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She said "i'll throw myself away, They're just photos after all" I can't make you hang around. I can't wash you off my skin. Outside the frame, is what we're leaving out You won't remember anyway I can go with the flow But don't say it doesn't matter anymore I can go with the flow Do you believe it in your head? It's so safe to play along Little soldiers in a row Falling in and out of love With something sweet to throw away. But I want something good to die for To make it beautiful to live. I want a new mistake, lose is more than hesitate. Do you believe it in your head? I can go with the flow But don't say it doesn't matter anymore I can go with the flow Do you believe it in your head? (QOTSA) |
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E' facile sai averti se chiudo i miei begli occhietti spenti e cerco su di me la tua pelle che non c'è poi ti entro in fondo dentro lo sai soltanto per capire chi sei Forse sei un congegno che si spegne da sé Forse sei un congegno che si spegne da sé E puoi maledire la tua bocca se sbagliando mi chiama quando lui ti tocca? Cercherò su di me la tua pelle che non c'è Ti entravo in fondo dentro lo sai soltanto per capire chi sei Forse sei un congegno che si spegne da sé Forse sei un congegno che si spegne da sé (Afterhours) |
Chi vive senza follie non e' cosi' saggio come crede.
Francois de La Rochefoucald
C'e' un mio collega che ogni mattina mi invia un pensiero
per la giornata.
Quello di stamattina mi e' piaciuto particolarmente quindi
lo riporto qui.
Ciascuno tragga la sue conclusioni ;o)
Delle volte uno si domanda se nella vita ha fatto qualcosa
di male per meritarsi tutto questo.
Metti che devi fare un bollettino, un vaglia e spedire una
lettera.
Passi davanti alla posta alle nove de mattino, ma c'e' una
fila che quasi esce dalla porta.
Ritorni per mezzogiorno: non c'e' nessuno, ma scopri che
puoi usare il bancomat esclusivamente per pagare il
bollettino: per il vaglia ci vogliono i contanti.
Paghi il bollettino, ovviamente i contanti non li hai.
Torni alle sette di sera con i contanti, davanti a te c'e' una ragazza che sta compilando un modulo per depositare un assegno, l'impiegata ti fa cenno di passare mentre la ragazza compila.
Presenti la richiesta di vaglia. L'impiegata visibilmente
impallidisce.
Guarda il foglio e ti dice:
"Allora devi mandare i soldi a Ginevra ?".
"No veramente Ginevra sono io, li devo mandare
alla persona che ho indicato li' sotto nel campo
DESTINATARIO".
La tizia allora entra nel menu a scelta rapida(?):
tempo reale CLICK!
vaglia nazionale... indugia
moneygrahm... indugia
vaglia internazionale...
dai dai ce la puoi fare e' quello giusto clikka clikka...
...mouse impazzito....
vaglia nazionale
moneygrahm
vaglia internazionale
vaglia nazionale
moneygrahm
vaglia internazionale
vaglia nazionale
moneygrahm
vaglia internazionale
vaglia nazionale
moneygrahm
vaglia internazionale CLICK!
sospiro di sollievo
Paese di destinazione:
"ah e' in francia.... mmmhhhh...aspetti vado a vedere
il codice"
si alza
ma come il codice??? che codice??
La ragazza nel frattempo ha finito di compilare, la guardo
e le dico: "fatti pure avanti perche' qui la vedo lunga".
L'impiegata intanto e' sparita chissa' dove alla ricerca del
codice.
Ritorna, io le faccio cenno di far passare la ragazza, ma lei le dice
"mi scusi, vada dalla mia collega, non pensavo fosse una cosa cosi'
lunga"
La ragazza va dalla collega e,poco dopo, con gli occhi iniettati di
sangue ritorna al mio sportello e con voce alterata dice
"mi scusi ma me lo poteva dire prima di farmi compilare questo foglio
che gli assegni li potete ritirare solo fino alle 18.30?" poi se ne va.
Colgo un:
"che servizio di merda!"
