28.11.04

Ecco, non fosse che il terremoto c'è stato qualche giorno fa, il fatto che la Sampdoria abbia :
1) vinto la partita
2) 1-0
3) segnando su rigore
4) concesso al 2 di 3 minuti di recupero
mi farebbe presagire strani fenomeni naturali.
Magari a mezzanotte in cielo brillerà il sole, mi stupirei di meno.

26.11.04

Piccolo spazio pubblicità.
Mica scemo il vecchio Bamba.
Ballad of Cape Hogue (Calexico)

I live out yonder where the snakes and scorpions run
got myself a little goldmine to bank on
but one day my heart sank when I saw Madame in town
I knew her love would be the death of mine

( L'amour passait, l'amour obsolète.
Pourquoi perdre sa vie à chercher l'or d'un coeur?
Je ne me noierai pas dans ce désert mystique.
Je ferme mes comptes et je repars
.)

Love is passe and love is obsolete

some spend their whole lives searching for a heart of gold
I'm tired of treading water in this desert mystique
I'm cashing in my chips before I ride
Do me a favor while I'm hanging here
Take this gold and go and hide
Don't twist too hard darlin' on your hangin' rope
Don't worry I'll be free in no time.

She promised me she would be there when I'd return
she didn't say she'd have a whole army there as well
she whispered, "J'taime Baby," as she fired that gun at me.
It's getting late and I'm running out of time
I should've stayed way out yonder
better off with the scorpions and snakes
Every act which has no heart will be found out in the end
Guess I'm a little late this time, cause her love
would be the death of mine, mine, all mine
Ultimamente la mia gestione del tempo è basata sul concetto dell'horror vacui. Poi la gente mi domanda "che dici usciamo una di queste sere?" e l'unica cosa che riesco a farfugliare è "credo di avere qualche sera libera nel giugno del 2005, lunedì 13 ti andrebbe bene?". Ecco se poi mi mandano a cagare come faccio a dargli torto?
Comunque ieri sulla via della lezione di francese delle 19.30 ho fatto un pit stop in pasticceria:
caffè e cannolo siciliano. Ho scoperto un'accoppiata migliore della cocaina: a mezzanotte avevo ancora gli occhi sbarrati.

25.11.04

Ale in Senegal fa esperimenti di sopravvivenza a budget ridotto e sperimenta la sensazione di essere continuamente osservato. Poi a casa si commuove per un sms.
Stamattina in quegli attimi che precedono l'effettivo risveglio ero Franciskje, o forse era lui ad esser me. Scrivevo sul suo blog, che era il mio, e parlavo delle stelle e del mare visti dalla Pria Pulla [1] e negli occhi avevo il panorama notturno ante costruzione della diga foranea.
Se c'è uno psicoanalista in zona, si accettano interpretazioni.


[1] a Pegli (GE) c'è uno scoglio che si chiama Pria Pulla. Ai tempi della costruzione del porto di Voltri ci fu una sollevazione popolare per impedire che fosse fatta saltare per lasciar spazio alla costruzione della diga foranea. I pegliesi ebbero ragione degli ingegneri e l'ultimo tratto della diga vicino a riva ha un'inspegabile deviazione verso destra proprio in prossimità dello scoglio.
Terremoto
Ultima sigaretta fuori dalla sede, voci basse per non disturbare la quiete pubblica, che a tirar giù la saracinesca già si fa abbastanza rumore. Improvvisamente la saracinesca trema, ma non è da sola, anche le ringhiere dei terrazzi tremano e i lampioni (che a Baggio sono ancora quelli appesi al centro della strada) dondolano vistosamente. Noi lì col naso al cielo a domandarci cosa stesse succedendo, roba che se fosse venuta giù una tegola ci avrebbe preso in mezzo agli occhi.

24.11.04

Potenza dell'ordine materno.
Premessa:
mia madre è riuscita a sbagliare per tre volte di seguito il pin della sim, fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non che mia madre non ha mai realmente digitato un pin, ma ha infilato in borsa il cellulare accesso sulla schermata che lo richiedeva. I movimenti degli oggetti nella sua borsa hanno fatto il resto: 3 serie di numeri casuali seguite da invio et voilà cellulare bloccato.
Mi ha chiamato in soccorso e le ho spiegato che era necessario reperire il PUK e che questo si trovava di sicuro sulla confezione della sim (acquistata almeno 5 anni fa). Poi figheggiandomi ho detto: "Tranquilla mamma, lo trovo io!!!".

Scenario:
io china su di un sistema di equazioni differenziali tento di ricavare il puk partendo da numero di telefono, numero di scarpe e fasi lunari, un collega solerte mi deterge il sudore dalla fronte, siamo ad un passo dalla soluzione.
Squilla il cellulare: mia madre.
"Ah tutto a posto ho trovato l'incartamento della sim con il codice sopra".
Strategie di marketing.
Se metti una minigonna verde acido e gli stivali con i lacci dall'aria vagamente sadomaso e poi un tizio alto di bell'aspetto con gli occhi azzurri e il pizzetto uscito da una enoteca dall'aria trendy ti domanda:
"ma da dov'è che venite tutte, con quel bastone in mano?" (riferendosi al fatto che tu ed altre 16 ragazze siete uscite dalla lezione di danza portandovi appresso il bastone che serve per la coreografia) replicare :
"attento siamo pericolose picchiamo duro" e andarsene, sarà in linea con gli stivali, ma non favorisce l'instaurazione di una conversazione.

23.11.04

Posto che piuttosto che stirare riesco ad inventarmi attività molto fantasiose non posso comunque non rimanere estasiata di fronte all' extreme ironing.
(trovato da giulia)
Dubbi legittimi.
Se il coinquilino ha portato un mazzo di vischio da appendere nell'ingresso e nella sua valigia fra i calzini è stata adocchiata una scatola di preservativi, noi fanciulle dovremmo preoccuparci delle sue intenzioni? Ad ogni buon conto nessuna di noi si è ancora fatta trovare in zona vischio in sua presenza.

22.11.04

Il finesettimana si è liquefatto lasciandomi al punto di partenza: giacca pantavento e casco sull'avambraccio. La settimana si preannuncia grigia e umida.
Ieri ho letto "La confraternita dell'uva" di John Fante. Bellissimo.

Sulla via del rientro a Milano in un meticoloso programma di perdita di tempo per arrivare sulla coda del blocco del traffico, ho avuto la malaugurata idea di infilarmi alla Bennet di Ovada.
Il primo corridoio era un incubo natalizio da film di terza categoria. Babbi Natali ridenti e panciuti appostati dietro scatole di ciarpame presepizio eruttavano yoedel al passaggio dell'ignaro potenziale acquirente, coadiuvati da alberi di Natale canterini e calendari dell'avvento musicali. In una rappresentazione della Natività deformata, una triade di commessi si trovava in contemplazione estatica di un San Giuseppe con lanterna, biancovestito, formato 1:4.
Bambi argentati si proponevano come centri tavola in lizza con candele mastodontiche in un tripudio di rosso e dorato dall'aria vagamente infernale. In tutto il resto dell'area era impossibile muoversi senza venir colpiti da torroni extraduri che sbucavano da carrelli lanciati in corsa contro pile di panettoni nocciolati e pandori farciti.
Sulla carta igienica al posto dei fiori di camomilla, *rami di agrifoglio*.
Sopravvissuta al senso di nausea e di vertigine sono uscita indenne dall'orgia festante e con la mia scorta di biscotti spartani mi sono trascinata alla macchina sotto lo sguardo di vaga disapprovazione della guardia giurata.

20.11.04

Ale è arrivato a Dakar ed ha iniziato a pubblicare sul blog nuovo di pacca aperto poco prima che partisse. Storie dall'Africa: UnAltroSenegal. Appena ho un pò di tempo mi metterò a fare il restyling del template.

19.11.04

Telefonata.
G. Ciao zia, come stai?
z. Oh carissima ciao! Quando ti sposi?
G. ....

18.11.04

Comunicazione dalla segretaria riguardante l'appartamento aziendale.
Vi comunico che nella giornata di domani il geometra effettuerà un sopralluogo per verificare l'entità dell'infiltrazione. Non lasciate oggetti di valore incustoditi.

Ora che il geometra abbia la faccia da criminale lo pensavamo tutti, ma addirittura dichiararlo via mail?? E cambiare geometra?
update: ad ogni buon conto ho chiuso la porta a chiave
Sì che quando uno fa volontariato utilizza le sue competenze per fare qualcosa di utile... ma tra tante cose... proprio le mie competenze informatiche?

17.11.04

Copriti bene se ti senti fredda, hai la pressione bassa dell'anima.

Il problema è il vuoto che ti mangia dentro. Comincia dallo stomaco e pian piano si espande. Stai lì immobile sul letto davanti alla tv che incredibilmente trasmette un bel film in prima serata, ma non risci a concentrarti. Hai paura che all'improvviso il vuoto cominci ad essere visibile, che scostando la coperta dentro cui sei avvolta, al posto dell'ombelico troverai un buco e in trasparenza vedrai il copripiumino ikea a cuori rossi.
Avresti potuto scappare da questa serata sul letto, farti convincere da chi tanto affettuosamente ha tentato di farti uscire di casa. Ma le avvisaglie erano chiare anche nel primo pomeriggio quando ancora in cielo c'era il sole , tu avevi voglia di ascoltare Morissey e il tuo bioritmo era in controfase con il ciclo dell'universo. Saresti stata uno zombie, il tredicesimo a tavola, il convitato di pietra e il padrone di casa avrebbe dovuto un'altra volta smettere di suonare una canzone triste cogliendo al lato dei tuoi occhi un luccichio sospetto.
Potresti provare a vedere se la cioccolata riesce a salvarti dalla sensazione di essere sul punto di scomparire, ma hai paura di dissolverti e metà strada fra la camera e la cucina e se proprio devi vaporizzarti che sia nell'intimità della tua stanza e non al bordo del tavolo ikea dimensione grande fratello dell'ingresso.
Contro il vuoto non puoi fare nulla, si insinua subdolamente sotto la porta e sgretola piano piano la sensazione di essere viva.
E' una fottuta fregatura che l'assenza di qualcosa che non riesci a definire sia più forte di tutte le presenze tangibili. Ma questo riesci a dirlo stamattina, che ancora una volta, non si sa come, il sistema di emergenza ti ha iniettato in vena una sana dose di rabbia.

