Sabato le vicine gentili sono passate a portarmi un regaluccio natalizio postumo.
Poco ci è mancato che il Marito, scambiandole per venditrici della folletto, non le facesse entrare.
Ho pensato fosse carino invitarle domenica pomeriggio per berci un the.
Mentre le invitavo e pensavo a quale dolcetto preparare in accompagnamento al the alla liquerizia, mi sentivo una novella Bree Van der Kamp.
Apparecchiando la tavola il set di mug scombinati dava i primi segnali della mia inadeguatezza al ruolo di casalinga modello.
Guardando i muffins crescere al caldo del forno però mi sentivo parzialmente riscattata dalla mancanza di fini porcellane. Questo fino a quando il Marito mi domandava:
"Ma quanta candeggina hai usato per pulire la cucina? C'è una puzza!"
Mai muffins lievitarono meglio, sappiate però che eccedere nelle dosi di ammoniaca per dolci, vi porterà sì ad una splendida lievitazione, ma farà sì che i vostri dolci sembrino bagnati con la candeggina.
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14.1.08
2.7.07
Mi sono impegnata, ho comprato vasetti di vetro nuovi con relativi tappi, li ho lavati con acqua calda e sapone e, per maggior sicurezza, li ho anche fatti bollire per 10 minuti.
Le prugne le ho comprate al mercato del sabato, mentre le estraevo dalla sportina per metterle in frigo si è verificato quello che, a posteriori, posso definire come un incidente illuminante dell'esito del mio esperimento. La busta in carta che conteneva le prugne si è rotta sul fondo facendo cadere i frutti sul pavimento di cucina.
Ho lavato la frutta, l'ho tagliata in pezzi eliminando noccioli e piccioli, l'ho messa a bollire a fuoco vivo con zucchero e pectina. Sembravo una professionista, vasetti diposti ordinatamente sul tavolo in attesa di essere riempiti, pentolone formato famiglia gorgogliante di futta in ebollizione, riempimento dei vasetti senza spargimento di materiale sul piano di lavoro. Tutto bene fino alla tappatura quando improvvisamente uno dei vasetti, non avendo più lo sfogo verso l'alto, ha deciso di eiettare il fondo e il contenuto sul tavolo.
Arginati danni ho provveduto a completare il reportage fotografico, dal quale si potrebbe evincere che sono una precisina, ma si sa, è tutta scena.
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casalinga disperata,
cucina
13.6.07
Metal Housewife
La mattina, per quanto io sia in coma (e infatti il Marito mi portò in dono dal salone del libro una maglietta targata narcoleptic girl), è l'unico momento in cui sono in grado di compiere qualche azione volta al mantenimento della casa in uno stato decoroso.
La meccanicità di alcuni gesti come mangiare lo yogurt, ma anche caricare la lavatrice o innaffiare le piante, mi concede ancora qualche minuto di limbo in cui sebbene in posizione eretta posso continuare il riposo notturno.
Stamattina visto che i tuoni in lontananza non mi davano garanzia di un innaffiamento naturale delle piante, ho deciso che era giunto il momento di dare acqua alle surfinie.
Mentre facevo dentro e fuori casa con in mano l'annaffiatoio verde, ho colto il mio riflesso nella porta finestra e non ho potuto fare a meno di ridere. Infradito hawaiane, pigiamino giallo a gatti, capello cotonato stile marge simpson e al polso destro un fantastico braccialetto a borchie che avevo chiesto al Marito di imprestarmi e che lui aveva pensato bene di allacciarmi al polso. Parevo appena uscita da una roulotte di qualche sobborgo della provincia americana, ci mancava che masticassi una cicca facendo le bolle ed ero pronta per un cameo in My Name is Earl.
La mattina, per quanto io sia in coma (e infatti il Marito mi portò in dono dal salone del libro una maglietta targata narcoleptic girl), è l'unico momento in cui sono in grado di compiere qualche azione volta al mantenimento della casa in uno stato decoroso.
La meccanicità di alcuni gesti come mangiare lo yogurt, ma anche caricare la lavatrice o innaffiare le piante, mi concede ancora qualche minuto di limbo in cui sebbene in posizione eretta posso continuare il riposo notturno.
Stamattina visto che i tuoni in lontananza non mi davano garanzia di un innaffiamento naturale delle piante, ho deciso che era giunto il momento di dare acqua alle surfinie.
Mentre facevo dentro e fuori casa con in mano l'annaffiatoio verde, ho colto il mio riflesso nella porta finestra e non ho potuto fare a meno di ridere. Infradito hawaiane, pigiamino giallo a gatti, capello cotonato stile marge simpson e al polso destro un fantastico braccialetto a borchie che avevo chiesto al Marito di imprestarmi e che lui aveva pensato bene di allacciarmi al polso. Parevo appena uscita da una roulotte di qualche sobborgo della provincia americana, ci mancava che masticassi una cicca facendo le bolle ed ero pronta per un cameo in My Name is Earl.
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