Comincio ad avere dei sospetti su quello che sta per succedere:
"quindi francia...codice........ FR!" Io come minimo mi aspettavo che
fosse un codice alfanumerico di 14 cifre, invece voleva solo l'abbreviazione...
va beh....
"allora vediamo 64 euro?"
"eh si' 64" ..c'e' scritto li' penso io...sia in lettere che in numeri...
"ahh allora 64 euro per.... Mr Ceccaldi... Mister Ceccaldi! Ma come si
chiama di nome?"
"Onestamente non lo so al'albergo mi hanno detto di fare il vaglia a
MONSIEUR Ceccaldi dell'hotel sole mare"
"ah no no eh! non e' possibile! nell'albergo ci possono essere un sacco di
MISTER CECCALDI non e' chiaro, poi non glieli danno i soldi..."
Chiama una collega e le illustra la situazione, la collega interviene con
aria competente:
"Ma mi scusi chi e' il signor Ceccaldi ? e' il proprietario o il direttore?"
Io le guardo allibita, "ma che cazzo ne so io!" vorrei rispondere.
Mi trattengo:
"Onestamente non lo so, dall'albergo mi hanno detto di fare il vaglia a
questa persona, non mi hanno detto il nome."
"No guardi non glielo facciamo perche' poi rischia che non arrivi a
destinazione, poi finisce che ritorna indietro e lei ci perde le spese"
"Va beh se e' cosi' allora grazie, mi informo e poi torno domani "
"eh si' e poi i vaglia e' meglio farli nel primo pomeriggio!"
che servizio di merda....
Per la cronaca poi ho telefonato all'albergo, mi hanno detto il
nome di Mr Ceccaldi (Paul) e si sono pure stupiti che
volessi saperlo.
Stamattina sono tornata, allo sportello c'era una tizia leggermente
piu' sveglia e sono riuscita a fare il vaglia.
Sempre per la cronaca la lettera l'ho spedita in occasione del vaglia
mancato, ma sono dovuta andare allo sportello prodotti postali.
Quindi la morale della favola e':
quando vai alla posta rinuncia ad ottimizzare i tempi, 3 cose dovevo
fare, 3 volte sono dovuta tornare!
Tornata dalla pausa pranzo mi concedo i classici 10 minuti di navigazione internet per mantenere un contatto con quanto sta accadendo nel mondo. E' incredibile come ci siano giorni in cui il mio contatto con le fonti di informazione sia pressoche' nullo, se non per una rapida scorsa dei titoli della repubblica on line. E' difficile farsi una idea di quanto sta succedendo dalle colonne dei giornali: hanno bombardato il palazzo presidenziale (ce ne saranno almeno 10 a Baghdad), hanno ucciso Saddam, ah no era un sosia, Saddam e' fuggito fra le macerie con i figli ed e' scappato in ambulanza... pivello, volete mettere con il mullah omar che scappa in motocicletta nel deserto afghano? L'unica cosa cui non faccio fatica a credere e' che negli ospedali a Baghdad ci sia carenza di medicinali e che si operi in condizioni disperate: 800 milligrammi di Ibuprofen per procedere ad una amputazione. Per me, nei giorni del ciclo, 2 pastiglie di ibuprofene funzionano alla stregua di una caramella alla camomilla: non riesco ad immaginare. Del resto si sa, la realta' riesce sempre a superare in dolore e atrocita' qualunque parto della fantasia. Dal mio punto di vista privilegiato, di persona che vive nella parte ricca del mondo, che ha un lavoro, una casa, una famiglia, dei soldi da spendere in cose inutili sento che, per quanto poco questo possa influire sulle sorti del mondo, ho il dovere di non nascondere la testa, di non girarmi dall'altra parte, di continuare a manifestare per le cose in cui credo, di continuare a tenere la bandiera della pace appesa al balcone. Di leggere e di far conoscere le azioni e le testimonianze di persone grandi e generose che dedicano la propria vita ad aiutare il prossimo. Dobbiamo continuare ad inorridire davanti alla guerra, perche' e' l'unica cosa che possiamo fare. Perche' la guerra non e' un male necessario, perche' le persone che soffrono e che muoiono non sono danni collaterali o spiacevoli imprevisti. Citando un articolo di Giovanni De Mauro sull'internazionale: "le nostre opinioni si formano a partire dai dati che ci vengono messi a disposizione". Allora cerchiamo di mantenere viva la nostra capacita' critica.