16.11.04

argh!!!!
se prima non avevo ragioni apparenti per essere sull'orlo del tracollo nervoso, questa mezz'ora di ricostruzione del template scomparso direi che mi fornisce valide motivazioni per essere scontrosa, assieme alla lezione di danza saltata causa malattia della maestra.
Arriva il film della Guida Galattica dell'autostoppista, l'ho scoperto qui.
Inaugurazione del pallone da basket femminile nuovo: primo tiro canestro, secondo tiro dito insaccato.

15.11.04

Consigli per un buon inizio di settimana.

Per cominciare bene la settimana lavorativa basta NON trovare la moto con la batteria a terra quando si è in ritardo e si è bardati come Ambrogio Fogar per una missione al polo. In caso si verifichi il nefando avvenimento prima di saltellare scompostamente attorno al motociclo invocando gli dei della batteria carica, ricordarsi di rimuovere almeno il primo degli strati di vestiario.
Se la danza dovesse prolungarsi per più di cinque minuti senza esiti rassegnarsi all'evidenza dei fatti. Estrarre il beauty case, rassettare il trucco che nel frattempo si sarà liquefatto in rivoli lungo le guance per lo sforzo e andare dal tenutario del garage sbattendo le ciglia con sguardo da cerbiatto.
Una volta che la moto sia stata rianimata con l'ausilio di cavi elettrici effettuare 3 o 4 giri dell'isolato per ricaricare parzialmente la batteria prima di avventuarsi nel traffico della circonvallazione.
Posteggiare la moto molto vicino alla porta dell'ufficio e scendere ad intervalli di mezz'ora per controllare che la moto si accenda. Per maggior sicurezza compiere un sondaggio fra i colleghi onde individuare qualcuno che abbia i morsetti per una defibrillazione d'urgenza.
E, mi raccomando, casco ben allacciato e luci accese anche di giorno.
Certe volte domandi “cosa mi racconti?” , ma la risposta proprio non te l’aspetti.
Ti trovi davanti la vita, quella dura, quella crudele quella che ti lascia senza parole. Come un affondo allo stomaco o uno schiaffo a mano aperta.
Resti lì incapace di formulare un pensiero compiuto e allo stesso tempo non puoi smettere di pensarci.
Come quando un fischio più acuto si alza dal rumore di fondo e non puoi fare a meno di prestarvi attenzione.
Come una mano invisibile che ti prenda per il collo della giacca e ti tiri via dall’enorme ruota da criceto sulla quale ti stai affannando, resti fermo a guardare un’ immagine del mondo che riprende le sue giuste proporzioni, relegando in un angolo il fulcro delle tue preoccupazioni e dei tuoi crucci quotidiani: te stesso. E ti senti fondamentalmente stupido.
Come quando cogli un dettaglio in una di quelle immagini da libro di psicologia e d’improvviso la figura che avevi davanti assume contorni fino a quel momento invisibili svelandoti qualcosa di completamente diverso.
Ti domandi quante volte non hai colto dietro ad uno sguardo un universo. Quanto l’innegabile verità che è umanamente impossibile vivere ciascun giorno della propria vita come se fosse l’ultimo, non stia diventando lo scudo dietro a cui costruire una corazza di indifferenza. Ti domandi quanto di giorno in giorno il fischio debba diventare più forte perché tu riesca a coglierlo.
Non sai rispondere e non puoi smettere di pensarci.

13.11.04

Dopo un viaggio nella lattiginosa umidità della pianura a Genova ho ritrovato il sole che avevo smarrito a Binasco.
Fa caldo, il mare è giallo per l'ondata di sole che lo investe e la luce rifrangendosi e rimbalzando arriva fino a me e al monitor del pc. Quasi quasi vado a metter su un pareo e gli occhiali da sole, che a tutta questa luce non sono più abituata.
Bastano due settimane di seguito a Milano, che mi sembra di essere l'emigrante di se ghe pensu in un ipotetico rientro in terra natia.
Incrocio il comandante della stazione dei carabinieri, che sembra uscito da una piece teatrale tanto è caricaturale con quei baffoni, la pancia a cocomero e la pipa mentre in divisa chiacchera con una neo mamma di sua conoscenza.
Mi trovo davanti Chiara, compagna delle medie e figlia del farmacista, ormai farmacista anche lei. Mi dice che verrà abitare proprio nel vicoletto un paio di portoni più in su del mio. "Fra 3 o 4 sabati se vieni in giù passa a suonarmi che ti faccio vedere casa, in quel periodo dovrebbe esser pronta".
Il microcosmo del quartiere, aria di casa.
Come ad ogni rientro che si rispetti trovo anche la posta, appilata sul comodino della mia stanza da mia madre. Una multa per una svolta vietata delle 18.45 dell'11 luglio a Voltri. Ricordo perfettamente la scena ed anche di aver controllato che non ci fosse il vigile.. pazienza pagherò.
Trovo anche l'invito ad un corso per diventare presentatrice televisiva, direttrice artistica Maria Teresa Ruta, mica cazzi... questa mi sa che la cestino.

12.11.04

mitico il papa confuso.
Mi è arrivata questa mail e mi sembra che il minimo che posso fare è metterla qui (per una volta con il consenso del mittente).

Una telefonata di notte.
Ieri mattina Babacar mi ha inviato una mail dal Senegal con una valutazione del progetto Stop Malaria. In fondo ha aggiunto che il padre di Joe, uno dei responsabili del progetto di Dakar, è morto il giorno prima.
Il padre di Joe l'ho conosciuto in un viaggio all'interno del Senegal che avevamo organizzato a Giugno. Non mi ricordo come si chiama.
A ripensarci mi vengono in mente un cortile di una casa a Kaolack in un giorno dove il caldo c'aveva cotto la testa, un vecchio signore vestito con una bizzarra tenuta, un incrocio fra un pigiama da lungodegente d'ospedale e un vestito tradizionale senegalese, che cogliendo i nostri visi pallidi stravolti dal sole ci offrì un paio di seggiole e una bottiglia d'acqua fresca.
Mi ricordo che ci guardava con curiosità e con un po' di ironia. Di punto in bianco ci chiese notizie del figlio per rompere il silenzio e poi ci chiese, con una cortesia esagerata notizie di noi e dell'Italia.
Quando ad Ottobre ero ritornato in Senegal, Joe mi aveva "portato" i suoi saluti informandomi che durante il mese di settembre non era stato molto bene ma che ora si era ristabilito.
Ieri notte ho chiamato Joe.
Una telefonata piuttosto impacciata. Ad un certo punto gli chiedo se le condizioni di salute del padre erano ultimamente peggiorate e lui mi spiega che al contrario nell'ultimo mese sembrava stare più in forma del solito.
Per farla breve, scopro che Joe non sa perché suo padre è morto. Da un momento all'altro è morto, seduto nel cortile di casa.
Poi Joe mi passa sua madre, che parla solo woloff, è il livello di impacciaggine sale precipitosamente.
Non sapere perché si muore.
Se ci ripenso mi nasce una gran rabbia dal cuore.
Mi sembra un'ingiustizia inutile, che si aggiunge alla fine di tante ingiustizie inutili che il padre di Joe e di tutta la gente vivono abitualmente in Africa, il continente alla Top Ten delle ingiustizie inutili.
mao
Il Carcano è grande, ha le poltrone di velluto rosso, con il retro di legno e il sedile con la ribaltina. Le file sono un po' troppo vicine le une alle altre, le mie ginocchia reclamano vendetta al cielo e davanti a me è seduto un 12enne con una carriera da cestista.
Fa caldo, l'aria è secca e la gente continua a tossire. Gli adulti a luce spenta sono peggio dei ragazzini, ricercano nella borsa le caramelle, tossiscono, si lamentano di non sentire quello che viene detto sul palco (porco cazzo io ci sentirei se loro la piantassero di fare casino). I ragazzini della fila davanti sono assopiti in posizioni innaturali sulle poltrone, ma non disturbano.
Sul palco è in scena Così è (se vi pare) di Pirandello per la regia di Giulio Bosetti.
L'allestimento è molto classico, gli attori bravi, Pirandello è sempre Pirandello, la soggettività della realtà che ci circonda, il fatto che ciascuno sia quello che gli altri credono l'impossibilità di stabilire la verità.
All'uscita sono mediamente soddisfatta, anche se Pirandello continuo a preferirlo sulla carta stampata.

