattutto ti fanno passare una piacevole serata in compagnia.
grazie raf.
sembrava una scena tratta da un film catastrofico di serie b:
le auto incolonnate in una fila interminabile in fuga dalla citta' all'arrivo dell'uragano
macchine cariche, manca solo la tavola da surf sul tetto, ma del resto solo Iena Pliski riesce a cavalcare le onde anomale e a Milano comunque non c'e' il mare
il cielo plumbeo, le nuvole minacciose e il vento che alza polvere, foglie e spazzatura
Invece e' solo via Giovanni da Cermenate alle 18.00 di un martedi' qualunque.
Poi com'era arrivata la minaccia se n'e' andata, senza lasciare pioggia dietro di se.

11.5.04

Passata la pioggia (almeno momentaneamente, che dicono che da domani c'e' poco da stare allegri), parrebbe tornata la primavera. Almeno a giudicare dal sole, dal canto degli uccellini e dalle prime avvisaglie di fuffa di pioppo nell'aria.
Speravo che al ritorno delle particelle cotonose la mia vita avesse preso una piega diversa da quella che aveva lo scorso anno. Anche se non rimpiango nulla di questo anno che tanto mi ha dato e tanto mi ha tolto, ho la straziante sensazione che il tempo si sia fermato. O se non altro che Qualcuno lassu' abbia alzato la mia pedina, abbia dato un paio di zampate in modo da imprimere una rotazione inversa al Creato attorno al suo asse e l'abbia posata nello stesso posto, ma un anno prima.
Ancora il giubbino della moto e il casco in mano, cammino nella via con gli occhi bassi per non farmi tentare da birra e sigarette e non incrociare sguardi di persone troppo amichevoli. Seguo i disegni che il polline ha tracciato sull'asfalto rimanendo imprigionato nei rivoletti di liquido non meglio identificato che lo attraversano.
Penso alle vacanze che mi aspettano, a come impieghero' in effetti le tre settimane che ho preso ad agosto e a come avevo sognato di impiegarle.
Neanche il richiamo della liberta' in sella a Baby sembra abbastanza consolatorio.
Ieri sera stavo da porco e per una volta era il fisico a fare cilecca: raffreddorone e fitte allo stomaco.
Avevo quattro opzioni per la serata, ma una l'avevo scarata a priori.
Opzione uno: arrivare a casa, farsi un brodino, abbassare le tapparelle e andare a dormire prima del calar del sole. Difetto: mi sarei svegliata nel cuore della notte in preda a forte depressione e desiderio di tirare testate contro i muri.
Opzione due: arrivare a casa, consumare una cena frugale, saltare in sella a Baby Blue e andare al corso di francese, ribadendo il concetto che sono una secchiona.
Opzione tre: non passare da casa, cenare con un toast, ingurgitare diverse birre in compagnia di amici assistendo al concerto dei Mum. Tornare a casa a tarda notte distrutta, ma soddisfatta.
L'opzione quattro aveva a che fare con l'andare ad un concerto di musica country/melodica, potenzialmente sdolcinata assieme all'unica persona che sarei stata disposta ad accompagnare ad un simile concerto se le cose non fossero andate come sono andate.
La scelta e' ricaduta ovviamente sull'opzione due, il mio stato di salute e' migliorato, ma mi devo esser persa un gran concerto.
Oh my God! Non sono mai preparata psicologicamente ai cambiamenti di Blogger...

7.5.04

Beh alle volte uno pensa che se si mettera' a urlare e vomitera' in faccia a qualcuno tutto quello che pensa poi le cose andranno meglio... sara' liberatorio e forse dall'altra parte chi si sente dire certe cose, magari si porra' il problrùema del perche' gli sono state dette... peccato che sia una mera illusione... dire cosa si pensa alle persone non serve... vomitarglielo addosso men che meno.... e la fregatura massima e' che poi non ci si sente nemmeno meglio... anzi....
ma forse e' solo sbagliato volersi ostinare a credere che i legami di sangue significhino qualcosa... a meno che non siano quelli con mamma e babbo...
uff. ed io speravo che l'omino la sotto avesse ragione.
qui c'e' un cielo plumbeo da rabbrividire, soprattutto visto e considerato che in un impeto di entusiasmo ho lasciato l'ombrello a casa questa mattina.
Ieri non avevo voglia di stare in ufficio a girarmi i pollici, quindi alle 16.30 ho preso la porta ho salutato tutti e sono andata in centro a Palazzo reale a vedere la mostra Ukyoe, il mondo fluttuante. Andare ad una mostra durante un pomeriggio infrasettimanale riconcilia con il mondo dell'arte. Niente gruppi di 50 persone che ti calpestano gli alluci per seguire la guida che con voce squillante racconta notizie inutili (tipo quante scagliette d'oro ci sono volute per un particolare dipinto), niente sapientoni che si lanciano in filippiche per far colpo sullaccompagnatore di turno, solo un po' di studenti, qualche signora e il privilegio di riuscire ad essere sola per qualche minuto in ciascuna sala.
Da profana ho apprezzato particolarmente le stampe a soggetto paesaggistico di Hokusai e di Hiroshige.
Per un attimo ho pensato di acquistare il catalogo, ma i prezzi dell'arte a partire dai 9 euri del biglietto sono poco politici quindi ho deciso che prima paghero' casa e poi comincero' a comprare i libri da mettere sulla libreria.

