La carità cristiana
Sabato scorso, visto l'approssimarsi delle feste e la necessità di rimpinguare i fondi, con la associazione abbiamo organizzato un aperitivo musicale natalizio.
Il programma della serata prevedeva esibizione di un coro con repertorio di canzoni di Natale da tutto il mondo e a seguire un aperitivo per scambiarsi gli auguri di buone feste.
Per l'occasione abbiamo affittato il teatro di un oratorio non troppo distante dal nostro locale. Da un lato per pigrizia, dall'altro per non venir meno al proposito di svolgere attività in quartiere.
Il complesso in cui si trova l'oratorio occupa un intero isolato e consta di una chiesa in mattoncini rossi di dubbio gusto, il complesso dell'oratorio con svariati edifici fra cui il teatro ed infine un complesso sportivo in cui si suppone si giochi a calcio (a giudicare dalle urla beduine che si sentono la sera), ma che ci sia anche posto per la ginnastica dolce, vista la processione di vecchiette in tuta da ginnastica che si intruffola nel centro la mattina. In più si vocifera che il campo incolto (di superficie pari a quella di tutto il complesso) che si trova dall'altro lato della strada, appartenga comunque alla parrocchia.
Il lungo preambolo per dire che non è esattamente una realtà disagiata che necessita di fondi e offerte per il suo sostentamento. Nonostante questo i prezzi dell'affitto del teatro sono tutt'altro che popolari e solo dopo lunga trattiva e meticolosa contrattazione delle clausole "la quota include la quota non include", si è giunti ad un accordo che soddisfacesse entrambe le parti.
Il primo impatto con gestore del teatro comunque non è stato dei migliori, "perchè siete a questo ingresso? Nel contratto al capoverso 25 in font 1,5 c'è chiaramente scritto che il personale tecnico e gli artisti devono accedere dall'ingresso posteriore e che quello anteriore sarà aperto solo quando arriva il pubblico", "no la luce dei bagni del pubblico le accendo solo quando arriva il pubblico" e via di seguito. In tutto questo, nella mia veste di regista della serata e pr, mantenevo una certa calma olimpica, mentre la mia socia - con un passato da scout e frequentazioni della parrocchia pià assidue delle mie - si lasciava scappare "e questa è la Chiesa", esacerbando ulteriormente i non facili rapporti.
La ciliegina sulla torta comunque aveva da venire. Quando finalmente l'ingresso principale veniva aperto al pubblico e gli spettatori cominciavano ad affluire, ecco che un vociare concitato si levava dall'atrio.
Intervenuta sul posto trovavo due parrocchiane imbellettate ed impellicciate furiose perchè sulla locandina dell'evento non era scritto a chiare lettere che l'evento era a pagamento e quale fosse l'importo da versare.
A nulla valevano le spiegazioni sul fatto che l'evento fosse organizzato per beneficienza che sulla locandina era comunque presente il numero di telefono a cui richiedere informazioni: la signora più agguerrita gridava al dolo e alla malafede.
La signora più impellicciata e ingioiellata invece mi spiegava che nel portafoglio non aveva che metà della cifra richiesta e che avendolo saputo si sarebbe premunita, ma che così non se la sentiva di andarli a recuperare e poi tornare indietro.
Grazie al cielo la proposta di una socia alle signore di entrare come ospiti dell'associazione veniva sgarbatamente rifiutata dicendo "non siamo mica accattone", che se tanto mi dà tanto avrei trovato le vecchie fameliche attaccate al buffet e lì non so se sarei riuscita a mantenere la calma o gli avrei tolto il cappellino a suon di schiaffoni.
Visualizzazione post con etichetta spazio aperto multietnico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spazio aperto multietnico. Mostra tutti i post
13.12.10
5.5.10
il 23 maggio a Baggio IV edizione della festa di quartiere A MAGGIO A BAGGIO, BELLI DIVERSIQuest'anno la festa avrà un'ospite d'eccezione, NICCOLO' FABI. Il concerto -gratuito- si terrà in serata nel parchetto antistante la Biblioteca di Baggio.
Ad apertura del concerto di Fabi, suoneranno alcuni gruppi emergenti della zona 7.
In mattinata, torneo di street basket multietnico e gara podistica per i bambini delle elementari.
Al pomeriggio animazione, laboratori creatvi e giochi per i bambini, mostra lavori alunni della scuola Zima Garibaldi, incontro in biblioteca per gli adulti.