11.11.04

VO persone in grado di salvare il mondo.
Il 21 c'è il blocco del traffico. Il 21 c'è la messa in produzione del software. Il 21 bisogna venire in ufficio.
I vigili accettano permessi di circolazione in zone sottoposte a blocco raggiunte dai mezzi pubblici solo se si è in grado di dimostrare che si svolge un lavoro di pubblica utilità.
Qui in ufficio si sta facendo brain storming per inventare una dimostrazione plausibile che il nostro lavoro lo sia.
Ecco, contando il livello di delirio mentale che regna sovrano qui in zona, direi che impedirci di mettere in produzione il nuovo software sia il vero servizio di pubblica utilità, quasi quasi vado al comando dei vigili e lascio lì le chiavi della macchina di mia spontanea volontà.
Qualcuno faccia qualcosa... blogger ha cominciato a parlare in italiano e fin qui non sarebbe nemmeno grave a parte il fastidio di abituarsi... è che è tutto ... storto!
Per mesi il pitbull del vicino di casa è stata una presenza costante nella mia vita.
La sera, stufo di stare rinchiuso nell'appartamento guaiva e batteva sulla porta di ingresso con le sue zampone, facendo tremare non solo quella, ma anche la nostra dall'altro lato del pianerottolo, nonché, nei momenti di maggior disperazione, la porta della mia stanza.
Poi ha smesso. In realtà non mi sono mai realmente interrogata sul perché.
Probabilmente il mio inconscio mi suggeriva che i cani crescono, imparano a rassegnarsi come gli uomini e poi chissà, magari al suo proprietario avevano cambiato i turni e la sera aveva tempo per portarlo a zonzo.
Da qualche giorno però dallo stesso appartamento si sentono i pianti e il raspare alla porta di un cucciolo. Non so che cane sia, non l'ho ancora incrociato. Di sicuro fa stringere il cuore.
Ma quello che più mi inquieta è: che fine ha fatto il pitbull grande??
Sabri sostiene che nell'appartamento di fronte c'è un allevamento di cani da combattimento il che assieme allo spacciatore del piano di sotto all'ex galeotto che urla minacce per le scale e ai travestiti giù in piazza completa il quadro del quartiere perfetto.

10.11.04

Elefante in un negozio di cristalli.
Ieri a danza durante le prove della coreografia, in un momento in cui si supponeva che tutte dovessimo ruotare nella stessa direzione a tempo e fermarci in posa plastica, la musica è stata funestata da un suono sinistro.
Il bastone che avrei dovuto tenere leggiadramente appoggiato sulle spalle e alzare al cielo a fine sequenza, si è spezzato con fragore nel cozzare con quello della vicina dietro, con la quale evidentemente ero in controfase.
Niente sangue per fortuna, ma sto valutando seriamente di darmi a qualche sport da combattimento.
Alla fine ho ceduto, ho messo i commenti. Sebbene non più di tre giorni fa dichiarassi che non ne sentivo il bisogno perché quando scrivo lo faccio per me stessa. Ma se poi è lo splendido quarantenne di cui sotto a chiedertelo, come si fa a dir di no?
Futilia.
Leggendo qui e lì ho scoperto di aver assistito al siparietto narrato da Chettimar sulla "rissa" al bar, che poi deve esser stato lui a indicarmi il Confuso.
Ho scoperto che c'era qualcuno in incognito e infatti non mi sono accorta della sua presenza.
Ho scoperto anche che ho mancato leo, peccato.

8.11.04

Alle nove Anna era sotto casa mia. Alle dieci dopo un centinaio di km percorsi in cerchi concentrici attorno al foyer ci siamo ritrovate praticamente al punto di partenza, abbiamo mollato la macchina in un losco parcheggio e ci siamo avviate a piedi verso la blogfest. Al nostro arrivo, sbrigate le pratiche di ingresso, ci siamo ritrovate in un locale già affollato. Anna mi ha guardato con l'aria di chi si aspetta che io prenda una qualche iniziativa, che infondo si supponeva che io conoscessi tutti.
Peccato che Franciskje fosse ancora in preda alle angosce della ricerca posteggio e LiveFast avesse il telefono staccato.
Nel dubbio siamo andate a ingrossare la ressa in zona bar.
Il Confuso eletto a cugino in virtù delle origini comuni, ma della differente fede calcistica, l'ho individuato grazie a qualcuno in coda alle mie spalle. Grazie al cielo non sono dovuta andare in giro a calpestare gli alluci a tutti gli astanti di sesso maschile nel tentativo di strappare un "belin!" che mi aiutasse ad individuarlo. Giusto il tempo per un saluto veloce, ma niente coretto di "ma se ghe pensu".
Abbiamo conosciuto Durante con il quale si sono fatti discorsi più o meno aulici.
Complice il mohjto a stomaco vuoto non sono fuggita a gambe levate e mi sono trovata a rispondere a domande più o meno insensate davanti ad una telecamera (grazie al cielo non ci sono tracce di tutto questo on line).
Simone mi è sbucato davanti all'improvviso con un maglioncino verde squillante. Baci e abbracci e chissà magari dopo Ginevra si andrà anche ad Addis Abeba. Mi ha presentato Ilenia, che per la gioia di molti sembra si sia attrezzata per riuscire a postare più spesso.
Ho incrociato Giulia indispettita dalla scomparsa del suo cartellino di riconoscimento, ma non sapevo che fosse lei.
Ho fermato Ark che si è rivelata in linea col suo blog. Fantastica.
Alla fine anche lo splendido quarantenne si è palesato di persona.
Non ho incrociato Simona o forse sì, ma non me ne sono accorta e me ne dispiace.
E' stata una bella festa e per una volta sono contenta di essermi data alla vita mondana.
Adesso non mi resta che convincere Anna ad aprire un blog, così la prossima volta l'intervista la fanno a lei.
Domenica mattina il mio approccio al mondo circostante era decisamente poco obiettivo, nonostante per una volta il sole fosse visibile sul fondo di un cielo quasi azzurro.
La Serravalle percorsa un migliaio di volte mi presentava caselli non previsti in luoghi inconsueti, i chilometri che mi separavano dalla meta crescevano in maniera non lineare. Quando ormai pensavo di essere stata inghiottita in un gorgo spazio temporale l'odore di reazione chimica altamente cancerogena mi ha annunciato la presenza della raffineria e quindi dell'uscita di Busalla.
Andrea e Fra mi aspettavano pazienti davanti alla Coop di Sarissola, con loro ho proseguito verso casa di Mirna e la polenta.
Al solito c'è parecchia gente e un fuoco caldo e scoppiettante nel camino. Fritz è svizzero, gli occhi azzurri penetranti non sono offuscati dalle lenti fotocromatiche scurite dal sole.
A pranzo fra polenta al sugo e ai formaggi ci illustra il funzionamento del servizio militare elvetico nonché le ragioni geomorfiche che rendono impossibile una rapida conquista della Svizzera.
La sua fidanzata è preoccupata per un possibile tracollo psicologico di noi ascoltatori e tenta di distrarlo.
Ogni gesto, ogni parola rivelano le origini di Fritz che prosegue nella sua dissertazione con tenacia.
Poi però arrivati al dolce improvvisamente si trasforma e ci stende a tappeto con una verve comica e doti di mimo insospettabili fino a quel momento.
La giornata scorre via veloce e piacevole, l'approccio alla Serravalle comunque non migliora complici la pioggia torrenziale di Tortona e il traffico impazzito.

5.11.04

Questa notte ho fatto un sogno strano.
Avevo un neonato in braccio, bellissimo, mio figlio. Ci giocavo e lui mi sorrideva. Lo cullavo e lui si addormentava sulla mia spalla.
Volevo metterlo a letto nella culla, ma in casa non c'era la culla. Non c'era il ciucciotto, non c'era il biberon, non c'era nulla per un neonato.
Decidevo di metterlo a dormire in un letto da adulti, ma ero preoccupata che cadesse e si facesse male.
Non ricordo altro.
Si accettano interpretazioni.
Qrz mi suggerisce:
prima di tutto devi partire dall'assunto che i 'personaggi' dei nostri sogni sono spesso proiezioni di noi stessi, quindi il bambino e' una proiezione di te stessa, quindi hai paura di non riuscire a 'dormire' in un letto da adulti senza cadere. Paura di diventare adulta?

****
A proposito di neonati mi ronzava per la testa l'idea di un aggeggio che analizza il pianto dei neonati e suggerisce al neo genitore le cause del pianto del figlio. Pensavo di aver sognato pure quello, invece esiste già.
Nastroni
L'altro giorno ho trovato una cassetta audio poggiata sul coperchio di un cestino della rumenta a Cesano. Nella testa mi è passata l'idea del book/cd crossing così me la sono intascata senza starci tanto a pensare.
E' una cassetta di blues. Ho ascoltato due canzoni, sono belle anche se non è il mio genere. Dentro la custodia ovviamente non c'è alcun biglietto sintomo che l'abbandono della cassetta è stato più involontario che programmato.
La grafia è quella di un uomo, un po' sbilenca, ma non disordinata. I titoli sono stati scritti con una penna a inchiostro liquido e punta sottile.
Penso a chi potrebbe essere il poprietario. Sicuramente deve avere almeno la mia età ed essere un nostalgico che non riesce a dire addio al suo walkman o alla sua vecchia autoradio.
Penso che probabilmente ha qualche anno in più, mi viene in mente un vecchio nastrone con cui Enrico aveva tentato di erudirmi alle strade del blues.
A proposito di nastroni qualche tempo fa ho fatto un tuffo nel passato frugando nelle scatole in camera mia a casa di mia mamma.
Dalla cassetta con la mia voce di bambina di due anni, ai vari nastroni di amici e spasimanti, passando per le demo dei gruppi dei miei amici e l'unica registrazione esistente delle nic fit il trio femminile involontariamente punk (per chiarire il livello musicale) in cui suonavo la batteria.
I nastroni dei corteggiatori non denotavano gusti musicali audaci:
Chicco dopo un side A mediamente melenso, scopriva le carte con la prima canzone del side B Piccolo grande amore di Baglioni.
Michele invece andava giù sul pesante già dalla quarta canzone del primo lato con I want you tonight degli Inxs.
Nessuno dei due doveva avermi colpito al cuore in maniera irreversibile se oggi faccio fatica a ricordare chi fossero Chicco e Michele.
Gian invece è stato il mio primo grande amore, il fidanzato musicista.
Morrissey cantava
"if a double decker bus crashes into us, to die by your side is such an heavenly way to die"
lui era andato oltre dedicandomi una canzone che diceva
"i prefer to shot you in the mouth instead you kiss".
Che poi a pensarci l'idea della canzone d'amore rovesciata è un sempre verde, tra le ultime mi sovviene quella cantata da Nick Olivieri nei QOTSA "Another love song" che inizia con "You're so impossible, your scream and moan it chills my soul".
Diciamolo, i discount mi hanno sempre lasciato un po' perplessa. Tutti quegli scatoloni dall'aria zozza accatastati qui e lì senza un ordine apparente mi creavano qualche problema. Ieri però l'acqua la dovevo comprare e così sulla via di casa mi sono fermata al penny market di via da cermenate. Mi si è aperto un mondo. Ho trovato i bratwurst della Turingia (Sabri era convinta che mi sarei intossicata e che mi avrebbe dovuto accompagnare in ospedale durante la notte) e i lebcucken i biscotti natalizi speziati. Oltre ad acquistare 12 lt d'acqua ad un euro.