"ma sei sicura che le cose possano funzionare con una persona
cosi' diversa da te ?"
...silenzio...
Domande, domande che mi vengono rivolte e che a volte si
materializzano spontaneamente nella mia testa.
Non e' questione di essere talebani, ma se fin da quando eri
piccola, per un verso o per l'altro, in casa hai sentito parlare di
politica, in qualche modo le opinioni politiche diventano un fattore
con il quale contribuisci a farti una idea della persona che hai davanti
come i gusti musicali, il modo di vestire, il modo di parlare, il modo
di muoversi.
Con gli amici e' una cosa diversa, li conosci da una vita, hai affrontato
la vita assieme a loro, sono stati li' quando c'era bisogno che ci fossero,
hai tentato di essere presente quando loro avevano bisogno di te. Sai quali
sono i loro valori, il loro modo di reagire davanti alle cose importanti e
anche se quando sono in cabina elettorale la loro matita segna il simbolo
'sbagliato' questo non cambia nulla.
E con "l'altro"? Non un altro qualsiasi...il "tuo altro"?
Se e' arrivato ad essere il tuo altro, vuol dire che il resto,
opinioni poltiche a parte, ti piace. Quindi, a questo punto, che
differenza puo' fare il famoso simbolo su cui la matita indugia
e si posa in cabina elettorale (almeno un minimo di incertezza
pretendo che si debba averla visto lo stato pietoso in cui versa
la politica italiana).
Discutere di politica fianco a fianco nel letto, sentire l'abisso che
ci separa dall'altro,
considerare l'idea di vestirsi e scappare,
restare.
La politica non e' l'uomo, il simbolo, il partito. E' l'atteggiamento verso
la vita, verso il prossimo, il modo di agire all'interno della societa'.
E allora? Ti piacerebbe che la sintonia fosse immediata e che non ci si
dovesse ogni volta stare a spiegare, a domandare. Anche se poi alla fine
quello che conta e' il modo di agire.
G.
Ieri sera mi e' capitato di conoscere due ragazzi israeliani. Saputo da dove venivano
ovviamente e' scattata la fatidica domanda : "com'e' la situazione in Israele?"
La risposta ha lasciato tutti perplessi : "bene, tutto bene"
Qualcuno ha azzardato un: "ma come tutto bene? non mi sembra"
Al che e' arrivata la spiegazione:
"ci sono molti piu' morti per incidenti stradali che per gli attentati terroristici.
se un giorno muoiono 5 persone per un attentato, nella settimana comunque
ne muoiono 20 in macchina"
Onestamente sono rimasta sgomenta. Mi e' sembrato cosi' assurdo che morire per
un attentato kamikaze mentre sei a fare colazione al bar fosse considerata una mera
fatalita' come morire in un incidente stradale perche' qualcuno ha invaso la tua corsia.
Se fossi nata in Israele forse capirei.
Forse solo viaggiando e conoscendo tanta gente, vedendo le persone, cambiando i punti
di vista si riescono ad avere opinioni sensate sul mondo. Si riesce a superare l'atavica
paura del diverso. Si riesce forse a passare dal piano della questione di principio al piano
della soluzione che si adatta allo stato reale delle cose, alla soluzione che fa meno danno.
Forse...
D.
> Se fossi nata in Israele forse capirei.
Se fossi nata in Israele e avessi un punto di vista fazioso e non un minimo di
sensibilita' forse potresti dire che "va tutto bene"
Non si tratta solamente di un mero calcolo di morti, si tratta di diritti
violati, di gente che vive nel terrore, di gente le cui case vengono abbattute,
di persone che non hanno acqua da bere perche' non hanno accesso ai pozzi oppure
questi ultimi vengono appositamente inquinati, di uomini e donne che per andare
a lavorare devono passare attraverso due o tre check point ogni giorno, venendo
perquisiti, umiliati, minacciati e a volte uccisi a sangue freddo...