Etichette:
a maggio a baggio,
concerti,
niccolo' fabi,
spazio aperto multietnico,
UnAltroMondo
1.3.10
All'inizio dell'anno ero carica di energie e di ottimismo. Sarà stato il viaggio in Senegal, sarà che gli inizi sono sempre promettenti come un bel quaderno nuovo da inaugurare con una penna colorata.
Poi l'inverno, il brutto tempo e la mia innata tendenza al pessimismo cosmico mi hanno un po' spento e riportato al mio normale stato di scazzo quotidiano.
Che è inutile, per quante cose positive ci accadano e ci circondino, la tendenza è sempre quella a fissarsi su ciò che non si riesce a fare, su ciò che non si riesce ad avere - e quasi mai si tratta di cose materiali.
Essere zen è una condizione da ricercare, non viene affatto naturale.
Poi ci sono cose piccole come la festa del doposcuola di venerdì.
I ragazzini musulmani del doposcuola assieme alle loro mamme hanno festeggiato la nascita del profeta, con una recita e con dei canti.
Sono arrivata tardi e ho potuto ascoltare solo una canzone prima che iniziassero i festeggiamenti mangerecci.
E' stato comunque bello vedere la stanza piena di bambini, mamme e le persone del nostro gruppo che condividevano questo momento assieme.
E' stato bello vedere i lavori fatti dai bambini, il modellino della moschea in cartoncino con i quattro minareti e tutti gli omini piccoli attaccati nel cortile.
E' stato bello essere assalita dalle mamme addette al rinfresco che mi hanno chiamato a gran voce "signora signora vieni ad assaggiare i nostri dolci" e farsi mettere in una mano un piatto pieno di assaggi di dolci marocchini ed egiziani e nell'altro un bicchierino di vetro blu con i ricami oro pieno di the alla menta zuccheratissimo.
Mi ha fatto sentire che le energie che spendiamo nel nostro progetto danno dei frutti e che è vero che alle volte basta gettare un seme perchè prendano vita delle cose bellissime.
Il mondo mi è sembrato un posto più bello.
Per non smentirmi - e per smetterla con questa tirata cariadenti - comunque non poteva mancare il momento comico fantozziano.
E' stato trovarmi circondata di bambini con in mano quei bastoncini che una volta accesi sprizzano stelline e sentirmi chiedere di dare una mano ad accenderle. Accendere i bastoncini luminosi in onore del profeta con un accendino con una donna discinta in mini bikini effettivamente non ha prezzo.
Poi l'inverno, il brutto tempo e la mia innata tendenza al pessimismo cosmico mi hanno un po' spento e riportato al mio normale stato di scazzo quotidiano.
Che è inutile, per quante cose positive ci accadano e ci circondino, la tendenza è sempre quella a fissarsi su ciò che non si riesce a fare, su ciò che non si riesce ad avere - e quasi mai si tratta di cose materiali.
Essere zen è una condizione da ricercare, non viene affatto naturale.
Poi ci sono cose piccole come la festa del doposcuola di venerdì.
I ragazzini musulmani del doposcuola assieme alle loro mamme hanno festeggiato la nascita del profeta, con una recita e con dei canti.
Sono arrivata tardi e ho potuto ascoltare solo una canzone prima che iniziassero i festeggiamenti mangerecci.
E' stato comunque bello vedere la stanza piena di bambini, mamme e le persone del nostro gruppo che condividevano questo momento assieme.
E' stato bello vedere i lavori fatti dai bambini, il modellino della moschea in cartoncino con i quattro minareti e tutti gli omini piccoli attaccati nel cortile.
E' stato bello essere assalita dalle mamme addette al rinfresco che mi hanno chiamato a gran voce "signora signora vieni ad assaggiare i nostri dolci" e farsi mettere in una mano un piatto pieno di assaggi di dolci marocchini ed egiziani e nell'altro un bicchierino di vetro blu con i ricami oro pieno di the alla menta zuccheratissimo.
Mi ha fatto sentire che le energie che spendiamo nel nostro progetto danno dei frutti e che è vero che alle volte basta gettare un seme perchè prendano vita delle cose bellissime.
Il mondo mi è sembrato un posto più bello.
Per non smentirmi - e per smetterla con questa tirata cariadenti - comunque non poteva mancare il momento comico fantozziano.
E' stato trovarmi circondata di bambini con in mano quei bastoncini che una volta accesi sprizzano stelline e sentirmi chiedere di dare una mano ad accenderle. Accendere i bastoncini luminosi in onore del profeta con un accendino con una donna discinta in mini bikini effettivamente non ha prezzo.
Etichette:
doposcuola,
festa del profeta,
spazio aperto multietnico
Iscriviti a:
Post (Atom)