4.11.04

Varie sul mondo.
Leggevo ieri che Zucconi sostiene che con queste elezioni l'America ha ritrovato la democrazia. La gente finalmente è andata a votare in massa. Non so quanto ci sia da rallegrarsi visto che ha votato per Bush.
Stamattina invece mi è passato sotto l'occhio il comunicato di Medici Senza Frontiere. Lasceranno l'Iraq perché "sarebbe irresponsabile esporre lo staff al rischio che la permanenza comporta". Mi sembra un segno bruttissimo. Quando se ne andrà anche Gino Strada ci sarà veramente da pensare di emigrare su di un altro pianeta.
Infine Arafat è in coma e probabilmente non si riprenderà. Che cambierà questo nel conflitto Israele Palestina?
In questo clima caldo surreale, con il sole che tramonta in un silenzio innaturale mi domando se il mondo è già finito ed io non me ne sono accorta.
Stamattina venendo in ufficio in macchina ho avuto la sventura di ascoltare per radio Ferrara che parlava dei matrimoni gay. Il modo peggiore per iniziare la giornata.
Piccole gag
Il mio dentista è un grande, ieri stava cercando senza esito la custodia di un apparecchio nell'armadio , si è girato dall'assistente e le ha domandato:
"Hai mica visto la custodia verde... Kawasaky?"
a dire il vero credo che la specificazione motociclistica fosse a mio esclusivo vantaggio visto che mentre lo diceva mi ha lanciato uno sguardo sornione e l'assistente è al livello "ma la moto ha due ruote?"
Io ovviamente ho apprezzato moltissimo.
Mi scrive Diego dalla Germania:
"Guardo Andrea, un'amica cilena. Sguardo deciso. Carattere forte. Circolo femminista, pacifista convinta, sta raccontando delle discussioni con sua madre. Lei, la madre, e' per la lotta armata, in alcuni casi. Le sorrido e le chiedo cosa e' accaduto a sua madre durante la dittatura. E' stata in carcere, un anno, non e' stata fucilata in mezzo ad un campo da calcio e si e' salvata per miracolo, grazie ad un avvocato "muy muy bueno". Le dico che non sono sorpreso che sua madre pensi che in alcuni casi sia giusto lottare con le armi per la propria liberta' e per i propri diritti. Andrea e' nata in Svezia. Sua madre, dopo essere stata liberata, ha raggiunto il padre fuggito in Scandinavia. La' avrebbero potuto iniziare una vita tranquilla, aiutati da coloro che li avevano aiutati a scappare. E invece no. In Mozambico c'e' una guerra, c'e' uno stato socialista da difendere. E con il sogno di Allende ancora vivo, lasciano la Svezia e raggiungono l'isola africana. Dieci anni di guerra, nel frattempo altri due figli, poi, finalmente, il ritorno in Sud America, nell'amato e mai dimenticato Cile, dopo la fine della dittatura.
Mi fa riflettere la storia dei genitori di Andrea. Sicuramente sono persone con ideali molto forti. Mi domando quanto forti siano i miei ideali.
Credo che un mondo diverso e migliore sia possibile. Bene. Cosa sono disposto a fare per contribuire a creare questo mondo diverso in cui credo? Ogni sabato mattina, per un'ora, parlo alla radio di questo mondo, di cosa andrebbe cambiato, provo, nel mio piccolo, a fare quell'informazione alternativa di cui, secondo me, c'e' sempre piu' un disperato bisogno. Quante persone ascoltano la radio? Non ho idea. Potrebbero essere 100 come 1000. Poche? Forse si', forse no. E poi? Cos'altro faccio? Non ho la macchina, uso i mezzi pubblici, inquino meno di molti altri. Riciclo il vetro e la carta. Separo i rifiuti. Cerco di avere uno stile di vita abbastanza sobrio. Provo a ridurre gli sprechi. Boicotto i prodotti delle multinazionali che violano i diritti umani. Partecipo a manifestazioni di piazza. E' sufficiente tutto cio'? Potrei fare di piu'? Penso di si'. Cosa? Molte cose. Sarei disposto a rinunciare a qualcosa per trovare il tempo e l'energia per fare di piu'? Che cosa sacrificherei della mia vita per provare a portare un mattoncino per la costruzione di un futuro diverso, un futuro piu' giusto? Forse che i miei ideali non sono cosi' forti come quelli dei genitori di Andrea? Chissa', forse in Mozambico a fare la guerra non andrei. Ma a volte non e' necessario andare cosi' lontano. A volte sarebbe sufficiente rendersi conto che chi ha bisogno di noi, del nostro aiuto, di un po' del nostro tempo, e' molto, molto piu' vicino...
"


Domande difficili quelle che si pone Diego, che spesso mi pongo anche io Cosa potrei fare di più per cambiare le cose? Cosa sono disposta a sacrificare? Aggiungo di mio : sono coerente?
Di recente qualcuno mi ha detto che bisogna puntare il dito contro i responsabili delle sperequazioni che ci sono nel mondo, contro il FMI, ad esempio, che strozza l'economia dei paesi del terzo mondo con i suoi diktat intesi a favorire la restituzione dei prestiti ricevuti.
Ma se io sono la prima a contribuire al mantenimento dell'attuale sistema economico con che coerenza punto il dito contro le multinazionali? Dovrei essere la prima nel mio piccolo a sottrarmi a certi ricatti, a fare seriamente del consumo responsabile.
E in più, se sono convinta che le cose dovrebbero essere cambiate perchè sono così fondamentalmente pessimista sulla possibilità di cambiarle? Forse perchè non mi sento coerente io per prima, forse perché i miei ideali non sono così forti.
Forse perché non credo nell'evangelizzazione, credo nello scambio di opinioni. Credo che il moto di ribellione per come vanno le cose debba venire dall'interno di ciascuno che non possa essere indotto e tutti i tentativi di risvegliare le coscienze altrui sia solo aggiunta al rumore di fondo.
Forse è la mia formazione scientifica che mi richiede la visione del risultato pratico per farmi sentire che quello che sto facendo è utile.
Ma poi mi domando, la coerenza è un valore?

2.11.04

Ammettiamolo è così, alle medie ciascuna di noi è stata l'amica brutta di qualcuna. A meno che, ovviamente, non ci si possa fregiare della palma di più bella della scuola media, allora si dovrà ammettere di aver scelto almeno a livello inconscio la propria confidente in modo tale da mettere in risalto le proprie doti piuttosto che offuscarle.
Io dodicenne timida e impacciata, ma grazie al cielo non ancora occhialuta, facevo parte, manco a dirlo, della categoria delle confidenti. Troppo alta rispetto alla media, con una temibile frangia mid-eighties vivevo di luce riflessa della popolarità della mia amica bella e spigliata.
Per lei facevo da ufficio postale ricevendo e inoltrando bigliettini a forma di cuore, ma anche da ufficio sondaggi per captare il suo livello di popolarità presso il pluriripetente con la voce già adulta. A volte ricevevo qualche corteggiatore di seconda mano. Era una rapporto perfetto capitano gregario, senza sbavature.
A distanza di anni io e R. siamo ancora amiche. Vite indipendenti e diverse, ci si ritrova di quando in quando per fare quattro chiacchere . E ogni volta mi stupisco a vedere come siamo simili.

31.10.04

Ho scoperto i Sophia. Celere come al solito...
Ho appena finito di vedere "I cento passi" di Giordana
Gran film devo ammetterlo, nonostante io non sopporti Lo Cascio.
Non so che fare, vorrei dirti qualcosa di sensato che ti aiutasse,anche solo per un secondo, a sentirti meno male. Ma le parole sono difficili da trovare ed io non dovrei nemmeno sapere che stai da cani. Mi ero accorta che eri un po' più polemico del solito e che avevi iniziato a bere vino a pranzo, ma quale ne fosse la causa non avrei mai immaginato.
Una perdita è una perdita, c'è poco da fare. Posso offrirti la solidarietà di chi ci è passato da poco, una tessera onoraria al club degli sfigati in amore. Posso passarti la mia collezione di giornali d'arredamento, ora che la casa dovrai arredarla da solo. I fazzoletti, quelli non penso che ti serviranno, da quel poco che ti conosco non credo che piangerai.
Vorrei dirti che mi dispiace, di cuore, per quanto questo possa contare. Non so se potrò aiutarti a capire, non saprò di sicuro darti certezze che quelle le inseguo da lungo tempo senza mai afferrarle, ma sappi che se vuoi sono qui e so ascoltare.

29.10.04

I girini in incubazione nelle tasche del mio giubbino della moto devono essersi trasformati in ranocchie, stamattina infatti la mia giacca saltellava allegra per l'appartamento. I guanti invece non ne volevano sapere di staccarsi dal calorifero, un po' come quando uno al momento di alzarsi la mattina infila la testa sotto il cuscino e si gira dall'altra parte.
Ho preso un passagio dalla mia coinquilina. Sul cavalcavia Don Milani non ci passo mai. Oggi il paesaggio era di un inquietante grigiore. Là sotto il naviglio vuoto pareva più triste del solito e tra le gocce sul finestrino i palazzi in costruzione in fondo a via savona sembravano scheletri abbandonati. E dire che le gru si stavano muovendo.
Il cartello sulla soglia del cantiere recitava: in quest'area verrà edificato un quartiere residenziale: appartamenti di varie metrature immersi nel verde. Ho aguzzato la vista, ma l'unico verde nei paraggi era quello del camion dell'amsa in coda poco più avanti.