Se il parlamento del Belgio ha deciso che Sharon potra' essere processato per
crimini contro l'umanita' quando non sara' piu' capo del governo di Israele
qualche ragione deve pur esserci.
Nessun parlamento si sognerebbe di processare il ministro dei trasporti perche'
ci sono tanti morti in incidenti stradali.
G.
Quando ho riletto il messaggio che ho spedito ho pensato che avrei
potuto essere fraintesa.
Quello che mi ha colpito ieri e' stato il fatto che qualcuno possa
considerare come una fatalita'come un altra, l'evenienza di morire
per una esplosione. Solo questo.
Forse fossi nata in Palestina considererei normale il fatto di dover
lottare per la sopravvivenza, per l'acqua, per la mia casa, per la mia
vita. Forse lo considererei un dato di fatto e basta.
Onestamente credo che la gente vorrebbe la pace, vorrebbe vivere in
condizioni umane. Ma quando sei nato in un campo profughi e non hai
vissuto altre realta' che quella, forse non hai nemmeno il tempo
per pensare a cosa vorresti: sei troppo impegnato a sopravvivere.
Da fuori e' ovvia la sproporzione del conflitto, ma da dentro com'e'?
Cosa vuol dire che le cose vanno bene e che tutto sommato non si
muore tanto? Che si accettano le cose cosi' come sono? Non ho approfondito
era una frase colta al volo. Pero' mi ha dato da pensare.
E se noi non riusciamo a capire come loro vivono la loro situazione che
speranza possiamo avere da fuori di fare qualcosa per aiutarli?
Tutto qui.
C.
secondo me e' assurdo pensare che l'israeliano medio riesca a precepire
l'assurdita' della societa' in cui vive. ti sembra che il cittadino
medio occidentale percepisca l'assurdita' di una societa' basata sul
profitto? e perche' questo? perche' ogni societa' cerca di perpetuarsi
formando i propri cittadini in maniera tale che siano perfettamente
adatti a se stessa, che non la contestino, che non cerchino di
modificare lo status quo...
... naturalmente le cose non sono cosi' semplici, la societa' stessa e'
istituita, in ogni momento, dagli individui che la compongono e la
ridefiniscono...
immaginati, in uno Stato oggettivamente in guerra da 50 anni, le
pressioni a cui devono essere sottoposti gli individui sin dal momento
della nascita affinche' assorbano il mito della terra promessa, della
nazione accerchiata, del popolo perseguitato etc. etc.
G.
[.....]
e noi occidentali cosa possiamo fare? che doveri abbiamo? (magari smetterla
di distribuire bombe e democrazia sarebbe gia' un passo avanti...)
C.
[.....]
Credo si abbia anche il dovere di non dimenticare, e di non far
dimenticare, quello che abbiamo imparato dal passato. E di imparare dal
passato quello che non abbiamo ancora compreso.
Di non dimenticare che le liberta' formali assicurate dalle democrazie
liberali non sono solo un inutile guscio vuoto, ma sono il prerequisito
per potervi dare un contenuto - che non ci puo' essere semplicemente
assicurato dal codice civile o dalla costituzione, ma che deve essere
creato nelle condizioni materiali della nostra estistenza.
Di non dimenticare che se noi non abbiamo passato l'infanzia in miniera,
per quanto oggi ci possa sembrare una realta' remota, e' grazie a quei
lavoratori che hanno lottato, patito la fame, si sono fatti ammazzare
per assicurarci un futuro migliore, e non grazie a qualche padrone
illuminato - anche se esistono, noi lo siamo, dopo tutto....
Di non dimenticare che in ogni momento nella storia dell'umanita' ci
sono stati, ci sono, e ci saranno dei momenti di rottura, durante i
quali la cappa delle strutture gerarchiche del potere viene strappata
via, almeno temporaneamente. E' in quei momenti che i piu' fortunati
riescono ad intravvedere quello che banalmente chiamiamo un futuro
migliore. Spero di viverne uno ;o)