6.5.04

oggi
6 giorni di silenzio
pare che avro' anche un parere da un vero architetto su come arredare la mia futura casa.
In metropolitana si vedono sempre strani personaggi.
Alle volte sono io che sono nervosa ed irritabile perche' devo mischiarmi alla massa pendolare invece di svicolare nel traffico in sella a BabyBlue.
Tipo l'altra sera che avrei preso a mazzate in faccia il rispettabilissimo signore che avevo accanto perche' masticava fastidiosamente una cicca.
Ieri invece il personaggio era inquietante sul serio. Un ragazzo in abito scuro con gli occhiali di Paola Barale, quelli rettangolari giganteschi, fascianti, con le stanghette che partono dalla base della lente, una camicia leopardata bianca e nera e un ombrellone da pioggia coi colori dell'arcobaleno.
Si e' appoggiato al palo della metro in una posa mista fra Clint Eastwood e una ballerina di lap dance ed ha iniziato a guardarmi con l'aria di credere che sarei dovuta cadera ammaliata ai suoi piedi. Masticava anche lui una cicca e a tratti si sistemava la cintura dei pantaloni. Continuava a fissarmi e a pencolare sinistramente in cerca, suppongo, di una posa che mettesse in risalto il suo profilo migliore.
Mi sono girata in modo da non doverlo guardare, ma i suoi continui spostamenti lo riportavano fastidiosamente nella periferia del mio campo visivo e pericolosamente sul limitare del mio cilindro di sicurezza, lo spazio fisico che ci deve essere fra me e una persona perche' io possa sentirmi tranquilla.
Ho iniziato a provare un immenso fastidio, un corto circuito nella mia spina dorsale e una voce che mi diceva di allontanarmi. Fortunatamente alla prima fermata c'e' stato un ricambio di persone nel vagone e sono riuscita a conquistarmi uno spazio sufficientamente distante.

5.5.04

Va bene la poesia , va bene la malinconia, ma quando cazzo smette di piovere?
Ho fatto la lavatrice domenica e gli asciugamani sono ancora umidi.

4.5.04

Pioggia, sembra non debba smettere mai piu'.
Sembra saremo destinati ad una eternita' di fondi dei pantaloni fradici e calzini umidicci. Incroci di ombrelli e schizzi d'acqua sulle lenti.Balli fra le pozzanghere increspate. Lacrime mascherate dal disegno delle gocce sui vetri. Infelicita' liquida che si insinua sotto gli infissi.
A tratti sembra la pioggia di Apocalypse Now e mi aspetto di vedere riflesso nell'acqua il bagliore irregolare d'una esplosione piuttosto che la luce intermittente di un semaforo spento.
Che quando la pioggia comincia, dopo giorni di sole, mi piace dormire con i vetri della finestra socchiusi. Respirare l'odore della terra umida ormai dimenticato. Mi piace il rumore delle gocce sul balcone, quella cadenza irregolare che mi guida verso il sonno.
Ma adesso ogni goccia e' il ricordo di una lacrima, ogni pozzanghera e' uno specchio e sembra che non debba smettere mai piu'.

3.5.04

Scazzo.
La routine anestetizza e questa e' una gran verita'.
Arrivare a casa, disfare il letto, caricare la lavatrice, sistemare la roba dalla valigia all'armadio. Sdraiarsi a letto e leggere un capitolo di un libro che ti piace. La domenica notte arriva in men che non si dica e quando ti addormenti sei quasi serena, se hai fatto un qualche sogno l'hai dimenticato prima di svegliarti.
Solo che la routine anestetizza la percezione del mondo in ogni suo aspetto e se il dolore non ti flagella lo stomaco e il cervello, nulla ti colpisce nella benche' minima maniera, nulla ti entusiasma e a ben vedere tutto ti infastidisce un po'.
Prima o poi passera' anche questo e magari se smettera' di piovere e il vento spazzera' lo smog, tornera' la voglia di sorridere alla vista dei monti in lontananza nel sole. La compagnia di persone nuove non sara' una medicina, ma qualcosa di piacevole. La compagnia delle persone di sempre non sara' solo un appiglio sopra il baratro.