28.10.04

Non sono portata a sposare le cause, sono molto più propensa alla critica, costruttiva, ma pur sempre critica.
Credo di media di passare per una rompicoglioni.
No man is an island

No man is an island, entire of itself
every man is a piece of the continent, a part of the main
if a clod be washed away by the sea,
Europe is the less, as well as if a promontory were,
as well as if a manor of thy friends or of thine own were
any man's death diminishes me, because I am involved in mankind
and therefore never send to know for whom the bell tolls
it tolls for thee.


John Donne

27.10.04

Puzzled
Oggi è arrivato il responsabile del gruppo di analisi con cui ho lavorato nell'ultima settimana. Mi ha attaccato una pezza filosofica sul fatto che ho lavorato bene (leggesi gli ho fatto bene da segretaria traducendo in forma intellegibile le sue fumose elucubrazioni sulle modifiche ai sistemi) e che quindi sarei passata in pianta stabile all'analisi. Ha anche aggiunto che avendo ricoperto a lungo il ruolo dello sviluppatore magari avrei fatto fatica a far comprendere alle persone che il mio ruolo era cambiato, ma che non mi sarei dovuta fare problemi a fare presente che alcuni compiti non erano più di mia pertinenza. Poi mi ha assegnato lo sviluppo di un nuovo software.
Non ho parole!
La sfilata è suddivisa in tre parti: una parte di abiti tradizionali, una parte di "contaminazione" con modelli tradizionali rivisitati in chiave moderna e una parte di abiti moderni.
Io sfilo nelle prime due parti. Al primo giro indosso un bubu, un abito composto da un pareo ed una casaccona, un foulard sistemato in testa. La stoffa è lucida, verde oliva, la trama ha dei piccoli pois tinta su tinta. Lo scollo è a barchetta ed è ricamato. Al secondo giro invece indosso un bubu in versione moderna, stoffa morbida stile maglina. Gonna lunga ai piedi a tubo azzurrina e blu elettrico. Casacchina azzurra con scollo a barchetta dello stesso blu degli inserti della gonna. La casacca cade larga, lascia una spalla scoperta ed è assolutamente trasparente.
Gli abiti presentati nell'ultima parte sono modelli "occidentali" con stoffe africane. Abiti portabilissimi nella vita di tutti i giorni come pantaloni un po' a zampa abbinati a top il cui ricamo viene ripreso sul bordo dei pantaloni o casacche ricamate abbinate a pantaloni a tubo. Ci sono anche abiti da sera, uno bellissimo con gonna attillata blu notte e corpetto senza spalle in fantasia afro bianca e blu.
Al di là del fatto che la metà degli spettatori siano parenti e amici delle improvvisate modelle , cosa che innegabilmente contribusce molto all'apprezzamento dell'evento, la sfilata è un successo e non ha quell'aria casalinga che ci si potrebbe aspettare. C'è un percussionista per l'accompagnamento musicale e una voce narrante che parla dell'Africa e delle sue tradizioni.

Il dietro le quinte è un pomeriggio molto ludico passato insieme a ragazze simpaticissime a provare abiti, farsi truccare e pettinare in maniera insolita da mani esperte. Un paradiso, insomma.

25.10.04

Per i due che me l'avevano chiesto : l'ingresso è a inviti e da me non lo avrete.... soprattutto adesso che ho saputo che sarò circondata da acerbe sedicenni, io rappresentante della femminilità adulta... leggi anche io donna sfatta in mezzo a sedicenni col sedere di marmo.
belin figeu e chi se l'aspettava? sono commossa!
tra l'altro segnalo anche questo blog.

24.10.04

You are .gif Sometimes you are animated, but usually you just sit there and look pretty.
Which File Extension are You?

23.10.04

Potrei bullarmi di essere andata a vedere La mala educacion in lingua originale per cogliere le sfumature che vanno usualmente perse nel doppiaggio.
Potrei, ma la verità è che dopo che L. con guida supersportiva è riuscito a schivare il traffico milanese e a condurci all'arcobaleno giusto in tempo per l'inizio del film, solo allora abbiamo scoperto che il film era in lingua.
Abbiamo sostato perplessi davanti alla cassa, poi abbiamo tirato una monetina per decidere e alla fine anche su titubanti siamo entrati lo stesso. Per fortuna lo spagnolo è facile da capire e dopo un po' uno non si rende quasi più conto di star leggendo i sottotioli.
La storia è triste, ma appassiona. Poi se uno non riesce a tollelare scene di sesso esplicite (gay o non gay), non dovrebbe comunque vedere un film di Almodovar. Come la signora che passandoci accanto all'uscita del cinema ripeteve incessantemente "sordido sordido".


update: bellissimo il titolo di questo post. concordo.

22.10.04

Questa notte in via R. verso le 4.30 un pezzo di salsa merengue è sgorgato da chissà quale stereo con la manopola del volume fissata sul MAX.
Io sognavo di essere in un bar di paglia su di una spiaggia cubana e di ballare, Sabrina di esserein una villa sulla spiaggia con un prato enorme e di partecipare ad un funerale , in entrambi i casi la colonna sonora era la stessa.
Poi sulla musica si sono innestate le urla e nel mio sogno è scoppiata una rissa fra gli avventori del bar. Sabrina invece ha sognato scene di isterismo al funerale.
Ci siamo trovate nell'ingresso come zombie a domandarci cosa stesse succedendo
Qualcuno urlava
"allora la piantiamo di fare casino?? guarda che non ho problemi io a chiamare i vigili o la polizia"
qualcun altro replicava
"hijo de puta io le tasse le pago"
nel cortile qualcuno spaccava una bottiglia e qualcun altro minacciava di entrare in casa di un terzo e di fargli un culo così.
Sconsolate ci siamo scolate un bicchier d'acqua a testa prima di fare un giro di ricognizione sul balcone per vedere se ci fossero assalti armati alla volta del nostro palazzo.
Poi siamo tornate a dormire.

21.10.04

E' caduto Castro (dalle scale).
Stamattina su tiscali mi cade l'occhio sul titolo di una notizia:
Cade Castro.
Per un attimo ho pensato Oh cielo a Cuba c'e' stata la rivoluzione e non mi sono accorta di nulla.
Poi clikkando mi sono resa conto che probabilmente stordito dal suo stesso discorso era semplicemente capitombolato dalle scale e mi sono rasserenata.
A causa di un errore nella regolazione del tosapecore il mio collega psicopatico adesso è rapato a zero che sembra appena evaso da Sing Sing. Per ovviare all'intempoeranza del clima ha adottato un cappello a tesa larga. Oggi io e Anna ci domandavamo a chi somigliasse, poi d'un lampo l'associazione è stata chiara. Sembrava Shooter in The Secret Window.
L'altro giorno DG mi ha spiazzato. Ho come avuto l'impressione che mi leggesse dentro. Col mestiere che fa non sarebbe nemmeno strano un certo qual potere medianico. Subito dopo però ha detto qualcosa che mi ha fatto pensare che più che di potere medianico si trattasse di fiuto investigativo. Non mi stupirei che la prossima volta invece di supposizioni esatte su miei sentimenti se ne uscisse con una qualche prova circostanziale .
Delle volte l'ansia di aver acquistato casa mi coglie improvvisa inchiodandomi a tappeto. Il mutuo che dovrò fare, le spese per arredarla mi parlano di vacanze a cui rinunciare, di un legame troppo forte con questa città con cui ho un rapporto di amore odio.
Poi rientro in foresteria e scopro che due donne e un uomo hanno svuotato i due scaldabagni disponibili e non c'è neanche più un briciolo d'acqua calda. Mi tocca spengere il forno perchè le fanciulle hanno asciugacapelli che ciucciano energia manco fossere delle turbine di un jet e con le tv e le luci accese in ogni stanza il forno è di troppo.
Quindi non posso mangiare non posso fare la doccia e non oso turbare i precari equilibri energetici accendendo lo stereo.
Allora la mia cabina telefonica a due piazze mi pare un miraggio e conto i giorni che mi separano a marzo.

20.10.04

Martedì pomeriggio sarò qui... se non altro la cornice dell'evento è rassicurante. Poi spero di non inciampare, che non inizi a colarmi il naso, che non mi vada una lente a contatto fuori posto, che l'acconciatura regga. Insomma che le leggi di Murphy per un giorno la smettano di mostrare la loro ineluttabilità. Poi se Yama riescirà ad utilizzare la mia digitale anche dopo aver cambiato la lingua di default in arabo, forse ci saranno delle prove fotografiche che verranno custodite per i miei nipoti (ed essendo figlia unica questo rimanda a tempi molto lontani).
Pioggerella infame, che rende viscido l'asfalto e si condensa in goccioloni sul casco.
La città di notte vista da dietro la visiera ha un aspetto surreale.
Una girandola di luci da ogni direzione intervallata da tratti di buio assoluto fra gli alberi della circonvallazione.
L'umidità trapassa le difese del kway e nonostante la protezione aggiuntiva delle galosce le ginocchia e il fondo dei pantaloni sono bagnati.

Stamattina la pigrizia mi ha infilato i collant e la minigonna parlandomi di una colazione al bar e un viaggio in metro passato a leggere il giornale.
Poi, mentre cercavo gli stivali, mi sono ricordata quanti siano i cm cubi mediamente a disposizione di un viaggiatore sulla linea gialla e quanto sia difficile staccare le vecchiette avvinghiate con forza ai sostegni della linea extraurbana per farsi spazio sull'autobus. Allora ho messo i jeans ho preso il casco e mi sono raccomandata a Giove Pluvio.
Quesito logico.
Date le seguenti premesse:
In via R. al IV piano vivono 5 persone: 3 ragazze e 2 ragazzi.
La dirimpettaia della Genovese ha i capelli biondi e lunghi. Delle tre persone che vengono da Torino una fuma Muratti e due fumano Camel.
La persona che fuma Muratti è nella stanza alla sinistra della ragazza coi capelli castani.
Il torinese padre di due figli è nella stanza adiacente alla persona di origini rumene. Il futuro padre vive nella stanza in fondo al corridoio e il martedì sera torna dalla moglie per il corso pre parto.
Risolvere i seguenti quesiti:
Chi ha dimenticato le chiavi nella toppa della serratura rientrando a notte fonda? Chi è rimasto chiuso fuori rientrando di mattina presto? Chi si è alzato ad aprire?
Il coinquilino via mail si è risentito del mio averlo appellato vecchio, minacciandomi: "Te lo do io vecchio....aspetta di tornare a casa stasera".
Rientrata a casa ai miei occhi si è presentata la seguente scena: lui attaccato al pc che mormorava "Sono Annibale il grande condottiero!".
Ho chiamato Sabri, l'abbiamo allontanato a forza dal pc, l'abbiamo schiffeggiato per farlo ritornare in se poi abbiamo nascosto il cd di Imperium e gli abbiamo dato una camomilla.

19.10.04

comincia la stagione da abominevole uomo delle nevi... galosce pantakway sciarpa guanti... e che palle!
certe volte capita di incontrare una persona che ti sembra di conoscere da una vita. non perché tu sappia tutto di lei o riesca ad indovinare i suoi pensieri, semplicemente perché non ci sono domande di cui tentare di indovinare le risposte. tutto viene spontaneo.
poi capita che la persona sparisca, non sgarbatamente e non deliberatamente, ma un giorno che uno si aspetterebbe un gesto, una attenzione questa non arriva.
e finisce che uno si trovi a farsi tutte quelle domande che non si era posto fino a quel momento.
e alla fine ci si rende conto di aver considerato amicizia una cosa che probabilmente non lo era, un rapporto leggero fatto di cose non dette ... troppo ambiguo per prendere una direzione qualsiasi.

18.10.04

Ah la lavatrice ha risputato il calzino scomparso.... purtroppo l'ha sputato nel bucato dei colorati della mia coinquilina. Adesso il paio ricongiunto sembrano i gemelli del paradosso della teoria delle relatività: uno nuovissimo e bianco l'altro grigiastro ed invecchiato.
Ci sono giorni in cui ti svegli pensando "grazie al cielo era solo un incubo, questa cosa è già a posto e sistemata" e per un attimo ti senti leggera. Poi da un angolo del cervello scende il menu a tendina con la lista dei "@to do" e la leggerezza svanisce all'istante per lasciar posto a quello che se il sonno non ti ottenbrasse le sinapsi riconosceresti essere PANICO. Quando il meccanismo scatta non c'è nulla da fare tutto concorre a sembrare insormontabile, dall'acquisto di due uova da strapazzare per cena, alla scadenza lavorativa passando per la gestione del bucato suddiviso per colorazione e l'abbinare i calzini alle scarpe. I problemi grossi esistenziali, il "chi sono, cosa sto facendo, cosa voglio dalla vita" sono bazzecole facilmente relegabili in un cantuccio davanti all'ineluttabilità degli impegni quotidiani. In realtà ancora devo capire quale sia l'esatta concatenazione causa effetto. Saranno gli impegnucoli sovrapposti a determinare la momentanea interruzione delle questioni esistenziali o sarà l'abisso delle questioni esistenziali a portare in primo piano quale valvola di sfogo l'affanno quotidiano? E comunque... non è che uno potrebbe mettere il neurone a riposo e vivere gioiosamente un'assenza di qualsivoglia questione? Dove si prenota un we di ricongiungimento armonioso col flusso della vita, una due giorni nel nirvana? Senza assunzione di sostanze stupefacenti, intendo.

17.10.04

Sabato di arancine di triglie allo zafferano per pranzo e passeggiata in collina nel pomeriggio alla ricerca dei pomodori del contadino. Nel bosco primi segnali dell'autunno, le foglie gialle, le bacche rosse del corbezzolo. Al lato della strada una canna secca prontamente tagliata e ripulita per divenire un bastone per la danza. La sera un ritorno agli anni ottanta con la cassetta di Arena a tutto volume in cameretta. Calma e serenità di una giornata di ritorno alle origini, magia che spesso viene soffocata da altri accadimenti e dal sovrapporsi di impegni di volta in volta rimandati.
Ieri sera ho visto "Le conseguenze dell'amore". Mi è piaciuto molto anche se data la tristezza della storia non è esattamente il film da scegliere per andare al cinema da soli come ho fatto io.
Oh tu guarda, basta una settimana uscire tutte le sere, dormire poco, saltare qualche cena et voilà i maledetti 3 Kg presi durante le vacanze estive si nebulizzano... sarà mica la bilancia mal tarata?

16.10.04



Ieri sono andata al teatro dell'olmetto a vedere Mistero Buffo.
Mentre sono facile al pianto e alla commozione, farmi ridere è più difficile. Con tutta che Mistero Buffo Fo l'ha scritto nel 1969 e a spizzichi e bocconi lo si sia visto quasi tutto, ieri sera avevo le lacrime agli occhi per le risate.
Eugenio de Giorgi è bravissimo, non fa rimpiangere Dario Fo, anzi, forse a causa di un effetto di transfert psicologico gli assomiglia pure un po'.

15.10.04

La seconda puntata del corso mi è piaciuta meno.
La visione di una vecchia puntata di Report sull' FMI è stata salutare per rinfrescare cose risapute e scoprire che faccia ha Chomski (mio grande idolo).
La discussione a lato invece è stata un po' una apologia del Partito Umanista, senza alcun valore aggiunto.
Una volenterosa sciura coadiutata da una altrettano volenterosa giovane hanno esposto la loro indignazione di fronte a quanto mostrato nel documentario, proponendo l'alternativa umanista fatta di tante belle parole, ma scarsi contenuti pratici. L'interscambio è stata una assurda discussione sul come e quando uno sente di avere una grande forza interiore ed un grande potere.
Il processo di marketing all'incirca è stato:
ti mostro le porcate che ci sono al mondo in modo da suscitare la tua indignazione e un senso di impotenza, poi ti leggo le belle parole che espongono la necessità di un cambiamento radicale, globale e non violento poi ti faccio riflettere sulle modalità con cui puoi combattere il senso di impotenza suggerendoti che l'unica alternativa è unirti al Movimento. Fortunatamente non hanno fatto la colletta.
Il problema è che se vuoi fare un corso a parlare ci dovrebbero essere persone competenti, se mostri un video per spiegare qualcosa, devi essere pronto a rispondere ai dubbi che tale video ha suscitato, o se non altro a capire la domanda che ti è stata posta e ammettere di non sapere la risposta.
Se fai un corso dovresti prevedere oltre allo scambio di opinioni, la raccolta di un parere sull'incontro.
Il fatto è che la gente che mi era intorno mi sembrava molto indignata, molto volenterosa, ma poco dotata di strumenti critici. E la gente che avrebbe dovuto insegnare mi sembrava più invasata dalla "fede" che realmente preparata.
Non è che voglia fare l'intellettuale sprezzante, alla fine probabilmente un agire a fin di bene in nome di sani principi anche se un po' alla leggera è meglio di una disgustata consapevolezza di come va il mondo senza alcun tentativo di cambiarlo, anche se mi resta qualche dubbio in proposito.
A distanza di anni mi pare di intuire il senso dell'appartenenza "solipistica" ad un movimento di um mio compagno dell'università.
ieri mi è arrivato un avviso minatorio: sappia che lei è stata cancellata dalle liste elettorali di Genova ed iscritta in quelle di Milano, se ha qualcosa da dire lo faccia entro 10 giorni altrimenti taccia per sempre.
Il fatto è che il libretto elettorale nuovo è in mio possesso da più di un mese.
Non dovrebbero essere simultanee le due operazioni?

14.10.04

Gioia e rivoluzione

Canto per te che mi vieni a sentire
suono per te che non mi vuoi capire
rido per te che non sai sognare
suono per te che non mi vuoi capire

Nei tuoi occhi c'è una luce
che riscalda la mia mente
con il suono delle dita
si combatte una battaglia
che ci porta sulle strade
della gente che sa amare
che ci porta sulle strade
della gente che sa amare

Il mio mitra è un contrabbasso
che ti spara sulla faccia
che ti spara sulla faccia
ciò che penso della vita
con il suono delle dita
si combatte una battaglia
che ci porta sulle strade
della gente che sa amare
sante parole.
Lavorare con lentezza
Stamattina S. mi ha chiesto "com'era il film?" e a seguito di una mia serie di farfugliamenti alquanto scombinati (mai tentare di ottenere delle risposte intellegibili da me prima che siano passate 3 ore da quando mi sono alzata dal letto), ha replicato "va beh, ma allora devo andare a vederlo oppure no?".
Non ho saputo rispondere.
E' da ieri sera che sono perplessa e non ho ancora deciso il perché e il per come il film non mi ha convinto a prescindere dal fatto che a recitare ci fosse Claudia Pandolfi che potrebbe un buon motivo per decidere di non vederlo.
Nel 77 avevo 2 anni, gli anni 70 li hanno vissuti i miei, io li ho visti solo in tv, al cinema, nei pantaloni a zampa esumati dall'armadio di mia madre in età successive. E nel racconto degli anni 70 c'è sempre una buona dose di retorica e stereotipi, che dopo un pò tende a risultare pesante.
A dire il vero ieri pensavo alle contestazioni studentesche del mio primo anno di università per ottenere spazi studio sempre aperti e di capienza accettabile. Non faccio fatica a ritrovare fra le facce di quei giorni tutti gli stereotipi degli anni 70. Come se ad un certo punto tutta la generazione dei figli dei 68ini si fosse data appuntamento per mettere in piedi la rappresentazione farlocca di ciò che i genitori avevano vissuto. Come se essendo cresciuti ascoltando "Sacco e Vanzetti" o "se ben che siamo donne paura non abbiamo" (non ricordo il titolo [1]), non si potesse fare a meno di dormire almeno un paio di notti sulla cattedra di qualche aula universitaria e di usare lo stesso gergo, gli stessi slogan e di farsi, diciamolo, le stesse canne senza peraltro venire a capo di nulla.
Tornando al film la colonna sonora è fantastica (ma è un po' come dire che una ragazza è simpatica), Manuel Agnelli è un gran figo (anche se non è esattamente un commento tecnico), il carabiniere di leva Antonio è veramente buffo.

[1] direttamente dal figlio di una mondina che la canzone in questione la cantava, la canzone è di Anna Identici e si intola "La Lega"
Oggi nella ridente cittadina di CB sono state adottate misure eccezionali per il mantenimento dell'ordine pubblico.
Temendo pericolose azioni di sabotaggio da parte dei consulenti informatici, nota genia di facinorosi, costoro sono stati sottoposti ad embargo preventivo. Fatti entrare nell'edificio di VO per consentire il regolare svolgimento delle attività produttive sono stati poi sottoposti ad embargo preventivo privandoli della possibilità di comunicare col resto del mondo.
Si temono gesti estremi di protesta quali l'impiccagione dei portatili o la creazione di barricate lungo i corridoi.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi, grazie all'eroico proxy che non cessa di trasmettere.

13.10.04

Stasera, sempre che il fato non ci metta lo zampino di mezzo, pare che andrò al cinema. Prima però dovrò passare da casa e finire quel mezzo chilo di carote baby già sbucciate e lavate acquistate venerdì scorso all'esselunga in offerta. Ieri sera dopo averne mangiate una discreto numero ho avuto incubi riguardanti l'università di Genova, il suo magnifico rettore, i rappresentanti degli studenti in consiglio di facoltà, un'ufficio/biblioteca che mi era familiare, ma nel quale non sono mai stata nella vita reale, il mio imbucamento ad un party pre natalizio. Ora che ci penso forse sono funghi allucinogeni travestiti da carote.
Non voglio arrendermi all'evidenza, sono disperata... ieri sera ho messo il pigiamone felpato, ma non basta... stasera mi sa che mi tocca risdpolverare il piumone... sighh

12.10.04

A proposito di calzini inghiottiti dalla lavatrice e calzini rimasti soli sullo stendino ho scoperto il sito dei calzini spaiati, via inkiostro.
E a parlare di calzini spaiati mi viene in mente Coscine di pollo di Tom Robbins che è un gran bel libro.
Segnalazione.
Qualcuno ha articolato in maniera più complessa il mio giudizio sul Codice Da Vinci. Lungo ma interessante.
Psicoterapia casereccia di gruppo.
Discutere con i coinquilini alle volte è più faticoso che fare una seduta di psicoanalisi.
L'argomento della serata erano i rapporti di coppia e l'innamoramento o meglio il come si vive l'innamoramento (dove per innamoramento si designa il periodo iniziale di una relazione, dal primo incontro per un periodo da tre a sei mesi in avanti).
Io sostenevo che a 30 anni probabilmente non è strano vivere anche la fase dell'innamoramento in maniera un po' più razionale di quando se ne avevano 16. Che magari uno non passa 24 su 24 assieme alla persona di cui è innamorato, anzi diciamo 24 ore - 8 che sono quelle che serve passare in ufficio per non essere licenziati.
Che magari uno continua ad andare ad allenamento e per quella sera invece di stare assieme ci si telefona oppure ci si vede alle 23 e poi si fanno le quattro del mattino a chiaccherare seduti su di un muretto.
L'innamoramento a quanto pare per poter essere definito tale deve comportare uno stravolgimento totale delle abitudini di una persona. A meno che tu non sia un calciatore professionista o siano 25 anni che pratichi un hobby a tempo pieno togliere anche una sola ora alla settimana nella fase di "rincoglionimento amoroso" significa che non essere veramente innamorato, mantenere una riserva sulla relazione.
Come si fa a categorizzare così, come si fa a decidere che un comportamento è la norma e che gli altri sono devianza, devianza un po' nefasta anziché no?
Biologicamente, psicologicamente è necessario e naturale affinché si possa parlare di innamoramento passare ogni minuto della propria giornata assieme? Credevo che bastasse l'affinità elettiva, l'empatia, il desiderio dell'altro, il pensiero dell'altro, la qualità del tempo che si passa assieme.
E non è che se perdo la testa per qualcuno e questo mi dice partiamo per il Malindi io non mandi all'aria tutto e mi presenti alla sua porta con lo zaino in spalla e passaporto in mano, senza peraltro sapere con esattezza dove sta il Malindi.
O che magari non decida di darmi malata per passare tre giorni di fuoco con il novello fidanzato (o dio non che mi sia mai successo, né il Malindi né la finta mutua, mi sa che i fidanzati, se c'era bisogno di una ulteriore riprova, non li scelgo granché bene). Solo che non mi sento meno innamorata di un'altra persona o non mi sembra che il mio innamoramento sia di serie B per il fatto di non stravolgere logisticamente tutta la mia vita per un periodo variabile da tre a sei mesi.
Ci sono le persone, ci sono le situazioni, ci sono i momenti della vita, ci sono le alchimie e a priori non si possono fare previsioni su come si evolveranno le cose, ogni storia è un caso a sè. o no?
Ma forse non ho diritto di parola che alla fine,come dice la cartomante, le mie storie vanno sempre a puttane .

11.10.04

Milano, corso VittorioEmanuele, sabato pomeriggio.
Terzetto d'assalto sia avvia lungo la strada per seduta di gossip e shopping terapeutico.
Un giovinastro con bloc notes in mano e bic dietro l'orecchio si para innanzi:
"Avete 5 minuti per due domande?"
Elemento uno ed elemento due fissano simultaneamente la punta dele rispettive scarpe fingendo di non sentire, elemento tre più reattiva:
"Eh no! Vengo da Modena, devo parlare con le mie amiche non ho tempo"
Il terzetto si allontana, alle spalle la voce dello sbigottito intervistatore:
"Ed io che sono di Ragusa con chi parlo?"
Ieri sera la mia lavatrice si è mangiata un calzino: ovviamente un calzino del paio nuovo acquistato venerdi'. Sparito nel nulla.
Sociologia spiccia sull'approccio del genere femminile all'acquisto di beni di consumo negli ipermercati il venerdì sera.
Una single alla soglia dei 30, in un venerdì sera in cui l'agenda degli impegni mondani rimane desolantemente vuota, si trova ad affrontare un problema topologicamente complesso. Attraversare la città di Milano in macchina mantenendo una distanza di sicurezza di almeno 1 Km dai supermercati Esselunga disseminati sul territorio, senza per questo infrangere il codice della strada prendendo sensi vietati.
La single in questione si rassegnerà all'impossibilità di risolvere il problema nel momento in cui si renderà conto di aver posteggiato l'autovettura nel parcheggio sotterraneo del suddetto supermecarto.
A quel punto tenterà di adottare la tecnica di salvataggio, scartando l'utilizzo del carrello formato famiglia di obesi a favore del cestello giallo, peraltro anch'esso di notevoli dimensionise paragonato agli analoghi attrezzi di supermercati di altre catene.
Nonostante il pensiero consolante del proprio letto, il bisbiglio tentatore del pigiamone antistupro azzurrino dal quale occhieggia un mickey mouse sognante, nonostante il richiamo del pc, di qualche cd di musica che da tempo domanda di essere ascoltato, della pila di film da vedere, resterà un senso di inadeguatezza per non aver ricevuto inviti mondani nella sera deputata per eccellenza alla vita sociale. Per l'impossibilità di partecipare convenientemente al rito collettivo e liberatorio dell'annegamento della settimana lavorativa in un negroni sbagliato condito da pistacchi e patatine. Perchè si sa, la single alla soglia dei trenta per quanto ostenti un certo olimpico disprezzo dei divertimenti di massa, in realtà non riesce ad essere del tutto impermeabile alle ansie comuni al genere femminile, quali un destino di zitella inacidita.
A livello totalmente subliminale tale frustrazione la condurrà a solcare gli interminabili corridoi del supermercato in una attitudine Bridget Jonesca e ad affastellare nel cestello accanto a cibi sani quali insalate e frutta fresca, strumenti di autodistruzione quali anacardi ricoperti di cioccolato al latte, cioccolatini e pacchetti di Fonzies. Salvo poi sostare al reparto cosmetici per acquistare un nuovo lucidalabbra di tonalità Luscious Lavander nella inconsapevole speranza di fare incontri lascivi al banco surgelati.
Arrivata alla cassa scoprirà che nonostante il cestello abbia 1/5 del potere contenitivo di un carrello l'ammontare del suo conto è curiosamente vicino a quello della famiglia che l'ha preceduta nella coda e trasportava tre carrelli straripanti fino all'orlo di cibarie.
Rimossa questa amara considerazione si dirigerà verso l'autovettura sentendosi in un certo qual modo appagata e felice alla prospettiva di una serata casalinga. L'appagamento avrà però breve durata, giusto il tempo di arrivare a casa e rinvenire il rossetto alla Lavanda Lasciva in mezzo alle zucchine.

8.10.04

Ci sono cose ovvie di cui ci si dimentica facilmente, presi come si è dalla vita di tutti i giorni in un mondo non esattamente ospitale.
Poi capita che un giorno stacchi un foglietto da un volantino giallo appeso ad un portone nei pressi del tuo meccanico e ti si apra davanti un mondo diverso.
Fatto di persone che hanno voglia di impegnare il proprio tempo e le proprie energie per costruire qualcosa di bello, qualcosa di utile. Per "lasciare il mondo un pò meglio di come lo si è trovato" ed anche, diciamolo per una forma di "sano egoismo". Perché essere utili agli altri ci fa sentire meglio.
No non è che improvvisamente sono stata folgorata da una crisi mistica ... resto sempre la solita squallida perbenista di sinistra che poi programma le giornate di shopping sfrenato con le amiche modenesi il sabato pomeriggio in centro Milano. E' che ogni tanto incontrare delle persone speciali e generose fa bene all'animo.

7.10.04

Oggi il mio proxy è in sciopero. Io invece sto scrivendo una specifica architetturale che sembra un teorema di analisi 2. Peccato che nella mappa caratteri non ci sia il simbolo di inclusione, altrimenti potrei limitare ulteriormente il numero di parole.
L'unico problema è un algoritmo ricorsivo per determinare l'alberatura di una struttura, non mi è molto chiaro pertanto non riesco a spiegarlo. Potrei adottare la tecnica:
"si deduce facilmente che"
Frase temutissima nei libri universitari che sottendeva almeno una 50ina di righe di calcoli complicatissimi.

6.10.04

Nella mia mania catalogatoria, oltre a tenere traccia delle spese fatte mensilmente nell'inutile e patetico tentativo di capire in quali spese si vaporizzi il mio (misero) stipendio, contabilizzo anche libri letti e film visti.
L'autunno è cominciato e l'inverno sarà qui in men che non si dica, anche se la temperatura odierna sembrerebbe smentirmi. All'attivo ho 23 libri letti, ma solo 10 film visti al cinema. Pochi film visti per pigrizia e in parte per mancanza di adepti con i miei stessi interessi. Del resto sono anni che vengo accusata di guardare una volta al mese la corazzata Potemkim senza che peraltro io l'abbia mai visto.
Beh comunico ufficialmente che è mia intenzione andare a vedere i seguenti film:
La mala educacion (lo so che ci va un accento ma non lo trovo)
Lavorare con lentezza
Le conseguenze dell'amore
Le chiavi di casa (anche se prima vorrei leggere il libro di Pontiggia)
King Arthur (così posso incazzarmi a buon diritto per Ginevra in corpetto sadomaso e arco elfico)
Poi non dite che non l'avevo detto (da leggersi come "vi prego fate una buona azione portatemi al cinema").
Ultimamente ho un talento per imbattermi in cose a cui non pensavo nemmeno lontanamente e ficcarmici dentro fino al collo. Chissà se anche l'ultimo impegno fortuito si tradurrà in qualcosa di duraturo e coinvolgente. Intanto domani sera vado in avanscoperta, poi si vedrà.
Non mi abituerò mai al casino che possono produrre 23 donne in un ambiente chiuso quando i loro obiettivi non sono comuni.
Nella fattispecie in palestra ieri sera si è verificata una lotta a gomitate in faccia e mano al portafoglio per iscriversi al corso di danza del martedì che aveva solo 20 posti disponibili.
Io per pura fortuna sono arrivata abbastanza presto per non essere coinvolta negli scontri armati. E va già bene che in zona non erano rimasti bastoni (quelli che si usano per ballare), che se no si sarebbe visto scorrere il sangue.
Sempre a proposito di bastoni la maestra ci ha consigliato per iniziare di andare a comprare una di quelle canne che si usano negli orti per far crescere i pomodori che sono più leggere e maneggevoli.
Ecco io mi ci vedo ad entrare nell'agricola e domandare al commesso un bastone per piante:
"di che lunghezza scusi?"
"guardi come dal mio ombelico fino al suolo"

5.10.04

Inondazioni. News dal IV piano

Effettivamente sul soffitto del primo bagno c'è una macchia di umidità giallastra che si estende sospettamente in zona colonna di scarico del cesso. In un punto l'intonaco si è addirittura gonfiato. Se non se ne fosse accorta la donna delle pulizie, contando la condizione di rincoglionimento in cui il bagno viene frequentato alla mattina presto ed alla sera tardi, avrebbero fatto in tempo a cederci in testa i mattoni. Decidiamo che è il caso di avvisare in ditta affinchè facciano gli opportuni controlli.
Pochi giorni prima lo stesso bagno è stato teatro di un allagamento da parte della new Entry la quale, fiduciosa, ha attaccato la lavatrice senza premurarsi di controllare che fine facesse il tubo di scarico e lasciandolo quindi libero di riversare l'acqua sul pavimento. Fortunatamente era in casa e la catastrofe è stata arginata in breve tempo senza lasciare tracce visibili.
Stamattina invece Siv mi ha trascinato in camera sua e mi ha fatto esaminare le pareti ed il soffitto. Fortunatamente avevo su gli occhiali, ad ogni modo le chiazze di bagnato erano ben visibili. Ieri notte, mentre io ero già fra le braccia di Morfeo da un pò, al poveretto è stato negato il giusto riposo da una gocciolina che in stile tortura cinese gli cadeva ritmicamente al centro della fronte. Lo sgocciolio proveniva dal soffitto. Al piano di sopra l'appartamento era completamente allagato, alla faccia del tubo di scarico della lavatrice messo fuori posto. Manco ci fosse stata una gara di gavettoni fra ciclopi.
Forse in tutto questo c'è un significato, nel frattempo comunque vado a comprarmi un paio di galosce di gomma ed un ombrello nuovo.
Ieri il sospirato primo allenamento di basket.
Sono l'unica a non aver mai giocato in una squadra e questo la dice lunga sul mio livello rispetto al livello medio delle altre.
Grande gioia di fare uno sport divertente, con gente alla mano. E la palestra scalcinata in zona desolata val bene l'assenza di fighetti.
Per non parlare poi del fatto che con la quota associativa annuale non riuscirei nemmeno a pagare un mese in una palestra per un corso di aero-kick (che ormai l'aerobica pura e semplice è in via di estinzione).

4.10.04

Vanitosa e schiva.
Gli amici alle volte ti tirano dentro alle cose facendo leva sulla tua vanità latente di donna aehm diciamo di ragazza... Diciamo anche che non si devono impegnare molto. Quindi finisce che un giorno mentre ti metti d'accordo per una cena ti propongano per fare una sfilata di moda africana e che tu buttandola in ridere finisca con l'accettare a patto che si tratti di indossare dei burka.
Settimane dopo appena giunta in ufficio ti arriva la chiamata che rende reale la burla: ti vengono meticolosamente domandate taglia, altezza e misura di reggiseno. Nell'intontimento del lunedì mattina fai appena in tempo a chiedere dove sia il rendez-vous. Poi all'ora di pranzo comincia il panico.... stasera ti aspetta una passeggiata su e giù per il corridoio con i 3 volumi della divina commedia in testa. Forse di qui al 26 imparerai a camminare in maniera accettabile.
Ieri sera un poltergheist abitava la mia stampante.
Appena l'ho accesa ha preso a masticare i fogli. Quando finalmente l'ho placata e le ho fatto sputare l'ultimo foglio mi sono resa conto con raccapriccio che di sbieco a metà pagina era stampata questa frase: "Si venne a sapere che due cavalieri dell'esercito di Cesare si erano comportati molto male". Poi ho scoperto che era il compito in classe di latino per gli alunni di mia mamma e mi sono tranquillizzata

3.10.04

Era gratis
Venerdì sera alla festa di inaugurazione della scuola di danza c'era anche la cartomante. Io e Anna ci siamo guardate in faccia con aria colpevole e ci siamo messe in fila. Dopo un'oretta di attesa è giunto il mio turno.
La sciura Giancarla con aria professionale mischia le carte io, titubante, taglio il mazzo. Le carte vengono disposte sul tavolo secondo un disegno a me ignoto, una base di carte scoperte e sopra alcune coperte.
La sciura Giancarla inizia a scoprire le carte e quasi immediatamente aggrotta le sopracciglia e mi guarda di sotto in su, nella zona affettiva c'è qualcosa che non va. Il sunto è "C'è un uomo che è molto contrito per il tuo comportamento, molto dispiaciuto. Riguardo ad altri incontri, sì possono essercene, ma tanto tu manderai come sempre tutto a puttane". Ipse dixit.

2.10.04

Demenza motociclistica
Venerdì sono andata a prendere Baby dal meccanico, sono arrivata in officina e uno degli innumerevoli fratelli mi ha squadrato dicendo:"Sei venuta a prendere la tua bambina? Guarda che bel lavoro abbiamo fatto". L'officina si è fermata e tutta la truppa mi fissava con aria compiaciuta. Baby al centro del palcoscenico sfoggiava un'aria da piccola peste, con il portatarga snello inclinato un pò più del dovuto e le freccine minuscole.

1.10.04

Ieri mi telefona l'architetto per comunicarmi l'atroce notizia:
"Oggi è venuto l'idraulico, la lavatrice in bagno non ci sta proprio".
-Nemmeno una piccola piccola, di quelle che lavi un lenzuolo alla volta?
"Guardi rimangono si e no 20 cm."
-Ok non ci sta
Segue giro di consultazioni telefoniche spasmodiche con mamma e consiglieri del caso:
che faccio rinuncio alla vasca da bagno? metto la lavatrice in cucina rinunciando alla lavastoviglie?
Ognuno ha la sua teoria.
Poi la folgorazione:
la lavatrice alloggerà dentro l'armadio (a muro).
Fantastico!
Continuo ad avere incubi notturni non so se è colpa della dieta serale (ma in fin dei conti una porzione di tortelli sfogliavelo ricotta e spinaci non dovrebbe essere troppo allucinogena), delle letture prima di andare a letto ( su Vanity Fair ho letto che volevano far intervistare Totti dalla Fallaci e questo sì è un pò inquietante) o del fatto che il lavoro mi irrita... fatto sta che anche stanotte ho fatto sogni angosciosi in cui fra l'altro comparivano coinquilini e colleghi.
Baby avrà un super restyling.... freccine piccole triangolari e forse ma forse portatarga snellito (sempre che l'operazione sia possibile). Sono in trepidante attesa di andarla a recuperare dal meccanico!